L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2009

 
Vecchio 15-01-2007, 11.31.39
foglie di acqua
 
Foglie d'erba



Come l'aria svanisco, scuoto i miei bianchi capelli al sole che fugge,
Spargo la mia carne in vortici e la trascino in frange merlettate.
Lascio me stesso alla terra per nascere dall'erba che amo,
Se ancora mi vuoi cercami sotto la suola delle scarpe.
Difficilmente saprai chi io sia o che cosa significhi,
E tuttavia sarò per te salutare,
E filtrerò e darò forza al tuo sangue.
Se non mi trovi subito non scoraggiarti,
Se non mi trovi in un posto cerca in un altro,
Da qualche parte starò fermo ad aspettare te

Walt Whitman
 
Vecchio 16-01-2007, 08.48.52
Mitamit
 

Il suono dell’amore

www.bbc.co.uk

[…]
Quella del nostro eroe appare dunque come un’infanzia oscura, ma non priva di momenti luminosi che sarebbe disonesto nascondere al lettore. Come l’episodio, che ora riferiremo, della primavera del 1808.
Era una mattina di aprile grondante di pioggia. Intorno a mezzogiorno Elias, in piede dalla finestra della sua stanzetta, vide una donna sconosciuta che saliva ansimando la strada del villaggio. Dalle fasce che portava in spalla e dal borsone di pelle rossa capì subito che era una levatrice. Aprì la finestra per capire dove stava andando, e siccome era già sparita dalla sua visuale si sporse pericolosamente e la vide entrare in casa di Nulf Alder. Circa mezz'ora più tardi — Elias era disteso sul pagliericcio — sentì un dolore acutissimo che gli trafiggeva il cervello, una fitta al cuore e il respiro che improvvisamente gli veniva meno.
«Mio Dio, mio Dio, che cos’è?», è la domanda che gli turbinava nella testa, mentre il cuore si lanciava a precipizio. — Che cos’è, che cos’è? — gridava a squarciagola, ridendo e piangendo insieme. Sobbalzò e si buttò contro la porta sprangata, tempestando di pugni il legno ingiallito. Poi Elias si gettò a capofitto contro la finestra, gridando verso il bosco in direzione della Emmer: - Continua, continua!
Virginia Alder, la Nulfin, aveva dato alla luce una bambina, sana di corpo e di corpo e di mente. L’avrebbero battezzata con il nome di Elsbeth e da quel giorno, sull’altare laterale dedicato alla Madonna, si vide uno splendido mazzo di fiori che nessuno ricorda di aver mai visto appassiti.
Elias era in estasi, un’estasi del corpo e dell’anima. Singhiozzava di gioia udendo uno strano meraviglioso battito che gli dava la sensazione di guardare in paradiso. — Continua, continua! – mormorava verso il margine del bosco, dove per la prima volta aveva udito quel suono. Era il battito del cuore di Esbeth: era il suono dell’amore.

[…]

R. Schneider, Le voci del mondo
 
Vecchio 21-04-2007, 10.28.57
foglie di acqua
 



Nairobi, ottobre 1976


A Paolo

Dici che ho occhi chiari
e la liscia pelle che ami
le mani asciutte
la bocca e l’odore buono
così mi guardi adorante
e intanto io penso evasioni
piccoli aerei come palloni precari
sospesi su paesaggi che non ho visto
fughe di zebre in tramonti rossi
palme diverse su spiagge sconosciute
voli di farfalle
imbizzarrite sul ravizzone dell’infanzia
e con gabbiani della fantasia
piano su velieri misteriosi
fluttuando volo
seguo la scia dell’avventura che fugge.

Tu vedi il mio corpo e la mia mente va
rotolo lontana
tra mandrie colorate d’orizzonte
corrugate come pensieri
entra da finestre con gerani
siede sui tetti di città orientali
annusando la notte di spezie
fra cupole turchesi
impara l’Africa che manca
dell'Atlantico e delle foreste centrali,
colori e stoffe e tamburi…



Kuki Gallmann, Il colore del vento. Diario d’Africa 1974-1984
 
Vecchio 02-10-2007, 18.37.35
sarahkerrigan
 
Citazione:
Originalmente inviato da foglie di acqua

Se non mi trovi subito non scoraggiarti,
Se non mi trovi in un posto cerca in un altro,
Da qualche parte starò fermo ad aspettare te


Un'altra delle possenti e trascinanti poesie di Whitman...bellissima, Foglie^^
...in fondo lo sono tutte, per me, e lo dico perchè amo restare più possibile in sintonia col suo spirito...lo sento così...

Come s'intitola, Foglie?...è completa? ...se non lo fosse, mi piacerebbe leggerla tutta perchè nella mia edizione non c'è...le ho in mente abbastanza e un finale come quello non si dimentica di certo, me ne sarei ricordata; il problema di Foglie d'erba, è che ogni volta che veniva ripubblicato (8 edizioni in tutto) risultava diverso rispetto alle precedenti edizioni.

Hai anche qualcosa da pubblicare circa la death-bed etition?

Mercì ^^
 
Vecchio 03-10-2007, 09.42.50
foglie di acqua
 
Citazione:
Originalmente inviato da sarahkerrigan
Un'altra delle possenti e trascinanti poesie di Whitman...bellissima, Foglie^^
...in fondo lo sono tutte, per me, e lo dico perchè amo restare più possibile in sintonia col suo spirito...lo sento così...

Come s'intitola, Foglie?...è completa? ...se non lo fosse, mi piacerebbe leggerla tutta perchè nella mia edizione non c'è...le ho in mente abbastanza e un finale come quello non si dimentica di certo, me ne sarei ricordata; il problema di Foglie d'erba, è che ogni volta che veniva ripubblicato (8 edizioni in tutto) risultava diverso rispetto alle precedenti edizioni.

I versi sono a conclusione del primo lungo componimento. Dalla seconda edizione il componimento avrà il titolo: Poesia di Walt Whitman, un americano (Poem of Walt Whitman, an American); poi nel corso delle successive redazioni sarà Walt Whitman per finire con Il canto di me stesso (Song of Myself).

I versi credo che ci siano anche nelle varie edizioni, non penso che facciano parte dell’aggiunte e delle modifiche; forse ci sono delle differenze di traduzione dal testo in originale.

Trascrivere tutto il primo componimento (64 pagine circa) diverebbe “un’impresa”… un po’ lunga e occuperebbe un po’ di spazio.


Volentieri, però, aggiungo altri versi molti belli che sono in tema con il topic, e che sono tratti dallo stesso componimento:


[…]
Questa è la timida pressione di una mano, questo il
Fluttuare e l’odore dei capelli,
queste le mie labbra che toccano le tue, questo il
fremito di desiderio,
Questa la profondità e le altezze estrema che riflettono il mio volto,
Questo l’assorto fondersi del mio essere, il suo
Riaffiorare.

Pensi che io abbia qualche intricato obiettivo?
Ebbene , sì, - lo stesso obiettivo della pioggia d’aprile, e della mica
sul fianco di una roccia.

Pensi allora che voglia stupire?
Stupisce forse la luce del sole? O il codirosso mattutino,
che fa risuonare il suo cinguettio nel bosco?
Stupisco, dunque, più di quanto facciano loro?

In quest’ora dico cose in confidenza,
Potrei non dirle a tutti, ma le dirò a te.
[…]




Citazione:
Hai anche qualcosa da pubblicare circa la death-bed etition?

Mercì ^^

Mi dispiace Sarah, ma non ho i componimenti "dell’ultima edizione".
 
Vecchio 03-10-2007, 19.54.56
sarahkerrigan
 
Citazione:
Originalmente inviato da foglie di acqua

Trascrivere tutto il primo componimento (64 pagine circa) diverebbe “un’impresa”… un po’ lunga e occuperebbe un po’ di spazio.
Ci mancherebbe...grazie lo stesso, ma leggiamo due edizioni diverse (come immaginavo) e i versi che riporti tu, io non li trovo e viceversa, mi vien da pensare...
Il canto di me stesso che appare all'inizio (dopo Partendo da Paumanok) della mia edizione è diverso, probabilmente simile al tuo solo in parte, con numerosi passaggi sensazionali, quanto quelli che hai proposto.


Citazione:
Mi dispiace Sarah, ma non ho i componimenti "dell’ultima edizione".
Pazienza...grazie ancora...^^
 
Vecchio 12-03-2008, 09.42.26
foglie di acqua
 


Non amiamo mai nessuno. Amiamo solo l’idea che ci facciamo di qualcuno. E’ un concetto nostro quelle che amiamo: insomma, amiamo noi stessi.
Questo è vero in ogni tipo di amore. Nell’amore sessuale ricerchiamo un piacere nostro ottenuto tramite un corpo estraneo. Nell’amore diverso da quello sessuale, cerchiamo un piacere nostro creato per mezzo di una nostra idea. L’onanista è abietto, ma, a dire il vero, l’onanista è la perfetta logica espressione dell’amante. E’ l’unico che non finge e non si inganna.
Le relazioni fra un’anima e l’altra, attraverso cose tante certe e divergenti come le parole comuni e i gesti che si fanno, sono materia di strana complessità. Nell’atto stesso di conoscerci, ci disconosciamo. I due si dicono reciprocamente “ti amo” o lo pensano e lo sentono vicendevolmente e ognuno vuole esprimere un’idea diversa, una vita diversa, forse, persino un colore o un aroma diverso, ma nell’astratta somma di impressioni che costituisce l’attività dell’anima.


Fernando Pessoa, Il libro dell’inquietudine
 
Vecchio 12-03-2008, 12.24.54
Jacaranda
 
...le molteplici sfumature dell’amore...


I nostri angeli, forse
Loro si parlano
Valicando ciò che ci separa,
Portando all’uno e all’altro
Il messaggio taciuto.
I nostri angeli di già ?
Non noi.
Loro solamente ci parlano
Alla velocità del vento
O dell’etere.
Bisbigliando sulla soglia della carne,
troppo calda per il loro volo.
Rimanendo fuori,
a palpitare,
battere le ali.
Senza avventurarsi ancora nel cuore,
nel sangue.
Spauriti,
Giocosi,
Leggeri…


Ti amo nei fiori,
Nel canto degli uccelli,
Nella danza dei fili d’erba,
nella cavalcata delle nuvole.
Ti amo nella luce
O nella notte,
in tutto quello che vivo,
che faccio
che sono.
Almeno ci provo,
Tramutando esigenze troppo immediate
In un simile divenire.


Soltanto nel giardino
Puoi davvero giungere.
La pienezza già esiste
E la felicità.
La tua presenza sarà in più,
assaporata per se stessa.
Non confusa con il tutto.
Emergere dell’umano,
Grazia che sorge alle labbra:
Incontro sui bordi di Noi.
Talvolta parola.


Vederti come forma
non è il più dolce.
Percepirti come luce
mi commuove di più.
Toccata da te anche da lontano.
I tuoi gesti richiamano il mio sguardo,
più svegliato ancora
dall'invisibile della tua anima.
Due occhi sono necessari
per contemplare il tuo corpo.
Tre per amare la tua anima ?

Liriche di Luce Irigaray



 
Vecchio 25-04-2008, 10.15.24
Juliet
 



To you.

STRANGER, if you passing meet
me and desire to speak to me,
why should you not speak to me?
And why should I not speak to
you?



A te

Straniero, se tu passando mi
incontri e desideri parlare con me,
perché non dovresti parlarmi?
E perché io non dovrei parlare con te?

Walt Whitman



 
Vecchio 25-04-2008, 13.45.53
Daruma
 
 
Vecchio 02-05-2008, 21.33.27
radio londra
 





Ti libero la fronte dai ghiaccioli
che raccogliesti traversando l'alte
nebulose; hai le penne lacerate
dai cicloni, ti desti a soprassalti.

Mezzodì: allunga nel riquadro il nespolo
l'ombra nera, s'ostina in cielo un sole
freddoloso; e l'altre ombre che scantonano
nel vicolo non sanno che sei qui.

Montale [mottetti]
 
Vecchio 02-05-2008, 21.56.19
Lulù
 
Vieni con me dal Libano, o sposa,
con me dal Libano, vieni!
Osserva dalla cima dell`Amana,
dalla cima del Senìr e dell`Ermon,
dalle tane dei leoni,
dai monti dei leopardi.
Tu mi hai rapito il cuore,
sorella mia, sposa,
tu mi hai rapito il cuore
con un solo tuo sguardo,
con una perla sola della tua collana!
Quanto sono soavi le tue carezze,
sorella mia, sposa,
quanto più deliziose del vino le tue carezze.
L`odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.
Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,
c`è miele e latte sotto la tua lingua
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.
Giardino chiuso tu sei,
sorella mia, sposa,
giardino chiuso, fontana sigillata.
I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,
con i frutti più squisiti,
alberi di cipro con nardo,
nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo
con ogni specie d`alberi da incenso;
mirra e aloe
con tutti i migliori aromi.
Fontana che irrora i giardini,
pozzo d`acque vive
e ruscelli sgorganti dal Libano.
Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni,
soffia nel mio giardino
si effondano i suoi aromi.
Venga il mio diletto nel suo giardino
e ne mangi i frutti squisiti.

(Antico Tastamento "Invito alla sposa")
 
Vecchio 12-05-2008, 10.30.32
foglie di acqua
 
Poesia dedicata a Diego Rivera


Frida Kahlo, Diego and I - 1949




Nella saliva
nella carta
nell’eclisse.
In tutte le linee
in tutti i colori
in tutti i boccali
nel mio petto
fuori, dentro
nel calamaio – nelle difficoltà a scrivere
nello stupore dei miei occhi
nelle ultime lune del sole
(il sole non ha lune) in tutto.
Dire “in tutto” è stupido e magnifico.
DIEGO nelle mie urine – DIEGO nella mia bocca
nel mio cuore – nella mia follia – nel mio sogno
nella carta assorbente – nella punta della penna
nelle matite – nei paesaggi – nel cibo – nel metallo
nell’immaginazione.
Nelle malattie – nelle rotture – nei suoi pretesti
nei suoi occhi – nella sua bocca
nelle sue menzogne.

Frida Kahlo




Fonte
 
Vecchio 03-10-2008, 19.21.27
Juliet
 
Sabina aveva attorno a sé il vuoto.
E se quel vuoto fosse stato la meta di tutti i suoi tradimenti?
Fino ad allora, naturalmente, non se ne era resa conto e ciò era comprensibile: la meta che l'uomo persegue è sempre velata. La ragazza che desidera il matrimonio desidera qualcosa di cui non sa nulla. Il giovane che brama la gloria non ha alcuna idea di cosa sia questa gloria. Ciò che dà un senso al nostro comportamento è sempre qualcosa che ci è totalmente sconosciuto. Anche Sabina non sa quale sia la meta che sta dietro il suo desiderio di tradire.
L'insostenibile leggerezza dell'essere, è questa la meta?



l'insostenibile leggerezza dell'essere - Kundera
 
Vecchio 06-05-2009, 23.23.08
Samarilla
 
Capita, a volte,
che il vento di nord-ovest
si insinui tra le Alpi
e arrivi planando
come un soffio sottile
sulla mia terrazza.

Aderisce ai vetri della mia finestra
come un pulviscolo dorato
e aspetta che io mi accorga di lui
e lo guardi.

Se cerco di ignoralo
bisbiglia tutto il tempo
parole come - tardi, ascoltami, torna -

A volte fingo soltanto
e gli volto le spalle
ridendo.

Così lui manda emissari
travestiti da innocui artisti stravaganti
o poeti, o maledetti scrittori.

E mi accerchia
mi invade
mi attrae
suadente.

Sparge ai miei piedi briciole luminose
che tracciano la via
del ritorno
e la fanno brillare
perchè io resti abbagliata

E il resto del mondo
sembri una notte oscura.

( Anna che scrive )
 
Vecchio 14-07-2009, 11.28.09
foglie di acqua
 
Conoscere il respiro esattamente


Jean Seberg e Jean-Paul Belmondo in Fino all'ultimo respiro



I

Conoscere il respiro, esattamente
è l'occupazione degli amanti
toccare
l'acqua misteriosa
del volto silenzioso

dire mio
amore come dire niente

la impaziente luce delle dita
quel che trema e non smette
di tremare.


II


Conoscere
il respiro del giorno, quel che dirada
nella sera
è ansia dolce
se l'oro buio, il nada
l'ombra infiammata
dei volti che si toccano -

e brucia via l'ipnosi
dei cerchi d'orologio.

Non alzate le braccia
contro l'arrivo delle sere, la luce pura
esclamativa delle stelle.

Amare è l'occupazione
di chi non ha paura.


Davide Rondoni, Avrebbe amato chiunque
 
Vecchio 14-07-2009, 11.58.47
Krn3ll
 
L'amore è una condanna a vita.
 
Vecchio 14-07-2009, 15.36.48
mormore
 


http://vanolffen.blogspot.com/
 
Vecchio 16-07-2009, 14.06.37
foglie di acqua
 
Associazione musicale...

Citazione:
Originalmente inviato da mormore


http://vanolffen.blogspot.com/


...Questo amore è una camera a gas...

 
Vecchio 16-07-2009, 14.18.51
mormore
 
Citazione:
Originalmente inviato da foglie di acqua
...Questo amore è una camera a gas...

Faceva la "rima" con la condanna di Krn3ll
 
Vecchio 16-07-2009, 14.26.36
foglie di acqua
 
Citazione:
Originalmente inviato da mormore
Faceva la "rima" con la condanna di Krn3ll
Beh quando si dice...

Il potere evocativo delle immagini...

 
Vecchio 17-11-2009, 14.44.53
foglie di acqua
 
Montaperti*






Da quando hai svergognato
il mio amor proprio,
che una mattina sei partito
come un ladro
e hai detto:'Vò, che questa guerra
è un fatto serio,
e c'è bisogno pure del mio aiuto'...
da quando il fiume
è tramontato in rosso,
e ci ho riconosciuto
il sangue tuo...

come posso spiegarti...
come posso spiegarti...

Da quando ho pianto
tutti e cinque i sensi...
che s'erano dugento
avrei l'affanno...
e ho maledetto tutta Montaperti
e tutti i Montaperti che verranno...
da quando ci ho pregato
e ci ho creduto
che tutto ritornasse a avanti ieri...
come posso spiegarti...
come posso spiegarti...

Da quando, maledetto,
m'hai lasciata
da sola ad avvitarmi
intorno ai fianchi...
come posso spiegarti...
come posso spiegarti...
che mi manchi...



Mario Castelnuovo, Athina Cenci, da
Com'erano venute buone le ciliegie nella primavera del '42.



*Il testo è ispirato alla battaglia tra Senesi e Fiorentini del 1260, citata da Dante nel X canto dell'Inferno della Divina Commedia.



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