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L'Archivio
di Metaforum
Forum
di politica, cultura, società - 2009
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08-06-2009, 10.14.15
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In Italia sappiamo fare campagna elettorale?
Potrebbe anche essere trasformato in sondaggio.
1) E' giusto che alle europee,anzichè parlare del parlamento europeo e di ciò che dovrà deliberare nella prossima legislatura,si parli degli scandali,spesso di natura privata de premier italiano che con lo stesso parlamento europeo non ha niente a che fare?
2) E' giusto che alle comunali,dove oguno dovrebbe guardare il suo orticello (comune) e le arie proposte,in Italia diventi sempre e comunque un referendum su Berlusconi?
3) La sinistra potrà mai vincere finchè condurrà campagne elettorali incentrate sull'odio politico anzichè sui programmi?
comincio a dire la mia:
1) Assolutamente no,io sogno una campagna elettorale dove PD,Sinistra e stampa correlata parlino delle loro intenzioni a livello gvernativo in caso di elezioni
2) Personalmente a Reggio ho votato il candidato sindaco del PD perchè rispecchiava più di tutti quello che voglio nella città in cui vivo,e in particolar modo per quello che ha in mente di fare del mio quartiere.
Quindi, è chiaramente un NO anche al secondo quesito.
3) Temo che,purtroppo per loro,che dopo 15 anni ancora non lo hanno capito,finchè la campagna elettorale sarà di questo livello,(addirittura arrivando a scomodare il presidente della repubblica,per richiamare all'ordine),non ci sono molte speranze per il ribaltone.
Questa tornata elettorale dimostra come vadano avanti partiti che intercettano profondamente quello che la gente (visceralmente) vuole.
E in questo momento,trasvelsalmente agli schemi politici sono LN e IDV
A voi....
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08-06-2009, 10.33.12
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Guarda che chi ha politicizzato il voto, in passato come stavolta, è sempre stato Berlusconi per sfruttare la sua figura di leader forte.
1) Gli argomenti di campagna elettorale li sceglie che ha i mezzi di comunicazione predominanti, e chi è che controlla l'80% delle tv? A Marzo sbandierarono l'aumento del 60% dei preventivi per le vendite dell'auto, a giugno pur di non dire che il fatturato era ancora in calo (nonostante gli incentivi, nonostante tutto) si son messi a parlare di Noemi. Ed il PD ha erroneamente seguito il PDL sullo scontro in quel campo (infatti è stato punito alle urne).
2) Alle comunali Silvio non c'entra, tranquillo
3) Beh, ti sembra che chi strappi davanti ad una folla urlante il programma elettorale dei suoi oppositori non trasmetta odio politico? Dai su smettila...
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08-06-2009, 10.40.15
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A me sembra che di Noemi si sia messo a parlare la Repubblica.
Dopodichè,mi sembra improbo paragonare un signolo episodio con attacchi alla vita privata che durano da mesi
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08-06-2009, 10.52.35
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
A me sembra che di Noemi si sia messo a parlare la Repubblica.
Dopodichè,mi sembra improbo paragonare un signolo episodio con attacchi alla vita privata che durano da mesi
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Un singolo episodio?
E quando gridava ai brogli accusando senza prove la sinistra?
E quando diceva che se vinceva Prodi arrivava un regime vendicativo e giustizialista?
E quando ha definito "coglioni" e "indegni" gli elettori di centrosinistra?
Come non citare tutte le sparate a gratis contro i comunisti mangia bambini bolliti.
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08-06-2009, 20.41.22
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In Italia sappiamo fare campagna elettorale?
PDL 3.100.000 voti in meno
PD 3.700.000 voti in meno
Udc 130.000 voti in meno
sinistre radicali: 840.000 voti in più
IDV 820.000 voti in più
La Lega Nord 100.000 voti in più
Se escludi la sinistra che sta nel buco nero dove nessuno la può vedere, e ogni tanto caccia la mano per chiedere aiuto, solo l'IDV ha guadagnato voti veri, forse perchè è l'unico che ha parlato di politica, realizzando diversi filmati in cui i candidati spiegano cosa si propongono di fare in Europa?
Se tu la campagna elettorale la segui solo sui 25 canali di Berlusconi, e sui giornali di Berlusconi, e su gli altri segui solo lo scandalo, il gossip quello che pure qui abbiamo seguiti un po disgustati un po curiosi, senza approfondire però le altri inchieste che uscivano fuori, allora potrai dire che non c'è stata campagna elettorale, ma la campagna elettorale la ha guidata il governo.
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08-06-2009, 20.53.55
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Si è parlato troppo di veline, troppo poco della crisi economica e della sostanziale condanna di Berlusconi per corruzione di testimone. E lo stesso PD si è buttato troppo sulle veline che, come prevedibile, non hanno spostato un solo voto.
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08-06-2009, 21.22.04
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Citazione:
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Originalmente inviato da fantasma76
In Italia sappiamo fare campagna elettorale?
PDL 3.100.000 voti in meno
PD 3.700.000 voti in meno
Udc 130.000 voti in meno
sinistre radicali: 840.000 voti in più
IDV 820.000 voti in più
La Lega Nord 100.000 voti in più
Se escludi la sinistra che sta nel buco nero dove nessuno la può vedere, e ogni tanto caccia la mano per chiedere aiuto, solo l'IDV ha guadagnato voti veri, forse perchè è l'unico che ha parlato di politica, realizzando diversi filmati in cui i candidati spiegano cosa si propongono di fare in Europa?
Se tu la campagna elettorale la segui solo sui 25 canali di Berlusconi, e sui giornali di Berlusconi, e su gli altri segui solo lo scandalo, il gossip quello che pure qui abbiamo seguiti un po disgustati un po curiosi, senza approfondire però le altri inchieste che uscivano fuori, allora potrai dire che non c'è stata campagna elettorale, ma la campagna elettorale la ha guidata il governo.
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Mi spiace ma ti sbagli,la campagna elettorale l'ha aperta la Repubblica con la storia di Noemi.
Allucinante,la campagna elettorale l'hanno fatta i giornali di sinistra
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08-06-2009, 22.06.35
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Mi spiace ma ti sbagli,la campagna elettorale l'ha aperta la Repubblica con la storia di Noemi.
Allucinante,la campagna elettorale l'hanno fatta i giornali di sinistra
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perfettamente d'accordo con te.... l'unica campagna elettorale se cosi' vogliamo definire una pagliacciata gossippara e' stata quella della sinistra, sono settimane che i giornali riportano solo ed esclusivamente gossip, quelli della sinisra in attacco e quelli del papy in difesa.
E questo e' stato un danno gravissimo per l'elettorato preso per l'ennesima volta per il culo e per l'immagine del nostro paese nel mondo, nonche' per tutta la classe politica che ha fatto agli occhi dell'europa la figura di meschini attabrighe piu' interessati ai fatti privati e allo sputtanamento che al bene del paese.... complimenti vivissimi....
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08-06-2009, 23.31.28
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Mi spiace ma ti sbagli,la campagna elettorale l'ha aperta la Repubblica con la storia di Noemi.
Allucinante,la campagna elettorale l'hanno fatta i giornali di sinistra
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Sembrerà incredibile, ma Repubblica è un giornale ed i giornali di solito riportano notizie.
Riportare notizie non significa fare campagna elettorale.
Capisco che nella destra italiota siete abituati agli standard de Il Giornale e di Libero, ma provate a fare uno sforzetto una volta tanto.
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08-06-2009, 23.35.46
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hunterkiller
Sembrerà incredibile, ma Repubblica è un giornale ed i giornali di solito riportano notizie.
Riportare notizie non significa fare campagna elettorale.
Capisco che nella destra italiota siete abituati agli standard de Il Giornale e di Libero, ma provate a fare uno sforzetto una volta tanto.
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beh, ma le campagne elettorali si fanno anche attraverso i mezzi di comunicazione giornali compresi e quando i giornali si schierano e diventano portavoce di uno schieramento ecco nata una vera e propria campagna elettorale!!!! Portroppo e' stata fatta a suon di noemi!!!!
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08-06-2009, 23.45.16
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Comunque è una situazione divertente.
- Gli spin doctors mettono in giro la storia che la campagna elettorale è fatta sui gossips.
- I boccaloni ci credono e ripetono la balla
- Appena gli si fa notare che è una balla si mettono a fare tante di quelle chiacchiere solo per non accettare che si tratta di balle.
Non volete campagne elettorali così? Dite al vostro capo che non faccia minchiate, che si metta una volta tanto (dopo 15 anni) a lavorare anzichè fare minchiate.
Dopo 15 anni dovrebbe essere lui a smetterla di fare campagna elettorale a via di minchiate.
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08-06-2009, 23.59.51
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hunterkiller
Sembrerà incredibile, ma Repubblica è un giornale ed i giornali di solito riportano notizie.
Riportare notizie non significa fare campagna elettorale.
Capisco che nella destra italiota siete abituati agli standard de Il Giornale e di Libero, ma provate a fare uno sforzetto una volta tanto.
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.. senza contare che la storia di Noemi è solo la punta dell'iceberg, e che
tutti i gionali sono pieni di queste notizie.
Tutti i giornali nessuno escluso.
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09-06-2009, 00.00.16
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Potrebbe anche essere trasformato in sondaggio.
1) E' giusto che alle europee,anzichè parlare del parlamento europeo e di ciò che dovrà deliberare nella prossima legislatura,si parli degli scandali,spesso di natura privata de premier italiano che con lo stesso parlamento europeo non ha niente a che fare?
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E' giusto che dopo avere spiegato n-volte che NON si tratta di fatti privati, le groupies di Silvio continuiate a ripetere sempre la stessa balla?
Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
2) E' giusto che alle comunali,dove oguno dovrebbe guardare il suo orticello (comune) e le arie proposte,in Italia diventi sempre e comunque un referendum su Berlusconi?
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E' giusto che, se si tratta di elezioni amministrative, Denis Verdini si presenti in tv a dire che vincere in alcuni comuni si tratta di un fatto epocale e di rilevanza nazionale?
Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
3) La sinistra potrà mai vincere finchè condurrà campagne elettorali incentrate sull'odio politico anzichè sui programmi?
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I Prosseneti della Libertà la smetteranno mai di parlare di odio politico e si decideranno mai a fare le persone serie, a decidersi a governare e smetterla di sparare balle e di fare campagna elettorale 365/365?
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09-06-2009, 00.19.30
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hunterkiller
Comunque è una situazione divertente.
- Gli spin doctors mettono in giro la storia che la campagna elettorale è fatta sui gossips.
- I boccaloni ci credono e ripetono la balla
- Appena gli si fa notare che è una balla si mettono a fare tante di quelle chiacchiere solo per non accettare che si tratta di balle.
Non volete campagne elettorali così? Dite al vostro capo che non faccia minchiate, che si metta una volta tanto (dopo 15 anni) a lavorare anzichè fare minchiate.
Dopo 15 anni dovrebbe essere lui a smetterla di fare campagna elettorale a via di minchiate.
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il nostro capo, con 15 anni di minchiate ha fatto in pochi mesi di governo piu' cose di quante ne abbiano fatte in 15 anni di governo i non minchiatari!.... se tanto mi da' tanto, spero che faccia una minchiata al giorno!
comunque se e' vero che il papy segue noemi da quando e' nata, come mai viene fuori solo sotto campagna elettorale questa storia facendola passare poi per pedofilia? chi ha architettato questo gossip per utilizzarlo a fini politici? il papy che sono 18 anni che "importuna" una minorenne o la sinistra che ha voluto farlo passare per importunatore proprio sotto elezioni??
e non ti preoccupare visto che e' arrivato ad essere fra gli uomini piu' ricchi del mondo e a dare da mangiare a migliaia di persone, significa che le maniche se l'e' rimboccate e che si e' fatto un culo cosi'.... fra una minchiata e l'altra!
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09-06-2009, 00.41.44
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Citazione:
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Originalmente inviato da Hunterkiller
E' giusto che dopo avere spiegato n-volte che NON si tratta di fatti privati, le groupies di Silvio continuiate a ripetere sempre la stessa balla?
E' giusto che, se si tratta di elezioni amministrative, Denis Verdini si presenti in tv a dire che vincere in alcuni comuni si tratta di un fatto epocale e di rilevanza nazionale?
I Prosseneti della Libertà la smetteranno mai di parlare di odio politico e si decideranno mai a fare le persone serie, a decidersi a governare e smetterla di sparare balle e di fare campagna elettorale 365/365?
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Devo dedurre hea te va bene così,che preferisci parlare di Noemi e leggere repubblica anzichè una campagna e,ettorale basata sui programmi dei vari partiti.
Se a te va ben così (da perdente),figurati a me! 
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09-06-2009, 01.20.36
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UMUNGUS non parla MAI di politica, fa avanspettacolo con i suoi pupazzi nani e ballerine. e quando s'addentra (un po') in questioni sociali MENTE
MENTE SEMPRE.
basta ascoltare bene e confrontare. dentro tutto quello che dice c'è sempre almeno una menzogna, che, come dicevano i nazisti ripetendola, alla lunga diventa verità.
prima lo cacciamo meglio è. speriamo incappi in un grosso casino
(gossiparo o meno poco importa) che lo porti per forza a dimettersi.
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09-06-2009, 08.40.22
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Mi spiace ma ti sbagli,la campagna elettorale l'ha aperta la Repubblica con la storia di Noemi.
Allucinante,la campagna elettorale l'hanno fatta i giornali di sinistra
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Mamma mia come ti fa brutti scherzi la vecchiaia, già hai dimenticato tutto, la campagna elettorale lo ha aperto questo articolo di farefuturo giornale di Fini:
Non si può rilanciare uno stereotipo femminile mortificante
Donne in politica il velinismo non serve
di Sofia Ventura
Se oggi ancora si dibatte sul tema del rapporto tra donne e politica, è perché la presenza femminile all’interno dei luoghi della politica, dai partiti alle istituzioni locali e nazionali, è così platealmente scarsa da non poter essere non percepita come un problema. Recentemente, il segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis, ha denunciato,sulla base di un rapporto del settembre 2008 della commissione per le Pari opportunità, l’inadeguatezza della rappresentanza femminile, giudicata tanto ingiusta quanto inefficiente: «Privarsi del contributo determinante della donna nella vita pubblica, quindi della sua intelligenza e sensibilità, pregiudica lo sviluppo economico e sociale del paese. Ecco perché, nell’interesse della democrazia e del progresso, dobbiamo impegnarci perché le donne abbiano maggiore potere decisionale, sia nei parlamenti che nei governi».
Ma ancor prima che un problema di impoverimento della qualità democratica di un paese, a nostro avviso quello della limitata presenza delle donne nello spazio politico e in particolare nelle posizioni «che contano» costituisce un problema di diritti individuali: se nella popolazione complessiva vi è circa un cinquanta per cento di donne, il fatto che in molti paesi questa percentuale crolli verticalmente se si analizzano le assemblee elettive e gli esecutivi significa inequivocabilmente che esiste una discriminazione, a meno che non si voglia sostenere che esistano una inadeguatezza o un disinteresse «genetici» delle donne rispetto alla politica.
I meccanismi della discriminazione operano in diversi ambiti, dalla cultura del paese alla struttura familiare e sociale e sono tanto più efficaci quanto meno il sistema del welfare va in aiuto alla donna rispetto all’esercizio dei suoi compiti più «tradizionali». Ma accanto a questi meccanismi di discriminazione che condizionano la presenza femminile in ogni ambito pubblico e lavorativo, ve ne sono altri, più prettamente politici, riconducibili alle «resistenze» opposte dagli insider, che in quasi tutti i paesi europei, fatta eccezione per le democrazie scandinave, sono in larga misura maschi. Resistenze che potranno essere più o meno efficaci a seconda dei meccanismi di cooptazione e di scelta dei rappresentanti che operano all’interno del sistema politico; a questo proposito è stato osservato come un sistema elettorale proporzionale sia tendenzialmente più favorevole alle donne rispetto a un sistema maggioritario con collegi uninominali, ma anche come, al tempo stesso, un sistema proporzionale con liste chiuse, ponendo totalmente nelle mani dei vertici dei partiti la scelta dei candidati, possa costituire un efficacissimo strumento di limitazione della rappresentanza femminile.
L’Italia, nel suo comportamento poco virtuoso – anche se dei piccoli passi avanti sono stati fatti – è certamene in buona compagnia. Con la sua bassa percentuale di donne elette alla Camera dei deputati (21,3%) supera la Francia (18,5%), che ha però più senatrici, e il Regno Unito (19,7%), anche se è nettamente distanziata da altri paesi come il Portogallo (28,3%), la Germania (31,6%), l’Austria (32,2 %), il Belgio (34,7%), la Spagna (35,1%), i Paesi Bassi (36,7%) e tutti i paesi scandinavi (dal 36,9% della Danimarca al 47,3% della Svezia). Ma se si guarda alla partecipazione agli esecutivi, l’Italia, insieme a Grecia e Portogallo, fa una ben magra figura anche rispetto a Francia e Regno Unito e soprattutto conferma la tradizione di attribuire alle poche donne ministro ministeri di scarsa rilevanza, solitamente senza portafoglio, oppure ministeri tradizionalmenti "femminili", come l’istruzione. Donne a capo di ministeri come quelli degli interni, dell’economia, del lavoro, della difesa, sono una realtà in paesi geograficamente e culturalmente vicini a noi come la Francia e la Spagna, ma solo un’illusione in Italia, dove naturalmente non è nemmeno pensabile avere una donna a Palazzo Chigi.
In alcuni paesi europei sono state adottate misure di discriminazione positiva per far fronte alla scarsa presenza femminile nelle istituzioni politiche, anche se vi sono esempi, come quello spagnolo, che mostrano che è possibile ottenere risultati soddisfacenti anche senza costrizioni legali: qui è grazie all’autonoma iniziativa dei due maggiori partiti che le donne hanno potuto ottenere spazi e ruoli significativi. La scarsa sensibilità mostrata fino ad oggi dai politici italiani ci fa dubitare che qualcosa di simile a ciò che è accaduto in Spagna si possa verificare anche da noi. Dopo le limitate misure adottate a livello locale e per la Camera dei Deputati nel 1993 e poi bocciate dalla Corte costituzionale due anni dopo e la riforma costituzionale approvata nel 2003 per assicurare la parità di accesso alle cariche elettive, nel 2005, l’allora ministro delle Pari opportunità Stefania Prestigiacomo tentò di introdurre le cosiddette "quote rosa" nella nuova legge elettorale, incontrando la strenua opposizione di molti politici maschi dei due schieramenti, che mostrarono in quell’occasione uno strenuo attaccamento al fortino dei loro privilegi. Da allora la questione è uscita dall’agenda politica. Ci chiediamo se una così palese violazione, certo non operata per vie legali, ma attraverso meccanismi sociali e comportamenti della classe politica, di un diritto politico essenziale possa essere a lungo tollerata. Forse un partito che oggi è al governo e si fa chiamare Popolo della libertà dovrebbe interrogarsi seriamente.
Se il problema della carente presenza femminile nei luoghi della politica tocca molte democrazie, anche se nel caso italiano si presenta in modo particolarmente acuto, vi è una specificità tutta nostrana che aggrava ancor di più la situazione.
Ci riferiamo alla pratica di cooptazione di giovani, talvolta giovanissime, signore di indubbia avvenenza ma con un background che difficilmente può giustificare la loro presenza in un’assemblea elettiva come la Camera dei deputati o anche in ruoli di maggiore responsabilità. Che nella politica italiana vi sia la necessità di dare spazio a una nuova generazione non vi è dubbio, ma è questo, ci chiediamo, il modo?
Come ha scritto Ritanna Armeni sul Riformista, siamo di fronte ad un modo di fare politica «con il corpo delle donne». Che l’immagine nella politica contemporanea sia divenuta un elemento cruciale è ormai un dato acquisito e questo vale sia per gli uomini, sia per le donne. Ma qui siamo di fronte ad un altro fenomeno. Qui non siamo di fronte all’utilizzo da parte del singolo politico che mira ad attrarre consenso, dell’immagine intesa in senso ampio, comprendente quindi la capacità di trasmettere fiducia, senso di sicurezza, tratti del carattere come l’onestà o la fermezza, o un più generale fascino. Qui assistiamo ad una dirigenza di partito che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento. Questo uso strumentale del corpo femminile, al quale naturalmente le protagoniste si prestano con estrema disinvoltura, denota uno scarso rispetto da un lato per quanti, uomini e donne, hanno conquistato uno spazio con le proprie capacità e il proprio lavoro, dall’altro per le istituzioni e per la sovranità popolare che le legittima.
Al tempo stesso, esso rischia di far fare un pericoloso passo indietro alla cultura politica del nostro paese. Secondo l’Eurobarometro 2008, l’Italia, insieme all’Austria e al Portogallo, è il paese europeo nel quale i cittadini si sentirebbero meno «a proprio agio» con una donna posta a ricoprire la più alta carica del paese. Il fenomeno del "velinismo" in politica, ancorché circoscritto, non aiuta certo a modernizzare una cultura ancora in parte diffidente verso il ruolo delle donne in politica e a promuovere la pari dignità dei sessi in ogni ambito della vita pubblica, piuttosto rilancia uno stereotipo femminile mortificante, accuratamente coltivato dalla nostra televisione (che è, a questo proposito, un unicum nel contesto europeo-occidentale) e drammaticamente diseducativo per le nuove generazioni.
Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse.
27 aprile 2009
http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page...i_Cate_Arti=38
Poi continua con 2 dichiarazioni della signora Berlusconi:
Veronica Lario: «L'uso delle donne per le Europee? Ciarpame senza pudore»
http://www.corriere.it/politica/09_a...l?fr=correlati
ROMA - «Ciarpame senza pudore». Così Veronica Lario definisce, in una dichiarazione all'Ansa, l'uso delle candidature delle donne che a suo avviso si sta facendo per le elezioni europee. La signora Berlusconi ha deciso di mettere per iscritto in una mail - in risposta ad alcune domande sul dibattito aperto dall'articolo pubblicato lunedì dalla Fondazione Farefuturo - il suo stato d'animo di fronte a ciò che hanno scritto martedì i giornali sulle possibili candidate del Pdl alle europee. «Voglio che sia chiaro - spiega - che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire».
E poi il caso Naomi e ha dato la seconda lettera
Veronica, addio a Berlusconi "Ho deciso, chiedo il divorzio"
http://www.repubblica.it/2009/04/sez...-divorzio.html
Veronica legge e rimane stupefatta, chiama al telefono un'amica: "Basta, non posso più andare a braccetto con questo spettacolo". A Roma infuria la polemica sulle "veline" pronte a entrare nelle liste elettorali del Pdl e ci sono, soprattutto, quella ragazzina di Casoria, Noemi, e la sua mamma Anna che si rivolgono a Berlusconi con gli affettuosi diminutivi di "papi" e "papino". Veronica non ce l'ha né con le giovani donne aspiranti europarlamentari né con Noemi. Interpreta la loro parabola quasi epicamente, come "figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica". La sconcerta, però, che il metodo da "ciarpame politico" non faccia scandalo, che quasi nessuno si stupisca, che "per una strana alchimia il paese tutto conceda e tutto giustifichi al suo imperatore", come racconta a chi le sta vicino.
Sono solo dopo questi 3 articoli che inizia l'inchiesta giornalistica, che mischia il gossip, agli abusi di potere, allora chi ha iniziato?
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09-06-2009, 09.52.59
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A quel punto si poteva fare una cosa.
Lasciar stare la Lario e fiondarsi sulla campna elettorale fatta di programmi,magari con la promessa di ritornare sull'argomento.
Invece tutti,compresi vuoi di questo forum,avete sospeso polemiche sull'immigrazione clandestina,sulle opere ecc ecc per arlare della Lario,Noemi,i partuy ecc,sperandoche cadesse prima del voto.
A me sta bene,ma venirmi a dire che è colpa diBerlusconi se voi discutete d'altro è fantasmagorico 
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09-06-2009, 10.26.46
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Citazione:
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Originalmente inviato da Bondourant
UMUNGUS non parla MAI di politica, fa avanspettacolo con i suoi pupazzi nani e ballerine. e quando s'addentra (un po') in questioni sociali MENTE
MENTE SEMPRE.
basta ascoltare bene e confrontare. dentro tutto quello che dice c'è sempre almeno una menzogna, che, come dicevano i nazisti ripetendola, alla lunga diventa verità.
prima lo cacciamo meglio è. speriamo incappi in un grosso casino
(gossiparo o meno poco importa) che lo porti per forza a dimettersi.
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Berlusconi che si dimette e rinuncia al potere e al lodo Alfano?
Non ci crede nessuno.
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09-06-2009, 10.40.27
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Mi spiace ma ti sbagli,la campagna elettorale l'ha aperta la Repubblica con la storia di Noemi.
Allucinante,la campagna elettorale l'hanno fatta i giornali di sinistra
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no,
ha iniziato "il giornale", ha tirato la pietra e nascosto la mano.
informati.
allucinante, si proprio.
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09-06-2009, 10.40.30
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dai dai ripartiamo.
Invece di parlare dle referendum edi cosa si potrebbe votare,parliamo sull'eventuale ALTRO (?) scandalo privato potrebbe colpire Berlusconi per farlo dimettere.
Non imparate mai eh? 
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09-06-2009, 10.49.32
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le campagne elettorali si fanno, ANCHE, sui visi graziosi e sulle fantasie sessuali dei decerebrati televisivi.
il potentissimo apparato di marketing di merdaset ha pianificato e guidato attraverso il pruriginoso prima e sulla contrapposizione difensiva poi, il percorso della campagna elettorale del partito delle illibertà. Gli obnubilati di centrosx gli sono corsi incontro come le falene fanno con i neon....
dei programmi non se ne è parlato perché non interessano nessuno, e non fanno scandalo, quindi non servono.
lo ha detto perfino confindustria.....
come per l'altro 3D:
dobbiamo toccare il fondo.
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09-06-2009, 11.32.20
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Citazione:
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Originalmente inviato da Lulù 2 la vendetta!
il nostro capo, con 15 anni di minchiate ha fatto in pochi mesi di governo piu' cose di quante ne abbiano fatte in 15 anni di governo i non minchiatari!.... se tanto mi da' tanto, spero che faccia una minchiata al giorno!
comunque se e' vero che il papy segue noemi da quando e' nata, come mai viene fuori solo sotto campagna elettorale questa storia facendola passare poi per pedofilia? chi ha architettato questo gossip per utilizzarlo a fini politici? il papy che sono 18 anni che "importuna" una minorenne o la sinistra che ha voluto farlo passare per importunatore proprio sotto elezioni??
e non ti preoccupare visto che e' arrivato ad essere fra gli uomini piu' ricchi del mondo e a dare da mangiare a migliaia di persone, significa che le maniche se l'e' rimboccate e che si e' fatto un culo cosi'.... fra una minchiata e l'altra!
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Anche in AFRICA GLI UOMINI PIù RICCHI SONO CAPI DI STATO. Ma forse un democrazia non dovrebbe avere uomini di stato che badano più alle proprie tasche che a quelle dei propri concittadini.
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09-06-2009, 11.55.59
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Citazione:
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Originalmente inviato da Lukebrian
Berlusconi che si dimette e rinuncia al potere e al lodo Alfano?
Non ci crede nessuno.
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...dipende.
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09-06-2009, 11.59.35
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Citazione:
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Originalmente inviato da Bondourant
...dipende.
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da che dipende...
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09-06-2009, 13.11.05
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Secondo il Censis il piccolo schermo condiziona sempre più le decisioni
Solo un quarto degli elettori si affida ai giornali. I giovani guardano al web
Elezioni, il potere della televisione
Tg determinanti nella scelta del voto
ROMA - E' ancora la televisione il principale mezzo utilizzato dagli italiani per formarsi un'opinione politica. Solo un quarto degli elettori si e' affidato ai giornali mentre internet rappresenta ancora la fonte di informazione per una fetta minoritaria del corpo elettorale, tranne che tra i giovani.
Secondo un'indagine del Censis, durante la campagna elettorale il 69,3% degli elettori ha formato la sua scelta attraverso le notizie e i commenti trasmessi dai telegiornali. I Tg restano il principale mezzo per orientare il voto soprattutto tra i meno istruiti (il dato sale, in questo caso, al 76%), i pensionati (78,7%) e le casalinghe (74,1%).
Al secondo posto si piazzano i programmi televisivi di approfondimento giornalistico a cui si e' affidato il 30,6% degli elettori. Si tratta soprattutto delle persone piu' istruite (il dato sale, in questo caso, al 37%) e residenti nelle grandi citta', con piu' di 100.000 abitanti (con quote che oscillano tra il 36% e il 40%), mentre i giovani risultano meno coinvolti da questo format televisivo (il 22,3% nella classe d'eta' 18-29 anni).
Al terzo posto si colloca la carta stampata: i giornali sono stati determinanti per il 25,4% degli elettori (il 34% tra i piu' istruiti, e il dato sale ad oltre un terzo degli elettori al Nordest e nelle grandi citta', e raggiunge il 35% tra i lavoratori autonomi e i liberi professionisti).
I canali Tv ''all news'' sono stati seguiti dal 6,6% degli italiani prossimi al voto (soprattutto maschi, 9,3%, e piu' istruiti, 10,2%). Solo il 5,5% si informa attraverso i programmi della radio, il cui ascolto e' apprezzato soprattutto da artigiani e commercianti, liberi professionisti e lavoratori autonomi (12,1%).
Il confronto con familiari e amici, resta fondamentale per il 19% degli elettori, in particolare per i piu' giovani (18-29 anni: 26%), residenti nel Mezzogiorno (22,2%) e nei centri urbani minori (citta' con 10.000-30.000 abitanti: 22,5%).
Il materiale di propaganda dei partiti (volantini, manifesti, ecc.) e' stato utilizzato dal 10,9% degli elettori, con una punta di attenzione al Nordest (17,4%). La partecipazione diretta alle manifestazioni pubbliche dei partiti rappresenta invece un canale preferenziale per una quota residuale di elettori (il 2,2%), che diminuisce ulteriormente tra i piu' giovani (18-29 anni: 0,7%).
Internet non sfonda nella comunicazione politica. Durante la campagna elettorale, per formarsi un'opinione solo il 2,3% degli italiani maggiorenni si e' collegato ai siti web dei partiti per acquisire informazioni, e solo il 2,1% ha visitato blog, forum di discussione. Il dato aumenta solo tra gli studenti: il 7,5% si e' collegato ai siti Internet dei partiti e il 5,9% ha navigato su altri siti web in cui si parla di politica.
(9 giugno 2009)
http://www.repubblica.it/2009/06/sez...-elezioni.html
Ecco come si fa campagna elettorale.
Ma era ovvio.
Il potere è tutto lì.
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09-06-2009, 14.28.18
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Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
A quel punto si poteva fare una cosa.
Lasciar stare la Lario e fiondarsi sulla campAGna elettorale fatta di programmi,magari con la promessa di ritornare sull'argomento.
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Vedi purtroppo il gossip in estate interessa di più, io ho provato ad aprire discussione serie, ma pochi partecipanti, e per voi erano cazzate pure quelle, tipo perchè pago ancora la tassa di circolazione nessuno ha risposto.
Poi devo essere sincero non vi era molto da parlare, io posso postare le idee del movimento che seguo, e voi non rispondete e non postate niente perchè il vostro movimento non ha idee, ha solo il culto del capo, padre padrone.
Diciamo che è sbagliato proprio l'eurovoto, gli europartito sono questi:
EPP-ED, PES, ALDE/ADLE, GUE/NGL, Greens/EFA, UEN, IND/DEM, Non Iscritti.
Perchè non hanno fatto campagna elettorale per quelle sigle?
Perchè i popolari Merk Sarkò e Silvio non si sono messi a braccetto e spiegato il loro programma a tutta l'Europa?
Zapattero con chi doveva presentare il programma?
E il PD dove si siede, e visto che i radicali e l'IDV si siedono fra i liberali perchè non hanno fatto campagna assieme invitando gli altri liberali europei?
Ma che europa voggliamo se non conosciamo manco i nostri partner?
Citazione:
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Originalmente inviato da taccaromiceto
Invece di parlare dle referendum edi cosa si potrebbe votare,parliamo sull'eventuale ALTRO (?)
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Ho aperto i sondaggi, e detto chiaramente che voterà la scheda 2 e 3, ho spiegato il perchè ecc. perchè invece di accusare non prosegui la discussione?
Ma fa che siete voi di destra che visto che non sapete che pesce pigliare la buttate nel gossip, e i coglioni di sinistra vi seguono?
Ultima modifica di fantasma76 : 09-06-2009 alle ore 15.11.54.
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09-06-2009, 14.58.53
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"CONFLITTO di INTERESSI"! 
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09-06-2009, 16.06.24
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L'affluenza alle urne per queste elezioni europee è stata una delle più basse degli ultimi anni, ad eccezione di alcuni Paesi.
In paesi di recente adesione come la Romania, la Slovacchia o la Lituania solo circa il 20% degli elettori ha deciso di recarsi alle urne, mentre tra quelli fondatori si è registrata una affluenza massiccia, come in Belgio e Lussemburgo dove il voto obbligatorio ha portato circa il 90% degli elettori a votare.
A pensarci bene tale atteggiamento non può meravigliare. In tutta Europa quasi tutti partiti hanno giocato una campagna elettorale basata su temi di politica nazionale, dimenticando la ragione vera per cui gli elettori venivano chiamati alle urne, ossia l'Europa.
Inoltre le motivazioni che hanno spinto ad aderire nelle diverse fasi storiche i 27 paesi membri sono profondamente diversificati. Inoltre ormai è diffuso l'atteggiamento da parte di quasi tutti i governi nazionali di scaricare la responsabilità politica ed economica su Bruxelles per qualsiasi questione che possa creare problemi sociali nazionali.
Per assurdo gli unici che non si sono dimenticati dell'Europa durante la campagna elettorale sono stati proprio gli schieramenti della destra populista e xenofoba, ovvero quelle forze che vengono generalmente catalogate come euroscettiche, vere vincitrici di queste elezioni.
Hanno fissato l'obiettivo di dipingere l'Europa come patria delle burocrazie e dei banchieri, promotrice della società multiculturale e dell'immigrazione, impotente davanti alla crisi economica che deve essere sconfitta grazie alla chiusura ermetica di muri intorno i propri confini nazionali.
Non per niente partiti neo fascisti hanno eletto per la prima volta propri rappresentanti in Romania, Austria, Olanda e nella stessa Germania; in Inghilterra il Partito eurofobico UKIP è diventato il secondo partito britannico, scavalcando i laburisti al governo, e inducendo i conservatori a schierarsi su posizioni più euroscettiche che lo porteranno fuori dal PPE, considerato troppo europeista; per la prima volta proprio un movimento euroscettico si è presentato come vero partito transnazionale europeo, Libertas, che faceva del No irlandese al trattato di Lisbona e dell'euroscetticismo del suo fondatore, il miliardario irlandese Declan Ganley, la sua bandiera ideologica.
Anche in Italia la forte affermazione della Lega Nord non può essere letta come la vittoria della forza più nettamente xenofoba ed euroscettica del panorama politico nazionale?
Fin qui si potrebbe dire che questi sono i rischi della democrazia. Ciò sarebbe vero se dall'altra parte gli elettori avessero avuto forze politiche che avessero fatto dei valori e conquiste dell'integrazione europea la bandiera della loro campagna elettorale. Ma così generalmente non è stato, non solo in Italia ma in quasi tutti i paesi dell'Unione europea. Così l'elettore si è trovato schiacciato in mezzo ad una campagna elettorale che parlava quasi unicamente di temi nazionali, e vedeva che coloro che parlavano d'Europa erano coloro che la denigravano.
Lo stesso PSE non ha avuto il coraggio di contrapporre neanche simbolicamente un candidato alternativo alla presidenza della Commissione europea al designato conservatore Barroso, che poteva dare di per sé un ulteriore significato alle elezioni e un segnale che si poteva provare a cambiare gli equilibri del vecchio continente. Invece si preferito rincorrere sui temi nazionali i 21 governi conservatori dell'Unione accettando il loro campo di competizione elettorale basato sulle paure suscitate dalla crisi.
Eclatante è l'esempio Francese: il PS ha attaccato Sarkozy che aveva fatto della sua presidenza europea la bandiera elettorale, mentre il moderato Bayrou gli ha contrapposto una campagna incentrata su quali fossero i progressi da dover compiere in Europa. Quale è stato il risultato: Sarkozy ha tenuto, i socialisti sono dimezzati, Bayrou è migliorato.
L'unica eccezione continentale a tutto ciò, è stata l'affermazione un po ovunque degli ecologisti. Per loro stessa natura questi hanno parlato di cosa dovesse fare l'Europa per rispondere alla crisi ambientale, tentando di tracciare una proposta globale. Proprio in Francia tale strategia ha portato l'Europe Ecologie di Cohn Bendit, leader storico del '68, ha raggiungere i socialisti concetrati in una campagna vecchio stampo.
Affermazioni analoghe delle formazioni ecologiste si sono registrate in Germania e nei paesi scandinavi che faranno dei Verdi l'unico gruppo in crescita, insieme a quello degli euroscettici, al parlamento europeo. Non possiamo dire come sarebbe andata in Italia una scelta del genere, visto che anche in questo caso i verdi nostrani hanno preferito rinchiudersi in un dibattito perlomeno nazionale, se non settario, su quale fosse la vera sinistra residuale italiana invece di presentare una loro coerente proposta per il futuro globale.
In definitiva le forze progressiste continentali, tranne in Danimarca e in Grecia, hanno pagato la loro mancanza di coraggio, non dando una chiara alternativa europeista alla destra euroscettica, e rinchiudendosi in un dibattito perlomeno provinciale, che è riuscito a parlare principalmente a chi si riconosceva nei vecchi schemi ideologici.
L'occasione di aprire il proprio orizzonte di iniziativa politica è stata persa, ma speriamo che la lezione sia stata imparata almeno per il futuro.
http://www.businessonline.it/5/Stili...opee-2009.html
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09-06-2009, 16.09.38
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Citazione:
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Originalmente inviato da catluc
Anche in AFRICA GLI UOMINI PIù RICCHI SONO CAPI DI STATO. Ma forse un democrazia non dovrebbe avere uomini di stato che badano più alle proprie tasche che a quelle dei propri concittadini.
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ma come e non siete contenti? sbandierate tanto una civilta' multietnica.... eccovi accontentati!!!  
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