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L'Archivio
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di politica, cultura, società - 2009
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05-05-2009, 15.02.17
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Guerra, tortura, tigri
Guardavo poco fa un servizio in cui si mostrava quello che è stato definito "imbarazzo" di Condoleezza Rice nel rispondere a domande sulle torture usate negli interrogatori ai terroristi.
Ora, me ne sbatto di chi ama o odia gli americani in questo contesto, ma mi domando, perché mai occorre sempre giustificare l'uso della forza?
Perché per mandare dei soldati da qualche parte occorre chiamarle "missioni di pace"?
La ferocia, la guerra fanno parte del DNA del genere umano, non sono incidenti di percorso né un retaggio di epoche dimenticate. Se una parte del pianeta ha trovato equilibri INTERNI in cui le guerre diventano svantaggiose e dunque vengono bandite e sostituite da altre forme di gestione delle crisi, indubbiamente è un bel risultato: aumenta per tutti la possibilità di sopravvivenza.
Ma di qui a darne una lettura universale, direi trascendentale, e dare per scontato che accoppare il prossimo sia una sorta di patologia (vedi i bimbi che se mollano un cazzotto al compagno di classe finiscono dallo psicologo) beh ce ne corre assai, ed è una corsa verso un burrone, per come la vedo io.
Le tigri ci sono in ciascuno di noi, chiuderle in cantina non le rende meno aggressive. Al contrario, le fa incazzare così tanto che quando trovano uno spiraglio per uscire non sono più tigri, sono T-REX fatti di crack.
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05-05-2009, 15.16.32
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Il mondo le sembra più razionale di ieri?
"Viviamo ancora dominati da bassi impulsi, come cinquantamila anni fa. Perché il nostro cervello ha una componente arcaica e limbica (che ha sede nell'ippocampo) che è aggressiva, emotiva e affettiva ed è quella che ha permesso all'australopiteco di salvarsi, quando è sceso dagli alberi e ha affrontato il mondo. L'altra componente, cognitiva e neocorticale, è molto più recente e corrisponde alla fase dello sviluppo del linguaggio. Purtroppo questa parte non riesce ancora a controllare quella più antica che, anzi, nei momenti estremi (guerre, crisi, carestie) torna dominante. Sono le condizioni ambientali, in definitiva, a metterla in funzione: nei regimi totalitari, per esempio, l'attività del cervello arcaico è al massimo".
Tratto da:
Montalcini, quasi cent'anni
"Ma il cervello non ha rughe"
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07-05-2009, 16.41.58
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Citazione:
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"Viviamo ancora dominati da bassi impulsi, come cinquantamila anni fa. Perché il nostro cervello ha una componente arcaica e limbica (che ha sede nell'ippocampo) che è aggressiva, emotiva e affettiva ed è quella che ha permesso all'australopiteco di salvarsi, quando è sceso dagli alberi e ha affrontato il mondo. L'altra componente, cognitiva e neocorticale, è molto più recente e corrisponde alla fase dello sviluppo del linguaggio. Purtroppo questa parte non riesce ancora a controllare quella più antica che, anzi, nei momenti estremi (guerre, crisi, carestie) torna dominante. Sono le condizioni ambientali, in definitiva, a (ri)metterla in funzione: nei regimi totalitari, per esempio, l'attività del cervello arcaico è al massimo".
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E' il famoso Complesso Rettiliano - R-complex - di Maclean:
Paul MacLean ha elaborato un modello della struttura e dell'evoluzione dell'encefalo descrivendolo come Triune Brain (cervello trino).
Secondo McLean vi sono tre formazioni anatomiche distinguibili in: R-complex, Sistema Limbico e Neocortex. Ognuna di queste strutture è adibita a determinate funzioni; queste funzioni furono tradotte in operatori.
R-complex o cervello rettiliano si occupa dei bisogni e degli istinti innati nell'uomo; gli operatori rettiliani sono i seguenti: isoprassico, specifico, sessuale, territoriale, gerarchico, temporale, sequenziale, spaziale e semiotico.
Nel sistema limbico agisce l'emotività dell'individuo; infatti questa struttura contiene prevalentemente operatori emozionali: fobico, aggressivo, cura della prole, richiamo materno, innamoramento, ludico.
Il neo-cortex è la sede degli operatori specifici che caretterizzano l'essere umano: olistico, riduttivo, generalizzatore, causale, binario, emotivo.
L'R-complex risiede nel diencefalo, nel mesencefalo e nella parte iniziale del telencefalo. A livello strutturale il sitema limbico è costituito dai bulbi olfattivi, il setto, il fornice, l'ippocampo, l'amigdala, il giro del cingolo, i corpi mammiliari. La struttura neocorticale è formata da materia neuronale.
Fonte
R-Complex
Ippocampo
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