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Discussione: Nucleare, scoppio centrale in Francia a 257 km da Torino

  1. #1

    ++ NUCLEARE:FRANCIA;SCOPPIO IN CENTRALE;RISCHI RADIAZIONI ++ a 257 km da Torino


    la centrale di Marcoule e il sito trattamento scorie

    ++ NUCLEARE:FRANCIA;SCOPPIO IN CENTRALE;RISCHI RADIAZIONI ++

    (ANSA) - PARIGI, 12 SET - Rischio di fuga radioattiva in
    Francia dopo l'esplosione di un forno presso il sito nucleare di
    Marcoule nel sud del paese: e' quanto riferiscono le autorita'
    francesi. (ANSA).

    Z04
    12-SET-11 13:44 NNNN
    NUCLEARE: FRANCIA; SCOPPIO IN CENTRALE, RISCHI RADIAZIONI (2)

    (ANSA) - PARIGI, 12 SET - La centrale di Marcoule è stata la
    prima centrale nucleare francese, nella Linguadoca-Rossiglione.
    La centrale possiede 3 reattori UNGG (una versione francese del
    Magnox inglese) da 79 MW totali.
    stata la prima centrale nucleare francese, nello stesso
    sito esiste anche un altro reattore (il N1) costruito dal 1955
    al 1956 da soli 2 MW e non utilizzato per la produzione
    elettrica.La centrale fa parte del più ampio sito nucleare
    Marcoule, un'istallazione industriale gestita da AREVA e dal
    CEA.
    A Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso
    militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba
    atomica francese.

    (ANSA).

    Z04
    12-SET-11 13:57 NNNN
    ++ NUCLEARE: FRANCIA, UN MORTO E DIVERSI FERITI ++

    (ANSA) - PARIGI, 12 SET - Ci sarebbero stati ''un morto e
    alcuni feriti'' di cui uno ''molto grave'' nell'esplosione che
    si e' verificata oggi nel centro di trattamento delle scorie
    nucleari del sito di Marcoule, nel sud della Francia. Lo
    riferisce oggi il sito internet del quotidiano locale Midi
    Libre. (ANSA).

    Y3K
    12-SET-11 14:05 NNNN
    NUCLEARE: FRANCIA: MARCOULE A 257 KM DA TORINO
    IN LINEA D'ARIA. 242 DA VENTIMIGLIA, 342 DA GENOVA
    (ANSA) - ROMA, 12 SET - La centrale nucleare francese di
    Marcoule si trova a 242 km in linea d'aria da Ventimiglia, 257
    da Torino, 342 da Genova. (ANSA).

    SEC
    12-SET-11 14:06 NNNN

  2. #2
    13:55 12 SET 2011

    (AGI) - Parigi, 12 set. - Esplosione in una impianto nucleare di Nimes, nel sud della Francia: un morto, trovato carbonizzato, e quattro feriti, tra cui uno grave. Il reattore di Marcoule e' in parte usato dalla Areva per produrre un combustibile che ricicla plutonio dalle armi nucleari.

    La polizia ha fatto sapere che non c'e' rischio di contaminazione. L'impianto di Marcoule e' utilizzato per il trattamento di scorie ma non sono presenti reattori. Nella centrale, filiale della societa' Socodei e Edf, viene prodotto il Mox, un combustibile nucleare che contiene uranio miscelato a plutonio.



    http://www.agi.it/in-primo-piano/not...io-radioattivo

    la notizia che in quel sito venga prodotto il mox è inquietante e ci riporta al disastro di Fukushima con conseguente fuoriuscita di plutonio e cesio radioattivo.

    °°°°°°°
    ..............


    La centrale di Marcoule è stata la prima centrale nucleare francese, nella Linguadoca-Rossiglione. La centrale possiede 3 reattori UNGG (una versione francese del Magnox inglese) da 79 MW totali. Nello stesso sito esiste anche un altro reattore (il Nø1) costruito dal 1955 al 1956 da soli 2 MW e non utilizzato per la produzione elettrica. A Marcoule furono costruiti i reattori nucleari a uso militare per le ricerche destinate alla costruzione della bomba atomica francese. Oggi l'impianto è stato per lo più riconvertito a impianto di trattamento delle scorie.

    La centrale si trova a 200 km dal confine con l’Italia, a 250 km da Torino.
    Il Dipartimento della Protezione civile è in contatto con l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e con i vigili del fuoco per monitorare e verificare gli eventuali rischi per l’Italia dopo l’esplosione che si è verificata nel centro di trattamento delle scorie nucleari del sito di Marcoule, nel sud della Francia.



    http://www3.lastampa.it/esteri/sezio...o/lstp/419863/

    Secondo il quotidiano francese LeFigaro non è stata segnalata alcuna fuga radioattiva

    Una persona è morta e quattro sono state ferite.......

    I pompieri e la prefettura non sono in grado al momento di fornire nè un bilancio dell'incidente nè di dare informazioni.

    fonte: http://www.lefigaro.fr/actualite-fra...re-du-gard.php


    Ultima modifica di red sky; 12-09-2011 alle 14:07
    La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
    Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.
    (K. Gibran)

    La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini (Leonardo Sciascia)

  3. #3
    Secondo me, quando esce una notizia del genere è perchè c'è qualche pericolo grave. Tutti gli altri incidenti che si verificano, di minore entità, in genere non vengono neanche raccontati.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  4. #4
    Citazione Originariamente Scritto da Edric Visualizza Messaggio
    Secondo me, quando esce una notizia del genere è perchè c'è qualche pericolo grave. Tutti gli altri incidenti che si verificano, di minore entità, in genere non vengono neanche raccontati.
    concordo. Da notare che i pompieri e la prefettura NON sono ancora in GRADO di dare informazioni precise.
    L'incidente si è verificato stamattina dopo le 11 e ancora non ci sono notizie precise.

    A Marcoule nessuna evacuazione per il momento
    http://www.lefigaro.fr/flash-actu/20...evacuation.php
    La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
    Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.
    (K. Gibran)

    La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini (Leonardo Sciascia)

  5. #5
    Citazione Originariamente Scritto da Edric Visualizza Messaggio
    Secondo me, quando esce una notizia del genere è perchè c'è qualche pericolo grave. Tutti gli altri incidenti che si verificano, di minore entità, in genere non vengono neanche raccontati.
    Anch'io concordo. Solo dopo Fukushima si è appreso di tanti incidenti che si erano già verificati, molti dei quali proprio in Francia!
    ‎"Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle." - Oscar Wilde
    "Il dovere è ciò che pretendiamo dal prossimo, non quello che facciamo noi. " - Oscar Wilde
    "Ogni volta che la gente è d'accordo con me provo la sensazione d'aver torto." - Oscar Wilde

  6. #6
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    ++ NUCLEARE:FRANCIA;AUTORITA'SICUREZZA, INCIDENTE FINITO ++

    (ANSA) - PARIGI, 12 SET - L'incidente nell'impianto nucleare
    di Marcoule, nel sud della Francia, e' terminato. Lo ha
    annunciato l'ASN, l'Autorita' per la sicurezza nucleare
    francese. (ANSA).

    Y3K-RF
    12-SET-11 16:10 NNNN

  7. #7
    Citazione Originariamente Scritto da ugodin Visualizza Messaggio
    annuncio ufficiale

    ++ NUCLEARE:FRANCIA;AUTORITA'SICUREZZA, INCIDENTE FINITO ++

    (ANSA) - PARIGI, 12 SET - L'incidente nell'impianto nucleare
    di Marcoule, nel sud della Francia, e' terminato. Lo ha
    annunciato l'ASN, l'Autorita' per la sicurezza nucleare
    francese. (ANSA).

    Y3K-RF
    12-SET-11 16:10 NNNN
    che significa 'incidente finito'?

    Non sappiamo quanti feriti ci sono di preciso e la causa dell'incidente a dicono che è tutto finito? e veramente non è fuoriuscito nulla nell'acqua del vicino Rodano e nell'aria?

    Intanto in quel sito si produce il Mox

    Nel sito, gestito dalla società Socodei, controllata del gruppo Edf, viene prodotto il Mox, un combustibile nucleare che contiene uranio miscelato a plutonio proveniente dalle armi atomiche. Secondo un portavoce della società, si è trattato di «un incidente industriale, non è un incidente nucleare» e «l'incendio scattato dopo l'esplosione è sotto controllo».
    Marcoule è stata la prima centrale nucleare a essere costruita nel Paese transalpino, non lontano da Avignone, a 242 km di distanza in linea d'aria dal confine con l'Italia.

    che certo non fa bene a nessuno, e poi è stata chiesto alla Francia di far chiarezza;

    «LA FRANCIA FACCIA CHIAREZZA». Cecile Duflot, segretario nazionale del partito ambientalista francese Europe Ecologie-Les Verts, ha chiesto al governo di Parigi «la più grande trasparenza, in tempo reale, sulla situazione e le conseguenze ambientali e sanitarie».
    Anche l'Agenzia atomica internazionale (Aiea) ha chiesto informazioni al governo francese sull'esplosione. Il direttore generale dell'Agenzia, Yukiya Amano,ha spiegato che il centro dell'agenzia per la gestione degli incidenti è stato «attivato immediatamente» e ha inviato una richiesta di informazioni alla Francia.


    non per ultimo:

    In seguito all'incidente, il titolo Edf in Borsa ha perso oltre il 6%

    Edf è il produttore di Mox.

    fonte: http://www.lettera43.it/attualita/25...e-nucleare.htm

    Certo che dire che è stato un incidente industriale e non nucleare in un sito dove si produce combustibile al plutonio è tutto dire.
    Speriamo che qualcuno in Italia stia monitorando. Speriamo!!
    La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
    Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.
    (K. Gibran)

    La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini (Leonardo Sciascia)

  8. #8
    FRANCIA: L'ESPERTO, L'ITALIA NON SOTTOVALUTI RETICENZE DI PARIGI =
    (AGI) - Roma, 12 set. - "Le autorita' francesi riferiscono che
    al momento non ci sono fughe radioattive, ma considerata la
    storica reticenza con cui i francesi rilasciano informazioni
    riguardanti il nucleare, conviene non sottovalutare
    l'accaduto". Lo ha detto all'Agi l'ingegnere nucleare Ezio
    Puppin, presidente Consorzio Interuniversitario Scienze Fisiche
    della materia, che invita l'Italia a "controllare cosa
    porteranno i venti dalla Francia verso il nostro Paese".
    L'incidente avvenuto nell'impianto di Marcoule, a detta
    dell'esperto, non puo' essere paragonato al disastro di
    Fukushima. "Per fortuna sono due cose completamente diverse",
    ha detto. "L'esplosione sembra non sia avvenuta in un reattore
    - ha spiegato - ma in un forno in cui viene trattato
    termicamente materiale radioattivo. Questo significa che in
    un'eventuale fuga di radiazioni la fonte di emissione e' molto
    limitata rispetto a quanto puo' essere in una fuga radioattiva
    da un reattore".
    "L'impianto nucleare in cui si e' verificata l'esplosione -
    ha riferito Puppin - risale agli anni '50 e i reattori sono
    stati costruiti per scopi militari. E' un insediamento molto
    grosso, ma i suoi reattori non sono di grande potenza. Negli
    ultimi anni l'impianto viene utilizzato per lo piu' per
    produrre e processarre combustibile nucleare".
    Anche se l'esplosione non riguarda un reattore, in caso di
    fuga
    radioattiva c'e' poco da stare tranquilli. "Il combustibile che
    generalmente viene prodotto in questo impianto - ha detto
    Puppin - e' il Mox, che contiene uranio e plutonio derivato da
    armi atomiche. Il plutonio e' un materiale molto radioattivo ed
    estremamente tossico". L'esperto pero' invita a non lasciarsi
    prendere dal panico. "Abbiamo ancora pochissime informazioni
    sull'accaduto, bisogna aspettare di avere ulteriori
    aggiornamenti". Di certo la notizia di questo incidente
    rappresenta un duro colpo per la Francia. "E' sicuramente - ha
    detto Puppin - uno dei paesi piu' nuclearizzati del mondo.
    Circa il 60 per cento della produzione di elettricita' deriva
    dal nucleare. L'atomo francese e' stato supportato con una
    politica di silenzio e occultamento dei problemi. Dopo
    Fukushima molti Paesi hanno ripensato alle loro scelte
    energetiche e con quest'ultimo incidente anche la Francia
    probabilmente dovra' riflettere sui rischi dell'atomo". (AGI)
    Red/Uba
    121759 SET 11

    NNNN

  9. #9
    Non ho molta simpatia per Bonelli, però sulla sua proposta bisognerebbe iniziare a ragionare...


    FRANCIA: BONELLI, REFERENDUM EUROPEO PER BANDIRE NUCLEARE

    (ASCA) - Roma, 12 set - I Verdi, dopo l'incidente nucleare in Francia, chiedono un referendum europeo per bandire l'atomo dal Vecchio continente. Lo afferma in una nota il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

    ''Siamo molto preoccupati per l'esplosione nel sito nucleare francese di Marcoule, vicino Nimes'', dice Bonelli aggiungendo che ''l'incidente in territorio transalpino dimostra che noi Verdi avevamo ragione e che avevano ragione gli oltre 27 milioni di italiani che hanno detto 'No' con il referendum al ritorno del nucleare in Italia''. Il nucleare, continua, ''e' un'energia insicura e pericolosa che mette a rischio la salute ed il futuro delle popolazioni che vivono intorno alle centrali: e' necessario avviare una battaglia per bandire il nucleare dall'Europa con un grande referendum europeo''.

    com-fdv
    ‎"Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle." - Oscar Wilde
    "Il dovere è ciò che pretendiamo dal prossimo, non quello che facciamo noi. " - Oscar Wilde
    "Ogni volta che la gente è d'accordo con me provo la sensazione d'aver torto." - Oscar Wilde

  10. #10
    Dopo aver ovinato l'economia italiana 25 anni fa,rinunciando ad una tecnologia in cui eravamo leader del mondo....
    Accortosi che stavamo per pagre lo scotto del nucleare,senza trarne il vantaggio economico... (lo diciamo da secoli)

    Il verdastro cosa fa?

    Vule decidere a casa degli altri!
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

  11. #11
    Dipende dal fatto che le fughe radioattive non si fermano sull'uscio di casa.


    Non è stato proposto che gli italiani decidano per i francesi, ma che la questione sia affrontata a livello europeo con un referendum.

    L'Europa è la casa comune e gli europei decidono.
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  12. #12
    Stabilito che la radioattività uccide e che non ci sono confini con cui può essere fermata bisogna allertarsi per sopravvivere. Le prime centrali costruite sono vecchie e gli incidenti cominciano ad essere sempre più frequenti. Oltretutto a Marcoule si produce ancora il Mox malgrado sia bandito. L'uranio e plutonio non è che miracolosamente se bruciati NON vanno nell'aria e l'aria pestilenziale in Europa e le rispettive malattie lo sappiamo a che cosa sono dovute.
    Comunque il guaio fatto all'inizio nel costruirle ora non si può sistemare in pochi giorni.
    Di fatto le centrali nucleari anche se dismesse sono SEMPRE in funzione e costano anche se non funzionananti.

    Più che altro indire ora un referendum europeo fa sorridere. Possibile che nessuno prima di ora (dopo tanti incidenti nucleari di cui non abbiamo saputo nulla) abbia avuto 'paura' e che, solo ora invece, desti tanta preoccupazione questo 'lieve' incidente? Le armi nucleari è ovvio che devono essere riciclate e quindi di questo tipo di siti chissà quanti ne abbiamo vicini o proprio in casa nostra. Piuttosto che vadano a vedere dove sono vengono stoccate queste armi 'da riciclare' in casa invece di aver paura di quello che hanno in casa loro gli altri. E che ci dicano che tutte le armi nucleari militari dismesse vengono portate all'estero e non riciclate sul territorio italiano.

    Sempre che qualcuno riesca a fare, sul territorio italiano, una simile ricerca.
    La realtà dell'altro non è in cio' che ti rivela, ma in quel che non puo' rivelarti.
    Percio', se vuoi capirlo, non ascoltare le parole che dice, ma quelle che non dice.
    (K. Gibran)

    La sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini (Leonardo Sciascia)

  13. #13
    http://www.ilcambiamento.it/inquinam..._nucleari.html


    L'incidente francese e la gestione delle scorie: quale sicurezza?


    A pochi giorni dalla diffusione dei risultati di due importanti studi sulla gestione delle scorie, l'esplosione di un incendio in un sito di trattamento di rifiuti radioattivi a Marcoule, in Francia, ripropone con urgenza gli interrogativi circa la sicurezza delle procedure di stoccaggio e smaltimento.


    Ieri un incendio all'interno di un sito di trattamento di scorie nucleari nel sud della Francia ha provocato la morte di un uomo e il ferimento di altre quattro persone
    Nella mattinata di ieri un incendio all'interno di un sito di trattamento di scorie nucleari nel sud della Francia (a Marcoule, situata a 242 km da Ventimiglia, 257 da Torino, e 342 da Genova, ndr) ha provocato la morte di un uomo e il ferimento di altre quattro persone. L'incidente è stato provocato dall'esplosione di un forno che serviva a fondere rifiuti radioattivi metallici.

    L'Ente nazionale per l'energia elettrica, Edf, si è affrettato ad escludere la fuoriuscita di materiale radioattivo e a precisare che si tratta di un incidente industriale e non nucleare.

    L'impianto comunque è impiegato per la produzione di un combustibile nucleare e si trova all'interno di una centrale contenente tre reattori, per cui il Commissariato per l'energia atomica francese ha subito prelevato campioni di aria e suolo da sottoporre ad analisi, i cui risultati sono attesi per oggi.

    Anche la Protezione civile e l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, stanno lavorando per verificare eventuali rischi sul territorio italiano.

    Nella speranza che le prime dichiarazioni delle autorità vengano confermate, l'incidente non manca di sollevare preoccupazioni circa la sicurezza degli impianti nucleari e costituisce l'ennesima occasione per riflettere sui rischi connessi alle procedure di trattamento, stoccaggio e isolamento delle scorie.

    Proprio in questi giorni sono stati divulgati, tra l'altro, i risultati di due progetti di ricerca finanziati dalla Commissione europea, GLAMOR e MICADO, che hanno indagato l'affidabilità dei modelli di deposito delle scorie in formazioni geologiche profonde, una soluzione considerata tra le più sicure nel lungo termine, ma che non smette di rivelare nuove variabili da considerare.

    In Europa si ricorre generalmente al deposito in formazioni di granito, argilla o sale, di cui gli esperti teorizzano la stabilità fino a decine di milioni di anni, anche perché sarebbero caratterizzate da un movimento delle acque sotterranee molto lento.

    Si tratta di premesse non unanimemente condivise, anche in virtù delle infiltrazioni di acqua verificatesi in alcuni di questi siti - il più famoso è quello di Asse, in Germania, dove sono state riscontrate perdite di sostanze radioattive risalenti alla fine degli anni Ottanta.

    Nel 2010, tra l'altro, una ricerca di Greenpeace ha individuato una serie di altri fattori di possibile contaminazione, da terremoti a reazioni chimiche impreviste.

    Negli ultimi 30 anni la ricerca internazionale ha generato imponenti basi di dati sperimentali attraverso la simulazione delle interazioni a lungo termine tra le acque sotterranee e diversi tipi di rifiuti radioattivi vetrificati per sviluppare delle procedure di modellazione descrittiva e predittiva il più possibile precise.

    Si è però sempre trattato di esperimenti a breve termine, insufficienti per dedurre informazioni certe circa la conservazione dei rifiuti solidi nelle acque freatiche nel più lungo periodo.

    In linea teorica, infatti, questi siti sono caratterizzati da un'evoluzione geologica molto lenta, ma la presenza delle scorie disturba il sistema tanto che il ritorno a condizioni naturali può richiedere centinaia di migliaia di anni.

    I due progetti hanno fornito nuovi elementi utili per stimare la capacità del vetro di fungere da barriera rispetto all'ambiente esterno nel tempo e per individuare i siti da destinare allo smaltimento.

    I risultati sono comunque provvisori e la stessa European Nuclear Society, che li ha divulgati sul proprio sito web, si è mostrata molto cauta in merito alla spendibilità di queste acquisizioni per accrescere la sicurezza dei depositi.

    Al bando, quindi, ogni facile ottimismo. In materia di nucleare incertezze e rischi non sono mai sufficientemente circoscrivibili.
    ‎"Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle." - Oscar Wilde
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