Napolitano: istituzioni siano esempio di moralità.
La scuola? "Deve essere migliore, non d'elite"
Ha parlato di scuola, ma anche di istituzioni, lanciando un monito molto attuale, il cui senso è: "Le istituzioni devono essere un modello di moralità". Ovvero, per essere rispettati bisogna essere rispettabili. Il successo nella vita "non è un reality show".
«L'Italia - ha detto il presidente affrontando il tema della scuola - è purtroppo un paese in cui l'istruzione non è ancora efficiente. Serve un'istruzione migliore». Ma - ammonisce - «un'istruzione migliore non significa un'istruzione che produce solo eccellenze, e non significa di certo neppure un'istruzione d'élite».
Il presidente nel suo discorso si è rivolto agli studenti: «Le istituzioni hanno il dovere di dare il buon esempio in materia di impegno, dovere, valori ideali e morali». E poi ha aggiunto: «L’impegno nello studio e impegno civile fanno tutt’uno - ha detto il capo dello Stato rivolto agli studenti -, capisco che questo richiamo all’impegno, al dovere, ai valori ideali e morali, può suonare fastidioso, predicatorio. Ma è un richiamo che vale non solo per voi, ma per tutti, che rivolgo a tutti e in particolare a ciascuno di noi che rappresenta le istituzioni della Repubblica». «E’ da noi che deve venire il buon esempio - ha chiuso Napolitano -: avete il diritto di aspettarvi che l’esempio venga da noi, avete il diritto di chiedercelo».
Giorgio Napolitano cita Barack Obama per spiegare agli studenti delle scuole italiane che al successo si arriva lavorando sodo e non «con un reality show». Il capo dello Stato cita al Quirinale il discorso del presidente Usa agli studenti americani per il primo giorno di scuola. «Ci mostra come certe esigenze non conoscono confini e valgono per l'America come per l'Italia». E scandisce le parole di Obama: «So che talvolta la Tv vi da l'impressione di poter diventare ricchi ed avere successo senza lavorare duramente, magari con il basket o in un reality show. Ma il vero successo è duro da raggiungere, richiede sforzi tenaci anche se non tutto quello che dovete studiare vi piace e non tutti gli insegnanti vi piacciono».
Napolitano affonda un colpo: «Qualche successo effimero si può anche ottenere per caso, con compromessi o con l'inganno. Ma solo il duro lavoro dà risultati duraturi. E solo quando non si lavora solo per se stessi si raggiungono risultati appaganti. Solo quando si lavora per la comunità e per il Paese».
Il presidente ha poi ricordato i morti di Kabul, commuovendosi più volte, con la voce rotta, e la platea risponde alzandosi in piedi: «Non bisogna "esitare" a pronunciare la parola Patria per paura di cadere nella retorica. Non è stata retorica, nei giorni scorsi, il provare dolore, il commuoversi per i sei giovani militari italiani caduti in Afghanistan, il rendere loro omaggio solenne, stringersi attorno alle loro famiglie così esemplari per forza d'animo e compostezza».
24 settembre 2009
Fonte:
http://www.unita.it/news/italia/8884...ore_non_delite