di Maria Magarik
A Mosca, l'istituto di statistica misura il livello di vita col consumo di generi che nel 1942 erano assegnati ai soldati tedeschi fatti prigionieri.
Un pezzo di pane nero di segale, un bicchiere di vodka, una scatola di sardine, dei fiammiferi, una saponetta, due, tre patate bollite. Una sorta di drammatica natura morta minimalista. I prodotti, racimolati tristemente su un tavolo, e racchiusi in una disarmante foto, sono i prodotti del paniere. Fortunatamente non quello dell'Istat, ma dell'istituto gemello russo, il Rosstat. Pensate che sia uno scherzo di cattivo gusto, una burla? No.
Paradossi della Russia d'oggi:il Pil segna un incredibile +4,2 per cento, ma il carrello della spesa dei suoi abitanti è praticamente vuoto rispetto a quello nostro. Direte, forse perché ci saranno pochissimi ricchi e un oceano di poveri? A giudicare dai dati non è così. Perché soltanto il 13 per cento dei cittadini - dati alla mano - vive sotto la soglia di povertà. E allora, forse la Russia è un Paese popolato da anoressici con tantssimi soldi depositati nelle banche? Acqua, acqua.non avete indovinato. Per capire, utile intendersi su cosa é la "soglia di povertà". Per capire come vive la popolazione russa bisogna analizzare - appunto - il famoso "paniere" tanto amato dal nostro Istat, ma anche dall'istituto di statistica russo, il Rosstat, appunto. Ad aiutarci, il politologo ed ex vice-ministro del Lavoro, Pavel Kudiukin. "Il paniere dei russi è, a dir poco, modesto, anzi miserabile" - racconta - e la soglia di povertà per il governo significa non altro che la mera sopravvivenza fisica del cittadino".
Due esempi concreti,senza perdersi nel labirinto delle statistiche. Vengono fatti dal giornale sindacale "Solidarnost'". Il primo è particolarmente indicativo: per gli esperti del Cremlino, si calcola che oggi un cittadino russo, al giorno, debba consumare la stessa razione di cibo pari a quella che spettava ad un prigioniero di guerra tedesco internato in un lager durante la seconda guerra mondiale. Per l'appunto, la tristissima, spettrale foto pubblicata sul sito Rosstat. Rifacciamo l'elenco: un pezzo di pane nero di segale, un bicchiere di vodka, una scatola di sardine, dei fiammiferi, una saponetta, due tre patate bollite.
Per sperimentare cosa significhi vivere con lo stipendio da "soglia di povertà", 6.307 rubli, pari a poco più di 200 euro, l'ex vice ministro del Lavoro ha proposto a due burocrati ( grandi fan della politica economica del governo ) di andare avanti con quella somma per un paio di mesi. Il risultato é stupefacente: dopo 60 giorni, uno ha perso 10 chili, l'altro, più resistente, solo 5 chili. "Meglio della famosa dieta del Cremlino", ridacchiano gli esperti. Il fantomatico e surreale paniere russo non include - come accade nei Paesi occidentali - l'acquisto degli elettrodomestici (non parliamo di PC, cellulari, tablet, ma di frigoriferi, lavatrici, forno). Battuta spontanea: "E perché il paniere dovrebbe includere tutti questi oggetti "superflui" ? Cosa ne farebbero prigionieri di guerra tedeschi in un lager durante la seconda guerra mondiale?!?".
Oggi, in Russia lo stipendio medio di un insegnante, in provincia, secondo i dati di Rosstat, non raggiunge i famosi 6.307 rubli. Non parliamo dei pensionati, che letteralmente muoiono di fame. Vive sotto la "soglia della poverta" anche il tanto amato lavoratore del complesso industrial- militare: 6 mila rubli per un operaio altamente specializzato, per capirci uno di quelli che hanno lavorato alla produzione dei famosissimi "kalashnikov".
Nel commentare in tv i dati ufficiali sulla povertà, il presidente Putin ha mostrato una faccia assai preoccupata per quel 13 per cento, cioè 19 milioni di persone rimaste "sotto la soglia di povertà tracciata da Rosstat. Pronto il commento dell'economista Michial Deljaghin: il leader del Cremlino non deve assegnare tanta fiducia nei dati dell'Istituto di statistica. Sotto la soglia di povertà in Russia, oggi vive l'80 per cento della popolazione. Per avere dati reali e credibili, basterebbe aggiornare il famoso paniere, fermo dal 1942. E che equipara i cittadini russi ai prigionieri di guerra.
30 luglio 2012
www.globalist.it




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