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Discussione: Cgil in piazza a Roma, Epifani: «Verrà il peggio»

  1. #1

    Cgil in piazza a Roma, Epifani: «Verrà il peggio»

    Cgil in piazza a Roma, Epifani: "Verrà il peggio"
    Epifani: pronti a sciopero generale con Cisl-Uil






    ROMA - "Il peggio deve ancora venire": ed é in arrivo una "valanga" di licenziamenti. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, parla così della crisi dal palco di Piazza del Popolo davanti alle 100 mila persone che, secondo gli organizzatori, hanno partecipato alla manifestazione indetta dal sindacato di Corso d'Italia. E non si ferma qui, il leader della Cgil si dice "pronto" allo sciopero generale minacciato da Cisl e Uil se il governo non allenterà la pressione fiscale su lavoratori e pensionati.

    Un esecutivo che, per Epifani, "va contro il mondo dei lavoro". Dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, immediato è il commento alla mobilitazione del sindacato: la Cgil - dice - è ancorata al "Novecento e alle sue ideologie". La situazione economica del Paese, per il leader della Cgil, rimane invece grave e la crescita del Pil nel terzo trimestre del 2009 dopo 15 mesi di cali non può farci stare tranquilli: con quel +0,6% "siamo ritornati indietro al primo trimestre del 2003, quello che oggi fa l'Italia è esattamente quello che faceva sei anni fa". E ce ne vorranno altrettanti per uscire da una crisi che non ha toccato ancora il fondo: "gli effetti più negativi sull'occupazione si registreranno nelle prossime settimane". Epifani nel suo comizio davanti ai lavoratori e agli studenti giunti a Roma da tutta Italia con 3 treni speciali e 750 pullman, ha preannunciato infatti una "valanga di persone che se andranno a casa".




    Uno scenario che si avvererà sopratutto se il governo continuerà a non fare "nulla" e a restare "invisibile" nei confronti delle difficoltà del mondo del lavoro. Il leader del sindacato di Corso d'Italia, oltre al governo, punta il dito anche contro gli imprenditori, almeno quelli che "stanno facendo i furbetti, stanno intervenendo per rilevare, chiudere, rivendere e naturalmente licenziare i lavoratori". Coprendosi dietro lo schermo della crisi. Nel suo discorso Epifani si è anche rivolto apertamente a Cisl e Uil: "Nel caso in cui si volesse fare lo sciopero generale sul fisco, la Cgil è ovviamente pronta ed è in prima fila". Nei giorni scorsi, infatti, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti avevano hanno detto che, se il governo non avesse diminuito il fisco su pensionati e lavoratori, come per gli altri, sarebbero stati pronti allo sciopero generale.

    Ma per Sacconi il popolo della Cgil è "un piccolo mondo antico che rappresenta un pezzo del Paese, ma rimane ancorato al '900 e alle sue ideologie''. Pur rispettando la manifestazione il ministro del Welfare afferma di "non comprendere perché la Cgil scelga frequentemente la via del conflitto, spesso anche pregiudiziale nei confronti del governo e dell'isolamento nei confronti delle altre organizzazioni sindacali".

    Per il leader del Pd Luigi Bersani, che alla manifestazione ha fatto pervenire un messaggio di appoggio "il Governo ha perso 18 mesi preziosissimi" e adesso è "l'ora di una svolta. Il Parlamento - sottolinea - deve varare una vera manovra anti-ciclica a sostegno della domanda aggregata".


    14 novembre, 20:52
    www.ansa.it
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  2. #2
    Sindacato

    Cgil, il lavoro è in piazza





    Corteo e manifestazione a Roma. Lavoratori, studenti e precari con il sindacato. “La recessione non è affatto finita. Il governo cosa fa?”. Almeno 100 mila persone nella capitale. Da Fiat a Eutelia, dai call center al Sulcis: parole e volti della crisi


    Sabato 14 novembre, a Roma, i volti del lavoro e della crisi economica sono scesi in piazza con la Cgil. Alla manifestazione di piazza del Popolo e al corteo partito da piazza della Repubblica hanno partecipato, secondo gli organizzatori, oltre 100 mila persone. Un'iniziativa indetta dal sindacato per chiedere al governo misure più incisive contro la crisi e per l'occupazione. La manifestazione è stata chiusa dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani (qui il servizio sull'intervento dal palco). “Ricordo che Cisl e Uil hanno detto di essere pronte allo sciopero generale se il governo non avesse proposto una riduzione del fisco per lavoratori dipendenti e pensionati”, ha detto Epifani. “Io in quei giorni non ho voluto dire nulla - ha aggiunto il segretario della Cgil - Ora però chiedo loro che giudizio danno sui provvedimenti del governo perché, se tale giudizio fosse uguale a quello della Cgil, mando a dire loro che la Cgil è pronta e in prima fila, se loro volessero fare uno sciopero generale sul fisco”. “Da quando abbiamo lanciato l'allarme valanga disoccupazione un anno fa – ha proseguito Epifani -, sono stati persi, bruciati, 570 mila posti di lavoro di cui 300 mila di precari: una media di 50 mila posti in meno al mese”.

    » Il comizio di Epifani
    » VIDEO, la manifestazione
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    Il corteo
    In testa al corteo una foltissima delegazione di lavoratori Fiat di Pomigliano d'Arco. “Dobbiamo provare assolutamente a stanare questo governo – spiega uno degli operai campani arrivati a Roma con la Cgil – noi siamo da un anno in cassa integrazione ordinaria e il 16 novembre scatterà la straordinaria. L'azienda ha già dichiarato che non anticiperà i soldi della cassa e che non garantisce il rientro al lavoro per tutti dipendenti”. “Dall'incontro con Fiat in Regione Campania – spiega ancora il lavoratore di Pomigliano – sono arrivate solo risposte negative alle nostre richieste. Questo non è accettabile. Marchionne ha raccontato cosa vuole fare Fiat in tutto il mondo meno che in Italia”. La manifestazione è piena di striscioni e stendardi di tutti i territori e di tutte le categorie. “Il posto di lavoro non si tocca. Nord e Sud uniti nella lotta” recita ad esempio lo striscione dello Spi Cgil di Brescia. In piazza ci sono anche i metalmeccanici della Fiom con indosso magliette con su scritto “è il mio contratto” e “io voglio votare”. Presente anche delegazione di lavoratori migranti e una folta rappresentanza dei precari scuola.

    “Landi dove sono finiti i soldi?”. Con questo striscione i lavoratori della Agile (ex Eutelia) di Roma, che proseguono l'occupazione della sede aziendale, partecipano alla manifestazione. “Non ci facciamo di certo intimorire dai recenti spiacevoli episodi”, dichiara dalla testa corteo uno dei 200 lavoratori che rischiano il posto di lavoro. Anche l'Unione degli Universitari partecipa alla manifestazione indetta dalla Cgil. La mobilitazione, spiega una nota, è "necessaria non solo per il mondo del lavoro, sotto attacco per le politiche che il governo con la giustificazione della crisi economica continua a portare avanti, ma anche per il mondo dell'istruzione universitaria. Oggi l'università pubblica si trova di fronte a un cammino definito dal governo, che la porterà a invertire il suo ruolo di traino della società".

    Gli interventi dei lavoratori dal palco
    “Sappiamo che in questo momento la nostra è una vertenza simbolo e chiediamo a tutte le Rsu delle aziende di Roma di indire 4 ore di sciopero per unire le nostre lotte”. Parole di Alessandra Carnicella, lavoratrice di Agile (ex Eutelia) che ha aperto così dal palco di Piazza del Popolo il primo di 6 interventi di lavoratori, testimoni diretti della crisi. Carnicella ha poi riassunto tutta la storia della vertenza Eutelia, ricordando che i lavoratori sono in presidio permanente e non percepiscono stipendio da mesi, ma ciò nonostante garantiscono la continuità delle attività dell'azienda. “Abbiamo iniziato in pochi ma siamo diventati tanti – ha proseguito Carnicella - e abbiamo dimostrato, specie negli ultimi giorni, di essere meglio dei nostri padroni”. Al racconto dell'irruzione da parte della “squadraccia” capitanata dall'ex amministratore delegato Landi piazza del Popolo ha risposto con un lungo applauso di solidarietà. “Noi non ci muoveremo dai nostri presidi – ha aggiunto ancora la lavoratrice ex Eutelia - lo diciamo a Scajola e riteniamo esaurito confronto con il ministro Sviluppo Economico. Chiediamo invece un tavolo alla presidenza del consiglio perché questa è una vicenda che riguarda 11mila lavoratori e richiede un intervento forte e deciso dell'esecutivo”. Carnicella ha poi avanzato un dubbio, quello che “altri interessi impediscano l'intervento governo. La fibra ottica fa gola a molti – ha sottolineato la lavoratrice - e noi non vorremmo che Mediaset, l'azienda-governo, ostacoli per propri interessi il nostro futuro”. La lavoratrice ex Eutelia ha chiuso il suo intervento riportando un messaggio ricevuto da una collega Napoli: “Siamo tutti sullo stesso tetto e da quel tetto scenderemo tutti insieme con il sorriso in volto”.

    Sul palco ha parlato una lavoratrice di Answer di Pistoia, call center del gruppo Omega: “Berlusconi, oltre a occuparsi della giustizia, si ricordi dei lavoratori della Answer Pistoia. Deve favorire i tentativi di rilanciare le aziende con nuove commesse. Non esiste solo Alitalia, esistiamo anche noi. Siamo in attesa del nostro salario, abbiamo molte mensilità arretrate: in provincia di Pistoia, i lavoratori si rivolgono alla Caritas per avere un supporto alimentare. E' la prova di una crisi drammatica che sembra non avere fine: Berlusconi prima ha negato la crisi, poi ha detto che ne siamo fuori. Adesso deve convocare il sindacato e Omega, intanto noi restiamo in assemblea permanente”.

    “L’occupazione nei call center rischia di entrare davvero in profonda crisi.. C’è la percezione di precarietà nel nostro mestiere, è vero, ma si è anche dimostrato che si possono assumere le persone, come è successo con le circolari di Damiano. Oggi però si sta avviando la fase delle chiusure e delle delocalizzazioni verso l’est. Io lavoro per Phonemedia, che è passata sotto il controllo Omega, un’azienda killer, e il governo non fa nulla. Noi siamo laureati, parliamo tre lingue, abbiamo studiato, cosa dobbiamo fare per ottenere un lavoro”. Così Domenico Rizzo, lavoratore siciliano del call center.

    “Nel Sulcis ci sono 35mila disoccupati su 130mila abitanti. Non è possibile che solo nel nostro paese le produzioni industriali non funzionino”. Così Alberto Pili, lavoratore Alcoa della Sardegna, sul palco col suo elmetto da minatore parla alla folla di piazza del Popolo della crisi dell’alluminio in Sardegna. “Abbiamo bisogno del vostro aiuto, la prossima settimana saremo di nuovo in piazza a Roma insieme ai sindaci. Per evitare chiusura non ci rimane che lottare, grazie alla Cgil per averci permesso di condividere i nostri problemi”.

    “Il nostro dramma è iniziato cinque anni fa, oggi ormai i sogni sono svaniti nel nulla: Ibm, con l’avallo del ministro Scajola e nonostante i finanziamenti, ha venduto Selfin a Comdata, che ha portato l'azienda alla bancarotta”. Così Stefania Captano, della Selfin (ex Imb) di Caserta, dal palco di piazza del Popolo. “Centinaia di famiglie sono nella disperazione più totale, il nostro obiettivo è riprenderci ciò che nessuno può portarci via, la nostra dignità. Intorno a noi c’è solidarietà, ma tanto senso di impotenza. Dopo un anno di cassa integrazione, alla fine hanno messo la Selfin in liquidazione nel disinteresse più totale: nessuna crisi è alla base di questo fallimento, e a pagare siamo solo noi lavoratori e le nostre famiglie. Restituiteci la nostra dignità”.


    aggiornato alle 18:15
    www.rassegna.it
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  3. #3
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  4. #4
    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  5. #5

    Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.

    (Don Lorenzo Milani)

  6. #6
    il sindacato (tutti) dovrebbero essere sempre ben "sul pezzo" della loro "mission"......

    ogni tanto , almeno a parole, ne azzeccano qualcuna. Ma è una questione di pancia....non di intelletto.

    che le due altre sigle stiano in silenzio assordante o al massimo prone alle segnalazioni della casta parlamentare, la dice lunga sulla attonita decerebrazione degli analisti economici sindacali di qualunque colore e orientamento.

    intanto ottobre 2009 ha portato la consapevolezza che la crisi ha fomentato una ulteriore speculazione, anziché generare un risveglio di coscienza. Ma se ne sono accorti in pochi e quei pochi oggi agiscono nelle zone d'ombra, il che è un azzardo a priori ......e non porterà nulla di buono.

    i segnali ci sono già tutti, certo non li trovate su xfactor e sul grandefratello.....

    comunque fa tenerezza (quella che suscitano gli stupidi ad oltranza..) sentire un sindacato chiedere ad un governo di fare qualcosa per l'economia, ....qualsiasi cosa...., anziché indicare un progetto alternativo di riforma sociale ( se non lo fanno adesso...).

    o mancano le idee, oppure la paura si è già trasformata in terrore.



    Arjuna
    ________________________________________________________
    "A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca" (Belzebù Andreotti)

  7. #7

    la manifestazione della cgil di ieri

    La manifestazione della CGIL
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    Bella, bellissima, vibrante la manifestazione della CGIL ieri a Roma. Un tentativo di arginare lo sgretolamento ulteriore della condizione dei lavoratori, una denunzia forte, fortissima del lavoro perduto, non sempre per ragioni obiettive, spesso per calcoli di speculazione di chi vuole sempre di più, ancora di più rompendo con gli obblighi morali e civili dell'impresa che la Costituzione carica di responsabilità sociali e che all'art.41 così definisce il ruolo dell'imprenditore: " non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali”. Naturalmente, a parte i pochi imprenditori "illuminati" che hanno fatto di tutto per armonizzarsi con
    gli interessi dei lavoratori e del territorio, questa norma è del tutto disattesa specialmente da quando siamo entrati nell'era della globalizzazione che è anche quella della liberazione degli spirits animals
    del capitalismo alla ricerca di profitti immediati che travolge anche aziende sane, che producono e vendono bene, ma non abbastanza per i sogni miliardari dei loro proprietari.
    Il tono generale della manifestazione era dato dalla difesa dell'occupazione e dalla critica del disinteresse del governo che realizza il suo interventismo soltanto con gli ammortizzatori sociali e non con politiche industriali e progetto di lungo periodo per la difesa del tessuto economico del Paese.
    Ma è destinata a fare la fine di quella del 20 ottobre "contro" il governo Prodi. Non modificherà nè superficialmente nè profondamente la situazione dal momento che dalla CGIL, dal comizio di Epifani, non vengono indicazioni valide per la difesa del salario, della stabilità, del welfare, dei diritti. Epifani ha agitato per l'ennesima volta lo spettro della crisi con "il peggio deve ancora venire" raccolto stamane dai massmedia che ha l'effetto di raggelare il sangue e di accorciare tutti gli obiettivi al livello di quello della difesa del posto magari a qualsiasi condizione. Ha anche proposto a Cisl ed UIL uno sciopero unitario comune per il fisco. A parte il fatto che Cisl ed UIL sono profondamente integrati in una politica della Confindustria e del Governo che è basata sulla demolizione delle tutele giuridiche e sindacali per rendere sempre più "flessibile" e sempre più a buon prezzo la merce lavoro, l'obiettivo di uno sciopero per il fisco che si traduce in una detassazione delle tredicesime (si è ancora in tempo?)
    porterebbe pochi spiccioli alle famiglie dei lavoratori dipendenti che non recuperano niente di
    quel dieci percento di ricchezza nazionale che è passato di mano in questi ultimi anni a vantaggio della borghesia produttiva e delle professioni e del ceto politico e manageriale delle privatizzazioni.
    Insistere sulla politica unitaria con CISL ed UIL è suicida, é mettersi nella condizione di subire il dictat di chi è oramai immerso in un processo di istituzionalizzazione parastatale e paraindustriale del Sindacato. Dall'unità sindacale possono venire soltanto danni ai lavoratori. Non siamo più alla grande stagione delle lotte unitarie per le riforme degli anni settanta guidate da Lama, Carniti e Benvenuto.
    Almeno dal 1993 in poi le cose sono profondamente cambiate e la CGIL, sebbene trattenuta e condizionata dalla sua generosa e combattiva base di milioni di lavoratori e pensionati, è stata largamente coinvolta in una gestione sindacale la cui agenda è sempre stata dettata dal padronato e dal Governo e che ha prodotto vulnus e ferite profonde ai diritti ed alla condizione sociale sempre più retrocessa verso una condizione addirittura ottocentesca anteriore alla nascita del movimento operaio.
    Ricordo per tutti i famigerati accordi di luglio con il governo Prodi e gli accordi Alitalia che hanno rivoluzionato in senso deregolation addirittura illegale il rapporto di lavoro.
    La riorganizzazione del lavoro dipendente pubblico e privato non viene adeguatamente negoziata se si accettano le privatizzazioni, le esternalizzazioni, il ricorso alle agenzie interinali, alle cooperative ed a tutti i marchingegni di elusione inventati dalla legge Sacconi-Maroni.
    La manifestazione di ieri resterà una commovente testimonianza di una volontà di lottare per il cambiamento ed il recupero della dignità operaia perduta per il successo dell'ideologia dell'Impresa a cui tutto deve essere sacrificato. La CGIL ascolterà le indicazioni del PD che spinge verso l'accettazione dei contenuti dell'accordo separato e paralizza qualsiasi tentativo di cambiare in meglio lo stato delle cose. Bersani parla di centralità del lavoro ma la sua prima simbolica visita da Segretario è stata per gli artigiani emiliani.
    Sacconi, il Ministro pronube della "complicità padronato-imprese" ha imputato alla CGIL di essere rimasta ancorata alle ideologie del Novecento. Magari fosse vero!!!
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    www.spazioamico.it

  8. #8
    Citazione Originariamente Scritto da arjuna Visualizza Messaggio

    comunque fa tenerezza (quella che suscitano gli stupidi ad oltranza..) sentire un sindacato chiedere ad un governo di fare qualcosa per l'economia, ....qualsiasi cosa...., anziché indicare un progetto alternativo di riforma sociale ( se non lo fanno adesso...).

    o mancano le idee, oppure la paura si è già trasformata in terrore.



    ieri Epifani ha dato più di un suggerimento/ richiesta al governo.
    elencando minuziosamente cosa si dovrebbe fare.

    soprattutto un forte attacco allo scudo dell'ingiustizia sociale.
    ha chiesto l'immediato l'aumento della cassa integrazione (con 700 eu-mese non ci campa) nel silenzio assordante dei due avariati (cisl uil) a me pare abbia parlato molto chiaro. la situazione è grave, l'unico che ha fatto finta di non capire è quel pupazzo di sacconi, definendo cigil un piccolo mondo antico
    non ho parole, mi cresce solo un mavaffanculo...

    che altro poteva dire Epifani ?

  9. #9
    Cgil e studenti in piazza, Epifani: pronti
    a sciopero, valanga licenziamenti in vista



    «La crisi non è finita».



    Bersani: il governo ha perso 18 mesi, è l'ora della svolta.


    ROMA (14 novembre) - Cgil in piazza a Roma per chiedere al governo risposte concrete contro la crisi. A sfilare in corteo da piazza della Repubblica a piazza del Popolo accanto al sindacato anche gli studenti universitari. Secondo Epifani la crisi non è ancora finita, e dal punto di vista del Pil «quello che oggi fa l'Italia è esattamente quello che faceva sei anni fa e per risalire ai livelli dell'inizio del 2003 impiegheremo 6 o 7 anni». Ribatte Sacconi: la Cgil fa opposizione a prescindere. Per il leader del Pd è «l'ora della svolta».

    «Se Cisl e Uil volessero fare uno sciopero generale sul fisco, la Cgil è pronta ed è in prima fila» ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani.

    «La crisi avrà gli effetti più negativi sull'occupazione nelle prossime settimane» ha aggiunto Epifani che ha sottolineato come «il governo non stia facendo nulla per sostenere il lavoro e i pensionati».

    «Valanga di licenziamenti in arrivo». «Oggi - ha detto Epifani - la valanga, che sta aumentando, non è fatta di cassa integrazione ma di mobilità, di ristrutturazioni e di persone che se ne vanno a casa senza avere un futuro». Epifani ha aggiunto che «la crisi non è ancora passata per i disoccupati, per i lavoratori, per i precari e per i pensionati. Per loro il peggio deve ancora arrivare». «Quando sento dire che il peggio è passato - ha proseguito - domando 'ma per chi?' Forse per coloro che investono nella Borsa, visto che dall'inizio dell'anno è aumentata del 100%». Insomma, per Epifani la recessione è oramai alle spalle solo per «chi ci ha portato nella crisi, gli speculatori».

    Riguardo alla scomparsa dei fondi destinati ai giovani ricercatori dell'università, il leader della Cgil ha detto «è una finanziaria che non dà nulla al lavoro, agli investimenti e al Mezzogiorno e non c'è soluzione neanche per i precari dell'università». «Manca la promessa di stabilizzare i giovani ricercatori precari», ha spiegato il segretario generale della Cgil, aggiungendo: «gli interventi del governo vanno contro il mondo del lavoro».

    «Troppi imprenditori stanno facendo i furbetti, stanno intervenendo per rilevare, chiudere, rivendere e naturalmente licenziare i lavoratori» ha detto il segretario della Cgil, e «tutto questo non va bene, ecco perchè bisogna che l'informazione torni a parlare della crisi».

    Epifani parla poi della Finanziaria approvata ieri definendola «troppo al di sotto della portata della crisi». Epifani ha ricordato: «Avevamo chiesto più ammortizzatori sociali, ci è stato risposto di no. Avevamo chiesto la riduzione del carico fiscale per i lavoratori dipendenti e i pensionati, ci hanno risposto di no. E sui precari?», ha domandato ricevendo dalla piazza un coro di no. Ma Epifani ha corretto la piazza dicendo: «No, qui bisogna dire sì, quella sui precari era l'unica promessa, in 80 mila dovevano essere impiegati nel mondo della ricerca e dell'università, invece - ha poi aggiunto ironizzando - è diventato un no!Così come per il pubblico impiego, per gli investimenti, la richiesta di cambiare il patto di stabilità per dar modo ai Comuni e alle Province di investire e spendere. A tutto è stato detto di no: o noi non abbiamo capito o, se le cose stanno così, il governo non ha fatto e non vuole fare niente».

    Botta e risposta tra Epifani e Sacconi. «L'unica cosa che non si può dire è che non leggiamo le cose del Governo. Vorremmo leggere cose diverse, è questo il punto» ha Epifani. «Noi non ce l'abbiamo con il governo, ma con quello che fa», ha sottolineato Epifani, replicando indirettamente al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che, parlando oggi a Soave, ha definito quella del sindacato un'opposizione a prescindere. Epifani ha raggiunto all'altezza di largo Santa Susanna il corteo della manifestazione della Cgil partito da Piazza della Repubblica, per poi mettersi alla testa del corteo dietro lo striscione.

    Bersani: il governo ha perso 18 mesi, è l'ora della svolta. «Il Governo ha perso 18 mesi preziosissimi». È «l'ora di una svolta. Il Parlamento deve varare una vera manovra anti-ciclica a sostegno della domanda aggregata, quindi dei consumi delle famiglie e, per tale via, degli investimenti delle imprese, dell'occupazione, dei profitti». Questo uno dei passaggi del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, al segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Bersani parla dell' «aspetto peggiore della difficilissima fase in corso» che «è l'occultamento dei problemi, la forzata rappresentazione di una normalità inesistente»; «si continua a ripetere che il peggio è alle nostre spalle», dice il segretario del Pd, «non è così per l'economia reale».

    Per questo, dice Bersani, «dobbiamo rafforzare ed estendere la rete degli ammortizzatori sociali, in particolare per i contratti privi di copertura assicurativa, come indicate nella vostra piattaforma; dobbiamo ridurre le imposte sui redditi da lavoro e sulle pensioni medie e basse; allentare il Patto di stabilità interno sulla spesa per investimenti di comuni e province per far partire i progetti immediatamente cantierabili; dobbiamo rimuovere il tetto ai crediti di imposta per gli investimenti delle imprese nel Mezzogiorno e per le spese in ricerca e sviluppo; dobbiamo potenziare i consorzi fidi per dare liquidità alle imprese».

    Un commento anche sulla banda larga. «Mentre la Germania guarda al futuro noi resteremo indietro» ha detto il segretario generale della Cgil. «C'era un investimento di 800 milioni di euro, che avrebbe garantito lavoro a 50 mila persone, l'investimento da un giorno all'altro è stato cancellato. Un fatto molto grave perchè, mentre noi rinunciamo ad estendere la velocità di trasmissione in tutto il Paese, la Germania tra 3 o 4 anni sarà completamente cablata e trasmetterà i dati a 50 megabyte. Loro - ha detto Epifani - guardano al futuro e noi resteremo indietro. Su questo - ha aggiunto - lancio un guanto di sfida perchè abbiamo ragione noi».

    Cicchitto: da Pd e Cgil menzogne sull'inerzia del governo. «Epifani e Bersani dicono menzogne affermando che il governo non ha fatto nulla per diciotto mesi e non ha affrontato i nodi dell'economia» dice il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrzio Cicchitto, commentando le parole del leader della Cgil e del segretario del Pd. «Certamente -aggiunge Cicchitto - il governo non ha seguito la linea irresponsabile e demagogica, della Cgil e della sinistra, di aumentare il deficit di un punto di Pil, che avrebbe messo in crisi i titoli di stato e portato il Paese al dissesto finanziario. Invece, realisticamente e compatibilmente all'enorme debito pubblico che pesa sull'Italia, l'esecutivo ha sviluppato un'azione, fondata su numerose iniziative legislative, che ha favorito la fuoriuscita dell'Italia dalla recessione, come dimostra l'attuale crescita del Pil pari allo 0,6 %».


    Oltre 100mila i lavoratori in corteo secondo gli organizzatori. Tante le bandiere della Cgil, della pace, ma anche di partiti della sinistra come il Pd, l'Idv, dei Comunisti Italiani e grossi palloni colorati con la scritta Flc-Cgil. Nel corteo alcuni striscioni sono quelli delle aziende in crisi come l'Eutelia, che ne espongono uno con la scritta «Eutelia: come arricchire i padroni depredando i lavoratori. Landi, dove sono finiti i soli e gli immobili di Getronics e Bull?». I lavoratori hanno raggiunto la capitale con 3 treni e oltre 750 pullman. Già presenti esponenti politici nazionali come Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro, Paolo Ferrero. In testa alla manifestazione la segretaria nazionale della Cgil Susanna Camussso e il segretario regionale del Lazio Claudio Di Berardino.

    Secondo il il segretario generale Cgil Roma e Lazio Claudio Di Berardino «sul tema della crisi e del sostegno al reddito il ruolo del Comune di fatto ad oggi è inesistente, non mostra interesse a raggiungere un'intesa».

    Studenti in piazza. Sono centinaia, secondo l'Unione degli Universitari, gli studenti in piazza. «Oggi l'Università pubblica si trova di fronte ad un cammino che la porterà ad invertire il suo ruolo di traino della società. Il processo di privatizzazione - sottolinea l'Udu - con l'inserimento di privati nei CdA per almeno il 40% dei componenti, porterà la didattica e la ricerca ad essere indirizzate verso i settori di mercato in cui investono i finanziatori che siederanno nei CdA». «Il diritto allo studio verrà, inoltre, slegato dai requisiti di reddito con l'istituzione di un fondo speciale per l'erogazione di borse di studio secondo prove nazionali. Secondo l'Udu «con questo indirizzo il Governo intende fare una scelta molto precisa, quella di eliminare l'istruzione universitaria dalla spesa pubblica, scelta che contestiamo profondamente perchè l'Università pubblica non può chiudere, nell'interesse non solo degli studenti, ma anche nell'interesse del Paese intero che si troverà con questa strada in pochi anni ad avere una separazione sociale nell'istruzione universitaria, tornando indietro di decenni».

    http://www.ilmessaggero.it/articolo....=HOME_ECONOMIA
    Ultima modifica di Juliet; 15-11-2009 alle 14:54

  10. #10
    Citazione Originariamente Scritto da Bondourant Visualizza Messaggio

    che altro poteva dire Epifani ?
    epifanio, che con la sua faccetta fa ridere "brunettolo" (solo perchè nel fungo dove vive gli specchi non fanno parte dell'arredamento...), non ha avuto cuore e gonadi per chiamare, DA SUBITO, una manifestazione trasversale popolare "universale".

    ATTENZIONE!

    andiamo a spiegare bene:

    non si tratta del solito sciopero generale da "infrattati" del venerdì pomeriggio, neanche della solita pantomima di vertenza settoriale con annesse richieste (irrisorie e blasfeme) economiche.

    si trattava di travalicare lo schieramento politico asservito al parlamentarismo di casta, e dimostrare ai "parassiti politicanti" che la sofferenza economica e sociale tocca tutti , ipnotizzati telemediatici o meno.
    si trattava di utilizzare una, ancora per poco..., cospicua energia presente nella base lavoratrice per chiamare a raccolta tutti coloro che hanno chiara la preoccupazione per il futuro....e sono assolutamente e sinceramente trasversali.
    si trattava di dire la verità, non per piangersi addosso o squittire un appello ad un governicchio inchiodato e drogato dai "cascami" propagandistici ormai stucchevoli per tutti.
    si trattava di dire lapalissianamente che non ci stiamo a morire per loro.....che il "loro" gioco deve finire, perché "loro" non hanno nessun diritto sul nostro futuro....."di noi che siamo di qua o stiamo di là".
    si trattava di mettere la paura vera sulla coda delle "nostre" gazze ladre parlamentari, con una presenza critica incontestabile sotto nessuna bandiera.

    .....ALTRIMENTI:
    si lasciano dire "cose" ai NAT e alla violenza che da lì si genererà.....che sarà sempre contro di noi e che sarà ( ANCORA ....CAZZO!) la stampella per questa casta corrotta e corruttrice. Già visto......


    i tempi sono ben più che seri....

    Ultima modifica di arjuna; 17-11-2009 alle 17:36
    Arjuna
    ________________________________________________________
    "A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca" (Belzebù Andreotti)

  11. #11
    Citazione Originariamente Scritto da arjuna Visualizza Messaggio
    si trattava di .....
    figurati se non concordo. MA.

    il dosaggio del calma ragazzi di Epifani (di cui ho una particolare stima)è quasi una strada obbligata, una sbavatura
    e immediatamente 12 telegiornali del padrone avrebbero gridato al gesto rivoluzionario, irresponsabile, antidemocratico comunista e stalinista.ieri quel cialtrone di bondi ha detto che essere contro
    il governo equivale ad essere contro la democrazia e contro l'Italia
    se uno dice queste cose sa benissimo che di fronte ha persone che ne sono convinte

    Argiu,anche tu sottovaluti il potere pervasivo del catodico.?
    uscire da quella palude è tutt'altro che facile


    io il discorso me lo sono sentito tutto, perbene (sky tg 24)
    ci sono stati 3/4 passaggi che dicevano ai pupazzi del feudatario e alla confindustria, state molto in campana ne abbiamo pieni i c...i


    soprattutto quando ha fatto un attacco durissimo allo scudo e alla finanziaria, oltretutto la spinta allo sciopero generale è di cisl e uil
    e lui si è subito messo in prima fila con cgil.

    gestire, questa è la parola magica oggi.

  12. #12
    Citazione Originariamente Scritto da Bondourant Visualizza Messaggio
    ..................
    gestire, questa è la parola magica oggi.

    condivisibile, ma non è più una fase di urgenza, è emergenza.

    Fare diga al movimento operaio forse è possibile, tentare di gestire il fiume in piena trasversale e interclassista non sarà possibile; si sarà travolti comunque.

    Mi rendo anche conto che molti (anche di quelli svegli) non ne percepiscono la gravità, perché è ostico comprendere il livore celato della borghesia media, perché è abulica l'attenzione dei dipendenti statali, perché la "fede" dei pensionati nei loro piccoli assegni mensili è sconfinata.

    M A

    il tempo delle parole era l'altro ieri, adesso cercheranno di rianestetizzarci con "presunte" nuove elezioni anticipate .......
    ma non c'è più tempo.

    Arjuna
    ________________________________________________________
    "A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca" (Belzebù Andreotti)

  13. #13
    Citazione Originariamente Scritto da arjuna Visualizza Messaggio

    ...

    .....ALTRIMENTI:
    si lasciano dire "cose" ai NAT e alla violenza che da lì si genererà.....che sarà sempre contro di noi e che sarà ( ANCORA ....CAZZO!) la stampella per questa casta corrotta e corruttrice. Già visto......


    i tempi sono ben più che seri....

    Guarda, questi fantomatici NAT mi convincono poco. Finita, si fa per dire, la carta degli immigrati, adesso giocano anche la carta del terrorismo? Hanno fatto vedere un comunicato dei NAT alla TV che sembrava un reperto storico, scritto con la macchina da scrivere
    Se è vero che il fine giustifica i mezzi, ne discende che il non raggiungimento del fine non consente più di giustificarli. N.Bobbio

    La tolleranza deve essere estesa a tutti tranne che agli intolleranti. N.Bobbio

  14. #14
    Citazione Originariamente Scritto da Edric Visualizza Messaggio
    Guarda, questi fantomatici NAT mi convincono poco. Finita, si fa per dire, la carta degli immigrati, adesso giocano anche la carta del terrorismo? Hanno fatto vedere un comunicato dei NAT alla TV che sembrava un reperto storico, scritto con la macchina da scrivere
    oh.....yes....

    mi riferivo proprio a quello quando parlavo di stampella.....

    il "già visto" perché sono dei coglioni senza fantasia......
    figuriamoci quelli che continuano a "bere"...



    ma non impareremo mai??
    Arjuna
    ________________________________________________________
    "A pensare male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca" (Belzebù Andreotti)

  15. #15
    ragazzi,

    certo che avviare una nuova linea di produzione nella FDP SpA avrebbe previsto un po' più di creatività. persino la fiat aveva più fantasia.

    e stasere l'onorevole pianolista di locate trivulzi Maroni ha fatto un mix and sheker fra fondamentalismo& Nat (king cole)



    capisciamme
    Ultima modifica di Bondourant; 17-11-2009 alle 23:10

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