Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima
Risultati da 16 a 30 di 33

Discussione: Dalai Lama, le invasioni di Iraq e Afghanistan 'tentativi buoni'

  1. #16
    Inutile aggiungere che le affermazioni del Dalai Lama citate nel post iniziale sono inaccettabili.
    Ultima modifica di Annibale; 26-06-2012 alle 17:48

  2. #17
    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    Dissento, secondo me parlare male delle idee non è odio, è odio parlare male delle categorie umane.
    parlare male con un ragionamento basata su fatti non è certo odio. Parlare male, senza sapere proprio nulla dell'altra idea è puro odio. Lui detesta a prescindere il diverso e cerca di diffamarla dove può. Per dividere le persone in categorie parla di "noi cristiani" e "ambienti anticlericali e radicaleggianti". Cioè i buoni e le bestie

  3. #18
    Citazione Originariamente Scritto da mavalà Visualizza Messaggio
    parlare male con un ragionamento basata su fatti non è certo odio. Parlare male, senza sapere proprio nulla dell'altra idea è puro odio. Lui detesta a prescindere il diverso e cerca di diffamarla dove può. Per dividere le persone in categorie parla di "noi cristiani" e "ambienti anticlericali e radicaleggianti". Cioè i buoni e le bestie
    La critica a una religione, così come la critica a un'ideologia, può essere fondata oppure no, ma credo meriti uno "status" diverso da quello dell'hate speech.
    Diversamente si dovrebbe evocare l'odio anche quando si fa la critica dura al cristianesimo.
    Ad ogni modo il buddismo non è sempre stato una religione di pace, le scuole buddiste giapponesi appoggiarono al 100% il regime dell'ammiraglio Tojo, e anche il bushido (il codice d'onore dei samurai e poi dei militari nipponici) ha origini buddiste.

  4. #19
    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    La critica a una religione, così come la critica a un'ideologia, può essere fondata oppure no, ma credo meriti uno "status" diverso da quello dell'hate speech.
    Diversamente si dovrebbe evocare l'odio anche quando si fa la critica dura al cristianesimo.
    Ad ogni modo il buddismo non è sempre stato una religione di pace, le scuole buddiste giapponesi appoggiarono al 100% il regime dell'ammiraglio Tojo, e anche il bushido (il codice d'onore dei samurai e poi dei militari nipponici) ha origini buddiste.
    La ringrazio per la precisazione. Io ho infatti solo riportato le parole di Roberto Dal Bosco, frutto di una attenta ricerca, tratta dal suo libro. Matteo Ricci ha sempre mantenuto le debite distanze dal buddismo, certo nel rispetto delle persone e della loro cultura e tradizione. Mentre si è dimostrato assai più in sintonia col pensiero di Confucio. Tutto qua. Mi fa specie sentirmi muovere accuse di diffamazione al buddismo da pur rispettabili membri del forum, quando si è liberi di vomitare ogni insulto su Santa Romana Chiesa. Non è forse stato detto che chi di spada ferisce di spada perisce?

  5. #20
    Citazione Originariamente Scritto da arjuna Visualizza Messaggio
    non c'è niente da smontare, le sue non sono esternazioni, sono solo paccotiglia degenerata di un movimento integralista antiumano e razziale quale la cattolica sacra romana chiesa.
    si, certo, si può benissimo decidere di non perdere tempo a rispondere.
    mi riferivo sostanzialmente alle richieste di sanzioni.
    per esempio questa cosa che hai scritto cosa è? una tua opinione, fondata o meno ma comunque legittima oppure una esternazione che andrebbe segnalata?
    tutto qui.

  6. #21
    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    La critica a una religione, così come la critica a un'ideologia, può essere fondata oppure no, ma credo meriti uno "status" diverso da quello dell'hate speech.
    Diversamente si dovrebbe evocare l'odio anche quando si fa la critica dura al cristianesimo.
    Ad ogni modo il buddismo non è sempre stato una religione di pace, le scuole buddiste giapponesi appoggiarono al 100% il regime dell'ammiraglio Tojo, e anche il bushido (il codice d'onore dei samurai e poi dei militari nipponici) ha origini buddiste.
    la "critica" in se richiede una certa preparazione tematica...l'insulto invece no..richiede solo la giusta dose di cattiveria.
    io critico le religioni usando fatti e non sparo parolacce e offese..ce una bella differenza.
    In ogni caso, il buddismo come filosofia secondo me è interessante, ...ma come tutte le filosofie vengono poi usati dai poteri per i propri interessi.
    Certamente non contiene la quantità di crudeltà come la Bibbia
    Ultima modifica di mavalà; 27-06-2012 alle 09:24

  7. #22
    Citazione Originariamente Scritto da kalandar Visualizza Messaggio
    si, certo, si può benissimo decidere di non perdere tempo a rispondere.
    mi riferivo sostanzialmente alle richieste di sanzioni.
    per esempio questa cosa che hai scritto cosa è? una tua opinione, fondata o meno ma comunque legittima oppure una esternazione che andrebbe segnalata?
    tutto qui.
    sono profondamente intollerante nei confronti degli intolleranti.

    quello che ho scritto è direttamente proporzionale al tono, alla melliflua provocazione tipica degli ambienti "degenerati" dell'integralismo cattolico di cui il signore preteso di cui sopra è un esponente bigottamente tipico (ambienti, che di cristiano non hanno nulla, tantomeno di evangelico..) e no, ...non è una mia opinione, è un dato di fatto.

    e, di nuovo, no non sono pacifista....sono pacifico, e i buffoni pseudoletterati li stano ad occhi chiusi; so leggere le insinuazioni pavide e ipocrite di chi sciorina sentenze e riferimenti senza saperne la metà di chi non ne sa un cazzo....
    Mi sembra di aver dato abbastanza strumenti e indicazioni per avviare un vero confronto, che viene però accuratamente evitato ......l'esempio è il mio link alla recensione del libro di Dal Bosco (che Contericci vorrebbe come Umberto Eco.....ma sembra molto di più Peter Kolosimo....) fatto da Marcello Veneziani dove il titolo è "buddismo non buddanate".......

    comunque, Kalandar, l'opinione è tua.....se credi segnala pure il mio intervento....
    per quanto mi riguarda ogni post , di quel tenore, del mister Contericci sarà da me altrettanto segnalato.....come a suo tempo feci per i signori sotto il nick Padania.

    Arjuna
    ________________________________________________________
    "A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca" (Belzebù Andreotti)

  8. #23
    Citazione Originariamente Scritto da arjuna Visualizza Messaggio

    comunque, Kalandar, l'opinione è tua.....se credi segnala pure il mio intervento....
    ma non ci penso proprio.
    evidentemente non sono riuscita a spiegarmi

  9. #24
    E' una questione di criteri.

    Se l'intolleranza la si desume dall'associazione di una religione a comportamenti e sentimenti negativi, bisogna dire che finora non si è salvata nessuna religione.

    Poi ciascuno pensa di avere un argomento valido per sostenere quello che dice, ma questa è una valutazione di merito.
    La regola non può decidere che il buddhismo è meglio del cattolicesimo e quindi deve esigere più rispetto (o viceversa).
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  10. #25

    Adoratore di Mao e piglio dittatoriale. La faccia sconosciuta del mite Dalai Lama

    di Susanna Schimperna

    Come la maggior parte degli Occidentali non posso che provare dolore per la tragedia del Tibet da tempo invaso dalle forze cinesi e disgusto per la sudditanza economica e le considerazioni di opportunità politica che impediscono al mondo di riconoscere il governo tibetano in esilio presieduto dal Dalai Lama. E questo uomo semplice, la cui saggezza e spiritualità vennero rintracciate da Tiziano Terzani nel buon senso e nel candore, ovviamente mi piace, mi è sempre piaciuto, non potrebbe non piacermi. Tutto questo detto, sarà il caso che non dimentichiamo, nemmeno da innamorati del Dalai Lama, la necessità di dare voce e quindi ascoltare gli avversari di questo uomo-simbolo, capo religioso e non solo, quattordicesima reincarnazione, per i credenti, di un aspetto del Buddha. C’è chi sostiene che il Dalai Lama non sia solo quello che appare in Occidente (maestro di compassione, misericordia, accoglienza; esempio ammirevole di disinteresse verso ogni dinamica di potere). In particolare, a raccontare i trattamenti ingiusti e addirittura le persecuzioni subite sono molti seguaci di una delle quattro scuole buddiste tibetane, quella chiamata Gelug. Mentre apertamente il Dalai Lama predica la pacifica coesistenza di ogni religione, pretende che la riunione delle quattro grandi tradizioni buddiste da lui auspicata avvenga sotto un’unica direzione, guarda caso la sua. Contro i seguaci “eretici”, nessuna tolleranza. In migliaia i monaci dissidenti sono stati espulsi dai monasteri, altri sono stati attaccati durante pacifiche manifestazioni, la vita quotidiana dei fedeli è da tempo difficilissima e sembra che ci siano liste di proscrizione che, probabilmente male interpretate dagli adepti più integralisti, hanno dato luogo al minimo a discriminazioni, ma anche a omicidi. All’origine di tutto il culto di Shugden, culto che all’improvviso il Dalai Lama decise di vietare con un editto. La storia è curiosa e merita di essere raccontata.

    Nel buddismo tibetano, non diversamente da altre tradizioni religiose, esiste ed è importante la figura dell’oracolo. Uomini e donne, nel corso delle “puje” (particolari riunioni spiritualiste), prestano corpo e voce ai diversi spiriti che vogliono intervenire con consigli e avvertimenti nella gestione degli affari terreni. Fu proprio un oracolo a mettere in guardia il Dalai Lama contro Shugden, un santo amatissimo e venerato specialmente dalla scuola Gelug, considerato protettore, nume tutelare della legge divina. La notte prima suo devoto, il giorno dopo scatenato contro di lui, il Dalai Lama presentò Shugden come espressione di una potenza non divina, ma demoniaca. Unica evidenza (per sua propria ammissione) a sostegno di tale atteggiamento: l’oracolo. Chi ha memoria nota a questo punto una stranezza. In un discorso del 1971, la stessa persona che ha deciso di emanare un editto solo in base a un oracolo aveva dichiarato che gli oracoli non c’entrano con la tradizione buddista, sono elementi spuri e vanno rubricati come pure superstizioni. Tutto documentato. (Non è invece documentato quello che si sussurra, cioè che oggi il Dalai Lama si affidi agli oracoli anche per le decisioni più irrilevanti, ma anche se fosse niente di male, perché esiste il diritto di cambiare idea).

    Il punto è che, in Occidente, il Dalai Lama ha solo esortato i fedeli a non pregare più quel santo, mentre nel suo paese l’ha vietato, creando discriminazioni, fomentando divisioni. Secondo la Western Shugden Society, organo ufficiale dell’opposizione, la vita per centinaia di migliaia di “eretici” sarebbe diventata invivibile. La televisione svizzera ha girato sulla questione documentari imbarazzanti, testimonianze molto attendibili sono state prodotte, eppure sembra che queste voci restino inascoltate. Difficile non domandarsi perché, e a questa domanda i soliti eretici rispondono: protezioni ad alto livello. CIA, per esempio. Fu a seguito di una serie di ben rintracciabili ammiccamenti con questa organizzazione, che il Dalai Lama scappò in India, a Dharamsala, a tutt’oggi sede del parlamento tibetano democratico. Be’, democratico. Il presidente, ovvero il Dalai Lama, è riconosciuto da tutti i membri del parlamento non come un essere umano, ma come una sorta di semidio che incarna il dharma – legge divina –, con i dovuti attributi di infallibilità assoluta confessionale e dottrinale, e incontestabilità di qualunque decisione, anche in ambito politico. Possiamo forse, alla luce di questo, perdonare quelli che in Tibet si riferiscono a lui come “dittatore”.

    A proposito, prima di lasciare il Tibet il Dalai Lama ebbe una vera infatuazione per Mao, tanto che compose in suo nome una sconcertante elegia, ben oltre il formalismo di un’intenzione diplomatica, arrivando a definirlo “cakravarti”, guida dell’universo, quasi fosse stato designato direttamente dal cielo per salvare il mondo (siamo nel 1954, durante la visita in Cina; e ci furono parole singolari nel 2008 anche per Hitler e Göring, durante la visita in Germania). Certo, vale la stessa presunzione evoluzionistica: ci si trasforma, si migliora, si cambia idea. Nel caso specifico, l’evoluzione non è congrua rispetto alla natura semidivina e all’attributo di infallibilità, per cui, attenendoci alla logica, o il Dalai Lama è praticamente perfetto e di conseguenza non può migliorare, oppure è imperfetto e dunque può migliorare, ma proprio per questo, allora, non può essere infallibile.

    Doppia faccia, calcolo politico, pugno dittatoriale, gran voglia di tornare alla teocrazia antecedente al 1951 quando tutti in Tibet erano assoggettati alla legge divina e la parola “libertà” non aveva senso, uso strumentale di una disputa religiosa per liquidare possibili avversari. Queste le imputazioni, da parte dei tanti che della politica del Dalai Lama si sentono e sono vittime.

    Insomma, a me lui continua ad apparire un uomo umile e insieme carismatico, che porta in giro sorrisi e parole di pace. Un uomo credibile. Proprio per questo il silenzio intorno a fatti che non sono negabili non è accettabile. Il silenzio del Dalai Lama, ma anche di tutti i giornalisti occidentali che lo adorano.


    27 giugno 2012
    www.glialtrionline.it
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  11. #26
    Il buddhismo non è nato come religione
    bensì come disciplina di vita
    E ' diventato solo dopo una religione
    e penso che anche per le altre sia successo più o meno così.

    Detto ciò ora il buddhismo è un po' di tutto
    anche un partito tipo democrazia cristiana
    vedi Giappone
    Chiunque rifletta su queste quattro cose:
    ciò che è sopra, ciò che è sotto,
    ciò che è prima e ciò che è dopo,
    meglio sarebbe se non fosse mai nato.

    Talmud, Hagigah.

    ho una intelligenza intermittente
    come le luci dell'albero di natale

  12. #27
    Senior Member L'avatar di satya
    Data Registrazione
    18-08-2004
    Località
    Milan, Italy, Italy
    Messaggi
    8,924
    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Io ero favorevole all'intervento in Afghanistan un po' meno a quello in Iraq. Ma non mi riferivo a queste sue dichiarazioni che peraltro neanche mi sorprendono. Finalmente qualcuno ha cercato di svelare quali fossero i principi dottrinali a cui si ispira il personaggio che fu omaggiato dal premio nobel della pace. Ed è stato Roberto dal Bosco nel suo libro "Contro il buddismo" a svelare ogni sorta di oscenità rituale e dottrinale della pseudoreligione tibetana (che è ben lontana da quella fama di religione di pace che si è conquistata tramite abile campagne mediatiche finanziate per lo più da vip holliwodiani del tutto funzionali alla causa), analizzando, dicevo, il testo principale, il Khalachakra Tantra, e il principale commento al testo, formulato dal veneratissimo "santo" buddista Naropa dall'impronunciabile seguente titolo: Paramarrthasamgrahanamasekoddesakoddesatika che tradotto dal sanscrito dice più o meno così: "Commento di riassunto dell'iniziazione." Tali letture, promuovono lo stupro, la pedofilia, l'omicidio e il suicidio rituali, un nazionalismo messianico di matrice apocalittica, condito da un contorno di agghiaccianti pratiche di magia nera di cui vi risparmio gli orripilanti dettagli. Noi cattolici, sin dall'epoca di Matteo Ricci, vi mettiamo in guardia dal buddismo, una filosofia o una religione completamente incompatibile col cattolicesimo e che, proprio per questo, seduce spesso gli ambienti anticlericali e radicaleggianti.
    Sì, hai ragione, il buddismo è assolutamente incompatibile con il cattolicesimo, nel senso che il cattolicesimo postula un dio assoluto - che dall'alto dei cieli dirige il destino degli uomini - e la vita dopo la morte. Due assunti che non si ritrovano nel buddhismo. Dio in quanto "volontà superiore" non è previsto, semplicemente esistono leggi, diciamo "naturali", che regolano e governano gli universi (leggi bene: GLI universi, che sono infiniti quanto i granelli di sabbia del gange). Anche per questo è una dottrina incompatibile con il cattolicesimo, che invece vuole la terra al centro del creato (anzi, l'unico creato possibile), mentre il buddhismo non è antropocentrico.

    Quanto alle innominabili pratiche a cui fai riferimento, sei male informato. O meglio, sei male informato anche sulla tua stessa tradizione religiosa. In tutte le tradizioni religione (cristianesimo delle origini incluso) sono/erano previsti riti che rasentano il piano della magia. La stessa eucaristia, in fondo, non prevede che un pezzetto di pane si trasformi nel corpo e nel sangue di cristo? E se la leggiamo così, freddamente, letteralmente, non è questa una pratica "magica", che tanto assomiglia al rito dello "smembramento del cadavere" praticato da alcune tradizioni tibetane? In quel caso, si prende un pane a forma d'uomo e lo si "smembra", lo si fa a pezzi, e i pezzi di quel pane vengono consumati dai presenti. Il senso del rito è un po' diverso, perché in questo caso è mirato, diciamo, a "gestire" le energie più violente dell'essere umano, a dirigerle, a rompere situazioni cristallizzate con un atto violento ritualizzato, eccetera.
    Di omicidi e suicidi rituali REALI, invece, non ne ho mai sentito parlare, di certo non nei testi originali a cui fa riferimento tutto il Buddhismo, i famosi Tre Canestri che contengono, pare, tutti gli insegnamenti del Buddha.
    Ad esempio, diversamente che nel cristianesimo, non una sola volta, in tutti i tre Canestri (che sono milioni di pagine, per intenderci), si fa riferimento a guerre di religione per sterminare gli empi, o a un Dio che punisce bruciando città o trasformando uomini in statue di sale, eccetera eccetera.
    Non una sola volta.

    C'è sì, una pratica che anche io ho sempre trovato agghiacciante in una branca estrema del buddhismo tibetano (non ricordo neanche quale) che consiste nell'amputazione dei capezzoli per le monache. Non credo sia più praticata. Diciamo che fa il paio con cilici, cinture di castità e vari atti penitenziali dei mistici più estremi?


    Immagino anche che un cattolico rabbrividisca sentendo parlare delle pratiche del Tantra, che prevedono accoppiamenti sessuali ritualizzati. Preceduti da settimane di digiuno e di ritiro spirituale e che non prevedono l'eiaculazione, perché i monaci che praticano questi accoppiamenti sessuali si addestrano a non disperdere l'energia nell'atto sessuale, bensì a dirigerla verso l'interno, verso la mente, in una sorta di estasi mistica. Sì, immagino che tutto ciò possa far rabbrividire un cattolico, visto che il sesso è tabù e può essere finalizzato solo alla procreazione. Nel Tantra invece no, viene studiato e praticato, secondo rigide pratiche rituali, come forma di liberazione. E solo a certi livelli, tra mistici estremi, e non certo tra neofiti per divertimento, come falsamente si crede.

    Che il buddhismo faccia paura ai cattolici, beh, questo è noto, proprio per il fascino che esercita su chi (ritornando a bomba) non vuol credere in un dio dittatore che sta nei cieli, non vuol credere che la terra e l'essere umano siano il centro dell'infinito né che il premio di questa vita sia nell'aldilà. E sono tanti.
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  13. #28
    Senior Member L'avatar di satya
    Data Registrazione
    18-08-2004
    Località
    Milan, Italy, Italy
    Messaggi
    8,924
    Quanto al Dalai Lama, io non vado pazza per la sua figura. Ho avuto anche l'occasione di incontrarlo, parlargli e persino abbracciarlo, ma non vado pazza per lui, così come non vado pazza per nessun leader religioso che sia anche il capo di un popolo.
    La storia del buddhismo tibetano, come la storia di tutte le religioni istituzionali, è intrisa di scismi, divisioni, contrapposizioni. Perché quel che era/è in gioco è il potere, il dominio temporale. E tutt'ora il Dalai Lama è più una figura politica che un capo religioso. Combatte per ripristinare l'indipendenza (politica e religiosa) del Tibet - questo è il suo focus.

    Rispetto al discorso sulle guerre, mi piacerebbe tuttavia leggere tutto il suo intervento. Perché, conoscendo bene il modo di pensare buddhista, quando un maestro buddhista dice che è stato un "buon tentativo" non è necessariamente un complimento, potrebbe essere tradotto con: "è stato un tentativo un po' da coglioni"... perché il concetto di "buono" nel buddhismo non è necessariamente positivo. Sì insomma, è un bravo ragazzo quel Bush, aveva "buone intenzioni"... ma l'accento nel discorso, se capisco bene, non è su quel "buono", bensì sui "metodi violenti". E quindi il giudizio, alla fine, risulta negativo. Io la leggo così, ma vorrei davvero leggere tutto l'intervento. Potrei anche sbagliarmi.
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  14. #29
    non lo so..leggendo l'articolo non trovo questa Tua interpretazione. In ogni caso vorrei separare il tema buddismo dal Dalai Lama ...come diceva prima Samarilla in maniera chiara, il buddismo è nato come un stile di vita..una filosofia, poi grazie a qualche furbetto è stato trasformato in una arma di potere..cioè religione.
    Questa arma giustifica che il DalaiLama dorme nei alberghi più lussuosi del mondo, mentre i poveri tibetani guardano in tv con entusiasmo come viaggia in prima classe da paesi a paese.
    Solo e assolutamente solo questa arma da a lui il poter di essere il loro sovrano ...
    Lui sicuramente non è un ingenuo simpaticone ma un uomo anziano che sa cosa vuole.
    Vuole il appoggio permanete dell'USA per tornare in Tibet e de pronto di dire qualsiasi assurdità per guadagnarsi questo privilegio ..

  15. #30
    quando penso al tibet mi torna in mente l'iran: i komehinisti abbatterono una dittatura per instaurare una teocrazia. per me è impossibile tifare tra dalai lama e cinesi, il fatto è che le cose sono diventate molto complicate dappertutto. 40 anni fa era facile sostenere i vietcong, i movimenti di liberazione in africa e in mezzo mondo, poi sono uscite fuori le cose più intricate. la cina che sosteneva i controrivoluzionari in angola e tante altre situazioni contraddittorie.
    quando poi è esplosa la jugoslavia io mi sono trovato completamente privo di strumenti per capire cosa stesse succedendo, se c'erano delle risposte o delle proposte da mettere in campo. l'unica cosa che si è potuto fare, perchi ne ha avuto voglia, è stato aiutare i profughi, accoglierli e o mandare aiuti.

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •