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Discussione: «Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»

  1. #1

    «Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»

    http://www.corriere.it/cultura/12_ma...bee53b56.shtml



    MILANO - La Divina Commedia deve essere tolta dai programmi scolastici: troppi contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti ed omofobici. La sorprendente richiesta arriva da «Gherush92», organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite e che svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti.

    ANTISEMITISMO - «La Divina Commedia - spiega all'Adnkronos Valentina Sereni, presidente di Gherush92 - pilastro della letteratura italiana e pietra miliare della formazione degli studenti italiani presenta contenuti offensivi e discriminatori sia nel lessico che nella sostanza e viene proposta senza che via sia alcun filtro o che vengano fornite considerazioni critiche rispetto all'antisemitismo e al razzismo». Sotto la lente di ingrandimento in particolare i canti XXXIV, XXIII, XXVIII, XIV. Il canto XXXIV, spiega l'organizzazione, è una tappa obbligata di studio. Il personaggio e il termine Giuda e giudeo sono parte integrante della cultura cristiana: «Giuda per antonomasia è persona falsa, traditore (da Giuda, nome dell'apostolo che tradì Gesù)»; «giudeo è termine comune dispregiativo secondo un antico pregiudizio antisemita che indica chi è avido di denaro, usuraio, persona infida, traditore» (così scrive De Mauro, Il dizionario della lingua italiana). Il significato negativo di giudeo è poi esteso a tutto il popolo ebraico. Il Giuda dantesco è la rappresentazione del Giuda dei Vangeli, fonte dell'antisemitismo. «Studiando la Divina Commedia - sostiene Gherush92 - i giovani sono costretti, senza filtri e spiegazioni, ad apprezzare un'opera che calunnia il popolo ebraico, imparano a convalidarne il messaggio di condanna antisemita, reiterato ancora oggi nelle messe, nelle omelie, nei sermoni e nelle prediche e costato al popolo ebraico dolori e lutti». E ancora, prosegue l'organizzazione, «nel canto XXIII Dante punisce il Sinedrio che, secondo i cristiani, complottò contro Gesù; i cospiratori, Caifas sommo sacerdote, Anna e i Farisei, subiscono tutti la stessa pena, diversa però da quella del resto degli ipocriti: per contrappasso Caifas è nudo e crocefisso a terra, in modo che ogni altro dannato fra gli ipocriti lo calpesti».

    MAOMETTO - Ma attenzione. Il capolavoro di Dante conterrebbe anche accenti islamofobici. «Nel canto XXVIII dell'Inferno - spiega ancora Sereni - Dante descrive le orrende pene che soffrono i seminatori di discordie, cioè coloro che in vita hanno operato lacerazioni politiche, religiose e familiari. Maometto è rappresentato come uno scismatico e l'Islam come una eresia. Al Profeta è riservata una pena atroce: il suo corpo è spaccato dal mento al deretano in modo che le budella gli pendono dalle gambe, immagine che insulta la cultura islamica. Alì, successore di Maometto, invece, ha la testa spaccata dal mento ai capelli. L'offesa - aggiunge - è resa più evidente perchè il corpo "rotto" e "storpiato" di Maometto è paragonato ad una botte rotta, oggetto che contiene il vino, interdetto dalla tradizione islamica. Nella descrizione di Maometto vengono impiegati termini volgari e immagini raccapriccianti tanto che nella traduzione in arabo della Commedia del filologo Hassan Osman sono stati omessi i versi considerati un'offesa».

    OMOSESSUALI - Anche gli omosessuali, nel linguaggio dantesco i sodomiti, sarebbero messi all'indice nel poema dell'Alighieri. Coloro che ebbero rapporti «contro natura», sono infatti puniti nell'Inferno: i sodomiti, i peccatori più numerosi del girone, sono descritti mentre corrono sotto una pioggia di fuoco, condannati a non fermarsi. Nel Purgatorio i sodomiti riappaiono, nel canto XXVI, insieme ai lussuriosi eterosessuali. «Non invochiamo nè censure nè roghi - precisa Sereni - ma vorremmo che si riconoscesse, in maniera chiara e senza ambiguità che nella Commedia vi sono contenuti razzisti, islamofobici e antisemiti. L'arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico. L'arte è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Commedia esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, iconografico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell'opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti. Persecuzioni, discriminazioni, espulsioni, roghi hanno subito da parte dei cristiani ebrei, omosessuali, mori, popoli infedeli, eretici e pagani, gli stessi che Dante colloca nei gironi dell'inferno e del purgatorio. Questo è razzismo che letture simboliche, metaforiche ed estetiche dell'opera, evidentemente, non rimuovono».

    CRIMINI - «Oggi - conclude Sereni - il razzismo è considerato un crimine ed esistono leggi e convenzioni internazionali che tutelano la diversità culturale e preservano dalla discriminazione, dall'odio o dalla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e a queste bisogna riferirsi; quindi questi contenuti, se insegnati nelle scuole o declamati in pubblico, contravvengono a queste leggi, soprattutto se in presenza di una delle categorie discriminate. È nostro dovere segnalare alle autoritá competenti, anche giudiziarie, che la Commedia presenta contenuti offensivi e razzisti che vanno approfonditi e conosciuti. Chiediamo, quindi, di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti». Certo c'è da chiederci cosa succederebbe se il criterio proposto da «Gherush92» venisse applicato ai grandi autori della letteratura. In Gran Bretagna vedremmo censurato «Il mercante di Venezia» di Shakespeare? O alcuni dei racconti di Chaucer? Certo è che il tema del politicamente corretto finisce sempre più per invadere sfere distanti dalla politica vera e propria. Così il Corriere in un articolo del 1996 racconta come, al momento di scegliere personaggi celebri per adornare le future banconote dell'euro , Shakespeare fu scartato perchè potenzialmente antisemita Mozart perché massone, Leonardo Da Vinci perché omosessuale. Alla fine si decise per mettere sulle banconote immagini di ponti almeno loro non accusabili di nulla.
    Vik vive!

  2. #2
    Trovo la richiesta di togliere Dante dai programmi scolastici del tutto irricevibile e delirante, sebbene dettata da buone intenzioni. Non si può censurare un opera fondamentale del nostro patrimonio culturale in nome del politically correct. E al di fuori del mondo occidentale non verrebbe in mente a nessuno di compiere un'operazione del genere sul proprio patrimonio culturale.
    Piuttosto che gli insegnanti facciano il loro lavoro e spieghino perchè a quei tempi era ritenuto normale inveire contro musulmani, ebrei e omosessuali, e perchè oggi questo non è più accettabile.
    Ultima modifica di Annibale; 13-03-2012 alle 15:04

  3. #3
    L'INTELLIGENZA CHE MANCA

    Che cosa avrebbe detto Primo Levi, che al canto di Ulisse ha dedicato pagine meravigliose? Forse avrebbe preferito non commentare. In effetti non dovremmo sprecare inchiostro sulla proposta demenziale di censurare la Divina Commedia perché antisemita, islamofoba e omofoba. Le stupidaggini non meritano commenti e pubblicità. Per contro, trovo interessanti i commenti sulla boutade di ieri. Sia il «Corriere della Sera» sia il «Giornale» ascrivono questa intemerata al politicamente corretto, alla «cultura del piagnisteo». E così facendo ingenerano, volutamente o meno, un equivoco pericoloso. Che cosa c’entra il politicamente corretto con questa scemenza sesquipedale? Non è forse troppo facile aggrapparsi alle farneticazioni di un gruppuscolo inesistente per attaccare il «politicamente corretto»? Le questioni sono due. Innanzitutto occorre abbandonare qualunque tentazione censoria. In linea generale chiunque può scrivere ciò che vuole, a meno di commettere un reato. E poi. Il politicamente corretto, pur tra le mille risibili imperfezioni, è un tentativo di evitare inutili sofferenze alle persone. Io preferisco se non mi chiamano «giudio» o «ebreaccio», così come altri non amano essere definiti «negri», «zingari», «ciccioni» o «mongoloidi». Talvolta si può esagerare, certo, ma il singolo errore non contraddice il meccanismo virtuoso. L’intelligenza, quella che manca a chi vuole correggere Dante, rimane il vero metro di giudizio. «Ma tu sei gay?» domanda all’amico un protagonista di un vecchio film di Ozpetek. La risposta geniale è: «No, io sono frocio. Io sono all’antica». Insomma, basta usare la testa e si può dire proprio tutto.

    Tobia Zevi


    http://moked.it/blog/2012/03/13/lint...nza-che-manca/

  4. #4
    LA PROPOSTA DEL COMITATO PER I DIRITTI UMANI «GHERUSH92»

    Che Sciocco Censurare il «Razzista Dante»

    Paolo Di Stefano

    Certo che se dovessimo estendere i nostri criteri del politicamente corretto a tutta la letteratura del passato, pochissimo si salverebbe. Dunque, suona insensata e letteralmente anacronistica la proposta avanzata dal comitato per i diritti umani Gherush92 di censurare la Divina commedia in quanto antisemita, razzista e omofoba. L'organizzazione internazionale, consulente delle Nazioni Unite e fautrice di progetti di educazione allo sviluppo, adotta sull'arte criteri retroattivi che cancellino millenni di storia e di conquiste culturali, omologando ogni secolo al nostro.

    Il passato va ripulito, anzi depurato, a nostra immagine e somiglianza. I programmi scolastici saltino a pie' pari i passi danteschi che la presidentessa di Gherush92, Valentina Sereni, definisce «offensivi e discriminatori», per esempio il XXXIV dell'Inferno, in cui Giuda Iscariota (l'ebreo traditore secondo la tradizione biblica) viene raffigurato tra le fauci di Lucifero, a testa in giù. Per non parlare dei brani islamofobi, come quello che nel XXVIII della stessa cantica sancisce la condanna di Maometto, «seminator di scandalo e di scisma». E non poteva mancare l'omofobia, che suggerì al Sommo Poeta di collocare tra i dannati il suo maestro ser Brunetto Latini in quanto sodomita. Via tutto, dunque, e molto altro. Compreso il XXVI del Purgatorio in cui i «gay» vengono equiparati ai lussuriosi secondo natura?

    Via, via, e non se ne parli più. All'inferno pure Dante, così impara a ragionare come un uomo del Basso Medioevo e non come una persona della nostra epoca. Ma la domanda è: cassiamo anche il ser Ciappelletto di Boccaccio, l'omosessuale malvagio che più non si può? E che fine farà Shakespeare, il cui pregiudizio sui Mori non è mai mascherato? E Cicerone, Orazio, Seneca e Sant'Agostino, tutti più o meno terrorizzati dal proselitismo ebraico («barbara superstitio»)? In realtà, la richiesta di Gherush92 rivela la pochissima fiducia negli insegnanti (non sarà razzismo anche questo?), che sarebbero incapaci di comunicare una banalità: la distanza che ci separa dalla cultura del passato. Avvicinare Dante a noi, depurandolo, sarebbe un imperdonabile peccato di antropofobia.


    13 marzo 2012



    http://www.corriere.it/
    ...

  5. #5
    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    Trovo la richiesta di togliere Dante dai programmi scolastici del tutto irricevibile e delirante, sebbene dettata da buone intenzioni. Non si può censurare un opera fondamentale del nostro patrimonio culturale in nome del politically correct. E al di fuori del mondo occidentale non verrebbe in mente a nessuno di compiere un'operazione del genere sul proprio patrimonio culturale.
    Piuttosto che gli insegnanti facciano il loro lavoro e spieghino perchè a quei tempi era ritenuto normale inveire contro musulmani, ebrei e omosessuali, e perchè oggi questo non è più accettabile.
    Non potrei aggiungere altro. Hai espresso anchee il mio pensiero.
    In base hai criteri di cui sopra bisognerebbe abolire il 90% della cultura classica europea.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  6. #6
    Se qualcuno tocca Conrad
    faccio un macello
    Chiunque rifletta su queste quattro cose:
    ciò che è sopra, ciò che è sotto,
    ciò che è prima e ciò che è dopo,
    meglio sarebbe se non fosse mai nato.

    Talmud, Hagigah.

    ho una intelligenza intermittente
    come le luci dell'albero di natale

  7. #7
    La Divina Commedia omofoba e islamofoba? Che sia la volta buona che Calderoli legge un libro?

  8. #8

  9. #9
    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    La Divina Commedia omofoba e islamofoba? Che sia la volta buona che Calderoli legge un libro?
    Non ti facevo così smodatamente ottimista
    Chiunque rifletta su queste quattro cose:
    ciò che è sopra, ciò che è sotto,
    ciò che è prima e ciò che è dopo,
    meglio sarebbe se non fosse mai nato.

    Talmud, Hagigah.

    ho una intelligenza intermittente
    come le luci dell'albero di natale

  10. #10
    Senior Member L'avatar di satya
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    Citazione Originariamente Scritto da Samarilla Visualizza Messaggio
    Se qualcuno tocca Conrad
    faccio un macello
    Io peggio se mi toccano Shakaspeare, quel "fascistone" che ha scritto Caio Marzio Coriolano e Giulio Cesare, e "anti-semita" autore de Il Mercante di Venezia


  11. #11
    C'è una cosa che ancora non è stata compresa da chi vorrebbe eliminare la letteratura eticamente non accettabile.
    La storia si ripete.
    Se a scuola ci fanno imparare la Storia è per farci crescere con la memoria di quello che è stato, saper riconoscere e dare un nome alle cose buone e alle cose cattive, per sapere come si possono riproporre le cose buone e come si devono impedire invece le cose cattive.
    Così pure nella letteratura, se abbiamo avuto scrittori che hanno scritto cose oggi inaccettabili, e che a quei tempi tanto inaccettabili non erano, vuol dire che dobbiamo ricordarci che possono spuntare fuori in ogni epoca scrittori ai quali può venire in mente di scrivere quelle cose e che possono arrivare epoche nelle quali tali cose inaccettabili vengono invece considerate accettabili.

    La questione che l'intervento di Amanda ha messo in luce è, penso io, un poco più spostata verso il mondo della scuola.
    A scuola mi hanno insegnato quanto fosse genio Dante Alighieri, e nessuno si può permettere di ridimensionare quel genio di Dante Alighieri. A me personalmente tutta questa genialità non l'ho mai trovata in Dante, ma forse è perché non l'ho capito.
    Eppure alcune cose mi hanno impressionato della Divina Commedia, ma sono cose qua e là.

    Forse nei programmi ministeriali bisognerebbe cambiare il modo di presentare la figura di questo poeta, un genio, sì vabbeh, ma con tanti lati discutibili.

    Però è il nostro principale monumento nazionale letterario, gli inglesi hanno William Shakespeare e noi Dante Alighieri.
    Adesso provate a toccare voi un monumento nazionale ?

    Andrea
    Si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere.
    Qualunque sia la verità,
    tutti noi ci ritroviamo a vivere sulla Terra come degli 'extraterrestri'.

  12. #12
    Certo che se viene insegnato come un ipse dixit infallibile poi i versi contro ebrei, musulmani e omosessuali diventano davvero un problema.
    La lettura deve essere critica, l'insegnante deve insegnare anche a tenere un po' le distanze dal testo.

  13. #13
    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    Certo che se viene insegnato come un ipse dixit infallibile poi i versi contro ebrei, musulmani e omosessuali diventano davvero un problema.
    La lettura deve essere critica, l'insegnante deve insegnare anche a tenere un po' le distanze dal testo.
    L'insegnante è un esecutore dei programmi ministeriali. Mi dispiace dirlo, anche io lo credevo quello che dice Annibale.
    Tutto deve partire dall'alto, nel senso che se una cosa nel libro di testo non è scritta, perché non è stata prevista e approvata dal ministero della pubblica istruzione non è vera.
    Allora il compito dell'insegnante è riuscire a camminare sul filo di un rasoio, salvando la sua dignità di persona che fa cultura e salvando la dignità della cultura che le è stata affidata istituzionalmente.
    L'insegnante è di fatto un 'pubblico ufficiale', non può fare cose di testa sua, può solo eseguire gli ordini.
    Se gli ordini hanno difetti, l'insegnante li deve rispettare comunque.

    E' triste da dirsi, ma è così.
    Si dice che gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere.
    Qualunque sia la verità,
    tutti noi ci ritroviamo a vivere sulla Terra come degli 'extraterrestri'.

  14. #14
    Citazione Originariamente Scritto da andronico Visualizza Messaggio
    L'insegnante è di fatto un 'pubblico ufficiale', non può fare cose di testa sua, può solo eseguire gli ordini.
    Se gli ordini hanno difetti, l'insegnante li deve rispettare comunque.
    l'insegnante deve essere al servizio della cultura, deve essere creativo, l'unico dettame che deve rispettare e' quello con la sua coscienza di educatore
    o vogliamo militariizzare pure la cultura?
    Ultima modifica di Amanda; 14-03-2012 alle 20:26
    Vik vive!

  15. #15
    Citazione Originariamente Scritto da andronico Visualizza Messaggio
    L'insegnante è di fatto un 'pubblico ufficiale', non può fare cose di testa sua, può solo eseguire gli ordini.
    Se gli ordini hanno difetti, l'insegnante li deve rispettare comunque.
    Non mi pare che sia proprio così, esiste la libertà di insegnamento.

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