su richiesta di raptor apro questo 3d dedicato all'11/9
di materiale in rete ce n'è a bizzeffe e non è facile districarsi tra ciò che sembra plausibile e ciò che è depistante
di certo, per me, c'è solo che la versione ufficiale fa acqua da tutte le parti, e la costante crescita degli scettici verso la versione ufficiale (compresi parenti delle vittime, ingegneri, fisici, pompieri, ecc.) testimonia che nn sono l'unica a pensarla così
comincio postando un link a un'articolo molto corposo, uscito su una rivista tedesca e poi eliminato dall'archivio della stessa (il giornalista è stato licenziato)
l'articolo è ricco di link per chi vuole approfondire
qui incollo la presentazione che ne fa pino cabras
11/9: ecco l’inchiesta tabù di «Focus Money»
di Pino Cabras – Megachip.
Quando il settimanale economico tedesco «Focus Money» (N. 2 / 2010) aveva pubblicato un clamoroso articolo di Oliver Janich sull’11/9 (“Non vi crediamo”) la rivista aveva aumentato le vendite di un terzo. La Germania, stufa della guerra in Afghanistan, cominciava a interrogarsi sulle sue cause.
Un nuovo articolo di Janich uscito l’8 settembre 2010, ancora più documentato e critico nei confronti delle versioni ufficiali, aveva i numeri per fare il botto. E l’ha fatto.
Un botto così forte che l’altro settimanale dell’establisment tedesco, «Der Spiegel», ha sparato ad alzo zero contro Janich, accusandolo di fare sensazionalismo al fine di acquisire fama per conto del nuovo partito da lui fondato, il Partito della Ragione (Partei der Vernunft). Risultato: Janich non scriverà più per «Focus Money» e la rivista ha addirittura cancellato l’inchiesta dal proprio archivio, come se vi fosse passato Winston Smith, il protagonista del «1984» di Orwell che riscriveva o cancellava gli articoli in archivio secondo le verità ufficiali ammissibili.
Lo scrittore Roberto Quaglia ha descritto bene nel suo libro “Il Mito dell’11 Settembre” come il killeraggio di «Der Spiegel» avesse colpito allo stesso modo la carriera di altri due giornalisti tedeschi, Gerhard Wisnewski e Willy Brunner, i quali avevano osato realizzare per la tv pubblica tedesca WDR un’inchiesta di grande successo sull’aereo caduto in Pennsylvania l’11/9. Da allora il documentario è sparito dagli archivi, mentre Wisnewski e Brunner sono stati di fatto estromessi dalla tv.
Stessa sorte è toccata in Francia nel 2008 a Grégoire Deniau, direttore dell'informazione del canale ‘all news’ «France 24», e Bertrand Coq, della stessa testata, licenziati in tronco poche ore dopo che avevano ospitato un dibattito con una personalità critica sull’11/9. Anche in quel caso: archivi cancellati.
Di recente persino «Huffington Post», dopo aver ospitato un articolo di Eric Margolis che attaccava le verità ufficiali (“11 settembre, la madre di tutte le coincidenze”), lo ha prontamente cancellato non appena il mainstream informativo se ne è accorto. Chi tocca i fili muore, o quasi. Succede perfino per le riviste scientifiche.
I giornalisti che vogliono una carriera tranquilla così sanno cosa devono assecondare e dove non devono spingere le loro inchieste.
Ad ogni buon conto, qui di seguito vi proponiamo la traduzione integrale dell’articolo di Oliver Janich. Buona lettura.
__________________________________________
11 settembre 2001: il concatenarsi dei fatti.
Chi o che cosa sta davvero dietro gli attacchi dell'11 Settembre? Internet può essere un movimento per la verità nella ricerca dei fatti
di Oliver Janich - «Focus Money», 37/2010.
http://www.megachip.info/finestre/ze...us-moneyr.html



Rispondi Citando





Segnalibri