Feb 23rd, 2012







di Dana Frank

E’ ora di riconoscere la disastrosa politica estera determinata dal supporto americano all’amministrazione di Porfidio Lobos. Da quando il 28 giugno del 2009, un colpo di Stato ha deposto il Presidente democraticamente eletto dell’Honduras, Josè Manuel Zelaya, il paese è sprofondato nell’ abisso per quanto riguarda i diritti umani e la sicurezza. Questo abisso è stato opera in buona parte dal Dipartimento di Stato [americano].

I titoli si sono riempiti di storie dell’orrore dall Honduras. Secondo le Nazioni Unite, in questo momento vi è il più alto tasso di omicidi al mondo, e San Pedro Sula, la seconda città del paese, è più pericolosa di Ciudad Juárez, in Messico, una zona nota per il violento cartello della droga.

Gran parte della stampa negli Stati Uniti ha attribuito questa violenza esclusivamente al traffico di droga e alle bande. Ma il colpo di stato è ciò che ha spalancato le porte ad un enorme aumento del traffico di droga e alla violenza, e ha scatenato un’ondata continua di repressione. L’attuale governo del Presidente Lobo è salito al potere con le elezioni del novembre 2009 novembre gestite dagli stessi personaggi che avevano dato vita al colpo di Stato. La maggior parte dei candidati dell’opposizione si ritirarono in segno di protesta, e tutti i più importanti osservatori internazionali hanno boicottato le elezioni, fatta eccezione per il National Democratic Institute e l’ International Republican Institute, finanziati dagli Stati Uniti.

Il presidente Obama ha rapidamente riconosciuto la vittoria di Lobo, anche quando la maggior parte dei paesi dell’America Latina non lo ha fatto. Il Governo di Lobo è, infatti, una creautura generata dal colpo di Stato. Sono rimaste al loro posto la maggior parte delle figure militari che hanno perpetrato il colpo di Stato, e nessuno è andato in galera per questo.

Questa catena di eventi – il colpo di stato che gli Stati Uniti non hanno bloccato, le elezioni fraudolente che hanno accettato – ha permesso alla corruzione di uscire fuori come i funghi. Il sistema giudiziario funziona a malapena. L’impunità regna sovrana. Almeno 34 membri dell’opposizione sono scomparsi o sono stati uccisi e più di 300 persone sono state uccise dalla polizia, secondo l’organizzazione per la difesa dei diritti umani COFADEH. Almeno 13 giornalisti sono stati ammazzati da quando il signor Lobo ha accettato l’incarico, secondo l’associazione per la protezione dei Giornalisti.

Sono convinti che la polizia della Capitale, Tegucigalpa, abbia uccisoil figlio di Julieta Castellanos, il rettore della più grande università del paese, insieme a un suo amico, il 22 ottobre 2011. Funzionari di polizia hanno subito ammesso che i sospetti cadevano su dei poliziotti, ma non li hanno arrestati immediatamente. E’ accaduto quando alcune figure di spicco si sono fatte avanti accusando la polizia di essere piena di squadroni della morte e di trafficanti di droga. L’accusatore più famoso è stato un ex commissario di polizia, Alfredo Landav, che è stato assassinato il 7 dicembre. Solo adesso il Governo ha iniziato a procedere al significativo arresto di ufficiali di polizia.

La repressione sponsorizzata dallo Stato continua. Secondo COFADEH, negli ultimi due anni e mezzo, sono stati uccisi per mano della polizia, dell’esercito e della polizia privata di Miguel Facussè almeno 43 attivisti contadini che partecipavano alla lotta a per la terra nella Valle del Aguan. Mr. Facussé era stato menzionato in uno dei cablo dell’Ambasciata americani trafugati da Wikileaks come l’uomo più ricco del paese, un grosso supporter del colpo di Stato e un proprietario terriero che traffica in cocaina.

Nonostate ciò, all’inizi di ottobre Obama ha lodato Porfirio Lobo durante la sua visita alla Casa Bianca per la sua leadership nel “ripristinare le pratiche democratiche”. Dopo che il colpo di Stato si è consolidato, gli Stati Uniti ha mantenuto i loro finanziamenti ai militari e alla polizia, che in alcuni casi sono aumentati, e ha ampliato le sue basi militari, secondo un’analisi del Fellowship of Reconciliation. Il Congresso, però, ha finalmente iniziato ad opporsi. Lo maggio scorso, 87 deputati hanno firmato una lettera indirizzata al Segretario di Stato Hillary Clinton, chiedendo la sospensione degli aiuti militari e di polizia all’ Honduras. L’8 novembre, il Rappresentante della California, Howard L. Berman, un democratico in graduatoria per la commissione Esteri della Camera, ha scritto a Hillary Clinton per chiederle se gli Stati Uniti stava armando un pericoloso regime. E nel mese di dicembre, il senatore Patrick J. Leahy, un democratico del Vermont, ed altri, hanno ottenuto che venissero poste delle condizioni su una piccola parte degli aiuti previsti nel 2012 per la polizia e l’esercito dell’Honduras.

Perchè il Dipartimento di Stato ha chiuso gli occhi nonostante l’evidente brutalità dell’amministrazione Lobo e l’evidente corruzione del regime? Ciò è avvenuto in parte perché ha ceduto alla rappresentante della circoscrizione cubano-americana circoscrizione Ileana Ros-Lehtinen, presidente repubblicana della commissione Esteri della Camera, ed ai suoi alleati. Inoltre, con la sua base aerea americana, l’Honduras rappresenta una postazione strategica in America latina.

In questo modo l’Honduras è caduto in un tragico precipizio, ed è arrivatoil momento di tagliare definitivamente del tutto gli aiuti alla polizia e ai militari. “Smettiamo di alimentare un mostro” è stato il commento della signora. Castellanos, l’accademica a cui è stato ucciso il figlio.Lei, come altri avvocati che si battono per i diritti umani, insiste nell’affermare che il Governo Lobo non può autoriformarsi.

Il Dipartimento di Stato sta iniziando a provare a risolvere la situazione dietro le quinte. Ma gli attivisti honduregni per diritti umani, insieme a molti americani che hanno a cuore l’Honduras, non credono che questa amministrazione può, o è in grado, di gestire la pulizia del pozzo nero che ha contribuito molto a creare sostenendo un governo che deve il suo potere ad un colpo di Stato.

Articolo originale: “In Honduras, a Mess Made in the U.S.“, New York Times del 26 gennaio 2012

FONTE: Guerre Contro