L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2009


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Vecchio 12-07-2009, 03.08.47
Roderigo
 
Sciopero dei blogger contro il decreto Alfano

Il 14 luglio sciopero dei blogger italiani
contro il decreto Alfano



di Anna Masera


Contro il decreto Alfano, il 14 luglio, per la prima volta nella storia della Rete, i blog osserveranno una giornata di silenzio. «Una protesta della Rete italiana contro un provvedimento che avrà l’effetto di disincentivare l’uso dei blog e delle libere piattaforme di condivisione dei contenuti» dice una nota dei promotori dell’iniziativa: i blogger Enzo Di Frenna, Alessandro Gilioli e Guido Scorza, docente di diritto informatico; a cui ha subito aderito fra gli altri anche l'associazione AltroConsumo.

Al posto dei consueti post, i blog italiani pubblicheranno solo un banner di protesta contro il provvedimento, «in particolare contro quella parte che soffoca la libertà della Rete con il pretesto dell’obbligo di rettifica».

«I blogger - dice la nota - sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c’è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i ’citizen journalist’. Chiediamo ai blog e ai siti italiani - conclude - di fare una giornata di silenzio, con un logo che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. È un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: ’Non vogliamo farci imbavagliare'».

«14 luglio: lottare, lottare, lottare. Non pensavo un tale risultato. Lo sciopero dei blogger, la giornata di rumoroso silenzio della Rete, la manifestazione in piazza Navona: il 14 luglio 2009. Una data storica» ci scrive Di Frenna.

«Per la prima volta i blogger scioperano in una democrazia europea, contro un governo e un disegno di legge che imbavaglia l'informazione e la Rete. Un segnale forte che Internet esiste e non puo' essere legiferata e imbavagliata»

Per chi può esserci fisicamente, l'appuntamento è martedi' 14 luglio, a piazza Navona, ore 19, con un bavaglio di stoffa (pezzo di lenzuolo, foulard, ecc) per protestare in silenzio.


10 luglio 2009
www.lastampa.it
 
Vecchio 12-07-2009, 17.17.37
Juliet
 
Libertà di informazione in rete
08-07-2009



Altroconsumo appoggia la giornata di "rumoroso silenzio", promossa dai blogger per il prossimo 14 luglio, contro le norme lesive della libertà di informazione in rete contenute nel disegno di legge Alfano
.




Nella nostra campagna "Diritto di Rete" ci siamo già occupati di contrastare le varie proposte di legge che rischiavano di mettere un bavaglio inaccettabile a internet, formidabile strumento di diffusione, di libera condivisione dell'informazione e di partecipazione democratica.
Ricordiamo come il tanto discusso emendamento D'Alia, che avrebbe comportato gravi limitazioni alla libertà d'informazione nel nostro Paese, sia stato spazzato via grazie a una grande mobilitazione del popolo della rete e come anche Altroconsumo abbia fatto la sua parte mettendone in evidenza l'assurdità . Proprio in occasione del nostro convegno dello scorso 23 aprile, infatti, autorevoli esponenti della maggioranza avevano preannunciato l'intenzione di rivedere alla Camera il testo presentato al Senato, come poi è puntualmente avvenuto.

Ora la libertà di informazione in rete corre di nuovo grossi e imminenti rischi a causa della cosiddetta disciplina sulle rettifiche, applicabile anche ai blog, contenuta al comma 28 dell'art. 1 del disegno di legge Alfano, già approvato alla Camera e all'esame del Senato, la cui infelice formulazione rischierebbe di assoggettare il responsabile di qualsiasi "sito informatico" allo stesso obbligo di rettifica che la legge sulla stampa pone a carico del direttore responsabile delle testate giornalistiche. Il mancato adempimento dell'obbligo di rettifica entro 48 ore comporterebbe per il responsabile del sito la condanna a una multa fino a 25 milioni di vecchie lire.

È evidente che non si può pretendere da chi fa informazione online in modo non professionistico l'adempimento di un obbligo tanto stringente. Ci sono difficoltà di ordine tecnico, organizzativo ed economico che ostacolano al puntuale adempimento di un simile obbligo. L'effetto prevedibile del disegno di legge, se approvato, sarà pertanto quello di indurre i responsabili di "siti informatici" (blog ma anche social network come Facebook, Twitter…) a non pubblicare più o pubblicare molto meno.

Sia chiaro, Altroconsumo non dimentica che insieme alla tutela sacrosanta della libertà di informazione in rete occorre promuovere parallelamente una cultura della responsabilità di quanto si afferma o sostiene. Accanto ai diritti, anche su internet debbono esserci i doveri. È giusto e corretto che i blogger, o i cittadini e consumatori che postano le loro idee e i loro pensieri nei social network rispondano - nei limiti in cui sono personalmente responsabili - delle conseguenze connesse alla manifestazione del loro pensiero. Tuttavia, occorre ricordare che già oggi sono del tutto responsabili, in termini penali, per eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è quindi alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili, con il rischio di porre definitivamente un bavaglio alla rete.

Diritto di rete: Altroconsumo per i cittadini digitali

http://www.altroconsumo.it/in-rete/l...te-s248963.htm




E proprio di bavaglio si tratta .

Oltretutto, mi chiedo come si possa attuare questo "obbligo di rettifica" ..



altri link:
http://www.altroconsumo.it/accesso-a...ia-s242113.htm
http://www.altroconsumo.it/dirittodirete/
http://www.altroconsumo.it/accesso-a...te-s231963.htm
 
Vecchio 13-07-2009, 10.50.58
Roderigo
 
Diritto alla rete




http://dirittoallarete.ning.com/
 
Vecchio 13-07-2009, 11.45.33
Juliet
 
14 luglio; blog in sciopero


Una giornata di "rumoroso silenzio" contro gli articoli "ammazza Internet" contenuti nel Decreto Alfano. Lanciata da blogger, giuristi , giornalisti. E nata sul nostro sito

Sono già centinaia di blog e i siti italiani che hanno aderito alla giornata di "rumoroso silenzio" della Rete indetta per il 14 luglio prossimo contro le norme del Decreto Alfano (quello sulle intercettazioni) che vanno a colpire anche il Web. L'iniziativa, organizzata dal docente Guido Scorza, dal giornalista-blogger Enzo Di Frenna e partita dal nostro blog Piovonorane, nasce dal fatto che nella proposta Alfano è previsto anche un "obbligo di rettifica" per i blog: un apparente richiamo alla responsabilità on line che in realtà, per il modo in cui viene imposto e sanzionato, diventa una disincentivazione molto forte alla produzione dei contenuti on line, con l'effetto di ridurre gli spazi di libertà in Rete.

«Gli ultimi mesi», scrivono gli organizzatori della protesta, « sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell?informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.

Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.

Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.


I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano. La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell?uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia. Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog».

Attorno all'iniziativa è nato un sito, chiamato Diritto alla Rete, a cui si può aderire registrandosi, inviando commenti, foto e video.

Qui il video in cui il professor Guido Scorza spiega le ragioni della protesta.

Qui una spiegazione sugli effetti della legge.

Alla protesta hanno già deciso di partecipare moltissimi blog, dai più noti ai meno conosciuti. Tra gli altri, quelli di Vittorio Zambardino, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Alessandro Robecchi, Mario Adinolfi, Giuseppe Granieri, Claudio Sabelli Fioretti, Sergio Ferrentino e Antonio Di Pietro Chi vuole aderire o comunque contribuire al dibattito, può farlo sul sito di Diritto alla Rete

(06 luglio 2009)
http://espresso.repubblica.it/dettag...03672&ref=hpsp



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