L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2009

 
Vecchio 02-04-2009, 11.22.36
Roderigo
 
Armeni, ''Non chiamatelo genocidio''

Armeni, ''Non chiamatelo genocidio''





Il Center for Strategic and International Studies (Csis), un importante think thank con sede a Washington, ha invitato il presidente Usa Barack Obama a non usare la parola “genocidio” per definire la strage di armeni avvenuta nell’Impero ottomano alla fine dell’Ottocento e a cavallo della Prima guerra mondiale.

“Se Obama usa la parola genocidio – si legge in una lettera aperta pubblicata lunedì – la reazione della Turchia sarà dura e causerà una pesante frattura nelle relazioni” tra i due Paesi.

Tra i relatori del documento vi sono anche Zbigniew Brzezinski e Brent Scowcroft, rispettivamente ex consigliere del presidente Usa Jimmy Carter e di Gerald Ford, che hanno posto l’attenzione su una risoluzione relativa alla questione in attesa di approvazione al Congresso.

"Piuttosto che cercare di legiferare sulla storia", hanno dichiarato, gli Stati Uniti dovrebbero incoraggiare e sostenere il riavvicinamento che la Turchia e l’Armenia stanno tentando di compiere.

"E’ negli interessi degli Stati Uniti e sia della Armenia che della Turchia, che le differenze tra Yerevan e Ankara vengano superate e che siano poste delle solide fondamenta per avviare la cooperazione e le relazioni diplomatiche tra questi due Paesi", ha detto un altro dei firmatari, il membro del Congresso Robert Wexler.

La popolazione armena dell’odierna Turchia venne perseguitata alla fine dell’Ottocento dalle autorità ottomane. La persecuzione si intensificò tra il 1915 e il 1916, durante il primo conflitto mondiale. Stime accreditate parlano di almeno un milione di morti.

Il governo turco ha sempre respinto le accuse di genocidio e, fino a pochissimo tempo fa, ha proibito ogni riferimento alla questione. Oggi l’argomento non è più tabu, tanto che alcuni intellettuali hanno lanciato un appello che ha già raccolto centinaia di firme.

Anche le relazioni tra i due Paesi, dopo una lunga fase di gelo, hanno visto un miglioramento, sancito con una visita ufficiale del presidente turco Abdullah Gul nella capitale armena, compiuta lo scorso settembre.


[c.m.m.]
(fonte: Hurriyet)


Osservatorio Iraq, 1 aprile 2009
www.osservatorioiraq.it
 
Vecchio 02-04-2009, 11.39.54
Samarilla
 
Si è giusto.
Armeni e turchi ci stanno provando, meglio non interferire.
( ma quanti anni avrà Zbigniew Brzezinski ? E' eterno...)
 
Vecchio 02-04-2009, 11.50.28
Peccato Capitale
 
I tedeschi quindi non dovevano ammettere il Genocidio?
Mi pare che siano in pace e in affari (oggi) con Israele e l'Europa.
Il Vaticano i suoi errori e le sue scuse?

Oppure i Turchi sono troppo bellicosi/permalosi/partner militari importanti, per permettergli di fare mea culpa?
 
Vecchio 02-04-2009, 11.52.31
Samarilla
 
Citazione:
Originalmente inviato da Peccato Capitale
I tedeschi quindi non dovevano ammettere il Genocidio?
Mi pare che siano in pace e in affari (oggi) con Israele e l'Europa.
Il Vaticano i suoi errori e le sue scuse?

Oppure i Turchi sono troppo bellicosi/permalosi/partner militari importanti, per permettergli di fare mea culpa?
Non dico questo
( anzi in generale la penso come te)
ma siccome il presente ha la sua importanza
io li lascerei fare
e maturare da soli
il loro percorso
 
Vecchio 02-04-2009, 11.56.42
Peccato Capitale
 
Citazione:
Originalmente inviato da Samarilla
Non dico questo
( anzi in generale la penso come te)
ma siccome il presente ha la sua importanza
io li lascerei fare
e maturare da soli
il loro percorso
Concordo sul presente e sulla praticità di concludere una sorta di ''pace''.
Temo rimanga sotteraneo il malcontento armeno sul disconoscimento delle loro sofferenze (protrattosi ben oltre il 1920)
 
Vecchio 02-04-2009, 13.27.13
adry57
 
Negazionismi possibili. Obama non riconoscerà il genocidio armeno


Barack Obama non userà la parola "genocidio" nel tradizionale discorso il 24 aprile per ricordare i massacri della popolazione armena del 1915. A scriverlo è il Los Angeles Times, uno dei più autorevoli quotidiano americani, che in un articolo a firma di Paul Richter, scrive che gli Stati Uniti in questo momento potrebbero avere molti problemi con Ankara se veramente Obama usasse la parola "genocidio" nel suo discorso.
E così il 24 aprile s'avvicina e il presidente si trova stretto fra due fuochi. La Diaspora armena, discendente della gente massacrata si augura che almeno Obama mantenga quello che Clinton e Bush avevano promesso a più riprese e che hanno sempre astutamente evitato: l'utilizzo della parola "genocidio" nel loro speech, che equivarrebbe a un riconoscimento ufficiale da parte degli Stai Uniti d'America e che comporterebbe una crisi senza precedenti con la Turchia.
Le versioni turca e armena su che cosa è successo sono così diverse da essere inconciliabili. L'Armenia parla di un milione 1,5 milioni di morti, deportati e uccisi in modo predeterminato e in mezzo alle più atroci sofferenze. Un massacro che Erevan e parte della comunità internazionale vorrebbe vedere riconosciuto come "genocidio". Ankara si rifiuta e contrappone la sua versione dei fatti, dicendo che non si trattò di una deportazione ma di una "relocation" e che le vittime furono al massimo 300mila, uccise non in modo premeditato, ma in seguito a iniziative personali da parte di alcuni soldati (spesso curdi) ed epidemie. A questo Ankara aggiunge che ci furono migliaia di turchi sterminati dalle truppe russe che entrarono nel territorio ottomano dalla parte di Kars.
Un dibattito che va avanti a quasi cent'anni, ma che negli ultimi tempi ha fatto intravedere anche raggi di speranza. Le relazioni fra Turchia e Armenia infatti negli ultimi tempo sono progressivamente migliorate, anche grazie alle prospettive che derivano dalle future rotte dell'energia che attraverseranno il Caucaso e che dalle quali l'Armenia non vuole rimanere fuori. La Turchia sta mediando in modo determinante per ricomporre la frattura fra Armenia e Azerbaigian, i cui rapporti sono tesi per la questione del Nagorno Karabakh, regione in territorio azero a maggioranza armena di fatto occupata militarmente da Erevan.
Una parola usata da Obama potrebbe bloccare questi processi, vitali per la pacificazione del Caucaso. L'eventualità preoccupa seriamente il ministero degli esteri turco, Ali Babacan, che proprio questa settimana si è detto preoccupato per l'eventualità, concreta secondo lui che Obama possa veramente utilizzare il termine genocidio. Ma a preoccupare di più Richter sono le ripercussioni sulla politica mediorientale. Ankara ha infatti ricoperto un ruolo centrale nella ricomposizione dell'ultima crisi sulla striscia di Gaza e prima ancora nella mediazione fra Siria e Israele per la cessione delle alture del Golan. Un alleato prezioso che non converrebbe proprio tirarsi contro. C'è poi la questione, annosa, della situazione esplosiva sul confine nord iracheno, dove le frange del Pkk provano rifugio e dove l'esercito turco ha sconfinato più volte, sotto forma di operazioni chirurgiche volte a indebolire la guerriglia separatista.

Il presidente degli Stati Uniti sarà a Istanbul il prossimo 6 aprile, dopo la visita del Segretario di Stato Clinton. Parlerà con il presidente della Repubblica turca Gul e con il ministro degli esteri Babacan. Proprio il capo della diplomazia turca settimana scorsa, in un'intervista alla Ntv aveva confessato di temere che Obama avrebbe scelto di mantenere fede ai suoi impegni presi con la Diaspora armena durante la campagna elettorale. Da parte sua il neopresidente deve tenere in considerazione il fatto che il riconoscimento del genocidio armeno è un punto su cui lo stesso vicepresidente Joe Biden e l'attuale Segretario di Stato americano Hillary Rodham Clinton hanno lanciato precisi messaggi, giunti quanto mai graditi alla Diaspora Armena, potentissima negli States.

(Fonte: Apcom del 17 marzo 2009)
 
Vecchio 20-04-2009, 18.47.59
ni3mi
 
Non me ne importa niente della Turchia, e neanche dell'Armenia.
Se Germania e Israele si mettessero d'accordo per non riconoscere la Shoah come genocidio, non per questo cesserebbe di essere un genocidio.
Spetta agli storici stabilire cosa è successo nel 1915 in Turchia, la diplomazia non si intrometta.



Powered by vBulletin versione 3.8.4
Copyright ©2000 - 2009, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2009