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Discussione: Palestina, quei prigionieri ignorati in sciopero della fame

  1. #1

    Palestina, quei prigionieri ignorati in sciopero della fame

    Palestina, quei prigionieri ignorati in sciopero della fame





    Original Version: Palestine, ces prisonniers ignorés en grève de la faim


    Lo sciopero della fame di circa duemila prigionieri palestinesi non ha suscitato praticamente alcuna attenzione da parte dei media occidentali; se questa protesta fosse avvenuta in Cina o in Russia, le cose sarebbero andate diversamente – scrive
    Alain Gresh


    ***



    Immaginiamo per un istante duemila prigionieri politici in Cina impegnati in uno sciopero della fame da svariate settimane; oppure altri duemila mobilizzati in Russia in un simile movimento. Senza alcun dubbio le televisioni e le radio, così pronte a render conto delle minacce ai diritti umani in questi lontani paesi, aprirebbero i loro giornali con questa notizia, si indignerebbero per questa violazioni di diritti fondamentali, invocherebbero la reazione delle nostre autorità e persino un loro intervento, per imporre delle sanzioni a Pechino e Mosca.

    In effetti duemila prigionieri politici in sciopero della fame esistono, ma in Palestina, e la notizia non sembra interessare molte persone. D’altronde sappiamo da tempo che i Palestinesi, gli Arabi, i musulmani non sono degli esseri umani come gli altri.

    Ma torniamo ai fatti, come riportati dal corrispondente di Le monde (« Le mou*vement de grève de la faim des pri*son*niers pales*ti*niens en Israël s’étendrait à 2 000 détenus », Lemonde.fr, 6 maggio) :

    “Israele incontra delle crescenti difficoltà a controllare il movimento di sciopero della fame dei prigionieri palestinesi che non smette di allargarsi. Cominciata il 17 aprile per protestare contro la pratica della detenzione amministrativa (che permette di tenere un sospetto in prigione senza sentenza per un periodo rinnovabile di sei mesi), quest’azione raggrupperebbe ad oggi circa duemila detenuti, secondo Ad-Dameer, l’associazione palestinese di difesa dei diritti dei prigionieri” (…)

    “Almeno due prigionieri versano in condizioni critiche: Bilal Diab, 27 anni, originario di Jenin e Thaer Halahla 33 anni, originario di Hebron (entrambi membri del Jihad Islamico), hanno cominciato il loro sciopero della fame il 29 febbraio. Dopo sessantasei giorni senza mangiare sono entrati in quella che i medici chiamano “una fase aleatoria di sopravvivenza”. I due uomini sono comparsi, giovedì 3 maggio su una sedia a rotelle, davanti alla corte suprema di Israele, la quale ha rinviato la sua decisione circa un’ eventuale scarcerazione ad una data futura”.

    “Almeno altri sei prigionieri sono in uno stato di salute ritenuto allarmante. Questo movimento di sciopero della fame si è esteso ai principali centri di detenzione in Israele, e vari leader della resistenza palestinese, come Ahmad Saadat, capo del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), si sono uniti alla protesta. Mentre le manifestazioni di solidarietà si moltiplicano in varie città palestinesi, il governo del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, esita su quale linea adottare”.

    Questo sciopero pone innanzitutto il problema della detenzione amministrativa (cioè senza prove e senza sentenza), una pratica ereditata dall’epoca del mandato britannico, quando Londra combatteva il “terrorismo sionista” (1944-1948). Come ricordo anche in “De quoi la Palestine est-elle le nom?”, queste leggi eccezionali furono condannate da numerosi giuristi, tra i quali il dottor Moshe Dunkelblum che avrebbe più tardi presieduto la Corte Suprema Israeliana. Il 7 febbraio 1946 dichiarava: “Queste ordinanze costituiscono una minaccia costante contro i cittadini. Noi giuristi, vediamo in esse una flagrante violazione dei principi fondamentali della legalità, della giustizia e della disciplina. Legalizzano la più perfetta arbitrarietà delle autorità militari ed amministrative. (…) Esse privano i cittadini dei loro diritti e conferiscono alle autorità dei poteri illimitati.” Ma una volta giunti al potere, i sionisti si dimenticarono di queste critiche e rivolsero tali leggi contro gli arabi.

    La Corte Suprema Israeliana, che alcuni dipingono come il garante della democrazia nel paese, ha rigettato l’appello dei due prigionieri amministrativi in sciopero della fame da due mesi. In maniera del tutto ipocrita la Corte ha osservato che la pratica della detenzione amministrativa costituisce una “aberrazione in campo giuridico” e che dunque deve essere utilizzata “il meno possibile”, ma ad ogni modo l’appello dei due prigionieri è stato respinto. Ci fu un tempo in cui Israele autorizzava ufficialmente delle “pressioni fisiche moderate” contro i detenuti palestinesi: un po’ di tortura insomma, ma non troppa.. Una decisione che questa “umana” Corte Suprema ha sostenuto fino al 1999 (all’epoca si era nel clou dei “negoziati di pace” tra Israele e OLP!).

    Lo sciopero dei prigionieri palestinesi è stato rilanciato dalle dichiarazioni di Richard Falk, l’inviato speciale dell’ONU per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, il quale si è dichiarato “indignato per le continue violazioni dei diritti umani nelle prigioni israeliane. Dal 1967, 750.000 palestinesi, di cui 23.000 donne e 25.000 bambini, sono stati detenuti nelle prigioni israeliane, ossia circa il 20% del totale della popolazione palestinese dei territori occupati” ha ricordato (citato in Armin Arefi, « Israël : la dernière arme des prisonniers palestiniens », AFPS).

    Conclusioni: silenzio stampa della maggior parte dei media, nessuna pressione sul governo israeliano, nessuna indignazione morale di tutti quei grandi intellettuali.. La terra continua a girare e certi si stupiscono che i discorsi europei sulla democrazia e i diritti umani suscitino perlopiù dei sogghigni nel mondo arabo.

    Alain Gresh, esperto di Medio Oriente, è direttore aggiunto di Le Monde Diplomatique; questo articolo è apparso sul blog “Nouvelles d’Orient”, curato da Gresh per Le Monde Diplomatique)

    (Traduzione di Francesco Saverio Leopardi)


    http://www.medarabnews.com/2012/05/1...ro-della-fame/

  2. #2
    Silenzio e fame

    di Paola Caridi








    Ha ragione Gennaro Carotenuto, sul suo Giornalismo Partecipativo. “C’è qualcosa di profondamente perverso”, in questo assordante silenzio della stampa mainstream sullo sciopero della fame che circa duemila detenuti palestinesi stanno conducendo da poco meno di un mese nelle carceri israeliani, contro la detenzione amministrativa, senza accuse e senza processo. Ma anche contro l’isolamento, le mancate visite dei parenti, l’impossibilità di studiare (e molti dei detenuti sono giovani). Nulla, neanche oggi, sui giornali italiani. Si aspetta il morto? Almeno due detenuti possono morire da un momento all’altra. Sciopero, ad oggi, da 77 giorni…

    E’ quello che dicono alcuni ragazzi su twitter, chiedendosi cosa debbano fare i palestinesi per fare notizia. Morire? Intanto, alcuni di loro si sono armati di pennarello e cartoncini, si sono autoprodotti dei cartelli, sono scesi per le strade di Ramallah fermando le macchine. Proprio per parlare di prigionieri, detenuti, digiuni. Sono gli stessi cartelli autoprodotti (e non eterodiretti o eteroprodotti) che c’erano a Tahrir e in altre piazze arabe. A qualcuno viene per caso in mente che anche i ragazzi palestinesi facciano parte della stessa onda? E perché non fanno notizia?

    Vox clamans, mentre #palhunger diventa virale su twitter.

    http://networkedblogs.com/xCy72

  3. #3
    Un accordo con i detenuti in sciopero della fame


    Un leader di Al Fatah ha dichiarato che Israele sta preparano un accordo per risolvere la questione dei detenuti palestinesi in sciopero della fame da quasi un mese. Secondo Al Arabiya l’accordo è stato raggiunto grazie a una mediazione egiziana. I 1.600 prigionieri chiedono la fine della detenzione amministrativa e il permesso di visita per le famiglie che abitano a Gaza.


    Israel, Palestinian prisoners on verge of deal to end hunger strike – Haaretz Daily Newspaper | Israel News


    http://www.internazionale.it/news/is...ro-della-fame/

  4. #4
    A dire la verità France 24 stamattina ha elargito ai suoi telespettatori un polpettone non male sui poveri palestinesi in sciopero della fame. Ma si sa, in Francia l'antisemitismo è duro a morire. Queste cose non hanno risalto sulla stampa italiana perché in fondo si tratta di un semplice epifenomeno relativo ad individui, potenzialmente pericolosi per l'incolumità di Israele, sottoposti al regimi carcerario cosiddetto " di detenzione amministrativa". Non certo degli stinchi di santo. E poi, obbiettivamente, l'opinione pubblica italiana è "distratta" da altre cosucce, tipo terremoti, attentati, crisi economica. Preciso che i carcerati sottoposti a queste regime di detenzione sono 302 e non duemila.

  5. #5
    La detenzione amministrativa, senza processo e senza diritto di difesa, è un istituto degno di un regime non democratico fondato sull'apartheid.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  6. #6
    Senior Member L'avatar di satya
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    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    A dire la verità France 24 stamattina ha elargito ai suoi telespettatori un polpettone non male sui poveri palestinesi in sciopero della fame. Ma si sa, in Francia l'antisemitismo è duro a morire. Queste cose non hanno risalto sulla stampa italiana perché in fondo si tratta di un semplice epifenomeno relativo ad individui, potenzialmente pericolosi per l'incolumità di Israele, sottoposti al regimi carcerario cosiddetto " di detenzione amministrativa". Non certo degli stinchi di santo. E poi, obbiettivamente, l'opinione pubblica italiana è "distratta" da altre cosucce, tipo terremoti, attentati, crisi economica. Preciso che i carcerati sottoposti a queste regime di detenzione sono 302 e non duemila.
    E 302 palestinesi, se così fosse, non sono nulla, giusto?
    Tutta propaganda antisemita, giusto?
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  7. #7

    Detenzione amministrativa (Israele)

    Condizioni e numero di detenuti

    Secondo il rapporto del 2008 del relatore speciale delle Nazioni Unite John Dugard, «dal 1967 sono stati imprigionati più di 700.000 palestinesi. Attualmente nelle carceri israeliane vi sono circa 11.000 detenuti, tra i quali 376 bambini, 118 donne, 44 membri del Consiglio Legislativo Palestinese e circa 800 persone in detenzione amministrativa».

    Il 9 luglio 2008, il Presidente in carica del consiglio europeo, Jean-Pierre Jouyet, ha affermato che «il Consiglio invita Israele a intraprendere iniziative significative, in particolare come priorità la liberazione di donne, bambini e rappresentanti regolarmente eletti che si trovano in prigione o in detenzione amministrativa».

    http://it.wikipedia.org/
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  8. #8
    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Condizioni e numero di detenuti

    Secondo il rapporto del 2008 del relatore speciale delle Nazioni Unite John Dugard, «dal 1967 sono stati imprigionati più di 700.000 palestinesi. Attualmente nelle carceri israeliane vi sono circa 11.000 detenuti, tra i quali 376 bambini, 118 donne, 44 membri del Consiglio Legislativo Palestinese e circa 800 persone in detenzione amministrativa».

    Il 9 luglio 2008, il Presidente in carica del consiglio europeo, Jean-Pierre Jouyet, ha affermato che «il Consiglio invita Israele a intraprendere iniziative significative, in particolare come priorità la liberazione di donne, bambini e rappresentanti regolarmente eletti che si trovano in prigione o in detenzione amministrativa».

    http://it.wikipedia.org/
    L'Onu si sputtana da sola. Nel 2008, con le primavere arabe che bussavano alle porte e con la violazione dei diritti umani che si verificavano in Libia, in tunisia in egitto in siria in Iran in arabia Saudita, stava a preoccuparsi dei palestinesi giustamente reclusi nelle carceri israeliane, nessuno dei quali condannato a morte, ma tutti ben nutriti a differenza di quello che capitava a molti cittadini "liberi" nei paesi succitati. Vorreste che ,con tutto il mediterraneo islamico che si rivolta ai suoi governanti, la stampa italiana dovrebbe indignarsi per potenziali terroristi che, se liberati, sarebbero pronti a passare dalle parole ai fatti e che fanno lo sciopero della fame proprio per questo? Mai che indaghi il consiglio dei diritti umani dell'Onu sui regimi carcerari di Hamas, sul traffico dei profughi libici, sulle repressioni sanguinose di bassar assad e ahmadinejad. O meglio, qualche piccolo sforzo il consiglio dei diritti umani dell'onu su paesi indegni come ad esempio la columbia dove perdura la piaga dei bambini soldato, lo ha fatto. Ma ne avete avuto notizia sui media?

  9. #9
    Senior Member L'avatar di satya
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    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    L'Onu si sputtana da sola. Nel 2008, con le primavere arabe che bussavano alle porte e con la violazione dei diritti umani che si verificavano in Libia, in tunisia in egitto in siria in Iran in arabia Saudita, stava a preoccuparsi dei palestinesi giustamente reclusi nelle carceri israeliane, nessuno dei quali condannato a morte, ma tutti ben nutriti a differenza di quello che capitava a molti cittadini "liberi" nei paesi succitati. (...)

    Ebbeh, questa sì che è magnanimità!

    'Sti ingrati, che ora lo rifiutano, quel buon cibo...


    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    ... palestinesi giustamente reclusi nelle carceri israeliane, nessuno dei quali condannato a morte, ma tutti ben nutriti...
    Già, le carceri israeliane sono dei centri di svago e benessere



    http://www.addameer.org/
    http://en.wikipedia.org/wiki/Palesti...ners_in_Israel
    http://www.rense.com/general78/tort.htm
    “Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”

  11. #11
    L'Alta Corte Israeliana ha rinnovato per altri sei mesi l'ordine di detenzione amministrativa del parlamentare di Fatah Hussam Khader. Una grave violazione dell'accordo siglato a maggio da Israele, accusa il Club dei Prigionieri Politici Palestinesi.
    http://www.forumpalestina.org/news/2...rdoViolato.htm
    “Verrà il tempo in cui i responsabili dei crimini contro l’umanità che hanno accompagnato il conflitto israelo-palestinese e altri conflitti in questo passaggio d’epoca, saranno chiamati a rispondere davanti ai tribunali degli uomini o della storia, accompagnati dai loro complici e da quanti in Occidente hanno scelto il silenzio, la viltà e l’opportunismo.”

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