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Discussione: Ungheria costituzione ultraconservatrice

  1. #1

    Ungheria costituzione ultraconservatrice

    Ungheria, Viktor Orbàn approva nuova costituzione ultraconservatrice





    In Ungheria la destra autoritaria e religiosa del partito Fidezs, del primo ministro Viktor Orbàn, dopo aver introdotto una controversa legge sul controllo dei media di informazione ha riscritto la Costituzione di Ungheria. Alle elezioni del 2010 Fidesz ottenne più dei due terzi dei seggi e ha così imposto una Carta in cui emergono discriminazioni formali per gay e minoranze etniche, riconoscimento dei soli valori cristiani e il divieto d’aborto.


    Economist: Hungary's controversial constitution
    Rainews24: L'Ungheria approva una costituzione
    Repubblica: Ungheria, Costituzione ultraconservatrice
    Giornalettismo: Contro gay e aborto, la Costituzione



    21 aprile 2011
    http://esteri.liquida.it/
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  2. #2
    Meno male che secondo alcuni lo status di Presidente di turno della UE per Orban l'avrebbe costretto ad essere più ragionevolmente democratico.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  3. #3
    E' tornato l'ammiraglio Horthy.
    E i prossimi potremmo essere noi.

  4. #4
    «Ordine e ingiustizia sociale:
    svolta autoritaria dell’Ungheria»


    di Paolo Valentino


    OMA — «Sono dispiaciuto per i miei connazionali. Con il passaggio della nuova Costituzione, si apre un periodo molto buio per l’Ungheria. La democrazia non è in pericolo, è finita: questo non è più un Paese democratico» . Al telefono da Budapest, il perfetto inglese di Gaspár Támás Miklós tradisce un tono grave e preoccupato. Filosofo della politica, leader morale dell’opposizione progressista, Támás è una delle voci più allarmate che si levano dall’intelighentsja ungherese contro Viktor Orban, il primo ministro che lui conosce molto bene per averci militato insieme ai tempi della dissidenza contro il regime comunista. «Questa Costituzione — spiega Támás— combina in modo originale due elementi: un testo legale neo-conservatore, che sospende ogni diritto sociale, direi un sogno thatcheriano realizzato. Dal diritto al welfare al principio del giusto compenso, ogni traccia di giustizia sociale scompare per far posto a una sostanza fortemente anti-egualitaria. L’altro elemento è quello autoritario, che centralizza il potere nelle mani dell’esecutivo, ridimensiona gli organi di controllo, limita la libertà di espressione. In altre parole, riduce il ruolo dello Stato nei rapporti sociali, ma lo aumenta a dismisura nel mantenimento dell’ordine» . Ma lei parla di fine della democrazia, non è esagerato? «Il testo costituzionale rende impossibile ogni cambiamento. Le faccio un esempio: il sistema fiscale, basato sulla flat tax del 16%, è stato scritto nella Costituzione. Come dire che nessun altro governo potrà mai cambiare la politica fiscale, poiché nessuno avrà mai più una maggioranza dei due terzi in Parlamento, anche perché la legge elettorale (anch’essa nella Costituzione) lo impedisce. Anche se il centro-sinistra dovesse vincere le elezioni, non potrà cambiare la politica di questo governo. C’è poi un punto filosofico di fondo: in contraddizione con la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo dell’Onu, i diritti non sono dichiarati come dati e naturali come nelle Costituzioni democratiche, ma sono condizionati a obblighi e compiti: per esempio, chiunque goda di un beneficio statale come la pensione o l’assistenza sanitaria, ne ha diritto, cito la Costituzione, solo se fa un’attività utile alla comunità, in base al giudizio dell’autorità statale. Quindi invece di diritti naturali, avremo diritti concessi dallo Stato» . Ma in Parlamento c’è un’opposizione, lei dice liberamente quello che pensa. Come fa a parlare di fine della democrazia? «Questo è un regime autoritario che ammette qualche forma di competizione parlamentare e una limitata libertà di stampa. Certo l’Ungheria non è la Bielorussia di Lukashenko. Ma il principio è lo stesso e la Costituzione è congegnata in modo tale da marginalizzare ogni tipo di opposizione» . Ma lei stesso dice che c’è una certa libertà di stampa… «Sì, sopravvivono piccoli giornali a diffusione limitata e qualche radio. Ma la televisione è assolutamente occupata dal governo, sia quella privata che quella pubblica. Internet è inondato da siti sciovinisti e nazionalisti» . Ma quanto potrà durare questa Ungheria nell’Unione Europea? «Assistiamo a sviluppi antidemocratici ovunque in Europa. Sarkozy e Berlusconi si inseriscono nello stesso trend. Ma Orban è stato più conseguente. Assisteremo a qualche reazione indignata, come quella del governo tedesco, ci sarà una condanna dell’Europarlamento, ma nulla di sostanziale» . La nazionalità estesa agli ungheresi oltre i confini, prevista dalla nuova Costituzione, creerà problemi e tensioni con i Paesi confinanti, come Romania e Slovacchia? «Io vengo dalla minoranza ungherese della Transilvania e conosco bene il problema. Alla classe politica rumena non importa nulla, gli slovacchi sono un po’ più preoccupati. Ma il nodo è di principio. Ad esempio, la Costituzione precedente diceva che lo Stato protegge la lingua ungherese e le lingue delle minoranze. Quella nuova protegge la lingua ungherese e basta. La giustificazione unica della cittadinanza è l’origine etnica: dalla comunità civica passiamo a quella etnica. Ciò è molto pericoloso» . Ci saranno reazioni nella società civile? «Ne sono sicuro. Il governo è così deciso e aggressivo nel liquidare ogni forma di libera espressione culturale e artistica, ci sono stati tagli di fondi e rimozioni a catena da tutte le istituzioni, che io prevedo il sorgere di una forte resistenza da parte di artisti, intellettuali e studenti. Ci saranno forme di ribellione politica. E poiché Orban è ora molto forte, grazie alla Costituzione, potrebbe anche prodursi una situazione di caos» .


    Corriere della Sera 22 aprile 2011
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  5. #5
    avete notato come i regimi cripto fascisti iniziano sempre allo stesso modo?
    1) legge bavaglio alla stampa
    2) cacciata stranieri
    3) riforma costituzionale

  6. #6
    Pogrom anti-rom in Ungheria
    Donne e bambini messi in fuga


    L’esodo dei civili minacciati dalle milizie di ultradestra

    di Maria Serena Natale


    Gli uomini restano, donne e bambini salgono sui pullman diretti al «campo estivo»: 277 rom in fuga da miliziani dell’estrema destra, in un’Ungheria che sembra aver riportato indietro le lancette di un secolo. È la prima volta dalla Seconda guerra mondiale che la Croce rossa evacua civili ungheresi minacciati da un’organizzazione paramilitare. Durante il weekend pasquale la c i t t a d i n a d i Gyöngyöspata, 2.800 abitanti ottanta chilometri a nord-est di Budapest, ospita un «campo di addestramento» del gruppo Vedero («Forza di difesa » ), che intende «migliorare la salute dei giovani magiari instillando in loro la disciplina militare» e dal suo sito Web invita i simpatizzanti a presentarsi in uniforme per lezioni di tiro al bersaglio e uso delle armi. Il tutto a un centinaio di metri dal quartiere che ospita i 450 membri della comunità rom. È da oltre un mese che a Gyöngyöspata e in altre località delle zone rurali Vedero e organizzazioni come la Guardia civile per un futuro migliore conducono pattugliamenti «per ristabilire l’ordine e difendere la maggioranza ungherese terrorizzata dalla criminalità zingara» — espressione ancora diffusa nelle aree dell’Europa centro-orientale dove un persistente pregiudizio anti-rom si salda all’avanzata di movimenti di estrema destra dichiaratamente razzisti. Fenomeno aggravato in Ungheria dalla recente approvazione di una Costituzione di prossima promulgazione, fiore all’occhiello del governo di centro-destra di Viktor Orbán, che cita l’ «etnicità» tra i valori fondanti dello Stato ed è accusata da Amnesty International di violare i diritti umani. Vedero è una delle organizzazioni paramilitari che gravitano nell’orbita del partito nazionalista Jobbik, entrato in Parlamento nel 2010 come terza forza. «Gyöngyöspata è un campo di battaglia, subiamo continue intimidazioni e abbiamo paura — denuncia il vice presidente del consiglio locale rom Janos Farkas —. Abbiamo mandato via i nostri figli perché qui non avrebbero preso sonno» . «Allarmismo — ribatte il capo di Vedero, Tamas Eszes— la criminalità rom è un problema ma il campo non si occuperà di questo. Ci accusano di razzismo, noi perpetuiamo l’antica tradizione ungherese dell’addestramento militare» . Ieri pomeriggio la polizia ha fermato alcuni miliziani e lo stesso Eszes: portato via in manette, ha urlato ai suoi di andare avanti. Il governo di Budapest, che ha fatto dell’integrazione dei rom uno dei temi principali dell’attuale presidenza di turno Ue e che ieri ha definito l’esodo una «provocazione politica» slegata dalle esercitazioni, ha annunciato multe di 100 mila fiorini (400 euro, un salario medio) per chiunque partecipi alle ronde. «Il mantenimento dell’ordine è monopolio dello Stato» , ha dichiarato il portavoce di Orbán annunciando un decreto anti-pattugliamenti. In Ungheria vivono 800 mila rom: una serie di attacchi ai campi nel 2008-2009 fece sei vittime. Solo poche aggressioni, denunciano gli attivisti, furono classificate come «crimini dell’odio» .


    Corriere della Sera 23 aprile 2011
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  7. #7
    Discriminate le minoranze non magiare.
    Evacuati nomadi per un campo paramilitare dell’ultradestra

    Ungheria, villaggio rom in fuga
    Amnesty denuncia la Costituzione


    Amnesty denuncia la nuova Costituzione ungherese: «Viola i diritti umani». L’opposizione chiede al presidente di non firmare il testo e prepara il referendum. E intanto i rom, minacciati dall’ultradestra, fuggono.

    di Marina Mastroluca


    Dopo aver visto le ronde per le strade di Gyongyospata e un campo d’addestramento di tre giorni alle porte del loro villaggio, hanno deciso di andarsene. Ieri la Croce rossa ha caricato 277 tra donne e bambini rom su cinque pullman, portandoli in un posto più sicuro, dove non ci fossero milizie armate determinate a «ristabilire l’ordine» contro «la criminalità tzigana». Vederoe, Forza di difesa, si chiama così l’organizzazione paramilitare che di esercita nell’uso delle armi ed è diventata il braccio armato del partito dell’ultra destra xenofoba d’Ungheria, Jobbik.

    «NAZIONE ETNICA»

    La polizia ha lasciato fare, come già in passato. E stavolta con qualche ragione in più. Da pochi giorni il parlamento con i voti della sola forza di maggioranza Fidesz ha approvato una nuova Costituzione che ha messo in allarme anche il segretario dell’Onu Ban Ki-moon. Oltre a indicare Dio e cristianesimo come «elementi unificanti» del Paese, a discriminare i gay, ad aprire la strada al divieto di abortire, la nuova Carta firmata dal premier Viktor Orban identifica la «nazione politica» con la nazione etnica, estendendo il diritto di voto agli ungheresi oltre confine: un pessimo segnale per le minoranze non magiare, a partire dai rom che già sono stati messi all’indice per statuto da partiti come Jobbik. Altro pessimo segnale, l’inclusione nella nuova Costituzione del cosiddetto diritto all’autodifesa, che poi non è altro che il diritto di possedere armi anche senza licenza. I rom di Gyongyospata hanno tirato le somme, anche se Jobbik non ha votato a favore della nuova Carta. Per quel che li riguarda potrebbe essere benissimo l’inizio di un’era di pogrom.

    Amnesty international denuncia la Costituzione ungherese perché «viola gli standard internazionali ed europei sui diritti umani» e cita in particolare i princìpi anti-aborto, la definizione del matrimonio come unione di uomo e donna, la mancanza di tutela contro le discriminazioni sessuali. Non sono solo questi in realtà i punti controversi. Il testo limita l’autonomia della magistratura e vincola il parlamento ad un Consiglio di bilancio legato alla Banca centrale, che avrà il potere di sciogliere le camere. Un «golpe», così la nuova Carta è stato definita dall’opposizione. «Siamo sulla strada per
    diventare una seconda Bielorussia», ha detto il leader socialista Ferenc Gyurcsany. Insieme ad altre organizzazioni il partito socialista ha chiesto al presidente Pal Schmitt di non firmare il testo, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1 ̊ gennaio. Gruppi della società civile si stanno organizzando per chiedere un referendum contro la nuova Costituzione.

    Il Consiglio d’Europa ha sollecitato l’invio di una missione in Ungheria per preparare un rapporto, esperti andranno a Budapest il prossimo 18 maggio. Ma in Europa è la sola Germania ad aver manifestato apertamente la sua preoccupazione, per il varo di un testo lontano dai valori Ue. Budapest ha respinto le critiche come «inaccettabili» interferenze. E i rom cambiano aria.


    l’Unità 23 aprile 2011
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  8. #8
    ++ UNGHERIA: PRESIDENTE SCHMITT FIRMA NUOVA COSTITUZIONE ++

    (ANSA) - BUDAPEST, 25 APR - In una cerimonia solenne ripresa
    in diretta dalla tv, il presidente ungherese Pal Schmitt ha
    firmato oggi la nuova Costituzione, votata la settimana scorsa
    in Parlamento dalla maggioranza di due terzi del governo
    conservatore del premier Viktor Orban. La nuova, controversa
    Costituzione e' stata criticata da piu' parti come
    ultraconservatrice. (ANSA).

    YY9-BUS
    25-APR-11 12:0

  9. #9
    Ma come hanno fatto quelli della Fidezs a prendere i 2/3 dei seggi? Legge elettorale maggioritaria o vasto consenso?

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