L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2009

 
Vecchio 24-10-2009, 01.23.39
Roderigo
 
Irrazionale il reato di clandestinità

BOLOGNA

«Irrazionale». Il reato di clandestinità alla Consulta






Il giudice di pace accoglie il ricorso presentato dalla procura.
Nessuna espulsione con la nuova legge



di Giusi Marcante - BOLOGNA


Un giudice di pace di Bologna ieri ha accolto l'istanza di legittimità costituzionale sollevata dalla procura sul nuovo reato di clandestinità. Era già successo a Torino il 6 ottobre quando un altro giudice di pace aveva inviato gli atti alla Consulta con un'ordinanza integrata da sue osservazioni in cui sottolineava che il reato introdotto dalla legge fortemente voluta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni oltre a non essere in linea con la Costituzione ricorda anche teorie giuridiche dell'800 ormai superate. Per il coordinatore dei giudici di pace bolognesi Mario Luigi Cocco invece il nuovo reato «pecca di irrazionalità» quando mette allo stesso livello chi era già in Italia e ha perso i documenti e chi è entrato dopo che la legge è entrata in vigore. In più si crea un «cortocircuito» tra procedure diverse di espulsione (quella amministrativa e quella prevista dalla nuova legge). E' un fatto che a Bologna tutti gli stranieri condannati per clandestinità hanno subito la pena dell'ammenda; in nessun caso è stata disposta l'espulsione e questo sarà anche l'orientamento per il futuro. Come dire che la sbandierata efficacia del nuovo reato rimane sulla carta mentre le espulsioni, quando si fanno, continuano ad essere quelle amministrative disposte dal prefetto ed eseguite dal questore.

La decisione del giudice Cocco non congela tutti i procedimenti esistenti a Bologna visto che gli altri giudici di pace che si occupano di clandestinità hanno in tre casi rigettato la stessa istanza mentre un altro ha rinviato la decisione. Una risposta alle critiche del deputato leghista Angelo Alessandri (che il Carroccio vorrebbe candidare per le prossime regionali in Emilia Romagna) che ha fatto scattare immediatamente la polemica: «Il magistrato dovrebbe limitarsi ad applicare le leggi, visto che il problema della legittimità costituzionale di una norma spetta in via principale ad altri organi». Dopo le prime eccezioni era stato proprio Maroni ad utilizzare toni molto duri verso i giudici. Ma è proprio quello che sta accadendo visto che i magistrati si stanno rivolgendo alla Consulta per chiedere un parere.

Scendendo nel merito delle cinque pagine dell'ordinanza del giudice Cocco la Costituzione verrebbe violata in quattro punti. Chi era già in Italia non può essere considerato allo stesso modo di chi è entrato dopo l'8 agosto e la regolarizzazione di colf e badanti è una «patente disparità di trattamento per situazioni omogenee» (art. 3). «Non risulta neanche prevista la possibilità di sottrarsi alla condanna con l'allontanamento volontario» ( art. 24 comma 2) mentre la pena (espulsione) non mira alla rieducazione del condannato (art. 27 comma 3). E infine il raddoppio della procedura dell'espulsione (art. 97 comma 1). E' qui che si realizza il «cortocircuito» per il giudice tanto che «l'applicazione della pena sostitutiva dell'espulsione in sede penale risulta inevitabilmente paralizzata e inapplicabile».


il manifesto 22 ottobre 2009
http://www.ilmanifesto.it
 
Vecchio 24-10-2009, 01.31.45
Roderigo
 
Reato di clandestinità:
processi fermi anche a Bologna


Nuova eccezione di costituzionalità.
Si attenderà la decisione della Consulta


Roma – 22 ottobre 2009 - Anche a Bologna si fermano i processi sul nuovo reato di clandestinità, in attesa che la Consulta decida se è in linea con la Costituzionale

Ieri, accogliendo la richiesta della Procura, il coordinatore dei giudici di pace di Bologna Mario Luigi Cocco ha sollevato eccezione di costituzionalità sul “reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato” introdotto la scorsa estate dalla nuova legge sulla sicurezza. Una mossa già fatta dai suoi colleghi di Pesaro, Trento, Torino e Pordenone.

Secondo il giudice, la nuova norma è irrazionale perché colpisce una condizione “conseguente a fatti preesistenti e non costituenti reato all'epoca in cui si sono realizzati''. Inoltre, non fa distinzione tra chi arriva in Italia adesso, sapendo di compiere un reato, e quelli che erano già qui, e quindi commettono il reato ''solo per effetto dell'automatismo applicativo della norma, che non prevede termini né modalità per rimuovere la nuova situazione di illegalità''.

Cocco punta il dito anche contro la regolarizzazione, che è stata aperta solo a colf e badanti con una “patente disparità di trattamento” per chi faceva un altro lavoro. Inoltre, denuncia il “corto circuito” tra espulsioni amministrative e penali e, per quanto riguarda la ricaduta sugli uffici dei giudici di pace, un “assorbimento abnorme delle risorse assegnate per attendere ad altri compiti”.

La palla passa quindi alla Corte Costituzionale. Intanto, una ventina di processi contro altrettanti clandestini istruiti dal giudice Cocco sono sospesi.


22 ottobre 2009
www.stranieriinitalia.it
 
Vecchio 24-10-2009, 01.35.57
Roderigo
 
Reato di clandestinità, i giudici di pace concordi sull'illegittimità costituzionale





La procura aveva sollevato un'eccezione di costituzionalità
per la norma che la istituiva



Giovanni Ansaldo


Anche per i giudici di pace ci sono dubbi sulla costituzionalità della legge che istituisce il reato di clandestinità. A sostenerlo è stato il coordinatore Mario Luigi Cocco, che ha accolto la questione di legittimità sollevata dalla procura sul nuovo reato istituito dal pacchetto sicurezza del ministro Roberto Maroni. Cocco lo ha così sciolto la riserva del 16 settembre scorso, primo giorno previsto per le udienze per il nuovo reato. Proprio quel giorno infatti la Procura, attraverso il procuratore reggente Massimiliano Serpi, aveva avanzato dubbi sulla legittimità della legge, congelando di fatto tutti i processi sui reati di clandestinità. Ora gli atti verranno trasmessi alla Corte costituzionale perché decida della costituzionalità della nuova legge. Secondo il giudice, la questione sollevata dal procuratore reggente Massimiliano Serpi è «rilevante» e va accolta poiché la legge contrasterebbe con i principi della Costituzione. «La legge – ha spiegato Cocco nell’ordinanza questa mattina – crea disparità di trattamento nei confronti degli stranieri già presenti sul territorio italiano prima dell’entrata in vigore del nuovo reato. In pratica si trovano in condizioni di illegalità per una situazione pregressa e non possono essere trattati allo stesso modo degli stranieri che entrano in Italia dopo l’8 agosto 2009, che sono invece consapevoli di compiere un reato venendo nel nostro paese». La legge inoltre non ha previsto la possibilità di chiedere di allontanarsi volontariamente dall’Italia per non essere colti in fallo. Diversamente, ricorda il giudice, quando è stata introdotta la legge sulle armi, il legislatore ha dato la possibilità a chi voleva di consegnare spontaneamente le armi detenute illegalmente entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge evitando così di commettere un reato.


21 ottobre 2009
Corriere della Sera
 
Vecchio 24-10-2009, 01.40.04
Roderigo
 
Reato di clandestinità alla Consulta

Il giudice di pace dà ragione al pm: "Dubbi di legittimità"


Paola Cascella


Un circolo vizioso, un cane che si morde la coda: la nuova legge sul reato di clandestinità presenta «rilevanti dubbi di legittimità costituzionale». Il giudice di pace Mario Luigi Cocco dà ragione alla Procura e decide che ce n´è abbastanza per inviare il complesso di norme varate in materia di soggiorno illegale al vaglio della Corte costituzionale. Cocco lo fa motivando la sua decisione con un´ordinanza di cinque pagine in cui mette in fila tutte le «contraddizioni» delle nuove disposizioni. Un sistema normativo, che, scrive, «è inficiato da una sorta di corto circuito» per il sovrapporsi di sanzioni amministrative e penali che rendono l´applicazione dell´espulsione (ora di competenza del giudice di pace in sostituzione all´ammenda) «paralizzata e inapplicabile». Ma sono molte le anomalie che «alterano il quadro normativo in materia di sanzioni penali per l´illecito ingresso di stranieri in territorio nazionale. Un quadro già connotato da squilibri, sproporzioni e disarmonie». Per esempio, ora lo straniero «riceve direttamente dalla legge un ordine di allontanamento, ma senza indicazioni di come eseguirlo legalmente». Perciò «dovrebbe uscire clandestinamente». Altra contraddizione di una norma che «pecca di irrazionalità»: viene punito allo stesso modo l´irregolare che entra ora in Italia sapendo di commettere un reato penale e quello arrivato prima del varo delle nuove disposizioni. Non solo. La legge «comporta inevitabilmente un ritardo nello svolgimento di altri processi» di competenza del giudice di pace, oltre che uno «sconvolgimento dell´assetto organizzativo, con assorbimento abnorme delle risorse assegnate per attendere ad altri compiti». Cocco ha congelato tutti i suoi processi relativi al reato di clandestinità (10 di metà settembre e 10 arrivati ieri) in attesa della Consulta. Altri tre giudici invece hanno scelto di respingere l´eccezione di costituzionalità della Procura.


(22 ottobre 2009)
http://espresso.repubblica.it/
 
Vecchio 24-10-2009, 09.08.44
Juliet
 
Ottime notizie allora.

Il Giudice di Pace Mario Luigi Cocco dà ragione alla Procura in materia di clandestinità per «rilevanti dubbi di legittimità costituzionale». e sarà la Corte Costituzionale a decidere.

Tra l'altro, secondo il guidice di pace Cocco gli stranieri che erano già presenti in Italia prima dell'entrata in vigore del pacchetto, si sono trovati ad essere illegali praticamente senza volerlo (e senza sapere di infrangere la legge) e non potevano neppure chiedere di allontanarsi.

Norme inefficaci e di difficile applicazione mentre noi abbiamo bisogno di una seria politica sull'immigrazione, di accoglimento e integrazione. La Corte Costituzionale deciderà.

Ultima modifica di Juliet : 24-10-2009 alle ore 10.04.24.
 
Vecchio 24-10-2009, 21.47.58
taccaromiceto
 
LA consulta si è già espressa a favore dll'aggravante della clandestinità,non prevedo grossi salti in merito.Questo è avvenuto proprio nel giorno della bocciatura del lodo Alfano,gli onnipotenti politicizzati possono attaccarsi e tirare forte forte.

Devono capire che per fare i politici sti stronzi devono andare in parlamento.
 
Vecchio 25-10-2009, 20.57.38
fantasma76
 


I nostri campi di stermino e nessuno vede nulla come allora.

 
Vecchio 26-10-2009, 00.08.15
taccaromiceto
 
scusami ma non vedo il nesso con il reato di clandestinità.
 
Vecchio 26-10-2009, 01.18.00
Juliet
 
verona
Processo a tredici clandestini
Dodici assenti e zero condanne
Udienza simbolo tra sospensioni, rinvii ed eccezioni. Per la brasiliana Marli, imputata, la scappatoia "badanti"




VERONA - La giornata del paradosso è iniziata alle nove.

«Ma signora, non avrà mica paura?», le ha chiesto un carabiniere. Lei tremava come una foglia. Perché il primo paradosso - assolutamente umano - è stato proprio questo. Un tutore delle forze dell’ordine che quella frase l’ha rivolta a un’imputata. Solo a lei. E del resto altrimenti il brigadiere non poteva fare. Perché tra i tredici clandestini che ieri mattina si dovevano presentare davanti al giudice di pace, a Verona, lei era l’unica. Lei, Marli, brasiliana, era da sola. Una «mosca bianca», tra quei tredici nomi affissi al muro dell’aula delle udienze. Perché - e questo è il secondo paradosso - gli altri dodici altro non hanno fatto che quello che è il loro «status» esistenziale. Si sono resi «invisibili», come prevede il «nuovo» reato del quale ieri, per la prima volta in terra scaligera, sono stati chiamati a rispondere.

«Contumaci», li dichiarava man mano che veniva pronunciato il loro nome l’assistente del giudice. Vale a dire assenti dall’aula. E il rosario di quell’articolo 10 bis del «pacchetto sicurezza» che ritiene reato l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio dello Stato, si è sgranato per tutta la mattinata davanti al giudice di pace. Perché chi pensava che il tutto si risolvesse in pochi minuti con un’ammenda da 5 a 10 mila euro come prevede la legge, si è sbagliato di grosso. Ci si è messo ogni garbuglio possibile, ieri a Verona, a fare in modo che no, che nessuna udienza per quell’articolo arrivasse a sentenza.

Compresa quella di Marli. E la sua storia è un paradosso nel paradosso. Perchè lei di essere clandestina non ne ha alcuna intenzione. E lo è non tanto per volontà, ma per i tempi della burocrazia italiana. L’hanno fermata, una sera di qualche mese fa, i carabinieri. E’ così che a Marli è stato contestato il reato «di cui all’articolo 10 bis...». Lei a regolarizzarsi sono due anni che ci prova. E adesso ha fatto la sanatoria per le badanti. Ma non ha ancora i documenti. «Sospensione del procedimento », ha sentenziato il giu*dice. Perchè se Marli produrrà entro febbraio quelle carte, lei di quel reato non dovrà rispondere. Ma ieri, in quell’aula ci si è messo tutto, di traverso. Anche i nuovi moduli per le citazioni.

A cui, come hanno «eccepito » tutti gli avvocati, mancava la firma del giudice. Lui ha rigettato, perché la firma c’è, ma in un’altra pagina. E tanto è bastato, perché gli avvocati a quel punto chiedessero la presenza dei verbalizzanti. Vale a dire chiamare, per ogni imputato, almeno un agente tra quelli che hanno contestato il reato. «E’ un consiglio che ci ha dato l’unione delle camere penali - gli ha spiegato un avvocato - . Così magari nel frattempo si fa chiarezza sulla costituzionalità o meno della norma», riferendosi agli esposti che vengono depositati in quasi tutte le procure italiane. Ma non ci si è messa di mezzo solo quella firma che c’era e non c’era, ieri.

Perché che le cose non siano del tutto chiare lo si è capito subito, dopo un quarto d’ora che le udienze erano iniziate. Quando, sempre in contumacia, è toccato a un marocchino. Che deve essere molto clandestino, tanto da dover rispondere - oltre che per l’arti*colo 10 bis - anche per il famo*so articolo 14 comma 5 bis. Non aver ottemperato, entro 5 giorni, all’ordine del questore di lasciare il territorio dello Stato. Una «sovrapposizione» che, nel caso dei clandestini e anche ieri, facilmente si ripete. Risultato: che il giudice di pace ha rimandato tutti i casi che hanno anche quell’«inghippo » lì alla procura. Ma mica ci si mette solo il comma 5 bis dell’articolo 14 a far le pezze al 10 bis. Ci si mette anche l’articolo 6, quello che prevede che uno straniero debba avere con sè per l’identificazione passaporto «e» permesso. Prima del pacchetto sicurezza quell’«e» era una «o». Ma adesso, applicata alla lettera nel vero senso della parola, la norma prevede che ci debbano essere tutti e due. Ma uno può dimenticare a casa il permesso di soggiorno ed essere fermato. Quindi gli applicano l’articolo 6. E deve rispondere di quel reato. Ma poi c’ha anche il 10 bis e allora che si fa? «Rinvio», ha sentenziato ieri il giudice Rindone. E dove li mettiamo quelli che in tribunale si devono presentare per la revoca del decreto di espulsione? «Rinvio». E non è finita qui. Perché, molto solitamente, chi è clandesti*no risponde anche di altri reati penali. «Restituzione degli atti alla procura», è l’altro rosario che si è sgranato ieri a Verona.

«Certo - ha detto il giudice di pace Cesare Rindone - che questa 'novità' comporta un aggravio di lavoro anche per noi». E’ stato dopo oltre due ore che si è guardato intorno e ha detto: «Tecnicamente non mi sembra che sia una norma così difficile da applicare, tanto che l’hanno assegnata ai giudici di pace...». A Verona, però, si dovranno aspettare altre udienze per arrivare al*la prima ammenda.
http://corrieredelveneto.corriere.it...13293344.shtml
Angiola Petronio
24 ottobre 2009
 
Vecchio 26-10-2009, 12.10.15
fantasma76
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
scusami ma non vedo il nesso con il reato di clandestinità.
Lo hai visto il film?
Sai cosa aveva fatto quello che si auto accusava, e chi rappresentava?
Un giudice.
Un giudice che dice, le leggi erano quelle, castrazione per i disabili, incarcerazione per ebrei, comunisti, neri e tutti gli altri dissidenti, noi abbiamo fatto il grave crimine di far rispettare quegli obbrobri di leggi.
E chi dice che noi non sapevamo dei lagher, che non erano in Germania ma in Polonia, mente a se stesso, perchè sapevamo che la gente andava via e non tornava più, su barconi carichi venivano spediti in lagher dove la patria fingeva di non vedere.
Il giudice che applica il reato di clandestinità, un giorno difronte alla storia potrà essere accusato dello stesso crimine.
 
Vecchio 27-10-2009, 00.19.56
taccaromiceto
 
La storia insegna come la Francia e la Germania,nonostante applichino già da anni una legislazione dove è contemplato il reato penale di clandestinità,non necessitano di nessun pentimento di qualche giudice
 
Vecchio 27-10-2009, 09.44.09
fantasma76
 
Ma tu le hai mai lette le leggi francesi, quelle tedesche e quelle italiane?
Non il sunto che ti fanno i politici o i giornali, proprio quelle leggi?
Sei sicuro che siano uguali?
Sei sicuro che dicano semplicemente se A fa tot, tu fai questo, se A fa quest'altro, tu fai quest'altro?
E la costituzione in cui vengono applicate quelle leggi sono uguali nei punti specifici?
 
Vecchio 27-10-2009, 11.43.10
taccaromiceto
 
Tu puoi affermare il contrario invece?


Non è che forse basterebbe ammettere che il reato di clandestinità,dato che esiste non è niente di nuovoe non ha creato nessun dislivello sociale,guerra civile ecc ecc?

La nostra costituzione è diversa?


Mica sarà colpa mia se in decine di anni l'hanno considerata come il santo Graal e non l'hanno mai minimamente ammodernata.
 
Vecchio 27-10-2009, 14.00.52
fantasma76
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
Tu puoi affermare il contrario invece?
E mica sono io che come discolpa porta le leggi altrui, di cui fra l'altro non me ne frega niente, noi cerchiamo di essere migliori agli altri, non cerchiamo sempre i peggiori per imitare i loro comportamenti, in modo da giustificare i nostri crimini.
 
Vecchio 27-10-2009, 23.59.45
taccaromiceto
 
Ma della Germania si parla un gran bene quando si sta discutendo di immigrazione e integrazione.

Pr me e 2 leggi sono integrate e conseguenziali.

Se metti dei paletti seri su chi può entrare e chi no,potrai anche considerare l'idea di quantificarli (cosa impossibile in Italia) e decidere in che modo intervenire per favorire l'integrazione.


Forse ti sfugge che ''peggiori'' e ''migliori'' sono dei dati altamente soggettivi.

Quindi,se qualcuno ha intenzione di discutere seriamente.

Si prende una o più nazioni europee,simbolo dell'integrazione (Germania e Francia su tutte),e si analizzano le loro leggi al riguardo.

Altrimenti tapparsi le orecche e urlare LALALALALALALALA...non porta a nulla.

Comunque,da pagina 78,tutte le leggi sull'immigrazione nei più importanti paesi europei:

http://books.google.it/books?id=twC1...%C3%A0&f=false
 
Vecchio 28-10-2009, 00.40.20
Edric
 
Interessante: in Germania la maggior parte degli immigrati gode dell'asilo politico, in Francia invece il permesso di soggiorno viene rilasciato con una durata di 10 anni e hanno gli stessi diritti dei cittadini francesi.
Qualora l'extracomunitario sia in una condizione di clandestinità - scrive l'autore - la UE consiglia di valutare se la condizione dell'immigrato sia assimilabile a quella del rifugiato.
Sicuramente il sistema giudiziario è molto più severo in caso di reati e la certezza della pena è maggiore.
Questo è un sicuro deterrente.

Certo che agli italiani però va bene che l'Italia sia nella UE perchè come ci informava il procuratore antimafia Nicola Gratteri, un esperto in questo campo, l 'Ndrangheta è oggi la maggiore organizzazione criminale mondiale: con un reddito stimabile al PIL di un paese medio, inonda le maggiori città europee di coca, di cui ha il monopolio dello smercio.
Ed in effetti ci credo: quando non se ne parla vuol dire che le organizzazioni di questo tipo hanno la situazione sotto controllo.
Scusate la piccola divagazione finale: spero di non essere andato troppo OT.
 
Vecchio 28-10-2009, 13.39.11
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto


Quindi,se qualcuno ha intenzione di discutere seriamente.

Si prende una o più nazioni europee,simbolo dell'integrazione (Germania e Francia su tutte),e si analizzano le loro leggi al riguardo.

Altrimenti tapparsi le orecche e urlare LALALALALALALALA...non porta a nulla.

Comunque,da pagina 78,tutte le leggi sull'immigrazione nei più importanti paesi europei:

http://books.google.it/books?id=twC1...%C3%A0&f=false
28/10/2009 (10:41) - IL DOSSIER




Gli immigrati regolari sono 4,5 milioni, nel 2050 cresceranno a 12


ROMA

Gli immigrati regolari in Italia sono oltre 4 milioni e mezzo. Lo stima il rapporto 2009 sull’ immigrazione della Caritas/Migrantes, presentato oggi. Per la prima volta, nel 2008 - anno in cui gli immigrati sono cresciuti del 13,4% (+458.644 unità) - l’Italia ha superato la media europea (6,2%) per presenza di immigrati in rapporto ai residenti. I regolari, in particolare sono 4.330.000, il 7,2% dei residenti. Ma superano i 4 milioni e mezzo se si considerano i circa 300 mila regolarizzati lo scorso mese.

Il rapporto Caritas illustra poi lo scenario futuro: nel 2050, l’Italia sarà chiamata a convivere ben oltre 12 milioni di immigrati, la cui presenza «sarà necessaria per il funzionamento del paese». «L’Istat - spiega Pittau, coordinatore del dossier - ipotizza un aumento degli immigrati di circa 250 mila l’anno ma è inferiore a quanto effettivamente sta avvenendo. Negli ultimi anni, la crescita degli immigrati è stata di 300-400 mila l’anno. È evidente che gli immigrati nel 2050 potranno essere di più dei 12 milioni stimati dall’Istat».

I dati attuali dicono che oggi è straniero un abitante su 14 , circa la metà è donna. Oltre la metà degli stranieri regolari in Italia sono passati per le vie dell’irregolarità e sono stati quindi oggetto di regolarizzazioni. Il dossier della Caritas/Migrantes, dal titolo quest’anno "Conoscenza e solidarietà", ribadisce le critiche alla vigente normativa sugli ingressi nel nostro paese. Sugli immigrati - sottolinea il dossier - «non esiste alcuna emergenza criminalità, non ci distinguiamo in negativo nel confronto europeo. Mentre la vera emergenza, stando alle statistiche, è il catastrofismo migratorio, l’incapacità di prendere atto del ruolo assunto dall’immigrazione nello sviluppo del nostro paese».

Gli stranieri sono il 7,2% dei residenti ma se si fa riferimento ai più giovani (fino a 39 anni), gli immigrati sono il 10%. Siamo sulla scia della Spagna (5 milioni) e non tanto distanti dalla Germania (7 milioni). Fra gli immigrati, prevale la provenienza da paesi europei (53,6%, per più della metà da paesi comunitari); seguono africani (22,4%), asiatici (15,8%), americani (8,1%).

Le prime cinque comunità superano la metà dell’intera presenza: 800 mila romeni, 440 mila albanesi, 400 mila marocchini, 170 mila cinesi e 150 mila ucraini. Le maggiori presenze si hanno al Nord (62,1%); il 25,1% al Centro, il 12,8% al Meridione. Prima regione e la Lombardia (23,3%) seguita dal Lazio (11,6%) e Veneto (11,7%). Oltre un quinto degli stranieri sono minori (862.453), 5 punti percentuali in più rispetto agli italiani (22% contro 16,7%). I nuovi nati da entrambi i genitori stranieri (72.472) hanno inciso nel 2008 per il 12,6% sul totale delle nascite. Altri 40 mila minori sono giunti a seguito di ricongiungimento.

Tra nati in Italia e ricongiunti, il 2008 è stato l’anno in cui i minori, per la prima volta, sono aumentati di oltre 100 mila unità. Oltre metà degli stranieri sono cristiani, un terzo musulmani. Le acquisizioni di cittadinanza sono quadruplicate dal 2000 (39.484 nel 200). Dal 1995 sono stati celebrati 222.521 matrimoni misti (un decimo solo lo scorso anno); non mancano i fallimenti, il 6,7% finisce con una separazione, il 5,7% con un divorzio.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...8784girata.asp
 
Vecchio 28-10-2009, 22.46.22
taccaromiceto
 
potranno diventare anche 50.000.000,l'importante è che siano tutti regolari.

Al massimo,quando ci sarà da costruire in aree protette per la mancanza di spazi per poter vivere non ammassati come sardine,festeggeremo insieme se ti va.



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