L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2009


  Metaforum.it > Forum Politica > Internazionale

 
Vecchio 06-05-2009, 13.44.38
Roderigo
 
Afghanistan: la polizia, "oltre 100 civili uccisi in raid Usa"

Afghanistan: la polizia,
"oltre 100 civili uccisi in raid Usa"






KABUL - Decine di civili, inclusi donne e bambini, sono rimasti uccisi mentre cercavano riparo dai raid aerei compiuti tra lunedì e martedì nell'Afghanistan occidentale. ha riferito la Croce Rossa Internazionale (Cicr). La polizia parla di oltre cento "non combattenti" uccisi nei raid aerei statunitensi in Afghanistan occidentale.

La portavoce del Cicr, Jessica Barry, ha detto che una squadra della Croce rossa si è recata ieri nel luogo in cui hanno avuto luogo i raid aerei delle forze americane e ha potuto constatare la presenza di diversi cadaveri oltre che la distruzione di alcune case. E' la prima conferma internazionale di un incidente su cui gli Stati Uniti e le autorità afghane stanno ancora indagando.

Tra le vittime ci sono anche un volontario della Croce Rossa afghana e 13 membri della sua famiglia. Intanto il capo della polizia di Farah ha confermato il bilancio di almeno 30 morti riferito la notte scorsa. "Oltre trenta cadaveri di civili sono stati trasportati a bordo di due camion", ha detto Abdul Ghafar Watandar aggiungendo che una delegazione composta da rappresentanti dell'Onu, dell'esercito americano e del ministero dell'Interno afghano si sono recati sul posto.

La perdita di civili è un evento che non ha giustificazione né può essere accettato. Lo ha detto in un comunicato il presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai che si trova a Washington per incontrare per la prima volta il presidente Usa Barack Obama. "Il presidente ha definito la morte di civili ingiustificabile e inaccettabile e affronterà l'argomento con Obama", ha fatto sapere l'ufficio di Karzai. Il capo della polizia, Abdul Ghafar Watandar, ha parlato per ora di 30 morti ma il governatore della provincia di Farah, Rohul Amin, teme che il bilancio delle vittime civili possa salire fino a cento. Sempre secondo il capo della polizia i talebani avrebbero usato i civili come scudi per proteggersi dagli attacchi afghani e statunitensi.


2009-05-06 11:31
www.ansa.it
 
Vecchio 06-05-2009, 14.09.31
tasbih
 
Il tabù della guerra nell’inferno di Kabul




di Lucio Caracciolo

Perché siamo in Afghanistan. Le vittime civili e l'avanzata dei talibani. L'Afpak di Obama. Guerra non guerra. Al fronte ci preoccupiamo più di come travestire la missione che di definirne scopi e strumenti.

(articolo pubblicato su La Repubblica il 4/05/09)


Si spara e si uccide ogni giorno in quasi tutto l’Afghanistan, controllato per oltre due terzi dai ribelli, talebani e non solo. Ma per noi continua a non essere una guerra. Forse nemmeno la tragedia che si è consumata ieri presso Herat, dove nostri militari - in circostanze che vorremmo subito chiarite - hanno ucciso per errore una bambina di tredici anni, basterà a rompere il tabù che ci impedisce di dire a noi stessi cosa stiamo facendo in terra afghana. La guerra, appunto. Una guerra che rischiamo di perdere, insieme agli americani e agli altri alleati. Ma in cui abbiamo già perso la faccia, non avendo il coraggio di chiamare guerra la guerra. E di spiegare perché ne siamo parte, in vista di quali obiettivi. Proviamo a ricordarlo.

L’Italia è in Afghanistan per gli Stati Uniti. Punto. Vogliamo dimostrare al nostro maggiore alleato di essere un partner affidabile in un teatro in cui gli americani si giocano la reputazione di potenza leader nel mondo. In questa campagna si gioca, secondo l’interpretazione corrente nelle cancellerie occidentali, il destino stesso della Nato, che non reggerebbe alla sconfitta. E senza Nato ci troveremmo in una terra di nessuno quanto a sicurezza nazionale e rango internazionale. Per questo partecipiamo alla missione atlantica Isaf, che originariamente poteva parere una missione di pacificazione e stabilizzazione postbellica. Poco costosa e poco pericolosa.

Ma da parecchio tempo – quali che siano le intenzioni nostre e degli altri partecipanti – questa missione atlantica è di fatto inglobata nella guerra contro i talebani a guida angloamericana. Immaginare che si possa ritagliare per noi stessi o per chiunque altro uno spazio illibato in tale carnaio, significa giocare con la vita dei soldati nostri e alleati, oltre che con quella dei civili afghani. Basti ricordare che lo scorso anno, su 2.200 afghani non combattenti uccisi, il 40% circa sono stati vittime delle forze internazionali o di quelle di Kabul, da noi addestrate. Con ciò contribuendo a screditare lo pseudo-governo Karzai, raro esempio di inefficienza e corruzione, e favorendo il reclutamento di ribelli locali, come di terroristi che un giorno potrebbero colpirci a casa nostra.

C’è un rapporto diretto fra aumento delle vittime civili e avanzata talibana. Una progressione evidente anche nel settore occidentale, in cui è incardinato il grosso delle truppe italiane (2.350 uomini in tutto).

Negli ultimi mesi l’importanza strategica della guerra contro i taliban è cresciuta di molto. Obama ne ha fatto il fronte centrale dello sforzo bellico americano. Associandovi il Pakistan, che una frontiera inesistente divide dall’Afghanistan. Ecco l’”Afpak”. Buco nero in cui convivono jihadismo ascendente e pallidissimi poteri formali, bombe atomiche (pakistane) e contenziosi territoriali irrisolti, forse irresolubili. Di qui, secondo l’intelligence Usa, potrebbe un giorno partire il segnale per un altro 11 settembre. Stavolta con armi di distruzione di massa. Per conseguenza, Obama sta spostando una quota del contingente Usa in Iraq verso il fronte afghano-pakistano. Il rischio di cadere fra due sedie, perdendo posizioni in Mesopotamia senza conquistarne nell’Hindukush, è forte. Così come la consapevolezza che una vittoria militare è impossibile.

E che qualche rabberciato, provvisorio compromesso con questo o quel tagliagole – non certo l’Afghanistan para-occidentale di cui si delirava un tempo, né il Pakistan liberaldemocratico evocato dalla propaganda – è il massimo cui possiamo aspirare.

Intanto gli americani chiedono a noi europei, italiani inclusi, più soldi e più soldati per l’Afghanistan. Ma quando Obama è venuto a dircelo, il mese scorso, non ha ottenuto che vaghe promesse. Poco più di nulla. Se l’”Afpak” è davvero la prova della persistenza in vita dell’alleanza occidentale, siamo fritti.

Sul terreno, poi, l’alleanza si è divisa in due tronconi, con relativi sottogruppi. Quelli che combattono in prima linea senza limitazioni di brutalità, a cominciare da americani, canadesi e britannici; e quelli che cercano di non farlo, in ossequio all’interpretazione più restrittiva della missione Nato e di ogni sorta di caveat. Tra cui noi, o almeno la gran parte del nostro contingente Isaf. Con ciò attirandoci qualche sarcasmo da parte degli alleati angloamericani, i quali pensavamo di compiacere spingendoci fin lì. E persino le recriminazioni di europei più disposti al rischio, come i danesi. Insomma, noi fra due sedie ci siamo finiti da un pezzo. Per eccesso di furbizia.

L’Italia è un paese sovrano che può decidere se combattere o meno una guerra, dopo averne discusso come si conviene in democrazia. Ma quando mandiamo nostri soldati al fronte, spesso ci preoccupiamo più di come travestire la missione che di definirne scopi e strumenti. Così ci capita di attaccare un paese – la Jugoslavia – spacciando una campagna di bombardamenti aerei come “difesa integrata”, oppure di trovarci coinvolti nella guerra che gli Stati Uniti considerano decisiva senza trovare la forza di comunicarlo a noi stessi.

Pare che a Herat, ieri, la pioggia fosse talmente fitta da ridurre al minimo la visibilità. Ma all’origine di quella tragedia non c’era solo l’oscurità meteorologica. C’era - e resta - anche la foschia che noi stessi abbiamo sparso attorno ai nostri soldati, ai loro compiti e ai mezzi di cui dovrebbero disporre per eseguirli. Se non disperderemo questa nebbia strategica, continueremo a pagarne le conseguenze. E a farle pagare a chi non vorremmo.

http://temi.repubblica.it/limes/il-t...kabul/4180?h=0
 
Vecchio 06-05-2009, 18.30.55
fiammifero
 
guerra persa che richiede altri strumenti e altri negoziati
 
Vecchio 07-05-2009, 00.16.03
Juliet
 
Citazione:
Roderigo: La perdita di civili è un evento che non ha giustificazione né può essere accettato. Lo ha detto in un comunicato il presidente dell'Afghanistan Hamid Karzai che si trova a Washington per incontrare per la prima volta il presidente Usa Barack Obama. "Il presidente ha definito la morte di civili ingiustificabile e inaccettabile e affronterà l'argomento con Obama", ha fatto sapere l'ufficio di Karzai. Il capo della polizia, Abdul Ghafar Watandar, ha parlato per ora di 30 morti ma il governatore della provincia di Farah, Rohul Amin, teme che il bilancio delle vittime civili possa salire fino a cento. Sempre secondo il capo della polizia i talebani avrebbero usato i civili come scudi per proteggersi dagli attacchi afghani e statunitensi.


AFGHANISTAN-PAKISTAN: OBAMA, NON PIU' VITTIME CIVILI



(AGI) - Washington, 6 mag. - Gli Stati Uniti collaboreranno con il Pakistan e l'Afghanistan per evitare nuove vittime civili nella lotta al terrorismo in cui Islamabad e Kabul sono impegnate insieme all'America per sconfiggere al Qaeda e i suoi alleati. Lo ha detto Barack Obama al termine dell'incontro alla Casa Bianca con il presidente afghano Hamid Karzai e il pakistano Asif Ali Zardari. Proprio oggi in un raid Usa in Afghanistan sono state uccise 100 persone, tra cui almeno 30 civili. Obama ha confermato l'impegno degli Usa, la necessita' di piu' truppe (il presidente si appresta ad inviare 21.000 rinforzi in Afghanistan) e risorse nella regione anche se, ha detto, ci saranno altre violenze e insuccessi.

http://www.agi.it/ultime-notizie-pag...vittime_civili
 
Vecchio 07-05-2009, 13.15.24
Juliet
 
ASCA-AFP) - Washington, 7 mag - I presidenti afghano Hamid Karzai e pachistano Asif Ali Zardari hanno creato un nuovo fronte contro gli estremisti. E' quanto ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo aver incontrato i due leader a Washington.


altre notizie

http://www.asca.it/news-AFGHANISTAN-...8843-ORA-.html
 
Vecchio 07-05-2009, 18.29.10
fiammifero
 
kazai ha semplicemente utilizzato la guerra per accrescere potere e corruzione...intanto i Talebani avanzano e conquistano i cuori della popolazione: essere ammazzati da bombe democratiche forse non conquista i cuori. Ed in Pakistan la situazione precipita tra interessi di clan, lotta ai terroristi, diamanti. La guerra è persa e lo sappiamo e non solo qui_ Tra l'altro chi sta aiutando gli usa contro i Talebani è proprio l'iran
http://it.peacereporter.net/articolo...ose+dei+civili



Powered by vBulletin versione 3.8.4
Copyright ©2000 - 2009, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2009