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Schegge impazzite dell'estrema destra in Europa: razzismo e intolleranza
BRUXELLES - Anders Behring Reivik, ovvero un’altra scheggia impazzita partita dalla macchina dell’intolleranza e del razzismo alimentata dai movimenti di estrema destra. Questo, in base alle informazioni finora disponibili, lo scenario che si presenta oggi agli occhi di chi guarda attonito al massacro avvenuto in Norvegia e si chiede cosa, oltra alla follia omicida, possa aver spinto un uomo a fare quello che ha fatto.
I segnali d’allarme sulla deriva xenofoba e populista che sta investendo in questi ultimi anni l’Europa non sono mancati. Ma troppe volte - come indica la tragedia norvegese - sono stati ignorati o presi troppo alla leggera.
A poco sono servite le denunce lanciate già a metà degli anni ‘90 da Steig Larsson, l’autore svedese dell’ormai celeberrima trilogia Millenium prematuramente scomparso, quando fondò la rivista anti-razzista e anti-estremista "Expo".
Ed è passato quasi inosservato sui media il monito venuto il mese scorso dal Consiglio d’Europa, il quale ha puntato il dito contro l’uso sempre più frequente di argomenti xenofobi da parte dei leader delle formazioni di estrema destra.
Razzismo e intolleranza - si può legge nel rapporto scritto da chi ‘sorveglià l’evolversi della situazione fin dal ‘94 - sono fenomeni ormai radicati e non più relegati a frange estremiste e marginali della società europea. Le leggi in vigore vanno applicate più severamente ma non bastano più. È necessario che i politici adottino e seguano un apposito codice etico e si astengano da discorsi razzisti.
Nell’ormai lontano ottobre del 2002 a Londra la polizia scoprì in casa di David Tovey, 37 anni, un arsenale di armi ed esplosivi più che sufficiente per una strage. L’uomo, dissero gli investigatori, credeva realmente nella supremazia della razza bianca ed era pronto a colpire.
Nel maggio de 2006 un ragazzo di Anversa (Belgio), simpatizzante del movimento razzista Vlaams Belang uccise una beby sitter del Mali e una bimba di due anni, oltre a ferire una turca. Fu poi condannato all’ergastolo con l’aggravante di strage a fondo razzista. E in Finlandia, nel 2007, un fan di Unabomber e dell’autore della strage di Oklahoma city, prima di suicidarsi ammazzò 8 persone dentro una scuola.
In Germania, nel 2010, un sondaggio a rilevato che un tedesco su dieci vorrebbe un nuovo Fuhrer. Lo scorso aprile una milizia ungherese vicina al partito di estrema destra Jobbik (entrato nel Parlamento di Budapest con il 16,7% dei consensi) ha minacciato e costretto una comunità Rom a lasciare il suo quartiere con l’aiuto della Croce Rossa.
Solo qualche settimana fa l’Europarlamento ha tolto l’immunità al lepeniano Bruno Gollnisch, che dovrà ora rispondere del reato di incitamento all’odio, mentre il leader xenofobo olandese Geert Wilder è stato prosciolto da un’analoga accusa. Intanto, l’estrema destra ‘solo politicà consolida le sue posizioni. Dopo i successi conseguiti in Austria, Olanda, Danimarca, Francia, Romania, Ugheria e Svezia è arrivato anche quello dello scorso marzo in Finlandia, dove il partito dei ‘veri finlandesì è balzato al 19% diventando la terza forza politica del Paese.
Sabato 23 Luglio 2011



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