I dati dell’Eurostat
Due milioni di posti di lavoro persi
Nell’Unione europea, nel primo trimestre, segno rosso per l’occupazione. Solo nella zona euro un milione e 200 mila posti bruciati. Chi fa peggio è la Spagna (-6,4%). Belgio e Germania tengono. Crollano le repubbliche baltiche
Tra gennaio e marzo di quest’anno nell’Unione europea sono andati persi 1.916.000 posti di lavoro, di cui 1.220.000 nella zona euro. Lo comunica l'Eurostat. In termini percentuali, l'occupazione ha subito un calo dello 0,8 sia nell'area euro sia nell'Ue-27, il doppio rispetto all'ultimo trimestre del 2008. Italia è nella media (-0,8%), mentre tra i principali paesi di Eurolandia si registra il -6,4% in Spagna, il -0,7 in Francia e un +0,1 in Germania.
E’ il terzo trimestre consecutivo in cui si registra un calo dell’occupazione. Nelle sue ultime previsioni di maggio, la Commissione ipotizzava una perdita di oltre 8 milioni di posti di lavoro nel biennio 2009-2010.
Se si analizza la situazione dei diversi stati, l’Italia ha un andamento nella media (-0,8%). Va peggio alla Spagna, dove il calo è del 6,4%. Nessun crollo in Francia: -0,7%. Segno più invece, per Belgio e Germania: guadagnano lo 0,5% e lo 0,1% rispetto all'anno passato.
Male gli stati dell’Europa dell’Est. In particolare le repubbliche baltiche: in Estonia il calo è del 7,2%, in Lettonia dell'8,2% e in Lituania del 5,1%. Più contenuto il dato dell'Ungheria, che perde il 3% di occupazione rispetto all’anno scorso.
15/06/2009 11:57
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