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di politica, cultura, società - 2009
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23-02-2009, 11.27.41
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Predatori
'PREDATORI'
DI ANNA C. SALTER
(ELLIOT, pp. 350, 17 euro)
Ha studiato per vent'anni carnefici e vittime di violenze sessuali, in Predatori, la psicologa americana Anna Salter, si serve della sua competenza per spiegare al lettore come difendere i bambini dai pedofili, cosa pensano, come ingannano, come eludono la legge. ''Supponiamo che nessun allenatore, sacerdote o insegnante 'sembri' un predatore sessuale, ma che uno di essi lo sia, senza che noi lo sappiamo - scrive Anna Salter - Poiche' non e' possibile individuare pedofili o stupratori in ogni circostanza, occorre fare in modo di allontanare il possibile criminale sessuale e impedirgli di accostarsi a noi e ai nostri figli''.
La psicologa lancia poi un messaggio preciso ai genitori: occhio ai computer dei bambini. ''E' pericoloso lasciare che i propri figli navighino su Internet da soli, senza la supervisione di un adulto o di un software filtro. Soprattutto non dovrebbero entrare nelle chat room. Dubito che ci siano chat room frequentate da adolescenti nelle quali non vi sia almeno un predatore sessuale online in un determinato momento. Cio' che potete fare, pertanto e' aiutare i vostri figli a trovare siti per bambini, che non consentano l'interazione con gli estranei''. Internet, secondo la psicologa, ''favorisce l'inganno piu' di ogni altro contesto.
Tutti possono fingere di essere qualunque cosa, un dato che non e' sfuggito all'attenzione dei criminali sessuali. Le ricerche confermano la crescita esponenziale dei casi di predatori che conoscono bambini e ragazzi su Internet. Un sondaggio condotto dal centro studi per i reati sui minori del New Hampshire su adolescenti tra i dieci e i diciassette anni ha riscontrato che, nell'arco di un anno, un adolescente su cinque ha ricevuto via Internet un'offerta sessuale; in un caso su trenta era di tipo aggressivo''.
E i dati del fenomeno sono impressionanti anche in Italia dove nel 2007 i casi di violenza sui bambini sono cresciuti nel del 30% rispetto all'anno precedente, e i pedofili sono 'sempre piu' tra noi', visto che gli 85% degli abusi sono commessi da una persona conosciuta. ''In questo libro incontrerete una ricca galleria di predatori di bambini - dice nella prefazione Massimiliano Frassi, fondatore dell'associazione Prometeo che da anni si occupa di lotta alla pedofilia - sono tutti accomunati da un elemento che va al di la' del grado di sevizia o di violenza da cui traggono piacere e che per questo li rende piu' pericolosi: il camaleontismo. Dopo la lettura di questo libro - conclude Frassi - non potrete piu' dire 'non lo sapevo', ne' tanto meno 'non immaginavo che tutto questo potesse accadere'''.
2009-01-20 16:57
www.ansa.it
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23-02-2009, 11.35.18
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Anna Salter, Predatori
di Barbara Spinelli
C’è una abbondante letteratura sulle vittime di abusi sessuali. Al contrario, poco si sa del criminale sessuale, figura che dai tempi di Jack lo Squartatore in poi viene identificata in un essere abbietto ed emarginato, con una sessualità deviata, che cerca le sue vittime tra orfani e prostitute. Ancora oggi, è diffusa la paura del violentatore straniero appostato nella strada di periferia, degli zingari ladri di bambini.
Eppure, le statistiche evidenziano che la maggior parte delle violenze sessuali su donne e bambini è opera di familiari e conoscenti. È proprio grazie alla credibilità sociale di cui godono questi «insospettabili» criminali che riescono a carpire la confidenza delle vittime, e ad abusarne sessualmente, spesso rimanendo impuniti. «L’assassino sa come farsi aprire la porta dalle donne », spiega Anna Salter, psicologa americana con venti anni di esperienza nel trattamento di criminali sessuali.
Nel suo libro, li chiama «Predatori»: perché non si tratta di malati, ma di persone intelligenti, autentici professionisti della bugia, che scelgono le vittime con cura, intessendo relazioni fatte di segreti e di inganni, fino a ottenerne il controllo psicologico. Così possono assicurarsi l’impunità e la possibilità di reiterare i crimini nel tempo, anche nei confronti di più vittime. Sanno che la loro libertà dipende dalla loro credibilità, per questo, a parte la loro propensione alle molestie, sono amici fedeli, bravi dipendenti e coscienziosi membri della società.
La strategia del «bravo ragazzo» paga: la probabilità di essere arrestati per un reato sessuale è meno del 5 %, e scende se si parla di reati contro i bambini, perché spesso le segnalazioni fatte dal minore ai genitori o ai servizi non vengono prese in considerazione. Anche molte perizie psichiatriche basano l’analisi su classici pregiudizi, facendo disperdere le prove: partendo dal presupposto che stupratori, pedofili, assassini, debbano essere individui brutali, si tende a valorizzare la gentilezza del soggetto, il bel rapporto che lo legava alla presunta vittima.
Il rischio dell’approccio psicologico è lo spostamento e la negazione della responsabilità: è ancora viva la propensione a giustificare le molestie attribuendo la responsabilità alle vittime «collaborative», come il bambino che seduce, la ragazza che si lascia sedurre (Abraham, Bender, Mirkin), o che è gratificata dallo stupro incestuoso del padre (Weiner).
La Salter è netta nella sua analisi: la violenza sessuale non parte mai da un «eccesso d’amore», rappresenta sempre la scelta pianificata del criminale di trarre per sé la massima gratificazione da una relazione di fiducia e confidenza, che si è costruito ad hoc. Non si può pensare a una «riabilitazione» di chi compie crimini sessuali: le statistiche mostrano che, anche dopo la terapia più efficace, sessanta criminali sessuali su cento tornano a delinquere nel breve termine, molti di più nel lungo termine.
Questo perché, spiega la Salter, per ogni criminale sessuale «il controllo del comportamento sessualmente violento è uno sforzo da applicare anche per tutta la vita». Ma anche il carcere non paga, anzi, diventa luogo di ideazione di nuove fantasie.
È il dominio simbolico del patriarcato infatti, attraverso una cultura pornografica fallocentrica, a consentire il moltiplicarsi di criminali sessuali: se non si scardinano le dinamiche predatorie di controllo alla base di questa concezione, diventa difficile pensare soltanto a come proteggere le prede.
Di questo dovrebbe tener conto anche il nostro legislatore, che, nel disegno di legge sugli atti persecutori, introduce la possibilità di programmi di riabilitazione per i condannati, ma nulla dice sul come prevenire gli episodi di persecuzione, non riconoscendo che alla base di questi c’è proprio la volontà di controllo da parte dell’ex partner sulla donna, anche dopo la fine di una relazione.
Anna Salter, Predatori,
Elliot, 2009, pagg. 350, 17 euro
da "Le Monde diplomatique" gennaio 2009
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25-06-2009, 17.39.50
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25/6/2009 (15:39) - IL CASO
Pretende troppo sesso dalla moglie
Condannato in Cassazione: è stupro
L'uomo era arrivato a minacciare la consorte anche usando un machete
ROMA
Commette violenza sessuale e maltrattamenti il marito che, con comportamenti dispotici e minacciosi, costringe la moglie «a subire plurimi rapporti sessuali» anche quando la donna non ne ha assolutamente desiderio. La Cassazione, infatti, ha confermato la condanna nei confronti di Massimo L. (40 anni), un marito di Novara, che pretendeva dalla moglie, Monica G., «prestazioni sessuali oltre il desiderio della stessa».
Per soddisfare le sue voglie, l’uomo era giunto anche a minacciare la moglie con un machete. Senza successo, innanzi alla Suprema Corte, Massimo L. ha sostenuto di non aver commesso violenza sessuale ma, tutto al più, solo il reato di maltrattamenti. La Cassazione - con la sentenza 26345 - gli ha risposto che: «costituisce violenza sessuale qualsiasi forma di costrizione, a nulla rilevando l’esistenza di un rapporto di coppia coniugale, o paraconiugale, tra le parti, dal momento che non esiste all’interno di tale rapporto un diritto all’amplesso, ne, conseguentemente, il potere di esigere o imporre prestazioni sessuali».
Inoltre - aggiunge la Suprema Corte - «in tema di reati contro la libertà sessuale, nei rapporti di coppia di tipo coniugale, non ha valore scriminante il fatto che la donna non si opponga palesemente ai rapporti sessuali e li subisca, quando è provato che l’autore, per le violenze e minacce precedenti poste ripetutamente in essere nei confronti della vittima, aveva la consapevolezza del rifiuto implicito della stessa agli atti sessuali». La moglie di Massimo, infatti, per non destare allarme nei bambini - la coppia aveva dei figli - non si opponeva alle pretese del marito e a gesti muti cercava, inutilmente, di farlo desistere. Massimo L. è stato condannato a 6 anni e quattro mesi di reclusione, con sentenza del 22 settembre 2008 della Corte d’Appello di Torino.
Nella condanna era compreso anche il reato di maltrattamenti nei confronti dei figli, ma la Cassazione non ha ritenuto provata questa accusa e adesso un nuovo processo dovrà rivalutare meglio solo le prove per questo capo di imputazione. Il resto del verdetto è diventato, invece, definitivo.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...4926girata.asp
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03-07-2009, 19.32.11
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La giovane ventenne aggredita da un uomo armato di coltello e col volto coperto da passamontagna
Le modalità coincidono con la violenza di un mese fa alla Bufalotta, vittima una giornalista
Roma, violentata nel garage di casa
L'ombra dello stupratore seriale
Tracciato un identikit: italiano, tra i 30 e i 40 anni, un metro e 75, con accento romano
Il sindaco Alemanno: "Chi sa, parli. E' una persona con problemi psichici, un mostriciattolo"
ROMA - L'ha violentata nel garage di casa, mascherandosi il volto con un passamontagna, minacciandola con un coltello. L'ha fatto tra le 2 e le 3 di notte a Tor Carbone, un quartiere borghese a Roma Sud. Uno stupro che sembra la copia di quello che è accaduto un mese fa alla Bufalotta, sempre nella capitale ma dall'altra parte della città. Anche allora il violentatore parlava italiano. Troppe analogie per non parlare di uno stupratore seriale.
Nessuno ha sentito le urla. La vittima di ieri notte è una studentessa ventenne. Rientrava a casa dopo una serata trascorsa in compagnia degli amici. Nascosto nell'ombra dei box ha atteso che la vittima scendesse dall'auto appena parcheggiata e le è piombato alle spalle, minacciandola con un coltello a serramanico. Urlare è stato inutile: le spesse pareti di cemento armato del garage isolano il rumore dal resto del condominio. Nessuno poteva sentirla, neppure i suoi genitori e la sorella che dormivano a soli pochi metri.
Sulla base dei ricordi della vittima, gli agenti hanno stilato un approssimativo identikit dell'aggressore: italiano, tra i 30 e i 40 anni, alto un metro e 75, con accento romano.
"Ho guardato giù, ma quello era giù scappato". Un vicino di casa della studentessa è stato svegliato stanotte dalla telefonata della madre della ragazza: "Urlava di darle una mano perché qualcuno aveva violentato la figlia. Le ho detto di calmarsi e di chiamare la polizia. Poi sono andata alla finestra e ho guardato giù: speravo di vedere quel maledetto fuggire, ma non c'era nessuno". Per uscire dal garage, il violentatore ha usato le porte che collegano l'autorimessa alle scale interne del palazzo.
Alemanno: "Chi sa, parli". Il sindaco di Roma lancia un appello perché chi sa, parli: "E una violenza sessuale che non nasce dal degrado - ha detto Gianni Alemanno - ma da una persona con problemi psichici che colpisce scegliendo le zone dopo averle lungamente osservate. Non lo chiamerei un mostro, ma un mostriciattolo".
Le analogie con la violenza alla Buffalotta. La studentessa è stata trasportata all'ospedale Sant'Eugenio, poi ascoltata dalla squadra mobile. Gli agenti sono convinti che l'aggressore è la stessa persona che il 5 giugno scorso, in un'autorimessa in zona Bufalotta, a nord di Roma, ha violentato una giornalista di 34 anni. Anche il quel caso, il violentatore stringeva un coltello in mano, indossava un passamontagna nero e scelse di colpire la vittima nel garage condominiale a notte fonda. Lasciò però una traccia: la sua firma biologica sul nastro adesivo che usò per legarle le mani e tapparle la bocca. La Scientifica riuscì a ricavare dai frammenti di pelle lasciati sulla colla del nastro adesivo, il Dna dello stupratore. Un indizio che sarà comparato con gli altri rilevati nella violenza sessuale della scorsa notte.
"Credevamo fosse un quartiere tranquillo". Il garage a Tor Carbone, teatro dell'ultimo stupro a Roma, è ricavato nei fondi un condominio che si affaccia su una stradina silenziosa, in zona Ardeatina, nei pressi della Fondazione Santa Lucia, molte villette bifamiliari circondate da giardino. C'è un cancello automatico che chiude l'ingresso alla rimessa. "Non abbiamo sentito nulla stanotte", racconta Angelica, una coetanea della vittima che abita vicino. "D'altra parte il garage è sotterraneo ed è molto difficile sentire rumori". Un architetto che da 8 anni ha il suo studio in una delle villette a schiera lungo la strada conosce bene la studentessa violentata: "E' una ragazza tranquillissima, l'ho vista crescere. Non è appariscente né l'ho vista mai ostentare la sua bellezza. Una cosa del genere in questa zona è la prima volta che succede. Finora tutti lo consideravamo un quartiere molto tranquillo".
http://www.repubblica.it/2009/04/sez...udentessa.html
(3 luglio 2009) Tutti gli articoli di cronaca
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08-08-2009, 14.07.21
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Nell'auto di Francesco Gramendola i carabinieri hanno trovato il coltello e una mannaia
Vibo Valentina, donna uccisa dal marito
Accoltellata in diverse parti del corpo durante un litigio:
i due si stavano separando. L'uomo è stato arrestato
VIBO VALENTIA - Accoltellata perché voleva separarsi dal marito. È morta così la calabrese Rossellina Lobianco, 47 anni. Francesco Gramendola, 58 anni, è stato arrestato. Durante un litigio l'uomo, che vive a Longobardi (Cosenza) e aveva raggiunto la moglie in vacanza con il figlio a Pizzo in provincia di Vibo Valentia, l'ha colpita con un coltello in diverse parti del corpo: è morta poco dopo, nell'ospedale di Vibo. Gramendola è stato arrestato dai carabinieri dopo un inseguimento. Nella sua auto i militari hanno trovato il coltello usato per l'omicidio e una mannaia.
http://www.corriere.it/cronache/09_a...4f02aabc.shtml
08 agosto 2009
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31-08-2009, 14.04.18
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cabina di regia in cantina:
Denunciato anche per interferenza illecita nella vita privata
Torino, spiava la moglie dal televisore
italiano 54enne arrestato per stalking
L'uomo controllava la consorte, dalla quale si stava separando, attraverso una telecamera nascosta nella tv
TORINO -
Controllava da mesi, minuto dopo minuto, la moglie, dalla quale si stava separando.
Era riuscito infatti ad installare una telecamera all'interno del televisore della camera da letto della donna, allestendo in cantina una sorta di sala di regia da dove poteva spiare la sua vittima. Il tutto con una attrezzatura acquistata dai cinesi.
L'uomo, un italiano di 54 anni, è stato ora arrestato con l'accusa di stalking dai carabinieri della stazione di Riva Presso Chieri, in provincia di Torino.
Da mesi importunava e perseguitava la consorte, con molestie e minacce. Ad accorgersi di quell'occhio indiscreto è stata la stessa donna, che ha notato sopra lo schermo del televisore una strana «lucina rossa». I carabinieri sono intervenuti dopo che la donna ha sporto denuncia contro il marito che, oltre all'arresto per stalking è anche stato denunciato per interferenza illecita nella vita privata.
MINACCE ANCHE AI FIGLI - I due ex coniugi vivevano nello stesso edificio, anche se in alloggi separati, e in diverse occasioni l'uomo aveva minacciato la donna e i loro due figli di 27 e 14 anni. «Se trovo un altro uomo in questa casa sei morta», aveva detto diverse volte alla sua compagna, che spesso era stata minacciata anche con violenza. L'uomo si trova ora in carcere.
31 agosto 2009
http://www.corriere.it/cronache/09_a...4f02aabc.shtml
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