E' da molto che volevo proporlo, questo quesito;..... in rete ci sono due tesi antagoniste e sinceramente entrambe evanescenti.
Chiaro che il "bordo" del discorso è portato oltre alla nostra percezione personale di scorrimento del tempo, mentre il "cuore" dell'argomento è centrato sulla pretesa inamovibilità del passo ritmico del divenire (cioè il tic tac è sempre uguale e di medesimo intervallo....).
Personalmente credo che il tempo stia accellerando e non di poco; una buona parte del convincimento mi viene da una indefinibile certezza istintuale, la stessa che mi conforta ogni qual volta si rivela corretta una previsione banale sui fatti della vita. Un'altra bella fetta di convincimento mi viene dalle letture inusuali sulla fisica "estrema", da quella standardizzata di Robert Di Salle (libro: capire lo spazio tempo) a quella eretica di Corbucci o di Frank Close.
Alla fine:
stati alterati di energie elettromagnetiche (deboli o forti che siano) potrebbero diluire o contrarre il tempo? Il nostro pensiero ha un tempo distinto e avulso da quello cronologico?
Drammaticamente e stucchevolmente non abbiamo strumenti nè misure per determinare il passo della realtà, definendolo nelle sue peculiarità per analizzarlo e renderlo comprensibile .....e in ultima analisi...manipolabile. Forse sta lì l'ultima frontiera del divino, del "tutto quanto".
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