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Discussione: Europa xenofoba

  1. #1

    Europa xenofoba

    Europa xenofoba

    Manuel Castells

    Il problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l’82 per cento dei francesi che lo applaude.

    È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.

    Gli svizzeri sono stati più diretti, approvando per referendum il divieto di costruire nuovi minareti. A tedeschi e francesi sarebbe piaciuto imitarli. Il divieto di indossare il velo integrale per strada (Francia, Italia) o negli edifici pubblici (Catalogna) è un’espressione di razzismo e intolleranza mascherata da difesa delle donne (a cui peraltro non si chiede nemmeno un parere). Anche se le persone esplicitamente razziste sono una minoranza, la xenofobia è in rapido aumento e sta diventando un atteggiamento maggioritario in tutt’Europa.

    Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento. Gli studi dimostrano che la xenofobia ha un fondo di razzismo. Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.

    Ma a essere rifiutate sono solo certe culture e certe etnie. In Spagna c’è rispetto per i tedeschi, gli inglesi o i francesi, mentre i rom continuano a essere vittime della discriminazione e dell’ostilità popolare. Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.

    In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa. In questo cocktail d’intolleranza, l’ostilità all’islam è l’ingrediente principale, legato al marchio d’infamia di essere potenziali terroristi. Il 55 per cento dei musulmani europei si sente sempre più discriminato. Con 25 milioni di musulmani nei paesi dell’Unione europea, concentrati nelle grandi città, lo scontro religioso-culturale può far temere il peggio. I politici incitano o tollerano la xenofobia per meschini interessi elettorali. Alcuni lo fanno per guadagnare voti, altri per non perderli. È un atteggiamento comune a quasi tutti i partiti e a tutti i paesi, salvo poche eccezioni.

    Le cause di questo aumento della xenofobia sono note, perché ci sono molte ricerche sull’argomento. La prima è la crisi economica e l’aumento della disoccupazione. Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi. Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.

    La delinquenza, piccola o grande che sia, è associata all’immigrazione. Tutte idee senza fondamento. In Spagna, per esempio, l’immigrazione è stata un fattore molto positivo per la crescita tra il 1995 e il 2005: ha contribuito ad aumentare l’offerta di lavoro e la domanda di beni e servizi per i nuovi residenti. Il tasso di delinquenza è più alto tra la popolazione autoctona che non tra gli immigrati, tenuto conto dell’effetto dell’età. Ma non insisterò nel contrapporre dati a emozioni, perché non si tratta di un problema di conoscenza ma di sensazioni. E tra le sensazioni prevale la paura: paura di una globalizzazione incontrollata, di un’identità culturale minacciata, di un’economia in crisi e dell’insicurezza del lavoro.

    Ma perché dovremmo preoccuparci dell’ondata di razzismo e intolleranza che attraversa l’Europa? Dato che quanto restava dell’amore cristiano per il prossimo se l’è portato via lo scandalo dei preti pedofili e dato che i diritti umani sono rimasti tali solo per i benestanti, perché non chiuderci in trincea, far rispettare le nostre leggi e i nostri costumi e tenere per noi i posti di lavoro, l’istruzione pubblica e la sanità?

    Prima di tutto perché non possiamo: non c’è economia europea (salvo quelle scandinave) che potrebbe resistere, sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro. Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.

    E terzo, perché non si tratta solo di immigrati, ma di minoranze etniche e culturali ormai radicate in Europa. Obbligarli a rinunciare alla loro identità è una provocazione che rischia di alimentare uno scontro tra milioni di persone e reazioni estreme. In nome di cosa la religione islamica è dichiarata estranea alla nostra cultura? Stiamo tornando alle guerre di religione?

    Insomma, venire meno alla tolleranza e al rispetto dell’altro che ci inorgoglivano come europei è un viaggio senza ritorno. In un mondo interdipendente, con un’economia in crisi, mentre cerchiamo investitori cinesi per salvare l’industria dell’auto e capitali arabi per riportare a galla le banche, in un pianeta in cui l’Europa rappresenta il 15 per cento della popolazione, ci resta solo il rispetto dei valori di tolleranza e di pace per farci sopravvivere in un ambiente competitivo e violento. Male che vada, perderemo.

    La nostra ultima speranza è conquistare il rispetto del nuovo mondo grazie al nostro valore morale.


    30 settembre 2010
    www.internazionale.it
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  2. #2
    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Europa xenofoba

    Manuel Castells


    È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.

    La nostra ultima speranza è conquistare il rispetto del nuovo mondo grazie al nostro valore morale.


    30 settembre 2010
    www.internazionale.it
    su questo abbiamo ormai abbondantemente perso: di cosa ci lamentiamo visto che stiamo acquistando sempre di più lo sguardo del "nemico" culturalmente ed eticamente e traformando la democrazia in qualcosa di amorfo e ibrido. Forse la vera ragione del razzismo è anche questa: tolleriamo sempre meno l'identificazione e l'immagine che l'altro riflette di noi

  3. #3
    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Il problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l'82 per cento dei francesi che lo applaude.
    Ci saranno dei buoni motivi per cui quel'82% lo applaude.

    [*******]

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento.
    Ci saranno dei buoni motivi per cui il 75% degli spagnoli vorrebbero leggi più restrittive sull'immigrazione, e secondo me, uno di questi è la disoccupazione dilagante che s'aggira sul 20% e di conseguenza gli immigrati rubano lavoro agli spagnoli i quali dovrebbero avere il diritto di precedenza per accedere al mondo di lavoro.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.
    Proprio per il fatto che ci sono culture ed etnie diverse, che molto spesso sono incompatibili fra loro, è assolutamente necessario che ognuno resti a casa propria, onde evitare tensioni, di ogni tipo, legati al malcontento popolare che si trasforma in rabbia ed, a volte, anche in disperazione.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    In Spagna c’è rispetto per i tedeschi, gli inglesi o i francesi, mentre i rom continuano a essere vittime della discriminazione e dell’ostilità popolare.
    I tedeschi, gli inglesi e i francesi, sono normalmente civilizzati, ovvero non dimostrano alcun problema a rispettare le leggi del paese comunitario che li ospita, mentre i rom disprezzano le leggi, creando campi abusivi ed illegali, e sono dediti a furti, rapine, scippi poiché si rifiutano categoricamente di inserirsi normalmente nella società, adottando lo stesso tipo di vita che hanno i nativi di un certo determinato paese comunitario.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.
    I francesi 'purosangue' hanno il sacrosanto diritto di rimanere cittadini francesi. Non c'è nulla da eccepire sulla legge di Sarkozy.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa.
    Il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità sul fatto che l'immigrato sia irregolare in quanto è soltanto sua la responsabilità di procurarsi un permesso di soggiorno regolare.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Il 55 per cento dei musulmani europei si sente sempre più discriminato. Con 25 milioni di musulmani nei paesi dell’Unione europea, concentrati nelle grandi città,
    Nessuno li ha obbligati a venire qui, quindi se non gradiscono la nostra ospitalità, sono liberi di andarsene e ritornare a casa loro.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi.
    E' proprio vero, gli immigrati giocano sui ribassi dei salari e stipendi. Loro accettano anche di lavorare 10-12 ore quotidiane per 200-300 euro al mese di meno rispetto agli stipendi normali che i nativi percepiscono.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.
    E' proprio vero. Gli immigrati non conosco la lingua locale e di conseguenza ostacolano il proseguimento normale dei programmi scolastici e a loro volta comportano il degrado delle scuole pubbliche.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro.
    Per far in modo che i nativi possano accettare qualsiasi lavoro, bisognerebbe prima di tutto, rimandare a casa tutti gli immigrati irregolari, e regolari e senza lavoro, e nello stesso tempo prevedere delle agevolazioni fiscali sia per il datore di lavoro, sia per il lavoratore nativo assunto, che permettano loro di guadagnare molto di più, per invogliare i disoccupati nativi ad accettare qualsiasi lavoro poiché potrebbero guadagnare sufficientemente per vivere dignitosamente.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.
    Gli immigrati hanno la responsabilità diretta di migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d'origine, non ha alcuna importanza come e quando, l'importante è che non vengano qui.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    In nome di cosa la religione islamica è dichiarata estranea alla nostra cultura? Stiamo tornando alle guerre di religione?
    No. Come già accennato sopra, in Arabia Saudita, il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza se gli immigrati musulmani non gradiscono la nostra ospitalità che se ne vadano laggiù, troveranno sicuramente il paradiso.

  4. #4
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    Il problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l’82 per cento dei francesi che lo applaude.
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Ci saranno dei buoni motivi per cui quel'82% lo applaude.
    Che ci siano dei motivi non lo metto in dubbio. Che siano anche buoni, resta da dimostrare

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    La frase di cui sopra, evidenziata in grassetto, è palesemente idiota. Molti non sanno che, ad esempio, in Arabia Saudita il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza, mi sembra doveroso render loro pan per focaccia ponendo divieti del richiamo dei muezzin, ma sarebbe ancora più giusto, proibire il culto musulmano per legge. Proibire di indossare il burqa, il niqab e la costruzione di minareti, sono soluzioni molto morbide. Ci vuole il pugno di ferro, in un ottica di uguaglianza, poiché come in Arabia Saudita è proibito essere cristiani, anche da noi dovrebbe essere proibito essere musulmani, di conseguenza si risolverebbe la secolare disparità di trattamento tra i paesi cristiani e musulmani e nello stesso tempo si potrebbe evitare l'immigrazione selvaggia dei musulmani che fra questi taluni potrebbero essere anche molto pericolosi dal punto di vista dell'ordine pubblico (terrorismo).
    Vedo che per Padania l’Arabia Saudita costituisce il modello di riferimento. Buono a sapersi.


    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio

    Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento. Gli studi dimostrano che la xenofobia ha un fondo di razzismo. Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Ci saranno dei buoni motivi per cui il 75% degli spagnoli vorrebbero leggi più restrittive sull'immigrazione, e secondo me, uno di questi è la disoccupazione dilagante che s'aggira sul 20% e di conseguenza gli immigrati rubano lavoro agli spagnoli i quali dovrebbero avere il diritto di precedenza per accedere al mondo di lavoro.
    Che sono un po’ i discorsi che si facevano nei confronti degli italiani, tra i quali moltissimi veneti, bergamaschi e bresciani, che emigravano nel Nord Europa e in America.
    Ma mi interesserebbe sapere se, a parere di Padania, un imprenditore è libero o no di assumere chi vuole, nella sua Azienda.


    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    I francesi 'purosangue' hanno il sacrosanto diritto di rimanere cittadini francesi. Non c'è nulla da eccepire sulla legge di Sarkozy.
    E invece c’è parecchio da eccepire caro Padania. Non esistono cittadini di Serie A e cittadini di Serie B. I diritti legati alla cittadinanza sono legati alla cittadinanza, non ad altro. A proposito: cosa intendi per “francese purosangue”? Facciamo qualche esempio: Zidane e Yves Montand sono francesi o sono revocabili?
    (Lo so che Yves Montand è morto e non è revocabile: è il principio che conta).

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa.
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità sul fatto che l'immigrato sia irregolare in quanto è soltanto sua la responsabilità di procurarsi un permesso di soggiorno regolare.
    Direi proprio di no. Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare i dati anagrafici del lavoratore e i dati relativi al permesso di soggiorno, nel caso di lavoratore extracomunitario.
    Informarsi, please, prima di dare aria ai denti.

    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi. Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.

    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    E' proprio vero, gli immigrati giocano sui ribassi dei salari e stipendi. Loro accettano anche di lavorare 10-12 ore quotidiane per 200-300 euro al mese di meno rispetto agli stipendi normali che i nativi percepiscono.
    Gli immigrati non conosco la lingua locale e di conseguenza ostacolano il proseguimento normale dei programmi scolastici e a loro volta comportano il degrado delle scuole pubbliche.
    Secondo Padania sono gli immigrati che giocano sui bassi salari e sulla disponibilità. Non i datori di lavoro che sfruttano la situazione e dicono al maghrebino di turno: caro Alì, o così o pomì.
    Rimando a quanto dicevo prima sugli emigrati italiani, ribadendo l’alta percentuale di veneti, bergamaschi e bresciani.

    Riguardo le scuole: la soluzione sta nel mettere i figli degli immigrati in grado di conoscere la lingua italiana. Questo è compito dell’istituzione scolastica: si dia da fare, invece che tappezzare le scuole con la Maria Giovanna.

    E per finire altre due perle padane.

    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Gli immigrati hanno la responsabilità diretta di migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d'origine, non ha alcuna importanza come e quando, l'importante è che non vengano qui.

    No. Come già accennato sopra, in Arabia Saudita, il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza se gli immigrati musulmani non gradiscono la nostra ospitalità che se ne vadano laggiù, troveranno sicuramente il paradiso.
    Già commentate prima. A parte il fatto che la responsabilità di migliorare le condizioni di vita nei paesi d’origine sta più alle classi dirigenti che non ai poveretti.
    E poi è bello vedere la conferma che l’Arabia Saudita costituisce, per i nostri Padani, un modello da imitare.

  5. #5
    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Che siano anche buoni, resta da dimostrare
    Se si tratta di legittima difesa contro il rischio di furti, rapine e scippi sono buoni motivi.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Vedo che per Padania l’Arabia Saudita costituisce il modello di riferimento. Buono a sapersi.
    Non è il modello di riferimento, è l'esempio di riferimento sulla proibizione per legge saudita del culto cristiano.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Che sono un po’ i discorsi che si facevano nei confronti degli italiani, tra i quali moltissimi veneti, bergamaschi e bresciani, che emigravano nel Nord Europa e in America.
    Questo avveniva agli inizi del '900. Ormai non ci sono più i presupposti poiché negli ultimi decenni la Padania ha notevolmente migliorato le condizioni di vita e di conseguenza l'emigrazione dei veneti, bergamaschi e bresciani si è notevolmente ridotta al minimo.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Ma mi interesserebbe sapere se, a parere di Padania, un imprenditore è libero o no di assumere chi vuole, nella sua Azienda.
    Dovrebbero essere previsti delle agevolazioni fiscali per l'imprenditore che assume un lavoratore nativo, per invogliarlo ad assumerlo con la prospettiva di poter guadagnare di più tramite gli sconti fiscali.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    E invece c’è parecchio da eccepire caro Padania. Non esistono cittadini di Serie A e cittadini di Serie B. I diritti legati alla cittadinanza sono legati alla cittadinanza, non ad altro. A proposito: cosa intendi per “francese purosangue”? Facciamo qualche esempio: Zidane e Yves Montand sono francesi o sono revocabili?
    (Lo so che Yves Montand è morto e non è revocabile: è il principio che conta).
    Non desidero entrare in modo più approfondito in questioni che sono puramente ed esclusivamente francesi, in quanto loro stessi possedevano colonie e hanno assorbito i cittadini colonizzati. Comunque in linea generale, la legge di Sarkozy, è giusta per principio.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Direi proprio di no. Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare i dati anagrafici del lavoratore e i dati relativi al permesso di soggiorno, nel caso di lavoratore extracomunitario.
    Informarsi, please, prima di dare aria ai denti.
    L'immigrato ha comunque la diretta responsabilità ed il dovere di avere i documenti in regola, non il datore di lavoro.


    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Secondo Padania sono gli immigrati che giocano sui bassi salari e sulla disponibilità. Non i datori di lavoro che sfruttano la situazione e dicono al maghrebino di turno: caro Alì, o così o pomì.
    Su questo fenomeno bisognerebbe lavorarci su per evitare le armi a doppio taglio di questo tipo.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Riguardo le scuole: la soluzione sta nel mettere i figli degli immigrati in grado di conoscere la lingua italiana. Questo è compito dell’istituzione scolastica: si dia da fare, invece che tappezzare le scuole con la Maria Giovanna.
    No. I figli di immigrati devono conoscere già la lingua prima di iscriversi a scuola. Sarebbe opportuno creare dei test d'ammissione per individuare coloro che sono sufficientemente a conoscenza della lingua per porre il nulla osta alla loro relativa iscrizione.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    A parte il fatto che la responsabilità di migliorare le condizioni di vita nei paesi d’origine sta più alle classi dirigenti che non ai poveretti.
    Normalmente lo sviluppo economico parte dal basso verso l'alto, ma la cosa più importante è la mentalità e la cultura dello stesso popolo che accetta passivamente di vivere nella miseria, sfruttando l'assistenzialismo statale, e senza andare a lavorare (per esempio i meridionali).

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    E poi è bello vedere la conferma che l’Arabia Saudita costituisce, per i nostri Padani, un modello da imitare.
    Figurarsi se vogliamo minareti, moschee, chador, burqa e niqab in Padania.

  6. #6
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    Quando uno scrive che dobbiamo comportarci come in Arabia Saudita, evidentemente per quel tizio l'Arabia Saudita costituisce un modello.
    Come facciano i figli degli immigrati a conoscere la lingua prima di andare a scuola è un mistero della Fede.
    Normalmente in altri Stati si provvede all'insegnamento a cura delle autorità scolastiche.
    Che lo sviluppo economico parta dal basso verso l'alto è un'idea molto suggestiva: sono i manovali ad essere responsabili dello sviluppo economico di un Paese, mica gli imprenditori. Se ne impara una nuova ogni giorno.

  7. #7
    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Quando uno scrive che dobbiamo comportarci come in Arabia Saudita, evidentemente per quel tizio l'Arabia Saudita costituisce un modello.
    Evidentemente non hai capito il concetto, forse per la tua incapacità intellettuale?

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Come facciano i figli degli immigrati a conoscere la lingua prima di andare a scuola è un mistero della Fede.
    Non è un problema nostro. L'importante è che non devono ostacolare il normale svolgimento e proseguimento dei programmi scolastici prestabiliti, altrimenti restano fuori.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Normalmente in altri Stati si provvede all'insegnamento a cura delle autorità scolastiche.
    A spese del contribuente. Cosa che preferiamo evitare di tartassare ulteriormente i cittadini padani, già afflitti dall'enorme assistenzialismo regalato ai meridionali.


    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Che lo sviluppo economico parta dal basso verso l'alto è un'idea molto suggestiva
    I manovali, o comunque, tutti gli operai ed impiegati percepiscono un certo stipendio con il quale spendono nei consumi e/o servizi che a loro volta danno un profitto agli imprenditori che vendono loro i prodotti e/o servizi.

    Quindi, non è responsabilità nostra se i cittadini dei paesi poveri non percepiscono uno stipendio adeguato per vivere dignitosamente. Se a loro non va bene, non devono venire qui e nello stesso tempo devono lottare, rimanendo a casa loro, contro i loro stessi governi. Noi non abbiamo il dovere di accollarsi il loro peso sulle nostre spalle.

    Noi cittadini padani abbiamo migliorato il nostro tenore di vita attraverso gli ultimi decenni, grazie alla nostra ferrea volontà di avere stipendi adeguati per vivere meglio, e siamo riusciti ad ottenerli attraverso scioperi e manifestazioni, soprattutto negli anni '60 e '70. Questo è un esempio che gli immigrati dovrebbero imitare nei loro paesi d'origine, ma invece di lottare a casa propria, scappano e vengono qui. Di conseguenza, i loro paesi d'origine resteranno sempre poveri e l'immigrazione diventerà sempre di più allarmante e preoccupante e quindi un gravissimo problema.

  8. #8
    Ma perché dovremmo preoccuparci dell’ondata di razzismo e intolleranza che attraversa l’Europa? Dato che quanto restava dell’amore cristiano per il prossimo se l’è portato via lo scandalo dei preti pedofili e dato che i diritti umani sono rimasti tali solo per i benestanti, perché non chiuderci in trincea, far rispettare le nostre leggi e i nostri costumi e tenere per noi i posti di lavoro, l’istruzione pubblica e la sanità?

    Prima di tutto perché non possiamo: non c’è economia europea (salvo quelle scandinave) che potrebbe resistere, sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro. Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.
    Quello che ho messo in grassetto sembra un elogio della schiavitù: gli immigrati ci convengono perchè accettano qualsiasi lavoro.

  9. #9
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Il datore di lavoro non ha alcuna responsabilità sul fatto che l'immigrato sia irregolare in quanto è soltanto sua la responsabilità di procurarsi un permesso di soggiorno regolare.
    Col cavolo, il datore di lavoro deve controllare che il lavoratore straniero abbia il permesso di soggiorno, se non lo fa è responsabile di avere assunto un clandestino. Non c'è nulla di peggio degli ipocriti che assumono clandestini e poi si lamentano che ci sono i clandestini.

  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    La frase di cui sopra, evidenziata in grassetto, è palesemente idiota. Molti non sanno che, ad esempio, in Arabia Saudita il culto cristiano è proibito per legge. Di conseguenza, mi sembra doveroso render loro pan per focaccia ponendo divieti del richiamo dei muezzin, ma sarebbe ancora più giusto, proibire il culto musulmano per legge. Proibire di indossare il burqa, il niqab e la costruzione di minareti, sono soluzioni molto morbide. Ci vuole il pugno di ferro, in un ottica di uguaglianza, poiché come in Arabia Saudita è proibito essere cristiani, anche da noi dovrebbe essere proibito essere musulmani, di conseguenza si risolverebbe la secolare disparità di trattamento tra i paesi cristiani e musulmani e nello stesso tempo si potrebbe evitare l'immigrazione selvaggia dei musulmani che fra questi taluni potrebbero essere anche molto pericolosi dal punto di vista dell'ordine pubblico (terrorismo).
    Resta da spiegare perchè il nostro punto di riferimento dovrebbe essere l'Arabia Saudita e non i tanti paesi islamici dove il culto cristiano è permesso.

  11. #11
    Citazione Originariamente Scritto da Roderigo Visualizza Messaggio
    Europa xenofoba

    Manuel Castells

    Il problema non è Sarkozy che espelle i rom senza rispettare i loro diritti, ma l’82 per cento dei francesi che lo applaude.

    È come quei marsigliesi che, in una città con il 25 per cento di musulmani, sono favorevoli al divieto del richiamo dei muezzin alla preghiera: sarebbe come vietare il suono delle campane delle chiese.

    Gli svizzeri sono stati più diretti, approvando per referendum il divieto di costruire nuovi minareti. A tedeschi e francesi sarebbe piaciuto imitarli. Il divieto di indossare il velo integrale per strada (Francia, Italia) o negli edifici pubblici (Catalogna) è un’espressione di razzismo e intolleranza mascherata da difesa delle donne (a cui peraltro non si chiede nemmeno un parere). Anche se le persone esplicitamente razziste sono una minoranza, la xenofobia è in rapido aumento e sta diventando un atteggiamento maggioritario in tutt’Europa.

    Nel 2000 in Spagna il 36 per cento dei cittadini voleva leggi più restrittive sull’immigrazione, nel 2004 era il 56 per cento e oggi è il 75 per cento. Gli studi dimostrano che la xenofobia ha un fondo di razzismo. Perché la percezione dello straniero è legata all’immigrazione, che a sua volta è legata a culture ed etnie diverse.

    Ma a essere rifiutate sono solo certe culture e certe etnie. In Spagna c’è rispetto per i tedeschi, gli inglesi o i francesi, mentre i rom continuano a essere vittime della discriminazione e dell’ostilità popolare. Essere nato in Francia ed essere naturalizzato francese a 18 anni non garantisce il diritto di rimanere cittadino, secondo un’altra legge di Sarkozy, che però non si applica ai francesi “purosangue”.

    In Italia un immigrato irregolare può finire in carcere, ma il suo datore di lavoro rischia solo una multa. In questo cocktail d’intolleranza, l’ostilità all’islam è l’ingrediente principale, legato al marchio d’infamia di essere potenziali terroristi. Il 55 per cento dei musulmani europei si sente sempre più discriminato. Con 25 milioni di musulmani nei paesi dell’Unione europea, concentrati nelle grandi città, lo scontro religioso-culturale può far temere il peggio. I politici incitano o tollerano la xenofobia per meschini interessi elettorali. Alcuni lo fanno per guadagnare voti, altri per non perderli. È un atteggiamento comune a quasi tutti i partiti e a tutti i paesi, salvo poche eccezioni.

    Le cause di questo aumento della xenofobia sono note, perché ci sono molte ricerche sull’argomento. La prima è la crisi economica e l’aumento della disoccupazione. Molti credono che gli immigrati tolgano il lavoro e contribuiscano a far diminuire gli stipendi. Anche il degrado della scuola pubblica è attribuito alle classi multietniche.

    La delinquenza, piccola o grande che sia, è associata all’immigrazione. Tutte idee senza fondamento. In Spagna, per esempio, l’immigrazione è stata un fattore molto positivo per la crescita tra il 1995 e il 2005: ha contribuito ad aumentare l’offerta di lavoro e la domanda di beni e servizi per i nuovi residenti. Il tasso di delinquenza è più alto tra la popolazione autoctona che non tra gli immigrati, tenuto conto dell’effetto dell’età. Ma non insisterò nel contrapporre dati a emozioni, perché non si tratta di un problema di conoscenza ma di sensazioni. E tra le sensazioni prevale la paura: paura di una globalizzazione incontrollata, di un’identità culturale minacciata, di un’economia in crisi e dell’insicurezza del lavoro.

    Ma perché dovremmo preoccuparci dell’ondata di razzismo e intolleranza che attraversa l’Europa? Dato che quanto restava dell’amore cristiano per il prossimo se l’è portato via lo scandalo dei preti pedofili e dato che i diritti umani sono rimasti tali solo per i benestanti, perché non chiuderci in trincea, far rispettare le nostre leggi e i nostri costumi e tenere per noi i posti di lavoro, l’istruzione pubblica e la sanità?

    Prima di tutto perché non possiamo: non c’è economia europea (salvo quelle scandinave) che potrebbe resistere, sia per il bisogno di manodopera sia perché gli immigrati costano meno e sono più disposti ad accettare qualsiasi lavoro. Secondo, perché ormai sono qui e ci resteranno finché possono, se non migliorano le condizioni di vita nei paesi d’origine.

    E terzo, perché non si tratta solo di immigrati, ma di minoranze etniche e culturali ormai radicate in Europa. Obbligarli a rinunciare alla loro identità è una provocazione che rischia di alimentare uno scontro tra milioni di persone e reazioni estreme. In nome di cosa la religione islamica è dichiarata estranea alla nostra cultura? Stiamo tornando alle guerre di religione?

    Insomma, venire meno alla tolleranza e al rispetto dell’altro che ci inorgoglivano come europei è un viaggio senza ritorno. In un mondo interdipendente, con un’economia in crisi, mentre cerchiamo investitori cinesi per salvare l’industria dell’auto e capitali arabi per riportare a galla le banche, in un pianeta in cui l’Europa rappresenta il 15 per cento della popolazione, ci resta solo il rispetto dei valori di tolleranza e di pace per farci sopravvivere in un ambiente competitivo e violento. Male che vada, perderemo.

    La nostra ultima speranza è conquistare il rispetto del nuovo mondo grazie al nostro valore morale.


    30 settembre 2010
    www.internazionale.it
    Il tenore generale di questo articolo è di un pietismo tremendo. Non c'è proprio nessuna comprensione per i problemi prodotti dall'immigrazione, c'è solo un predicozzo moralistico contro l'intera politica e società europea.

  12. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Quando uno scrive che dobbiamo comportarci come in Arabia Saudita, evidentemente per quel tizio l'Arabia Saudita costituisce un modello.
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Evidentemente non hai capito il concetto, forse per la tua incapacità intellettuale?
    Dici? Credo invece di averlo capito fin troppo bene.


    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Come facciano i figli degli immigrati a conoscere la lingua prima di andare a scuola è un mistero della Fede.
    Normalmente in altri Stati si provvede all'insegnamento a cura delle autorità scolastiche.
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Non è un problema nostro. L'importante è che non devono ostacolare il normale svolgimento e proseguimento dei programmi scolastici prestabiliti, altrimenti restano fuori.
    A spese del contribuente. Cosa che preferiamo evitare di tartassare ulteriormente i cittadini padani, già afflitti dall'enorme assistenzialismo regalato ai meridionali.
    Ti è sfuggito un piccolo particolare: gli immigrati pagano le tasse esattamente come noi, quindi hanno tutto il diritto di mandare i figli a scuola, e hanno tutto il diritto che la scuola li prepari.
    A proposito di assistenzialismo e per non tartassare i cittadini, potremmo suggerire alla Signora Bossi di restituire i NOSTRI 800.000 euro che si è imbertata con la complicità dei parlamentari leghisti.
    Sarebbe un primo passo, ma da qualche parte bisogna pure incominciare.



    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio

    I manovali, o comunque, tutti gli operai ed impiegati percepiscono un certo stipendio con il quale spendono nei consumi e/o servizi che a loro volta danno un profitto agli imprenditori che vendono loro i prodotti e/o servizi.

    Quindi, non è responsabilità nostra se i cittadini dei paesi poveri non percepiscono uno stipendio adeguato per vivere dignitosamente. Se a loro non va bene, non devono venire qui e nello stesso tempo devono lottare, rimanendo a casa loro, contro i loro stessi governi. Noi non abbiamo il dovere di accollarsi il loro peso sulle nostre spalle.

    Noi cittadini padani abbiamo migliorato il nostro tenore di vita attraverso gli ultimi decenni, grazie alla nostra ferrea volontà di avere stipendi adeguati per vivere meglio, e siamo riusciti ad ottenerli attraverso scioperi e manifestazioni, soprattutto negli anni '60 e '70. Questo è un esempio che gli immigrati dovrebbero imitare nei loro paesi d'origine, ma invece di lottare a casa propria, scappano e vengono qui. Di conseguenza, i loro paesi d'origine resteranno sempre poveri e l'immigrazione diventerà sempre di più allarmante e preoccupante e quindi un gravissimo problema.
    Forse ti sfugge un altro piccolo particolare: dove stanno le fabbriche e gli uffici nei paesi poveri?
    In secondo luogo: noi non ci stiamo accollando proprio un bel niente. Gli immigrati vengono qui, lavorano, acquistano (garantendo i profitti agli imprenditori, come dici tu), pagano le tasse e i contributi.
    Il signore desidera altro?

  13. #13
    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Il tenore generale di questo articolo è di un pietismo tremendo. Non c'è proprio nessuna comprensione per i problemi prodotti dall'immigrazione, c'è solo un predicozzo moralistico contro l'intera politica e società europea.
    Razzismo e xenofobia sono anche una questione morale.
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  14. #14

  15. #15
    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Col cavolo, il datore di lavoro deve controllare che il lavoratore straniero abbia il permesso di soggiorno, se non lo fa è responsabile di avere assunto un clandestino. Non c'è nulla di peggio degli ipocriti che assumono clandestini e poi si lamentano che ci sono i clandestini.
    L'immigrato se regolare, entra nel nostro territorio provvisto di visto d'ingresso. Secondo la legge, entro 8 giorni deve recarsi in questura per l'iter del PdS. Nel frattempo è sua diretta responsabilità di continuare ad essere in regola con i documenti.
    Esistono vari racket che producono PdS falsi, e di conseguenza i datori di lavoro possono essere ingannati al momento dell'assunzione e per questo motivo sono solo passabili soltanto con una multa.

    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Resta da spiegare perchè il nostro punto di riferimento dovrebbe essere l'Arabia Saudita e non i tanti paesi islamici dove il culto cristiano è permesso.
    da http://controcorrente.ilcannocchiale...t/2018803.html :

    "In realtà, nell’Arabia Saudita, dove vige il wahhabismo, non solo non è possibile costruire una chiesa o anche un piccolissimo luogo di culto cristiano, ma è severamente proibito con pene durissime ogni atto di culto cristiano e anche ogni segno di fede cristiana. Così circa un milione di cristiani e cristiane, che lavorano in Arabia Saudita, sono privati, con la violenza, di ogni pratica e di ogni segno cristiano. Essi possono partecipare alla messa o ad altre pratiche cristiane – e anche allora con grave pericolo di perdere il lavoro – soltanto nei locali delle imprese petrolifere estere. Eppure, l’Arabia Saudita spende miliardi di petrodollari, non a beneficio dei suoi cittadini poveri o dei musulmani poveri di altri paesi musulmani, ma per costruire in Europa moschee e madrasa e finanziare gli imam delle moschee in tutti i paesi occidentali. Si può ricordare che la moschea romana di Monte Antenne, costruita su un suolo donato gratuitamente dal governo italiano, è stata finanziata principalmente dall’Arabia Saudita ed è stata costruita per essere la moschea più grande d’Europa nel cuore stesso della cristianità."

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Dici? Credo invece di averlo capito fin troppo bene.
    Poiché capisci fischi per fiaschi, ho il dovere di precisare che non abbiamo alcuna intenzione di imitare il modello saudita, in quanto non vogliamo moschee, minareti, burqa, niqab e kebaberie sul nostro territorio.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Ti è sfuggito un piccolo particolare: gli immigrati pagano le tasse esattamente come noi, quindi hanno tutto il diritto di mandare i figli a scuola, e hanno tutto il diritto che la scuola li prepari.
    Non mi risulta che ad esempio le centinaia di migliaia di immigrati venditori ambulanti paghino regolarmente le loro tasse poiché non emettono lo scontrino fiscale.
    Per non parlare dei negozi cinesi che non emettono lo scontrino fiscale se non dietro richiesta esplicita. Come pure per tutti gli altri esercizi pubblici gestiti da immigrati.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    A proposito di assistenzialismo e per non tartassare i cittadini, potremmo suggerire alla Signora Bossi di restituire i NOSTRI 800.000 euro che si è imbertata con la complicità dei parlamentari leghisti.
    L'assistenzialismo statale, usurpato, dai meridionali ha un costo annuo intorno sui 16 miliardi di euro che pesano sulle spalle di noi padani. Sì che questo mi dà molto ma molto più fastidio dei tuoi miseri 800.000 euro. Se piangi tanto per questa cifra ridicola, come mai non piangi per i 16 miliardi di euro che ci rubano per alimentare l'assistenzialismo meridionale?


    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    Forse ti sfugge un altro piccolo particolare: dove stanno le fabbriche e gli uffici nei paesi poveri?
    Ci sono fabbriche ed uffici nei paesi poveri, solo che i cittadini di quei paesi non accettano di lavorare e scappano venendo qui.

    Citazione Originariamente Scritto da Preem Palver Visualizza Messaggio
    In secondo luogo: noi non ci stiamo accollando proprio un bel niente. Gli immigrati vengono qui, lavorano, acquistano (garantendo i profitti agli imprenditori, come dici tu), pagano le tasse e i contributi.
    Il signore desidera altro?
    Errata corrige: gli immigrati vengono qui, ci rubano il lavoro, acquistano prodotti d'importazione (come ad esempio i cinesi e i turchi), non pagano le tasse (venditori ambulanti, soprattutto) e in più sfruttano la sanità gratuita finanziata con i soldi delle nostre tasse.

    Il signore desidera altre delucidazioni o 'disegnini'?

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