Per non precipitare nella disperazione il suo affezionato pubblico, alla fine di ogni puntata di Report (domenica, Raitre), Milena Gabanelli addolcisce la pillola delle sue inchieste, con qualche buona notizia. Così, in parallelo, accanto al paese brutto e cattivo, ne emerge un altro dal volto umano e di buone speranze. Tanto più che a rappresentarlo, nel servizio che chiudeva il programma dell'altra sera, erano i volti felici di cinque adolescenti della tendopoli di Sant'Angelo, uno dei paesi abruzzesi colpiti dal terremoto.
Una grande eccitazione accoglie l'arrivo di alcuni scatoloni, ricevuti dopo alcuni mesi, con gli attrezzi del mestiere: computer, scanner, stampante. Perché i ragazzi sono i reporter dei terremotati, un agguerrito gruppetto che con impegno pubblica il giornale del campo "Sfollati news".
La troupe di Report li aveva raccontati in una puntata del mese di giugno, seguendoli nel loro lavoro quotidiano di giornalisti, in quel momento impegnati nell’inchiesta sui bagni pubblici (poca igiene e la minaccia di sostituirli con quelli chimici). Sparpagliati con penne e quaderni tra le tende per raccogliere informazioni e poi nella tenda-redazione per scegliere gli articoli. Uno alla volta, con un solo computer (di proprietà del direttore) per scrivere e impaginare, uscendo in ritardo e con grande frustrazione del vignettista che, senza uno scanner, non poteva riprodurre e stampare i suoi disegni.
Berlusconi a parte, senza qualche soldo da investire per i mezzi di produzione la libertà di stampa è messa a dura prova, e il giornalino anche. Ma qui scende in campo mamma Gabanelli che, per finanziare l'impresa, organizza un'asta a Bologna. Mettendo in vendita i numerosi premi vinti dalla sua trasmissione nei tredici anni di vita avventurosa. Con la partecipazione di due bravi attori, Antonio Albanese e Angela Finocchiaro, ottimi battitori, che alla fine della manifestazione incassano undicimila e trecento euro, nonostante debbano vendere statuette, medagliette e targhe che fa piacere ricevere ma poi nessuno sa dove mettere. Soldi sufficienti ad acquistare i ferri del mestiere, e a costituire un fondo-stipendi di tremila euro affidato al sindaco per pagare (con cento euro) il miglior pezzo della settimana. Nessuno, secondo il severo giudizio del sindaco, se li è ancora meritati. Loro non mollano («vuol dire che faremo meglio»).
20-10-2009
il manifesto