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Discussione: Pussy Riot «Tre anni alle rocker anti-Putin»

  1. #1

    Pussy Riot «Tre anni alle rocker anti-Putin»

    Fabrizio Dragosei

    La richiesta contro le Pussy Riot Madonna in Russia: solidarietà

    MOSCA — La danza punk inscenata in una chiesa dalle tre cantanti del gruppo Pussy Riot per protestare contro il sostegno dato a Vladimir Putin dalle gerarchie ortodosse potrebbe costare loro tre anni di cella.

    Ieri nella corte dove si tiene il surreale processo alle giovani, sono arrivate le richieste dell'accusa. Moderate, rispetto alla pena massima di sette anni per hooliganismo prevista dalla legge. In linea con quello che nei giorni scorsi aveva dichiarato il presidente: le donne non avevano fatto certo una bella cosa, ma andavano giudicate «non troppo duramente».

    Per il resto del mondo invece, tre anni per aver danzato e cantato «Beata Vergine, liberaci da Putin» e altre frasi simili appaiono un'enormità. Ieri al coro di proteste nel mondo dello spettacolo (da Sting ai Red Hot Chili Peppers) si è unita anche Madonna, a sua volta contestata dagli ultraortodossi durante il primo di due concerti in terra di Russia.

    Gli avvocati della difesa hanno parlato in aula di «ritorno al Medioevo» e hanno preannunciato il ricorso alla Corte europea dei diritti umani per il trattamento subito dalle imputate durante il processo, visto che sarebbero state tenute per ore in celle di transito e in aula senza cibo, senza la possibilità di riposare e con continue umiliazioni.

    La sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime ore e potrebbe anche essere più leggera: forse di due anni con sospensione condizionale. In ogni caso, quello che si è visto negli ultimi giorni nel tribunale moscovita e soprattutto ieri è certamente assai particolare. Anche se il codice penale russo non prevede pene per blasfemia e sacrilegio, come ha ricordato uno dei difensori, l'intero caso è stato basato proprio su questo punto.

    Maria Alyokhina, 24 anni, Nadezhda Tolokonnikova, 22, e Yekaterina Samutsevich, 29 anni, si erano presentate a febbraio nella chiesa di Cristo Salvatore, nel periodo delle grandi proteste di piazza contro Putin. Indossando maschere colorate, avevano ballato e cantato, in una performance antipotere. All'inizio la polizia aveva preso la cosa per una ragazzata e le aveva lasciate andare. Ma dopo che un filmato era finito su YouTube, sembra che il patriarca Kirill avesse protestato direttamente con Putin. Quindi l'arresto, la detenzione e il processo.

    Ieri le arringhe hanno lasciato senza fiato parecchi di coloro che erano presenti. «Le accusate si sono messe in una posizione che è in antitesi con il mondo ortodosso»; «l'agitare i pugni in aria durante la preghiera punk evidenzia chiaramente la mancanza di rispetto delle ragazze per il mondo ortodosso»; «le loro azioni non erano femminismo, ma nichilismo».

    Il difensore di una delle parti «offese» si è spinto più in là, sostenendo che se la sentenza non sarà esemplare, le ragazze potrebbero ripetere atti simili. Ha poi messo in discussione l'educazione universitaria dell'imputata Alyokhina, che ha frequentato la facoltà di Giornalismo e Lettere. Secondo l'avvocato, nel curriculum della facoltà ci sono più corsi sulla «storia delle dottrine culturali segrete che sulla storia della Russia». E questo è un male che secondo il legale dovrebbe spingere il giudice a imporre una correzione alle università. Non è chiaro a quali esami l'avvocato si riferisse, ma visto lo statuto dell'università in questione, è probabile che si tratti dei vari corsi di Storia antica, sui miti greci, sulla Cabala, eccetera.

    Nel pronunziare la sentenza, la corte potrebbe tener conto del fatto che due delle ragazze sono madri e che tutte e tre non hanno precedenti. Le gerarchie ortodosse si sono invece rifiutate di perdonare le tre Pussy Riot, nonostante le richieste venute da molti fedeli. Secondo un autorevole professore dell'Accademia teologica di Mosca, l'arcidiacono Andrej Kurayev, una condanna sarebbe però assai dannosa per la chiesa. «Trasformerebbe le imputate in martiri» e alimenterebbe l'ostilità della gente.

    Corriere della Sera | 08 Agosto 2012
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  2. #2
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    Allora anche io sono una puttana.


    Pussy Riot: Mosca contro Madonna, "e' una puttana"



    12:41 09 AGO 2012



    (AGI) Mosca - Schieratasi apertamente a favore delle Pussy Riot, le ragazze che rischiano il carcere per aver cantato in chiesa a Mosca contro Putin, la pop star Madonna si e' guadagnata gli insulti online del vice premier russo, Dmitri Rogozin. Su Twitter, l'ex inviato russo all'Onu ha scritto: "Ogni ex-p....a con l'eta' tende a fare lezione di morale. Specialmente durante tour e concerti all'estero".

    Il nome della 'Material girl', in tournee' in questi giorni a Mosca e San Pietroburgo, non e' mai citato esplicitamente, ma il riferimento e' chiaro. Dal palco dello stadio Olimpiski nella capitale russa, martedi', Madonna ha detto di "pregare" per la liberazione delle tre ragazze, accusate di teppismo motivato da odio religioso e per le quali 'l'accusa ha chiesto tre anni di detenzione. Il verdetto sul caso, che ha spaccato l'opinione pubblica russa e ha raccolto la solidarieta' anche di artisti internazionali come Sting e i Red Hot Chili Peppers, e' atteso per il 17 agosto.


    fonte
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  3. #3

    Verdetto Pussy Riot: "Colpevoli" manifestazioni in tutta Europa

    Le tre cantanti punk diventate il simbolo del dissenso contro Vladimir Putin giudicate colpevoli di teppismo e incitamento all'odio religioso. In tutta Europa manifestazioni di protesta. Arresti davanti al tribunale

    MOSCA - Colpevoli. Per il tribunale Khamovnichesky di Mosca, le tre cantanti punk, ormai simbolo del dissenso contro Vladimir Putin dopo aver cantato una "preghiera" contro il presidente russo dentro la cattedrale Cristo salvatore di Mosca lo scorso 21 febbraio, hanno commesso un reato di teppismo e incitamento all'odio religioso.

    Ancora non si sa a quanto ammontano gli anni di pena della sentenza di condanna, ma, secondo la corte presieduta da Marina Syrova, le tre ragazze hanno suonato una canzone "blasfema, insultante" nella cattedrale, commettendo una "grave violazione dell'ordine pubblico, disturbando la quiete dei cittadini e insultando profondamente le convinzioni del fedeli ortodossi", si legge nella sentenza.

    Per i giudici, il testo "esprimeva chiaramente l'odio basato su affiliazione religiosa" e l'obiettivo delle ragazze, mosse da "odio religioso", era quello di raggiungere "il circolo più vasto possibile di fedeli, dando pubblicità" al proprio gesto.

    Davanti al tribunale, nel distretto di Jamovniki, già diversi arresti, tra cui anche il campione di scacchi Garry Kasparov, malmenato e rinchiuso in un cellulare 1dalle forze dell'ordine, e il coordinatore del Fronte di sinistra, Serghei Udaltsov. Insieme ad altre centinaia di manifestanti, chiedevano la liberazione delle giovani.

    In loro sostegno, manifestazioni anche in tutta Europa. "Free Pussy Riot" è lo slogan diffuso in queste ore in decine di piazze per difendere Nadezhda Tolokonnikova, 23 anni, Maria Alekhina, 24 anni, e Yekaterina Samutsevich, 29 anni, in custodia in carcere da cinque mesi.

    Una situazione che non ha scalfito la grinta delle giovani musiciste, tutte in aula per assistere alla lettura della sentenza. Una di loro, la Tolokonnikova , indossa una maglietta azzurra con un pugno chiuso e la scritta: "No pasaran", e ha rilasciato un'intervista al giornale indipendente Novaya Gazeta - dove lavorava Anna Politkovskaya - fugando ogni ipotesi di pentimento. "Abbiamo già vinto - ha detto - Noi (russi) abbiamo imparato ad arrabbiarci con le autorità e a parlare ad alta voce di politica".

    Le ragazze si dicono felici di essere diventate, involontariamente, l'epicentro di un enorme evento politico che coinvolge diverse forze. "Non credo in una sentenza come questa - ha precisato Tolokonnikova - Questo non è un processo: è un'illusione".

    "Davvero non ci aspettavamo un processo - ha aggiunto - perché non abbiamo mai commesso alcun reato. Non sospettavamo neanche che le autorità sarebbero state così stupide da perseguitare delle femministe punk anti-putin, dandoci legittimità nello spazio sociale". Due delle ragazze sono giovani madri e lo stesso Putin aveva detto di sperare che la sentenza non fosse "troppo severa".

    Il caso ha scatenato critiche internazionali e da molti è stato visto come l'ennesimo esempio del pugno di ferro del governo e delle autorità statali contro il dissenso. Tra le star scese in campo in favore delle tre artiste, Madonna, Bjork e l'ex Beatle Paul McCartney, e marce di protesta sono previste anche in Svezia, Francia e Germania.

    Il provocatorio gruppo femminista ucraino Femen ha inscenato nel centro di Kiev una manifestazione in sostegno delle colleghe russe, segando una croce 2 in memoria dei milioni di vittime dello stalinismo e chiedendo alla Chiesa di "fermare il sostegno alla dittatura e sostenere lo sviluppo della democrazia e della libertà delle donne".

    A Mosca invece diverse statue sono state incappucciate 3 con "balaclava" - i cappucci spesso usati dai corpi speciali - colorati alla maniera di quelli indossati dalle Pussy Riot. Tra i monumenti, quelli dei poeti Alexander Pushkin e Abai Qunanbaiuli, quello dello scienziato Mikhail Lemonosov e statue di eroi della seconda guerra mondiale.

    C'è naturalmente anche chi le contrasta, come il gruppo serbo di estrema destra serba, Nasi, che ha lanciato online un gioco intitolato "Spara alle Pussy Riot - morte ai nemici", scrivendo sul proprio sito che le ragazze dovrebbero essere portate in ospedale per essere sottoposte a un trattamento psichiatrico.


    (17 agosto 2012)
    www.repubblica.it
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  4. #4
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    Dissidenti. E donne.
    Quindi puttane.

    Sono contenta che il "sassolino nella scarpa" di Putin siano loro.
    Sono molto triste, invece, per il fatto che sono state condannate.
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
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  5. #5
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    Eccole qua, le "criminali"...

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  6. #6
    non facciamone delle educande....
    diamo a cesare quel che è di cesare.
    è vero che uno del proprio corpo può farne ciò che crede, ma se queste notizie son vere ampliano un attimino l'angolo di visuale.

    "Madre, provocatrice, street-artist e rocker. Ma anche amante della filosofa - cita Kant e Solzhenytsin - e sostenitrice della libertà d'espressione e del femminismo.
    I fan la osannano, i detrattori la considerano la mente diabolica di un gruppo sacrilego.
    Tutto questo è Nadia Tolokonnikova, il volto più noto e sexy delle Pussy Riot, condannata, il 17 agosto, a due anni di carcere, assieme alle altre due sue compagne, per aver interpretato una preghiera anti-Putin nella cattedrale di Mosca.
    Nata a Norilsk (Nord della Russia) 22 anni fa, è sposata con Piotr Verzilov, dal quale ha avuto una figlia di 4 anni, Era, un nome importante che evoca subito la potente regina degli dei.
    Nadia è una studiosa: è iscritta all'ultimo anno di Filosofia all'Università Statale di Mosca.
    SI UNISCE AL GRUPPO RIBELLE VOINA. La natura ribelle si concretizza non appena maggiorenne quando la Tolokonnikova si unisce al gruppo Voina (Guerra), collettivo di writer e artisti di strada noto per le sue sortite provocatorie.
    Sono ormai quattro anni che Nadia vive sull'onda della contestazione. Ed è stato un crescendo di rischi e provocazioni.
    In una di queste, alla vigilia delle elezioni che sancirono la vittoria di Dmitri Medvedev, cinque coppie del movimento inscenarono una performance di sesso di gruppo nel Museo di Zoologia di Mosca, dal titolo 'Nascita di un orsetto' (Medvedev, in russo, significa appunto orso).
    Tra queste c'era anche Nadia, allora all'ultimo mese di gravidanza.
    L'episodio ha segnato l'ascesa della Tolokonnikova negli ambienti 'underground' della capitale.

    POI LE PUSSY RIOT, PUNK FEMMINISTE E ANTI PUTIN. Lasciato Voina, è diventata uno dei membri più in vista delle Pussy Riot (leggi chi sono), movimento femminista che fa del punk il suo inno contro il Cremlino.
    Fino a che il 21 febbraio con le sue compagne - Maria e Katya - ha inscenato la preghiera anti-Putin, a causa della quale le rocker sono state arrestate.
    PLAYBOY VORREBBE 'LA FILOSOFA' IN COPERTINA. Ma la fama della leader non si è fermata. Davanti ai giudici, lo scorso 8 agosto, si è distinta citando Montaigne, Socrate e Solzhenytsin, mentre il 17 agosto, in una lettera ai fan, ha fatto riferimento a Emmanuel Kant e al «miracolo» dei principi morali dell'umanità.
    Nel frattempo, il suo caschetto bruno, gli occhi neri e le labbra carnose hanno catturato l'attenzione di Playboy, che la vorrebbe in copertina.
    Ma nonostante la mobilitazione internazionale e i numerosi appelli giunti da icone della musica (tra gli ultimi Madonna e Paul Mc Cartney) la giustizia russa l'ha condannata a due anni di carcere.
    Ma a guardare la sua rapida ascesa e l'interesse mediatico che le sue azioni hanno suscitato nei confronti dell'attuale situazione del Cremlino, quella di Nadia e delle Pussy Riot è da considerarsi comunque vittoria. Un dissenso che ha fatto eco.
    Nadia è ormai donna simbolo che lotta contro ogni forma d'oppressione che limiti la libertà d'espressione e pensiero. E ora che ha raggiunto la vetta (anche se dal carcere), la 'filosofa' promette di far parlare ancora di sè."

  7. #7
    Non capisco che vuoi dire, se le notizie sono vera la ragazza é una giovane artista anticonformista e impegnata politicamente. Per quale motivo il non essere un educanda avrebbe qualche attinenza con il caso? E poi tu sei un'educanda?

  8. #8
    Senior Member L'avatar di satya
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    Citazione Originariamente Scritto da avaria Visualizza Messaggio
    non facciamone delle educande....
    diamo a cesare quel che è di cesare.
    è vero che uno del proprio corpo può farne ciò che crede, ma se queste notizie son vere ampliano un attimino l'angolo di visuale.
    (...)
    1. quale è la fonte di ciò che posti?
    2. quale è il valore di essere delle educande?
    3. quale il disvalore nel non esserle?
    4. e poi, cosa si intende per "educande"?

    Dopodiché, cerchiamo di capire come e perché queste ragazze, per aver cantato una canzone anti-putin (volutamente minuscolo) in un luogo di culto debbano meritare anni di prigione.

    5. L'hai visto il video che ho postato? Queste colorate ragazze sono così inquietanti?
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  9. #9
    Sottoscrivo le considerazioni e le domande di gladiatore e satya

  10. #10
    il volto più noto e sexy
    PLAYBOY VORREBBE 'LA FILOSOFA' IN COPERTINA
    Nel frattempo, il suo caschetto bruno, gli occhi neri e le labbra carnose hanno catturato l'attenzione di Playboy, che la vorrebbe in copertina.



    e no, non è proprio un'educanda.

  11. #11
    Citazione Originariamente Scritto da avaria Visualizza Messaggio
    non facciamone delle educande....
    E perché dovremmo?

  12. #12
    Citazione Originariamente Scritto da kalandar Visualizza Messaggio

    e no, non è proprio un'educanda.
    educanda educata
    vivaddio

  13. #13
    Germania: emulano le Pussy Riot. Rischiano fino a tre anni


    27 Agosto 2012

    da RIA Novosti

    Tre persone che emulavano il gruppo femminile punk russo delle Pussy Riot rischiano di essere condannate a tre anni di carcere dopo che la Chiesa cattolica ha sporto denuncia a loro carico, a quanto ha riferito martedì il sito di notizie locali thelocal.de. Al trio, che domenica ha interrotto una funzione religiosa nella Cattedrale di Colonia, potrebbe essere imposta una detenzione perfino più lunga di quella della band da loro sostenuta, se verranno imputati e condannati da una corte.

    Secondo un articolo del Frankfurter Rundschau, due giovani ragazzi e una giovane donna – che indossavano passamontagna simili a quelli infilati lo scorso febbraio dalle Pussy Riot a Mosca nella Cattedrale di Cristo Salvatore– hanno tentato di interrompere una celebrazione in chiesa.

    Il trio ha fatto irruzione nella cattedrale stendendo uno striscione con la scritta “Pussy Riot Libere” e distribuendo volantini con urla. Le guardie di sicurezza hanno scortato il gruppetto fuori dalla Cattedrale.

    «La pace della Cattedrale di Colonia è stata turbata; non possiamo né vogliamo accettare tutto ciò», ha dichiarato al Frankfurter Rundschau Robert Kleine, il decano della Cattedrale, secondo thelocal.de.

    Kleine ha aggiunto: «Il diritto di manifestare non può sovrastare il diritto alla libertà religiosa e ai sentimenti religiosi della congregazione».

    I tre giovani ignoti attivisti potrebbero essere adesso perseguiti per aver violato la pace e aver sconvolto la libertà di praticare la religione, reati punibili con la reclusione fino a tre anni, o una multa.

    Un berlinese fu condannato a nove mesi di prigione nel 2006 quando interruppe una cerimonia nel Giorno dell’Unità Tedesca.

    Un videoclip rieditato della protesta delle Pussy Riot che è stato postato online ha mostrato il gruppo vicino all’altare principale della Cattedrale di Cristo Salvatore, mentre alternava calci e segni della croce, e intonava la canzone “Holy S**t”, chiedendo alla Vergine Maria di “cacciare” il presidente russo Vladimir Putin. La canzone conteneva insulti rivolti al Patriarca Kirill di Mosca e tutta la Russia, nonché ai credenti.

    Le tre componenti della band russa sono state giudicate colpevoli di teppismo e sono state condannate a due anni di prigione ciascuna lo scorso 17 agosto. Questo fatto ha richiamato a livello internazionale sia l’attenzione dei media sia le critiche, che Mosca ha respinto come “infondate” affermando che l’atto della band non era una tanto una questione di performance artistica, quanto «un insulto per milioni di credenti [cristiani] ortodossi».



    Traduzione per Megachip a cura di Reberdi Pillitu.

    Fonte: http://en.ria.ru/society/20120823/175396962.html

  14. #14
    sono piuttosto perplessa riguardo alle questioni pussy riot
    all'inizio, prima dell'arresto, mi suscitavano simpatia, avevo visto questo video e per quanto nn particolarmente dotate musicalmente le trovavo ironiche, purtroppo nn capendo i testi il giudizio era molto superficiale
    poi è cominciato il can-can mediatico a seguito del loro arresto e ho cominciato a leggere qualcosa di più su di loro, mettendo a confronto la descrizione che ne viene fatta nei media mainstream che nei siti più indipendenti (e i giudizi non sono affatto univoci, al contrario dell'omologazione entusiastica da parte del mainstream)
    fra le tante considerazioni fuori dal coro vi propongo il seguente articolo, un pò lunghetto ma che contiene secondo me osservazioni pertinenti non limitate alla vicenda pussy riot
    ho anche voluto verificare se le notizie dell'orgia e dellla performance del pollo fossero vere e con mio sommo stupore, mettendo su google "pussy riot orgia" mi è spuntato come primo link il video pubblicato sul sito dell'unità (!!!!)
    boh?!?!?!?!
    diciamo che questo tipo di performance (così come quelle del gruppo femen che per attirare l'attenzione protestano a seno nudo) mi lasciano piuttosto interdetta
    rimango anche stupefatta dal generale sostegno che suscitano e mi chiedo se un gruppo italiano avesse inscenato un'orgia in un posto pubblico per protestare contro berlusconi avrebbe avuto la stessa solidarietà così come mi rendo conto che a norma di legge, in molti paesi compresa l'italia, chiunque avesse inscenato una protesta anti-governativa e anti-clericale nella maggiore chiesa (o moschea o sinagoga) del paese rischierebbe la stessa condanna se non anche molto più aspra

    comunque... per ora rimango con le mie perplessità senza sposare nessuno delle tesi (molto semplificate) che si contrappongono: pussy riot eroine-martiri femministe rivoluzionarie VS pussy riot (con contorno di molta parte dell'opinione pubblica mondiale) pagate dalla CIA in funzione anti-russa

    ....anche se in realtà oscillo più verso la seconda... specialmente dopo aver sentito che hanno già registrato il marchio "pussy riot"....



    Laicismo 2.0


    03 Settembre 2012

    di Piotr (Пётр)

    1. Chi va coi cretini (e le cretine) impara a cretineggiare. E rischia di fare la stessa fine. Leggete un po' qui l'articolo “Germania. Emulano le Pussy Riot e Rischiano fino a tre-anni”. Ricordo che le cretine russe rischiavano fino a sette anni, l'accusa ne aveva chiesti tre e sono state condannate a due (forse anche perché Putin stesso aveva chiesto pubblicamente alla corte di essere clemente).

    Immaginatevi se delle “Fighe Ribelli” italiane avessero fatto la stessa cosa a S. Pietro, cioè occupato l’altare durante una messa, bestemmiato, insultato i fedeli, dato della “cagna” al papa e del “dittatore marcio” e “capo dell’OVRA” a Napolitano. Fino a due anni di carcere per turbamento di funzione religiosa e fino a cinque anni di carcere per gli insulti al Presidente.

    Chi scrive abolirebbe il papato domani e non ha alcuna simpatia politica per il Presidente, ma le cose, legalmente, stanno così. È quindi del tutto ipocrita che i media, che ogni giorno fanno sviolinate al capo di una religione che da noi de facto non ha mai smesso di essere di Stato e che stravedono per quella brava persona, soprattutto super partes, del Presidente, si addolorino per le cretine russe.

    2. Le Pussy Riot non sono un gruppo rock, come ormai sanno in molti. Sono un collettivo sedicente “situazionista”, che a quanto sembra fa riferimento all’artista russo-israeliano Plucer-Sarno di Mevasseret Zion (che però le considera delle “ambiziose provinciali”) e al collezionista d’arte russo Marat Gelman, e ha come scopo quello di provocare oltre ogni immaginazione e mettere in difficoltà Putin. Più volte le sciagurate avevano infatti cercato di essere arrestate con “performance” simili a quelle della Cattedrale del Cristo Salvatore. Furono però solo mandate via in modo civile (cioè senza botte). Dovevano quindi aumentare la misura della provocazione. E in qualche modo hanno avuto successo.

    Il loro lato femminista è invece ben rappresentato dal video che hanno messo in rete, in cui in un supermercato rubano un pollo surgelato e una di loro se lo infila nella vagina.

    Che coscienza di genere! Pari a quella dimostrata con un’altra perfomance d’alta classe: un’orgia in un museo di Mosca con una giovanissima donna incinta al nono mese (che partorirà infatti quattro giorni dopo).

    Chissà quale di queste imprese ha talmente infervorato Paolo Ferrero da chiamare le cretinoidi russe “compagne Pussy Riot” e salutarle col pugno chiuso. Non so se valga la pena chiederglielo, perché sta di fatto che Paolo Ferrero ha ancora una volta dimostrato che se qualche volta capisce, qua e là, con moto alterno, cosa sta succedendo in Italia, non ha proprio nessuna idea di cosa sta succedendo nel mondo.

    Ce lo immaginiamo tra poco tempo con un elmetto in testa e un moschetto ’91 in mano, spedito in una trincea da qualche potente che nemmeno sa chi sia per un motivo che ancora non ha compreso, in mezzo al fango e tra i fischi dei proiettili, che si domanda smarrito “Che ci faccio qui?”.

    La Terza Guerra Mondiale, caro Ferrero! Quella che porta via sia il tosat sia la mare (se ti ricordi ancora Piero Jahier).

    3. Le azioni delle Pussy Riot non sono isolate. Sono sicuramente azioni di stampo russo nel senso che i loro immediati bersagli sono la Chiesa Ortodossa con la sua caratteristica nazionale e Putin, politico particolarmente odiato dall'Occidente perché ha messo fine alla svendita (con milioni di morti) del suo Paese. E non intende più svenderlo. La democrazia non c'entra un bel nulla.

    Ma più in generale si inscrivono in una serie di azioni che stanno caratterizzando quello che potremmo chiamare “Laicismo 2.0”.

    Il laicismo (da non confondere con la laicità, che è una stella polare di chi scrive) è quella particolare religione, perché di religione si tratta, che vede nei valori cristiani un ostacolo alla tabula rasa valoriale richiesta dall’odierno ipercapitalismo in affanno.

    Ecco allora, nella sua versione attuale più spettacolare, un collettivo di stupide ucraine che, con seno nudo d’ordinanza, in appoggio alle cugine russe segano la croce di legno che commemorava i contadini morti per le carestie indotte dalle politiche di Stalin. O ecco un “progressista” russo che inneggia al massacro dei cristiani (i “parassiti”). Tutti all’insegna della democrazia, del progresso e della libertà di coscienza, usando come pretesto il lato più attaccabile del cristianesimo, cioè quello organizzato in chiesa e in gerarchia.

    Tra le odierne mosse del Laicismo 2.0 ci aggiungerei anche il bavaglio che la curia romana ha verosimilmente messo al papa.

    Non so se ve ne siete accorti, ma questo papa tedesco, così poco simpatico, sembra infatti sparito di scena.

    Avevo avuto la netta impressione all’inizio del suo regno assoluto (così è in termini giuridici) che papa Ratzinger nella politica ecumenica avesse abbandonato l’occhio di riguardo del suo predecessore per i Protestanti, per volgerlo verso gli Ortodossi. Insomma una Ostpolitik religiosa (non sorprendente per un papa tedesco). Oggi invece su quel versante tutto sembra essere stato fermato. E sul resto? Sul resto non dice nulla. Non dice nulla su niente.

    Ma tra il niente c'è anche il massacro dei cristiani in Siria da parte di quei “ribelli” così amati dall’Occidente cristiano. Dopo le rotture di scatole avute da Wojtyla sulla guerra in Iraq, gli armigeri occidentali hanno deciso di prevenirne altre sulla Siria. Il bavaglio sulle questioni internazionali è stato pian piano messo a partire dall'attacco alla Libia, quando il vescovo di Tripoli era ancora riuscito a protestare per poi ricevere l’ordine, una volta rientrato a Roma, di non dire più una parola.

    Papa Ratzinger ha ricevuto molte visite da parte di Monti. I mangiapreti per vocazione pensano che il premier ci sia andato per capire cosa deve fare per accontentare il Vaticano. È più probabile, al contrario, che Monti ci sia andato più che altro per dire al Vaticano cosa deve fare per accontentare gli interessi politici che egli rappresenta in Italia. Ovviamente, non gratis.

    Si capiscono a questo punto alcune mosse preliminari. Ad esempio le polemiche sulla famosa lectio magistralis di Ratzinger a Ratisbona. Fece infuriare tutti i politically correct per un presunto attacco all’Islam. In realtà in quella lezione non aveva detto nulla di particolarmente grave. Però, e lo si capisce col senno di poi, il papa poteva interferire con un discorso di collegamento religioso con la linea di collegamento politico tra gli USA e l’Islam, linea che fu esplicitamente santificata col famoso discorso di Obama al Cairo, tre anni dopo.

    In quel discorso, tanto osannato, il succo era che gli Stati Uniti volevano rilanciare il compromesso con l’Islam politico e col fondamentalismo (che tanti frutti aveva dato in Afghanistan contro l’Unione Sovietica). Il fine di questo compromesso lo si è visto con le “primavere arabe” altrettanto osannate dai politically correct.

    La sconfitta di Gheddafi è stata opera dei corpi speciali inglesi e francesi coadiuvati da quelli sauditi e del Qatar, fiancheggiati da reparti di Al Qa'ida comandati da personale che era passato come terrorista addirittura per le prigioni statunitensi (oltre che per quelle libiche). Lo stesso schema che si vuole riproporre oggi per la Siria. Ma per far ciò era indispensabile una mossa preliminare: bisognava far fuori simbolicamente Osama Bin Laden (probabilmente già morto da un pezzo), il nemico pubblico numero uno, la cui esistenza in vita, per quanto virtuale, impediva nell’immaginario occidentale e specialmente USA che la al-Qa'ida cattiva si potesse riciclare in una al-Qa'ida buona. Ed ecco la fantastica, ma in realtà fantasiosa, azione dei Navy Seals in Pakistan poco dopo che il Dipartimento di Stato aveva ottenuto di fatto il via libera all'attacco dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.

    4. Ma ritorniamo alle nostre Pussy Riot. Forse non se ne rendono conto, ma in mezzo a queste storie ci sono fino al collo. Basti pensare al sostegno a loro accordato dal Dipartimento di Stato, da Amnesty International USA (diretta da una ex funzionaria dello stesso Dipartimento) o dal tristemente noto Human Rights Watch. Ma cosa rappresentano simbolicamente le sciagurate?

    All'inizio della storia del capitalismo occidentale la differenziazione tra chi deteneva il potere politico e religioso da chi deteneva il potere del denaro aveva richiesto l’azzeramento simbolico del mondo feudale in cui questi poteri erano uniti e fiorirono così le filosofie razionaliste ed empiriste (dubbio iperbolico di Cartesio, mente umana come tabula rasa di Locke), e poi in modo ancor più conseguente l’empirismo di Berkeley e di Hume che combatté una fiera battaglia filosofica contro le categorie di “causalità” e di “sostanza”, contribuendo ad omogeneizzare lo spazio sociale, a ridurne le dimensioni, a renderlo “liscio” e pronto per i rapporti di produzione capitalistici (razionali per definizione), dove la “sostanza” (il plusvalore) doveva essere accuratamente celato non meno della sua “causa”.

    Oggi, non so se alla fine assoluta del capitalismo, ma probabilmente alla fine (che può essere lunga) di quello termoindustriale che ha regnato per oltre due secoli, la storia si ripete in farsa. L’omogeneizzazione dello spazio sociale cercata simbolicamente con le raffinate battaglie filosofiche razionaliste ed empiriste diventa così il sottoprodotto di un buffonesco Laicismo 2.0 praticato tramite Gay Pride Day (che ha lo stesso rapporto con le istanze degli omosessuali di quello che ha il carnevale di San Remo, ma da usare come grimaldello contro i “regimi” riottosi – infatti non a caso è citato nella “canzone” della “Rivolta della Figa”), o polli surgelati messi in vagina, orge con donne incinte, croci segate, inviti “libertari” al massacro dei cristiani.

    Se solo si chiede di ragionare, di distinguere tra laicità e laicismo, si è di sicuro tacciati dai neo-fondamentalismi del Laicismo 2.0 di essere degli oscurantisti e dei reazionari.

    Il Laicismo 2.0 è una sorta di virus intellettuale che si è installato ovunque abbia trovato una immunodeficienza: nel comunismo ridotto a sinistrismo, nel pensiero critico marxista stravolto in pensiero progressista, nell’internazionalismo diventato cosmopolitismo e globalismo, e via deteriorando.

    E, ovviamente, nella meta-corruzione: la laicità trasformatasi nella religione laicista stessa.

    Il Pensiero Unico capitalistico (che può assumere più di una variante, non solo quella neoliberista) ha bisogno di un non-valore universale, che sia trasmesso attraverso ogni ordine simbolico: filosofico, letterario, artistico, scientifico.

    Un piccolo ma perfetto saggio di questa trasmissione, forse perfino involontaria, lo si trova nell’articolo “I due volti della caccia alla strega blasfema” di Marco Ventura, ordinario di Diritto Canonico ed Ecclesiastico, dove si pone uno sconsiderato parallelo tra la vicenda delle provocatrici russe e quella, ben più seria, di Rifta Masih, la piccola pakistana cristiana di 11 anni, affetta da sindrome di Down, accusata di blasfemia.

    Come afferma lo stesso professor Ventura in un altro luogo, “democrazia religiosa e religione democratica vanno insieme”. Il problema è che noi andiamo verso un conflitto globale. Quanto sarà armato, quanto sarà politico e quanto sarà economico, non lo possiamo ancora sapere. Sicuramente un mix di tutti e tre le dimensioni. Questo lo possiamo affermare con sicurezza perché, banalmente, è già quanto sta succedendo adesso. E quando i conflitti si acuiscono, la prima vittima è la democrazia. Se democrazia religiosa e religione democratica vanno insieme, lo stesso succede, all’inverso, quando la tendenza è l’involuzione autoritaria.

    Allora la quarta dimensione del conflitto, quella simbolica, che come propaganda agisce su tutte le altre tre, deve, ancora una volta, azzerare le increspature delle coscienze così come deve essere sgombro da ostacoli il ponte di lancio di una portaerei.

    È un conflitto epocale – nel senso che farà transitare da un’epoca ad un’altra – e quindi anche questo lavoro dovrà essere epocale, e il Laicismo 2.0 è ormai un collaudato strumento di lavoro. Come tutti i fenomeni epocali è e sarà caotico. Vedremo all’opera fautori della religione democratica che senza accorgersene andranno dritti nelle fauci si quelli che vogliono liquidare la vecchia democrazia rappresentativa e, a maggior ragione, sono nemici di ogni forma di democrazia diretta che abbia un minimo di capacità d’incidenza.

    Già oggi vediamo atei e credenti insieme palpitare per un gruppo di deficienti che su un altare in Russia cantano “Merda, merda, merda del Signore”.

    Un paradosso? Ce ne sono di peggiori. I pupari di questi idioti che vogliono schiacciare i cristiani come si schiacciano i parassiti, i cristiani li fanno già veramente massacrare in Medio Oriente dai loro scherani “democratici”.

    Il Laicismo 2.0 è infatti uno strumento di supporto a chi, manovrando da Occidente, sta metodicamente distruggendo tutti i governi laici del mondo islamico.

    Paradossale? Demenziale?

    Così è.

    Amen.

    fonte: megachip
    Ultima modifica di daitan; 04-09-2012 alle 20:53

  15. #15
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    Se le Pussy Riot fossero al soldo degli USA, Anonymous ne sarebbe al corrente e le avrebbe già sputtanate. Invece le sostiene.
    Tanto mi basta.

    Che poi la provocazione sfoci in... provocazioni vere e proprie?, beh, non mi sembra granché contraddittorio. Anzi.
    Il fatto che abbiano registrato il marchio, ben venga, per loro e per la risonanza che possono avere.
    La repressione mediatica in Russia non è più "fastidiosa" solo per gli USA (la guerra fredda è finita da tempo), perciò ben vengano le Pussy Riot russe, e ben vengano - se verranno - anche quelle cinesi, e nord coreane, e iraniane e siriane e di qualunque nazionalità in cui la libera espressione del proprio pensiero costi la galera, ove non addirittura la vita (Anna Stepanovna Politkovskaja docet).
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

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