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Discussione: Viva la famiglia (ma solo se italiana)

  1. #1

    Viva la famiglia (ma solo se italiana)

    Viva la famiglia (ma solo se italiana)


    venerdì, 12 marzo 2010

    Questo articolo è uscito su “Repubblica”.


    Viva la famiglia, ma solo se italiana. Che sia rispedito in Albania il padre di due bambini iscritti alle scuole di Busto Arsizio; e pazienza se la moglie, in regola col permesso di soggiorno, ha in corso le pratiche per ottenere la nostra cittadinanza. Dovrà spiegare a quei figli che papà è un irregolare, non ha i requisiti per vivere con i suoi cari in terra varesotta. E se i bambini le chiederanno che giustizia è quella che li separa dal padre, magari userà le parole dei giudici: non volevano “legittimare l’inserimento di stranieri strumentalizzando l’infanzia”.
    Sarà difficile per loro comprendere l’accusa secondo cui i genitori li avrebbero messi al mondo non per amore, ma per “strumentalizzarli”, riducendo le loro persone a pretesto escogitato per commettere l’illecito di vivere dove non gli spetta.
    La vergognosa sentenza della prima sezione civile della Cassazione contraddice giudizi precedenti di segno opposto, ispirati a un ovvio criterio di umanità peraltro contemplato dalla legge. E infatti, avventurandosi maldestramente sul terreno della puericoltura, gli estensori del verdetto negano la sussistenza di “gravi motivi connessi con lo sviluppo psicofisico del minore se determinato da una situazione di emergenza”.
    Viene voglia di chiedersi come reagirebbero i giudici se toccasse a loro di doversi separare dalla prole e dalla moglie. Chissà se ritengono di avere ripristinato la necessaria gerarchia dei principi in un paese che lo “spirito dei tempi” descrive come afflitto dal buonismo. Parola ipocrita che cela il proliferare tra noi della cattiveria, la perdita dei valori elementari di una convivenza armoniosa.
    La doppiezza, del resto, è ormai elevata tra noi a codice morale. In Italia si può aderire al “family day” praticando con vanteria l’adulterio. Si può affermare come priorità nazionale la difesa della famiglia, riempirsi la bocca con la tutela dell’infanzia, rendere omaggio alla gerarchia ecclesiastica, e contemporaneamente usare il commercio di prestazioni sessuali come strumento del potere. Anche la giurisprudenza nazionale, dunque, si adegua disinvoltamente all’idea che la famiglia è sacra, sì, ma solo se italiana. Che i bambini degli altri non hanno gli stessi diritti dei nostri. Perciò la parola d’ordine continuamente rilanciata dal vertice governativo –“no all’invasione degli stranieri”- giustifica la separazione forzata delle famiglie. E trova un giudice disposto a legittimare questa plateale discriminazione.
    Cosa penseranno di noi gli albanesi, ormai inseriti a centinaia di migliaia sul nostro territorio? Solo un mese fa Berlusconi, rispondendo al loro presidente Berisha che gli assicurava il suo impegno contro gli sbarchi irregolari sulle coste italiane, sorrise: “D’accordo, ma un po’ di belle ragazze continuate a mandarcele pure”. Che siano donne, giovani, disponibili a poco prezzo.
    Chissà se il nostro premier, di solito così lesto nell’ingiuriare i magistrati, troverà una parola in difesa di quel padre albanese strappato alla sua famiglia. Chissà se i difensori della cristianità padana, prontissimi a minacciare di scomunica il cardinale Tettamanzi, stavolta muoveranno un dito a protezione del sacrosanto diritto dei bambini cui viene sottratto il genitore.
    Fra le numerose teorie del complotto inventate per raffigurare un’italianità minacciata dallo straniero, non pensavamo trovasse udienza, per giunta in una sede autorevole come la Corte di Cassazione, anche una motivazione così volgare: la procreazione indicata non come diritto naturale, ma come pretesto cui negare legittimità. Quasi che la natura umana meritasse rispetto solo entro certi limiti.
    Non vorrei trovarmi al posto del poliziotto che dovrà bussare a quella porta di Busto Arsizio per espletare la pratica dell’accompagnamento coatto alla frontiera.

    http://www.gadlerner.it/2010/03/12/v...-italiana.html

  2. #2
    A parte che non capisco la tecnica che consiste nell'aprire più post con lo stesso argomento.......


    Da sempre,la legge è al di sopra delle sitazioni che possono crearsi con i figi.

    Il bambino subisce dei traumi ogni qual volta viene separato dai genitori,anche se questi ultimi sono degli assassini,dei mafiosi,degli indigenti,dei poveracci...

    E' normale che la cassazione non possa usare i figli per determinare un'irregolarità dei genitori.

    Se si parte dal principio del buon (SIC!) Gad,solo in caso i genitori violenti o violentatori,la separazione sarebbe etica e giusta.
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

  3. #3
    Citazione Originariamente Scritto da taccaromiceto Visualizza Messaggio
    A parte che non capisco la tecnica che consiste nell'aprire più post con lo stesso argomento.......
    chiedo scusa. ho pubblicato al volo, senza controllare.
    roderigo, appena hai tempo e voglia, lo metti al posto giusto? grazie

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