L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2009

 
Vecchio 18-08-2009, 23.38.50
Juliet
 
Burkini in piscina, i bagnanti protestano

Burkini in piscina, i bagnanti protestano













Paola Bonatelli

Si chiama burkini, l’ha lanciato una stilista di Sydney dal nome arabo e cognome italiano, Aheda Zanetti, e sta diventando il casus belli di Ferragosto, più del divieto dei matrimoni con clandestini e delle inenarrabili condizioni dei detenuti nei Cie o nelle patrie galere.

Ovvio, dato che si tratta di un oggetto balneare, un costume per donne musulmane che copre tutto il corpo, esclusi viso, mani e piedi, e che rischia, però, di non essere «balneabile».

A Verona, la città che ha eletto con il 61% di preferenze un sindaco incriminato e poi definitivamente condannato per propaganda razzista, il direttore del centro natatorio comunale «Santini» ha chiesto a una donna in burkini di comunicargli la composizione del tessuto del suo costume, che potrebbe non essere «regolare».

Secondo le dichiarazioni dello stesso direttore, sarebbero state le lamentele di alcune madri, i cui bambini si sarebbero spaventati alla vista di una bagnante così coperta, a convincerlo ad intervenire. La signora in burkini aveva già fatto il bagno in quella piscina, dove accompagnava i suoi tre figli, almeno altre due volte prima della fatidica domanda. Della donna e dei suoi tre bambini si sa soltanto che non sono più tornati al centro sportivo: «E questo ci dispiace molto – dice Silva Polo, responsabile delle piscine comunali – anche perché, se la signora mi avesse chiamato, le avrei spiegato che non c’è nessun problema. Solo una situazione nuova che ha creato un po’ di scompiglio, le novità sono prese come una stranezza».

Nessuna discriminazione, quindi, e nessuna limitazione, solo «la preoccupazione delle mamme per i loro bambini. Tra l’altro – sottolinea la dirigente comunale – la vicenda risale almeno a un paio di mesi fa e non capisco perché il caso sia scoppiato proprio ora».

La spiegazione non è difficile, basta pensare a quanto accaduto qualche giorno fa a Emerainville, nella banlieue della democraticissima Parigi, dove un bagnino ha vietato a Carole, trentacinquenne convertita all’Islam, e dunque in burkini, di immergersi in acqua. Il caso veronese creerebbe un «illustre» precedente. Ma, se in città ferve la «discussione tecnica» su quanti batteri siano imputabili al burkini e quanti alle braghette da bagno dei ragazzini che si buttano in piscina dopo aver magari giocato a pallone, sulla rete, nei blog e nelle mailing list, il dibattito è serratissimo.

Qui i partiti sono tanti (e confusi): c’è chi se la prende con le «mamme» della piscina veronese, accusate di essere razziste e xenofobe perché, invece di spiegare ai figli le differenze fra culture, protestano per il burkini, c’è chi inneggia alla libertà assoluta, topless o burkini che differenza fa, basta che le regole igieniche siano salve, chi vuole usare l’«occhio per occhio, dente per dente», se le donne occidentali non possono fare il bagno in bikini a Dubai, neanche le musulmane possono farlo qui in burkini, chi si indigna, le femministe che se la prendono con la «falsa tolleranza» di chi ammette veli e burkini, simbolo della sottomissione delle donne ai maschi della famiglia, chi è furibondo, i libertari, che denunciano i pericoli della longa manus delle religioni sulla vita della gente, e i leghisti, che temono «l’islamizzazione» in un futuro molto prossimo.

Forse il pragmatico equilibrio anglosassone potrebbe rivelarsi il male minore. Al centro sportivo di Croydon ci sono speciali sessioni natatorie per musulmani. In giorni e ore stabilite uomini e donne nuotano separati, i maschi in costume al ginocchio, le donne con il burkini. Obbligatorio per tutte, anche per le inglesi. Il che ovviamente ha scatenato, anche là, una ridda di polemiche sull’integrazione e sulla presunta «islamizzazione» della società inglese.

http://www.ilmanifesto.it/archivi/fu...articolo/1306/
 
Vecchio 19-08-2009, 00.13.49
Alessandra
 
Vi devo dire la verità. A me sembrano tutti completamente pazzi.
Sia quelli col burkini sia quelli che si spaventano per il burkini.
 
Vecchio 19-08-2009, 00.47.14
taccaromiceto
 
.....se le donne occidentali non possono fare il bagno in bikini a Dubai, neanche le musulmane possono farlo qui in burkini, chi si indigna, le femministe che se la prendono con la «falsa tolleranza» di chi ammette veli e burkini, simbolo della sottomissione delle donne ai maschi della famiglia, chi è furibondo, i libertari, che denunciano i pericoli della longa manus delle religioni sulla vita della gente, e i leghisti, che temono «l’islamizzazione» in un futuro molto prossimo.
 
Vecchio 19-08-2009, 15.55.42
Messia
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
.....se le donne occidentali non possono fare il bagno in bikini a Dubai, neanche le musulmane possono farlo qui in burkini, chi si indigna, le femministe che se la prendono con la «falsa tolleranza» di chi ammette veli e burkini, simbolo della sottomissione delle donne ai maschi della famiglia, chi è furibondo, i libertari, che denunciano i pericoli della longa manus delle religioni sulla vita della gente, e i leghisti, che temono «l’islamizzazione» in un futuro molto prossimo.
Occorre analizzare la motivazione. Nelle piscine a Dubai, c'è un regolamento: non si può andare vestiti in bikini e probabilmente neanche in topless o integrali; questo per motivi di decoro, derivante dalla disciplina della religione.
Nelle oasi naturiste c'è un regolamento: non si può andare in giro con qualcosa addosso; questo per motivi intuibili che i nudisti sanno, cioè andrebbero tutti lì a guardarli ecc ecc.
Nelle chiese spesso c'è un regolamento: non si può entrare vestendo in maniera esageratamente svestita, con minigonne o top ecc.; questo per motivi di rispetto per il luogo sacro.

Nella piscina a Verona ci dovrebbe essere un regolamento: non ci si può andare vestiti con abiti normali ma solo con costumi che coprano bocce e parti intime centrali; questo per motivi intuibili.

Questo burkini è un tipo di costume? Tuffarsi con un burkini è come tuffarsi in jeans e canottiera?
Se il burkini è un costume e non crea problematiche di tipo igienico, stare in burkini si può. Chi non vuole è razzista e/o neomoralista.
 
Vecchio 19-08-2009, 23.16.12
Samarilla
 
Citazione:
Originalmente inviato da Alessandra
Vi devo dire la verità. A me sembrano tutti completamente pazzi.
Sia quelli col burkini sia quelli che si spaventano per il burkini.
Come non quotare...
 
Vecchio 19-08-2009, 23.55.14
Alessandra
 
Citazione:
Originalmente inviato da Messia
costumi che coprano bocce e parti intime centrali.
Mi ricordi mia suocera che la fica la chiamava "il sedere davanti".
 
Vecchio 20-08-2009, 00.15.33
Fanabba
 
Citazione:
Originalmente inviato da Messia
...
Nelle chiese spesso c'è un regolamento: non si può entrare vestendo in maniera esageratamente svestita, con minigonne o top ecc.; questo per motivi di rispetto per il luogo sacro.
...
Nelle chiese, quasi tutte, si entrava col velo, ora non più con tale intensità e frequenza di fenomeno.

In certe chiese, o santuari con tanto di buoni cerberi alle porte, non entri se non in modo acconcio; nelle altre quasi entri in mutande.

Noto un omissis nel tuo elenco: cosa succede nelle moschee o anche solo in prossimità di certi luoghi santi ?

Ah, un' ultima cosa: è razzismo la naturalissima istanza umana di avere accanto un corpo umano - non si richiede nudità o abbigliamento quasi inesistente - identificabile come tale e non un ghost dietro palandrana o tabarro ?
 
Vecchio 20-08-2009, 01.30.28
Roderigo
 
Petizione per l’allontanamento
dei ragionieri tatuati dalle piscine pubbliche


Siamo un gruppo di genitori indignati per la presenza di personaggi inquietanti nelle piscine pubbliche all’aperto, che sconvolgono i nostri bambini che si svegliano di notte divorati dagli incubi.

Sempre più spesso si vedono ragionieri dalla parlata dialettale, financo geometri e talvolta periti agrari, dall’epidermide bianchiccia e sudata che ostentano con protervia tatuaggi improbabili- spesso grifoni, draghi e serpenti non appartenenti alla nostra tradizione oppure nomi di donne dal sapore straniero come Mary o Sharon circondati da cuori e frecce – apposti sui muscoli flosci dei loro addominali mollicci.

Questi personaggi non hanno onta a stare a bordo piscina inzuppando le loro gambine secche e mal depilate nell’acqua provocando movimenti ondosi. Talvolta prendono la rincorsa e si gettano a bomba sollevando flutti e schizzi che bagnano i nostri parei.

Si aggirano numerosi e a gruppi, e si chiamano da una parte all’altra della piscina a voce alta, dimostrando di non rispettare le nostre regole e le nostre leggi. Si esprimono con urla e grida poco comprensibili ma che provocano grasse risate tra gli altri membri del gruppo, consumano panini unti ripieni di mortadella ad ogni ora del giorno.

Le loro femmine si spalmano copiosamente strati di strutto protettivo che spande effluvi di noce di cocco che mal si addice alla nostra identità (ci fosse odore di nocciole di Alba si potrebbe sopportare), mostrano con orgoglio pirceing all’ombelico o al capezzolo, spille traforanti al pube, appena coperto da filiformi slippini leopardati.

Vogliamo ricordare che il Leopardo non vive nei boschi delle nostre campagne e ci chiediamo perché non indossino bikini con i pezzati della vacca Fassona piemontese che almeno ricorderebbero i nostri begli alpeggi.

Inoltre i nostri bambini sono costretti ad assistere impotenti a scene quali: la spalmatura dello strutto al cocco da lui a lei e viceversa; lo schiacciamento del brufolino sul mento da lei a lui con conseguente urlata “fa piano, cazzo” di lui a lei; lo strappamento con pinzetta del pelo residuo dall’inguine di lei e così via.

I versi del gatto Virgola o della mucca Lola proveniente dai cellulari di questi personaggi disturbano la quiete dei nostri figli e provocano inarrestabili e ripetitive reazioni di emulazione anche una volta tornati a casa.

Siamo prigionieri nelle nostre piscine.

Siamo costrette a tappare le orecchie dei nostri fantolini durante l’ora di acquagym e animazione in piscina, quando i suoni assordanti di musiche extra-comunitarie come “tiengo la camicia negra” o “vamos alla playa” fanno ballare decine di ragionieri dagli addominali flosci e tatuati e le loro donne con i bikini leopardati.

Basta! Diciamo basta a questa invasione che comincia con il gatto Virgola e ci condurrà in breve tempo a cantare, tutti insieme, “Meno male che Silvio c’è”.

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Vecchio 20-08-2009, 01.47.52
Fanabba
 
Più che da feisbuk, pare tratto da www.cazzateonline.org.
 
Vecchio 20-08-2009, 01.58.42
Roderigo
 
Citazione:
Originalmente inviato da Fanabba
Più che da feisbuk, pare tratto da www.cazzateonline.org.
Che permaloso.

Citazione:
Originalmente inviato da Fanabba
Immodestamente, vista la domanda, il diploma di ragioniere è nel mio percorso di studi;
 
Vecchio 20-08-2009, 08.54.33
Fanabba
 
Citazione:
Originalmente inviato da Roderigo
Che permaloso.
A prescindere: 'na cagata proprio.

Non è che in metafora hai descritto la tua giornata-tipo balneare ?!
 
Vecchio 20-08-2009, 09.50.31
Pietro Ancona
 
Citazione:
Originalmente inviato da Alessandra
Vi devo dire la verità. A me sembrano tutti completamente pazzi.
Sia quelli col burkini sia quelli che si spaventano per il burkini.

condivido!!
 
Vecchio 20-08-2009, 10.37.04
Juliet
 
ISLAM: A MILANO L'UNICO NEGOZIO ISLAMICO CHE VENDE IL BURKINI


Milano, 19 ago. (Adnkronos/Aki) - E' a Milano l'unico negozio islamico d'Italia che vende il burkini. Si tratta della libreria islamica ............ da alcuni mesi abbiamo anche il burkini, che permette alle nostre sorelle di andare al mare o in piscina rispettando la legge islamica"... - spiega il titolare - non ha dubbi e ritiene che dopo il caso di Verona - in cui alcune mamme si erano lamentate perche', in piscina, le donne con il burkini facevano paura ai loro figli - le musulmane in Italia si avvicineranno in massa a questo nuovo capo. "Mentre in Francia e in Turchia c'e' stato un boom di vendite del burkini - spiega - le nostre sorelle in Italia ancora non lo conoscono. Per questo lo scorso hanno ho preso solo tre capi per prova e nessuno li ha voluti, tanto che alla fine li ho regalati. Si trattava pero' di tre modelli ancora sperimentali, che erano alquanto brutti. Sono sicuro invece che questi nuovi modelli piaceranno di piu'".

Dall'inizio di luglio, quando sono arrivati i nuovi modelli di burkini, all'inizio di agosto, periodo di chiusura per ferie del negozio islamico di Milano, e' stata venduta solo una decina di capi. "Le donne che lo hanno comprato sono egiziane e marocchine - conclude - e sono poche perche' la maggior parte non lo conosce ancora.

Ma -ammette - ora c'e' molto piu' interesse perche' - racconta - tante sorelle mi hanno detto che grazie al burkini possono nuotare, andare al mare e in piscina. Per questo - conclude - prevedo che dal 21 agosto, giorno di riapertura del negozio, ne venderemo parecchi".

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/171478
 
Vecchio 20-08-2009, 10.40.25
Juliet
 
ISLAM: SGARBI, SINDACO ANTI-BURKINI E' UN NOTO UMORISTA


Roma, 19 ago. (Adnkronos) -

"Dopo le incredibili limitazioni del costume burkini in piscina e in citta' di provincia, la discriminazione verso i musulmani sfiora la comicita', come dimostrano le determinazioni del sindaco di Varallo, Buonanno, noto umorista". Lo afferma Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi (Trapani), a proposito dell'ordinanza anti-burkini del suo collega Gianluca Buonanno, sindaco di Varallo (Vercelli).

Sgarbi sotolinea poi che Milano "rimane un unicum tra i paesi civili a non avere una moschea. Siamo di fronte ad un paradosso rispetto alla tutela di minoranze. Paradosso che e' tanto piu' evidente mentre decine di paesi musulmani sono alla caccia di un voto democratico. Forse Milano non si vuole confrontare con Dubai, con Abu Dabi, con l'Arabia Saudita,con gli Emirati, con la Tunisia, con il Marocco, con la Libia, e con i cittadini non clandestini che sceglieranno la citta' di Milano credendola cosmopolita?".

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/171615
 
Vecchio 20-08-2009, 11.25.59
Edric
 
Citazione:
Originalmente inviato da Alessandra
Vi devo dire la verità. A me sembrano tutti completamente pazzi.
Sia quelli col burkini sia quelli che si spaventano per il burkini.
Non sono d'accordo. Se una donna musulmana si sente più a suo agio con il burkini perchè mai non dovrebbe usarlo?
Si sentirebbe forse meglio senza quando questo vuole dire tradire per lei un precetto religioso? ... il che squalificherebbe la sua appartenenza identitaria? Si sentirebbero bene con sè stesse?

Poi ci possono essere anche donne musulmane che non sono strettamente osservanti e quindi non ne ravvedono l'esigenza. Meglio per loro, però rimane una scelta individuale.

Invece spaventarsi per un burkini mi sembra un pò ridicolo. Certo può succedere ad un bambino piccolo, che patisce qualsiasi tipo di mascheramento. In questo senso, la soluzione che hanno adottato gli inglesi è anche pragmatica.
Però spiegare alle nuove generazioni la diversità partendo da episodi reali è un'ottimo modo per affrontare il problema.
Inoltre, da laico convinto, penso che il valore della tolleranza si trasmette solo attraverso l'essere tolleranti.

Cmq sono convinto, imparando un pochino a conoscerti attraverso questo forum, che la tua sia stata solo una battuta
 
Vecchio 20-08-2009, 11.41.08
Samarilla
 
Si si...
comunque pensare che dio ci preferisca vestiti in un modo
piuttosto che in un altro è una follia.
 
Vecchio 20-08-2009, 12.58.09
taccaromiceto
 
Citazione:
Originalmente inviato da Edric
Non sono d'accordo. Se una donna musulmana si sente più a suo agio con il burkini perchè mai non dovrebbe usarlo?
Si sentirebbe forse meglio senza quando questo vuole dire tradire per lei un precetto religioso? ... il che squalificherebbe la sua appartenenza identitaria? Si sentirebbero bene con sè stesse?

Poi ci possono essere anche donne musulmane che non sono strettamente osservanti e quindi non ne ravvedono l'esigenza. Meglio per loro, però rimane una scelta individuale.


Quello che dovrebbe preoccupare un pò la gente,specie quella del buonismo a tutti i costi è:

Quante lo portano per sentirsi meglio?
Quante lo portano invece perchè costrette dal marito/padre/fratello ecc?

Mi rendo conto però che il caso è spinoso.
Se non interessa alle femministe di questo paese,sempre in prima linea SOLO se si parla di aborti e divorzi,diritti quindi da LORO acquisiti,non interessa neanche a me.

Se le donne musulmane hanno bisogno di aiuto per migliorare la propria condizione è ora che lo dicano chiaro e tondo.
A passare per razzista mi son rotto le balle.
 
Vecchio 20-08-2009, 14.29.46
Edric
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto

...
Se le donne musulmane hanno bisogno di aiuto per migliorare la propria condizione è ora che lo dicano chiaro e tondo.
A passare per razzista mi son rotto le balle.
Sinceramente, non ti considero razzista ed ho capito quello che intendevi dire anche quando recentemente abbiamo parlato di Afghanistan.

Tu però fammi un piacere - almeno a me - non darmi del buonista, non mi si addice, mi sta molto stretto come accezione.

Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
...
Quante lo portano per sentirsi meglio?
Quante lo portano invece perchè costrette dal marito/padre/fratello ecc?
...
Credo che codesti siano interrogativi che ci poniamo tutti. Però non possono essere che le dirette interessate a dircelo.
Quello che secondo me si può fare è difendere, sempre in base al principio della libera scelta, chi decide di fare una scelta individuale che viene osteggiata e boicottata, o peggio ancora, dalla propria comunità.
Ma la scelta, secondo me, non può che essere individuale, in questo caso e di più individui, cioè di popolo, nel caso ad esempio dell'Afghanistan.
Imporre qualcosa dall'esterno, quando non è il frutto di una presa di coscienza individuale o collettiva, vuol dire paradossalmente, per come la vedo io, inibire ancora di più la possibilità individuale o collettiva di poter scegliere.
Bisogna cioè tener conto che i cambiamenti avvengono nel tempo, e non sono così immediati e repentini come spesso vorremmo. Quello che, secondo me, dobbiamo garantire è la possibilità di poter operare delle scelte.
 
Vecchio 20-08-2009, 14.50.32
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da Edric
Bisogna cioè tener conto che i cambiamenti avvengono nel tempo, e non sono così immediati e repentini come spesso vorremmo. Quello che, secondo me, dobbiamo garantire è la possibilità di poter operare delle scelte.
Concordo.

ma nel frattempo si sta creando un "casus belli"





E nelle piscine del Sogese
spunta il "burkini" fai da te




"Abbiamo incaricato un'azienda di realizzare dei pantaloni di lycra da vendere assieme ai costumi con le maniche che esistono già"

Almeno fino ad ora sotto le Due Torri il "burkini" (burqa e bikini), il costume intero rispettoso del senso del pudore islamico non è un problema, anzi. In molte piscine infatti si cerca di venire incontro alle esigenze religiose con il "fai da te". La So.Ge.Se., società che gestisce alcune impianti dedicati al nuoto tra città e provincia, si è già trovata di fronte a richieste da parte di donne di fede islamica che vogliono nuotare e divertirsi rispettando i precetti del Corano.

«Diverse ragazze straniere - ha raccontato Monica Crovetti, responsabile relazioni esterne della So.Ge.Se. - hanno chiesto alle nostre piscine dei costumi da bagno che coprissero completamente braccia e gambe. Così abbiamo incaricato un´azienda di realizzare dei pantaloni di lycra da vendere assieme ai costumi con le maniche, modello quest´ultimo che avevamo già e che si trova in molti negozi di articoli sportivi». Basta poi coprire i capelli con una normale cuffia da nuoto e i dettami dell´Islam sul pudore femminile sono soddisfatti.

Nessuno, per ora, è entrato in piscina con il "burkini" vero e proprio portato da casa e quindi episodi come quello accaduto a Verona poche settimane fa - dove un gruppetto di mamme si sono lamentate perché i loro bambini si erano spaventati dopo aver visto una donna con il "burkini" - non si sono ancora verificati.

Comunque, assicura la Crovetti, non sarebbe certo vietato presentarsi negli impianti con un costume "fai da te", purché siano rispettate tutte le norme igieniche necessarie.

«Il vero problema non è il costume da bagno islamico - ha spiegato Crovetti - ma evitare che le persone entrino in acqua con gli stessi boxer con cui si sono sedute in autobus o per strada. Per quanto riguarda ulteriori esigenze dei nuotatori islamici - conclude la responsabile della So.Ge.Se. abbiamo ricevuto un paio di e-mail che chiedevano se fosse possibile riservare orari di nuoto libero alle sole donne. Ma con così poche richieste, non possiamo».

(20 agosto 2009)

http://espresso.repubblica.it/dettag...-da-te/2107254








Swimsuit for Muslim Women

Ultima modifica di Juliet : 20-08-2009 alle ore 15.05.52.
 
Vecchio 20-08-2009, 15.33.11
taccaromiceto
 
Citazione:
Originalmente inviato da Edric
Sinceramente, non ti considero razzista ed ho capito quello che intendevi dire anche quando recentemente abbiamo parlato di Afghanistan.

Tu però fammi un piacere - almeno a me - non darmi del buonista, non mi si addice, mi sta molto stretto come accezione.



Credo che codesti siano interrogativi che ci poniamo tutti. Però non possono essere che le dirette interessate a dircelo.
Quello che secondo me si può fare è difendere, sempre in base al principio della libera scelta, chi decide di fare una scelta individuale che viene osteggiata e boicottata, o peggio ancora, dalla propria comunità.
Ma la scelta, secondo me, non può che essere individuale, in questo caso e di più individui, cioè di popolo, nel caso ad esempio dell'Afghanistan.
Imporre qualcosa dall'esterno, quando non è il frutto di una presa di coscienza individuale o collettiva, vuol dire paradossalmente, per come la vedo io, inibire ancora di più la possibilità individuale o collettiva di poter scegliere.
Bisogna cioè tener conto che i cambiamenti avvengono nel tempo, e non sono così immediati e repentini come spesso vorremmo. Quello che, secondo me, dobbiamo garantire è la possibilità di poter operare delle scelte.
Sarebbe un grande passo avanti se le femministe di questo paese,facessero sapere alle donne musulmane che in caso di proteste stanno dalla loro parte, e che sono pronte ad affrontare delle vere e proprie battaglie,come nel 68,per difendere il diritto alla libertà della donna.

Questo ahimè,non accade.


E le richieste montano.

Ore di nuoto per sole donne?
Se era disciminatoria l'idea di riservare alle donne i vagoni della metropolitana,questa lo è altrettanto.
 
Vecchio 20-08-2009, 15.37.31
Edric
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
Sarebbe un grande passo avanti se le femministe di questo paese,facessero sapere alle donne musulmane che in caso di proteste stanno dalla loro parte, e che sono pronte ad affrontare delle vere e proprie battaglie,come nel 68,per difendere il diritto alla libertà della donna.

Questo ahimè,non accade.
Perdonami ma non ho capito. Che cosa centrano le femministe adesso? Non credi che sia un problema di tutti?
 
Vecchio 20-08-2009, 16.21.36
Juliet
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
Sarebbe un grande passo avanti se le femministe di questo paese,facessero sapere alle donne musulmane che in caso di proteste stanno dalla loro parte, e che sono pronte ad affrontare delle vere e proprie battaglie,come nel 68,per difendere il diritto alla libertà della donna.



Taccaromiceto, intendi forse dire che il costume integrale o Burkini
potrebbe essere lesivo della dignità femminile ?

Pensi forse che qualche femminista potrebbe sentirsi offesa da questo costume considerandolo scandaloso o offensivo per il suo mettere l'accento sulla diversità uomo/donna?

Mah, non credo.

Dalle immagini sembra una tuta da ginnastica..

acconciatura a parte .
 
Vecchio 20-08-2009, 16.58.21
Messia
 
Citazione:
Originalmente inviato da Samarilla
Si si...
comunque pensare che dio ci preferisca vestiti in un modo
piuttosto che in un altro è una follia.
Non puoi umanizzare Dio. Dio non preferisce, non si offende, non è una persona.
 
Vecchio 20-08-2009, 17.02.23
Messia
 
Citazione:
Originalmente inviato da Fanabba
Nelle chiese, quasi tutte, si entrava col velo, ora non più con tale intensità e frequenza di fenomeno.

In certe chiese, o santuari con tanto di buoni cerberi alle porte, non entri se non in modo acconcio; nelle altre quasi entri in mutande.
Infatti io ho detto "spesso".

Citazione:
Originalmente inviato da Fanabba
Noto un omissis nel tuo elenco: cosa succede nelle moschee o anche solo in prossimità di certi luoghi santi ?
Non lo so.

Citazione:
Originalmente inviato da Fanabba
Ah, un' ultima cosa: è razzismo la naturalissima istanza umana di avere accanto un corpo umano - non si richiede nudità o abbigliamento quasi inesistente - identificabile come tale e non un ghost dietro palandrana o tabarro ?
Mi pare di sì
 
Vecchio 20-08-2009, 17.13.49
Samarilla
 
Citazione:
Originalmente inviato da Messia
Non puoi umanizzare Dio. Dio non preferisce, non si offende, non è una persona.
Non direi
Le religioni di cui stiamo parlando umanizzano dio,
ne fanno un dio con tutte le caratteristiche umane,
compreso un moderato senso dell'umorismo.

E' un dio che si offende, preferisce, punisce se non viene accontentato e premia in caso contrario, più umano di così.

D'altra parte dalle menti umane escono cose umane
 
Vecchio 20-08-2009, 17.17.51
Fanabba
 
Citazione:
Originalmente inviato da Messia
Infatti io ho detto "spesso".
Non mi riferivo allo "spesso", bensì al fatto che oggi, eccezioni citate a parte, la chiesa tollera abbigliamenti che solo 30 anni fa sarebbero stati inaccettabili.

C' è stato un progressivo, anche se lento, adeguarsi ai mutamenti sociali.


Citazione:
Originalmente inviato da Fanabba
Ah, un' ultima cosa: è razzismo la naturalissima istanza umana di avere accanto un corpo umano - non si richiede nudità o abbigliamento quasi inesistente - identificabile come tale e non un ghost dietro palandrana o tabarro ?
Mi pare di sì
A me pare invece che il vedersi per come si è, sempre nei limiti della morale pubblica (?), sia segno di eguaglianza; porsi addosso indumenti o segni che rimarchino una differenza, che alcuni, i più fanatici, interpretano come distintivo di superiorità o purezza, sia razzismo.

Poi, nel campo dei mi pare ci si può aggirare secondo piacere.
 
Vecchio 20-08-2009, 18.02.18
Messia
 
Citazione:
Originalmente inviato da Samarilla

E' un dio che si offende, preferisce, punisce se non viene accontentato e premia in caso contrario, più umano di così.
Ma a livello didattico!! Non puoi pensare che se dici le bugie allora il Signore piange o diventa tutto rosso dalla rabbia. Dai...
 
Vecchio 20-08-2009, 18.14.45
taccaromiceto
 
Citazione:
Originalmente inviato da Juliet
Taccaromiceto, intendi forse dire che il costume integrale o Burkini
potrebbe essere lesivo della dignità femminile ?

Se la donna in questione ha deciso di metterlo non di sicuro,ma se è stata forzata dal marito (o ci vai così o stai a casa) è MOLTO lesivo della dignità di donna.

Se invece sono daccordo si possono calare in piscina anche con lo scafandro

A Edric

Ritengo che il movimento femminista dovrebbe interessarsi direttamente della condizione delle donne musulmane,almeno quelle in Italia.

Perchè?:

L'Islam e le donne: dove nasce il pregiudizio

La condizione della donna nell'Islam varia molto da nazione a nazione. In quegli Stati ove le leggi del Corano sono applicate più rigidamente, le donne vivono in minori condizioni di libertà rispetto all'uomo, e spesso sono poste su un gradino inferiore. Esse però non sempre avvertono come ingiustizia la diversità della loro condizione, ricevuta come abitudine culturale. Ma anche se l'avvertissero come ingiustizia, non sempre sono in grado con le proprie forze di modificare la propria situazione. Molte sono le libertà di cui sono private: dalla minore libertà di spostamento alla minore libertà d'espressione, di parola, di saluto; minore possibilità di avanzare negli studi o nella carriera e di rivestire cariche o ruoli di responsabilità in ambito civile o religioso; quasi nessuna possibilità di partecipare alla vita politica o di venire eletta; scarsa possibilità di decidere il proprio destino o quello dei propri figli; sottomissione all'uomo, da cui può venire ripudiata (e non viceversa); convivenza con altre mogli scelte dall'uomo; obbligo, in molti paesi, di coprire il proprio corpo e spesso anche il viso; imposizione, in molti paesi, dell'infibulazione e dell'escissione; frequenti gravidanze non scelte liberamente, ma imposte dal marito. Il Corano così recita: "Gli uomini sono in posizione superiore alle donne" (4,34). Nella Tradizione degli Hadith viene riportato che Maometto abbia detto: "Non ho visto nessuno più minorato di voi femmine nell'intelligenza e nella religione; un uomo serio può essere facilmente traviato da alcune di voi" e anche "Non è evidente che la testimonianza di due donne è uguale a quella di un uomo?". La donna è, insieme al cane e al maiale, uno degli esseri che corrompe la preghiera di un Musulmano, se passa alla distanza di un tiro di sasso vicino a lui (Abu Dauud, Salat 109). Aran Ibn Hussain narrò che Maometto disse: "Guardai nell'inferno, e vidi che le donne costituivano la maggior parte dei suoi abitanti". In altre fonti antiche si narra che Maometto abbia detto: "Quello che Dio accoglie in paradiso sposerà 72 mogli", che saranno sempre sensuali e disponibili per il piacere dell'eletto. Anas narrava che in paradiso al credente "verrà data la potenza di esercitare tanti e tanti rapporti sessuali". Nell'Islam è proibito che la donna possa adagiarsi sopra l'uomo, perché questo deve sempre mantenere la posizione dominante. Nelle udienze in tribunale la testimonianza femminile non ha peso, anche se viene fatta da quattro donne, ed anche i matrimoni non sono validi se non vi è un testimone maschile. In Cor 4,15 si aggiunge: "Se alcune delle vostre donne commettono turpitudini, portate quattro testimoni (maschi) a testimoniare contro di esse e se questi testimoniano sulla verità del fatto, rinchiudete le colpevoli in casa finché le colga la morte o Allah le salvi". Agli uomini dal comportamento malvagio viene invece data la possibilità del perdono se si pentono. Nelle eredità al maschio va lasciata "la parte di due femmine" (Cor 4,11-12). Sempre nel Corano, è scritto: "Se volete scambiare una moglie con un'altra e a una di esse avete già dato una gran quantità d'oro, non riprendetevi nulla… vi sono pure vietate le donne maritate, eccetto le schiave che possedete". Nell'Islam è permesso il ripudio della moglie, ma non quello della moglie verso il marito. All'uomo è inoltre concessa la poligamia, che è invece vietata alle donne. Nel Corano nessuna donna è menzionata col proprio nome (salvo Maria, madre di Gesù, di cui Maometto nel VII secolo conosceva l'esistenza). Sebbene questi dati siano insufficienti per avere un'idea documentata su cosa sia l'Islam, ed ogni giudizio è comunque inopportuno in quanto l'Islam appartiene alla cultura di un popolo, per il quale il tentativo di una regolamentazione sociale, presente nel Corano, rappresentò nell'antichità una forma di evoluzione rispetto ai costumi ereditati dal politeismo che lo precedeva, è facile comprendere come, taluni versi, possano essere soggetti ad interpretazioni anche estremiste. Che, di fatto, è ciò che in Afghanistan hanno fatto i talebani. (Fonte: Controvento)

Il volto nascosto
Il velo, con tutte le sue forme diffuse nel mondo musulmano (haïk nella tradizione algerina, chador in quella iraniana, burqa in quella del subcontinente indiano) non è stato introdotto dall'islam, ma ripreso dalla tradizione bizantina, per diventare il simbolo della condizione economica del padrone di casa che poteva tenere moglie e figlie a casa, proteggendo l'onore della famiglia. È soltanto nel corso del 1900 che il velo diventa centrale nella questione della condizione femminile nell'islam: nel 1923 Huda Shaarawi, la prima femminista egiziana, in un atto audace, si toglie il velo nella stazione ferroviaria del Cairo; nel 1936 Reza Khan, padre dell'ultimo shah di Persia, vieta il velo nel tentativo di modernizzare ed occidentalizzare il paese; nel 1947 il sultano Muhammad V invita sua figlia a togliersi il velo in pubblico. Negli anni della guerra di liberazione in Algeria le donne rivendicano l'uso del velo come affermazione della loro identità araba e musulmana. I movimenti integralisti vedono nel velo una questione di importanza ideologica e di ordine pubblico, garantito soltanto se le donne sono nascoste, invisibili e intoccabili e di questo le donne afgane sono diventate un tragico emblema.


Bisonga assolutamente impedire le discriminazioni,le femministe che tanto si battono per i diritti delle donne dovrebbero intervenire.
 
Vecchio 20-08-2009, 18.49.08
Roderigo
 
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
Bisonga assolutamente impedire le discriminazioni,le femministe che tanto si battono per i diritti delle donne dovrebbero intervenire.
http://www.metaforum.it/archivio/200...tml?t5961.html
 
Vecchio 20-08-2009, 18.59.56
Samarilla
 
Citazione:
Originalmente inviato da Messia
Ma a livello didattico!! Non puoi pensare che se dici le bugie allora il Signore piange o diventa tutto rosso dalla rabbia. Dai...
Oh cielo, io no di sicuro.

Ma quale didattica, se dico le bugie dio non diventa rosso ma si infastidisce e mi chiede di farmi perdonare, a meno che il sacramento della confessione non sia stato abolito.

Ma il discorso è lungo e credo di essere OT,
bonsoir...
 
Vecchio 20-08-2009, 19.50.16
taccaromiceto
 
Citazione:
Originalmente inviato da Roderigo
Bello,ma non vedo nessuna cosa concreta.

Magari sono io chemi aspettavo chissà he cosa
 
Vecchio 21-08-2009, 00.31.12
Roderigo
 
Non so cosa tu intenda per risposta concreta. Il femminismo è un movimento culturale ormai. Non qualcosa di paragonabile all'associazionismo, al sindacato, ai partiti. Io, che pure sono un "militante politico di sinistra" non ho occasioni di confronto con le "femministe". Figurati quanto possa essere improbabile che ce l'abbiano donne musulmane provenienti da altri paesi.

Poi credo che dal punto di vista femminista, la questione non possa essere circoscritta all'islam. Il problema non è il musulmano, ma il maschio, di qualunque nazione, cultura, religione. Basta dare una scorsa alle pagine di cronaca per vedere quanta violenza e prevaricazione esiste entro le nostre mura domestiche. O dare uno sguardo ai nostri stessi ambienti familiari e di vicinato. Ricordo due notizie a caso: quella del fidanzato che rapisce la sua ex per obbligarla a fare i lavori domestici, e quella del marito che obbliga la moglie a pulire i pavimenti in ginocchio. Roba italianissima e cattolicissima.

La tua stessa modalità di reazione (e non solo tua) rispetto al burkini è tipicamente maschile. Come lo è il provvedimento del sindaco. O come lo è, ancora più in grande, la questione del velo.

Da una parte c'è l'uomo musulmano che obbliga la donna a portare il velo (o il burkini).
Dall'altra c'è l'uomo cristiano o laico secolarizzato che obbliga la donna a non portare il velo (o il burkini).
Così la donna si ritrova tra l'incudine e il martello di due maschi obbliganti e dominanti che le dicono cosa deve fare o non fare.
Campo di battaglia, oggetto di contesa, tra due autoritarismi maschili contrapposti, in nome della religione o della laicità.

Credo che una femminista manderebbe a quel paese entrambi: la donna deve poter fare quello che vuole.
 
Vecchio 21-08-2009, 11.28.17
taccaromiceto
 
Scusami ma sta volta no npuoi tirarmi in mezzo.

Ho chiaramente detto che è puramente razzista l'ordinanza che vieta il burkini in piscina.

Questo non vuol dire però che io creda che tutte le donne con il burkini lo indossino di propria volontà.

E facevo appello alla sensibilità femminile per ottenere l'interessamento che da parte mia,potre sembrare,maschilismo al contrario,come da te detto.



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