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Discussione: «Mein Kampf» sui banchi di scuola

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  1. #1

    «Mein Kampf» sui banchi di scuola

    Il Land pubblicherà per gli studenti una «versione critica» del libro di Hitler
    Nel 2015 decadranno i diritti sul lascito del Führer: «Giochiamo d’anticipo»
    Ultime dalla Baviera «Mein Kampf» sui banchi di scuola


    di Roberto Brunelli

    Dicono che lo fanno per «demistificare» quella che è la Bibbia del nazismo. L’idea è del governo bavarese: pubblicare un’edizione commentata, prima che si liberalizzino i diritti. Seguiranno un e-book e un audiolibro.

    È l’ultimo paradosso tedesco. Virtualmente bandito dalla terra per oltre sessant’anni e apparso tutt’al più come oggetto di culto nelle biblioteche dei neonazisti più sfegatati sparsi ai quattro angoli d’Europa il Mein Kampf ricomparirà nel 2015 sui banchi di scuola. Un paradosso doloroso, per certi versi addirittura bizzarro, che nasce nel Land della Baviera, governato dalla Csu, il partito fratello della Cdu di Angela Merkel. Un paradosso che probabilmente si trascinerà dietro una lunga scia di polemiche, che riapriranno squarci profondi nel rapporto molto complesso che la Germania ha con il proprio passato. L’idea sarebbe di far uscire una nuova edizione commentata del «libro-base» del pensiero nazional-socialista (redatto febbrilmente da Adolf Hitler a cominciare dal 1923 mentre era detenuto nella fortezza di Landsberg) fra tre anni, quando i diritti sul testo non saranno più di pertinenza dello Stato bavarese. Che è detentore esclusivo (a parte le potenze liberatrici Usa e Gran Bretagna) dei diritti del Mein Kampf, nonché di quelli su ogni altro lascito del Führer: questo semplicemente perché Hitler fino all’ultimo risultava residente a Monaco.

    GIOCARE CON LA STORIA

    Sostiene il ministro delle Finanze bavarese Markus Söder, che l’intento è quello di evitare che, nel momento in cui decadranno i diritti, «si arrivi ad una più forte diffusione del Mein Kampf tra i giovani». In altre parole, la Baviera intenderebbe precedere le tentazioni di quegli editori che volessero lanciare la «Bibbia del nazismo» sul mercato senza troppi scrupoli. Ecco che la Baviera vuole giocare d’anticipo, proponendo ai ragazzi delle scuole la versione critica del feroce testo hitleriano, in cui il futuro Führer sviluppò i pilastri della sua «teoria delle razze», a partire dall’idea degli ariani quali fondatori della cultura umana, messi a confronto con gli ebrei, colpevoli di ogni nefandezza immaginabile.

    I lavori di commento storico sarebbero già ad uno stadio avanzato, assicura Söder. Ritiene, il signor ministro, che si possa «demistificare» il testo: «Vogliamo che in tutte le edizioni siano espresse chiaramente le enormi assurdità contenute nel testo, che hanno provocato conseguenze fatali». Il progetto consisterebbe nel realizzare un’edizione nel quale il commento critico sia incisivo e «facilmente comprensibile» per i giovani studenti.

    Finora la Baviera ha sempre rifutato le richieste di pubblicazione di edizioni non commentate, né ha esitato a procedere per le vie legali in casi controversi come quello dell’editore britannico Peter McGee, che voleva pubblicare in una collana storica alcuni estratti del libro. La questione certo non è solo di pertinenza degli storici e del ministero della pubblica istruzione, in un Paese in cui oggi le ramificazioni del neonazismo militante assurgono quasi ogni giorno agli onori della cronaca, occupando a tempo pieno intere sezioni delle forze dell’ordine. È di ieri la notizia di un ennesimo raid della polizia, che ha perquisito le case di 18 presunti sostenitori dell’estrema destra nel Nord-Reno Westfalia. Oltre cento agenti hanno messo sottosopra venti abitazioni in diverse parti del Land. È invece dell’anno scorso la scoperta di una rete del terrore neonazista diventata celebre per gli «omicidi del kebab», ossia l’uccisione di nove immigrati tra il 2000 e il 2006. Nell’occasione si era parlato a vario titolo anche dell’opaco ruolo dei servizi segreti, considerati nel migliore dei casi eccessivamente «distratti» nei confronti dell’emergente terrore nero.

    Com’è come non è, la Baviera procede con decisione per la propria strada. Lunedì il ministro alla ricerca scientifica Wolfgang Heubisch, del partito liberale, ha annunciato che verrà messa sul mercato anche un’altra versione del volume hitleriano: anch’essa ovviamente condita di apposito commento critico, questa volta destinato ad un pubblico adulto, più articolato e di maggiore spessore dal punto di vista storico-scientifico. In via di preparazione pure un e-book, un audiolibro e un’edizione inglese. Praticamente, tutta la gamma editoriale disponibile, sempre a cura del Land della Baviera.

    Per di più, il deputato della Csu Karl Freller, direttore della Fondazione dei memoriali bavaresi, fa sapere di voler mettere in piedi una sorta di trattativa con editori e librerie in tutto il territorio nazionale, affinché queste «rinuncino volontariamente al commercio e alla diffusione del Mein Kampf, rendendosi disponibili ad offrire ai lettori solo la nuova edizione scientifica».

    I più anziani, in Germania, se lo ricordano bene il Mein Kampf. Se non altro, perché a partire dal 1933 anno dell’ascesa del nazismo al potere ogni coppia tedesca lo riceveva in gentil dono al momento del matrimonio. Fino al 1945, il Mein Kampf ha avuto in Germania una diffusione di 9,8 milioni di copie. Anche dopo la guerra, è stato tradotto in sedici lingue ed è stato pubblicato più volte. Mai, che si sappia, era finito sui banchi di scuola.


    l'Unità 26 aprile 2012
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  2. #2
    diciamo che comprendere le radici "culturali" del nazismo
    è indispensabile.

    come l' AIDS : se lo conosci lo eviti.

  3. #3
    Nel 2015 decadranno i diritti sul lascito del Führer: «Giochiamo d’anticipo»
    un anticipo di due anni è un anticipo sospetto.

    Dicono che lo fanno per «demistificare» quella che è la Bibbia del nazismo. L’idea è del governo bavarese: pubblicare un’edizione commentata, prima che si liberalizzino i diritti.
    commentata da chi?


    Il problema della ristampa del libera era sorta alcuni mesi fa:

    *****

    Mein kampf, ristampa a ostacoli
    Germania: la Baviera contro l'editore britannico Peter McGee per il libro di Hitler.



    Propaganda pericolosa o libertà di stampa?
    Il dilemma che sempre accompagna la riproposizione di opere che hanno segnato negativamente il corso della storia è tornato di moda in Germania. Il caso non può che riguardare Adolf Hitler, e in particolare la sua opera più tragicamente famosa, il Mein kampf, il manifesto dell’odio razziale dato alle stampe in pochi esemplari nel 1925 per la Franz Eher Nachf Verlag di Monaco e divenuto nel decennio successivo un vero e proprio best seller da oltre 10 milioni di copie.
    Quel testo, che segnò la discesa del futuro Führer nell’agone politico, costò al mondo milioni di morti e fruttò al suo autore, grazie anche all’esenzione dalle tasse assicuratagli dal ministero delle Finanze bavarese di quei tempi, la ristrutturazione milionaria della lussuosa residenza estiva sull’Obersalzberg, da dove Hitler manovrava nei lunghi ritiri estivi le fila della sua politica estera.
    MCGEE CONTRO LA BAVIERA. La querelle, riportata nell’edizione di mercoledì 18 gennaio dalla Süddeutsche Zeitung, contrappone l’editore britannico McGee al ministero delle Finanze dello Stato libero di Baviera, questo il nome ufficiale del Land bavarese.
    Il primo ha intenzione di distribuire in tutte le edicole tedesche un estratto di 15 pagine del Mein kampf, arricchite da commenti e materiale d’epoca allegato. Il secondo è il proprietario legale di tutto il patrimonio appartenuto a Hitler e al suo Partito nazista, un diritto conferitogli nel 1948 dalla legislazione d’occupazione varata dalle truppe alleate che avevano sconfitto il nazismo.
    NESSUN DIRITTO PER GLI EREDI. «Questo diritto», ha raccontato la Süddeutsche, «è stato più volte contestato, ma sempre difeso in tribunale con successo. A nessun discendente della famiglia Hitler spetta un centesimo per quelle che un tempo sono state le sue lucrative attività. Ma come unico titolare dei diritti, il Land bavarese non ha mai permesso alcuna edizione del Mein kampf in lingua tedesca e ha sempre proceduto per vie legali contro coloro che hanno cercato di aggirare il divieto».
    Con metodi diplomatici, lo stesso scopo è stato perseguito per evitare la pubblicazione del testo in lingue straniere e in altri Paesi. Il motivo è ovvio, ma per maggior chiarezza il ministero delle Finanze lo ha ribadito a chiare, seppur burocratiche, lettere ancora pochi anni fa: «Il libro non è un semplice testo letterario, ma è stato un simbolo centrale per i nazisti. E rievoca cattivi ricordi».
    Nel 2009, l'editore britannico propone le edizioni di alcuni quotidiani nazisti


    L’editore Peter McGee, un altro che il diritto lo conosce bene, non è nuovo a imprese del genere. Nel 2009, in occasione del 70esimo anniversario dello scoppio della seconda guerra mondiale, fece scoppiare un altro pandemonio inondando le edicole della riproduzione delle edizioni originali dei quotidiani nazisti Völkischer Beobachter e Der Angriff, accompagnate da commenti comparativi elaborati da una commissione di storici come Hans Mommsen e Peter Longerich.
    I cattivi fanno sempre notizia e aiutano a vendere i prodotti. La vicenda si chiuse dopo un lungo contenzioso: «Quando il ministero delle Finanze di Monaco fece sequestrare 150 mila esemplari del Völkischer Beobachter», ha scritto la SZ, «McGee si atteggiò a difensore della libertà di stampa, raccogliendo però anche pesanti censure. Dopo due istanze di giudizio, il ministero riuscì a far valere il proprio diritto, ma fu costretto a dissequestrare le copie bloccate e a permetterne la vendita». L’editore non fece cattivi incassi.
    LA SCIENZA CHIEDE LA VERSIONE CRITICA. Ora ci riprova, puntando sul Bignami del Mein kampf. «Questa volta l’impresa non dovrebbe vedere la luce», ha sostenuto il quotidiano di Monaco, «perché è ancora in vigore il divieto di propaganda nazista». Ma assieme agli interessi commerciali dell’editore britannico, sono entrati in gioco quelli dei concorrenti e anche quelli della comunità degli storici.
    Il ministro della Scienza del Land bavarese, Wolfgang Heubisch (Fdp) si è augurato la redazione di un’edizione dell’opera di Hitler commentata da storici esperti, «in modo da non lasciare ai ciarlatani e ai simpatizzanti nazisti il monopolio di questa opera scandalosa, una volta che i diritti della Baviera saranno scaduti».
    IN CIRCOLAZIONE UN AUDIO-LIBRO. Una versione critica del Mein kampf è in preparazione all’Istituto di storia contemporanea di Monaco, un centro prestigioso finanziato dallo Stato federale e da molti Länder, ma anche questo tentativo non pare smuovere il rifiuto del ministero delle Finanze.
    In realtà, una versione critica in lingua tedesca è già in circolazione. Si tratta di un audio-libro, diviso in due cd, acquistabile in alcune librerie specializzate. Lo ha redatto Helmut Qualtinger e ha convinto anche i recensori della Süddeutsche: «Dopo l’ascolto di questo audio-libro a nessuno verrà in mente di prendere Hitler come esempio e di gettarsi in politica».
    Mercoledì, 18 Gennaio 2012

    http://www.lettera43.it/attualita/36...a-ostacoli.htm

    esiste veramente la libertà di stampa anche nella democratica Germania? Considerato che il nazismo è stato sconfitto di che cosa avranno allora paura?
    Ultima modifica di red sky; 26-04-2012 alle 20:35
    La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
    Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.
    (K. Gibran)

    La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini (Leonardo Sciascia)

  4. #4
    Citazione Originariamente Scritto da red sky Visualizza Messaggio
    un anticipo di due anni è un anticipo sospetto.
    che significa ? ho letto 30 anni fa quel libro mica sono diventato nazista.
    guai a chi mitizza e attiva proibizionismi. sono pericolosissimi.


    commentata da chi?
    e kettifrega. tutti dovrebbero leggerlo. sarebbe un vaccino
    possibile che non ti sia chiaro il meccanismo ?

  5. #5
    Citazione Originariamente Scritto da Bondourant Visualizza Messaggio
    ....tutti dovrebbero leggerlo. sarebbe un vaccino. Possibile che non ti sia chiaro il meccanismo ?
    Con la cultura che abbiamo in questo Paese? Il tuo concetto è chiarissimo e assolutamente condivisibile, ma oggi viviamo in un'altra societa'. e quindi dubito.

  6. #6
    A parte la distanza storica, il MK è un'accozzaglia di assurdità, che , oggi
    fanno ridere (purtroppo dopo i noti eventi tragici), e poi bisognerebbe essere tedeschi e vivere nel 1933


    anche il più baluba degli itaGLIani (che sono tanti) sarebbe costretto a storicizzarlo.

  7. #7
    un anticipo di due anni è un anticipo sospetto.



    che significa ? ho letto 30 anni fa quel libro mica sono diventato nazista.
    guai a chi mitizza e attiva proibizionismi. sono pericolosissimi.
    significa che non si capisce nemmeno perchè nel 2012 devono dire che nel 2015 e cioè fra due anni ristampano Mein Kampf. Significa che fra due anni potrebbero cambiare le situazioni per cui potrebbero anche non ristamparlo.

    Significa che non c'è nessuna certezza della ristampa.

    Nessuno ha parlato di proibizionismi. Se volevano ristamparlo lo potevano fare subito e non aspettare ancora due anni.

    [I]commentata da chi?[/I]

    e kettifrega. tutti dovrebbero leggerlo. sarebbe un vaccino
    possibile che non ti sia chiaro il meccanismo ?
    il meccanismo forse non è chiaro a te.
    Se la stampa è libera in Germania (come ho già detto) non dovrebbero aspettare autorizzazioni di nessuno per pubblicarlo.
    Non è forse stata liberata dai nazisti ed è diventata democratica?
    Me frega di questo.

    A parte la distanza storica, il MK è un'accozzaglia di assurdità, che , oggi
    fanno ridere
    bisogna vedere chi è che ride.
    L'accozzaglia di assurdità potrebbe essere qualsiasi libro.
    Non è se qualche esperto commenta allora quel libro diventa più o meno credibile.

    Vietare è un assurdità perchè sappiamo tutti che, specie in gioventù, i divieti ottengono in certi casi l'effetto opposto.
    quanti dici è saggio. Ma nemmeno commentare il Mein Kamft in una determinata maniera si ottiene qualcosa.
    A volte anche si ottiene l'effetto opposto. E in Germania il nazismo non è defunto (come in Italia il fascismo).
    Ultima modifica di red sky; 27-04-2012 alle 12:13
    La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
    Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.
    (K. Gibran)

    La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini (Leonardo Sciascia)

  8. #8
    Citazione Originariamente Scritto da red sky Visualizza Messaggio

    il meccanismo forse non è chiaro a te.
    Se la stampa è libera in Germania (come ho già detto) non dovrebbero aspettare autorizzazioni di nessuno per pubblicarlo.
    Me frega di questo.
    allora avevo capito male.

  9. #9
    Citazione Originariamente Scritto da red sky Visualizza Messaggio
    Se la stampa è libera in Germania (come ho già detto) non dovrebbero aspettare autorizzazioni di nessuno per pubblicarlo.
    Non è forse stata liberata dai nazisti ed è diventata democratica?
    Me frega di questo.
    La libertà di stampa non esclude la tutela del copyright.
    Se io scrivo un libro, solo chi dico io lo può pubblicare. Se io dico che tu non puoi, tu non puoi.
    I diritti sul MK erano di proprietà del suo autore, ma nel 1945 gli sono stati confiscati e attribuiti al Land della Baviera, quindi da allora la Baviera ha legittimamente vietato a chiunque la pubblicazione.
    Ma siccome il copyright dura 75 anni e poi viene meno, ecco che dal 2015 chiunque potrà pubblicare il MK.

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