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Discussione: Processo per l'omicidio di Arrigoni

  1. #16
    Pienamente d'accordo con la Nirensterin. I filopalestinesi si arrampicano sugli specchi nel tentativo di dimostrare che la povera vittima sia stata uccisa in circostanze poco chiare che non hanno a che fare con la galassia dell'estremismo islamico, ma l'evidenza è che il processo stenta a decollare in uno stato in cui le garanzie del diritto si ispirano ai principi discutibili della sharja. La realtà inoltre è che molti volontari, più che essere sostenuti da un filantropismo umanitario che porta a sostenere i poveri e i bisognosi, si alimentano di odio ideologico per Israele che spinge tutte le loro azioni. Arrigoni non avrà avuto certo nulla a che fare con Hamas, ma l'affinità ideologica tra hamas e la fredoom flottiglia, che ha avuto come ospiti anche Ismail Haniyeh, è evidente. Diciamo questo: Arrigoni di certo odiava Israele e forse anche hamas, ma molto, MOLTO di meno........

  2. #17
    Se il processo va così a rilento vuol dire che Hamas ha qualcosa da nascondere.

  3. #18
    Citazione Originariamente Scritto da Annibale Visualizza Messaggio
    Se il processo va così a rilento vuol dire che Hamas ha qualcosa da nascondere.
    sembra che due imputati erano sul libro paga di Hamas, abbastanza inspiegabile visti i rapporti almeno ufficiali tra hamas e i salafiti


    http://www.lettera43.it/attualita/13...ntro-hamas.htm

    http://archiviostorico.corriere.it/2...20316007.shtml




    La delusione è di pochi. Qualche amico, qualche giornalista, nessuno che si sorprenda. Va così da mesi: una procura non tradotta, una carta senza timbro, un testimone assente (in)giustificato, il pubblico ministero che s' è dimenticato a casa le domande da fare, gli avvocati che non possono stare vicino alla gabbia... «Ogni volta ne inventano una», sorride Nathan Stuckey, 34 anni, che faceva il broker a Chicago e adesso vive da cooperante dell' Ism, l' International Solidarity Movement: «Diciamo che i tribunali veri sono un' altra cosa.....

    Giovani, le barbe lunghe, ogni volta che arrivano in aula i killer fanno le star. «È già tutto deciso, la prima udienza li ho visti ridere e m' è venuta la nausea», ha raccontato Ebaa Riziq, palestinese e il nome di Vik tatuato sul braccio. «Gl' imputati e i loro familiari hanno un atteggiamento molto ostile - dice Rosa Schiano, 29 anni, volontaria napoletana dell' Ism -. La cosa incredibile è che in aula possono parlare, confabulare, passarsi messaggi. L' ultima volta che è successo, mi sono alzata io e ho protestato»...
    Due degl' imputati erano a libro paga di Hamas: non hanno ancora spiegato chi li abbia mandati, né perché abbiano scelto proprio Vittorio. Gli stessi giudici, barbe lunghe uguali a quelle degl' imputati, si guardano bene dal chiedere qualcosa di più delle semplici generalità.».
    Ultima modifica di Amanda; 10-04-2012 alle 17:52
    Vik vive!

  4. #19

    Piccolo OT.

    Secondo la Nirenstein gli integralisti islamici ci vedono doppio.
    Citazione Originariamente Scritto da Fiamma Nirenstein Visualizza Messaggio
    «nemico di Dio e di Allah»
    E la Nirenstein l'ha pure virgolettato come fosse una frase detta o scritta dagli integralisti islamici.

  5. #20
    Vittorio Arrigoni : rilasciato capo del gruppo che lo rapì

    Michele Giorgio

    Roma, 03 agosto 2012, Nena News - Le autorità di Hamas a Gaza hanno scarcerato ieri Hisham Sadini, uno dei fondatori e teorici del gruppo salafita Tawhid wal-Jihad, responsabile del sequestro e dell'assassinio dell'attivista e blogger italiano Vittorio Arrigoni. Lo hanno riferito fonti giornalistiche di Gaza.

    Sadini fu arrestato dalle forze di sicurezza di Hamas nel marzo del 2011 e circa un mese dopo, il 13 aprile, allo scopo di ottenere la sua liberazione attraverso uno scambio, cinque giovani (quattro palestinesi e un giordano) sequestrarono Vittorio Arrigoni a Gaza city. Due giorni dopo però l'attivista italiano fu assassinato in circostanze che il processo in corso da quasi un anno davanti alla corte militare di Gaza city non ha ancora chiarito.

    Tre responsabili del sequestro arrestati dalla polizia di Hamas (altri due rimasero uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza nel campo profughi di Nusseirat) e ora sotto processo, hanno dichiarato che l'italiano fu ucciso dal loro compagno giordano in un vano tentativo di fuga, quando la cellula si rese conto di essere stata individuata dalla polizia. Questa versione tuttavia non ha trovato una piena conferma durante il processo.

    I sequestratori peraltro non tennero conto dell'appello alla liberazione di Vittorio Arrigoni lanciato proprio da Hesham Sadini, che pure era il loro capo spirituale.

    Il processo Arrigoni riprenderà il mese prossimo


    http://nena-news.globalist.it/Detail...po-che-lo-rapi
    Ultima modifica di Pegaso; 03-08-2012 alle 18:41

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