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Discussione: Poker cash e giochi da Casinò Via libera all'azzardo online

  1. #1

    Poker cash e giochi da Casinò Via libera all'azzardo online

    http://www.corriere.it/cronache/11_l...7bc4068c.shtml
    Poker cash e giochi da Casinò
    Via libera all'azzardo online


    Signori, fate il vostro gioco! Comodamente da casa vostra, online si intende. Sul divano o in cucina mentre cenate. Se vi va, dal lavoro, magari mentre mandate una e-mail o rispondete al telefono. Da domani gli amanti dell'alea online hanno due possibilità in più. Partono il Poker cash e i giochi da Casinò, dadi, black jack o roulette. Evoluzione degli skill games (i giochi che prevedono una certa abilità dello scommettitore), che già avevano riscosso un discreto successo, con 3 milioni di utenti.

    Il periodo di sperimentazione è finito: si fa sul serio, con soldi veri - cash appunto - e non solo con un «gettone» prepagato. Per la prima volta lo Stato, per fare cassa, scommette dichiaratamente sull'azzardo, come prevede il decreto Abruzzo a sostegno delle zone terremotate. Sdoganare i tavoli verdi online è una rivoluzione culturale, anche se non sostanziale. Gli italiani, si sa, sono un popolo di giocatori. I monopoli di Stato l'anno scorso hanno contato una raccolta record (somma di tutte le puntate, per giochi tradizionali come lotterie e superenalotto, e per quelli di nuova generazione come le videolotteries) di 61,4 miliardi, praticamente il 4% del Pil. Questi si sono poi trasformati in entrate per l'erario per 9,9 miliardi (1,2 venivano dai concessionari per tasse e rinnovo diritti). Sui profitti futuri si azzardano pronostici: poker cash e casinò potrebbero essere un affare da 1,5 miliardi al mese - secondo Agipronews - per cui la raccolta in un anno sarebbe di 18 miliardi. Facendo fare un grosso balzo al comparto online che ha avuto un fatturato nel 2010 di 4,8 miliardi, di cui 3,1 dal solo poker.

    Le «bische» (legali) su web esistono già e hanno grande successo, in una modalità diversa, quella del torneo. Soprattutto il «Texas hold'em». Si entra in una delle tante poker room legali, come quelle sulle quali anche Gigi Buffon e Francesco Totti, ci hanno messo la faccia. Si versa una somma iniziale prefissata, in Italia al massimo 250 euro (il buy-in), e si riceve il corrispondente in chips, la medesima somma di tutti gli altri giocatori. Si parte ad armi pari, se si esaurisce lo «stack» si esce; chi vince o si piazza prende il piatto, tutti gli altri perdono solo la posta. In questo modo c'è una certezza della perdita. Con il poker cash invece no (anche se è posto un limite di mille euro per ogni sessione). E in questo sta la novità: «È il poker vero», garantisce l'annuncio sul sito di Lottomatica, che ha iniziato il count-down: il tavolo si lascia quando si vuole, più emozioni e più adrenalina.

    Le stesse che altri, a seconda delle attitudini, proveranno nei casinò online: c'è un software da scaricare e installare sul computer, porta d'ingresso per una Las Vegas versione digitale. Si decide quante fiches cambiare (anche in questo caso non più di mille euro per accesso), si punta contro il banco, «rien ne va plus», e quindi non rimane che incrociare le dita.

    Il decreto dell'Aams specifica che per gli skill games la percentuale dedicata alle vincite non può essere inferiore all'80% della raccolta, ai quali va aggiunta l'eventuale parte destinata al jackpot. Il ritorno in vincite, deve essere quindi almeno del 90%. Ed è questa cifra che dovrebbe ingolosire i potenziali giocatori. L'alea corteggia i freni inibitori, li ammorbidisce e in alcuni casi li azzera.



    Se nelle lunghe serate di gioco si arriva a rovinarsi contro avversari in carne ed ossa, cosa potrebbe succedere azzerando anche il deterrente di una cocente sconfitta vis-à-vis?
    Vik vive!

  2. #2
    Ognuno è libero di buttare i propri soldi come meglio crede...

    non ho mai avuto il vizio del gioco,
    anche se ne ho altri forse peggiori ma secondo me molto più divertenti....

  3. #3
    http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/ar...f8b95.html?p=0

    L'allarme di Libera: "Un favore alla criminalità"
    L'associazione che lotta contro le mafie critica la scelta di "legalizzare" il gioco online: "Da oggi si può soffrire di una dipendenza per legge".
    Vik vive!

  4. #4
    e poi fanno tanto i puritani sulla pubblicità delle sigarette!!!
    che governanti ipocriti...

  5. #5
    Personalmente, non avendo il vizio del gioco, l'idea che lo Stato Italiano si finanzi da chi butta il denaro nelle macchinette mangia soldi non può che agevolarmi (mors tua vita mea). Ma il vedere sempre più famiglie sprofondare nel dramma di un padre o di una madre che dilapida quasi tutte le entrate familiari non lo posso accettare. C'è sempre stato qualcuno che s'è giocato tutto a carte, ma fin qui te la dovevi andartela a cercare, scovando personalmente una bisca clandestina. Ora stiamo mettendo una slot-machine in ogni condominio. Con una mano diamo la social-card, con l'altra annodiamo il cappio intorno al collo...



  6. #6
    il premier croupier
    http://www.corriere.it/inchieste/rep...7f8785af.shtml
    http://www.giornalettismo.com/archiv...-poker-on-line
    30 ottobre 2011
    In palese conflitto d’interesse, Segrate si butta nel business




    Glaming è controllata al 70% dalla Mondadori e al 30% da un altro soggetto, la Fun Gaming, il cui capitale è a sua volta custodito in due scatole: Buel srl (51%) e Entertainment and gaming invest (49%). Per quanto riguarda la seconda, è inutile affannarsi a cercare di scoprire il proprietario. Le quote sono infatti custodite in una fiduciaria. La Buel è invece di proprietà di una vecchia conoscenza del mondo della televisione come Marco Bassetti. Il quale, incidentalmente consorte del sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, si ritrova ora in società con il premier Silvio Berlusconi, ossia il proprietario della Mondadori, in un business molto appetitoso, a giudicare dal bombardamento di spot che pubblicizzano sul piccolo schermo questo genere di divertimento.
    Vik vive!

  7. #7

  8. #8
    Secondo me lo Stato non fa altro che agevolare le famiglie a farsi del male. È vero che ognuno è libero di buttare i propri soldi come meglio crede, ma c'è da considerare che molte di queste persone ricorrono all'azzardo per disperazione o per malattia e lo Stato non dovrebbe permetterlo. Avevo apprezzato molto l'iniziativa di qualche comune (tra cui quello di Orsenigo) che aveva vietato le slot machine nei bar: un esempio da prendere in seria considerazione!!
    ‎"Siamo tutti nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle." - Oscar Wilde
    "Il dovere è ciò che pretendiamo dal prossimo, non quello che facciamo noi. " - Oscar Wilde
    "Ogni volta che la gente è d'accordo con me provo la sensazione d'aver torto." - Oscar Wilde

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