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Discussione: Il decreto affossa rinnovabili

  1. #1

    Il decreto affossa rinnovabili

    9 marzo 2011



    di Erasmo Venosi

    Il decreto di recepimento della direttiva sulle rinnovabili è stata l’occasione per l’affossamento delle energie rinnovabili e del fotovoltaico in particolare. Abbiamo assistito alla plateale ignoranza (?) del Ministro dello Sviluppo, nel dare le cifre sul costo delle rinnovabili. Un Ministro che, prescindendo dai dati resi pubblici dall’Autorità dell’energia Elettrica e del Gas (AEEG), che, tra l’altro, non ha mai mostrato simpatia per le energie rinnovabili. Il Ministro dello Sviluppo ha dichiarato che il loro costo era stato pari a 20 miliardi di euro, tra il 2009 e il 2010. L’AEEG, nell’ultima Relazione al Parlamento, ha dichiarato che gli oneri per le rinnovabili sono stati pari a 2,9 miliardi nel 2009 e 3,4 nel 2010. Un totale pari a 6,3 miliardi di euro molto inferiori ai 20 miliardi di euro dichiarati dal Ministro.

    La guerra alle rinnovabili ha una genesi antica. Oggi gli attacchi provengono da più parti: i nuclearisti, i sostenitori dei gas e del carbone nella generazione elettrica, e infine gli investimenti nella rete di trasmissione da parte di Terna. I nuclearisti hanno bisogno di garanzie e risorse pubbliche, e l’azione lobbystica si fonda sullo stravolgimento della legge delega, che sanciva il costo zero per lo Stato. Stravolto dall’art 17 del Dlgs 31/2010, che fornisce garanzie assicurative e finanziarie. Da aggiungere la priorità d’immissione in rete dell’energia elettrica dal nucleare, e il ritorno sugli investimenti, che vuol dire ammortamento dei costi e redditività garantita. Insomma l’equivalente dei buoni postali!

    Relativamente alle fonti fossili, desta stupore il grande eco mediatico con il Ministro dell’Ambiente e l’A.D. di Enel, sul cosiddetto carbone pulito della centrale di Brindisi. Le due centrali emettono circa 14 miliardi di biossido di carbonio. L’impianto sperimentale ne cattura in un anno 20.000 tonnellate, ovvero circa una tonnellata e mezza ogni mille emesse in atmosfera, ma tale quantità ha determinato la spettacolarizzazione dell’evento! In Europa, sommando rigassificatori e nuova capacità da metanodotti, arriviamo a 350 mld di mc di surplus (previsione di TOTAL in Echos del 16 giugno 2009), ovvero il doppio del fabbisogno incrementale prima della crisi! Il Ministro dello Sviluppo e AEEG spieghino perché le rinnovabili sono esose, mentre la sovra capacità di gas la si deve pagare. La delibera n.178/05 AEEG, all’art.13 “Misure per incentivare la realizzazione e l’utilizzo di nuovi terminali”, assicura per 20 anni, alle imprese, la copertura dei costi fissi di costruzione (circa il 90% del totale).

    Suggeriamo a chi volesse cantare la lagna del gas che manca di leggere le risultanze del “World Energy Congress” di Montreal e della “rivoluzione “ apportata dal gas naturale contenuto nelle formazioni geologiche argillose e dei rilevanti abbattimenti dei prezzi del gas.Un’ora di luce di una lampada è prodotta per i primi 44 minuti da una fonte fossile, 8 da energia idroelettrica, 7 è energia importata, e l’ultimo minuto è energia che deriva da geotermico, eolico, biomassa e fotovoltaico. Sono passati 27 anni dalla legge 308 che parlava di rinnovabili, e tre piani energetici, ma il Paese rimane prigioniero di carbone, petrolio e gas!

    Le rinnovabili si affossano anche per non interferire sui piani d’investimenti nelle reti elettriche. Nel “Disciplinare di concessione“, sottoscritto da Enel e Ministero dell’Industria nel 1995, erano obblighi di Enel gli investimenti nella rete di trasmissione di distribuzione. Gli investimenti di Terna (li controlla Enel in quel periodo) tra il 1998 e il 2002, si ridussero a un terzo (164 mln di euro) rispetto ai 10 anni precedenti. Le linee di trasmissione sono state concepite per trasportare energia su percorsi di ottimizzazione tecnica, e con lo scopo di risparmiare sui costi. Per tale motivo oggi, in un settore liberalizzato, le reti sono sottodimensionate. Questo determina l’aumento dei casi di congestione. Inoltre, la maggior parte delle reti di distribuzione sono costruite e gestite per un esercizio passivo. Tutto dipende, quindi, dalla volontà politica di modificare il mix di offerta energetica, coerentemente con il Protocollo di Kyoto, le decisioni dell’UE per il 2020, rese operative e obbligatorie dalla nuova direttiva ETS.

    Tutto questo richiederebbe “amore“ per il Paese. Inutile sperare in una classe dirigente, che esulta per il digitale terrestre, mentre affossa gli investimenti nelle fibre ottiche, non valorizza le tecnologie digitali per le imprese e la pubblica amministrazione, e fonda la politica industriale prevalentemente sull’aerospaziale.

    Pubblicato l’8 marzo 2011 sul quotidiano ecologista Terra.

    Fonte: Guerre Contro
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  2. #2
    Tanto non le vuole nessuno.

    O meglio tutti,a patto che non sia nel loro orto
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

  3. #3
    Citazione Originariamente Scritto da taccaromiceto Visualizza Messaggio
    Tanto non le vuole nessuno.

    O meglio tutti,a patto che non sia nel loro orto
    Vedremo tra qualche mese, quando ci sarà il referendum anche sul nucleare.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  4. #4
    La situazione non è diversa.

    Usiamo tranquillamente l'energia nucleare prodotta nel giardino degli altri (Francia/Svizzera/Germania),ma sicuramente vieteremo di farlo nel nostro giardino.

    Purtoppo,il non aver fatto capire ''chi comanda'' ai no tav,ha creato il precedente fermando di fatto l'ammodernamento del paese.

    Non c'è opera che non sia osteggiata da chi risiede nelle vicinanze:

    Dalle centrali nucleari alle piste di go kart (paesino in provincia di RE),passando per:

    Discariche
    Rigassificatori
    Antenne
    Basi militari
    Ponti
    Gallerie
    Zoo Safari
    Tav
    Depuratori
    Centrali elettriche
    Impianti fotovoltaici
    Arterie stradali
    Ipianti eolici

    ecc ecc.

    Sottolineo,una vera METASTASI per lo sviluppo economico ed infrastrutturale del paese.


    Solo per rinfrescarti la memoria:

    http://www.metaforum.it/showthread.p...sificatoi-e-cc)
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

  5. #5
    Il problema 'non nel mio giardino' in Italia esiste. Non si può negare.

    Anche se viene da chiedersi come mai il cablaggio a fibra ottica che non ha nessun 'impatto sui giardini' non sia un infrastruttura che venga realizzata da questo governo.

    Quanto al nucleare c'è qualcosa di più oltre a 'non nel mio giardino'.

    Intanto i costi di realizzazione del ERP nelle uniche due centrali al mondo che sono in costruzione con questa tecnologia hanno già visto raddoppiare i loro costi (ed essendo solo 2 non possono non essere considerate dei prototipi).

    Unico caso al mondo: è stato lanciato un allarme sulla loro pericolosità un anno fa da 3 Agenzie Nucleari (che nei paesi normali sono organismi indipendenti) in contemporanea.

    La tecnologia impiegata non è nuova: risale agli anni '50. La novità sta nello super sfruttamento del nocciolo, e li anche la sua pericolosità di esplosione.

    I rifiuti sono si molto più compatti ma molto più radiattivi perchè l'uranio deve essere arricchito al 35% per funzionare.

    Tutti i paesi che aveva ordinato l'EPR dell'Areva (Canada, USA, India, etc.) hanno deciso di ritirare i loro ordini e di non acquistarli più.

    La Siemens che era nel progetto con Areva si è ritirata.

    Queste le prime cose che mi vengono in mente. Scriverò prossimamente più a lungo e in dettaglio, documentando tutte le fonti.

    Quindi non solo non si capisce perchè bisogna investire nel nucleare, ma neppure perchè proprio in quel nucleare che non vuole nessuno tranne Berlusconi, la sua cricca, e la società Areva, naturalmente, insieme a ENEL.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

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  6. #6
    Ma guarda che il nucleare in questo discorso ce lo hai messo tu.

    Io stavo parlando di rinnovabili.


    Scrivendo: tanto nel loro giardino non le vuole nessuno.

    Adesso bisogna capre se sei daccordo con me,quando affermo che per stroncare questo circolo vizioso,si deve intervenire con la giusta veemenza,per poter ristabilire l'ordine gerarchico nel paese

    Stato
    Regione
    Provincia
    Comune.

    Non il contrario come ora.

    Partendo proprio dalla Val di Susa
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

  7. #7
    Ristabilire l'ordine gerarchico significa ripristinare la centralità dello Stato. E sopra lo Stato, l'Unione Europea.

    Io sono d'accordo sul fatto che siano necessarie delle scelte strategiche e che devono essere fatte rispettare. Sono d'accordo che ci siano interessi collettivi che vengono prima degli interessi individuali. A patto che ciò che viene realizzato sia veramente utile, e quindi non procuri danni collettivi ed individuali, e che sia compatibile con la salute e con la tutela dell'ambiente.

    La tutela dell'ambiente, ad esempio, è un bene collettivo che dovrebbe essere considerato prioritario.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  8. #8
    Come può un contadino della Val di Susa, stabilire se la TAV sia un'opera utile o no?

    Per questo c'è la commisisone europea che stanzia i fondi a patto che l'interesse collettivo sia superiore a quello dei singoli,e che l'impatto ambientale sia il più contenuto possibile.

    Con la Tav c'è stato un caso unico al mondo!

    Una montagna in cui dal versante francese (dove lo scavo c'è già) non hanno trovato un micron di amianto,mentre sul versante italiano (prima di cominciare il traforo) l'amianto sembra esserci a tonnellate.

    Curioso eh?

    Che dire poi sulla tutela della salute?

    La gente della Val di Susa afferma che potrebbe essere potenziata la rete già esistente,dimenticando di fatto che passano per il centro di molti comuni.

    Ssono scordati quello che è successo a Viareggo 2 anni fa.

    Curioso eh?
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

  9. #9
    Citazione Originariamente Scritto da taccaromiceto Visualizza Messaggio
    Come può un contadino della Val di Susa, stabilire se la TAV sia un'opera utile o no?

    Per questo c'è la commisisone europea che stanzia i fondi a patto che l'interesse collettivo sia superiore a quello dei singoli,e che l'impatto ambientale sia il più contenuto possibile.

    Con la Tav c'è stato un caso unico al mondo!

    Una montagna in cui dal versante francese (dove lo scavo c'è già) non hanno trovato un micron di amianto,mentre sul versante italiano (prima di cominciare il traforo) l'amianto sembra esserci a tonnellate.

    Curioso eh?

    Che dire poi sulla tutela della salute?

    La gente della Val di Susa afferma che potrebbe essere potenziata la rete già esistente,dimenticando di fatto che passano per il centro di molti comuni.

    Ssono scordati quello che è successo a Viareggo 2 anni fa.

    Curioso eh?
    Non devi convincere me. Io sono favorevole alla TAV. A condizione che venga fatta con tutti i crismi, con tutte le garanzie, e a costi europei.
    Cmq, questa volta sei tu che sposti il discorso. Si parlava di rinnovabili e ritorni a parlare del problema del 'mio giardino' che, come ho già detto, esiste anche per me.
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

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