L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2009

 
Vecchio 25-11-2009, 13.08.26
electrolimes
 
Ricordando Mishima

con un plateale seppuku, il 25 novembre 1970, Yukio Mishima poneva fine con rara coerenza intellettuale ad una vita vissuta in un perenne, estremo contrasto fra il perseguimento dell’etica samurai riconducibile al Bushido ed un estetismo narcisistico tipicamente occidentali e decadenti.
lo dimostra il modo stesso in cui lo scrittore mise in atto il suicidio rituale, praticamente in diretta televisiva dopo aver occupato simbolicamente la sede delle forse di autodifesa giapponesi con un pugno di seguaci della sua associazione paramilitare Tatenokai.
dopo aver rivolto un ultimo discorso ai soldati presenti incentrato sulla necessità di tornare allo spirito e alle regole del giappone prebellico, Mishima si tolse la vita seguendo tutte le regole della tradizione samurai


le immagini originali di quella memorabile giornata e la ricostruzione del seppuku dello scrittore nel bellissimo film di Paul Schrader







 
Vecchio 25-11-2009, 13.21.56
Samarilla
 
Pensa che la fonderia che ha forgiato la spada
con cui ha fatto seppuku, e che produce attualmente
coltelli et similia, quando incontra i clienti
si presenta dicendo - noi abbiamo fatto la spada con cui
ecc...-
comunque volevo citare il libro
"La morte d'oro" di Tanizaki
che da una idea perfetta
del pensiero di Mishima
riguardo il corpo

"Il protagonista de La morte d'oro incarna, nella sua ricerca di perfezione, un ideale di bellezza insolito nell'estetica dell'autore, così inusitato da indurre poi lo scrittore a rinnegarlo. Ma è proprio a quest'opera che Mishima Yukio dedica un saggio pochi mesi prima del suicidio nel 1970. Un testo che diviene riflessione teorica sull'estetica del narcisismo, cioè sulla tentazione dell'artista di fare di se stesso l'oggetto dell'arte. Quando ciò si realizza, al protagonista de La morte d'oro, come a Mishima, non resta altra soluzione che la morte sublime. L'atto finale non può che essere il suicidio, la "bella morte". "
http://www.ibs.it/code/9788831758093...morte-oro.html
 
Vecchio 25-11-2009, 23.00.23
electrolimes
 
è in Sole e acciaio che Mishima analizza nel dettaglio il suo rapporto con la corporeità, descrivendo il percorso che lo porta alla ricerca e all’ottenimento di un aspetto fisico scultoreo, interpretato come una sorta di solidificazione dell’afflato estetico che lo spingeva d’altro verso alla produzione letteraria.

scrive Mishima in Sole e acciaio parlando di sé giovane:
Pur nutrendo un profondo impulso romantico verso la morte, esigevo quale suo strumento un corpo rigorosamente classico; data la mia strana concezione del destino, gli impulsi romantici che mi spingevano alla morte non ebbero modo di realizzarsi per una ragione molto semplice: credevo di non possedere le qualità fisiche necessarie.
Per una morte romantica ed eroica erano indispensabili muscoli possenti e scultorei; pensavo che se carni flaccide si fossero trovate al cospetto della morte, non si sarebbe manifestata che una ridicola inadeguatezza.
A diciott’anni, benché desiderassi ardentemente una fine violenta, sentivo di non esserne degno.
Infatti non possedevo muscoli che si addicessero a una morte drammatica.
 
Vecchio 25-11-2009, 23.50.13
Ludwig
 
enorme yuko

grazie per le righe suggestive electro, da domani ripartirò con yoga e ginnastica a tutto spiano, il flaccidume mal si attaglia al mio spirito guerriero da decadent hero
 
Vecchio 26-11-2009, 12.18.28
Samarilla
 
Citazione:
Originalmente inviato da Ludwig
enorme yuko

grazie per le righe suggestive electro, da domani ripartirò con yoga e ginnastica a tutto spiano, il flaccidume mal si attaglia al mio spirito guerriero da decadent hero
sei ancora piccolo per queste cose



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