Un grande interpreta un grande: Eduardo De Filippo è Ciampa nella commedia "Il berretto a sonagli" di Luigi Pirandello.
Oggi non faccio niente. Anche ieri non ho fatto niente, ma non avevo finito
Snoopy
Roma, vicolo San Trifone all'incrocio con via dei Tre Archi
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Le lettere triangolari dal fronte russo
Durante la Seconda guerra mondiale i soldati spedivano a casa i loro messaggi senza busta, piegati a triangolo
Durante la Seconda guerra mondiale, nel periodo tra il 1941 e il 1945 che in Russia viene chiamato “la Grande Guerra Patriottica”, la forma triangolare diventò lo standard della corrispondenza tra i soldati al fronte e le loro famiglie. Il blog Poemas del rio wang ne ha ricostruito la storia.
Durante la guerra, la posta veniva raccolta dal fronte e inviata ai familiari dei soldati gratuitamente. Non si poteva fare in altro modo perché far arrivare i francobolli fino alle zone di combattimento sarebbe stato molto difficile. Le cartoline e le buste c’erano, ma finivano molto in fretta. I soldati, allora, nei primi mesi della guerra inventarono un formato che era una lettera e una busta insieme. ll procedimento per piegare il foglio è simile a quello per fare l’origami a forma di shako, il cappellino militare.
Con questo sistema si poteva mandare una lettera senza bisogno della busta o di una cartolina postale: era sufficiente una pagina strappata da un quaderno, della carta per arrotolare le sigarette, o i bordi larghi di un giornale e mezz’ora di tempo per scriverla. Il contenuto delle lettere era quasi sempre molto semplice: i soldati scrivevano frasi affettuose per i familiari, facevano piccoli disegni per i bambini e per chi non sapeva leggere, e promettevano di tornare presto a casa, anche se non dipendeva da loro.
Piegare i fogli in questo modo, invece di inserirli in una busta, aveva un ulteriore vantaggo: il contenuto della lettera era più facile da controllare (era proibito sigillare i fogli in qualsiasi modo).
La censura militare che lavorava al fronte controllava la corrispondenza non tanto – come invece si pensa – per verificare che i soldati non si lamentassero del sistema (da un’analisi del contenuto delle lettere risalenti a quel periodo è emerso che praticamente nessuna faceva riferimenti politici o citava il nome di Stalin), ma per essere certi che i soldati non includessero riferimenti geografici e indicazioni da cui si potessero dedurre i piani dell’esercito russo.
fonte
And finally these letters were immortalized by the contemporary famous soldier’s songs, such as Mark Bernes’ Полевая почта, “Field Post” below.
В селе далёком плачет Мать от счастья,
Узнав, что сын здоровый и живой.
Ей эту весть сквозь битвы и ненастья
Приносит треугольник полевой.
The mother in the far away village is crying
of joy, knowing that her son is healthy and alive:
this was let her known through battles and storms
by the triangular letter from the front.
testo:
Когда в кругу друзей мы вспоминаем
О годах нашей жизни боевой,
Один из первых тостов поднимаем,
Тост за здоровье почты полевой.
Пусть плещет дождь, окопы заливая,
На всей земле сухого места нет.
Когда приходит почта полевая,
Солдат теплом далёким обогрет.
Кто был на фронте, на переднем крае,
Тот оправдает и поймёт бойца,
Который, смерть и пули презирая,
Готов плясать при виде письмеца.
Морозом и жарою опалённый,
Четыре года шёл войной боец,
А следом фронтовые почтальоны
Несли приветы от родных сердец.
В селе далёком плачет мать от счастья,
Узнав, что сын здоровый и живой.
Ей эту весть сквозь битвы и ненастья
Приносит треугольник полевой.
Бегут года, но мы не забываем
О верном друге жизни фронтовой,
И тост, друзья, с любовью поднимаем
Мы за здоровье почты полевой.
Ultima modifica di mormore; 06-10-2011 alle 06:56
Ruth Brill, Nathan Young e Nancy Osbalderston del Corpo di Ballo Nazionale Inglese al lancio di “Dance Gb” all’Old Royal Naval College di Londra, in Inghilterra
Foto di Rajesh Kumar Gupta
Oggi non faccio niente. Anche ieri non ho fatto niente, ma non avevo finito
Snoopy
MOZART - iL FLAUTO MAGICO
Ultima modifica di Cordavibrante; 08-11-2011 alle 02:06
Oggi non faccio niente. Anche ieri non ho fatto niente, ma non avevo finito
Snoopy
Molto belle le tre voci bianche :-)
Magia del flauto
Mozart entrò nella Massoneria il 14 dicembre 1784, nella.piccola ma prestigiosa loggia chiamata Beneficenza, che operava all'interno della più grande e influente loggia detta della Vera Concordia, fondata dal maestro venerabile Ignaz von Born, illustre scienziato, scrittore e mineralogista: figura di spicco adombrata nel personaggio di Sarastro del Flauto magico. Proprio l'opera tedesca, l'ultimo grande successo di Mozart in teatro, contiene idee, simboli e costumi legati al rituale massonico: ed è probabile che componendola nel 1791, in un momento di incertezza per la sopravvivenza stessa della massoneria in Austria (dopo il regno di Giuseppe II, tollerante nei suoi confronti, l'ascesa al trono di Leopoldo II faceva temere tutt'altro atteggiamento), Mozart e il librettista Schikaneder, entrambi framassoni, si proponessero di difendere l'Ordine con un'opera ispirata ai suoi ideali liberali e umanitari.
Che Mozart ne fosse profondamente permeato, che la sua adesione alla massoneria non fosse dettata da motivi soltanto pratici, di carriera, è indubitabile. Certo, più volte nel corso degli anni viennesi chiese aiuto ai confratelli per far fronte a difficoltà finanziarie, e trovò proprio nel tesoriere della Vera Concordia, Michael Puchberg, un amico devoto che lo sostenne anche economicamente in molte situazioni precarie. Ma alla vita della loggia, nei suoi aspetti per così dire istituzionali, partecipò attivamente e con convinzione, sia come assertore delle teorie che l'animavano sia come compositore di musiche destinate alle sue riunioni: di cui almeno una, la Musica funebre massonica K. 477, scritta nel luglio 1785 per una cerimonia commemorativa di due confratelli defunti, occupa un posto artisticamente rilevante nel suo catalogo.
D'altronde, per capire l'importanza e l'estensione della massoneria nell'Austria di quel periodo basta scorrere gli elenchi degli affiliati: vi compaiono nomi eminenti non solo di aristocratici, funzionari dello Stato, ufficiali, diplomatici, banchieri e commercianti ma anche di scrittori, artisti e musicisti. Quasi contemporaneamente a Mozart vi entrò a far parte Haydn; e lo stesso padre di Mozart, Leopold, fu repentinamente convertito in occasione della sua visita al figlio nella primavera del 1785. L'élite intellettuale viennese si riconosceva negli ideali filosofici della massoneria: nella tensione della lotta contro le ristrettezze spirituali e le ingiustizie sociali, nei principi di solidarietà e di fraterna uguaglianza propugnati con il pensiero e con l'azione. Forse Mozart non era in grado di seguire fino in fondo quelle speculazioni; ma la sua adesione fu spontanea e partecipe proprio nell’aspirazione ad affrancarsi da ogni dogmatismo morale e religioso da un lato, dall'oppressiva grettezza delle convenzioni sociali dall'altro. Ad attrarlo erano anche altre suggestioni: il cerimoniale segreto, la solennità di incontri iniziatici in un ambiente intimo e amico, i riti allegorici nei quali la musica, nel silenzio della parola, sondava le profondità misteriose della fede e della ragione, illuminando l'utopia della felicità.
Una lettura del Flauto magico sotto specie massonica è limitativa ma ineludibile. Le simmetrie molto evidenti di cui l'opera è costellata, dal numero tre simbolo massonico allo svolgersi dell'azione in un processo di purificazione dalle tenebre alla luce, sono in funzione di un percorso teatralmente stratificato nel quale il tema dell'iniziazione conduce beneficamente alla conquista di una nuova, più alta consapevolezza. Mozart cala i principi della massoneria nell'affermazione di valori provvidenziali, sacri, e li rivela, oltre la morte, a ognuno dei suoi simili.
fonte
V. van Gogh
Oggi non faccio niente. Anche ieri non ho fatto niente, ma non avevo finito
Snoopy
Tre volte miagola la gatta in fregola - Macbeth-G.verdi
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