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di politica, cultura, società - 2009
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18-10-2008, 17.28.23
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Moda anni sessanta
Moda anni 60
I mitici anni 60 per la moda sono ancora oggi un riferimento per la moda contemporanea: gli anni 60 segnati dalla minigonna, dai Beatles, dagli stivali alti fin sopra il ginocchio erano lo specchio di una generazione pronta a ribellarsi a tutto cio' che la opprimeva.
E voi cosa ne pensate degli anni 60? Ed ora perchè sono tornati di moda?

Ultima modifica di catluc : 18-10-2008 alle ore 17.55.15.
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18-10-2008, 17.29.48
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L'abbigliamento e la moda negli anni del boom economico
Un settore toccato da radicali trasformazioni è quello relativo all’abbigliamento. Il primo fenomeno apprezzabile da questo punto di vista è lo spostamento dall’interno (la cura dell’abbigliamento intimo, del corredo) all’esterno: la cura dell’abito che sempre più viene visto come status simbolo e non come lusso moralmente deprecabile esibito dalle classi superiori. Questo fatto produce la proletarizzazione dell’abito (vestiti in serie) con la perdita delle connotazioni di prestigio ad esso connesse e con la scomparsa della divisione classista degli stili che si accontenta di differenziazioni più sottili che non riguardano più la foggia ma la qualità e gli accessori. Tale trasformazione, a sua volta, induce un’accelerazione dei cicli della moda che, se prima della guerra duravano anche diversi anni, ora si trasformano in modo rapido con un alternarsi di modelli destinati a una breve durata: la manifestazione dello status riguarda pertanto la velocità di assorbimento del nuovo stile. A questo fenomeno si aggiunge la scomparsa della rigidità che determinava la selezione dell’abbigliamento in base all’occasione (mattino, pomeriggio, sera, festa, domenica ecc.). Essa, a sua volta è legata alla nascita dell’abbigliamento casual la cui affermazione determina il consolidamento, sul mercato, dei capi di produzione industriale, il che porterà poi all’affermazione, sempre come esigenza di status, di griffe e marche. Il casual costituisce la fusione tra abbigliamento normale e abbigliamento sportivo che si viene a creare a partire tanto dall’allargamento della fascia di tempo libero da destinare allo svago ed alla vacanza quanto dalla differenziazione tra abbigliamento adulto e abbigliamento giovane, con incursioni sempre più ampie degli utenti del primo negli stili del secondo.
In sintesi la trasformazione più evidente è il valore non più tanto di status quanto identitario della selezione degli abiti cui si aggiungono le complesse esigenze di un’industria che deve necessariamente sollecitare desideri e creare legami tra l'apparire e l’immaginario individuale e collettivo se non vuole perdere i suoi livelli produttivi. Sparisce comunque, almeno per le classi medie, l’uso del vestito “buono” di sartoria, destinato a durare nel tempo e ad essere utilizzato in tutte le "grandi" occasioni.
Dal punto di vista dell'estetica lineare, negli anni '60 andò di moda soprattutto la linea trapezio, che venne presentata nel 1958 dal giovane Yves Saint Laurent, ancora responsabile artistico della casa Dior: vestiti a forma di sacco che ignoravano il punto vita o cappotti stretti in alto e svasati verso il basso, spesso lunghi fino al ginocchio.
I vestiti a sacco erano stati molto popolari già negli anni '20, ma allora erano molto più eleganti e signorili: lunghi almeno fini al ginocchio, avevano a volte una gonna applicata molto in basso ed erano spesso lavorati con stoffe delicate, pizzi e sete e realizzati in colori tenui. In confronto, i vestiti a sacco degli anni '60 sembrarono abiti per bambini; non avevano praticamente nessun dettaglio decorativo o tagli raffinati, ma erano quasi sempre confezionati con tessuti rigidi (sintetici), con un taglio diritto o leggermente svasato. Il loro effetto derivava dai motivi grafici o da fantasie floreali molto colorate; inoltre, erano molto più corti dei vestiti degli anni '20 e in generale ebbero abbastanza successo.
Di eleganza tradizionale o signorile non se ne poteva proprio parlare, ma questo appunto era lo scopo voluto. I nuovi vestiti e cappotti dovevano innanzitutto sembrare giovanili e poco convenzionali, divertenti e irrispettosi. L'età reale di chi li indossava non aveva alcuna importanza.
LA MINIGONNA
Gli anni'60 furono soprattutto gli anni della minigonna.
La sua apparizione (1965), che rispondeva al crescente bisogno delle adolescenti e delle giovani di esprimersi liberamente, fece scalpore: le gambe non erano mai state così in vista! La mini fu subito considerata indecente e molti erano sdegnati: per esempio, secondo Coco Chanel il ginocchio era la parte meno attraente della donna, che pertanto sarebbe stato meglio tenere nascosta. Nonostante le critiche, negli anni '60 le sottane delle donne di qualsiasi età diventarono man mano sempre più corte, fino ad arrivare in certi casi a coprire a malapena gli slip. Alla realizzazione della mini estrema contribuì in modo non indifferente l'invenzione della calzamaglia senza cuciture.
L'inventore della minigonna è discusso: Mary Quant o Courrèges? Entrambi, infatti, presentarono, pressoché contemporaneamente, modelli con gonne molto corte.
Le minigonne di Courrèges avevano linee spigolose e futuristiche ed erano pensate per essere indossate su pantaloni attillati o con stivali a metà polpaccio.
La Quant propose scamiciati a vita lunga, con cinture all'altezza dei fianchi, gonne pieghettate o svasate che si fermavano appena sopra il ginocchio e sembravano molto più corte di quanto fossero realmente. La sua mini diventò immediatamente un must.
IL TRANSPARENT LOOK
La voga delle minigonne e della vita scoperta presto si diffuse sfociando in una moda delle trasparenze, che nell'era delle materie plastiche si concretizzò in nuovi modelli in plastica o in tessuto di fibre sintetiche.
Yves Saint Laurent, nell'inverno del 1968, presentò un abito da sera lungo fino a terra, di mussola nera trasparente, con delle applicazioni di piume di struzzo sui fianchi che arrivavano fino a metà coscia e che doveva essere portato con nient'altro che un serpente d'oro come cintura.
Courrèges, nei tardi anni '60, creò vestiti in organza, nei cui punti più intimi erano applicati dei fiori o delle forme geometriche.
La versione più portabile di questo trend era sicuramente la linea di camicie trasparenti con rifiniture in volant sulle maniche o sulla scollatura; in commercio ne esistevano diverse varianti.
Come i pantaloni a zampa d'elefante, l'abbigliamento etnico o in PVC, anche la moda trasparente fa parte del versatile repertorio degli anni '60, dal quale i designer hanno continuato ad attingere fino agli anni '90.
L'ARTE DIVENTA MODA
Negli anni '60 anche nel campo dell'arte prevaleva la tendenza a rompere con il vecchio e a ricercare il nuovo. E infatti le diverse forme d'arte di questo periodo sono caratterizzate da un evidente desiderio di superamento e dalla netta divisione tra la cosiddetta cultura "alta" e quella "bassa".
I Beatles, nei loro arrangiamenti, utilizzavano provocatoriamente un'orchestra di violini.
Andy Warhol, l'artista Pop più discusso ma riconosciuto internazionalmente, produceva incisioni con i Velvet Underground, per i quali, come più tardi anche per i Rolling Stones, creò le copertine dei dischi. Inoltre disegnava scatole di pelati del supermercato proponendole come arte, noncurante del raccapriccio che provocava tra chi restava fedele alla cultura tradizionale. Nel 1966- 67, con il suo progetto di mini- abito leggermente svasato, manifestò in maniera duplice il suo messaggio di rappresentante della Pop Art: irritava l'osservatore elevando a opera d'arte un semplice oggetto quale una scatola di minestra e sferrava una critica contro la società occidentale dei consumi usando un materiale resistente ma estremamente infiammabile.
Produzioni in serie, come la fotolito e il retino preso dai fumetti, erano giudicati con lo stesso metro dell'arte. Il mito dell'unicità dell'opera aveva lasciato il posto a una concezione nuova dell'arte, trasformando notevolmente anche il ruolo e la funzione dell'artista: i temi e le tecniche dovevano adeguarsi ad un mondo molto cambiato.
Nacquero l'Iperealismo, che proponeva perfette imitazioni di persone e di cose, e l'Happening, una forma del tutto nuova di rappresentazione, che era nello stesso tempo attuale, antimuseale e scioccante, oltre che essere uno strumento per avvicinare importanti opere d'arte alla quotidianità.
Negli anni '60 i confini tra arte e moda divennero confusi.
Artisti come Christo, di origine bulgara, e l'americano Mimi Smith crearono abiti come fossero opere d'arte, mentre gli stilisti trovarono nuovi motivi saccheggiando la pop art e l'op art. Sia sulla tela sia sui tessuti, l'abile uso di forme come cerchi, quadrati e spirali dava l'illusione del movimento.
L'op art (o optical art, "arte ottica") divenne una moda di forte tendenza. L'artista inglese Bridget Riley fu una delle figure di spicco del movimento. I suoi cerchi, quadrati, rettangoli e zigzag bianchi e neri venivano abilmente ripetuti per creare un effetto tridimensionale: le sue creazioni sembravano arretrare, proiettarsi fuori oppure ondeggiare. L'illusione funzionava perché creava confusione a livello del nervo ottico. L'industria tessile colse al volo questa opportunità per ottenere lo stesso effetto anche con i tessuti e, in questo modo, stilisti come Ossie Clark a Londra e Y. S. Laurent a Parigi crearono modelli abbaglianti.
Y. S. Laurent, in modo particolare, faceva furore con collezioni che si ispiravano a tendenze artistiche classiche e del presente. Una famosa collezione del 1965 mostrava vestiti tagliati diritti di jersey, nei quali i vari pezzi di stoffa venivano cuciti in modo da riprodurre le fantasie geometriche dei quadri di Piet Mondrian. Secondo Saint Laurent, queste rigide forme si adeguavano perfettamente al corpo umano; effettivamente, i vestiti erano tutt'altro che informi! La serie degli abiti Pop, invece, si ispirava all'opera di Andy Warhol o Roy Liechtenstein.
Y. S. Laurent, in modo particolare, faceva furore con collezioni che si ispiravano a tendenze artistiche classiche e del presente. Una famosa collezione del 1965 mostrava vestiti tagliati diritti di jersey, nei quali i vari pezzi di stoffa venivano cuciti in modo da riprodurre le fantasie geometriche dei quadri di Piet Mondrian. Secondo Saint Laurent, queste rigide forme si adeguavano perfettamente al corpo umano; effettivamente, i vestiti erano tutt'altro che informi! La serie degli abiti Pop, invece, si ispirava all'opera di Andy Warhol o Roy Liechtenstein.
Il trompe- l'oeil era un altro metodo utilizzato per creare un effetto tridimensionale. Trasferito nel campo dalla moda venne utilizzato per inserire colli o polsini finti nel disegno di un maglione o cinture e tasche di colore contrastante su un vestito.
http://ftp-utenti.dsc.unibo.it/~cola...ella_moda.html

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18-10-2008, 19.28.37
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Gli anni 60 - di Michele Perrone
Gli anni Sessanta hanno rappresentato certamente il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale che il secolo scorso abbia mai visto.
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Gli anni Sessanta o, se preferite, i "mitici" anni Sessanta come spesso molti amano definirli, hanno rappresentato certamente il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale che il secolo scorso abbia mai visto. Gli eventi socio-politici e culturali di quegli anni avrebbero infatti inevitabilmente influenzato e modificato profondamente valori, aspirazioni e stile di vita delle future generazioni. Prima la beat generation e in seguito la musica pop, diventano il nuovo modo di espressione dei giovani, che si identificano sempre di più nei loro idoli musicali. Sono gli anni in cui si affermano i media, la cultura pop e la minigonna, che fa emergere una nuova figura femminile che abbandona gradualmente l'etichetta formale in favore di una maggiore espressione di libertà. Nella prima parte del decennio L'Italia risente ancora dei benefici del boom economico, che favorisce le attività economiche ed il progresso della tecnologia. Sono sempre di più gli Italiani che scendono nelle piazze per manifestare i loro ideali politici ed esprimere il proprio dissenso; proprio le piazze saranno teatro, qualche anno più tardi, verso la fine del decennio, delle grandi contestazioni giovanili che culmineranno nella grande rivoluzione culturale del '68.
1960: è l'anno della dolce vita, consacrato anche dalla famosa pellicola di Federico Fellini che fa gridare allo scandalo. La Fiat 600, nata nel 1955, conosce in questi anni il suo momento magico, diventando l'auto preferita dagli Italiani. Alla radio nasce "tutto il calcio minuto per minuto", storica rubrica radiofonica della domenica; tra gli speaker si distingue subito Sandro Ciotti, che in breve tempo diventa una delle voci più familiari a tutti gli sportivi italiani. Per il cinema è l'anno di "psycho", Di Alfred Hitchcock. un capolavoro unico nel suo genere. In televisione partono le prime trasmissioni di "tribuna politica" e "non è mai troppo tardi", le indimenticabili lezioni scolastiche del professor Alberto Manzi. La canzone più ascoltata è "il cielo in una stanza", sia nella versione di Mina che in quella di Gino Paoli, mentre al festival trionfa "romantica", che decreta il successo di Tony Dallara. Nello stesso anno Ray Charles compone la splendida "Georgia",ancora oggi una delle pagine musicali più intense ed emozionanti del grande blues man. Verso la metà dell'anno fanno la loro comparsa le prime radio a transistor che sostituiscono i più vecchi ed ingombranti apparecchi a valvole: è il boom delle radioline portatili a batteria che gli Italiani si portano dietro un po' dappertutto.
1961: L'Italia compie cento anni. Nel mese di marzo le celebrazioni e i festeggiamenti si susseguono un po' in tutto il nostro Paese. Nascono le prime cassette audio, mentre le case discografiche aumentano considerevolmente la produzione dei dischi in vinile. Vettura dell'anno è la Lancia Appia, una delle auto più originali mai prodotte. Per quanto riguarda la musica è l'anno di "24.000 baci" di Adriano Celentano e "le mille bolle blu" di Mina. Si formano i Beach Boys, che entro due anni diventano uno dei gruppi più famosi e più richiesti a livello internazionale. Il 4 novembre nasce il secondo canale della Rai: i volti di Rosanna Vaudetti, Mariolina Cannuli e Gabriella Farinon diventano presto familiari a tutti gli Italiani. Intanto sul primo canale nazionale apre i battenti "studio uno", storico programma di Antonello Falqui, che lancia il famoso "Dadaumpa" delle Kessler. Il 12 aprile si apre l'era dei primi voli spaziali. Il primo uomo a volare nello spazio a bordo di un'astronave sovietica si chiama Yuri Gagarin: il suo nome entrerà nella leggenda.
1962: è l'anno de "il sorpasso", memorabile film diretto da Dino Risi magistralmente interpretato da un esuberante Vittorio Gassman. Al festival di Sanremo inizia l'era del patron Gianni Ravera; Claudio Villa e Domenico Modugno diventano i beniamini più illustri della canzone italica, mentre "quando quando quando" di Tony Renis fa subito il giro del mondo. Tra le nuove mode dilaga il "twist", un nuovo modo di ballare dimenando il corpo che scandalizza subito i moralisti. "Let's twist again" di Peppino di Capri e "guarda come dondolo"di Edoardo Vianello diventano le canzoni simbolo di questa nuova tendenza. Ma il 1962 è l'anno in cui in Inghilterra al "Cavern", un piccolo locale di Liverpool, inizia la straordinaria avventura di quattro ragazzi che avrebbero cambiato per sempre la storia della musica entrando nella leggenda: I "Beatles". Parallelamente nascono anche i Rolling Stones" di Mick Jagger, che daranno però il via ufficiale alla loro discografia l'anno successivo. Il mondo dell'arte guarda con curiosità alle opere di Andy Warhol, in particolare quelle che ritraggono Marilyn Monroe, scomparsa prematuramente nel mese di agosto per cause misteriose.
1963: è l'anno che verrà ricordato soprattutto per un tragico avvenimento che sconvolse l'opinione pubblica mondiale, oltre che l'assetto politico americano di quel periodo: l'assassinio di John F. Kennedy, vittima di un attentato il 22 novembre a Dallas, in Texas. Le immagini del barbaro omicidio fecero il giro di tutto il mondo. A Cannes trionfa "il gattopardo", celebre pellicola di Luchino Visconti, mentre Fellini realizza un alto dei suoi film più discussi e famosi: "otto e mezzo". Gli Italiani continuano a ballare freneticamente: dopo il "twist" è la volta dell' "hully gully". Ma per sognare e ballare con la propria amata si preferisce la più romantica "sapore di sale", che diventerà uno dei cavalli di battaglia del grande Gino Paoli. Sono gli anni in cui si consolidano i nuovi miti borghesi, l'elettronica si impone sempre di più nel mercato degli accessori casalinghi, la Fiat 1100 diventa il nuovo status symbol degli Italiani , mentre l'immagine femminile abbandona gradualmente l'etichetta classica a favore di una maggiore libertà di espressione.
1964: un anno di grandi fermenti culturali e sociali. Mentre in Gran Bretagna imperversano i Beatles e i Rolling Stones, in America, il rifiuto della guerra del Vietnam e lo shock provocato dall'assassinio del presidente Kennedy, creano fra i giovani confusione ed incertezza e si cerca, nella protesta collettiva, una via che porti ad un futuro migliore. Nasce la musica rock, che diventerà megafono di una generazione idealista e confusa che si identificherà negli anni successivi nelle parole e nella musica di artisti leggendari come Jim Morrison e Jimi Hendrix. In Italia gli echi di questi fermenti si faranno sentire qualche anno più tardi. Il '64 vede nel cinema il successo di Sergio Leone con "per un pugno di dollari", primo celebre film del genere "spaghetti western", filone cinematografico made in Italy che si afferma nel mondo. In televisione parte "specchio segreto", programma storico di Nanny Loy che filma i comportamenti degli Italiani a telecamere nascoste, un format che diverrà presto un classico dal quale attingono ancora oggi molti programmi televisivi di successo. Musicalmente, uomo dell'anno è Gianni Morandi. Esplodono prima "in ginocchio da te" che diventa anche un film, poi "non son degno di te", che consacrano definitivamente al successo il giovane talento di Monghidoro. I Beatles fanno la loro prima apparizione televisiva negli Stati Uniti: sarà l'inizio di un successo inarrestabile, che li porterà, nei prossimi anni, verso traguardi mai raggiunti prima da nessun altra formazione nella storia della musica pop. Tra le curiosità da segnalare il boom della Barbie, la bambola bionda più famosa; apparsa per la prima volta a New york nel 1959, arriva solo quest'anno in Italia ed è subito boom commerciale. Ancora oggi è la bambola più apprezzata e ricercata dalle bambine di tutto il mondo.
1965: è un anno di grandi novità nel costume e nella moda: nasce la minigonna, creazione della geniale disegnatrice di moda Mary Quant, che avrebbe rivoluzionato completamente il modo di vestire delle donne, segno inconfutabile dell'esigenza da parte del gentil sesso di esprimersi in maniera più autonoma e indipendente. Nuovi fermenti anche nel campo della tecnologia: compare la Polaroid, la prima macchina fotografica in grado di sviluppare subito le foto, destinata ad un grande successo. Il 18 marzo l'Unione Sovietica lancia in orbita una nave spaziale con due persone a bordo. Per la prima volta si vedono in televisione le immagini memorabili di un uomo che volteggia nello spazio mentre il nostro Pianeta gli appare alle spalle. Nascono nuovi miti come il Piper, noto locale romano che diventa in breve la nuova culla del beat. E' l'anno di Caterina Caselli che spopola con "la ragazza del Piper"e di "bandiera gialla", programma radiofonico condotto da due giovanissimi Gianni Boncompagni e Renzo Arbore. Ma l'evento clou dal punto di vista musicale è certamente lo sbarco dei Beatles in Italia avvenuto il 24 giugno al velodromo Vigorelli di Milano, prima tappa di un tour che li vedrà impegnati anche a Genova e Roma. Ancora oggi i collezionisti di reperti musicali conservano gelosamente locandine e biglietti stampati per l'occasione.
1966: si consolida la beat generation, nascono nuovi gruppi e i capelloni, che disturbano la vista dei benpensanti delle famiglie borghesi. I blue jeans trovano la prima grande diffusione tra i giovani. E'l'anno in cui si avvertono le prime avvisaglie di rivolte sociali che preparano il terreno alle contestazioni del '68. Per Firenze è un anno tragico: il 4 novembre la città viene invasa dalle acque dell'Arno. L'alluvione del '66 sarà ricordata dai Fiorentini come uno dei disastri più terribili del secolo, ma, in quel tragico frangente, saranno proprio quei giovani capelloni, accorsi da ogni parte del mondo, considerati a torto degli scapestrati, ad essere invece determinanti nel grande lavoro di recupero di manoscritti ed opere d'arte, tanto da guadagnarsi alla fine il meritato appellativo di "angeli del fango". Tra il 1966 e il 1967 il calcio diventa sempre di più fenomeno di massa: sono gli anni della grande Inter di Helenio Herrera che conquista l'Europa a suon di goals, attirando su di sé l'entusiasmo degli sportivi italiani. Grande delusione al contrario per la Nazionale Azzurra, sconfitta clamorosamente ai mondiali inglesi dalla Korea grazie al gol del dentista Pak Doo Ik, che ci rispedisce a casa anzitempo lasciando letteralmente scioccati gli appassionati Italiani di calcio. Il cinema celebra successi intramontabili come "il dottor Zivago", tratto dal romanzo di Boris Pasternak e il mitico film italiano "l'armata Brancaleone" di Mario Monicelli con un grande Vittorio Gassman. In televisione si affaccia per la prima volta al successo Pippo Baudo con un programma musicale rimasto nella storia: "sette voci". Frank Sinatra firma uno dei suoi più straordinari successi: "strangers in the night", mentre Caterina Caselli, soprannominata "casco d'oro", porta al successo a Sanremo "nessuno mi può giudicare", primo brano rock che infrange le tradizionali barriere del festival. Spopolano anche i Beatles, prima con "Michelle", poi con "yellow submarine". Le cronache mondane del 1966 celebrano come matrimonio dell'anno quello tra Sophia Loren e Carlo Ponti; unione che fa discutere essendo Carlo Ponti già sposato. Nel mondo inizia a circolare una certa sensibilità nei confronti dei temi sull'ambiente: viene infatti fondato il WWF, il cui simbolo è rappresentato dal panda. Verso la fine dell'anno scompare un nome caro a tutti noi, il papà di quei personaggi straordinari che fanno parte ancora oggi del nostro immaginario infantile: Walt Disney. Infine una curiosità: va in vigore per la prima volta l'ora legale.
1967: iniziano gli anni della tecnologia: nell'industria spaziale si prepara lo sbarco sulla Luna, i televisori sono presenti nelle case di otto Italiani su dieci, si viaggia in auto ascoltando l'autoradio, nascono periodici e pubblicazioni di ogni genere, cambiano i costumi e con essi anche gli Italiani. Negli Stati Uniti crescono le proteste per l'intervento militare in Vietnam, che costerà all'America una pesante sconfitta ed un prezzo molto alto in termini di vite umane. Gli Hippies prendono maggiore coscienza di sé, dando vita ad una cultura alternativa che si esprime essenzialmente attraverso il dissenso e la contestazione. Per la prima volta Christian Barnard trapianta un nuovo cuore: Il primo trapianto non avrà purtroppo un esito felice, ma apre comunque la strada ad un campo che, in un prossimo futuro, raggiungerà traguardi di grande successo. La ricerca spaziale americana conosce la prima tragedia: al centro sperimentale Kennedy tre astronauti perdono la vita a causa di un incendio sviluppatosi all'interno dell' Apollo. Il cinema vede il trionfo de "il laureato", celebre pellicola che porta agli onori di Hollywood un giovanissimo Dustin Hoffman. Il festival di Sanremo viene funestato da un tragico episodio: "ciao amore ciao", la canzone in gara di Luigi Tenco viene esclusa dalla finale e il cantante, per la delusione, si uccide nella sua camera d'albergo. Il mese di gennaio segna la partenza alla radio della storica "hit Parade" di Lelio Luttazzi, che diventa in breve tempo uno dei programmi radiofonici di maggiore successo tra i più giovani. Grazie a "are you experinecd" si fa strada il mito di Jimi Hendrix, che getta le basi per la più straordinaria e creativa ondata di musica rock che di lì a poco avrebbe invaso il mondo.
1968: l'anno della svolta. I giovani, sempre più determinati ed agguerriti scendono in piazza, occupano le università, scatenano una vera e propria rivolta; è l'inizio di quella che verrà ricordata dai posteri come "la rivoluzione culturale".Il 4 aprile l'America è scossa dall'assassinio di Martin Luther King, leader dell'integrazione nera; nello stesso anno, a distanza di soli due mesi, il 5 giugno, viene ucciso anche l'allora ministro della giustizia Robert Kennedy, probabile candidato alla Casa Bianca. E' un anno storico per quanto riguarda la musica che viene inevitabilmente influenzata dai grandi fermenti di questo periodo. Dilagano in tutto il mondo vere e proprie icone della musica pop come Jimi Hendrix, Van Morrison, Otis Redding, i Pink Floyd. In Italia le canzoni che si ascoltano di più sono "azzurro" di Paolo Conte, cantata da Celentano, "vengo anch'io" di Enzo Jannacci, "la bambola" di Patty Pravo, "luglio" di Riccardo del Turco e "La tramontana" di Antoine. Al cinema è l'anno di "c'era una volta il west" di Sergio Leone e "2001, odissea nello spazio" di Stanley Kubrick, considerato un vero e proprio "cult" nel suo genere. Anche in televisione nascono trasmissioni che hanno fatto epoca, tra queste "chissà chi lo sa", condotta da Febo Conti, "senza rete" ed una memorabile edizione di "canzonissima" con un trio di presentatori d'eccezione: Mina, Walter Chiari e Paolo Panelli. "Zum zum zum", sigla iniziale del fortunato programma, cantata da Sylvie Vartan, diventa immediatamente il tormentone più scanzonato dell'Italia dell'epoca. Cambiano i costumi: il primo nudo integrale femminile compare su una rivista per soli uomini, segno evidente della voglia di libertà e di trasgressione che si comincia a respirare in questi anni. Anche nello sport le soddisfazioni non mancano: la Nazionale italiana di calcio, allenata da Ferruccio Valcareggi, vince gli europei battendo la Jugoslavia in finale 2-0. Un grave lutto scuote purtroppo l'Italia il 23 settembre: muore Padre Pio, oggi finalmente divenuto Santo.
1969: un anno grandioso. L'avvenimento più importante è ovviamente la conquista della luna. Il 20 luglio Neil Armstrong è il primo uomo al mondo a mettere piede sulla superficie lunare: "un piccolo passo per un uomo, un enorme balzo per l'umanità", una frase divenuta storica, quella pronunciata dallo stesso Neil, una volta sceso dalla navicella spaziale. Le televisioni di tutto il Globo immortalano questo emozionante avvenimento, che rappresenta una tappa fondamentale dell'era moderna. In Italia non è un buon momento a causa del dilagare della "strategia della tensione" instaurata dal terrorismo eversivo, che culmina nel terribile attentato di Piazza Fontana a Milano. Politicamente per il nostro Paese è un anno dominato dalle lotte sindacali. La Fiat 125, berlina di lusso, diventa auto dell'anno, ma, per andare in ufficio, gli Italiani prediligono la 128, l'utilitaria più venduta dell'epoca. In America si preferisce la moto, sinonimo di libertà: sono i tempi di "Easy Rider", film di culto che diventa un vero e proprio marchio generazionale. Il 20 marzo si sposano John Lennon e Yoko Ono, una data che rappresenta probabilmente, come vedremo in seguito, l'inizio della fine dei Beatles. Il vento dei cambiamenti investe anche la Chiesa: il 30 novembre, dopo 1969 anni di latino, viene celebrata la prima messa in Italiano. Nel calcio è un anno storico per Firenze: la Fiorentina, allenata dal grande Pesaola, vince lo scudetto. Per la musica il '69 è un'annata straordinaria: è' l'anno di Woodstock, il più grande mega raduno della storia del rock. Mezzo milione di giovani affollano quella che prima era una fattoria nei pressi di New York per assistere ad un evento musicale che non ha precedenti: dal 21 agosto per tre giorni si esibiranno talenti del calibro di Santana, Ten Years After, Richie Havens, Joe Cocker, Jimi Hendrix. Per la musica pop è un anno di grande vitalità: esce l'album di debutto per Still, Crosby & nash, ai quali in seguito si unirà anche Neil young, i Pink Floyd pubblicano "Ummagumma", Yes e King Crimson incidono i loro primi album, David Bowie lancia "space oddity",che ho scelto per voi nella mia compilation. In Italia invece si canta "zingara", che vince il festival di Sanremo ed innalza agli onori del successo Iva Zanicchi e Bobby Solo; contemporaneamente nasce il sodalizio storico tra Lucio Battisti e Mogol, una sinergia che regalerà alla musica italiana emozioni indimenticabili come "un'avventura", "acqua azzurra acqua chiara" e "mi ritorni in mente". In questo clima di grandi fermenti musicali esplode in Italia il mercato discografico che ha, tra il 1968 e il1969, un boom inarrestabile. L'estate e l'autunno del '69 costituiscono in questo senso un periodo "magico": si prepara ormai il terreno agli anni '70, gli anni della libertà, degli Hippies e della musica pop.
http://xoomer.alice.it/mic.perrone/Anni60.htm

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18-10-2008, 19.36.15
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16-08-2009, 13.34.40
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Quando la tv fa moda, i film
ci dicono cosa indossare Negli Stati Uniti impazza la serie Mad men e torna di prepotenza l'abbigliamento anni Sessanta.
di SILVIA FUMAROLA
I protagonisti di Mad Man
ROMA - Poco importa se solo le più fortunate col vitino da vespa possono indossare abiti con gonne a corolla; se per portare i vestiti come Jackie Kennedy bisogna avere le braccia di Carla Bruni; se per svettare su scarpette dal tacco a spillo dev'essere inclusa una caviglia degna di questo nome. La tv comanda, e milioni di fashion victim - non a caso si chiamano così - hanno deciso che la prossima stagione sarà all'insegna degli anni 60, quelli rappresentati nella serie cult che ha spopolato in America, Mad men (gli uomini di Madison Avenue la strada delle grandi agenzie pubblicitarie).
Uno stile retrò rassicurante, genere gonna-camicetta-filo di perle, twin set color pastello, chemisier con cinta color cocker o oliva, pantaloni a sigaretta che uccidono la coscia mediterranea, abiti da ballo che ti fanno sembrare un gioioso paralume. Il ritorno al passato, la voglia di ordine e bon ton, la moda borghese del completo scuro con gilet per lui e del tailleur da eterna signora bene per lei, è esplosa nelle vetrine di Manhattan come la novità della stagione autunno-inverno. Non è un caso che i modelli ispirati alla serie trionfano nelle vetrine di Banana Republic, celebre catena di abbigliamento newyorchese. E la voglia di anni 60, c'è da scommetterci, prenderà piede anche in Italia.
Lo stile Mad men, telefilm che ripropone l'uomo maschilista e le donne vittime sacrificali, tra cocktail, psichiatri e case perfette, è il tema del momento sui giornali americani, che analizzano il potere della fiction sull'immaginario del pubblico. Non è una novità che cinema e televisione abbiano ispirato milioni di spettatrici e spettatori con risultati spesso discutibili (negli anni 80 attempati seguaci di Don Johnson in Miami vice osavano completi bianchi con spaventose camicie hawaiane), che il potere di un divo inarrivabile abbia avvicinato il grande pubblico (che magari compra le copie) agli abiti dei grandi della moda. È il caso di Sex and the city: le creazioni degli stilisti più importanti, indossati dal quartetto di attrici, in versione riveduta e corretta fanno ormai parte della street fashion. Chi ignorava l'esistenza di Manolo Blahnik oggi, grazie a Carrie-Sarah Jessica Parker, conosce memoria anche i nomi dei modelli delle sue preziosissime scarpe. Se Carrie può indossare mini fucsia con décolleté nere lucide e cappottone di lapin con una certa disinvoltura, fa effetto vedere le sue seguaci nelle stradine di Greenwich Village. Non a caso la stessa costumista della serie, Patricia Field, fiutando l'affare, ha aperto un megastore nell'East Village per chi vuole comprare cimeli e abiti in pieno stile Sex and the city.
Una moda barocca, sexy, che è l'esatto contrario del look essenziale inventato da Diane Keaton in Io e Annie di Woody Allen, elegante e snob con ampi pantaloni maschili, gilet e cravatta. Alla fine degli anni Settanta tante donne l'hanno copiata, gli stilisti hanno preso spunto da lei per intere collezioni e ancora oggi quella moda è attuale, legata a un modello di donna sottile e nevrotica. I dettagli contano: il basco di Faye Dunaway in Bonnie and Clyde ha fatto epoca, anche se tutte non avevano i lineamenti perfetti dell'attrice, e del little black dress indossato con grazia impareggiabile da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany sono state vendute milioni di copie. I modelli active wear , le felpe, i pantaloni sportivi, scelti da Jennifer Beals in Flashdance hanno riempito le strade e le palestre di mezzo mondo.
Il fascino esercitato dai divi non è una novità. Nel 1934 in Accadde una notte Clark Gable si levò la camicia mostrando il torace, senza indossare, sotto, la classica maglietta bianca. Le vendite di quel capo di biancheria intima crollarono del 75 per cento. Potere dello schermo.
http://www.repubblica.it/2009/08/sez...a/tv-moda.html
(15 agosto 2009)
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16-08-2009, 14.52.42
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Citazione:
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Originalmente inviato da catluc
Moda anni 60E voi cosa ne pensate degli anni 60? Ed ora perchè sono tornati di moda?

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..a parte che io adoro gli anni '60, perche' ci nacqui io  , credo che rappresentino anni di grande fermento politico, culturale, artistico.
Secondo me sono stati gli anni di una possibile rivoluzione culturale dal dopo guerra, che invece poi non c'è stata.
Colpa della politica interna, del settarismo religioso culturale, di non so cosa...
Perchè Cat, oggi ci sono tante/i 50/60enni frustrati nella nostra societa'? Com'è che ci si ritrova tutti ai soliti appuntamenti e siamo cosi' depressi e speranzosi, ancora?
Forse perche' abbiamo un bagaglio di idee non risolte, non realizzate e ancora ci aggiriamo a cercarle (per fortuna!  )
ma sicuramente sono OT...
la moda degli anni 60, possiede quel tono provocatorio non risolto, che mi appartiene.
E poi, non li avessi buttati, mi andrebbero benissimo ancora i vestiti di allora e sarei estremamente..trendy (?)
Si dice cosi', no?
Lo trovo di un'eleganza cosi' essenziale, di una provocazione cosi' pura ed esplicita, che meriterebbe solo un applauso. 
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