E' il Resto del Carlino:
http://www.ilrestodelcarlino.it/anco...o_geloso.shtml
Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.
(Don Lorenzo Milani)
hanno cambiato il titolo e aggiornato il testo.
è interessante.
Madre di tre bambini massacrata dal marito a colpi di mattarello
Medico oculista fermato per omicidio aggravato. Lei voleva separarsi e lo aveva denunciato per stalking
http://milano.corriere.it/milano/not...86199286.shtml
Sì, hanno cambiato il titolo "in corsa". Ma se provi a condividere il link su FB, nella preview è rimasto il titolo originale.
Curiose cose accadono.
"Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
[C. G. Jung]
"Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
[Shakespeare, Amleto]
In diretta tv adesso: Linea Notte del Tg3 tratta il tema della violenza sulle donne. Titolo: “Follia”. 77 sono le donne uccise (femminicidio) nei primi 6 mesi dell'anno 2012.
Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.
(Don Lorenzo Milani)
Contro il Codice Rocco dell'informazione
Pubblichiamo l'intervento di Marta Genova, a nome di GiULiA, alla manifestazione di Palermo contro il femminicidio. La stampa non affossi i delitti nei luoghi comuni.
"I due amanti diabolici", "delitto passionale" : titolano così quasi tutti i giornali siciliani. Maria Anastasi, 39 anni, madre di tre figli e al nono mese di gravidanza, viene uccisa per la seconda volta, dall'informazione.
Si arriva a pubblicare la foto sorridente del profilo Facebook di Giovanna Purpura, l'amante del marito che l'ha presumibilmente assassinata, mentre qualcun altro mostra il cadavere carbonizzato di Maria Anastasi.
Giorno dopo giorno, Maria Anastasi viene cancellata, dimenticata. L'attenzione dei media siciliani si concentra sul presunto triangolo amoroso: vittima, marito, amante. Sullo scambio di accuse tra il marito e l'amante. E persino sulla rivalità, sulla sfida dei criminologi che assistono il marito - Roberta Buzzone - e l'amante - Francesco Bruno.
Della vittima, di Maria, nulla si dice, nulla si racconta. Era successo così anche per Vanessa Scialfa, 22 anni, gettata dal cavalcavia il 27 aprile a Enna, dal compagno.
Era successo anche a Stefania Noce, 24 anni, uccisa a coletallate il 27 dicembre a Licodia Eubea, in provincia di Catania, dall'ex fidanzato: non una parola abbiamo letto sui giornali siciliani sulla straripante voglia di vivere e di lottare per i diritti delle donne di Stefania... Del suo impegno, abbiamo saputo solo dai blog degli amici.
E a ogni omicidio di donna, sull'informazione si riparte da zero. Come se non fossero tutti l'orrendo serial di una stessa scia di sangue.
E' ora di dire basta. L'informazione deve cambiare, adesso!
Lo chiedono le donne e lo chiediamo noi giornaliste di GIULIA, la rete delle giornaliste unite libere autonome. Non vogliamo più leggere "delitto passionale", "raptus di follia", "non sopportava di essere lasciato", o titoli come: "l'ex confessa: la amavo più della mia vita". "Gelosia", "passione", "amore" diventano facile movente e persino attenuante. Almeno nella considerazione e condanna sociale. Del resto abbiamo aspettato il 1981 perché le attenuanti previste dal Codice Rocco al delitto d'onore venissero abrogate.
Non si agisce per raptus o peggio per amore, noi lo sappiamo! il movente è criminale, non passionale! A uccidere non sono uomini che amano le donne ma che odiano le donne, che non tollerano la loro libertà e che ne vogliono disporre come oggetti di possesso.
Ecco perché l'informazione deve cambiare e recuperare la sua funzione sociale: perché altrimenti non cambierà la cultura e la percezione sociale del fenomeno: una silenziosa strage di donne.
L'azione di GIULIA comincia a produrre cambiamenti, lo vediamo, soprattutto nella stampa nazionale dove sempre più di frequente si legge la parola "femmicidio". Ma non basta: il cambiamento deve essere più profondo e pervasivo, e deve arrivare anche in periferia. E GIULIA Sicilia continuerà a battersi per questo anche presentando esposti all'Ordine dei giornalisti siciliani nei casi di gravi violazioni.
21 luglio 2012
http://giulia.globalist.it/
...
Ecco un altro caso, che rasenta l'assurdo.
Non ho parole.
Hanno ucciso loro figlia ed equitalia gli chiede pure il conto
Monia Del Pero, la ragazza nella foto, aveva 19 quando, nel 1989, fu uccisa dal suo ex fidanzato. Come accade spesso in Italia nei casi di femminicidi, l’omicida se l’è cavato con poco: ha confessato e la confessione gli ha consentito di usufruire del rito abbreviato e del conseguente sconto di un terzo della pena. In poche parole, in primo grado gli hanno inflitto una pena di 11 anni di reclusione (non l’ergastolo) più 3 anni di libertà vigilata, poi eliminata in appello. Giustizia è fatta!
Ma allo strazio, come si suol dire, si aggiunge la beffa, dolorosa e inaccettabile! L’assassino era stato condannato a pagare 2mila euro per il deposito della sentenza. Essendo però l’assassino – ripetizione voluta – inadempiente, Equitalia pensa bene di chiedere il pagamento di quei 2mila euro ai genitori di Monia. Non ci sono errori, avete letto bene. Vi hanno ucciso la figlia e ora pagate!
Monia strangolata, messa in un sacco, buttata sotto un ponte : per Equitalia non è sufficiente!
fonte
"Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
[C. G. Jung]
"Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
[Shakespeare, Amleto]
11 anni di reclusione per l'assassionio di una ragazzina? che tradotto vuol dire farne si e no 7 o 8???
Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.
(Don Lorenzo Milani)
Capite? Lei, povero cucciolo, non lo lasciava parlare...
Marito accoltella la moglie e la uccide
E' stato lo stesso uomo a chiamare i carabinieri e a raccontare l'accaduto. Al fatto era presente anche il figlio della coppia, che ha 17 anni. L'allarme di Telefono Rosa: 100 casi dall'inizio dell'anno
Torino., 11-10-2012
Una donna è stata uccisa dal marito a coltellate durante un litigio avvenuto in casa a Collegno (Torino). E' stato lo stesso uomo a chiamare i carabinieri e a raccontare l'accaduto. Al fatto era presente anche il figlio della coppia, che ha 17 anni.
La vittima è Vincenzina Scorzo, di 56 anni, mentre il marito, che è stato arrestato, è Francesco Barraco, 54 anni. L'uomo ha raccontato di averle inferto alcune coltellate all'addome in quanto lei non lo lasciava parlare durante il loro litigio.
La donna è stata raggiunta da undici colpi sferrati con un coltello da cucina all'addome e al tronco. La lite è iniziata in cucina ed è terminata davanti alla porta d'ingresso. Leggermente ferito il figlio che ha tentato di dividere i genitori. Il figlio 16enne, si è ferito alla mano. Il ragazzo è stato curato all'Ospedale di Rivoli e poi accompagnato al Regina Margherita perche' sotto shock.
Telefono Rosa: femminicidio
Non si arresta il 'femminicidio' in Italia: e' salito a 100 il bollettino di morte delle donne uccise nel nostro Paese dall'inizio del 2012, una ogni due giorni. Durissimo commento di Gabriella Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, alla notizia della centesima donna barbaramente uccisa, che chiede l'intervento dello Stato "con misure idonee" altrimenti "se sara' necessario - annuncia - indiremo una grande manifestazione in piazza a Roma, chiedendo aiuto a tutti i movimenti di donne a partire da 'Se non ora quando'. Noi non possiamo piu' accettare questa barbarie", ammonisce.
fonte
"Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
[C. G. Jung]
"Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
[Shakespeare, Amleto]
Ho perso il conto.
Il solito "raptus"
E mi viene il vomito.
Accoltella la ex e uccide la sorella: preso
Palermo, il killer confessa: "In preda a raptus"
La giovane sopravvissuta ha fornito indicazioni sull'aggressore. Arrestato mentre tentava la fuga in treno
22:05 - Preso il killer di Carmela Petrucci, la ragazza di 17 anni, uccisa a coltellate nell'androne di un palazzo a Palermo. Accanto a lei la polizia aveva trovato e soccorso la sorella 18enne, Lucia, che, trasferita all'ospedale Civico, ha indicato il nome dell'aggressore. L'omicida sarebbe stato bloccato alla stazione centrale di Bagheria mentre stava per salire su un treno. Dopo tre ore di interrogatorio ha confessato: "Ero in preda a un raptus".
Samuele Caruso, è un 23enne che aveva avuto un legame sentimentale con la sorella della vittima, troncato dalla ragazza qualche tempo fa. Da allora, il giovane aveva perseguitato Lucia per convincerla a tornare insieme. Oggi l'ultima lite davanti a casa. Carmela Petrucci è intervenuta per difendere la sorella ed è stata colpita a morte. L'omicida ha poi pugnalato anche Lucia ed è fuggito.
La polizia lo ha rintracciato grazie al segnale del suo telefono cellulare e lo ha bloccato nei pressi della stazione ferroviaria di Bagheria, a pochi chilometri da Palermo. Al momento è sottoposto a fermo, in attesa che la magistratura vagli la sua posizione.
Le due sorelle, figlie di un dipendente della Corte dei Conti e di un'impiegata della Regione siciliana, frequentavano assieme l'ultimo anno del liceo classico Umberto I, ed erano nella stessa classe. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la nonna le aveva prelevate all'uscita da scuola e le aveva accompagnate a casa. Ad attenderle davanti al portone ci sarebbe stato l'assassino.
Su Facebook il presunto killer: "L'unica cosa che non puoi cambiare è la perdita di chi ami"
Solo alcuni giorni fa, Samuele Caruso, il presunto killer, aveva postato sulla sua pagina Facebook, un messaggio: "Se potessi esprimere un desiderio, e avessi la certezza che venisse realizzato, non chiederei né soldi né ricchezze, non chiederei di essere felice per sempre, perché non riconosci la felicità se non provi dispiaceri, ma chiederei l'amore per la persona che amo... perché l'unica cosa che non puoi cambiare è la perdita di qualcuno che ami".
La confessione dopo tre ore di interrogatorio
Dopo tre ore di interrogatorio Caruso ha confessato il delitto e l'aggressione. Al pm che l'ha sentito in Questura, subito dopo l'arresto avvenuto nella stazione ferroviaria di Bagheria, ha detto di aver agito in preda ad un raptus e di avere perso la testa. Caruso non si sarebbe rassegnato alla fine della storia d'amore con la ex fidanzata e l'avrebbe perseguitata per settimane.
fonte
Però "E' un bravo ragazzo"
Aveva preso il coltello solo "per parlarle"
qui
"Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
[C. G. Jung]
"Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
[Shakespeare, Amleto]
Dieci anni in un ospedale psichiatrico giudiziario
Massacrò la convivente con l'accetta, l'assassino dichiarato infermo di mente
Per i giudici, Renato Valboa, l’omicida di Florinda Di Martino, è totalmente incapace di intendere e di volere
NAPOLI — Massacrò la compagna con l’accetta alcuni anni dopo avere tentato di uccidere un’altra donna. Per i giudici della II corte d’assise di appello, Renato Valboa, l’omicida di Florinda Di Martino, è totalmente incapace di intendere e di volere: dunque, lo hanno condannato a dieci anni di reclusione da trascorrere in un ospedale psichiatrico giudiziario. Il sostituto procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna a sedici anni stabilita nel 2010 dai giudici della quinta sezione della Corte d’Assise di Napoli. La sentenza susciterà probabilmente polemiche: amici e familiari della donna, sulla base di alcune perizie oltre che delle loro sensazioni personali, ritengono infatti che Valboa sia sano di mente. L’omicidio di Florinda Di Martino avvenne il 4 luglio del 2009 in una villetta nella zona dei Camaldoli, in via Camillo Guerra. La donna venne trovata morta nel suo appartamento dalla polizia allertata dalla figlia di Valboa che, dalla strada, aveva sentito il padre gridare. Quando gli agenti entrarono nell’appartamento, si trovarono davanti a una scena da film dell’orrore: Valboa era accanto al corpo della compagna morta, ferito a sua volta dalla poveretta che aveva tentato di difendersi. Il delitto era stato l’epilogo di una relazione burrascosa, nel corso della quale Florinda aveva anche denunciato il compagno per le percosse subite. Ma il particolare più agghiacciante è che Renato Valboa si era già reso protagonista di un grave episodio di violenza: il 2 novembre del 2002 aveva tentato di uccidere la sua ex moglie con tanta violenza che la lama del coltello le si era spezzata nell’addome. Per quell’episodio, Renato Valboa venne condannato a quattro anni ed otto mesi di reclusione, ma, grazie all’indulto, scontò solo una parte della pena. La battaglia giudiziaria sul caso Di Martino si è combattuta soprattutto a colpi di perizie. Nelle scorse settimane il pg aveva chiesto che all’imputato fossero concesse le attenuanti generiche e di conseguenza non aveva chiesto un aumento della pena. Alla richiesta avevano reagito in modo duro gli avvocati di parte civile (in giudizio si sono costituiti i genitori e l’ex marito di Florinda), i quali avevano puntato l’indice contro le perizie che hanno riconosciuto a Valboa una parziale o totale capacità di intendere e di volere: l’omicida è stato accusato di essere un abile simulatore, in grado di ingannare i periti e di convincerli di essere affetto da un disturbo della personalità. I giudici hanno invece accolto la richiesta del difensore dell’imputato, avvocato Valerio De Maio, che nella scorsa udienza aveva sostenuto la validità dell’ultima perizia del procedimento concludendo per un riconoscimento della totale infermità di mente dell’imputato.
Titti Beneduce
20 ottobre 2012
http://corrieredelmezzogiorno.corrie...42004031.shtml
Non c'è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente. (Virginia Woolf)
Tutti "pazzi", virginia?
"Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
[C. G. Jung]
"Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
[Shakespeare, Amleto]
Già, "pazzi", "presi da un raptus", "per troppo amore", ecc.ecc.... è veramente sconfortante e avvilente.
Quando si capirà che l'uomo che uccide non è un pazzo, ma lo fa perché vede la “sua “ donna come un oggetto che gli appartiene, sul quale deve esercitare un controllo diretto ed un possesso assoluto che può arrivare sino all’annientazione fisica: “sei mia e quindi anche la tua vita mi appartiene”. E se non lo capiscono i giudici per primi, quando mai si spezzerà questa catena?
Non c'è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente. (Virginia Woolf)
Gli adulti ormai sono bolliti (uomini e donne, ci metto dentro pure me stessa), stiamo talmente ammollo in una certa mentalità che nemmeno ce ne rendiamo conto, temo ci sia poco da fare. Lorella Zanardo ha scritto un articolo secondo me equilibrato e realistico. La speranza sono le nuove generazioni. E' dall'educazione che bisogna ricominciare.
Siamo persone, non beni di proprietà
by http://www.ilcorpodelledonne.net/?p=13361 on ott 21, 2012
Questo articolo è comparso come editoriale de Il Fatto Quotidiano del 21 ottobre.Ringrazio le giornaliste del Fatto che si sono impegnate perchè al femminicidio fosse dedicata tutta la prima pagina del quotidiano di domenica.Grazie al Direttore per averci creduto.
In una società ormai incapace di tutelare le fasce più deboli della popolazione, avviene che una ragazzina di 17 anni si assuma la responsabilità enorme di salvare la sorella diciottenne, che gli adulti non hanno voluto proteggere. Con l’ultimo femminicidio commesso venerdì scorso a Palermo in cui Carmela Petrucci è stata uccisa mentre tentava di difendere la sorella Lucia dalle coltellate dell’ex fidanzato ventitreenne di quest’ultima, emerge l’urgenza non più procrastinabile di mettere a punto un piano nazionale che miri ad arginare la violenza verso le donne. Più di 100 sono state uccise da inizio anno. C’è una motivazione comune che lega questi delitti ed è l’incapacità da parte degli assassini di accettare che la compagna, di un’estate o di una vita, determini la fine del rapporto, prenda cioè in modo autonomo una decisione che avrà ripercussioni sulla loro vita. Ricordo che ero ragazza quando mia madre mi spiegò che quel giorno veniva abolito il delitto d’onore, ed era solo il 1981. Ed era ancora come fosse ieri, che mia nonna materna si infilò guanti e cappello, guardò il marito in poltrona e gli comunicò: “Io vado a votare”.
Era il 1946 ed era la prima volta che era autorizzata a farlo. Da poco, veramente da pochi anni, noi donne stiamo faticosamente cercando di autodeterminare la nostra vita, sia nel lavoro sia nel privato e questo cambiamento epocale ha alterato in modo irreversibile la relazione tra uomini e donne, portando un comprensibile disorientamento tra chi per anni aveva goduto di un potere di scelta totale all’interno della coppia. Se siamo d’accordo nel ritenere che i cittadini di un Paese civile non sono l’effetto del caso, bensì il frutto di un processo educativo, dobbiamo riconoscere che nessun processo formativo ha accompagnato questo potente cambiamento. E mentre la scuola, che avrebbe potuto e dovuto fornire percorsi di educazione alla relazione e alla sessualità, veniva sistematicamente resa sempre più impotente, l’altro importante agente di socializzazione, la televisione, agiva da indiscussa proponitrice di modelli obsoleti dove le donne, e in particolare le giovani donne, venivano presentate come oggetti, decorazioni, deumanizzate dunque, belle cose da possedere che non chiedevano alcun tipo di sforzo relazionale.
È necessario agire, e subito. Serve potenziare la scuola, dare agli insegnanti gli strumenti adeguati per educare i ragazzi alla relazione, servono corsi di aggiornamento, personale adeguato. Ma più di tutto è necessario che gli adulti, uomini e donne, comprendano che questa è una priorità.
"Essendo una parte, l'essere umano non può intendere il tutto"
[C. G. Jung]
"Ci son più cose tra cielo e terra, caro Orazio, di quante se ne figùri la tua ragione"
[Shakespeare, Amleto]
Segnalibri