Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 15 di 23

Discussione: Schegge impazzite dell'estrema destra in Europa: razzismo e intolleranza

  1. #1

    Schegge impazzite dell'estrema destra in Europa: razzismo e intolleranza

    http://www.ilmessaggero.it/articolo_...npl=&desc_sez=
    Schegge impazzite dell'estrema destra in Europa: razzismo e intolleranza







    BRUXELLES - Anders Behring Reivik, ovvero un’altra scheggia impazzita partita dalla macchina dell’intolleranza e del razzismo alimentata dai movimenti di estrema destra. Questo, in base alle informazioni finora disponibili, lo scenario che si presenta oggi agli occhi di chi guarda attonito al massacro avvenuto in Norvegia e si chiede cosa, oltra alla follia omicida, possa aver spinto un uomo a fare quello che ha fatto.

    I segnali d’allarme sulla deriva xenofoba e populista che sta investendo in questi ultimi anni l’Europa non sono mancati. Ma troppe volte - come indica la tragedia norvegese - sono stati ignorati o presi troppo alla leggera.

    A poco sono servite le denunce lanciate già a metà degli anni ‘90 da Steig Larsson, l’autore svedese dell’ormai celeberrima trilogia Millenium prematuramente scomparso, quando fondò la rivista anti-razzista e anti-estremista "Expo".

    Ed è passato quasi inosservato sui media il monito venuto il mese scorso dal Consiglio d’Europa, il quale ha puntato il dito contro l’uso sempre più frequente di argomenti xenofobi da parte dei leader delle formazioni di estrema destra.

    Razzismo e intolleranza - si può legge nel rapporto scritto da chi ‘sorveglià l’evolversi della situazione fin dal ‘94 - sono fenomeni ormai radicati e non più relegati a frange estremiste e marginali della società europea. Le leggi in vigore vanno applicate più severamente ma non bastano più. È necessario che i politici adottino e seguano un apposito codice etico e si astengano da discorsi razzisti.

    Nell’ormai lontano ottobre del 2002 a Londra la polizia scoprì in casa di David Tovey, 37 anni, un arsenale di armi ed esplosivi più che sufficiente per una strage. L’uomo, dissero gli investigatori, credeva realmente nella supremazia della razza bianca ed era pronto a colpire.

    Nel maggio de 2006 un ragazzo di Anversa (Belgio), simpatizzante del movimento razzista Vlaams Belang uccise una beby sitter del Mali e una bimba di due anni, oltre a ferire una turca. Fu poi condannato all’ergastolo con l’aggravante di strage a fondo razzista. E in Finlandia, nel 2007, un fan di Unabomber e dell’autore della strage di Oklahoma city, prima di suicidarsi ammazzò 8 persone dentro una scuola.

    In Germania, nel 2010, un sondaggio a rilevato che un tedesco su dieci vorrebbe un nuovo Fuhrer. Lo scorso aprile una milizia ungherese vicina al partito di estrema destra Jobbik (entrato nel Parlamento di Budapest con il 16,7% dei consensi) ha minacciato e costretto una comunità Rom a lasciare il suo quartiere con l’aiuto della Croce Rossa.

    Solo qualche settimana fa l’Europarlamento ha tolto l’immunità al lepeniano Bruno Gollnisch, che dovrà ora rispondere del reato di incitamento all’odio, mentre il leader xenofobo olandese Geert Wilder è stato prosciolto da un’analoga accusa. Intanto, l’estrema destra ‘solo politicà consolida le sue posizioni. Dopo i successi conseguiti in Austria, Olanda, Danimarca, Francia, Romania, Ugheria e Svezia è arrivato anche quello dello scorso marzo in Finlandia, dove il partito dei ‘veri finlandesì è balzato al 19% diventando la terza forza politica del Paese.




    Sabato 23 Luglio 2011
    Vik vive!

  2. #2
    http://www.corriere.it/speciali/xenofobia/







    POLITICA
    L'estrema destra in Europa
    Tutti i nipoti di Le Pen
    Per l'Europa avanti a destra. Anzi, all'estrema destra. Il fantasma che nel XXI secolo si aggira per l'Europa non è più il comunismo, come dicevano Marx ed Engels oltre 150 anni fa. Ma è lo spettro dell'immigrato extracomunitario e della massa di chi fugge dalla miseria di tutti i Sud del mondo e cerca asilo nel ricco continente. È questo il collante (unito ai comuni sentimenti anti-Europa) che unisce i partiti della destra estrema europea e che, dopo il successo al primo turno nelle elezioni presidenziali francesi di Jean-Marie Le Pen, diventerà il tema con il quale dovranno confrontarsi sia i partiti della sinistra che i partiti centristi di ispirazione cristiana (riuniti nel Partito popolare europeo) e i movimenti della destra classica (gaullisti, conservatori britannici).






    LE PEN E GLI ALTRI - All'interno della galassia dell'estrema destra, in realtà, ci sono partiti molto diversi. Alcuni partiti partono da posizioni dichiaratamente fasciste o addirittura naziste, come i tre movimenti estremisti tedeschi (Republikaner, Npd e Dvu), i tre italiani (Ms-Fiamma tricolore, Forza Nuova, Fronte sociale nazionale), la spagnola Democrazia nazionale, il Partito nazionale britannico, il Fronte ellenico, l'ungherese Partito della giustizia e della vita, il fiammingo Vlaams Blok.
    Altri hanno nel tempo diluito i richiami neofascisti in una sorta di socialismo di destra con venature antiglobaliste e antiliberiste come i francesi Fronte nazionale di Le Pen e il Movimento nazionale repubblicano di Mégret, l'Fpö (Partito liberale) di Jörg Haider in Austria. Alcuni di questi partiti erano stati riuniti proprio da Le Pen in un supergruppo europeo chiamato Euro-nat. Haider ha proposto di federare i partiti dell'estrema destra nelle elezioni europee del 2004, senza incontrare però molto entusiasmo. In ogni caso la federazione non comprenderebbe Le Pen, che Haider considera «un razzista».
    POPULISTI E NAZIONALISTI - Recentemente sono sorti partiti nel nord-centro Europa che accomunano spinte populiste (nazionalismo, localismo, rivolta fiscale, opposizione all'euro e all'Europa) a programmi anti-immigrati conditi da accenni parafascisti, come Per un'Olanda vivibile di Pim Fortuyn, - assassinato lunedì 6 maggio - recente vincitore delle comunali di Rotterdam, il Partito del popolo danese di Pia Kjærsgaard, il norvegese Partito del progresso di Carl Hagen, il Partito del popolo svizzero di Christoph Blocher, la svedese Nuova democrazia, l'irlandese Eire Now.

    EST EUROPA - Infine ci sono i partiti dell'Est europeo ex comunista dove la connotazione ultranazionalista e fascista è prevalente, come il Partito della Grande Romania, i liberaldemocratici russi di Zhirinovski, il Partito nazionalista slovacco, il Partito della destra croata (Hrvatska Stranka Prava), il Partito radicale serbo di Vojislav Seselj. Non a caso, infine, l'estrema destra nazista ha il maggiore seguito proprio nell'ex Germania Est e in Russia con il partito Pamyat.

    CONTRO L'EURO E L'UE - Non sono soltanto i sentimenti xenofobi e razzisti a connotare questi movimenti. Una posizione comune nei partiti di estrema destra delle nazioni aderenti all'Unione europea, e anche in quelle in predicato di entrarci, è l'opposizione agli organismi comunitari, o per lo meno l'opposizione all'architettura europea attuale disegnata dal Partito popolare europeo e dal Partito socialista europeo: maggiore integrazione, moneta comune, Parlamento e Commissione europei. L'estrema destra si oppone in modo deciso e vuole il ritorno al predominio delle nazioni sugli organismi comunitari e, nei movimenti localisti (Lega Nord, Vlaams Blok), teme l'annullamento delle particolarità regionali nel gigantismo di Bruxelles e rilancia l'idea «Europa dei popoli». Per arrivare all'estremismo di Le Pen, che vorrebbe l'uscita immediata della Francia dall'Ue e il ritorno al franco come moneta corrente o quanto meno da affiancare all'euro.

    ANTIGLOBALISMO - L'estrema destra, specie quella di ispirazione neofascista e neonazista, tra i suoi programmi principali ha il superamento del liberismo e la guerra alla globalizzazione (in questo molto vicina all'estrema sinistra e ai movimenti cattolici di base). L'anti-americanismo è molto diffuso, così come nei movimenti più antisemiti l'incitamento all'estremismo palestinese e arabo. In quest'ottica va visto anche l'aperto appoggio dato a personaggi e leader di nazioni contro le quali l'occidente ha combattuto recenti guerre. Non vanno infatti dimenticate la stretta di mano tra Umberto Bossi e Slobodan Milosevic durante la guerra in Kosovo, il sostegno incondizionato di Zhirinovski e dell'estrema destra greca al regime serbo, la visita di Haider in Iraq a Saddam Hussein, il quale è stato considerato «un patriota» anche da Le Pen.
    Vik vive!

  3. #3
    http://www.repubblica.it/esteri/2011...nord-19538604/

    LA STORIA

    Croci celtiche, Odino e rock metal
    l'ultra-destra del Nord Europa

    Da oltre un decennio in Norvegia un uomo organizza seminari antisionisti. "Si è sviluppato un cristianesimo declinato in chiave ideologicamente violenta"
    di CARLO BONINI


    Per raccontare la tenebra da cui è uscito Anders Behring Breivik e che altri come lui incuba, per definire il bolo di odio che avvelena la Norvegia e un pezzo di Europa, bisogna dimenticare la storia del Novecento e le sue categorie politiche.

    E convincersi che persino parole come "Destra", "Fascismo", "Nazismo" possono risultare vuote, quantomeno inadatte. Bisogna immaginare una subcultura nazionalista contagiosa, cresciuta all'ombra di un Pantheon impazzito che tiene insieme la Bibbia e il rock Black Metal, il Compasso e le Crociate, il "paganesimo Odinista" con le sue reminiscenze di miti nibelungici. Tolkien con John Stuart Mill. Che ha in odio i religiosamente diversi - musulmani ed ebrei - i socialmente assistiti, i padroni della globalizzazione mercatista (le banche), la solidarietà marxista e laburista. Ugo Maria Tassinari, tra i più attenti studiosi dell'evoluzione delle destre in Italia e in Europa, spiega: "Lo sterminio di Oslo è l'espressione di un integralismo nero da terzo Millennio. Che esalta l'identità, nell'odio della modernità. E che ha rimesso al centro la Croce. Si badi bene, non il cattolicesimo. Ma un cristianesimo declinato in chiave ideologicamente violenta, intollerante".

    Non è storia di ieri. Ma di almeno un decennio, ormai. Almeno in Norvegia. Dove a metà degli anni '90 si fa strada un uomo che organizza "conferenze antisioniste", parla con l'enfasi del messia e la violenza verbale dell'angelo vendicatore: Alfred

    Olsen. Il tipo, descritto come "mentalmente instabile" e che ha per altro legami di nascita con l'Italia, battezza il "Movimento di Resistenza Popolare. L'alternativa Cristiana". Ne definisce il manifesto. Dove, tra l'altro, si legge: "È necessario lottare contro il capitalismo di stato marxista, iI capitalismo liberale, la massoneria e altre idee anti-cristiane. Combattere l'infiltrazione di agenti stranieri nel nostro governo. Opporre la disseminazione di propaganda razzista-sionista in occidente, propaganda tesa a influenzare i cittadini contro la tradizione cristiana. Svelare e combattere la propaganda sovversiva nella scuola, nella stampa, nella radio, nella televisione, nel cinema e nella educazione in genere". Sono parole che trovano terreno fertile, soprattutto che suonano familiari, perché incrociano una subcultura giovanile nera che, in Norvegia, proprio in quegli anni, la metà dei '90, e di lì in avanti, si divide tra forme di neointegralismo cristiano e un neopaganesimo satanista che pesca a piene mani nel mito della fratellanza di sangue tra i popoli di origine germanica.

    Di questa seconda "famiglia nera" è massimo interprete Varg Vikernes, cantante di "black metal". Nel 1991 ha fondato il progetto musicale "Burzum" (termine che significa "tenebra" e che Vikernes mutua dal "Signore degli anelli" di Tolkien) e ha assunto il nome d'arte di "Conte Grishnackh" (anche questo ispirato alla letteratura di Tolkien). Il "Neo-Volkish Heaten Front", formazione neonazi, lo adotta e ne succhia la popolarità. Anche da galeotto, perché Vikernes finisce in carcere per aver ucciso Oystein Aarseth, suo compagno di band. Dietro le sbarre, "il Conte" si fa filosofo e comincia a mettere mano a un manifesto che battezza "Vargsmal", "il discorso del lupo", dove il mito di Odino incrocia le fondamenta ideologiche del Nazismo, l'abbraccio ai temi dell'eugenetica diventa appassionato e il Paganesimo viene declinato in pochi e riconoscibili valori: "lealtà, coraggio, saggezza, disciplina, amore, onestà, intelligenza, bellezza, responsabilità, salute, forza". Vikernes finisce di scontare la pena nel maggio di due anni fa, ma appena sei anni prima, durante un breve permesso di uscita dal carcere, si fa sorprendere in fuga su un'auto rubata dove la polizia trova un fucile semiautomatico da guerra, una pistola, numerosi coltelli, maschere antigas, un sistema di rilevamento di posizione gps e tute mimetiche.

    Tutto ciò che si muove fuori da questo perimetro "iniziatico" e "suprematista" bianco (da questo punto di vista c'è più di un'assonanza tra l'orrore di Oslo e la strage di Oklaoma City di Timothy Mc Veigh, 19 aprile 1995, 168 i morti), sia nella sua declinazione "cristiana", che in quella "pagana", non ha diritto di cittadinanza politica. Neppure se si tratta di partiti di destra come il "Fremskritt Partiet", il Partito del Progresso. Colpevoli di una "correttezza politica" che ne snatura l'afflato ideologico e mistico.

    "Evidentemente c'è uno specifico nord-europeo in quel che è accaduto e accade in Norvegia - spiega ancora Tassinari - ma non c'è dubbio che una parte almeno di questa eco nera che in generale definirei scandinava, ha in questi anni contagiato buona parte dell'Europa, dove assistiamo a dinamiche molto simili con il progressivo distacco e polverizzazione di culture di destra xenofobe che assumono quasi il tratto di sette, esercitando una forte attrazione su chi, i più giovani, vive lo smarrimento di un tempo difficile, socialmente ed economicamente". Qualche sigla. In Italia, con "Militia Christi" e "Forza Nuova". In Inghilterra, con l'English Defence League (EDL). In Olanda, con il movimento xenofobo "Partito della Libertà" guidato da Geert Wilders e la "Dutch defence league". In Francia, con la "Ligue Francaise de Defence". Per non dire dei Paesi dell'ex Blocco sovietico e della ex Yugoslavia, dove la pressione nazionalistica resta fortissima e diventa un significativo moltiplicatore di ricerca identitaria.

    Quella cui il "Conte" Vikernes, dal carcere, invitava i suoi adepti. Con queste parole: "È giunto il momento di bandire il fantasma nazista che per 60 anni ha spaventato l'Europa, per cominciare a occuparci delle cose che ci sono care".
    (24 luglio 2011
    Vik vive!

  4. #4
    http://www.medeaonline.net/?p=9480





    L’Europa del futuro è razzista?






    L’economia fornisce, come sempre, una spiegazione pratica al fenomeno. Il lavoro, così come si è riorganizzato in tutto il continente europeo, ha imposto una precarietà totale (e in molti casi totalmente deregolata). Il lavoro c’è ma a condizione di cedere molte sicurezze della propria dimensione personale. Alcuni Stati hanno “tamponato” la sofferenza dei propri cittadini con provvedimenti sociali, con incentivi economici e regolamentazioni a loro tutela. Altri Stati sono rimasti fermi a guardare, favorendo con l’inedia (o con leggi ad hoc) l’aumento del divario tra i ricchi e i poveri. Tutto questo si traduce in paura; pura, semplice paura. Non essendoci un colpevole da additare, o meglio, essendocene tanti e tutti intoccabili, si lascia la propria paura libera di sfogarsi su chi sta peggio.

    L’immigrazione si può fermare? È possibile interrompere i flussi che portano, giorno dopo giorno, migliaia di persone in Europa? Secondo molti è solo una questione di forza: schierando un numero sufficiente di militari a difesa dei nostri confini tutto si risolverebbe una volta per tutte. È semplice da raccontare e anche da capire, ma è veramente fattibile una cosa simile? Se non è possibile interrompere la migrazione – un fenomeno antico come l’umanità che ha coinvolto anche i nostri antenati, i fondatori della civiltà europea –, allora come si può gestire il fenomeno in maniera da renderlo una risorsa per tutti e non una minaccia? Qualcuno in Europa pensa cha la soluzione sia lo sfruttamento degli immigrati come manodopera a basso costo. Qualcuno in Europa rimpiange forse il nostro passato schiavista. O forse manca semplicemente una visione globale su quale tipo di società vogliamo costruire domani sulla base di un multiculturalismo che appare ormai inevitabile.

    Dentro discorsi così ampi, appare davvero povera la risposta di queste destre xenofobe e regionaliste che sembrano voler difendere un mondo che inevitabilmente non esiste più e non si ripresenterà mai più nella storia dell’uomo (a meno che non si verifichino catastrofi che, beninteso, nessuno si augura). Cosa c’è dunque da aspettarsi da questi estremismi di destra che oggi, persino nella civilissima Norvegia, si sono rivelati con un attentato tanto inatteso? Ma in fondo, riflettiamoci bene: è più pericoloso un evento così eclatante o il lento, continuo, lavorìo di persuasione che subiamo ogni giorno, che sembra averci ormai convinto che un emigrato è un nemico, che sia davvero in corso una islamizzazione dell’Europa, che bisogna difendere gli interesse di un presunto “territorio” (termine che sfugge a qualsiasi sensata riflessione sociologica e storica ed ormai sulle bocche di tutti i politici di destra e di sinistra)?

    Ci auguriamo che quanto sia accaduto, faccia risvegliare le coscienze dei cittadini europei, ancora prima della classe politica, allargando l’orizzonte dai territori al continente nella sua interezza, unico solo possibile orizzonte nazionale che ormai abbia la pena di essere definito tale. Solo con questa coscienza, politica e sociale prima ancora che economica, si possono definire i valori comuni per comprendere come affrontare la costruzione di una società che vada oltre il villaggio norvegese, la land tedesca, o il paese della bassa padana. I due valori profondi che hanno permeato l’Europa nella sua storia, l’umanesimo e il cristianesimo, sono le radici del principio base del mondo occidentale libero e democratico: l’integrazione. Non dimentichiamolo mai.
    Vik vive!

  5. #5
    Per evitare che uno o più Breivik possano diventare un giorno dei politici, con conseguenze che potrebbero essere drammatiche come quelle di triste memoria della II guerra mondiale, è necessario che i politici di sinistra rivedano decisamente le loro posizioni accomodanti nei confronti degli immigrati.
    Se esistesse un partito di sinistra nazionalista, che non vuole l'immigrazione, non esiterei a votarlo.

  6. #6
    il livello e' quello....ovvero la farsa della sospensione di Borghezio

    Lega Nord, Speroni: “Spariamo contro gli immigrati” | Politica 24
    http://www.politica24.it/articolo/le...migrati/10789/
    Lega nord Mirano: torturare gli immigrati clandestini | IoChatto
    http://www.iochatto.com/lega-nord-mi...igrati.../3743...
    Lega Nord: contro gli immigrati useremo i metodi delle SS | Haisentito


    http://www.haisentito.it/.../lega-no...igrati.../7433... -





    CASTELLI, LEGA NORD: IMMIGRATI, NON POSSIAMO SPARARGLI, ALMENO PER ORA


    www.ultimenotizie.we-news.com ›...




    Bossi: "1.700 euro agli immigrati? Io li caricherei" - Bossi, Lega ...


    http://www.libero-news.it/.../Bossi-...li-immigrati-I... - Copia cache


    Speroni (Lega Nord) contro gli immigrati: spariamo ai barconi come ...
    Ultima modifica di Amanda; 30-07-2011 alle 17:33
    Vik vive!

  7. #7

  8. #8

  9. #9

  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da adry57 Visualizza Messaggio
    E' una proposta accattivante. Si potrebbe tenerla in considerazione per le prossime elezioni.

  11. #11
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    E' una proposta accattivante. Si potrebbe tenerla in considerazione per le prossime elezioni.
    http://www.achab50.it/article-a-a-a-...-80411465.html
    http://notizie.virgilio.it/generated...arrestato.html
    Vik vive!

  12. #12

  13. #13
    http://notizie.virgilio.it/esteri/fe...ci_154192.html

    Fermato cattolico estremista a Madrid, "voleva attaccare i laici"

    Messicano 24enne voleva usare del gas sarin contro gli oppositori del Papa atteso domani alla Giornata mondiale della gioventù
    17/08/11

    Roma, 17 ago. (TMNews) - Un ragazzo messicano di 24 anni, studente di chimica, è stato arrestato dalla polizia spagnola nel centro di Madrid perché sospettato di voler sabotare il corteo laico di protesta contro la visita del pontefice in Spagna per le Giornate mondiali della gioventù.

    Secondo alcune fonti riservate citate dal quotidiano spagnolo El Pais, il giovane, un oltranzista cattolico molto attivo nei forum ultraconservatori, voleva creare situazioni di panico durante le manifestazioni anti-papa ed era in possesso di due quaderni contenenti annotazioni tecnico-chimiche che nulla avevano a che fare con i suoi studi.

    Nei forum, il giovane non risparmiava violente invettive contro coloro che si oppongono alla visita del pontefice e affermava che bisognava libersarsi di costoro il prima possibile e che per farlo era sufficiente utilizzare del gas sarin, in grado di uccidere 200-400 persone in un colpo solo. Gli stessi forum gli servivano per reclutare potenziali sostenitori della sua causa, sempre secondo fonti di polizia.
    Vik vive!

  14. #14
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Per evitare che uno o più Breivik possano diventare un giorno dei politici, con conseguenze che potrebbero essere drammatiche come quelle di triste memoria della II guerra mondiale, è necessario che i politici di sinistra rivedano decisamente le loro posizioni accomodanti nei confronti degli immigrati.
    Se esistesse un partito di sinistra nazionalista, che non vuole l'immigrazione, non esiterei a votarlo.
    come non averci pensato anche allora?!??
    se qualcuno avesse eliminato gli ebrei, l'europa si sarebbe evitata il nazismo.
    che trovata! che pensata!

    mah.

  15. #15


    Il ventre della bestia


    di Moni Ovadia




    Il ventre della bestia che ha partorito il genocidio è sempre gravido. Se non ricordo male, Bertolt Brecht scrisse una frase simile per significare che con la sconfitta ufficiale del nazismo non si era estinta in Europa e nel mondo l'ideologia e la cultura di morte che aveva generato la furia distruttrice dell'odio razzista, nazionalista e xenofobo.
    Non c'era bisogno di essere profeti per vedere che la nascente o rinascente democrazia occidentale tollerava nella propria autoproclamata civiltà infami dittature fasciste criminali come il Portogallo di Salazar e la Spagna di Francisco Franco, metabolizzava disinvoltamente il regime nero dei colonnelli greci, solo per fare qualche esempio.
    Sull'altra sponda dell'Atlantico, la più grande democrazia del mondo faceva affari, armava e istruiva i più truci regimi nazifascisti extraeuropei con la sinistra giustificazione di tutelare our national interests. In tutto l'Occidente "democratico" partiti di chiara ispirazione neofascista, cristiano-reazionaria e xenofoba hanno potuto crescere, prosperare facendo propaganda di odio esplicita o camuffata, e con crescente virulenza dopo il crollo del socialismo reale.
    Tutto ciò sotto l'occhio benevolo di governi conservatori o l'imbelle nonchalance di infingarde opposizioni sedicenti progressiste. E adesso magari ci si viene a dire che Andreas Behring Breivik è solo un folle. Il grande testimone sopravvissuto allo sterminio nazista Primo Levi ha spiegato che per rendere sterile il liquame di morte della peste nera bisogna sconfiggere la logica del privilegio. Se non si mette mano a quest'opera la semina dell'odio continuerà.

    29 luglio 2011

    http://www.unita.it/commenti/moniova...=1.58441&pos=3

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •