Pagina 1 di 19 12311 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 15 di 273

Discussione: Rosarno, paese contro immigrati

  1. #1

    Rosarno, paese contro immigrati



    08 gennaio 2010


    Così un anno fa, nelle immagini rilasciate da Medici senza frontiere, raccontavamo la situazione disperata degli immigrati nel centro calabrese, dove stanotte scontri con la polizia sono scoppiati ....

    gli abitanti si sono asserragliati nel Comune per chiedere la loro espulsione

  2. #2
    Immigrati presi a pallettoni e si scatena la rabbia
    Maroni: «Immigrazione troppo tollerata»

    di Gianluca Ursini (Rosarno)tutti gli articoli dell'autore E' caccia al nero tra le strade di Rosarno. A fomentare i calabresi contro gli immigrati che hanno “osato” ribellarsi all'ennesima angheria fa buon gioco anche la maldicenza che corre per la città: «La signora aggredita ieri dai neri era incinta e ha perso il bambino...». E così, tra i rosarnesi la parola d'ordine è “vendetta”. Tra le strade del paesone calabrese si affrontano 300 rosarnesi e circa 700 stranieri provenienti da Mali, Burkina Faso, Ghana. In mezzo, a dividere i due gruppi, oltre 300 uomini della polizia arrivati dalle città vicine, Palmi Gioia Tauro, Siderno. In arrivo ci sono anche i carabinieri di Vibo.

    Stamattina, dopo gli scontri di ieri, gli immigrati impiegati a nero nei campi agricoli hanno ripreso a marciare verso la città arrivando dalle fabbriche abbandonate dove vivono in condizioni disumane. Al loro passaggio cartelli stradali divelti, vetrine infrante, auto danneggiate. Tutti i negozi sono chiusi. «Oggi è tutto chiuso e tutto aperto» dicono dei ragazzi rosarnesi che ad un angolo di strada fumano Marlboro con i volti scuri. Le pattuglie della polizia intanto fanno la ronda nelle strade vicine ai campi per salvare i pochi immigrati che si avventurano da soli dal linciaggio tentato dai calabresi. In più occasioni, in venti, in trenta hanno provato a scagliarsi contro due o tre camminavano nelle strade intorno alla stazione.

    Ruben e il figlio camminano con passo svelto arrivano da Bahía Blanca, Argentina, e sono da otto anni nella piana. Hanno abbassato la saracinesca del loro supermercato Sisa e si dirigono a casa in fretta spaventati dalla rabbia che c'è in giro. «Hijo, disculpame, non voglio parlare. La mia unica fortuna è che sembro un polacco...» dice puntando i suoi occhi chiari sulla pelle rosata del figlio. Anche Tolya, che arriva da Kiev, guarda sconsolato le strade deserte introno a lui: «Oggi niente lavoro. Come ieri. Nessuno ci cerca per lavorare nei giardini». Questo è un problema per gli immigrati che vivono stabilmente a Rosarno. «Adesso addio pure ai medici» dice Tolya riferendosi ai volontari di Medici senza Frontiere che li assistono portandogli cibo caldo o coperte e che in queste ore stanno facendo gli zaini e stanno andando via. «Tutto il lavoro di due anni è andato in fumo...» dicono i ragazzi del Kollettivo di Cinquefondi A fare le spese della violenza che corre nell'aria anche i cronisti e i giornalisti di due troupe locali aggrediti a sassate dai ragazzi rosarnesi in assetto da guerriglia. «Fatti i cazzi tuoi» grida al cronista un ragazzo dalla pelle più scura di alcuni dei magrebini che stanno protestando. «Oggi qua non si fanno foto. Tornatene al paese tuo». E poco importa che questo sia anche il paese del cronista.
    08 gennaio 2010

    L'Unità
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  3. #3
    http://www.repubblica.it/cronaca/index.html
    .
    A scatenare la rabbia degli extracomunitari il ferimento
    di alcuni di loro oggetto di colpi di fucile ad aria compressa

    ROSARNO - Centinaia di auto distrutte, cassonetti divelti e rovesciati sull'asfalto, ringhiere di abitazioni danneggiate. E' il bilancio di un pomeriggio di guerriglia urbana a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, per la protesta di alcune centinaia di extracomunitari, lavoratori dell'agricoltura, accampati in condizioni disumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata. Risale a maggio dello scorso anno l'arresto di tre imprenditori, sempre a Rosarno, per "riduzione in schiavitù" di alcuni immigrati. A dicembre del 2008, invece, un episodio simile a quello di oggi: due giovani a bordo di un'auto spararono alcuni colpi di pistola contro due ragazzi africani di ritorno dai campi. Anche in qual caso gli extracomunitari reagirono con una violenta protesta.

    A fare scoppiare la rivolta è stato il ferimento con un'arma ad aria compressa, da parte di un gruppo di sconosciuti, di alcuni cittadini extracomunitari. I feriti - tra i quali c'è anche un rifugiato politico del Togo con regolare permesso di soggiorno - non destano particolari preoccupazione, ma la volontà di reagire che covava da tempo nella colonia di lavoratori ammassati nella struttura in condizioni ai limiti del sopportabile (e di altri nelle stesse condizioni a Gioia Tauro in locali dell'Ex Opera Sila) non ci ha messo molto ad esplodere.

    Armati di spranghe e bastoni, gli extracomunitari in larga parte provenienti dall'Africa hanno invaso la strada statale che attraversa Rosarno mettendo a ferro e fuoco alcune delle vie principali: dalle auto - in qualche caso anche con persone a bordo - alle abitazioni, ai cassonetti dell'immondizia. A nulla è valso l'intervento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, schierati di fronte ai più agguerriti, un centinaio di persone tenute sotto stretto controllo.

    In serata sono arrivati i rinforzi e si è tentata una trattativa per far rientrare la protesta. Anche la popolazione ha reagito e, in queste ore, alcuni giovani di Rosarno, circa un centinaio, stanno seguendo l'evolversi della situazione ad alcuni metri dalle forze dell'ordine. Sul posto tutti i dirigenti dei commissariati di Pubblica sicurezza e delle compagnie di carabinieri della Piana. Tra Rosarno, l'ex fabbrica in disuso, e Gioia Tauro, sono circa 1.500 gli extracomunitari che lavorano come manodopera nell'agricoltura. (07 gennaio 2010)

  4. #4

  5. #5

    I fatti di rossano calabro ed il prof.panebianco

    I fatti di Rosarno Calabro e Panebianco




    Ogni tanto si squarcia l'involucro dell'Italia confezionato dalla destra, una Italia che si sta risollevando
    dalla crisi e che marcia speranzosa verso il futuro, è fuoriesce l'orrore della ferocia inaudita di comunità di imprenditori agricoli complici della mafia nella riduzione in schiavitù di tanti giovani africani costretti a vivere in condizioni che tutti riconoscono disumane. Ieri l'involucro di cartapesta è stato strappato dagli spari contro due giovani africani che ne sono rimasti feriti non si sa per mero divertimento o esercizio di potere come facevano gli spartani nei confronti degli iloti oppure se per punirli del fatto che si erano in qualche modo lamentati di lavorare per venti euro dall'alba al tramonto, di doverne consegnare un quarto alla ndrangheta, di vivere in condizioni allucinanti dentro silos abbandonati e pieni di topi. Alcune centinaia di lavoratori hanno protestato con la forza inconsulta della disperazione abbandonandosi ad atti di vandalismo distruggendo auto e cassonetti dell'immondizia. Naturalmente è intervenuta subito la polizia oramai specializzata nella gestione del conflitto sociale ed è certo che il fuoco divampato sarà presto spento. Domani non se ne parlerà più e tutto ricomincerà come prima. Moltissimi di questi giovani africani erano venuti in Italia attratti non soltanto dalla sua prosperità ma anche dalla leggenda "italiani brava gente". Si riteneva che noi fossimo più umani, più gentili, più generosi degli anglosassoni, dei francesi, dei tedeschi. Per decenni ha aleggiato la favola di una Nazione rispettosa dei diritti civili. Ebbene, sulla loro pelle martoriata, sulla loro stessa carne malata per denutrizioni, mancanza di igiene, sfruttamento hanno potuto vedere l'Italia attraverso il mafioso che tasta i loro muscoli per constatarne la robustezza e dell'imprenditore agricolo che li vessa a meno di 1 euro all'ora e che sta attento che non drizzino mai la schiena dalla terra dove raccolgono pomodori o olive.
    I politici che parlano come robot in funzione delle prossime elezioni regionali intervengono per dichiarare il loro orrore difronte alla inaccettabile vita dei rivoltosi di Rosarno. Epperò il Presidente della Regione Calabria che ha avuto parole di umanità avrebbe potuto fare moltissimo per assicurare minime condizioni civili concordando con le associazioni imprenditoriali programmi di accoglienza ed anche di aiuto, assicurando assistenza sanitaria, destinando gruppi di assistenti sociali. Non è stato fatto niente|. Avrebbe potuto garantire la vigilanza per il rispetto delle sette ore giornaliere previste dai ccnl, organizzare una mensa. Invece niente di niente!
    Lo Stato potrebbe intervenire fissando il Salario Minimo Garantito. Una legge in base alla quale non dovrebbe essere possibile pagare una giornata di lavoro per meno di 50 euro. Si guarda bene dal farlo
    anche perchè una legge del genere potrebbe riguardare milioni di precari italiani che oggi si debbono accontentatare sotto ricatto di una paga eguale a quella concessa agli africani in Calabria o in Puglia.
    Il Professor Panebianco scrive oggi un editoriale sul Corriere della Sera in cui fornisce munizioni ai leghisti per legittimare l'introduzione del reato di clandestinità. Prospettando l'ipotesi di una sentenza della Corte Costituzionale di condanna del reato giunge alla conclusione che questa sarebbe lesiva del diritto dello Stato alla sua sovranità. Un ritorno di comodo al nazionalismo sciovinista nell'era della globalizzazione fortemente voluta dai liberisti ai quali si ispira il professore! Argomento che è stato subito acchiappato dai pennivendoli e mezzi busti al servizio della destra italiana per ribadire il diritto di incarcerare ed espellere i clandestini.
    Il Prof.Panebianco sa bene che quasi tutta l'immigrazione ha origine "clandestina" perchè proviene da zone devastate dalla guerra e dalle carestie quasi sempre provocate dall'Occidente. Dalla Somalia, dal Sudan, dalla Palestina, dall'Iraq, arrivano colonne di disperati scacciati dai bombardamenti della Nato, spesso fuggono da guerre civili scatenate e fomentate da interessi occidentali. L'Italia è partecipe della guerra imperialistica contro tanti popoli della terra ed ha le sue respomsabilità in flussi emigratori che non esisterebbero se ci fosse una politica di pace e non di terrore.
    Dal momento che il Professore Panebianco insegna "sistemi internazionali comparati" all'Università di Bologna sa che il diritto alla vita è prevalente sul ogni altro ed anche che l'emigrazione è un diritto. Tra il diritto dello Stato alla sua sovranità ed il diritto di una persona che fugge dalla morte certa per sopravvivere ha certamente prevalenza quest'ultimo. Il diritto alla sovranità dello Stato si esercita garantendo innanzitutto i diritti umani e civili della persona. In Italia si viene arrestati e chiusi in carcere se si resta disoccupati e si è stranieri.
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    www.spazioamico.it

  6. #6
    ma fatela corta...diamine...

    è una rivolta di schiavi.

    chiamate le cose con il loro nome.


    svegliatevi.
    Arjuna
    ________________________________________________________
    "A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca" (Belzebù Andreotti)

  7. #7
    Rosarno, appello alla calma Arrestati 7 immigrati
    Maroni: troppa tolleranza verso i clandestini
    08 gennaio, 18:05



    Rosarno, appello alla calma Arrestati 7 immigrati

    ROSARNO (REGGIO CALABRIA) - Sette immigrati sono stati arrestati da Carabinieri e Polizia nell'ambito delle indagini sugli incidenti di Rosarno, che hanno coinvolto immigrati e abitanti del Paese. Gli immigrati arrestati sono accusati di devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Arrestati anche due italiani, fermato anche un giovane di Rosarno che ha tentato di aggredire un immigrato. Negli scontri sono stati feriti 14 immigrati, 18 i feriti tra le forze di polizia impegnate nei servizi di ordine pubblico. Un appello e' stato rivolto ai cittadini dal Prefetto di Reggio Calabria Luigi Varratta affinche' non si alimenti la tensione. Sull'episodio c'e' stato un vertice al Viminale convocato dal ministro dell'Interno Maroni: costituita una task force di cui Interno-Welfare-Regione Calabria.

    Stamane intanto alcune centinaia di immigrati hanno sfilato per la statale 18 e si sono concentrati arrivando a duemila circa davanti al Municipio, tenuti sotto controllo dalle forze dell'ordine.

    Gli immigrati si sono abbandonati ad atti di vandalismo danneggiando vetrine e rovesciando cassonetti dell'immondizia e suscitando la protesta degli abitanti. Un cittadino rosarnese ha sparato in aria per disperdere un assembramento che si era formato davanti all'abitazione dove c'erano anche la moglie e i figli. Aggredite alcune troupe televisive, giunte a Rosarno per documentare la situazione.

    Al termine della protesta davanti alla sede del Comune gli immigrati hanno fatto rientro nei centri di ricovero e proprio in questa circostanza alcuni abitanti di Rosarno si sono scontrati con le forze di polizia. "Abbiamo bisogno di protezione - ha detto Sidiki, un immigrato africano di 25 anni - perché contro di noi ci sono continue violenze che sono frutto di razzismo".

    In una dichiarazione il commissario prefettizio di Rosarno, Bagnato ha invitato gli immigrati alla calma assicurando loro protezione". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, a Reggio Calabria per incontrare i vertici delle Procure dopo l'attentato dinamitardo di ieri ha detto che il ministro Maroni "non perde occasione per lo scaricabarile sull'immigrazione clandestina". Per il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, "a pagare non può essere la popolazione incolpevole". Secondo Loiero, "e' lo stato che si fa carico dei richiedenti asilo, di quelli che entrano in forma clandestina in Italia. Lo Stato non si è fatto carico della Calabria. Si era stabilito con il ministero degli Interni che avrebbero mandato dei fondi per questo problema di Rosarno di cui poi non si fece nulla".

    MARONI: CLANDESTINI TROPPO TOLLERATI

    La rivolta degli extracomunitari a Rosarno (Reggio Calabria) è "una situazione difficile, così come in altre realtà", determinata dal fatto che "in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall'altro ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno". Lo ha detto il ministro dell'interno, Roberto Maroni, nel corso della trasmissione Mattino 5. "A Rosarno - ha spiegato Maroni - stiamo intervenendo con i mezzi e i tempi necessari. Inoltre, abbiamo per ora posto fine agli sbarchi di clandestini a Lampedusa e a poco a poco riporteremo alla normalità le situazioni".

    SACCONI, OBIETTIVO BONIFICARE SACCHE ILLEGALITA'

    "Il prioritario obiettivo dell'azione di governo deve essere quello di bonificare tutte le sacche di illegalità che si sono prodotte da Padova a Rosarno perché in un contesto di sistematica e diffusa violazione delle leggi si realizzano fenomeni di disintegrazione di vario genere". Lo ha detto il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. A questo scopo - ha aggiunto il ministro - "concorrono tutti i Servizi ispettivi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e degli enti vigilati con lo scopo di reprimere tutte le forme di sfruttamento del lavoro irregolare. Le stesse politiche di integrazione hanno quindi come presupposto un quadro di effettività delle regole".
    CEI, IMMIGRATI SENZA SOSTEGNO UMANO NE' ECONOMICO

    CITTA' DEL VATICANO - L'episodio di Rosarno rappresenta "un segno di sofferenza e di degrado umano" che spinge "da un lato a condannare la violenza e dall'altro a considerare l'estremo disagio e la difficoltà di questa gente che non ha sostegno né umano né economico". Lo ha detto all'ANSA mons. Bruno Schettino, presidente della commissione episcopale per le Migrazioni della Cei. Mons. Schettino ha quindi lanciato un appello "alla calma e alla collaborazione nel tentativo di ricomporre il tutto in una dimensione di maggiore umanità e servizio ai poveri". "Noi - ha aggiunto - stiamo sempre dalla parte dei poveri".

    http://www.ansa.it/web/notizie/rubri...651873528.html
    _____________________________
    http://nelnostrotempo.blogspot.com

  8. #8
    Ho letto anche io l'articolo sul sito online del Corsera di oggi, a commento dei fatti di Rosarno:

    La fermezza e l'ipocrisia di Angelo Panebianco

    Condivido questo giudizio espresso da Pietro Ancona

    Citazione Originariamente Scritto da Pietro Ancona Visualizza Messaggio
    I fatti di Rosarno Calabro e Panebianco

    ...
    Dal momento che il Professore Panebianco insegna "sistemi internazionali comparati" all'Università di Bologna sa che il diritto alla vita è prevalente sul ogni altro ed anche che l'emigrazione è un diritto. Tra il diritto dello Stato alla sua sovranità ed il diritto di una persona che fugge dalla morte certa per sopravvivere ha certamente prevalenza quest'ultimo. Il diritto alla sovranità dello Stato si esercita garantendo innanzitutto i diritti umani e civili della persona. In Italia si viene arrestati e chiusi in carcere se si resta disoccupati e si è stranieri.
    ...
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  9. #9
    NEWS
    Le notizie da Rosarno

    su dailymotion.virgilio.it

    Dopo la gironata di tensione in Calabria si è verificata una sparatoria a pochi chilometri dall'accampamento degli immigrati a Rosarno, nel comune di Laureana di Borrello. Due immigrati sono stati feriti. I colpi di arma da fuoco sono stati esplosi da ignoti. I due feriti sono stati trasportati in ospedale. A darne notizia i carabinieri di Gioia Tauro.


    =======================================


    ancora...

  10. #10
    08/01/2010
    Da domani tutto sarà più difficile

    Parla Alberto Conia, membro del collettivo che ha aiutato per anni gli immigrati

    Chi, in questi anni, ha lavorato per aiutare i braccianti irregolari della Piana di Gioja Tauro, adesso ha paura. Non tanto che la rabbia degli abitanti e la ritorsione della mafia possa ritorcersi contro di loro, quanto per la vita degli stessi immigrati. Che, loro malgrado, hanno perso la testa, esplodendo in una collera soffocata per troppo tempo. Ma che questa volta sembra aver colpito il bersaglio sbagliato. Alberto Conia lavora per il Kollettivo Onda Rossa di Cinque Frondi, che per alcuni anni ha lavorato sia sul fronte umanitario, portando agli immigrati beni di prima necessità come cibo, coperte e vestiti, che su quello dell'assistenza legale. Alberto racconta come è la situazione nella Piana dopo gli incidenti di ieri e di oggi.

    "La situazione è molto delicata. Ci sono 1500 ragazzi fra Rosarno e Gioia Tauro. E' più facile colpirli, in questo territorio assai esteso, soprattutto perchè non stanno tutti insieme. Alcuni sono appartati, isolati. Oggi non si fidano più. Abbiamo provato a daree assistenza e apporto di carattere giuridico legale, con avvocati impegnati in forma gratuita, ma la situazione è molto frammentata, perche i ragazzi sono gli stessi che si ritrovano a Foggia, o a Castelvolturno. Quando partono è difficile trasferire il materiale e la documentazione per seguirli dal punto di vista giuridico. In più, hanno perso la fiducia.

    Capiscono perfettamente che la loro situazione non è per niente facile. Molti fanno parte di una fascia 'alta' di migrazione, quella che possiede parametri culturali per analizzare il contesto in cui si trovano costretti a lavorare. E ciò che è successo ieri è il risultato di questa mancanza di fiducia. Abbiamo provato a spiegarglielo che gli si sarebbe ritorta contro, una tale rabbia. Ma hanno perso la testa, e l'ira li ha accecati. La donna malmenata non apparteneva alle cosche, e la popolazione poi su queste cose non ragiona. Aggiungiamo che Rosarno è uno dei centri nevralgici della malavita calabrese, un luogo ad altissima intensità mafiosa. Per noi non sarà per niente facile ricominciare a lavorare con loro se la popolazione è contro. I membri del nostro collettivo non ha ricevuto direttamente intimidazioni o minacce. Però stamani un gruppo di ragazzi mi si è rivolto dicendo: quelli che tu hai aiutato, guarda che cazzo stanno combinando in Calabria. Purtroppo la popolazione è abituata a guardare verso il basso, a prendersela con gli ultimi, non con i padroni o i mafiosi. Questa mentalità è distruttiva. Si sta toccando il fondo, noi sono due anni che lavoriamo coi migranti, e adesso non ci fanno entrare nel Paese. E' la stessa popolazione a impedire l'accesso. Da domani, quando i riflettori si spegneranno, noi temiamo che arrivi contro di loro la vendetta più subdola e spietata, quella della mafia. Temiamo per la loro vita.

    E' un conflitto che scivola sempre di più verso il basso. Io non riesco a non definire xenofobo e razzista il comportamento di certe persone, così come le dichiarazioni del ministro Maroni. Ma anche nella popolazione manca la cultura dell'integrazione. Non sarà difficile tornare a lavorare, domani. Ma lo faremo lo stesso. E' come se in una notte fosse stato vanificato tutto quello che abbiamo costruito in questi anni. Cercheremo di non lasciarli soli, a dispetto di tutto. Sarà rischioso anche per noi, ma il mio viso lo conoscono, non potrei nascondermi".

    FONTE: PeaceReporter
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  11. #11




    Il secondo video lo vedrei bene doppiato da Maroni, magari crocifigge direttamente gli africani nelle aule scolastiche.

    Il problema non è l'immigrazione clandestina, Spartaco si è consegnato volontario senza manco inviare le legioni, il problema è l'enorme squilibrio mondiale di ricchezza. Se io, sono , poniamo, somalo, perchè dovrei rimanere in Somalia a morire di fame mentre in Europa Beckham sta lanciando la sua nuova linea di abbigliamento e Briatore pensa a come estendere il Billionaire e a dove piantare qualche palma in piu'. O mentre a Milano si buttano centottanta quintali di pane ogni giorno, presente le montagne di arance del supermercato imprigionate nelle retine rosse? Basta che un frutto mostri qualche segno di deperimento perché tutto sia buttato nella spazzatura. Gli yogurt vengono gettati quando sono ancora degni di una sana merenda: «Li preleviamo dagli scaffali due giorni prima della scadenza. Tanto non li compra più nessuno», spiegano i direttori dei supermercati. Per non parlare della aragoste che facevano bella vista nei banchi frigo prima di Natale: quelle invendute sono in gran parte finite nella spazzatura. L'Italia butta 1 miliardo in alimenti mentre l'Africa muore di fame.
    Oggi, col satellite, io somalo, so tutto questo, Berlusconi viene addirittura nelle sue TV a dircelo in francese. Allora parto, lascio la famiglia e i figli, qualcuno ancora vivo, e vado verso Briatore, verso Beckham, verso Moggi...Il caldo, poi, il clima surriscaldato del pianeta contribuisce a far sì che molti africani in piu' si spostino. Una volta in Briatore-land, scoprirò che mi sarà lecito solo raccogliere pomodori per 13 ore, beh, che altro posso fare? Però, tra un pomodoro e l'altro, tra un mandarino e l'altro, c'è la Speranza. In Somalia non c'è speranza. finale: se qualcuno dei ricchi grassi italiani PENSA solo di poter rimandare indietro queste persone, beh, è fuori strada di molto. Chi ha fame non torna indietro, lo dice pure Spartaco, la morte per uno schiavo è diversa dalla morte per una persona libera.
    io sono cosciente che non ho tutte le risposte, ma siete consapevoli che non le avete neppure voi?
    Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i pesci dove c'è l'inquinamento, non sapete come si fa a far ritornare indietro una specie estinta, non sapete far tornare le foreste dove ora c'è deserto, non sapete riportare la pace dove c'è guerra. Se non sapete riparare tutte queste cose, per favore smettete di distruggerle.

  12. #12
    Le ultime notizie parlano di altri due immigrati gambizzati a colpi di arma da fuoco e le ultimissime, ancora non verificate, di altri immigrati massacrati a sprangate che verserebbero in gravi condizioni.
    E questa sarà davvero l'ultima.

  13. #13
    Si, la situazione sembra degenerare sempre di più. Quando la gente iniza a sparare nonostante ci siano Forze dell'Ordine presenti ovunque vuol dire che c'è una situazione che sta sfuggendo di mano a chi dovrebbe garantire sicurezza nei confornti di tutti sia degli immigrati che degli italiani. Vuol dire che i problemi sono da tempo presenti e da tempo - come assai spesso avviene - semplicemente dimenticati.
    _____________________________
    http://nelnostrotempo.blogspot.com

  14. #14
    apcom 8 gennaio 2010
    Due immigrati sono stati ricoverati all'ospedale di Polissena in Calabria, feriti da spranghe e bastoni. Il ferimento è avvenuto durante scontri sulla Statale 18 tra Rosarno e Gioia Tauro, tra immigrati e popolazione di Rosarno. Sempre questo pomeriggio altri due immigrati sono stati feriti alle gambe nei pressi di Rosarno, a quanto pare da colpi di pistola ad aria compressa

  15. #15
    SE aggredisci il caporale alla mattina quando ti viene a prendere,e lo lasci secco,magari devi vedertela con la ndrangheta che certo non può ammazzare tutti.

    Se invece distruggi i cassonetti e le auto di poveri cristo che amalapena arrivano a fine mese,è INEVITABILE che ti si rivolti tutto contro.
    http://sitav.splinder.com/

    Sono responsabile di ciò che scrivo,non di ciò che capisci.


    L'appartenenza a sistemi valoriali, si deve dimostrare coi fatti, con l'intera vita, non semplicemente brandendo l'atto di nascita

    Zigmunt Bauman

Segnalibri

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •