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di Metaforum
Forum
di politica, cultura, società - 2009
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30-01-2009, 22.59.44
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Islanda
Come è da considerare l'interesse dell'attuale governo islandese per l'ingresso del loro paese nell'Europa unita?
Un matrimonio di solo interesse economico, dettato dal crack economico o finalmente buon senso (l'unione fa la forza)?

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31-01-2009, 00.48.24
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Citazione:
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Originalmente inviato da edolo
Come è da considerare l'interesse dell'attuale governo islandese per l'ingresso del loro paese nell'Europa unita?
Un matrimonio di solo interesse economico, dettato dal crack economico o finalmente buon senso (l'unione fa la forza)?

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E' da considerare nell'ottica di quel che e' successo in Islanda negli ultimi mesi. La crisi economica ha distrutto l'economia islandese. In poche settimane si sono susseguiti colpi terrificanti quali il collasso di Kaupthing, Landsbanki e Glitnir, le 3 principali banche del paese, il crollo biblico dell'ICEX, l'indice della borsa di Reykjavik, che lo scorso 16 Ottobre e' precipitato dell'80% in un solo giorno, la svalutazione sudamericana della corona islandese, e la scomparsa delle riserve monetarie della nazione.
Per rendere un'idea della situazione islandese si pensi che la Norvegia e' dovuta intervenire finanziariamente per far si' che giungessero rifornimenti di cibo sull'isola, che non potevano piu' essere pagati da Reykjavik. Niente di trascendentale per la Norvegia, che ha riserve monetarie sconfinate, pero' si capisce a che punto si e' arrivati in Islanda.
L'adesione all'Europa Unita serve all'Islanda per legare la propria valuta all'Euro, possibilmente adottandolo quanto prima, e per ottenere dall'Europa una mano, per rialzare un'economia clinicamente morta.
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31-01-2009, 01.36.04
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mamma mia che situazione 
e li in Norvegia come va?
qui siamo stati colpiti relativamente poco, cioe' lavoro se ne trova ancora
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31-01-2009, 06.42.45
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Si potrebbe pensare che l'avvicinamento dell'Islanda all'UE sia solo una faccenda economica ma in realtà non è così. Quando si sbatte la faccia contro la realtà dei fatti si capiscono rapidamente parecchie cose, a partire dal fatto che la "sovranità nazionale" dei paesi europei è un fatto sempre più illusorio.
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31-01-2009, 10.59.46
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Citazione:
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Originalmente inviato da edolo
Come è da considerare l'interesse dell'attuale governo islandese per l'ingresso del loro paese nell'Europa unita?
Un matrimonio di solo interesse economico, dettato dal crack economico o finalmente buon senso (l'unione fa la forza)?

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immagina circa 200.000 persone su una zatterona che vive praticamente di pesca e di qualche diritto di transito,
cosa ci fai al giorno d'oggi con solo questi?
a pare il gioco della rana finanziaria che gracidando si voleva ingrossare sempre più?
La crisi del 2008 [modifica]
L'inizio della crisi ha la propria genesi, in realtà, nei primi mesi del 2006 [2], quando si ebbero i primi casi di insolvenza delle tre banche principali dell'isola: la Glitnir, la Kaphting, la Landsbanki. La situazione andò via via peggiorando nel corso dell'anno seguente, per poi precipitare a ottobre del 2008 quando l'intera isola venne travolta dai crolli sulle borse mondiali seguite alla crisi americana dei mutui subprime. Ma cosa era accaduto?
Nel corso dei dieci anni precedenti, l'economia islandese era cresciuta ad un ritmo attorno al 6% annuo, ragguardevole se si considera che si trattava di uno dei paesi con il reddito pro-capite più alto del mondo. L'Europa nello stesso periodo era cresciuta ad un ritmo ancorato al 2%. Ad aggravare la situazione, c'era il fatto che l'Islanda non aveva aderito all'euro, ragion per cui la krona era una valuta fluttuante, esposta all'influenza dei mercati mondiali. I tassi di interesse erano piuttosto alti: 5-6%, contro il 2-4% dell'area euro-USA, e soprattutto lo 0-1% del Giappone. La situazione incoraggiava l'afflusso di denaro dal mercato globale per finanziare debito pubblico, azioni e obbligazioni islandesi. In particolare risultava conveniente a fini speculativi contrarre prestiti, ad esempio, in Giappone e reinvestirli in Islanda (carry trade).
Per arginare il fenomeno, la banca centrale alzò i tassi di interesse. Tale iniziativa, in teoria, avrebbe dovuto scoraggiare il ricorso all'indebitamento da parte degli islandesi, ma ebbe l'effetto contrario a causa dei ridotti volumi in questione (ridotti con riferimento all'economia mondiale, giganteschi rispetto alla piccolissima economia dell'isola). Si innescò, così, un circolo vizioso: più i tassi salivano, più i titoli di debito diventavano appetibili e attiravano capitali, il che spingeva i tassi sempre più in alto, e così via. Nel giro di qualche anno i tassi di sconto, da cui dipendono in particolare gli interessi sui Buoni del Tesoro, raddoppiarono e poi triplicarono fino a sfiorare il 15%.
Nel frattempo le tre minuscole banche islandesi si riempirono di denaro straniero, che utilizzarono in acquisizioni all'estero, specialmente in Svezia, Norvegia, Danimarca. Lo stesso fecero gli imprenditori islandesi acquistando quote in aziende di tutto il mondo. Il ricorso al credito fu ingente anche da parte dei lavoratori, che vedevano i propri salari crescere allo stesso ritmo. D'altra parte, nel peggiore dei casi, investire in Islanda rendeva invariabilmente percentuali a due zeri, come ad esempio nel mercato degli immobili, i cui prezzi erano più che raddoppiati.
A gennaio 2006, l'agenzia di rating Fitch esprime perplessità sul fatto che un indebitamento di tali proporzioni sia sostenibile da parte di un paese di 300.000 abitanti. Si parla infatti di debiti esteri per diversi miliardi di dollari, cioè di cifre confrontabili con l'intero PIL (pari a una decina di miliardi). La sfiducia sui mercati internazionali derivante dall'abbassamento del rating, causò una mancata sottoscrizione di un'obbligazione a cinque anni emessa dalla banca Kauphting, che stava scadendo: della nuova emissione, pari a 1250 milioni di dollari, le richieste si fermano a 600 milioni. La banca restò dunque scoperta per 625 milioni, e fu l'inizio di una crisi inarrestabile, con le caratteristiche code agli sportelli delle banche. Anche il deficit dello stato viaggiava a due cifre (> 20%) e nel corso degli anni aveva portato ad un debito pubblico pari a quattro-cinque volte il PIL.
Nell'ottobre del 2008, dopo ripetute iniezioni di liquidità da parte di diversi paesi che non hanno portato significativi miglioramenti, l'Islanda viene travolta dalla crisi dei mercati valutari americani e si dichiara sull'orlo del fallimento. [3][4].
Il 7 ottobre 2008 la Russia propone un prestito di oltre 4 miliardi di euro all'Islanda per fare fronte alla mancanza di liquidità[5].
Il 20 ottobre 2008 vede la luce un piano alternativo al prestito russo, stavolta pilotato dal Fondo Monetario Internazionale. Si prevede un prestito diretto di un miliardo di dollari, e di altri cinque miliardi forniti attraverso le banche centrali scandinave e giapponese[6]
http://it.wikipedia.org/wiki/Islanda
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31-01-2009, 11.48.49
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in tutti i casi, qualunque sia il motivo del "matrimonio" sono comunque europei e non possiamo certo lasciare che la loro economia si disintegri. tanto piu' che sono uno stato piccolissimo e poco popolato quindi aiutarli non ci costerà nemmeno un occhio della testa.
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31-01-2009, 11.57.37
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Citazione:
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Originalmente inviato da gladiatore78rm
in tutti i casi, qualunque sia il motivo del "matrimonio" sono comunque europei e non possiamo certo lasciare che la loro economia si disintegri. tanto piu' che sono uno stato piccolissimo e poco popolato quindi aiutarli non ci costerà nemmeno un occhio della testa.
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ha una piattaforma continentale non indifferente, ovvero posti dove cercare materie prime
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01-02-2009, 01.04.22
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
immagina circa 200.000 persone su una zatterona che vive praticamente di pesca e di qualche diritto di transito,
cosa ci fai al giorno d'oggi con solo questi?
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
ha una piattaforma continentale non indifferente, ovvero posti dove cercare materie prime
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Che fai, ti autosmentisci?
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01-02-2009, 01.11.12
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Citazione:
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Originalmente inviato da Art
Si potrebbe pensare che l'avvicinamento dell'Islanda all'UE sia solo una faccenda economica ma in realtà non è così. Quando si sbatte la faccia contro la realtà dei fatti si capiscono rapidamente parecchie cose, a partire dal fatto che la "sovranità nazionale" dei paesi europei è un fatto sempre più illusorio.
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E invece la faccenda economica c'entra parecchio. Poco prima che scoppiasse la crisi, i dibattiti in Islanda in merito alla possibile adesione all'EU vedevano in No confermare il suo tradizionale vantaggio perche' era opinione diffusa, pochi mesi fa, che l'Islanda non potesse trarre alcun vantaggio dall'adesione.
Pochi mesi di crisi ed ecco che nel 2011 l'Islanda entrera' nell'UE con la Croazia. Non penso che in pochi mesi cambi la mentalita' nazionale...
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01-02-2009, 01.39.47
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Citazione:
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Originalmente inviato da clara
mamma mia che situazione 
e li in Norvegia come va?
qui siamo stati colpiti relativamente poco, cioe' lavoro se ne trova ancora
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La crisi ha colpito anche qui da noi, anche se in misura minore, per vari motivi.
Uno dei maggiori, secondo me, e' dovuto al fatto che il governo ha un controllo tentacolar, direi quasi sovietico, su tutto, e ai primi accenni di crisi negli USA sono scattate in largo anticipo le contromisure governative qui da noi. Tutte le banche sono state passate ai raggi X, sono stati creati fondi di garanzia per i clienti delle banche, e il governo ha erogato pacchi di aiuti da diversi miliardi di euro anche se le banche non ne avevano ancora avuto bisogno. C'e' stato (e c'e' ancora) un calo dei consumi dovuto al timore diffuso che la crisi possa colpire anche qui, i prezzi del mercato immobiliare sono calati e di riflesso sono calati appunto i consumi, ma la banca centrale ha provveduto tempestivamente a tagliare pesantemente i tassi d'interesse, che dovrebbero scendere ancora a Febbraio (e mutuo della mia casetta, per esempio, e' calato del 15%). La disoccupazione e' i aumento, e non si sa ancora se saranno necessarie altre contromisure.
La borsa di Oslo e' calata di parecchio, ma "doveva" calare, visto che l'indice e' stato spinto alle stelle per anni dal boom economico. Negli ultimi 4 anni, prima della crisi, l'indice della Borsa di Oslo e' salito del 200%, la corona norvegese si e' rivalutata del 45% sul dollaro e del 16% sull'euro. Il rimbalzo verso il basso doveva arrivare prima o poi, e la crisi ha fatto accadere cio'. Ma dopo 3 mesi difficili, borsa e corona hanno ricominciato a salire.
Poi c'e' anche da considerare l'atipicita' norvegese, ossia la sua enorme ricchezza: un'economia basata su immense ricchezze naturali (petrolio, gas, pesca, legno e i recenti giacimenti di torio) in uno stato piu' esteso dell'Italia ma con meno abitanti di Roma, ed una politica "socialista" che usa gli introiti per il mantenimento dello stato sociale e per la costituzione dell' Oljefondet, una riserva monetaria che il governo non tocca, destinata alla emergenze delle generazioni future, che viaggia verso quota 300 miliardi di euro.
In sintesi, la Norvegia non e' immune alla crisi, ma ha un eccellente armamento per combatterla.
E la settimana scorsa in un sondaggio la popolazione ha ribadito per l'ennesima volta il suo no deciso all'adesione all'UE.
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01-02-2009, 04.32.03
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
immagina circa 200.000 persone su una zatterona che vive praticamente di pesca e di qualche diritto di transito,
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La pesca non è più da molto tempo una delle principali risorse economiche islandesi, se no del resto tutto questo casino non sarebbe stato di certo così virulento.
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01-02-2009, 04.38.15
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Citazione:
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Originalmente inviato da Naacal
E invece la faccenda economica c'entra parecchio. Poco prima che scoppiasse la crisi, i dibattiti in Islanda in merito alla possibile adesione all'EU vedevano in No confermare il suo tradizionale vantaggio perche' era opinione diffusa, pochi mesi fa, che l'Islanda non potesse trarre alcun vantaggio dall'adesione.
Pochi mesi di crisi ed ecco che nel 2011 l'Islanda entrera' nell'UE con la Croazia. Non penso che in pochi mesi cambi la mentalita' nazionale...
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Non sto mica dicendo che non centra parechio, sto solo dicendo che non è l'unico motivo.
Se fosse solo una pura e semplice questione di economia l'Islanda potrebbe anche azzardarsi a evitare l'ingresso in UE, perchè in un modo o nell'altro e pur con grande fatica in futuro si riprenderanno, ma tutta questa storia e quello che sono costretti a fare per non crollare completamente (a partire dall'indebitarsi con mezzo mondo e arrivare al punto di doversi addirittura far rifornire di cibo) ha messo in chiarissima evidenza che il rimanere isolati può diventare un pericolo mortale.
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01-02-2009, 04.44.27
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Citazione:
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Originalmente inviato da Naacal
E la settimana scorsa in un sondaggio la popolazione ha ribadito per l'ennesima volta il suo no deciso all'adesione all'UE.
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Curiosità mia: con che percentuale e con quali motivazioni?
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01-02-2009, 06.46.27
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Citazione:
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Originalmente inviato da Naacal
Che fai, ti autosmentisci?
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in potenza non in realtà
ancora non abbiamo le miniere sottomarine, ma in un futuro non lontano dovremmo farlo, e quel giorno i proprietri delle piattaforme continentali vorranno esige le loro royaltes
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01-02-2009, 06.55.50
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Citazione:
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Originalmente inviato da Art
La pesca non è più da molto tempo una delle principali risorse economiche islandesi, se no del resto tutto questo casino non sarebbe stato di certo così virulento.
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è stata una sorta di catena di s.antonio giostrata sugli interessi del debito pubblico islandese. visti i tassi,si facevano prestare i soldi all'estero ad un tasso basso, per comprare titoli del governo islandese guadagnandone la differenza dei tassi. ma era tutto un lavoro cartaceo perchè per quanto florida l'economia islandese,il governo islandese dalle tasse può ricavare sempre un determinato tot. quindi per cercare i fondi il governo investiva all'estero, poi quando è successo il botto finanziario in america.......
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01-02-2009, 06.57.18
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Citazione:
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Originalmente inviato da Art
Curiosità mia: con che percentuale e con quali motivazioni?
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entrare in U.E. significherebbe spartire con altri i proventi dl petrolio ...............
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01-02-2009, 14.17.28
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Citazione:
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Originalmente inviato da edolo
Come è da considerare l'interesse dell'attuale governo islandese per l'ingresso del loro paese nell'Europa unita?
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Islanda: nessuna domanda adesione Ue
Barroso smentisce voci ingresso imminente in Unione Europea
(ANSA) - BRUXELLES, 30 GEN - L'Islanda e' 'un paese amico e fa parte dello spazio economico europeo', ma non ha avanzato richiesta di adesione all'Ue. Cosi' Barroso. Il presidente della Commissione Ue lo ha detto rispondendo ad una domanda dei giornalisti circa le voci che un ingresso dell'Islanda nell'Ue potrebbe essere imminente. Barroso ha sottolineato che anche questo interesse dimostra come l'Ue resti 'molto attraente'. 'Ci sono vari paesi che vogliono aderire', ha sottolineato il presidente della Commissione Ue.
http://www.ansa.it
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01-02-2009, 19.04.24
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Citazione:
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Originalmente inviato da Art
Curiosità mia: con che percentuale e con quali motivazioni?
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57,3% No
33,2% Si'
9,4% Non so.
La Norvegia aderisce al Trattato di Schengen, ma non all'UE, e in piu' adotta un gran numero di normative europee. Penso questa sia la forumla piu' gradita ai cittadini. Per il resto, la corona e' molto piu' potente dell'euro e i salari qui sono molto piu' alti e credo che la popolazione tema che questo status venga stravolto con una adesione all'UE.
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02-02-2009, 11.01.25
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Johanna Sigurdardottir, 66 anni, ex hostess ed ex ministro degli Affari sociali.
Guiderà l'Islanda fino alle elezioni di aprile.
E' una donna ed è dichiaratamente omosessuale.
In Italia una cosa così potremmo vederla tra un centinaio di anni.
Forse.
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02-02-2009, 14.13.07
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Citazione:
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Originalmente inviato da amarena
In Italia una cosa così potremmo vederla tra un centinaio di anni.
Forse.
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E la Montalcini -che avrà più o meno una centosessantina di anni- ci spiegherà perchè i nostri neuroni sono tanto in ritardo...
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02-02-2009, 14.34.20
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e lo chiedi alla Montalcini ? 
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03-02-2009, 00.11.26
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
entrare in U.E. significherebbe spartire con altri i proventi dl petrolio ...............
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Questa è un'assurdità, a quanto pare molto diffusa in Norvegia. Questo ragionamento sarebbe vero se l'UE fosse una federazione, ma allo stato attuale nessuno è tenuto a spartire niente in fatto di risorse naturali. Si "spartiscono" i fondi del bilancio comunitario, ma quello è tutt'altro discorso.
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03-02-2009, 08.50.43
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Citazione:
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Originalmente inviato da Art
Questa è un'assurdità, a quanto pare molto diffusa in Norvegia. Questo ragionamento sarebbe vero se l'UE fosse una federazione, ma allo stato attuale nessuno è tenuto a spartire niente in fatto di risorse naturali. Si "spartiscono" i fondi del bilancio comunitario, ma quello è tutt'altro discorso.
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Non e' diffusa in Norvegia appunto perche' e' un'assurdita'. I motivi del No sono altri. I norvegesi seguono molto la politica estera, sono consci di un certo tipo di problemi che l'essere parte dell'UE comporta, e scelgono quel che piu' gli conviene, ossia:
- adesione a Schengen
- rifiuto dell'euro (la corona e' piu' forte e garantisce un potere d'acquisto maggiore
- adozione di normative UE (per competere sui mercati europei)
- rifiuto dell'adesione politica all'UE (ossia possibilita' di gestire le proprie produzioni come si vuole.
Faccio presente che il fronte dei NO e' in costante salita.
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03-02-2009, 19.38.06
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La socialdemocratica Johanna Sigurdardottir premier di transizione
Governo rosso-verde
L'Islanda va a sinistra
Johanna Sigurdardottir con alcuni ministri
del nuovo esecutivo islandese Ingolfur Juliusson/Reuters
Matteo Alviti
C'è un nuovo governo, da domenica, sotto il sole pallido d'Islanda. Stretta nella morsa della crisi economica internazionale, l'isola sarà traghettata alle nuove elezioni di aprile da un gabinetto di minoranza rosso-verde - con l'appoggio esterno del partito progressista, di centro - guidato dalla socialdemocratica Johanna Sigurdardottir. Ex ministra per gli Affari sociali nel precedente governo di coalizione, la 66enne con un passato da hostess e sindacalista ha una nomea di tutto rispetto, conquistata con il suo forte impegno nel sociale. «Santa Johanna», come l'ha ribattezzata la stampa, dovrà tentare il miracolo di rimettere in piedi un paese allo sbando, in cui per la prima volta la società civile ha manifestato, in piazza, il dissenso profondo per la classe politica che li ha portati sull'orlo della bancarotta. «Il governo si fonderà sui nuovi valori sociali», ha detto Sigurdardottir - l'unica politica di governo a non aver perso consensi dall'anno scorso - «metteremo l'accento sugli aiuti alle imprese e alle famiglie». Il nuovo governo, con il leader verde Sigfusson alle Finanze, cambierà la legislazione per permettere consultazioni referendarie sui temi chiave per il futuro del paese.
L'Islanda è in ginocchio, flagellata dalle onde della crisi economica. Negli ultimi mesi la borsa è crollata, la corona si è svalutata pesantemente, l'inflazione è salita fino al 14%, il debito estero è aumentato, la disoccupazione - prima prossima allo zero - è salita e i primi tre gruppi bancari - Kaupthing, Landsbanki, Glitnir - sono stati nazionalizzati per evitare una completa bancarotta, che avrebbe incenerito fondi pensione e risparmi. Per il 2009 è prevista una recessione del 9,6%. Il governo di coalizione dell'ex premier conservatore Haarde era stato costretto a chiedere un massiccio prestito al Fmi per non far fare all'Islanda la fine di Atlantide.
Sigurdardottir - che, per inciso, sarà la prima capa di governo al mondo dichiaratamente omosessuale - sostituirà il premier conservatore Geir Haarde, dimessosi dopo quattro mesi proteste. Lo scorso lunedì Haarde aveva rimesso l'incarico nelle mani del presidente Grimsson. Ora gli islandesi vogliono anche le dimissioni del presidente della Banca centrale, l'ex premier conservatore David Oddsson, accusato dello scoppio della bolla economica.
A Reykjavik oggi ribollono gli spiriti europeisti: la crisi ha ridotto il numero dei nemici dell'Europa tra i 230mila abitanti dell'isola, a lungo ostili a Bruxelles in difesa di alcune leggi molto protezionistiche. E l'Europa è pronta a tendere la mano, abbreviando la trafila per l'ammissione. Venerdì il commissario all'allargamento Olli Rehn aveva detto che l'Islanda potrebbe entrare nell'Ue già nel 2011 con la Croazia. Una commissione valuterà l'ingresso e l'adozione dell'euro, che non avverranno comunque senza referendum, ha assicurato Sigurdardottir.
Liberazione 3 febbraio 2009
http://www.liberazione.it
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03-02-2009, 20.29.48
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Citazione:
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Originalmente inviato da amarena
Johanna Sigurdardottir, 66 anni, ex hostess ed ex ministro degli Affari sociali.
Guiderà l'Islanda fino alle elezioni di aprile.
E' una donna ed è dichiaratamente omosessuale.
In Italia una cosa così potremmo vederla tra un centinaio di anni.
Forse.
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esco OT me ne scuso...vorrei capire... ritieni che il grado di civilta' di una nazione sia direttamente proporzionale ai posti di potere occupati dagli omosessuali?
o forse dai per certo che gli omosessuali siano in grado di dirigerla meglio,una nazione?
se in italia una cosa cosi non c'e',non c'e'...o vogliamo imporne una perche' fa moderno ed e' chiaro sintomo di emancipazione?
scusami ma sul serio non afferro il concetto...
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06-02-2009, 02.17.00
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Citazione:
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Originalmente inviato da Naacal
Non e' diffusa in Norvegia appunto perche' e' un'assurdita'.
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Quindi vuol dire che la sua presunta diffusione è una delle solite palle messe in giro dagli eurofobi di casa nostra... buono a sapersi.
Citazione:
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Originalmente inviato da Naacal
I motivi del No sono altri. I norvegesi seguono molto la politica estera, sono consci di un certo tipo di problemi che l'essere parte dell'UE comporta, e scelgono quel che piu' gli conviene, ossia:
- adesione a Schengen
- rifiuto dell'euro (la corona e' piu' forte e garantisce un potere d'acquisto maggiore
- adozione di normative UE (per competere sui mercati europei)
- rifiuto dell'adesione politica all'UE (ossia possibilita' di gestire le proprie produzioni come si vuole.
Faccio presente che il fronte dei NO e' in costante salita.
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Oddio... il secondo e l'ultimo di questi punti che hai citato sono alquanto criticabili.
L'euro è una moneta forte e garantisce tutto quello che ha anche la corona norvegese dal punto di vista di una valuta. Il potere d'acquisto non sarebbe un granchè diverso, considerando anche l'alto reddito pro-capite norvegese. Insomma, anche a voler prendere il pelo nell'uovo un cambiamento come questo non getterebbe di certo nessuno sul lastrico, nè avrebbe eventuali effetti negativi rilevanti come non li ha avuti in Germania (naturalmente tolte le possibili speculazioni sul cambio fisico di contante da valuta precedente a euro), lo stato che aveva la valuta più forte fra quelle pre-unitarie.
L'adesione politica all'UE non impedisce di "gestire le proprie produzioni come si vuole", mette solo delle regole per evitare concorrenza sleale e quindi caos all'interno del sistema europeo. A questo punto potrebbero venire in mente le famose "quote latte": quello agricolo è un settore particolare, l'unico in cui potrebbe essere comprensibile una paura simile, ma per il resto nessuno si è mai lamentato di essere manovrato nella sua produzione.
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07-02-2009, 16.10.42
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Credo che in estate mi farò un bel viaggio in Islanda, dicono che sia molto bella ed anche le sue bellezze naturali
SANYA (Cina) - La ragazza piu' bella del mondo e' un'islandese dal nome complicato: Unnur Birna Vilhjalmsdotti. Miss Islanda 2005 si e' aggiudicata la 55esima edizione di Miss Mondo, le cui finali in Cina hanno premiato la bellezza nordica. Gran festa sull'isola che, a luglio 2005, conta solo 296.737 abitanti.Secondo il sito internet www.islanda.it , " le ragazze islandesi sono tra le più belle al mondo. Basti pensare che negli ultimi anni l'Islanda ha già avuto 3 Miss Universo.Le giovani islandesi si distinguono per la loro cordialità, per la loro educazione e soprattutto per il loro "buon senso" nel divertirsi".La nuova Miss, che ha 21 anni, ha sbaragliato ben 102 concorrenti. Al secondo posto si è classificata la messicana Dafne Molina Lona, 23 anni, mentre il terzo posto e' stato conquistato dalla 22enne portoricana Marie
Fonte: http://francescamariabersani.leonard...islandese.html
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08-02-2009, 00.52.34
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Citazione:
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Originalmente inviato da amarena
Johanna Sigurdardottir, 66 anni, ex hostess ed ex ministro degli Affari sociali.
Guiderà l'Islanda fino alle elezioni di aprile.
E' una donna ed è dichiaratamente omosessuale.
In Italia una cosa così potremmo vederla tra un centinaio di anni.
Forse.
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forse prima .. se se vincerà anche .... la sinistra  ..
Lo storico Marco Fraquelli ha deciso di affrontare – nel suo saggio Omosessuali di destra – una tematica davvero attuale, a proposito della quale sono servite anche le dichiarazioni – scomode – di Alessandro Cecchi Paone, vecchio esponente – stranamente – del partito di destra Forza Italia.
Lo storico, insomma, ha sostenuto – senza problemi – che è possibile trovare dei gay anche nei partiti che per loro natura sono omofobi e tendono ad evitare depravati del genere.
Alessandro Cecchi Paone ne sa qualcosa.
Sappiamo, infatti, che in occasione delle Europee del 2004, dopo il tanto chiacchierato coming out, non è stato eletto.
Per lo storico, Alessandro rappresenta un’eccezione che conferma la regola: secondo lui, infatti, è impossibile – o quasi – che possano esserci dei coming out in quegli ambienti omofobi e razzisti.
Veniamo alle dichiarazioni – su Novella2000 – del tanto chiacchierato Ale.
Cecchi Paone, infatti, non si è risparmiato e ha esordito dicendo: “Ce ne sono ma stanno tutti zitti. Hanno mogli di copertura e sanno che se parlassero non verrebbero rieletti“.
Questo discorso – permettemelo – vale soprattutto per la destra, dato che la sinistra ha più volte dimostrato la sua apertura mentale, ammettendo alla candidatura Franco Grillini, Vladimir Luxuria e Paola Concia.
Non è finita qui: Alessandro, infatti, ha continuato con le dichiarazioni, sostenendo che la vita per i gay di destra non è affatto facile.
Le sue parole sono state: “È una tortura” e, prendendo ad esempio il leader destroide Joerg Haider, scomparso in un incidente di recente, ha dichiarato: “Tutti sapevano che era gay, solo che nessuno lo poteva dire“.
Tutto questo, ovviamente, a causa dell’omofobia che – soprattutto in Italia – regna sovrana.
Alessandro ha continuato, ricordando una sua storia con un leader dell’estrema destra: “ Ho avuto una storia con un giovane leader dell’estrema destra, una specie di dio greco, che praticava uno sport molto virile. Ma nell’intimità con me era dolce e femminile“.
http://www.gaywave.it/articolo/cecchi-paone/
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12-02-2009, 17.13.01
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Originalmente inviato da kormoran
esco OT me ne scuso...vorrei capire... ritieni che il grado di civilta' di una nazione sia direttamente proporzionale ai posti di potere occupati dagli omosessuali?
o forse dai per certo che gli omosessuali siano in grado di dirigerla meglio,una nazione?
se in italia una cosa cosi non c'e',non c'e'...o vogliamo imporne una perche' fa moderno ed e' chiaro sintomo di emancipazione?
scusami ma sul serio non afferro il concetto...
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un Nicky Ventola, Governatore della Puglia
basterebbe?
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12-02-2009, 17.17.26
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Citazione:
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Originalmente inviato da Art
Questa è un'assurdità, a quanto pare molto diffusa in Norvegia. Questo ragionamento sarebbe vero se l'UE fosse una federazione, ma allo stato attuale nessuno è tenuto a spartire niente in fatto di risorse naturali. Si "spartiscono" i fondi del bilancio comunitario, ma quello è tutt'altro discorso.
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ah si?
e secondo te il Bilancio della U.E. con cosa lo fanno?
diciamo percentuali del P.I.L.? e la ridistribuzuione, ovvero i famosi contributi UE, su quali parametri va effettuata?
ora immagina il PIL della Norvegia, quale somma scaturirebbe dalla percentuale di PIL che gli toccherebbe per contribuire al bilancio UE, e quanto sulla base del reddito pro capite gliene ritornerebbe sotto forma di contributi........
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12-02-2009, 20.34.59
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
un Nicky Ventola, Governatore della Puglia
basterebbe?
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per le grandi cose che ha fatto,direi che la sua omosessualita' non abbia influito granche' sul suo intelletto...
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12-02-2009, 21.17.50
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
un Nicky Ventola, Governatore della Puglia
basterebbe?
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onestamente non mi ha mai convinto come politico.ma non si chiama vendola?
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13-02-2009, 11.16.48
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Citazione:
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Originalmente inviato da kormoran
onestamente non mi ha mai convinto come politico.ma non si chiama vendola?
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Nicky Ventola gioca nel Torino 
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13-02-2009, 11.17.50
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
ah si?
e secondo te il Bilancio della U.E. con cosa lo fanno?
diciamo percentuali del P.I.L.? e la ridistribuzuione, ovvero i famosi contributi UE, su quali parametri va effettuata?
ora immagina il PIL della Norvegia, quale somma scaturirebbe dalla percentuale di PIL che gli toccherebbe per contribuire al bilancio UE, e quanto sulla base del reddito pro capite gliene ritornerebbe sotto forma di contributi........
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Quale percentuale scaturirebbe?
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16-02-2009, 18.21.59
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Citazione:
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Originalmente inviato da Naacal
Quale percentuale scaturirebbe?
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verserebbe una somma del cui ritorno ne avrebbe una minima parte.
passi per la germania perchè è un prezzo politico, perchè da sempre in europa la storia si fa o con la germania o contro la germania.
ma la norvegia che vantaggio ne avrebbe se non quello di pagare ovvero dividere i proventi del petrolio con altri!
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17-02-2009, 13.39.02
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Citazione:
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Originalmente inviato da Tzazzamita
la norvegia che vantaggio ne avrebbe se non quello di pagare ovvero dividere i proventi del petrolio con altri!
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Infatti la Norvegia non ha alcun interesse di far parte dell'UE, c'è stato un referendum e i novergesi hanno espresso il loro NO.
Il vostro "caro" Prodi, ha voluto a tutti i costi far entrare questo paese nell'UE e noi Padani abbiamo perso miliardi di quote latte e quindi un enormità di soldi.
Almeno se avesse fatto un referendum, non avrebbe sicuramente perso la faccia in quanto avremmo espresso categoricamente il nostro NO.
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17-02-2009, 14.21.32
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Citazione:
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Originalmente inviato da Padania
Infatti la Norvegia non ha alcun interesse di far parte dell'UE, c'è stato un referendum e i novergesi hanno espresso il loro NO.
Il vostro "caro" Prodi, ha voluto a tutti i costi far entrare questo paese nell'UE e noi Padani abbiamo perso miliardi di quote latte e quindi un enormità di soldi.
Almeno se avesse fatto un referendum, non avrebbe sicuramente perso la faccia in quanto avremmo espresso categoricamente il nostro NO.
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Restando fuori dell'UE, la nostra lira, sganciatasi dall'euro, avrebbe perso sempre piu' valore.
Non e' opinione mia, ma di fior di economisti.
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17-02-2009, 14.26.21
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Originalmente inviato da Naacal
Restando fuori dell'UE, la nostra lira, sganciatasi dall'euro, avrebbe perso sempre piu' valore.
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Sarebbe stato un vostro problema non nostro, in quanto avevamo già l'intenzione di chiedere l'indipendenza della Padania, coniando una nostra propria moneta.
Ma il vostro "caro" Prodi ha rovinato tutti, imponendo a tutti la camicia di forza dell'UE, senza indire un referendum per chiedere l'opinione soprattutto al popolo padano che era assolutamente contrario.
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17-02-2009, 14.40.19
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Citazione:
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Originalmente inviato da Padania
Sarebbe stato un vostro problema non nostro, in quanto avevamo già l'intenzione di chiedere l'indipendenza della Padania, coniando una nostra propria moneta.
Ma il vostro "caro" Prodi ha rovinato tutti, imponendo a tutti la camicia di forza dell'UE, senza indire un referendum per chiedere l'opinione soprattutto al popolo padano che era assolutamente contrario.
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Sarebbe stato anche un vostro problema, visto che allora l'indipendenza non la avete avuta, cosi' come non l'avete oggi e non l'avrete domani.
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18-02-2009, 09.34.19
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Citazione:
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Originalmente inviato da Naacal
Sarebbe stato anche un vostro problema, visto che allora l'indipendenza non la avete avuta, cosi' come non l'avete oggi e non l'avrete domani.
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Anche i serbi dicevano le stesse cose agli sloveni, ma poi hanno dovuto subire ed accettare in silenzio l'indipendenza della Slovenia.
Stessa sorte toccherà anche a quelli come te.
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20-02-2009, 16.34.28
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aggiungerei la basilicata
mi sono trovato bene in vacanza in Basilicata
possiamo aggiungerla alla Padania?
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21-02-2009, 20.25.42
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Citazione:
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Originalmente inviato da Padania
Anche i serbi dicevano le stesse cose agli sloveni, ma poi hanno dovuto subire ed accettare in silenzio l'indipendenza della Slovenia.
Stessa sorte toccherà anche a quelli come te.
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Balle.
Inutile che fai paragoni sballati. La popolazione slovena era unanimemente a favore dell'indipendenza.
Gli indipendentisti "padani" sono una parte del 14% dei settentrionali, visto che anche all'interno della Lega, come faceva notare gladiatore, c'e' chi vota Bossi perche' vuol pagare meno tasse, ma non vuole staccarsi dall'Italia.
Considerando che la Lega al nord ha il 14%, e che non tutti nella Lega sono a favore dell'indipendenza, direi che si puo' affermae che al Nord l'indipendenza della "Padania" la vuole uno su dieci.
Non la avrete mai.
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25-04-2009, 09.24.04
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domani elezioni in Islanda
a causa della crisi è probabile la vittoria della sinistra,
vedremo...
il contrario avviene in Gran Bretagna dove i laburisti arrancano.
La crisi punisce chi governa.
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25-04-2009, 14.46.08
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Originalmente inviato da edolo
a causa della crisi è probabile la vittoria della sinistra,
vedremo...
il contrario avviene in Gran Bretagna dove i laburisti arrancano.
La crisi punisce chi governa.
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ISLANDA: AL VOTO, FAVORITA LA PREMIER GAY
Reykjavik (Islanda), 25 apr. -
A sette mesi dal collasso finanziario che porto' alle dimissioni del primo ministro Geir Haarde, Si sono aperti i seggi in Islanda per le elezioni parlamentari. Secondo i sondaggi, e' favorito il partito socialdemocratico, guidato dall'attuale premier Johanna Sigurdardottir che prese ad interim le redini del Paese lo scorso gennaio dopo le dimissioni del partito conservatore Indipendence al governo da 18 anni. Sigurdardottir, ex assistente di volo 66enne, e' il primo premier donna del Paese e il primo dichiaratamente omosessuale nel mondo. Il piccolo Stato ha una popolazione di appena 300 mila abitanti, di cui solo 228 mila elettori. L'Islanda e' stato uno dei Paesi maggiormente colpiti dalla crisi economica globale e, finito sull'orlo della bancarotta, dovette chiedere al Fondo monetario internazionale alla fine dell'anno scorso un pacchetto di salvataggio da 2,1 miliardi di dollari (1,58 miliardi di euro). Il governo di Haarde era stato costretto alle dimissioni dopo mesi di proteste. "L'adesione all'Unione Europea e' una questione prioritaria per i socialdemocratici, e' necessario per conquistare la stabilita'", ha affermato Sigurdardottir nel corso del dibattito finale in tv. Il partito alleato, Sinistra Verde, si oppone invece all'ingresso nell'Ue per la paura che Bruxelles possa interferire sulla grande industria della pesca.
http://www.agi.it/estero/notizie/200...emier_al_mondo
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26-04-2009, 11.09.30
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rainews24 conferma la vittoria del centrosinistra al 51%.
Tuttavia sembra una scelta di comodo per avere il paracadute dell'euro.
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16-05-2009, 16.24.34
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Dopo l'Islanda la Danimarca sogna l’euro
Il primo atto del nuovo governo islandese, appena insediato, è di chiedere l’adesione all’Unione europea. Un processo tutt’altro che facile, per la coalizione di centrosinistra guidata da Johanna Sigurdardottir. Perché se nel Parlamento potrebbe esserci la maggioranza per sostenere l’ingresso nell’Unione, il dossier spacca in due lo stesso governo, con i Socialdemocratici favorevoli e il partito Sinistra-Verdi contrario. Alla fine, sarà un referendum popolare a decidere.
Dopodiche anche la Danimarca vuole entrare nella zona euro.
L’annucio è stato fatto dal nuovo primo ministro Lars Loekke Rasmussen, in visita a Bruxelles.
Ma prima di indire un nuovo referendum il premier dice di volere essere certo che il sì prevarrà.
Spera che la consultazione possa farsi entro la fine di questa legislatura che si conclude nel 2011.
“Voglio che la Danimarca divenga a pieno titolo un membro dell’Unione. Abbiamo un tasso di cambio fisso con l’euro. Possiamo dire di avere già l’euro, per motivi pratici, abbiamo deciso di chiamarlo corona danese.
Detto ciò, riteniamo che sia nel nostro interesse entrare nella zona euro”.
Nel 2000 i danesi bocciarono l’adozione della moneta unica con un primo referendum.
Malgrado ciò, la Danimarca ha continuato a rispettare tutti i criteri d’adesione all’euro.
Nel 1993, Copenhagen aveva ottenuto 4 deroghe, tra cui la non adesione alla moneta unica, grazie alle quali si impegnava a a adottare il trattato di Maastricht.
Euronews 13/05 19:43 CET
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07-06-2009, 02.45.16
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Originalmente inviato da Tzazzamita
ah si?
e secondo te il Bilancio della U.E. con cosa lo fanno?
diciamo percentuali del P.I.L.? e la ridistribuzuione, ovvero i famosi contributi UE, su quali parametri va effettuata?
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Oh, ma quand'è che studiamo almeno le basi fondamentali del funzionamento dell'UE?
La quota di contributo al bilancio comunitario viene concordata a livello politico fra i capi di stato, non è legata meccanicamente al PIL.
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07-06-2009, 02.48.13
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Originalmente inviato da Tzazzamita
ma la norvegia che vantaggio ne avrebbe se non quello di pagare ovvero dividere i proventi del petrolio con altri!
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Ancora con questa storia?
Raptor, che in Norvegia ci vive, ha confermato in questo stesso thread che a questa cazzata in Norvega non crede (a ragione) nessuno.
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07-06-2009, 02.53.41
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Originalmente inviato da Padania
Il vostro "caro" Prodi, ha voluto a tutti i costi far entrare questo paese nell'UE e noi Padani abbiamo perso miliardi di quote latte e quindi un enormità di soldi.
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Ma almeno le basi elementari di quello di cui si parla fa così male studiarle? La Comunità europea esiste dal 1957 e l'Italia ne è stata uno dei co-fondatori.
Citazione:
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Originalmente inviato da Padania
Almeno se avesse fatto un referendum, non avrebbe sicuramente perso la faccia in quanto avremmo espresso categoricamente il nostro NO.
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La maggioranza è largamente favorevole... ma prima di pensare a Prodi pensa alle cazzate totali che stai dicendo, che è meglio.
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