ho letto un'articolo che posto nel post successivo in cui si ipotizza che le varie rivoluzioni democratiche e colorata siano provocate ed eterodirette dall'estero
pur non avendo la convinzione che dappertutto sia andata così (ma nella fallita rivoluzione tahilandese pare di sì) ritengo che lo scenario sia plausibile
ovvero: se sono una forte potenza straniera e voglio rovesciare un regime che non ubbidisce più, come posso fare per non intervenire direttamente e per avere dalla mia parte sia una fetta di popolazione autoctona che l'opinione pubblica mondiale?
semplificando: si può finanziare e appoggiare movimenti di protesta che già esistono in loco e spingerli a organizzare una grande manifestazione, nel giorno fatidico si piazzano un pò di cecchini che sparino sui manifestanti (ma anche su soldati e/o forze dell'ordine presenti) in modo da aumentarne la rabbia e da suscitare la riprovazione mondiale verso la brutale repressione, si aspetta che la situazione degeneri e che i manifestanti stessi, assieme alla maggioranza dell'opinione pubblica mondiale, richiedano l'intervento straniero, ecco che si può entrare nel paese prescelto travestiti da salvatori
io non posso sapere come sono andate le cose in ogni paese, in che modo si mescoli la spontaneità e la preparazione, la rabbia e la violenza genuina degli oppressi e quella fomentata dagli stranieri, so però che la strategia della tensione è un metodo efficace per creare disordini e poi proporsi per risolverli
se voi foste a capo dei servizi segreti di un paese potente che vuole estendere la sua influenza su un'altro, il cui governo non si fa semplicemente comprare, se voi foste senza alcuno scrupolo e così chi sta a capo del vostro governo, che metodi utilizzereste per farlo?



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