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Discussione: 11/9: perchè la versione ufficiale non convince

  1. #1

    11/9: perchè la versione ufficiale non convince

    su richiesta di raptor apro questo 3d dedicato all'11/9

    di materiale in rete ce n'è a bizzeffe e non è facile districarsi tra ciò che sembra plausibile e ciò che è depistante
    di certo, per me, c'è solo che la versione ufficiale fa acqua da tutte le parti, e la costante crescita degli scettici verso la versione ufficiale (compresi parenti delle vittime, ingegneri, fisici, pompieri, ecc.) testimonia che nn sono l'unica a pensarla così


    comincio postando un link a un'articolo molto corposo, uscito su una rivista tedesca e poi eliminato dall'archivio della stessa (il giornalista è stato licenziato)
    l'articolo è ricco di link per chi vuole approfondire
    qui incollo la presentazione che ne fa pino cabras


    11/9: ecco l’inchiesta tabù di «Focus Money»

    di Pino Cabras – Megachip.

    Quando il settimanale economico tedesco «Focus Money» (N. 2 / 2010) aveva pubblicato un clamoroso articolo di Oliver Janich sull’11/9 (“Non vi crediamo”) la rivista aveva aumentato le vendite di un terzo. La Germania, stufa della guerra in Afghanistan, cominciava a interrogarsi sulle sue cause.

    Un nuovo articolo di Janich uscito l’8 settembre 2010, ancora più documentato e critico nei confronti delle versioni ufficiali, aveva i numeri per fare il botto. E l’ha fatto.

    Un botto così forte che l’altro settimanale dell’establisment tedesco, «Der Spiegel», ha sparato ad alzo zero contro Janich, accusandolo di fare sensazionalismo al fine di acquisire fama per conto del nuovo partito da lui fondato, il Partito della Ragione (Partei der Vernunft). Risultato: Janich non scriverà più per «Focus Money» e la rivista ha addirittura cancellato l’inchiesta dal proprio archivio, come se vi fosse passato Winston Smith, il protagonista del «1984» di Orwell che riscriveva o cancellava gli articoli in archivio secondo le verità ufficiali ammissibili.

    Lo scrittore Roberto Quaglia ha descritto bene nel suo libro “Il Mito dell’11 Settembre” come il killeraggio di «Der Spiegel» avesse colpito allo stesso modo la carriera di altri due giornalisti tedeschi, Gerhard Wisnewski e Willy Brunner, i quali avevano osato realizzare per la tv pubblica tedesca WDR un’inchiesta di grande successo sull’aereo caduto in Pennsylvania l’11/9. Da allora il documentario è sparito dagli archivi, mentre Wisnewski e Brunner sono stati di fatto estromessi dalla tv.

    Stessa sorte è toccata in Francia nel 2008 a Grégoire Deniau, direttore dell'informazione del canale ‘all news’ «France 24», e Bertrand Coq, della stessa testata, licenziati in tronco poche ore dopo che avevano ospitato un dibattito con una personalità critica sull’11/9. Anche in quel caso: archivi cancellati.

    Di recente persino «Huffington Post», dopo aver ospitato un articolo di Eric Margolis che attaccava le verità ufficiali (“11 settembre, la madre di tutte le coincidenze”), lo ha prontamente cancellato non appena il mainstream informativo se ne è accorto. Chi tocca i fili muore, o quasi. Succede perfino per le riviste scientifiche.

    I giornalisti che vogliono una carriera tranquilla così sanno cosa devono assecondare e dove non devono spingere le loro inchieste.

    Ad ogni buon conto, qui di seguito vi proponiamo la traduzione integrale dell’articolo di Oliver Janich. Buona lettura.

    __________________________________________


    11 settembre 2001: il concatenarsi dei fatti.
    Chi o che cosa sta davvero dietro gli attacchi dell'11 Settembre? Internet può essere un movimento per la verità nella ricerca dei fatti

    di Oliver Janich - «Focus Money», 37/2010.


    http://www.megachip.info/finestre/ze...us-moneyr.html

  2. #2
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    Grazie mille, daitan, leggero' con gusto. La diatriba intorno ai fatti dell'11/9 mi appassiona molto.
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  3. #3
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    Molto lungo l'articolo, e molto interessante, domani me lo stampo in ufficio e me lo leggo con calma.
    Nel frattempo invito anche te a dare un'occhiata a questo sito, altrettanto interessante (secondo me). Consiglio caldamente l'elenco delle FAQ nella colonna di destra, che smontano scientificamente una marea di dubbi e teorie sostenuti dai complottisti:

    http://undicisettembre.blogspot.com/
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  4. #4
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    Molto lungo l'articolo, e molto interessante, domani me lo stampo in ufficio e me lo leggo con calma.
    Nel frattempo invito anche te a dare un'occhiata a questo sito, altrettanto interessante (secondo me). Consiglio caldamente l'elenco delle FAQ nella colonna di destra, che smontano scientificamente una marea di dubbi e teorie sostenuti dai complottisti:

    http://undicisettembre.blogspot.com/
    uh maròòòò! attivissimo! arghhhhh

    vabbè... scusa... attivissimo lo conosco e spesso ho letto articoli che secondo lui smontavano questo o quello, non sempre con ragionamenti rigorosi e prove convincenti...
    prometto che con la calma leggerò le faq e dirò cosa ne penso o, eventualmente, posterò le contro-risposte che vari blogger gli hanno già dato

    ora vado a leggere... un romanzo.... naturalmente pieno di complotti come piace a me
    hehehehehe

  5. #5
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    Guarda che non e' solo Attivissimo a scrivere, e comunque sia Attivissimo lo leggo da 10 anni e non ho mai trovato un suo scritto privo di riferimenti, prove e ragionamenti fondati fatti con i piedi di piombo.

    Comunque buona lettura
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  6. #6
    la versione dell'11 settembre che ci hanno dato le autorita' e la stampa e' semplicemente ridicola.
    e il fatto che tutti coloro che fanno notare le clamorose incongruenze di tale versione vengono zittiti in varie maniere dimostra che non si vuole accertare la verita'.
    come inverosimile e' il finale della storia, ossia l'uccisione del terrorista piu' pericoloso della storia che se ne stava da anni bel bello in una villa di un quartiere residenziale, ucciso e buttato in mare, senza che si possa verificare nulla.

  7. #7
    i sondaggi dicono che......


    dal Tempo.

    1 set. - A sette anni dall'11 settembre, fuori dagli Usa una persona su due sposa ancora le teorie del complotto. Secondo un sondaggio condotto in 17 Paesi da Worldpublicopinion.org, appena il 46% degli intervistati si e' detto convinto della responsabilita' di Al Qaeda per quelle stragi.
    Dal rilevamento e' emerso che solo in 9 Paesi sono in maggioranza i sostenitori della versione ufficiale che a firmare le stragi fu il terrorismo islamico, come sostenuto anche dai vertici di Al Qaeda. Tra questi l'Italia, con un margine pero' risicato del 56%. Quasi il 30% degli intervistati, invece, crede ancora che ci sia un'altra mano dietro agli attentati che uccisero quasi tremila persone. Per la meta' dei 'complottisti', la responsabilita' fu del governo statunitense.
    Per quanto riguarda l'Europa, la convinzione degli intervistati sulla responsabilita' di Al Qaeda e' leggermente piu' alta: 56% per britannici ed italiani, 63% per i francesi, e 64% per i tedeschi. Ma un tedesco su cinque e un italiano su sei si sono detti convinti che vi sia stato il governo americano dietro gli attacchi.

  8. #8
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    Non sono di certo i sondaggi a stabilire quale versione e' vera e quale e' falsa...
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  9. #9
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    Un esempio, tratto dal sito che ho segnalato:


    FAQ 2.3: L'attacco al Pentagono - La manovra


    di Paolo Attivissimo, con il contributo di tutti gli autori di Undicisettembre. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. La data di pubblicazione è fittizia per esigenze di riordino del blog.

    Queste sono le risposte sintetiche ai dubbi più ricorrenti a proposito del Volo 77, il Boeing 757 dirottato e lanciato contro il Pentagono alle 9:37 dell'11 settembre 2001. Per gli approfondimenti si possono leggere gli articoli indicati nei link qui sotto oppure si può cercare in questo blog usando la casella di ricerca qui a destra.


    2.3. La manovra

    2.3.1. Thierry Meyssan dice che negli aerei di linea, il carrello scende automaticamente sotto una certa quota; come mai nessun testimone lo ha visto scendere e nel prato del Pentagono non ci sono i solchi dei carrelli o i loro rottami?


    Il carrello a discesa automatica è una delle tante stupidaggini tecniche inventate dai complottisti: chiedetelo a qualunque pilota di linea (dettagli).


    2.3.2. Secondo la versione ufficiale, l'aereo fece una virata strettissima ad alta velocità, in pochi secondi, ma questo è impossibile per un aereo di linea: come la mettiamo?


    In realtà la manovra durò oltre due minuti e fu larga dieci chilometri, come documentano i tracciati radar, i controllori di volo e le scatole nere (dettagli; altri dettagli). I complottisti barano, accelerando i filmati anche di dieci volte, per farla sembrare velocissima (dettagli).

    Del resto, perché mai gli organizzatori dell'ipotetica messinscena sarebbero stati così stupidi da includere nella versione ufficiale una manovra impossibile, che qualsiasi pilota avrebbe saputo sbugiardare?


    2.3.3. È impossibile per un aereo di linea volare rasoterra: come può essere successo al Pentagono?


    Non è affatto vero che è impossibile: i piloti volano rasoterra spessissimo durante le manifestazioni aeree, usando aerei di linea, e non c'è nessun motivo tecnico per non poterlo fare (foto; dettagli; esempi di voli radenti). E' ovvio che è una manovra pericolosa, e chi non la sa fare bene si schianta. Che fine ha fatto, appunto, l'aereo al Pentagono?


    2.3.4. Come è possibile che un pilota dilettante riesca a colpire con così tanta precisione un edificio?


    Non è detto che volesse colpire quel preciso punto del Pentagono. Il Pentagono ha lati di 280 metri e ha una larghezza massima di quasi mezzo chilometro: ai dirottatori andava bene colpirlo in un punto qualsiasi. Se sono riusciti a centrare le Torri Gemelle, ben più strette, perché non possono essere riusciti a centrare una struttura enorme come il Pentagono?

    E a proposito di precisione, non bisogna dimenticare che l'aereo non ha colpito direttamente la facciata: l'ha raggiunta dopo aver prima colpito cinque lampioni, un generatore, una recinzione, un muretto, un ufficio mobile e un albero.


    2.3.5. OK, i piloti esperti sanno volare rasoterra con un aereo di linea, ma come è possibile che ci sia riuscito un pilota dilettante?


    I piloti esperti volano rasoterra senza sfracellarsi. Il dirottatore del Volo 77, invece, si schiantò. Il suo non fu un volo rasoterra, ma una discesa progressiva fino a schiantarsi. Il tratto radente del suo volo durò circa 1,3 secondi. A 850 km/h ci vogliono infatti solo 1,3 secondi per coprire la distanza di 311 metri fra il lampione abbattuto più lontano e la facciata colpita del Pentagono.


    2.3.6. Allora come mai dei piloti di linea italiani hanno detto, in uno Speciale TG1 della Rai, che la manovra al Pentagono era difficilissima?


    Perché parlavano della difficoltà di colpire il Pentagono in un punto preciso: cosa che i dirottatori non hanno fatto, colpendo un punto qualsiasi di una facciata larga 281 metri.

    Lo Speciale TG1 in questione è quello del 19 febbraio 2006, nel quale i comandanti Claudio Galavotti (Alitalia) e Giancarlo Tedeschi (Blue Panorama) hanno in realtà detto che "il fatto di arrivare su un punto preciso e non avere nessun segno sul terreno prima dell'impatto è veramente una cosa fortunosa" (Galavotti) e che "è stato abbastanza fortunoso colpire il Pentagono in quel punto e che se non fosse per la fortuna, fra virgolette, è stata veramente una cosa difficilissima" (Tedeschi).

    Inoltre il comandante Tedeschi dice nella medesima trasmissione: "abbiamo simulato con un tecnico di terra della nostra compagnia, al simulatore, la stessa manovra [...] con un pilota che aveva l'esperienza, grosso modo, di uno degli attentatori; quindi esperienza di piccoli aeroplani [...] Colpirlo , ripeto, è un compito veramente abbastanza difficile."

    Entrambi, dunque, specificano che sarebbe stato difficile colpire in un punto preciso. Non solo: nessuno dei due dice che sarebbe stato impossibile. Difficile e fortunoso, sì; ma non impossibile (dettagli).


    2.3.7. Come è possibile che l'aereo abbia volato rasoterra e scavalcato la collina che c'era lungo il percorso, se era pilotato da un dilettante?


    In realtà non c'è nessuna collina lungo la traiettoria seguita dall'aereo. L'intera questione della collina è stata partorita da cospirazionisti che non si sono neanche presi la briga di andare sul posto a vedere cosa c'è (dettagli).


    2.3.8. Ma Hani Hajour, il dirottatore pilota, a detta dei suoi istruttori, non era un incapace?


    Niente affatto. L'istruttore Eddie G. Shalev, della Congressional Air Charters di Gaithersburg, nel Maryland, ha testimoniato che era un buon pilota, forse con preparazione di tipo militare, per il modo in cui usava i riferimenti a terra (dettagli).

    L'istruttore Marcel Bernard, del Freeway Airport, lo definì un pilota nella media o sotto la media, ma in ogni caso sicuramente in grado di puntare un aereo di linea contro un edificio e di colpirlo dettagli).

    Altri suoi istruttori lo giudicarono male, ma occorre tenere presente che i criteri di un istruttore (che mira a creare piloti capaci di gestire decolli e atterraggi, comunicazioni radio, maltempo ed emergenze) sono molto differenti dai criteri di un dirottatore (che deve saper uccidere a sangue freddo i piloti dopo che l'aereo è decollato ed è arrivato in quota, impostare il pilota automatico verso la destinazione e manovrare l'aereo manualmente solo per gli ultimi minuti senza alcuna cura per la sorte dei passeggeri e la propria).

    Inoltre Hanjour si addestrò al pilotaggio di aerei di linea presso il CRM Airline Training Center di Scottsdale, la JetTech e la Pan Am International Flight Academy di Phoenix (dettagli).

    Aveva iniziato a frequentare corsi di pilotaggio negli Stati Uniti nel 1996 (dettagli).


    2.3.9. Ma non potrebbe essere stato un missile al posto di un aereo?


    No. Nessun testimone ha detto di aver visto un missile. Alcuni hanno paragonato il rumore dell'aereo a quello di un missile. Ma hanno tutti detto di aver visto un aereo (v. la sezione "I testimoni" qui sotto).

    Inoltre un missile Cruise, per esempio, è lungo sei metri, contro i 47 di un Boeing 757. Non si può confondere un missile con un aereo di linea, perché la differenza è vistosissima, come si vede in questo grafico in scala:



    Non solo: davanti alla breccia d'impatto ci sono un albero decapitato, un palo danneggiato di una telecamera di sorveglianza del traffico e cinque lampioni abbattuti. Sono disposti lungo una fascia larga 26 metri, lungo la traiettoria d'impatto. Come potrebbe un missile colpire lampioni così spaziati?

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  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da Raptor Visualizza Messaggio
    Non sono di certo i sondaggi a stabilire quale versione e' vera e quale e' falsa...
    no assolutamente. sono i fatti. e i fatti dell'11 settembre, per come ce li hanno raccontati, sono assolutamente impossibili da ogni punto di vista.

  11. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da gladiatore78rm Visualizza Messaggio
    no assolutamente. sono i fatti. e i fatti dell'11 settembre, per come ce li hanno raccontati, sono assolutamente impossibili da ogni punto di vista.
    Cosa e' impossibile, gladio, dillo. Non stai dicendo assolutamente nulla di preciso. Sono impossibili perche' cosi' hai deciso tu?
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  12. #12
    Senza contare il presunto minamento delle torri per farle crollare.

    Assolutamente fantascientifico
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

  13. #13
    io l'ho già scritto su mf ma tanto tempo fa.
    una volta, poco dopo l'11 settembre, due ingegneri di un noto studio di chicago, specialisti in grattacieli, mi hanno assicurato che un grattacielo non poteva crollare per il calore in così poco tempo.
    io non sapevo ancora nulla dei "complottisti" e "anticomplottisti" e rimasi stupito. loro me lo ribadirono in maniera netta. quando chiesi allora come diavolo era possibile che fosse successo loro valutarono un'unica ipotesi: che i terroristi avessero minato delle strutture portanti a un determinato piano e avessero piazzato un radiofaro per guidare l'aereo su quella sezione dell'edificio facendolo esplodere un toto di minuti dopo l'impatto.
    cioè: loro credevano nell'attentato, ma erano altrettanto sicuri, assolutamente sicuri, che non fosse possibile far crollare le twin towers con due aerei.
    ridendo e scherzando abbiamo fatto mezzogiorno

  14. #14
    Citazione Originariamente Scritto da Raptor Visualizza Messaggio
    Cosa e' impossibile, gladio, dillo. Non stai dicendo assolutamente nulla di preciso. Sono impossibili perche' cosi' hai deciso tu?
    non hai letto l'articolo postato sopra?

  15. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da ugodin Visualizza Messaggio
    io l'ho già scritto su mf ma tanto tempo fa.
    una volta, poco dopo l'11 settembre, due ingegneri di un noto studio di chicago, specialisti in grattacieli, mi hanno assicurato che un grattacielo non poteva crollare per il calore in così poco tempo.
    io non sapevo ancora nulla dei "complottisti" e "anticomplottisti" e rimasi stupito. loro me lo ribadirono in maniera netta. quando chiesi allora come diavolo era possibile che fosse successo loro valutarono un'unica ipotesi: che i terroristi avessero minato delle strutture portanti a un determinato piano e avessero piazzato un radiofaro per guidare l'aereo su quella sezione dell'edificio facendolo esplodere un toto di minuti dopo l'impatto.
    cioè: loro credevano nell'attentato, ma erano altrettanto sicuri, assolutamente sicuri, che non fosse possibile far crollare le twin towers con due aerei.


    3.5. I crolli

    3.5.1. Il sindaco di New York, Rudy Giuliani, fu avvisato in anticipo del crollo della prima Torre (lo dice lui stesso in un video), ma non fece nulla per salvare i pompieri che stavano al suo interno. Come mai?


    Giuliani ricevette il preavviso solo pochi minuti prima del crollo, quando ormai la voce si stava spargendo. I pompieri e i soccorritori che stavano fuori dalle Torri sapevano già dell'imminenza del crollo, ma non poterono fare nulla per avvisare i colleghi: le radio funzionavano notoriamente male. Non solo: non spettava a Giuliani dare ordini di evacuazione ai pompieri.

    Del pericolo di crollo imminente sapevano, per esempio, John Peruggia, capo divisione dei servizi medici d'emergenza, che lo disse al tecnico medico d'emergenza (EMT) Richard Zarrillo, il fire marshal Steve Mosiello e il Comandante Ganci. Ma lo vennero a sapere soltanto pochi istanti prima del crollo stesso (dettagli).



    3.5.2. Se le Torri erano progettate per sopportare l'impatto di un aereo di linea, come mai crollarono?


    La documentazione progettuale dimostra che le Torri Gemelle furono concepite per reggere lo schianto di un aereo di linea in atterraggio, che volasse alla velocità ridotta di atterraggio, non alla velocità massima, e che non avesse a bordo tutto il proprio carburante, ma l'avesse quasi esaurito: una situazione ben diversa da quella dell'11 settembre.

    Inoltre la capacità di reggere un impatto del genere era solo presunta, sulla base di calcoli approssimativi, impossibili da verificare con gli strumenti di simulazione ingegneristica dell'epoca.

    Va chiarito che le Torri Gemelle sopportarono l'impatto: fu l'incendio a farle collassare. Gli elicotteristi della polizia, gli ingegneri, gli architetti e i pompieri sul posto che avevano sott'occhio il quadro complessivo dei danni si resero conto del rischio di crollo (dettagli).



    3.5.3. Il progettista dichiarò che le Torri erano in grado di resistere anche allo schianto di aerei di linea multipli: come mai crollarono?


    Questa dichiarazione non fu fatta da un progettista, ma da Frank DeMartini, che non fece parte della progettazione strutturale delle Torri Gemelle. Fu inoltre pronunciata in un'intervista per un documentario, non in un rapporto tecnico (dettagli).

    DeMartini fu invece manager delle costruzioni al World Trade Center e prese questo incarico solo dopo l'attentato del 1993. Morì nel crollo delle Torri l'11 settembre 2001, dopo aver chiamato via radio dicendo che gli ascensori rapidi della Torre Sud rischiavano di collassare: sintomo di gravi problemi strutturali (102 Minutes, pag. 150).

    A quanto risulta, nessuno dei progettisti effettivi ha mai affermato che le Torri potevano sopportare impatti multipli.



    3.5.4. Cosa dicono i progettisti a proposito della resistenza agli impatti di aerei?


    Nel novembre del 2001 Leslie Robertson, principale responsabile della progettazione della struttura del World Trade Center, dichiarò che le Torri Gemelle furono concepite per sopportare l'impatto di un Boeing 707 in atterraggio, quindi a velocità ridotta e con poco carburante, e che non fu possibile prendere in considerazione l'effetto del carburante. L'11 settembre 2001, le Torri Gemelle furono colpite da Boeing 767, aerei di peso leggermente superiore al 707, lanciati ad altissima velocità (fra 700 e 900 km/h) e pieni di carburante. Gli impatti dell'11 settembre non sono quindi confrontabili con quello di progetto.

    Disse Robertson: “L'energia immessa nell'edificio è proporzionale al quadrato della velocità: raddoppi la velocità e l'energia si quadruplica [...] Con il 767 il carico di carburante era enorme in confronto a quello del 707; era un aereo con il pieno di carburante, rispetto al 707 che era un aereo in atterraggio. Non c'è assolutamente paragone fra i due” (dettagli).

    John Skilling, capo ingegnere strutturista del World Trade Center, dichiarò nel 1993, poco dopo il primo attentato terroristico contro le Torri Gemelle e quindi in tempi chiaramente non sospetti, che “La nostra analisi indicò che il problema maggiore sarebbe stato il fatto che tutto il carburante (dall'aereo) si sarebbe riversato dentro l'edificio. Ci sarebbe stato un incendio terrificante. Sarebbero morte molte persone.” Skilling aggiunse, forse ottimisticamente, che “la struttura dell'edificio sarebbe rimasta al suo posto”. Cosa che in effetti accadde, almeno in parte: la Torre Nord rimase in piedi per 102 minuti, quella Sud per 56 (dettagli).



    3.5.5. Come mai il crollo delle Torri Gemelle somiglia a una demolizione controllata?


    Perché deve somigliarvi, almeno a prima vista: una demolizione controllata non è altro che un crollo che viene provocato intenzionalmente lesionando la struttura fino a renderla incapace di reggersi. Al WTC, la struttura fu appunto lesionata intenzionalmente (dagli impatti e poi dagli incendi) finché divenne incapace di reggersi. Le demolizioni controllate, infatti, si fanno usando l'esplosivo minimo indispensabile per innescare il crollo spontaneo della struttura. Il grosso del lavoro, per così dire, lo fa la gravità.

    Guardando bene i filmati, però, emergono differenze importanti: una demolizione controllata mediante esplosivi parte dal basso, mentre i crolli delle Torri iniziarono in alto, ai piani colpiti e incendiati; una demolizione controllata con esplosivi produce botti fragorosissimi, assenti invece durante i crolli delle Torri; le facciate delle Torri si incurvarono verso l'interno appena prima del crollo, cosa che non avviene nelle demolizioni controllate.



    3.5.6. Cosa sono quegli sbuffi che si vedono durante i crolli? Sono esplosioni?


    No, non sono esplosioni: sono nuvole di polvere e fumo, spinte in fuori dalla compressione del grande volume d'aria dentro le Torri Gemelle durante il crollo.

    Nei grattacieli come il World Trade Center, oltre il 90% del volume racchiuso dalla struttura è spazio utile “vuoto”, ossia è pieno d'aria (dettagli). Pertanto, quando la struttura collassa, tutta l'aria al suo interno si comprime e cerca vie di sfiato. Gli sbuffi sono appunto la manifestazione di questo sfiato.

    Oltretutto un'esplosione avrebbe prodotto un'onda d'urto ben visibile, che avrebbe sfondato i vetri delle Torri e degli edifici adiacenti; avrebbe generato dei boati secchi e fortissimi, assenti nelle registrazioni audio e video; e avrebbe causato una proiezione molto più rapida e violenta dei detriti.

    Inoltre questi sbuffi si osservarono nelle Torri Gemelle soltanto dopo l'inizio del crollo; nelle demolizioni controllate, invece, gli sbuffi compaiono prima dell'inizio del crollo, perché il crollo inizia soltanto dopo che è stato attivato l'esplosivo.

    È vero che vi sono alcune immagini che mostrano sbuffi lenti e piccoli diverso tempo prima del crollo: ma sono comunque troppo lenti per essere prodotti da esplosivi, che causano sempre uno spostamento d'aria estremamente rapido. Sono invece compatibili con lo spostamento d'aria prodotto da un cedimento locale della struttura.

    Infatti una demolizione senza esplosivi, come quella effettuata in Francia a febbraio 2009, produce sbuffi estremamente simili a quelli visibili nel crollo delle Torri Gemelle, come si può vedere qui accanto.

    Nella tecnica usata, denominata verinage, i due edifici vengono completamente distrutti spezzando, mediante l'azione meccanica di grandi martinetti idraulici, le colonne portanti di un singolo piano e lasciando che il blocco soprastante cada su quello sottostante (dettagli).



    3.5.7. Come è possibile che vi sia stata una totale polverizzazione delle Torri Gemelle senza esplosivi?


    Non è possibile, e infatti non c'è stata. Persino uno dei guru del complottismo, Steven Jones, ha detto che la "totale polverizzazione" è una balla (dettagli).

    L'acciaio delle torri non si è affatto polverizzato: basta guardare la catasta di macerie. Il poco cemento delle Torri si è sbriciolato in pezzi di tutte le dimensioni: "trovammo grandi pezzi di calcestruzzo (di forma e dimensioni irregolari, uno misurava circa 5 x 3 x 3 cm) nonché frammenti di medie dimensioni di cartongesso (con la carta legante ancora attaccata)", dice appunto Jones (fonte).



    3.5.8. Perché il crollo fu così verticale?


    Perché la forza più grande che agiva sulle Torri Gemelle era la forza di gravità, e la forza di gravità agisce verticalmente. Non c'era nessuna spinta laterale che potesse far crollare l'intera torre di lato: quella prodotta dall'impatto degli aerei era largamente insufficiente.

    Un grattacielo non è un albero: è fatto per reggersi soltanto quando è dritto. Appena s'inclina oltre un certo limite, si spacca. Per esempio, la Torre di Pisa è a rischio proprio perché se supera una certa pendenza si frantuma, non perché se s'inclina troppo cade in blocco.

    Nelle Torri Gemelle, il blocco al di sopra dell'impatto iniziò a piegarsi di lato, ma poi si frantumò sotto il proprio peso e per le sollecitazioni interne, e venne giù come valanga di macerie.



    3.5.9. Perché le Torri Gemelle caddero così in fretta, in 8-10 secondi?


    I rapporti NIST indicano circa 11 secondi per il WTC1 (Torre Nord) e circa 9 secondi per il WTC2 (Torre Sud) (rapporto NCSTAR 1-5A; FAQ NIST n. 6, agosto 2006). Questi, però, sono i tempi impiegati dalle prime macerie per arrivare al suolo, precipitando in caduta libera ai lati della struttura (“il tempo impiegato dai primi pannelli esterni a colpire il suolo dopo l'innesco del crollo in ciascuna torre”, dice la FAQ del NIST). Non sono le durate complessive dei crolli, perché (come si vede anche dai video) i crolli proseguirono anche dopo che le prime macerie erano arrivate al suolo e iIl fronte di crollo rimase indietro rispetto a quelle macerie.

    In realtà il crollo vero e proprio durò molto di più. Basta ascoltare l'audio dei filmati per rendersi conto che il boato del crollo durò almeno 16 secondi, e alcuni filmati mostrano che dopo dieci secondi la Torre Nord era ancora a metà del crollo.

    Nei video, oltretutto, non si vede mai il crollo fino in fondo, perché la base delle torri è coperta dagli altri grattacieli e dalla nube di polvere.

    Inoltre nessuno dei sostenitori delle teorie alternative sa dimostrare, calcoli alla mano, quanto sarebbe dovuto durare il crollo per non essere avvenuto troppo in fretta.



    3.5.10. È possibile che le Torri siano state demolite usando una sostanza chiamata "termite"?


    No. La termite è una miscela incendiaria: agisce per colatura, non per esplosione. Per usarla per tagliare le colonne delle Torri, sarebbe stato necessario predisporne quantità enormi (130 g per ogni kg di acciaio da fondere) in ingombrantissimi contenitori, resistenti alle altissime temperature della reazione chimica e dotati di inneschi e di scivoli per farla colare sulle colonne. Nessuno degli inquilini delle Torri ha visto nulla del genere; nelle macerie non c'è nulla del genere.

    Inoltre i tempi di reazione e taglio della termite non sono istantanei (varie decine di secondi per tagliare una singola putrella) e quindi incompatibili con il crollo delle Torri, durato in tutto circa 30 secondi.

    Ad agosto del 2009, National Geographic ha effettuato un esperimento pratico: 70 kg di termite non sono riusciti a tranciare una colonna d'acciaio ben più piccola di quelle delle Torri Gemelle (dettagli).

    Del resto, basta riflettere un attimo: se la termite fosse utilizzabile per tagliare grandi colonne verticali in pochi istanti, come mai i soccorritori usarono invece il lentissimo taglio a cannello per abbattere i resti delle colonne delle Torri? Erano stupidi? (dettagli)



    3.5.11. Come mai le torri caddero all'interno della propria base?


    È un'impressione errata, comune in chi ha visto solo le riprese da lontano dei crolli. Durante i crolli, il grosso della massa delle torri cadde in prossimità della base, ma numerosi detriti furono scagliati contro o addirittura sopra agli edifici vicini, danneggiandoli in maniera vistosa e spesso abbastanza grave, tanto da rendere necessario demolirli.

    I quattro edifici più bassi del complesso del WTC e la chiesa di San Nicola furono distrutti proprio perché investiti dal crollo delle torri, e il WTC7 ne fu tanto danneggiato da prendere fuoco e crollare qualche ora dopo. Macerie molto grandi caddero fino a 170 metri di distanza.



    3.5.12. Se un crollo spontaneo è così verticale, perché ci si prende la briga di demolire con le cariche gli edifici pericolanti? Tanto cadono da soli in verticale, no?


    No. Gli edifici pericolanti si fanno saltare con le cariche per decidere quando e come farli cadere, non perché si teme che cadano di lato come un albero tagliato.

    Lo scopo di una demolizione controllata è appunto di controllare il modo in cui cade un edificio, per evitare che danneggi gli edifici adiacenti. Infatti il crollo incontrllato delle Torri Gemelle devastò sei edifici adiacenti e danneggiò gravemente tutti quelli circostanti.



    3.5.13. Come mai ci sono studi scientifici fatti da ingegneri che dimostrano che il crollo era impossibile?


    Questi “studi” sono scientifici solo di nome: contengono tutti errori tecnici grossolani, per la semplice ragione che le persone che li hanno redatti sono sì ingegneri, ma non in campi attinenti alla progettazione di grattacieli. Non sono ingegneri strutturisti: sono per esempio ingegneri meccanici (Gordon Ross). Chiedereste a un elettrotecnico un parere sulla struttura di una diga?

    In realtà gli studi scientifici dei veri addetti ai lavori confermano che il crollo era non solo possibile, ma inevitabile. Si può consultare, per esempio, il lavoro di Zdenek Bazant, professore di ingegneria civile e scienza dei materiali alla Northwestern University in Illinois (dettagli), oppure quello dell'ingegner Keith Seffen, Senior Lecturer nel Gruppo Strutture del Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Cambridge, nel Regno Unito (dettagli). In queste FAQ trovate inoltre un elenco di articoli di specialisti dedicati all'analisi del disastro del World Trade Center.



    3.5.14. Quante sono le probabilità che tre torri, di cui due colpite in livelli diversi e una (il WTC7) che non aveva ricevuto danni strutturali significativi, siano cadute tutte e tre perfettamente su se stesse?


    Su qualunque struttura, la forza principale che agisce è la gravità. E la gravità agisce sempre verso il basso. A prescindere dal punto e dal modo in cui viene colpito o danneggiato un edificio alto e snello, cadrà quindi sempre in direzione prevalentemente verticale. Non è questione di probabilità, ma di certezza. Inoltre il calcolo delle probabilità non è applicabile ad eventi complessi di questo genere, e chi lo applica commette un errore dilettantesco.



    3.5.15. Come è possibile che una struttura alta oltre 400 metri, che evidentemente regge senza problemi il proprio peso, crolli come un castello di carte... sotto il proprio peso?


    Ogni edificio è progettato per reggere il proprio peso, o più propriamente, il carico statico generato dalla propria struttura, ma non per reggere il carico dinamico (di movimento) generato se la stessa struttura si muove.

    Alle Torri Gemelle, la parte di struttura al di sotto della zona d'impatto era in grado di reggere il peso (carico statico) del blocco di piani soprastanti quando erano fermi. Non era in grado di reggere la spinta dello stesso blocco in movimento, quando ha iniziato a cadere per via del cedimento nella zona d'impatto.

    Per capire la differenza enorme fra carico statico e carico dinamico, immaginate di appoggiare una cassa di birre sopra la vostra testa. La reggete senza problemi, giusto? Questo è un carico statico. Ora immaginate la stessa cassa di birre che all'improvviso vi cade addosso da 10 centimetri d'altezza. Questo è un carico dinamico. Credete di poterla reggere senza farvi male alla testa? E' perlomeno più difficile da reggere, giusto? Appunto.

    Il fatto che basti il cedimento delle strutture portanti di un singolo piano per innescare un crollo totale è dimostrato dalla demolizione di due edifici di 20 piani avvenuta a febbraio 2009 a Belfor, in Francia, usando la tecnica del verinage: dei martinetti idraulici piegano e spezzano le colonne portanti di un singolo piano, in modo che la caduta dei piani soprastanti demolisca l'edificio. La distruzione è totale e il crollo prosegue fino a terra senza l'aiuto di esplosivi (dettagli).



    3.5.16. In Francia c'è stata una demolizione di un grande edificio senza usare esplosivi, potrebbe essere questa la tecnica usata al WTC?


    No. La demolizione citata, avvenuta nel 2007 a Vitry-sur-Seine, è stata effettuata usando potenti martinetti idraulici collocati contro le strutture portanti per sbilanciarle (verinage). Sarebbe stato impossibile non notare lavori preparatori di questo genere in un edificio open space come le Torri Gemelle (dettagli).



    3.5.17. Come mai ci sono testimoni che parlano di esplosioni prima dei crolli?


    Ci sarebbe da stupirsi del contrario. Quando si sente parlare di esplosioni, il pensiero corre subito agli esplosivi, ma in un grande edificio adibito a uffici vi sono moltissime altre possibili fonti di scoppi estremamente violenti. Qualche esempio:

    • gli scoppi dei serbatoi delle auto e dei camion nelle adiacenze e nei parcheggi sotterranei delle Torri (testimonianza del pompiere Thomas Donato);
    • i grandi impianti antincendio dei centri di calcoli di banche e altre aziende situati ai vari piani delle Torri Gemelle, che usano grandi bombole ad alta pressione che un incendio o un urto avrebbero squarciato di colpo, producendo scoppi potentissimi;
    • i generatori d'emergenza degli stessi centri di calcolo, alimentati da serbatoi di carburante e anch'essi a rischio di scoppio;
    • i corpi delle persone che si gettarono dalle Torri, impattando ad alta velocità sulle automobili e sui veicoli di soccorso, produssero rumori violenti, terribilmente simili a scoppi (lo si sente nel film 11/9 dei fratelli Naudet, a 39 minuti dall'inizio);
    • Nel WTC5 e nel WTC6 c'erano 1,2 milioni di munizioni, granate ed esplosivi, custoditi dalla dogana statunitense, dal Bureau of Alcohol, Tobacco and Firearms e dal Secret Service. Entrambi gli edifici furono devastati dalle fiamme. Il comandante di battaglione dei pompieri Richard Picciotto ne riferisce gli scoppi nel libro Ultimo a uscire.
    Go to work. Get married. Have some kids.
    Pay your taxes. Pay your bills. Watch your tv.
    Follow fashion. Act normal.

    Obey the law
    and repeat after me:
    I AM FREE

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