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Discussione: Come fare per rovesciare un regime senza intervenire direttamente

  1. #1

    Come fare per rovesciare un regime senza intervenire direttamente

    ho letto un'articolo che posto nel post successivo in cui si ipotizza che le varie rivoluzioni democratiche e colorata siano provocate ed eterodirette dall'estero

    pur non avendo la convinzione che dappertutto sia andata così (ma nella fallita rivoluzione tahilandese pare di sì) ritengo che lo scenario sia plausibile

    ovvero: se sono una forte potenza straniera e voglio rovesciare un regime che non ubbidisce più, come posso fare per non intervenire direttamente e per avere dalla mia parte sia una fetta di popolazione autoctona che l'opinione pubblica mondiale?

    semplificando: si può finanziare e appoggiare movimenti di protesta che già esistono in loco e spingerli a organizzare una grande manifestazione, nel giorno fatidico si piazzano un pò di cecchini che sparino sui manifestanti (ma anche su soldati e/o forze dell'ordine presenti) in modo da aumentarne la rabbia e da suscitare la riprovazione mondiale verso la brutale repressione, si aspetta che la situazione degeneri e che i manifestanti stessi, assieme alla maggioranza dell'opinione pubblica mondiale, richiedano l'intervento straniero, ecco che si può entrare nel paese prescelto travestiti da salvatori

    io non posso sapere come sono andate le cose in ogni paese, in che modo si mescoli la spontaneità e la preparazione, la rabbia e la violenza genuina degli oppressi e quella fomentata dagli stranieri, so però che la strategia della tensione è un metodo efficace per creare disordini e poi proporsi per risolverli

    se voi foste a capo dei servizi segreti di un paese potente che vuole estendere la sua influenza su un'altro, il cui governo non si fa semplicemente comprare, se voi foste senza alcuno scrupolo e così chi sta a capo del vostro governo, che metodi utilizzereste per farlo?

  2. #2
    PS: ma come si fa a incollare l'articolo con la formattazione originale e con le sue foto e video? è necessario impostare tutto a mano?


    LA SINDROME DEL CECCHINO

    I BANDITI MISTERIOSI DELLE RIVOLUZIONI COLORATE


    Cui Bono?

    DI TONY CARTALUCCI
    Land Destroyer

    Immagina di essere un regime assediato che combatte contro una marea montante di rivoltosi finanziata dall’estero.

    Il mondo vi sta guardando, un’altra nazione è già sottoposta a una strisciante invasione straniera per "aver dichiarato guerra alla sua gente", la tua nazione è stata avvertita che sarà la prossima, visto che sono 20 anni che è sulla lista d’attesa per il cambio di regime e la tua opposizione si sta radunando per bruciare i manifestanti morti dopo un recente scontro con le forze di sicurezza. Che cosa faresti?

    E i misteriosi banditi, nascosti alla vista sui casermoni, che sparano a caso sui partecipanti ai funerali assicurandosi un bagno di sangue plateale e sensazionale, facendo così salire inequivocabilmente il tono delle proteste e della pressione internazionale? Il regime di Bashar al-Assad non ha governato la Siria così a lungo perché era disattento o stupido.

    E mentre in passato c’erano regimi che potevano rimanere al potere per decenni anche grazie a un’inflessibile brutalità, spesso approvati dai partner dell'Occidente tacitamente complici, i regimi oggi hanno compreso a pieno il valore della leggerezza e della responsabilità nella nuova era dell’imperialismo giustificato dai diritti umani.

    L’articolo di Al Jazeera, 'Nove persone uccise' in Siria alle processioni per i funerali, “ancora una volta si affida solamente ai racconti dei testimoni oculari, molti dei quali desiderano rimanere anonimi" per raccontare la storia delle brutali azioni repressive del governo siriano.

    Dopo le bugie plateali e le esagerazioni nel descrivere le proteste egiziane di Al Jazeera, rivaleggiate solo dalla disonestà intellettuale della BBC, queste notizie vanno analizzate con discrezione. Così come nei recenti massacri in Yemen e i precedenti funerali in Siria, i manifestanti hanno parlato di misteriosi banditi, assoldati dalle forze di governo, disposti sui tetti per sparare ai partecipanti che venivano da tutta la nazione. Il governo ha confermato che "uno sconosciuto ‘gruppo armato’ ha sparato dai tetti ai dimostranti e alle forze di sicurezza."

    Al Jazeera ha incluso nell’articolo un resoconto da uno dei loro corrispondenti sul campo che ha affermato, "[La gente che stava marciando su un cavalcavia] è stata accolta da una grandinata di proiettili, molte persone sono rimaste sicuramente ferite proprio davanti a noi, le auto hanno fatto marcia indietro e ti posso dire che è stata una scena incredibilmente caotica, e mi sembrava che quasi tutti nella parte meridionale del paese adesso stiano imbracciando le armi. Non è chiaro a chi si spara e questo contribuisce al caos… ma un incidente davvero serio si sta verificando nel sud della nazione."

    Anche se in modo criptico, questo sembra corroborare le affermazioni del governo secondo cui non sono i soli ad avere le armi.

    Un bollettino della Reuters di recente ha parlato di "attivisti dei diritti" siriani che descrivono la violenza: "Oggi ci saranno i funerali e siamo preoccupati che, durante la cerimonia, ci sia ancora spargimento di sangue, che poi provocherà ancora proteste e morte. Tutto questo si sta trasformando in una valanga che diventa sempre più grande ogni giorno che passa. La rabbia sta crescendo, le strade ribollono."

    Durante le prossime manifestazioni ci potranno essere ancora delle vittime, ci saranno nuovi funerali, i cecchini di nascosto spareranno ai manifestanti e il cerchio si completerà - alcuni sperano - fino a che la rabbia e le circostanze creino le condizioni all’interno del regime di Assad per la sua deposizione o per fomentare un’insurrezione armata e l’intervento straniero, come già accaduto in Libia e in Costa d’Avorio.

    Forse questa è un’analisi fin troppo cinica, mentre potrebbe essere una coincidenza il fatto che i due regimi, Siria e Yemen, furono forzati a tenere una posizione morbida, così da sottovalutare gli eventi e poi schierare i cecchini per sparare a caso sui manifestanti, agitandoli sempre di più e provocando uno sdegno e una pressione ancora maggiori dei globalisti, desiderosi delle loro dimissioni. Anche le storie diffuse dal ‘mainstream’ sembrano essere critiche sul fatto che questi ‘massacri’ stiano facendo più male che bene e non siano utili agli interessi di Assad.

    Il titolo dell’articolo del Sydney Morning Herald, "Bagno di sangue: una nuova minaccia per Assad" è chiaro a sufficienza. Spiega che le recenti azioni repressive hanno lasciato il regime in bilico. Inoltre, sottolinea il rigido rimprovero delle affermazioni di Obama, "Invece di ascoltare il proprio popolo, il Presidente Assad sta incolpando persone che vengono dall’esterno e stanno cercando assistenza dall’Iran per reprimere i cittadini siriani con le stesse tattiche brutali utilizzate dai suoi alleati iraniani.''

    Ironicamente, le affermazioni di Assad secondo cui le proteste sono finanziate dall’estero hanno fatto centro e le misure repressive dell’Iran erano rivolte contro sovversivi finanziati dall’esterno.

    Naturalmente, non è certo la prima volta che i banditi misteriosi si sono fatti vivi nelle rivoluzioni colorate finanziate dall’estero, giusto per provocare ulteriori disordini o per tentare di estorcere le dimissioni da parte del governo. C’è un esempio illuminante dove non si possono trovare solamente le prove, ma addirittura le confessioni. Che anche in questo caso si possa parlare di una rivoluzione colorata finanziata dall’estero porta credito alla possibilità che questi banditi misteriosi in Siria e Yemen siano in realtà provocatori che seguono una regia comune, che cerca di aumentare il tasso di violenza e di scontro fino a che non venga raggiunto il cambio di regine o che venga giustificato un intervento dall’esterno.

    Studiando quest’esempio, potremmo decifrare meglio i resoconti criptici e non confermati che provengono dalla sempre più violenta “Primavera Araba” e possibilmente togliere questi strumenti odiosi dalle mani degli oligarchi finanziati dalle multinazionali.

    I banditi misteriosi svelati

    Dopo giorni passati a provocare le forze di sicurezza thailandesi per portarle a uno scontro violento con le camicie rosse del globalista Thaksin Shinawatra, i capi della protesta hanno davvero chiamato a raccolta le proprie fila per donare il sangue allo scopo di ricoprire gli edifici-chiave del governo in tutta la capitale thailandese, Bangkok.

    Questa rappresentazione raccapricciante prelude ai piani dei leader della protesta, sconosciuti persino ai seguaci più vicini. Il 10 aprile del 2010, dopo che i militari thaiandesi chiusero il network di propaganda di Thaksin, i capi della protesta portarono 200 uomini di fronte ai cancelli della prima base regionale dell’esercito, cercando di prendere d’assalto l’installazione.

    I leader dovevano aver compreso che l’assalto a una caserma militare ha una probabilità quasi certa di provocare l’uso della forza bruta. I militari thailandesi, invece, dispersero i manifestanti con idranti e proiettili di gomma.


    La bizzarra manifestazione ‘emo-cratica’ che precede le sparatorie del 10 aprile

    Quella notte fu presa la decisione di disperdere i manifestanti al “Monumento alla Democrazia" di Bangkok. Dopo il calar della notte, le truppe e i rivoltosi si sono schierati in posizioni vicine prima che le forze armate iniziassero l’avanzata sparando nel frattempo proiettili a salve.

    Un’operazione del tutto simile condotta l’anno precedente dallo stesso ufficiale in capo, il Colonnello Romklao, disperse i dimostranti senza uccidere (gli unici due morti furono due civili colpiti dagli spari dei manifestanti).

    In quest’occasione, con l’obbiettivo del bagno di sangue, un gruppo di misteriosi banditi entrò in azione con una combinazione di attacchi con granate e di fuoco di cecchini che uccise il Colonnello Romklao e altri sei soldati. Le truppe indietreggiarono immediatamente in modo disordinato, mentre i manifestanti furono presi dalla confusione e dall’adulazione. I banditi misteriosi si erano intrufolati nel corteo per sparare in maniera casuale alle truppe thailandesi che poi risposero al fuoco. In totale, morirono 23 persone.


    L’inizio dell’attacco con le granate e i cecchini, spiegato accuratamente da France24. I soldati stavano in effetti rispondendo al fuoco mentre si stavano ritirando. Per approfondire un punto di vista dei manifestanti, per favore guardate il video in cinque parti di Thaifaq che copre gli incidenti del 10 aprile.




    La copertura della CNN: malgrado altre dichiarazioni rilasciate alla stampa straniera dai capi della protesta, la CNN lascia gli spettatori con un messaggio intenzionalmente ambiguo. Le notizie tendenziose della CNN non sono una sorpresa, ma, quando è stata poi ripresa da uno sfogo di rabbia del pubblico thailandese, ha alla fine ammesso che in effetti c’erano persone armate tra i manifestanti.





    La ripresa di Al Jazeera che riprende i ‘misteriosi banditi’ con gli AK-47

    I manifestanti erano totalmente all’oscuro del tranello, mentre i responsabili della sicurezza nel corteo sembrano aver ricevuto ordini settoriali per tenere i manifestanti riuniti prima che venisse sferrato l’attacco. È improbabile che anche i responsabili della sicurezza sapessero che l’attacco stava per arrivare, dato che in molti si sono precipitati a proteggere i soldati a terra dai manifestanti più aggressivi, mentre le sparatorie proseguivano dappertutto.

    C’erano molto probabilmente dei membri del gruppo militante tra i dimostranti che stavano aprendo il fuoco verso il Colonello Romklao e la sua unità e sono stati notati alcuni raggi laser per indicare i soldati prima del fuoco dei cecchini.

    È abbastanza chiaro che una terza componente, ben addestrata e preparata, è stata coinvolta negli scontri e, diversamente dalla Siria e dallo Yemen dove solo pochi stranieri avventurosi e poche telecamere sono riusciti a diffondere le riprese, in questo caso sia professionisti che amatori, persone del posto e stranieri sono riusciti a registrare la bolgia. Le smentite iniziali fatte dai capi della protesta sono presto diventate confessioni frammentarie quando hanno iniziato a circolare i filmati che riprendevano questi ‘uomini in nero’.

    Il portavoce internazionale dei manifestanti, Sean Boonpracong, ha riferito alla Reuters che parti dell’esercito erano al fianco del loro movimento, tra cui i misteriosi cecchini vestiti di nero che hanno preso parte al bagno di sangue del 10 aprile. Egli ha anche affermato, "Sono un’unità segreta all’interno dell’esercito che è in disaccordo su come stanno andando le cose. Senza di loro, gli uomini in nero, ci sarebbero stati molti meno morti e feriti."

    Colui che è sospettato di essere il capo di questi cecchini, il generale rinnegato Khattiya Sawasdipol, conosciuto anche come Seh Daeng, ha deplorato le smentite iniziali, ammettendo di aver guidato 300 uomini armati e addestrati per gli scontri ravvicinati forniti di lanciagranate per le M79, prima di ritrattare le sue affermazioni nelle interviste successive.

    Dal 10 aprile e prima degli incendi dolosi devastanti che hanno segnato la fine delle proteste il 19 maggio, le sparatorie di giorno e di notte, gli attacchi con le granate e il fuoco dei cecchini si sono presi la vita di 91 persone. Tra queste, nove soldati e poliziotti, una donna uccisa da una granata M79 e almeno un dimostrante che è morto per le inalazioni di fumo mentre stava derubando un edificio che risplendeva dalle fiamme.

    I restanti 80 morti sono giornalisti, personale sanitario e manifestanti colpiti dal fuoco incrociato. Mentre gli attivisti, fino a oggi, cercano di descrivere questi eventi come il massacro di "91 dimostranti", è abbastanza chiaro che l’intervento dell’esercito è avvenuto contro un gruppo armato che agiva tra i manifestanti, fatto riportato anche dagli stessi leader della protesta.

    Per spiegare la necessità di un tale bagno di sangue, Sean Boonpracong, dopo aver ammesso che i banditi misteriosi stavano lavorando su indicazione del proprio movimento, ha fornito un’altra confessione mozzafiato in un'intervista del 24 aprile.

    Quando gli fu chiesto perché i capi della protesta avevano rifiutato l’offerta del governo di indire le elezioni entro nove mesi, rispose che, dopo gli incidenti del 10 aprile, sapevano che le mani del Primo Ministro Abhisit erano "macchiate di sangue" e che sarebbe stato meglio se il parlamento thailandese si fosse sciolto. Continuò affermando che le richieste della protesta erano adesso quelle di un immediato scioglimento e dell’abbandono del paese per il Primo Ministro Abhisit.

    Dopo aver ammesso che un gruppo armato ha partecipato al bagno di sangue del 10 aprile il portavoce della protesta Sean Boonpracong ci dà un approfondimento delle ragioni che stanno dietro al carnaio provocato intenzionalmente quella notte.

    Se queste richieste vi suonano familiari, è perché sono le stesse che sono state avanzate da ogni rivoluzione colorata, finanziata, corroborata e diretta dai globalisti, per iniziare dalle rivoluzioni rosa e arancione nell’Est Europa, l’odierna “Primavera araba” e oggi, ovviamente, la rivoluzione della camicie rosse in Thailandia. Il governo thailandese ha rifiutato di soddisfare queste richieste oclocratiche e ha riportato l’ordine all’interno del paese.

    Conclusione

    Con sufficiente chiarezza, attraverso questo vivido esempio corredato dalle ammissioni più sfrontate, possiamo capire come i ‘banditi misteriosi’ adempiano il proprio ruolo nella struttura complessiva di una rivoluzione colorata.

    La loro violenza serve a due scopi: per creare abbastanza caos e spargimento di sangue per forzare il governo a farsi da parte o per giustificare l’escalation di violenza tra gli insospettabili e regolari protestanti. In Siria, comprendiamo come questi banditi misteriosi adempiano il proprio dovere.

    In Thailandia, i leader con la camicia rossa hanno spesso avvertito che, se il governo avesse fallito nell’accoglimento delle loro richieste, ciò avrebbe provocato una guerriglia. Così come abbiamo visto in Libia e come potremmo presto aspettarci nella Costa d’Avorio, con un intervento straniero davvero ravvicinato.

    Le rivoluzioni colorate sono come micronazioni all’interno di un’altra. Hanno una loro leadership, una base di sostegno, una propria ideologia e proprie finanze. Così come la leadership di una nazione sfrutta i suoi soldati come pedine per il proprio tornaconto, lo stesso accade nelle rivoluzioni colorate. Proprio come il soldato è mandato inconsapevolmente a farsi del male, lo stesso accade per i manifestanti. Sospetteranno mai che i loro capi li irretiscono in una trappola sono per ricavarne un guadagno personale? Potranno mai questi "attivisti dei diritti" che in Siria sono finanziati e diretti da interessi stranieri portare i loro seguaci, tranello dopo tranello, a incrementare la spirale di violenza fino a un crescendo che sia capace di allontanare Assad dal potere? Sembra proprio così. E come i misteriosi banditi di Bangkok hanno dimostrato, tutto questo ha certamente degli antecedenti.

    Comprendere le componenti delle rivoluzioni colorate globaliste rende difficile scaricarne il peso sulle popolazioni locali per quanto vengano ben illustrate dai media internazionali. In ultima analisi, capendo il loro funzionamento, ci assicuriamo di non cader preda di questi trucchetti nefasti e terribili.

    Le soluzioni efficaci non vengono certo da un’urna, dalla distruzione delle nostre città o da un volantino di protesta. Derivano dall’educazione, da soluzioni tecniche pragmatiche e indipendenti. La gente dovrebbe resistere all’urgenza d’essere politicizzata e divisa; dovrebbe piuttosto focalizzarsi sulla costruzione di fondamenta che si basino sull’indipendenza economica e politica su cui poi potrà appoggiare le proprie comunità. Facendo questo, ci potremmo risparmiare lo spettacolo grottesco che va in scena dalla Tunisia alla Thailandia.

    Tony Cartalucci - Land Destroyer

    Fonte: http://www.informationclearinghouse.info

    Link: http://www.informationclearinghouse....ticle27949.htm

    23.04.2011

  3. #3
    bel 3d........
    ridendo e scherzando abbiamo fatto mezzogiorno

  4. #4
    Immagina di essere un regime assediato che combatte contro una marea montante di rivoltosi finanziata dall’estero.

    Il mondo vi sta guardando, un’altra nazione è già sottoposta a una strisciante invasione straniera per "aver dichiarato guerra alla sua gente", la tua nazione è stata avvertita che sarà la prossima, visto che sono 20 anni che è sulla lista d’attesa per il cambio di regime e la tua opposizione si sta radunando per bruciare i manifestanti morti dopo un recente scontro con le forze di sicurezza. Che cosa faresti?
    se fossi un dittatore illuminato certamente non sparerei sulla folla di rivoltosi che comunque sono parte del mio popolo
    cercherei di capire i motivi della protesta e accoglierei le richieste di democrazia e di liberta' anche se solo di una parte delle persone che sono tenuto a governare
    Ultima modifica di Amanda; 28-04-2011 alle 14:31
    Vik vive!

  5. #5
    Solamente dei complottisti incalliti o dei fans di Mandrake possono pensare ad un azione esterna da parte della CIA o del Mossad che abbia potuto attuare contemporaneamente tutte queste insurrezioni in Siria, Libia, Tunisia, Marocco, Bareyn, Egitto, Giordania, etc.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  6. #6
    Citazione Originariamente Scritto da Edric Visualizza Messaggio
    Solamente dei complottisti incalliti o dei fans di Mandrake possono pensare ad un azione esterna da parte della CIA o del Mossad che abbia potuto attuare contemporaneamente tutte queste insurrezioni in Siria, Libia, Tunisia, Marocco, Bareyn, Egitto, Giordania, etc.
    va bene.
    e perché?
    ridendo e scherzando abbiamo fatto mezzogiorno

  7. #7
    Citazione Originariamente Scritto da Edric Visualizza Messaggio
    Solamente dei complottisti incalliti o dei fans di Mandrake possono pensare ad un azione esterna da parte della CIA o del Mossad che abbia potuto attuare contemporaneamente tutte queste insurrezioni in Siria, Libia, Tunisia, Marocco, Bareyn, Egitto, Giordania, etc.
    questo avevo scritto io:

    pur non avendo la convinzione che dappertutto sia andata così (ma nella fallita rivoluzione tahilandese pare di sì) ritengo che lo scenario sia plausibile

    ora, supponendo che attuare questo piano in tutti quei paesi sia troppo complicato (o improbabile), è tuttavia possibile che in qualche paese sia successo proprio questo
    è anche possibile che una volta accesa la miccia da qualche parte l'icendio sia poi divampato autonomamente
    non è facile capire dove è provocato e dove spontaneo e in che misura le 2 cose si mescolino assieme
    fatto sta che in thailandia ci sono le prove che sia successo proprio questo

  8. #8
    Perchè richiederebbe una potenza divina, non credi?

    E poi perchè si trovavano sicuramente meglio con chi c'era prima (vedi Egitto, ad esempio); quindi sarebbe stato un atto masochistico.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  9. #9
    Citazione Originariamente Scritto da adry57 Visualizza Messaggio
    se fossi un dittatore illuminato certamente non sparerei sulla folla di rivoltosi che comunque sono parte del mio popolo
    cercherei di capire i motivi della protesta e accoglierei le richieste di democrazia e di liberta' anche se solo di una parte delle persone che sono tenuto a governare


    se sei un dittatore difficilmente sei anche "illuminato"

    ma se sei un dittatore non è detto che sei stupido

    mi spiego meglio: se sai di avere l'appoggio delle grosse potenze te ne freghi e spari sulla folla (non sarebbe nè la prima nè l'ultima volta), ma se sai che quelli non aspettano altro che un tuo errore per rovesciarti spareresti sulla folla?
    io credo di no
    e se spara qualcun'altro facendo in modo che sembri che hai sparato tu?

  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da Edric Visualizza Messaggio
    Perchè richiederebbe una potenza divina, non credi?

    E poi perchè si trovavano sicuramente meglio con chi c'era prima (vedi Egitto, ad esempio); quindi sarebbe stato un atto masochistico.

    quale potenza divina?
    mettere un paio di cecchini pronti a spargere sangue è così fantascientifico?
    sfruttare il malcontento di una parte della popolazione e finanziarne le iniziative è roba che non è alla portata di qualsiasi servizio segreto occidentale?

  11. #11
    Citazione Originariamente Scritto da Edric Visualizza Messaggio
    Perchè richiederebbe una potenza divina, non credi?

    E poi perchè si trovavano sicuramente meglio con chi c'era prima (vedi Egitto, ad esempio); quindi sarebbe stato un atto masochistico.
    cioè: la francia non voleva il petrolio libico?
    la francia voleva riequilibrare la potenza italiana in tunisia (ben alì era una nostra creazione)?
    gli usa non avevano alcun interesse a indebolire siria e yemen?
    ridendo e scherzando abbiamo fatto mezzogiorno

  12. #12
    E dello Yemen, del Bahrein, della Giordania, del Marocco, dell'Egitto?

    Io credo che ci siano stati un insieme di fattori più che una congiura:

    ...Tra queste sicuramente vi sono gli alti tassi di disoccupazione tra le classi colte, le politiche neo-liberiste e anti-sindacali di privatizzazione, la corruzione nelle alte sfere, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia, le difficoltà economiche causate dalla contrazione di posti di lavoro nei Paesi del Golfo e in Europa (grazie alla crisi mondiale del 2008), e decenni di frustrazione per le restrizioni politiche e economiche, e gli stili autoritari dei governanti...
    (Guerre Contro)

    Poi ci possono essere anche strategie politiche per mantenere i propri interessi e per cercare di governare i fenomeni ma, secondo me, hanno un origine spontanea che deriva dalla concomitanza di tanti fattori diversi. Come non si possono neanche liquidare le istanze portate avanti dai dimostranti o dagli insorti come se fossero irreali, ovvero come se questi non avessero dei buoni motivi per fare quello che cercano di fare.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  13. #13
    vero.
    ma secondo te nessuno ci ha guadagnato nulla?
    per farti un esempio: non trovi "strana" la fretta della francia di avviare un'azione contro la libia?
    ridendo e scherzando abbiamo fatto mezzogiorno

  14. #14
    doppione pardon
    Ultima modifica di Amanda; 28-04-2011 alle 15:20
    Vik vive!

  15. #15
    Citazione Originariamente Scritto da daitan Visualizza Messaggio
    se sei un dittatore difficilmente sei anche "illuminato"
    Un dittatore illuminato dal lume della ragione, e' quello che (furbamente) per evitare troppo malcontento e proteste, fa riforme favorevoli al popolo.





    e se spara qualcun'altro facendo in modo che sembri che hai sparato tu?
    ma non mi sembra che vi sia stata qualche azione isolata di qualche cecchino
    sinceramente mi sembra difficile che i rivoltosi si sparino addosso o si bombardino da soli
    Vik vive!

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