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Questo esperimento top secret ha davvero testato il teletrasporto?

Il Philadelphia Experiment, presunto esperimento segreto della Seconda Guerra Mondiale per rendere invisibili le navi, è avvolto nel mistero e smentito da storici come invenzione piuttosto che realtà.
Marco Maggioni 9 Dicembre 2024

Questo esperimento top secret ha davvero testato il teletrasporto? - (Credit: tech.everyeye.it)

Durante la Seconda Guerra Mondiale, un episodio ha intrigato e affascinato storici e appassionati di enigmi: il Philadelphia Experiment. Si racconta che nel Philadelphia Naval Shipyard, un cacciatorpediniere, l’USS Eldridge, sia diventato oggetto di un esperimento segreto, concepito per rendere invisibili le navi ai radar nemici. Questo racconto avvolto nel mistero ha ispirato numerosi film, articoli e teorie, generando un interesse che si protrae fino ad oggi.

Si narra che l’esperimento iniziasse con l’accensione di generatori estremamente potenti situati a bordo dell’USS Eldridge. Testimoni oculari affermano di aver assistito a un fenomeno incredibile: una luce verdognola avvolgeva la nave, che sembrava svanire nell’aria. Le voci raccontano di come, dopo alcune ore, il cacciatorpediniere venisse visto, in modo inspiegabile, a Norfolk, in Virginia, per poi riapparire, altrettanto misteriosamente, nella sua base originale a Philadelphia. Al ritorno, i membri dell’equipaggio mostrerebbero segni di sofferenza, riportando ustioni e vivendo uno stato di completa confusione, mentre alcuni, si dice, addirittura apparivano “fusi” con la struttura della nave. Ma qual è la verità dietro questa leggendaria storia?

Le origini del racconto affondano le radici con Carl M. Allen, conosciuto anche come Carlos Allende. Questo uomo, nel 1956, decise di scrivere lettere in cui descriveva dettagliatamente l’esperimento, sostenendo che fosse frutto di una tecnologia sofisticata che si basava sulla teoria del campo unificato proposta da Einstein. Pur essendo la teoria mai dimostrata, lasciava intravedere un potenziale sorprendente nel combinare forze di gravità e elettromagnetismo. Questo aspetto attirò l’attenzione di molti, amplificando la narrazione a tal punto che, successivamente, venne rappresentata nel film del 1984 “The Philadelphia Experiment”. Persino gli appassionati del paranormale iniziarono a esplorare questa trama, rendendo l’episodio ancora più celebre. Tuttavia, la verità potrebbe essere ben diversa dai racconti fantasiosi.

La smentita dei fatti: verità o fantasia?

Numerosi storici e esperti, e non ultimi alcuni ex membri della marina militare, si sono affrettati a smentire la storia del Philadelphia Experiment. Molti di loro sostengono che le tecnologie che avrebbero dovuto garantire l’invisibilità erano, in realtà, dispositivi noti come sistemi di degaussing. Questi oggetti erano impiegati per proteggere le navi dall’attacco di siluri magnetici, una minaccia concreta durante il conflitto. Un altro punto fondamentale è che documenti ufficiali e testimonianze verificano che l’USS Eldridge non si trovò mai a Philadelphia nelle date menzionate nel racconto.

Infatti, la narrazione dell’esperimento sembra più un’invenzione che un riporto di esperienze reali. L’idea di navi che diventano invisibili e di membri dell’equipaggio che subiscono conseguenze così straordinarie si tende a collocare più nel regno della fantasia e della mitologia moderna piuttosto che nella realtà storica. L’epoca in cui si svolse il conflitto ha alimentato molte leggende e storie incredibili, e quella del Philadelphia Experiment è certamente una delle più famose… o famose più che credibili.

In un contesto afflitto da tensioni e segreti, il Philadelphia Experiment rimane avvolto da un alone di mistero. Che sia un racconto fuori dal comune o una semplice manipolazione della verità, la sua storia continua a suscitare curiosità e discussioni senza tempo.

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