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Discussione: Al Sud s'impara meno

  1. #1

    Al Sud s'impara meno

    Dal Lazio in giù l'apprendimento sui banchi di scuola varia
    anche tra istituto e istituto. "Gli studenti meridionali hanno meno chance"

    Alle elementari Italia a due velocità
    La ricerca: "Al Sud s'impara meno"


    di MARIO REGGIO

    ROMA - Scuola elementare italiana. Un fiore all'occhiello del sistema d'istruzione. Ma non è proprio così. Nelle Regioni del Sud esiste una differenza abissale tra i diversi istituti scolastici. Anche nella stessa città. E nella media, il baratro rispetto al Centro e soprattutto al Nord sta assumendo i contorni della tragedia nazionale. Lo conferma lo studio dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico nazionale che verrà presentato lunedì 8 febbraio all'università Milano-Bicocca. I numeri parlano dell'anno scolastico appena passato e per la prima volta danno un quadro chiaro della situazione. L'indagine riguarda i livelli di apprendimento in seconda e quinta elementare dell'italiano e della matematica. Ma soprattutto mette a confronto la capacità delle scuole di offrire pari opportunità a tutti gli studenti.

    "Un sistema scolastico equo dovrebbe dare a tutti i ragazzi le stesse chances di apprendimento - afferma Piero Cipollone presidente dell'Invalsi - invece non è così. Le famiglie del Sud soffrono di una sorta di "segregazione sociale". Quelle acculturate scelgono le scuole elementari pubbliche migliori, alle altre toccano gli istituti pubblici che funzionano meno, dove la dispersione scolastica cresce anno dopo anno. I risultati si vedono poi alle medie inferiori ed alle superiori. Se non si mette mano subito a questo problema le differenze diventeranno nel futuro esplosive". Ma c'è un rimedio? "Una via d'uscita sarebbe quella di applicare la cura finlandese - afferma Benedetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia Sperimentale a Roma Tre - in quel Paese, infatti, lo studente che frequenta una scuola nel profondo Nord oppure ad Helsinki è messo in condizione di avere le stesse possibilità di apprendere. Poi se non vuole studiare è un'altra storia, anche se viene preso lo stesso in cura. Ma vorrei ricordare che quindici anni fa la Finlandia era in condizioni peggiori delle nostre. Poi i governi hanno deciso che investire nel sistema scolastico era fondamentale per uscire dal tunnel. Da noi stiamo a caro amico".

    Veniamo all'indagine dell'Istituto nazionale di valutazione del sistema scolastico italiano. Il rapporto prende in esame i risultati dei livelli di apprendimento dei ragazzi della seconda e quinta elementare in italiano e matematica. I risultati obbligano chi governa questo Paese a riflettere ed a mettere in campo dei correttivi adeguati. E non sarà facile. Il panorama è poco incoraggiante. Nelle regioni del Sud la "varianza", come insegnano gli esperti, tra le scuole è impressionante. Cosa vuol dire "varianza"? In sostanza la differenza dei livelli dei risultati nella stessa Regione e tra le tre aree del Paese. A Palermo, come a Napoli e Reggio Calabria, esistono scuole elementari di eccellenza. Ma il resto è abbondantemente sotto il livello di sopravvivenza. Non è colpa dei giovani studenti, né dei docenti. Ma dell'incuria di chi governa la scuola italiana. L'indagine dell'Invalsi mette in luce un altro problema: il differenziale tra la seconda elementare e la quinta, visto che la popolazione scolastica è omogenea, dovrebbe mostrare segni di miglioramento. Invece è proprio il contrario. Il divario tra Nord, Centro e Sud aumenta.

    Ma è tutta colpa della scuola di oggi? "Purtroppo il nostro Paese ha vissuto storie molto diverse. Prima dell'unificazione, in Lombardia gli austriaci avevano organizzato un'ottima rete di scuole, ben definite ed organizzate - continua il professor Vertecchi - in Toscana era la situazione era simile. Nello Stato Pontificio, ma solo a Roma, gli ordini religiosi curavano la cultura. Al Sud era un disastro. Mancavano le scuole e gli insegnanti. Ma la scuola, da sola, non può risolvere il problema se non si investe sui livelli culturali dell'intera popolazione, a partire da quelli che hanno superato i 55 anni ed hanno fatto a malapena le elementari. Invece l'organizzazione culturale si è modellata sugli stereotipi televisivi, di basso livello, di facile comprensione".

    Fonte

  2. #2
    purtroppo è vero, le scuole del centro nord funzionano, ma a sud del lazio la situazione cambia sensibilmente, solo la puglia credo si salvi, ma calabria campania e sicilia sono a un livello davvero bassissimo.

  3. #3

  4. #4
    ho letto, ma purtroppo i voti di per se non sono indicativi del livello.
    per spiegarmi ti faccio l'esempio di un mio amico, diplomatosi a vibo con il massimo dei voti. arrivato a roma a fare l'università si è reso conto di "non sapere nulla" e ha impiegato due anni a recuperare il gap, poi si è laureato in biologia brillantemente ed ha vinto un dottorato, ma se è riuscito a recuparare il gap sulle materie scientifiche gli sono rimasti immense lacune ( per usare un eufemismo, parlo di cose come collocare la scoperta dell'america nel 1800 o pensare che dante abbia scritto i promessi sposi).
    anche sul fronte analfabetismo la situazione è drammatica, se pensi che in italia (fanalino di coda dei paesi ocse per analfabeti) la maggioranza si concentrano al sud:

    Calabri 13,2
    molise 12,2
    sicilia 11,3
    puglia 10,8
    abruzzo 9,8
    sardegna 9,1
    umbria 8,4

  5. #5
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Dal Lazio in giù l'apprendimento sui banchi di scuola varia
    anche tra istituto e istituto. "Gli studenti meridionali hanno meno chance"

    Alle elementari Italia a due velocità
    La ricerca: "Al Sud s'impara meno"
    e quindi?
    chi possiamo ringraziare?
    Chiunque rifletta su queste quattro cose:
    ciò che è sopra, ciò che è sotto,
    ciò che è prima e ciò che è dopo,
    meglio sarebbe se non fosse mai nato.

    Talmud, Hagigah.

    ho una intelligenza intermittente
    come le luci dell'albero di natale

  6. #6
    Citazione Originariamente Scritto da Samarilla Visualizza Messaggio
    e quindi?
    chi possiamo ringraziare?
    Secondo me è un problema di mentalità.

  7. #7
    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Secondo me è un problema di mentalità.
    in che senso?

  8. #8
    Citazione Originariamente Scritto da adry57 Visualizza Messaggio
    in che senso?
    Al Sud scarseggia l'etica del lavoro e il rispetto per la cosa pubblica. Il sistema scolastico ne risente come ne risente la sanità, la pubblica amministrazione etc...
    Al Sud tutto tende a funzionare male.
    Probabilmente la mentalità del Sud si è formata in secoli di dominazioni straniere particolarmente oppressive che hanno insegnato diffidenza per il potere costituito e comportamenti poco cooperativi al di fuori della cerchia familiare e amicale.

  9. #9
    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Al Sud scarseggia l'etica del lavoro e il rispetto per la cosa pubblica. Il sistema scolastico ne risente come ne risente la sanità, la pubblica amministrazione etc...
    Al Sud tutto tende a funzionare male.
    Probabilmente la mentalità del Sud si è formata in secoli di dominazioni straniere particolarmente oppressive che hanno insegnato diffidenza per il potere costituito e comportamenti poco cooperativi al di fuori della cerchia familiare e amicale.
    L'ETICA DELLA RESPONSABILITÀ
    Perché al sud d'Italia sem- bra mancare una certa co- scienza politica nei
    cittadini ...

    http://files.splinder.com/a60d9c1b52...b4594ff87d.pdf

  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Secondo me è un problema di mentalità.
    Ma mi faccia il piacere
    Chiunque rifletta su queste quattro cose:
    ciò che è sopra, ciò che è sotto,
    ciò che è prima e ciò che è dopo,
    meglio sarebbe se non fosse mai nato.

    Talmud, Hagigah.

    ho una intelligenza intermittente
    come le luci dell'albero di natale

  11. #11
    Citazione Originariamente Scritto da Samarilla Visualizza Messaggio
    Ma mi faccia il piacere
    Attendiamo con trepidazione la tua spiegazione alternativa.

  12. #12
    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Secondo me è un problema di mentalità.
    Hai fatto centro.

    Soprattutto per questo motivo continuamo nella nostra lotta per l'indipendenza.

  13. #13
    Citazione Originariamente Scritto da Padania Visualizza Messaggio
    Hai fatto centro.

    Soprattutto per questo motivo continuamo nella nostra lotta per l'indipendenza.

    cazzo padania hai ragione!!!!!

    e finalmente rendiamo omaggio a questo luminare del pensiero padano



    che per non cedere agli esami di maturità romani li ha ripetuti 4 (dicasi quattro) volte!!!!

    fatti, non pugnette!!!

    ridendo e scherzando abbiamo fatto mezzogiorno

  14. #14
    http://www.facebook.com/note.php?note_id=123622206266

    Padana ignoranza
    Tuesday, August 25, 2009
    di Roberto Cotroneo


    La tendenza è prenderli in giro. Stabilito che ormai, ogni giorno che passa, la Lega si inventa una scemenza nuova, c'è la tentazione di buttarla sul ridere. L'ultima viene dal ministro leghista Luca Zaia, che vuole gli stemmi delle regioni e dei comuni sulle magliette delle squadre di calcio italiano. Per valorizzare il territorio. Eccerto. E poi vuole anche un'altra cosa: il tg regionale condotto in dialetto del luogo e non in italiano. Molto interessante. Uno si chiede: perché? Ma soprattutto: come gli viene in mente? Gli viene in mente perché la Lega è un partito arcaico e lontano dalla modernità. Un partito fatto da gente che ha paura, e ha paura perché non capisce, perché non ha strumenti per evolversi, perché sono ignoranti, perché hanno diffidenza verso il diverso, il diverso da loro, e quindi lo vogliono espellere dalla comunità. Il leghismo è una forma di razzismo imploso. Non è il razzismo di chi pensa di essere superiore agli altri, ma è il razzismo di chi ha paura che ti portano via quello che è tuo, è il razzismo del chiudiamoci nel paesello e difendiamoci da tutti. E rimaniamo immobili e non facciamoci notare.
    La patria del leghista, lungi dall'essere l'Italia, non è neppure la padania, come sostengono loro. Il leghista ha una patria che alle volte non supera i duemila metri quadri della frazione in cui vive. Il leghista diffida di meridionali e stranieri perché in realtà diffida già di quelli del paese accanto, a un chilometro di distanza, e anche quelli sono diversi, perché parlano un dialetto che non assomiglia al proprio, e soprattutto perché sono quelli del paese accanto. Il leghista si unisce con il paesano del paese accanto solo se trova i Tartari fuori dalle mura. Solo se si inventa un nemico più grande, perché quelli che hanno una mentalità del genere diffidano di tutti. Persino delle loro famiglie. Il leghista che vuole film e ora telegiornali in dialetto per la verità non sa cosa sia il dialetto. Sa cosa è il suo dialetto, ma non immagina, o finge di non sapere, che il suo dialetto ha una portata territoriale di qualche chilometro, forse qualche decina di chilometri, perché poi il dialetto cambia, e alle volte da un paese all'altro neanche ci si capisce. Il leghista non vuole il federalismo, vuole la piccola patria, non è contro l'unità d'Italia, è contro i meridionali, innanzi tutto. Vuole l'autonomia e la valorizzazione regionale non per una missione culturale, ma perché può tirare su un muero altissimo e convivere con la propria ignoranza. E poi lo stemma comunale sulle maglie dei calciatori. Come se il calcio avesse bisogno di appartenenze, come se non si sapesse che a Torino la Juventus è seguita certo, ma che ci sono più juventini al sud piuttosto che al nord. Altro che stemma comunale. Le squadre sono il cuore dei tifosi, non l'appartenenza a una città. Padana ignoranza...

    fonte: http://www.unita.it/rubriche/cotroneo

  15. #15
    Citazione Originariamente Scritto da ni3mi Visualizza Messaggio
    Attendiamo con trepidazione la tua spiegazione alternativa.
    non c'è molto da spiegare
    i pensatori
    e gli intellettuali di maggiore rilevanza
    dalla Grecia in poi
    sono sempre stati meridionali

    ciccio
    Chiunque rifletta su queste quattro cose:
    ciò che è sopra, ciò che è sotto,
    ciò che è prima e ciò che è dopo,
    meglio sarebbe se non fosse mai nato.

    Talmud, Hagigah.

    ho una intelligenza intermittente
    come le luci dell'albero di natale

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