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Discussione: Tutti al voto! Mezza Europa alle urne

  1. #1

    Tutti al voto! Mezza Europa alle urne

    http://www.dazebaonews.it/mondo/item...ropa-alle-urne

    http://www.linkiesta.it/grecia-elezioni-putin


    3 maggio 2012 - 15:00
    Domenica prossima, 6 maggio, il rito democratico delle elezioni avrà conseguenze non piccole per l’Europa e il suo futuro. Paradossalmente le più “stabili” saranno le amministrative italiane. Ci si accapiglierà, come sempre, sul voto ai sindaci, ma è quasi scontato che non ci saranno particolari contraccolpi politici, con tutti i partiti impegnati da tempo a “resettarsi” in vista del futuro a più lunga scadenza.

    Ovviamente l’attenzione maggiore si concentrerà sul duello francese: il ballottaggio tra l’uscente Sarkozy e lo sfidante socialista Hollande, al di là dei proclami della vigilia, non cambierà di molto la posizione della Francia, decisa comunque a conservare il ruolo “consolare” con la Germania nella guida dell’Unione europea.

    Piuttosto sarà il voto tedesco a suscitare qualche timore: infatti domenica vota il Land dello Schleswig-Holstein, il più settentrionale al confine danese, e pochi giorni più tardi toccherà invece al Land più popoloso (18 milioni di abitanti), il Nord Renania-Westfalia. In entrambi vengono dati vicini al crollo i liberali, al governo in coalizione con la Merkel. Il rimbalzo sugli equilibri nazionali potrebbe essere significativo, con la caduta del governo ed elezioni anticipate nella prospettiva di una nuova GrosseKoalition .

    E mentre si manifestano le inquietudini dell’Olanda (con una crisi politica che si risolverà forse con elezioni in autunno) e si attende con qualche giustificato timore il referendum a fine mese dell’Irlanda sul Trattato del Fiscal Compact, è probabilmente il voto greco (sempre della prossima domenica) a innescare nuove preoccupazioni di instabilità europea.

    La legge elettorale così come è congegnata consentirà comunque un governo di coalizione tra i conservatori di Nuova Democrazia e i socialisti del Pasok. E così i due leader Samaras e Venizelos potranno proseguire la linea di sacrifici, tasse e tagli imposta dall’Europa. E tuttavia la crescita prevedibile, se non il successo pieno, dei partiti anti-austerità renderà difficile e accidentata la navigazione del nuovo esecutivo di Atene. Perché, certo, i greci hanno taroccato i conti e hanno un enorme pubblico impiego improduttivo, ma la punizione imposta dalla Germania alla lunga lascerà strascichi insanabili.

    Si prefigura ormai una possibile uscita ellenica dall’euro e un ritorno alla dracma: ma fermarsi a ragionare sulla dimensione finanziario-monetaria appare limitante. Non se ne parla apertamente, anche perché è inconcepibile per il “politically correct” europeo, ma esistono altre prospettive che non siano semplicemente legate alla moneta. Non è un caso infatti che proprio le forze greche più ribelli ai diktat europei guardino ormai alla Russia come partner alternativo.

    Lo “zar” Putin (che proprio lunedì 7 maggio sarà ufficialmente insediato con una fastosa cerimonia alla guida del Cremlino) potrebbe non essere del tutto insensibile ai richiami ellenici. In fondo, con un po’ di Gazprom, potrebbe dare energia a buon mercato e aprirsi una via facile al Mediterraneo, secondo la secolare ambizione russa. Inoltre la comune appartenenza alla religione ortodossa rinsalderebbe legami antichi, a cominciare dalla tradizionale e strategica collocazione anti-turca.

    In Europa non se ne accorge quasi nessuno: ma sempre domenica 6 maggio si svolgono tutte le elezioni in Serbia, sia per il presidente che per il Parlamento. Il paese balcanico, in attesa da tempo sulla soglia dell’Unione, sta raffreddando la spinta all’ingresso in Europa. E pure la Serbia, anch’essa ortodossa, anch’essa antiturca, potrebbe rivalutare la solidarietà slava e, come la Grecia, guardare a Mosca anziché a Bruxelles. Lo scacchiere sud-orientale del Continente rischia in pochi giorni di far emergere più di quanto si pensi la fragilità della costruzione europea.
    Vik vive!

  2. #2
    http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/no...a_6809597.html

    Grecia: elezioni, l'ombra nera di Alba Dorata



    Manifestazione contro Chrysi Avgi ad Atene "No ai nazisti in Parlamento"


    (ANSAmed) - ROMA - Un'ombra nera si proietta sulle elezioni greche: quella del partito di estrema destra Chrysi Avgi, ovvero 'alba dorata', una simbologia luminosa che però cela idee che vengono da un passato oscuro. Una formazione che si fregia di simboli neanche troppo velatamente neonazisti e che ha un programma che molti greci, delusi dai partiti e spaventati dalla crisi e dall'immigrazione, trovano attraente: linea durissima contro il crimine, espulsione degli immigrati illegali, il tutto per "ripulire" la Grecia.

    Vestiti di nero, le teste rasate, col loro logo (un 'meandro', ovvero quello che in italiano si chiama 'la greca', che nella versione di Chrysi Avgi ricorda una svastica), i militanti di Alba Dorata sono instancabili nel portare con migliaia di volantini il loro messaggio di sicurezza e pulizia nei quartieri ateniesi dove la criminalità dilaga e gli abitanti sono esasperati. Distribuiscono alimentari, vestiti e scarpe ai poveri. Hanno proposte ben precise, come quella di minare i confini della Grecia, per evitare che gli immigrati varchino i confini (dalla Grecia passa il 90% dell'immigrazione illegale verso l'Ue). Si oppongono ai partiti tradizionali e pensano che "i responsabili della crisi devono stare in galera". E i sondaggi sembrano premiarli: Alba Dorata, dopo 20 anni ai margini della scena politica greca, il 6 maggio dovrebbe prendere qualcosa come il 5% dei voti, contro lo 0,23% del 2009.

    Per entrare in Parlamento basta il 3%. Il partito presenta circa 220 candidati.

    I gruppi per la difesa dei migranti accusano i membri di Chrysi Avgi di aver picchiato diversi stranieri, e anche l'Unhcr in Grecia segnala l'aumento delle aggressioni razziste, ma ogni domanda sull'uso della violenza viene abilmente dribblata: "Noi non facciamo nient'altro che proteggere i greci - ha detto in una recente intervista Epaminondas Anyfantis, un candidato del partito - Ora, se nel proteggere i greci, uno straniero si becca uno schiaffo o un calcio, credo che questo si inserisca nel quadro di questa protezione... perchè ormai i greci devono rivolgersi ad Alba Dorata per avere protezione. Noi non siamo politici, siamo soldati che combattono per una causa".

    A chi li accusa di essere dei neonazisti appena mascherati, i militanti di Chrysi Avgi replicano dicendo di essere "semplici nazionalisti greci" e che molti dei loro padri fecero la Resistenza contro i nazisti. Ma il loro leader Nikolas Mihaloliakos, che nel 2010 conquistò un seggio nel consiglio comunale di Atene, scioccò l'opinione pubblica facendo il saluto romano alla sua prima partecipazione a una seduta. E successivamente ha fatto affermazioni come "Hitler è una grande personalità della storia", mentre in un video in sostegno alla sua campagna elettorale, afferma di voler reintrodurre la pena di morte per chi spaccia droga e mettere al bando i sindacati.

    Messaggi estremisti, ma che nella situazione estrema in cui si trovano molti greci, rischiano di avere un seguito sorprendente.
    Vik vive!

  3. #3
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    Si vota anche per amministrative in Italia, un po' qua e un po' là.
    Qui-dove-abito-io c'è una confusione politica che ve la raccomando!
    Se vincono alcune improbabili liste civiche, sarà una tragedia. Purtroppo è assai probabile.
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  4. #4
    Sono elezioni che non mi smuovono un grande entusiasmo: c'è la sensazione che nulla cambiera' se si vince e se si perde cambiera' invece in peggio. Bha|

  5. #5
    per me le elezioni francesi sono importanti. Hollande e' l'unico che ha l'autorevolezza politica per trattare diversamente patti e misure stabilite con la Germania
    Vik vive!

  6. #6
    Senior Member L'avatar di Raptor
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    Sarkozy via, Hollande presidente.
    Neonazisti in parlamento in Grecia, pirati all'8% in Germania.
    Go to work. Get married. Have some kids.
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    Follow fashion. Act normal.

    Obey the law
    and repeat after me:
    I AM FREE

  7. #7
    bon
    ca va trè bien
    Chiunque rifletta su queste quattro cose:
    ciò che è sopra, ciò che è sotto,
    ciò che è prima e ciò che è dopo,
    meglio sarebbe se non fosse mai nato.

    Talmud, Hagigah.

    ho una intelligenza intermittente
    come le luci dell'albero di natale

  8. #8
    Senior Member L'avatar di satya
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    Chi sono i pirati tedeschi?
    "Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
    [C. G. Jung]

    "Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
    [Shakespeare, Amleto]

  9. #9
    Senior Member L'avatar di Raptor
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    Citazione Originariamente Scritto da satya Visualizza Messaggio
    Chi sono i pirati tedeschi?
    Questi qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Pirata_(Germania)

    L'unico partito che ad oggi voterei.
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  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da satya Visualizza Messaggio
    Chi sono i pirati tedeschi?
    http://www.linkiesta.it/pirati-germania-nazismo

    . Ma ora è accusato di sessismo, razzismo e simpatie neonaziste. Se per alcuni è un dato oggettivo, altri lamentano un complotto contro i pirati, forza "antisistema".

    http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Pirata_(Germania)

    Al 2011 infatti figurano fra i Piraten alcuni ex membri della NPD



    http://www.giornalettismo.com/archiv...eonazisti-npd/


    L’NPD , il partito di estrema destra
    Ultima modifica di Amanda; 06-05-2012 alle 20:46
    Vik vive!

  11. #11
    anche qui ora ///in Settembre si vota

  12. #12
    http://www.leggo.it/news/mondo/fitou...e/178482.shtml



    FITOUSSI: "ULTIMA CHANCE PER L'EUROPA.
    HOLLANDE SIA CREDIBILE CON LA MERKEL"



    ROMA - Jean-Paul Fitoussi, professore emerito di economia all'Institut d'Études Politiques di Parigi. Cosa cambia con la vittoria di Hollande?
    «Io credo che potrebbe cambiare molto, ma sarà tutto da vedere. Il momento che stiamo vivendo è grave, credo che Hollande rappresenti l'ultima chance dell’Europa. Se non si rinegozia tutto l'assettoorganizzativo dell'Europa, a cominciare dal fiscal compact, dalla possibilità di fare investimenti, dallo statuto della Bce, rischiamo di finire dei guai. Le politiche finora seguite non hanno risolto il problema del debito e quello, ancora più importante, dell'occupazione».
    Hollande riuscirà a convincere la Germania?
    «Non credo ai miracoli, ma credo che se Hollande avrà una credibilità sufficiente quando affronterà la Merkel, altri lo seguiranno nel chiedere di allentare la morsa del rigore per favorire la crescita. Molti Stati non possono reggere a lungo un'economia ferma e una disoccupazione giovanile che ha raggiunto livelli allarmanti. In Grecia i risultati elettorali vedono crescere gli estremismi.Il popolo greco sta vivendo una situazione sociale tragica. Non sorprende la crescita degli estremismi, un fenomeno che si è registrato ovunque in Europa, Francia compresa. L'Europa sembra voler dare lezioni ai paesi che a suo parere non si comportano bene, ma usa, per dare questa valutazione, criteri come il tasso di inflazione e il pareggio di bilancio. Ma i veri criteri da tenere in considerazione dovrebbero essere la crescita e la piena occupazione».
    Cosa devono fare i governi per favorire lo sviluppo?
    «I governi dei singoli stati non hanno grossi margini di manovra. In
    pratica, non governano. Fanno delle riforme strutturali a costo zero,ma poi non possono intervenire sulla moneta, sul tasso di cambio».
    Cosa può fare allora l'Europa?
    «In Europa abbiamo grandi progetti come il Programma di Lisbona, il piano “20-20-20”. Possiamo tradurli in opere, ma per farlo bisogna metterci i soldi, quindi fare prestiti europei. Qui entrano in scena gli eurobond per creare un unico debito pubblico europeo. La Bce dovrebbe poi trasformarsi in prestatore di ultima istanza per i governi, prendendo esempio dalla Fed americana o dalla Bank of Japan».
    La Germania è sempre stata contraria.
    «E' vero, c'è bisogno del suo consenso. Però se si forma un forte gruppo di pressione questa linea può passare. Il Giappone per esempio ha creato debito. Le agenzie di rating lo hanno declassato, ma il tasso dei titoli nipponici non ha subito effetti, perché c'è la protezione della banca centrale che impedisce le speculazioni».
    Vik vive!

  13. #13
    http://www.controlacrisi.org/notizia...ato-di-syriza/



    Dopo l’11 per cento di Mélenchon – determinante per la vittoria di Hollande – adesso la Grecia ci regala un risultato formidabile di Syriza, che compie uno storico sorpasso del partito socialista PASOK. Dentro la crisi i partiti che fanno parte del Partito della Sinistra europea, che hanno saputo opporsi duramente alle politiche neoliberiste dei vari governi tecnici e di unità nazionale, vengono premiati e si apre una nuova possibilità di rovesciare le politiche di Merkel e Monti. Anche in Italia siamo impegnati a costruire un polo della sinistra che riapra l’alternativa contro le politiche del governo Monti gestite da ABC. [Paolo Ferrero]

    http://casaeuropa.comunita.unita.it/...cio-al-rigore/


    Un calcio al rigore



    I voti di ieri cambiano l’Europa. Non è un’espressione retorica: gli elettori in tre Paesi hanno liquidato con la legittimazione democratica delle urne la politica che ha dominato il continente negli ultimi anni.


    L’elemento comune è chiaro: in modi diversi, e fra loro contraddittori, gli elettori dei Paesi europei bocciano la strategia adottata contro la crisi dell’euro dalla destra conservatrice e neoliberale. Il successo di Hollande e le scure nubi di incertezza che coprono ora il cielo della Grecia inducono a una grande speranza e a grandi preoccupazioni, ma sono figli della stessa madre: il fallimento del pensiero unico che da anni condiziona la politica europea, quello secondo il quale alla crisi del debito non c’è risposta se non la più dura disciplina di bilancio.......


    La Grecia è il paradigma delle conseguenze che le austerity policies esasperate portano nelle società europee: il montare di istanze demagogiche e populiste, su cui è facilissimo che politici spregiudicati mettano le mani. La questione non riguarda solo Atene: la gioia per la vittoria di Hollande non nasconde l’inquietudine per il 18% preso da Marine Le Pen al primo turno e la considerazione che se tutti i voti del Front National fossero andati a Sarkozy il risultato sarebbe stato diverso. Anche negli altri Paesi sono in crescita partiti populisti anti-tasse, anti-establishment e anti-Europa. Persino nel piccolo Schleswig Holstein i “Piraten”, formazione programmaticamente antipolitica nata solo qualche mese fa, hanno conquistato l’8% dei voti.

    Difficile prevedere che cosa accadrà, ora, ad Atene. Nuove elezioni? L’uscita dall’euro? La bancarotta statale? Tutto è possibile, ma una lezione politica è già chiara: sta lì, tra le teste rasate che ieri sera festeggiavano il loro successo.
    Ultima modifica di Amanda; 07-05-2012 alle 07:53
    Vik vive!

  14. #14
    Citazione Originariamente Scritto da Amanda Visualizza Messaggio
    per me le elezioni francesi sono importanti. Hollande e' l'unico che ha l'autorevolezza politica per trattare diversamente patti e misure stabilite con la Germania
    Non credo sia una questione di autorevolezza, credo sia il simbolo di un "crollo". Seguito da quello greco. Da li', si rianimano le elezioni amministrative italiane. Un vento nuovo...

    Nutro una tiepido ottimismo, perche' nessuno mi garantisce che Hollande fara' la sua parte, che in Grecia siano capaci di produrre un programma di Governo alternativo e che sopprattutto i "sonnacchiosi e svogliati" italiani abbiano capito che "soffia" un'altra aria.

    Le bruciamo queste televisioni del cazzo che macerano i cervelli o no?

    Divago come al solito. Scusate.

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