Ecco, anche questa è una cosa che contesto... Cassano ha sbagliato, tra le altre cose, anche a non pensare che le sue affermazioni avrebbero avuto una grande risonanza. Tuttavia non ha usato nessuna tribuna. La diffusione nazionale delle sue parole è una conseguenza dell'audience ottenuto dal lavoro che svolge, non un' opzione arbitraria. Diverso è per Fini, quando ha parlato degli omosessuali nelle scuole: lui, sì, ha usato intenzionalmente una tribuna mediatica.
Se è riferita a me, anche solo in parte, questa frase è davvero sconcertante. A cosa serve? A farmi sembrare un difensore che non rifiuta l'omofobia? Il problema non è l'errore compiuto, ma l'atteggiamento verso chi ha sbagliato e, soprattutto, la misura della reazione. L'omofobia è un grandissimo e incivilissimo male. Vogliamo parlarne? Parliamone. Però a uno che ha detto una frase stupida, magari anche grave, non puoi controbattere con class action o espulsione dalla nazionale. A mio avviso sarebbe come adottare la stessa pena per stupro e palpeggio, oppure per omicidio e percosse. Si imponga al calciatore di scontare delle ore socialmente utili in un ARCI gay: sarebbe giusto, misurato e forse perfino istruttivo. Oppure si trasmetta una pubblicità progresso dove Cassano ritratta e spiega ai ragazzini dove e perché ha sbagliato. Il resto è sterile vendetta. E giustizialismo...




Rispondi Citando
Segnalibri