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Peace Reporter
"Meno tasse, più libertà". Il grido dei Tea Party sbarca in EuropaUltraconservatori e arrabbiati d'Oltreoceano, ma non solo. Oggi, con diverse sfaccettature il movimento sta prendendo piede anche nel vecchio continente. E a Milano, l'11 ottobre, si terrà il primo Tea Party nazionale
07/10/10
Il cosiddetto "Boston Tea Party" (lett. "Ricevimento del tè di Boston") fu un atto di protesta da parte dei coloni americani diretta contro il governo britannico, in relazione alle loro recenti leggi sulla tassazione, con la quale vennero distrutte molte ceste di tè. Si svolse giovedì 16 dicembre 1773 nel porto di Boston e fu vista da molti come la scintilla che fece iniziare la rivoluzione americana. [Wikipedia]
Se identificate i Tea Party con le folkloristiche adunate degli ultraconservatori americani, che attraversano le città degli States al grido di "meno tasse, più libertà", sventolando bandiere, bibbie e talvolta revolver... avete ragione. Ma non è tutto.
Il fenomeno ha attraversato l'oceano e sta prendendo piede nel vecchio continente, con connotazioni diverse da Stato a Stato, ma con forti denominatori comuni.
Il prossimo Ricevimento del tè si svolgerà a Milano, l'11 ottobre, all'interno della European Liberty Conference, presso l'università Bocconi. Lo scorso maggio si è tenuto il primo Tea Party in Olanda (gemellato con Tea Party Italia) e il profilo si Facebook dedicato all'European Tea Party Movement raccoglie più di duemila fan.
In un articolo pubblicato sull'Huffington Post lo scorso aprile, dall'emblematico titolo Tea Party fear in Europe (timore Tea Party in Europa), Raymond Johansen, segretario del partito Laburista norvegese lancia l'allarme: Tim Philips, uno dei leader dei 'rivoluzionari del Tè' e del movimento di estrema destra Americans for Prosperity (AFP) si trovava all'epoca a Oslo per 'insegnare' ai propri colleghi del Fremskrittspartiet come organizzare al meglio campagne di iniziativa popolare. Spontaneo furor di popolo, mobilitato su temi cari agli interessi dei conservatori e delle lobby finanziarie, sostiene l'autore. Non a caso, sia il capopopolo Philips che il suo movimento grassroots, dal basso, ricevono ingenti finanziamenti dai petrolieri delle Koch Industries.
L'onda di neopopulismo che sta attraversando l'Europa trova fertile terreno nei cittadini fiaccati dalla crisi economica e i Tea Party vanno a gonfie vele. «Sono i portavoce nei paesi avanzati dei malumori e delle frustrazioni della "generazione delle aspettative ridotte", la prima che si attende un futuro peggiore di quello dei genitori» scrive su Il Sole 24 Ore Enrico Brivio in Quell'onda di rabbia dai Tea Party all'Europa .
Rivolta fiscale, idee libertarie, euroscetticismo, liberismo, xenofobia, nazionalismo... diverse sono le sfaccettature che emergono dai movimenti nei singoli Paesi, uguale il risentimento degli elettori e il disconoscimento della politica condotta nei palazzi dello 'stato centrale'.



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