Armeni, ''Non chiamatelo genocidio''
Il Center for Strategic and International Studies (Csis), un importante think thank con sede a Washington, ha invitato il presidente Usa Barack Obama a non usare la parola “genocidio” per definire la strage di armeni avvenuta nell’Impero ottomano alla fine dell’Ottocento e a cavallo della Prima guerra mondiale.
“Se Obama usa la parola genocidio – si legge in una lettera aperta pubblicata lunedì – la reazione della Turchia sarà dura e causerà una pesante frattura nelle relazioni” tra i due Paesi.
Tra i relatori del documento vi sono anche Zbigniew Brzezinski e Brent Scowcroft, rispettivamente ex consigliere del presidente Usa Jimmy Carter e di Gerald Ford, che hanno posto l’attenzione su una risoluzione relativa alla questione in attesa di approvazione al Congresso.
"Piuttosto che cercare di legiferare sulla storia", hanno dichiarato, gli Stati Uniti dovrebbero incoraggiare e sostenere il riavvicinamento che la Turchia e l’Armenia stanno tentando di compiere.
"E’ negli interessi degli Stati Uniti e sia della Armenia che della Turchia, che le differenze tra Yerevan e Ankara vengano superate e che siano poste delle solide fondamenta per avviare la cooperazione e le relazioni diplomatiche tra questi due Paesi", ha detto un altro dei firmatari, il membro del Congresso Robert Wexler.
La popolazione armena dell’odierna Turchia venne perseguitata alla fine dell’Ottocento dalle autorità ottomane. La persecuzione si intensificò tra il 1915 e il 1916, durante il primo conflitto mondiale. Stime accreditate parlano di almeno un milione di morti.
Il governo turco ha sempre respinto le accuse di genocidio e, fino a pochissimo tempo fa, ha proibito ogni riferimento alla questione. Oggi l’argomento non è più tabu, tanto che alcuni intellettuali hanno lanciato un appello che ha già raccolto centinaia di firme.
Anche le relazioni tra i due Paesi, dopo una lunga fase di gelo, hanno visto un miglioramento, sancito con una visita ufficiale del presidente turco Abdullah Gul nella capitale armena, compiuta lo scorso settembre.
[c.m.m.]
(fonte: Hurriyet)
Osservatorio Iraq, 1 aprile 2009
www.osservatorioiraq.it