Il Guardian:
«L'Italia potrebbe essere espulsa dal G8»
«I preparativi per il summit del g8 nella città montana de l'Aquila sono stati così caotici che sta crescendo la pressione degli altri stati membri per far sì che l'italia venga espulsa dal gruppo». Lo scrive il quotidiano britannico Guardian, citando funzionari dei paesi occidentali.
Il giornale sottolinea che nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno preso il controllo dei preparativi, organizzando conference call tra i funzionari (le cosiddette 'sherpa calls') nel disperato tentativo di dare un obiettivo al meeting, che non ha iniziative sostanziali in agenda.
«Che un altro paese organizzi le sherpa calls è semplicemente senza precedenti - scrive il Guardian citando un funzionario di un paese del g8 - gli italiani sono stati semplicemente disastrosi. Non ci sono stati preparativi. Il g8 è un club, e i club impongono obblighi ai propri membri. L'italia non li ha rispettati».
Secondo il quotidiano le voci sono così arrivate a suggerire che l'italia possa essere espulsa dal G8 e da ogni altro gruppo analogo e che il suo posto possa essere preso dalla Spagna (che ha un prodotto nazionale pro capite più alto e destina ad aiuti un percentuale maggiore del pil).
«I preparativi italiani per il summit sono stati caotici dall'inizio alla fine - rincara la dose richard gowan, analista del centro di cooperazione internazionale dell'università di New York - gli italiani hanno cominciato a dire già da gennaio che non avevano una visione del summit e che erano pronti a prendere istruzioni dagli americani, nel caso in cui l'amministrazione obama avesse avuto qualche idea». I critici, aggiunge il Guardian, sottolineano che il governo Berlusconi ha cercato di compensare la mancanza di sostanza allargando la lista degli invitati, che prevede tra 39 e 44 capi di stato presenti a l'Aquila.
«Gli italiani non hanno idee - aggiunge Gowan - e hanno deciso che la cosa migliore da fare è spalmare l'agenda in modo così sottile da nascondere il fatto che in realtà non hanno un'agenda». Tra le critiche al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, il guardian cita quella di aver concesso soltanto il 3% degli aiuti allo sviluppo promessi quattro anni fa e di aver programmato un taglio di oltre il 50% del budget italiano per gli aiuti esteri.
L'Italia non ne esce bene (( Grazie Italiani che avete votato SB.
catluc
07-07-2009, 14.40.08
blasel
L'articolo citato, secondo me, e' preparatorio, ma non alla sostituzione (immediata) con la Spagna, come qualcun altro ha ventilato, bensi preparatorio (una minaccia a chi deve intendere?) a dei possibili cambiamenti, da me e molti altri, auspicati.
blasel
07-07-2009, 15.00.36
Juliet
Citazione:
Originalmente inviato da Roderigo
Il Guardian:
«L'Italia potrebbe essere espulsa dal G8»
L'articolo del l Guardian di cui sopra dice anche che:
1.) crescono all'interno del G8 le richieste di espellere l'Italia dal summit, causa la sua caotica disorganizzazione e il non matenimento di impegni.
2.) In queste ultime settimane prima del summit, in assenza di qualsiasi sostanziale iniziativa in agenda, gli US hanno preso il controllo della situazione del summit, quindi Washington ha organizzato degli "sherpa calls" (sono conference calls fra i seniors) nel tentativo di dare scopi al meeting.
3.) Silvio Berlusconi è molto criticato per non avere rispettato le promesse e per i suoi meeting con giovani donne e per avere tenuto un summit in una regione sismica dopo un terremoto devastante,quale fosse un gesto di solidarietà con la popolazione locale.
4.) Le critiche fanno notare che il governo del Berlusconi italiano ha cercato di supplire alla "mancanza di sostanza dell'organizzazione" aumentando la lista degli ospiti. Si stima che il numero di persone per stato che andrà in Italia vada dalle 39 alle 44. etc.. etc..
Monday 6 July 2009 19.30
Preparations for Wednesday's G8 summit in the Italian mountain town of L'Aquila have been so chaotic there is growing pressure from other member states to have Italy expelled from the group, according to senior western officials.
In the last few weeks before the summit, and in the absence of any substantive initiatives on the agenda, the US has taken control. Washington has organised "sherpa calls" (conference calls among senior officials) in a last-ditch bid to inject purpose into the meeting.
"For another country to organise the sherpa calls is just unprecedented. It's a nuclear option," said one senior G8 member state official. "The Italians have been just awful. There have been no processes and no planning."
"The G8 is a club, and clubs have membership dues. Italy has not been paying them," said a European official involved in the summit preparations.
The behind-the-scenes grumbling has gone as far as suggestions that Italy could be pushed out of the G8 or any successor group. One possibility being floated in European capitals is that Spain, which has higher per capita national income and gives a greater percentage of GDP in aid, would take Italy's place.
The Italian foreign ministry did not reply yesterday to a request to comment on the criticisms.
"The Italian preparations for the summit have been chaotic from start to finish," said Richard Gowan, an analyst at the Centre for International Co-operation at New York University.
"The Italians were saying as long ago as January this year that they did not have a vision of the summit, and if the Obama administration had any ideas they would take instruction from the Americans."
The US-led talks led to agreement on a food security initiative a few days before the L'Aquila meeting, the overall size of which is still being negotiated. Gordon Brown has said Britain would contribute £1.1bn to the scheme, designed to support farmers in developing countries.
However, officials who have seen the rest of the draft joint statement say there is very little new in it. Critics say Italy's Berlusconi government has made up for the lack of substance by increasing the size of the guest list. Estimates of the numbers of heads of state coming to L'Aquila range from 39 to 44.
"This is a gigantic fudge," Gowan said. "The Italians have no ideas and have decided that best thing to do is to spread the agenda extremely thinly to obscure the fact that didn't really have an agenda."
Silvio Berlusconi has come in for harsh criticism for delivering only 3% of development aid promises made four years ago, and for planning cuts of more than 50% in Italy's overseas aid budget.
Meanwhile, media coverage in the run-up to the meeting has been dominated by Berlusconi's parties with young women, and then the wisdom of holding a summit in a region experiencing seismic aftershocks three months after a devastating earthquake as a gesture of solidarity with the local population.
The heavy criticism of Italy comes at a time when the future of the G8 as a forum for addressing the world's problems is very much in question. At the beginning of the year the G20 group, which included emerging economies, was seen as a possible replacement, but the G20 London summit in April convinced US officials it was too unwieldy a vehicle.
The most likely replacement for the G8 is likely to be between 13- and 16-strong, including rising powers such as China, India, Brazil, Mexico and South Africa, which currently attend meetings as the "outreach five" But any transition would be painful as countries jostle for a seat. Italy's removal is seen in a possibility but Spanish membership in its place is unlikely. The US and the emerging economies believe the existing group is too Euro-centric already, and would prefer consolidated EU representation. That is seen as unlikely. No European state wants to give up their place at the table.
A me pare una bufala.
Il PIL della Spagna è molto lontano dal raggiungere quello dell'Italia, non vedo come si possa ipotizzare una sostituzione. Il PIL pro capite non conta, se no dovrebbe far parte del G8 il Liechtenstein.
Il che per altro non esclude che l'organizzazione italiana lasci effettivamente a desiderare.
ni3mi
07-07-2009, 16.50.32
Roderigo
Dalla graduatoria mondiale, anche il Canada risulta avere un PIL inferiore all'Italia e pure alla Spagna.
L'India non fa parte del G8, eppure è quarta.
Idem, la Cina, seconda.
Roderigo
07-07-2009, 17.24.03
ni3mi
Allora è a favore di Cina e India che l'Italia dovrebbe essere espulsa dal G8.
Oppure si può pensare a un allargamento.
La Spagna è in ogni caso un bel po' dietro di noi.
ni3mi
07-07-2009, 18.06.12
fantasma76
Lo ho scritto altrove, i più ottimisti danno all'Italia una credibilità del 3%, è quello che si ottiene a dire bugie agli stranieri.
Comunque il G8 è la riunione dei 7 paesi più ricchi secondo le stime del PIL + la Russia.
Quindi se continuiamo a seguire quella logica dovrebbe uscire il Canada, e dovrebbero invece entrare la Cina, invece la Spagna ci precede per un soffio, e già ci ha superato come PIL procapite, se continua cosi gli toccherebbe un posto pure a lei, sempre che non ci siano sorprese con India e Brasile.
Comunque sono più propense all'allargamento al G20, o al ritorno al G4.
fantasma76
07-07-2009, 18.13.29
ni3mi
Citazione:
Originalmente inviato da fantasma76
Lo ho scritto altrove, i più ottimisti danno all'Italia una credibilità del 3%, è quello che si ottiene a dire bugie agli stranieri.
Comunque il G8 è la riunione dei 7 paesi più ricchi secondo le stime del PIL + la Russia.
Quindi se continuiamo a seguire quella logica dovrebbe uscire il Canada, e dovrebbero invece entrare la Cina, invece la Spagna ci precede per un soffio, e già ci ha superato come PIL procapite, se continua cosi gli toccherebbe un posto pure a lei, sempre che non ci siano sorprese con India e Brasile.
Comunque sono più propense all'allargamento al G20, o al ritorno al G4.
La Spagna non ci precede, nè per poco nè per tanto. Siamo nettamente sopra noi come PIL totale. Il PIL pro capite non ha importanza.
ni3mi
07-07-2009, 18.29.59
Orchidea Selvaggia
Quella del G... è una logica obsoleta, inventata in piena guerra fredda tra i paesi occidentali per gestire il dopo seconda guerra, dopo aver esaurito gli effetti del Piano Marshall. E' un organismo che secondo me non ha molto senso che continui ad esistere così com'è, soprattutto per il motivo che la Cina non ne fa parte, la Russia ci partecipa da poco ed ha un peso relativo, ma soprattutto non ne fanno parte importanti paesi non allineati come il Brasile.
Il parametro non può essere il PIL o il PIL-procapite, ma la capacità di uno stato di rappresentare larghe fette di popolazione e di economia anche potenziale, come l'Africa o i paesi dell'est Europa oltre alla Russia. Per non parlare poi dell'India o dell'Arabia Saudita.
Insomma, ci vorrebbe un organismo che sia rappresentante di tutto il caleidoscopio economico mondiale, non solo di una piccola parte che può avere il solo interesse ad incrementare la propria fetta di ricchezza.
Solo in questo modo si può avere 'il polso' effettivo dell'economia mondiale, secondo me.
L'Italia in una cosa del genere non c'azzecca niente, l'Europa dovrebbe essere rappresentata quale entità unica, visto che abbiamo da tempo il Mercato Comune e la Moneta Unica.
Orchidea Selvaggia
07-07-2009, 19.07.29
random
Citazione:
Originalmente inviato da catluc
L'Italia non ne esce bene (( Grazie Italiani che avete votato SB.
Sù, sù; non fasciamoci la testa prima del tempo. E poi, dai, un po’ di sano ottimismo, anzi di… berluscottimismo, cribbio!
Pensa positivo: se ai “grandi” vien voglia di gnocca, ci facciamo un figurone!!!!
random
07-07-2009, 20.24.48
aria
Credo che questo Paese continui a rappresentare il peggio di sè: con la propria politica economica e gli sprovvedimenti per la crisi, con una politica raffazzonata, un programma culturale e scolastica che ci mette in fondo alla fila, tra i Paesi europei....
Dulcis in fondo, una macchietta come Premier, un Toto'.
Con l'aggravante di non essere nemmeno simpatico come il Principe, solo casinaro e basta...
Casinaro e pericoloso, e con un sacco di problemi irrisolti con la giustizia...
Ma credo che la preoccupazione maggiore non sia tanto per lui (i politici vanno e vengono e questo sta' cantando il demi-demi grazie piu' all'intransigenza estera che a quella di casa nostra), ma per tutto un Paese che non solo lo ha eletto, ma ancora oggi, lo sopporta e non riesce a fermarlo.
Le stesse parole dette dal Vaticano contro di lui, avrebbero dovuto levarsi dalla sinistra senz'altro e pure dal centro. La questione morale non ha a mio avviso colore politico.
Tutto dimostra un Paese inaffidabile, razzista, incivile e non se ne vede la fine...
Io comincio a scocciarmi di questa immagine che corrisponde in parte alla realta'. So che esiste una parte sana, volenterosa e capace. Non sto' pararlando solo di sinistra ma di ampi strati sociali e politici che potrebbero lavorare seriamente per il bene e lo sviluppo del Paese.
aria
08-07-2009, 01.55.22
Roderigo
Citazione:
Originalmente inviato da ni3mi
Allora è a favore di Cina e India che l'Italia dovrebbe essere espulsa dal G8.
Oppure si può pensare a un allargamento.
La Spagna è in ogni caso un bel po' dietro di noi.
Dipende qual'è il criterio di ammissione.
Probabilmente, il PIL è uno dei criteri, ma contano anche la valutazione dell'influenza politica e dell'importanza militare.
Roderigo
08-07-2009, 09.04.23
Padania
Citazione:
Originalmente inviato da Roderigo
Dipende qual'è il criterio di ammissione.
Probabilmente, il PIL è uno dei criteri, ma contano anche la valutazione dell'influenza politica e dell'importanza militare.
Non solo, ma anche il reddito pro capite potrebbe essere uno dei criteri per assegnare un posto ai vari G.
Considerando che sono dati relativi all'anno 2007 e con l'attuale crisi l'Itaglia ha perso 10 anni di crescita economica e quindi è ritornata al reddito pro capite che c'era nel 2000.
Quindi per forza di cose quest'anno la Spagna ha superato l'Ita(g)lia.
Vorrei aggiungere che non troverei nulla di tragico nell'eventualità che esca dal G8.
Anzi forse sarebbe un vantaggio ai fini dell'Indipendenza della Padania in quanto non ci sarebbero più riflettori puntati su Roma (Ladrona) e di conseguenza potremmo agire più liberamente per conseguire il nostro obiettivo primario.
Padania
08-07-2009, 09.14.18
fantasma76
E' probabile che prima o poi in vece del PIL useranno il FIL felicità interna lorda, allora la comanderanno i paesi più felici, e saremo tutti felici.
fantasma76
08-07-2009, 09.20.45
Juliet
Citazione:
Originalmente inviato da Roderigo
Il Guardian:
«L'Italia potrebbe essere espulsa dal G8»
«I preparativi per il summit del g8 nella città montana de l'Aquila sono stati così caotici che sta crescendo la pressione degli altri stati membri per far sì che l'italia venga espulsa dal gruppo». Lo scrive il quotidiano britannico Guardian, citando funzionari dei paesi occidentali.
da Repubblica ecco l' articolo con la risposta di Berlusconi al Guardian .. il giornale conferma insieme a Sunday Times, Financial Times, Wall Street Journal etc..
Critiche a non finire a Berlusconi sui giornali di tutto il mondo..
Il Guardian: "Agenda inesistente gli Usa hanno fatto tutto il lavoro
La Spagna sarebbe un miglior membro". Frattini: "Una buffonata"
"Italia fuori dal G8, vertice caos"
Berlusconi: "Una grande cantonata"
La Farnesina: "Confusione con il G20". La direzione del quotidiano: "Confermiamo tutto"
Il "Financial Times": Kofi Annan ha scritto a Berlusconi, furioso per i mancati aiuti per l'Africa
dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - Un summit che sta "discendendo nel caos", su cui è meglio avere "basse aspettative" e che potrebbe addirittura produrre, oltre al rischio di nuove "gaffe di Berlusconi" e controversie sulla sua vita privata, proposte per "espellere l'Italia dal G8" e sostituirla con la Spagna. Sono le indiscrezioni raccolte dalla stampa estera tra le delegazioni degli altri paesi invitati al vertice che si apre domani all'Aquila e i commenti e le previsioni che alcuni dei più autorevoli giornali del mondo, dal Financial Times al Wall Street Journal, fanno sull'appuntamento internazionale che richiama i grandi della terra, e le luci dei riflettori, sul nostro paese.
"Crescono le pressioni all'interno del G8 per espellere l'Italia, mentre i preparativi per il summit scendono nel caos", è il titolo del Guardian di Londra. Nell'assenza di qualsiasi iniziativa sostanziale da parte italiana per organizzare l'agenda del vertice, scrive il quotidiano della capitale britannica, "gli Stati Uniti hanno assunto il controllo", con un giro di conferenze telefoniche effettuate dai loro "sherpa", come si chiamano in gergo gli alti funzionari che pianificano i temi e le iniziative del G8, per "iniettare all'ultimo momento qualche significato" nell'incontro dell'Aquila. "Che sia un altro paese a organizzare le telefonate degli sherpa è un fatto senza precedenti", dice al Guardian un alto esponente della delegazione di un paese del G8. "Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non c'è stata organizzazione e non c'è stata pianificazione".
La reazione del governo.
"Una grande cantonata di un piccolo giornale" dirà Silvio Berlusconi ma fin dalla mattina immediata e durissima era stata la reazione del governo. "Spero che esca il Guardian dai grandi giornali del mondo", ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini da Bucarest. Il ministro ha poi definito una "buffonata" la notizia che gli Usa abbiano dovuto prendere in mano l'organizzazione del summit con una videoconferenza tra gli sherpa. Fonti della Farnesina sottolineano che sulla notizia c'è "un evidente fraintendimento" perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c'è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh. Più tardi, il ministro si sfoga su Twitter: "Che topica il Guardian! Scambia l'italia per l'Uk. Dice che gli Usa hanno preso in mano l'organizzazione del G8 dirigendo una conference call e non si accorge che si trattava invece del G20... Un caso di friendly fire (fuoco amico, ndr). Se fossero così onesti dal riconoscerlo...". Un portavoce della Farnesina precisa poi un altro punto dell'articolo, e cioè che "L'iniziativa food è un'iniziativa del nostro Paese, non degli Usa, come dimostra il policy paper che l'Italia aveva fatto circolare nel 2008 fra i partner G8".
"Una sciocchezza", commenta secco il ministro della Difesa La Russa. "Basta non comprare il quotidiano inglese. Io non leggo i giornali stranieri, né le notizie riprese dai giornali stranieri".
La replica dei quotidiani.
Da parte sua, il quotidiano inglese rilascia una breve nota in tarda serata. "Confermiamo quanto scritto nell'articolo di oggi del nostro corrispondente diplomatico Julian Borger e respingiamo sentitamente qualsiasi affermazione che l'articolo in questione sia infondato".
Una dura replica arriva anche dal Sunday Times.
Il direttore John Witherow scrive: "E' stupido parlare di una campagna (orchestrata dai giornali del gruppo Murdoch contro Berlusconi, ndr.). Il Sunday Times, insieme ad altri svariati giornali britannici, ha dedicato un'ampia copertura alle storie su Berlusconi perché crediamo che siano sia interessanti che divertenti. Il nostro corrispondente è stato a Bari, in Sardegna e a Roma, conducendo indagini per settimane. Ha citato di tanto in tanto i giornali italiani ma ha sempre controllato direttamente le proprie fonti".
"Meglio la Spagna".
Torniamo all'articolo del Guardian. Un altro diplomatico europeo coinvolto nei preparativi del vertice dice: "Il G8 è un club e per far parte di un club ci sono le quote d'iscrizione. L'Italia non ha pagato la propria". Le proteste dietro le quinte del summit sono arrivate al punto, prosegue l'articolo del Guardian, da far circolare suggerimenti di espellere l'Italia dal G8 o da un gruppo che ne diventi il successore. Una possibilità che circola nelle capitali europee, secondo il giornale, è che la Spagna, che ha un reddito pro capite più alto e versa in aiuti al Terzo Mondo una percentuale più alta del pil, "prenda il posto dell'Italia".
Il ministero degli Esteri italiano, afferma Julian Borger, corrispondente diplomatico del Guardian e autore dell'articolo, non ha risposto a richieste di commentare simili critiche. Oltre alle fonti anonime, il giornalista riporta il parere di Richard Gowan, un analista del Centre for International Cooperation presso la New york University: "I preparativi italiani per il vertice sono stati caotici dall'inizio alla fine", dice il politologo. "Già in gennaio gli italiani dicevano di non avere una visione per il summit e che se l'amministrazione Obama aveva delle idee loro erano pronti a seguire le istruzioni degli americani". Il giornale conclude che l'Italia ha cercato di coprire la mancanza di sostanza aumentando la lista degli ospiti, che secondo una stima saranno ben 44. "Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore è allargare l'agenda al massimo in modo da oscurare il fatto che non hanno un'agenda", dice ancora il professor Gowan.
"Obama non ha bisogno di Roma". Giudizio analogo è espresso da un editoriale non firmato, dunque espressione della direzione del giornale, sul Financial Times. "Da settimane", scrive il quotidiano finanziario, "le notizie sulla vita privata del 72enne leader italiano sono stato un totale imbarazzo, ma la sua reputazione è calata per ragioni che vanno al di là dei recenti titoli di giornale". Il Ft afferma che Berlusconi è sempre stato giudicato all'estero come una figura controversa e imprevedibile. Durante il suo precedente governo, dal 2001 al 2006, Bush "aveva bisogno di corteggiarlo" perché Washington era in conflitto con Chirac e Schroeder, "ma oggi tutto è cambiato, Francia e Germania hanno leader fortemente pro-americani, sicché Obama non ha bisogno di essere tollerante verso Berlusconi come il suo predecessore". Il giornale cita le questioni che hanno irritato gli Usa e gli altri membri del G8: l'inadempienza dell'Italia sugli aiuti all'Africa, lo scarso interesse del premier italiano sull'impegno per combattere il cambiamento climatico, la sua ambizione di mediare sull'Iran e sulla Russia. "Le previsioni non sono buone", conclude il Financial Times, ricordando che la prima volta che Berlusconi presiedette un summit del G8 gli fu inviata una comunicazione giudiziaria (Napoli, 1994), la seconda volta il summit fu rovinato dalle proteste e dagli scontri (Genova 2001): meglio tenere "le aspettative basse" per la terza volta.
La lettera di Annan. Sempre sul Financial Times, un secondo articolo, firmato dal columnist più autorevole di affari internazionale Quentin Peel, rivela che l'ex segretario generale dell'Onu Kofi Annan, noto per essere uno dei diplomatici più tranquilli e posati della scena internazionale, ha perso la pazienza e ha scritto "una dura lettera personale" a Berlusconi, rimproverandolo per non avere mantenuto gli impegni da lui presi al precedente G8 sugli aiuti all'Africa. In proposito, un corsivo del Guardian ironizza che il premier italiano potrebbe venire ribattezzato "mister 3 per cento", come lo ha chiamato Bob Geldof, il cantante paladino degli aiuti ai paesi poveri, nel senso che Berlusconi "mantiene solo il 3 per cento delle promesse fatte".
La ministra "in topless".
A Berlusconi dedica la prima e la terza pagina anche il Daily Telegraph, il più diffuso quotidiano "di qualità" britannico. In prima pubblica una gigantografia di una giovane donna con una maglia traforata sotto la quale non indossa niente: "Quale leader europeo porta il suo ministro pieno di glamour al G8?" è il titolone che l'accompagna. La donna è Mara Carfagna, rivela un articolo a pagina 3, e il leader ovviamente è Berlusconi: "la modella in topless che è diventata ministro riceve il compito di intrattenere le moglie al G8", afferma il servizio all'interno, a causa dell'assenza di Veronica Lario che ha chiesto il divorzio accusando il marito di avere "rapporti con minorenni" dopo la sua partecipazione alla festa per il 18esimo compleanno di Noemi Letizia.
La Merkel e gli scatti con Silvio.
Altri articoli sulle difficoltà logistiche e politiche del summit, che si sommano agli scandali sulla vita privata del premier, appaiono sull'Independent, sul Times e su giornali di altri paesi. Il Wall Street Journal scrive che un politologo dell'influente European Council on Foreign Relations ha avvertito Angela Merkel di stare attenta a come verrà fotografata accanto a Berlusconi durante il summit: un'immagine ridicola o offensiva, ha detto alla cancelliera tedesca, potrebbe costarle la rielezione. http://www.repubblica.it/2009/07/sez...s-7/ras-7.html
(7 luglio 2009) Tutti gli articoli di esteri
Juliet
08-07-2009, 12.05.11
blasel
Avete sentito/letto le reazioni scomposte di Berlusconi e Frattini a quanto editato dal Guardian, e le invettive e le minacce verso il quotidiano britannico.
Ma probabilmente non siete a conoscenza della replica dello stesso giornale inglese che conferma pienamente quanto riportato nelle sue pagine.
Oggi... guardate un po' cosa scrive il NewYorkTimes.... :
ATTACCO AL PREMIER: «PERDE ENERGIE A DIFENDERSI DALLA STAMPA»
Affondo del New York Times:
«Obama assuma la guida del vertice»
Il Presidente Usa Barack Obama dovrebbe assumere la guida del vertice del G8 al via in Italia, per evitare che sia uno spreco di tempo e di impegno. E’ quanto scrive nel giorno dell'apertura del summit in un editoriale il quotidiano americano The New York Times. Non sono i problemi a mancare, precisa il quotidiano, «ma una programmazione imperdonabilmente negligente da parte del governo ospite, l’Italia, e la debolezza politica di molti dei leader presenti, lascia poco spazio all’ottimismo».
LA GUIDA - Per questo, scrive il Nyt, «se questa sessione non vuole essere uno spreco di tempo e impegno, il Presidente Obama dovrà assumerne la guida», trasformando la fiducia politica che si è guadagnato negli ultimi sei mesi in capitale diplomatico.
E adesso cosa diranno i "nostri" del NYT? Anche questo e' un giornalaccio della sinistra comunista che fiancheggia laRepubblica?
E cosa diranno gli italiani dopo che anche il Corriere della sera riporta tale notizia? Cominceranno a capire?
E quel 64% di consensi spariranno nel nulla per salire sul carro del vincitore?
Ancora una volta dobbiamo ringraziare gli "alleati" per salvarci da una (incombente) dittatura?
blasel
08-07-2009, 15.02.38
fantasma76
12:11 Obama: "Italia paese amico, grande leadership"
In conferenza stampa Barack Obama ha detto: "Sui temi del vertice, grande la leadership dell'Italia, paese amico"
10:07 The Guardian corregge il tiro: "A rischio vari paesi europei"
Il Guardian corregge il tiro pur non ecludendo l'ipotesi che l'articolo pubblicato ieri sulla possibile espulsione dell'Italia dal G8 sia privo di fondamento. In un nuovo articolo firmato, oltre che dal corrispondente diplomatico, Julian Borger, autore della contestata storia mandata in pagina ieri, anche dal corrispondente a Roma, John Hooper, si precisa che l'eventuale problema della rappresentatività riguarda diversi Paesi europei.
09:32 D'Alema: "Non esiste alcuna possibilità di espulsione dell'Italia dal G8"
"Non esiste la possibilità, neppure tecnicamente, di espellere qualcuno dal G8, quindi non esiste questo problema. Naturalmente i paesi possono avere maggiore o minore influenza a seconda del maggiore o minore prestigio che hanno i loro governanti. Questo fa parte della realtà democratica, ma il cartellino rosso non è previsto dal regolamento". Lo ha affermato Massimo D'Alema, ospite di uno speciale realizzato da 'Radio anch'io' sul G8, a proposito dell'ipotesi avanzata dal 'Guardian' di un'esclusione dell'Italia dal vertice degli 8 Grandi
Obama non vuole fare incavolare nessuno, il Guardiam si corregge, e D'Alema corre in soccorso dell'amico Berlusconi, alla fine tutto è apposto.
fantasma76
08-07-2009, 16.35.43
arjuna
Citazione:
Originalmente inviato da fantasma76
Obama non vuole fare incavolare nessuno, il Guardian si corregge, e D'Alema corre in soccorso dell'amico Berlusconi, alla fine tutto è apposto.
oooops!
la "fratellanza" castaiola s'allarga palesandosi?
arjuna
08-07-2009, 17.11.18
fantasma76
Se usciamo gal G8 non è che poi ci rientriamo tanto facilmente, pure se morisse Berlusconi, e il successore fosse il più grand'uomo dell'universo.
Quindi se ci fosse stata una qualche minima possibilità che il Guardian avesse ragione, le opposizione avrebbero dovuto intervenire per evitare la tragedia. Ma visto che la nave è inaffondabile, perchè non lasciare cuocere il polipo nel suo brodo, Berlusconi e i suoi invece di dire le cose come stanno, hanno saputo solo fare come nei reggimi da 3° mondo attaccando il giornale, e non la falsità della notizia, quindi sto D'Alemuccio che cavolo è intervenuto?
Ma qualcuno apra un 3D su D'Alema, ma fosse iscritto alla P2 pure lui?
fantasma76
08-07-2009, 17.42.22
Bondourant
Citazione:
Originalmente inviato da Roderigo
Dalla graduatoria mondiale, anche il Canada risulta avere un PIL inferiore all'Italia e pure alla Spagna.
L'India non fa parte del G8, eppure è quarta.
Idem, la Cina, seconda.
interessante il sito
non capisco bene i parametri
ad es
tasso di mortalità 2. 0 - 3.3 rispetto alla popolazione
rispetto alle nascite
Bondourant
08-07-2009, 18.50.22
Salvo
Se si avverasse la profezia del "Guardian" sarebbe una brutta cosa per l'intero paese. Ma la domanda è un'altra: forse a livello internazionale abbiamo toccato interessi particolari o facciamo proprio antipatia alla stampa estera e ai loro dirigenti?
Salvo
08-07-2009, 19.00.34
Juliet
Citazione:
Originalmente inviato da fantasma76
10:07 The Guardian corregge il tiro: "A rischio vari paesi europei"
Il Guardian corregge il tiro pur non ecludendo l'ipotesi che l'articolo pubblicato ieri sulla possibile espulsione dell'Italia dal G8 sia privo di fondamento. In un nuovo articolo firmato, oltre che dal corrispondente diplomatico, Julian Borger, autore della contestata storia mandata in pagina ieri, anche dal corrispondente a Roma, John Hooper, si precisa che l'eventuale problema della rappresentatività riguarda diversi Paesi europei.
Fantasma - non so da dove tu abbia tratto la notizia da te citata - manca il link - .... il Guardian non ha corretto il tiro, anzi le su critiche stanno rimbalzando su tutta la stampa estera sempre più insistendo sulla inattendibilità dell'organizzazione e del leader soprattutto etc.. etc..
Per visione dal sole 24 ore:
Il Guardian replica a Berlusconi: Italia inadatta ai vertici
di Elysa Fazzino
Italia fuori dal G8? Finché ci sarà Berlusconi, l'Italia è «inadatta ai vertici». Questo il titolo di un editoriale con cui il Guardian rilancia le critiche a Silvio Berlusconi e risponde alle affermazioni del premier.
Nel giorno di apertura del vertice a L'Aquila, il quotidiano britannico ricorda che il premier italiano, di fronte alle accuse di avere intrattenuto escort nelle sue case a Roma e in Sardegna, dice che gli italiani lo vogliono così. «Questo – si legge - solleva l'interrogativo: se l'Italia vuole Mr. Berlusconi come suo primo ministro, il G8 dovrebbe volere l'Italia?».
Il Guardian si domanda «se l'Italia, dopo un decennio di deriva economica, ora risponda ai requisiti di base per sedersi a qualsiasi tavolo internazionale». E' al 76.mo posto nell'indice della libertà economica dell'Heritage Foundation, dietro a Kirghizistan, Mongolia e Madagascar, fa notare l'editoriale, non firmato, del quotidiano britannico. E' al 55.mo posto nella lista dei Paesi meno corrotti. «I politici italiani sono considerati meno affidabili di quelli di Pakistan, Bielorussia, Azerbaigian, Senegal e Sierra Leone»
I leader riuniti a L'Aquila hanno, secondo il Guardian, tutte le ragioni di chiedersi se sono finiti in uno dei primi Paesi del mondo o in un Paese del Terzo Mondo. «A giudicare dagli standard dell'Italia di libertà economica, corruzione e libertà della stampa, la risposta non è ovvia».
«Berlusconi è il sintomo, ma non necessariamente l'intera causa della deriva del Paese», continua il Guardian. «Gli italiani non sono scandalizzati da lui. Sono sgomentati dal fatto di essere criticati dalla stampa straniera a causa sua, ma non chiedono che l'uomo se ne vada».
Gli italiani «segretamente» ammirano l'abilità dei loro leader a cavarsela quando sono messi alle strette. «Finché gli italiani non cominciano a chiedere seri standard ai propri leader, il Paese forse non è il migliore luogo per vertici mondiali seri», conclude l'editoriale.
Nel merito, in un pezzo con un ampio richiamo sulla homepage del suo sito, il Guardian difende la fondatezza delle proprie notizie.
Nel servizio, intitolato «Silvio Berlusconi contrattacca alle critiche sul summit G8», Julian Borger e John Hooper riferiscono che Berlusconi ha tentato di respingere le accuse che i preparativi del vertice sono stati così caotici da mettere in questione l'appartenenza dell'Italia al G8. L'articolo riferisce che Berlusconi ha definito quanto pubblicato dal Guardian «una colossale cantonata di un piccolo giornale».
Il quotidiano britannico ribadisce che le sue fonti, che non vogliono essere nominate, hanno detto al Guardian che in assenza di iniziative per il summit, Washington aveva organizzato le teleconferenze tra gli sherpa. Il portavoce del ministero degli Esteri italiano ha ribattuto che c'è stato un fraintendimento e che il giro di telefonate era stato organizzato dagli Usa in vista del G20 di Pittsburgh a settembre. Il portavoce ha aggiunto che un'iniziativa sulla sicurezza alimentare, che il Guardian attribuiva agli Usa, era stata in realtà gestita dall'Italia.
Il Guardian scrive che le proprie fonti hanno confermato quanto pubblicato sul quotidiano britannico: «L'Italia ha fatto circolare un documento sulla sicurezza alimentare l'anno scorso, ma al Guardian risulta che l'iniziativa nella sua forma attuale, mirante a sostenere gli agricoltori nei Paesi in via di sviluppo, sia stata messa insieme sotto la leadership Usa. Le telefonate degli sherpa riguardavano principalmente l'incontro del G8 a L'Aquila».
L'articolo concede che anche la Gran Bretagna era stata criticata per l'organizzazione del G20 a Londra lo scorso aprile. E spiega che nei prossimi tre anni gli europei saranno sotto pressione per decidere chi li deve rappresentare nel G8 o nel gruppo più ampio che gli succederà, nel consiglio Onu e nel Fondo monetario internazionale. Le tre istituzioni dovranno essere riformate ed è probabile che ci sia una «diluizione dell'influenza europea» e che alcuni Paesi debbano uscire.
Secondo un esperto americano della Brookings Institution, Bruce Jones, «è inevitabile che gli Usa svolgano un ruolo più centrale nella gestione di un G8 allargato».
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purtroppo qui quando faccio i copia e incolla si mancia i collegamenti, la notizia è delle 10:07 di questa mattina la traduzione del sole24ore di quale articolo è?
Visto che parli bene inglese, mentre io a stento parlo o taliano, facci il piacere, vai direttamente sul guardian e illuminaci tutti.
purtroppo qui quando faccio i copia e incolla si mancia i collegamenti, la notizia è delle 10:07 di questa mattina la traduzione del sole24ore di quale articolo è?
Visto che parli bene inglese, mentre io a stento parlo o taliano, facci il piacere, vai direttamente sul guardian e illuminaci tutti.
L'articolo "del sole 24 ore" che ho postato ?
Di oggi - 8.07.09 - naturalmente , tutto l'articolo (non è una mia traduzione) fa riferimento al G8 appena iniziato "nel giorno dell'apertura del congresso g8".. Non hai letto ?
Per il guardian, vedrò se riesco a trovare l'articolo
Juliet
08-07-2009, 22.20.49
fantasma76
Juliet posso pure sbagliare, ma secondo me l'articolo si riferisce alle notizie di ieri.
Il quotidiano Guardian di Londra, uno dei migliori giornali europei, definito ieri da Berlusconi “un piccolo giornale” per il modo in cui lo aveva criticato (peraltro riportando soltanto commenti e indiscrezioni), pubblica oggi un editoriale che farà certamente discutere nel nostro paese. In sostanza afferma quanto segue. Poiché Berlusconi dice, “io sono fatto così e agli italiani piaccio così”, e poiché è vero che, nonostante tutti gli scandali e le controversie che lo circondano il suo indice di popolarità è sceso di 6 punti ma non è ancora crollato, rimanendo al 49 per cento (secondo il Guardian; secondo Berlusconi è intorno al 65), è legittimo porsi una domanda: “Se gli italiani vogliono Berlusconi, è possibile che il G8 non voglia l’Italia?”, ossia che voglia espellerla, punirla, defenestrarla? Il quesito verrà probabilmente definito offensivo e provocatorio da parte dei sostenitori del premier, ovvero dagli italiani a cui Berlusconi piace “così com’è”. Come si permette un giornale straniero, diranno costoro, di interferire nei nostri affari interni? Siamo un paese democratico, Berlusconi è stato democraticamente eletto e questa libera scelta va rispettata. Ad essi, e anche all’editorialista del Guardian, si potrebbe obiettare che dire che gli italiani “vogliono Berlusconi” non è del tutto esatto: una quasi metà degli italiani, intorno al 40-45 per cento, NON vogliono Berlusconi; e un po’ più della metà lo vogliono "Cazzata, il 27.74% lo ama, per il 34.75% i non votanti è indifferente, e il 37.51% la somma di tutti gli altri gli sono avversi" anche in virtù di un’informazione televisiva da lui monopolizzata a tal punto da rasentare la censura tipica dei paesi autocratici. Cioè lo vogliono non perché a loro piace “così com’è”, ma perché non sanno “com’è veramente”. Ciò detto, tuttavia, il quesito del Guardian rimane un utile stimolo alla riflessione. L’editoriale sottolinea che l’Italia, a parte gli scandali privati del premier, a parte il degrado economico, è al 76esimo posto nel mondo nella graduatoria della Heritage Foundation sulle libertà economiche è al 55esimo posto nel mondo in quella di Transparency International sulla corruzione (non ho sotto gli occhi le classifiche, ma è caduta piuttosto in basso anche nella graduatoria di Freedom House o altre organizzazioni analoghe sulla libertà di informazione). Può, un paese simile, figurare al sesto o settimo posto nel G8, ossia nel gruppo delle più ricche DEMOCRAZIE della terra (vabbè che nel G8 c’è anche la Russia, che all’Italia Berlusconiana somiglia molto)? O deve essere invece considerato, dal resto del mondo democratico, un paese che si è involuto in qualcos’altro, un’autocrazia populista? Un’autocrazia in cui, questo è vero, l’autocrate conquista il potere non con la forza ma con il consenso della maggioranza, con un voto democratico, sebbene attraverso regole del gioco truccate, in cui i suoi concorrenti, in pratica, competono con un braccio legato dietro la schiena. Questo è il problema di fondo aperto dal Guardian, ed è un campanello d’allarme non solo per l’Italia ma per la possibile deriva a cui sono esposti anche altri paesi più o meno democratici. Cosa deve fare il resto del mondo, quando un paese che era democratico non lo sembra più del tutto? Chissà se interrogativi di questo genere saranno un contributo a cambiare le cose in Italia, a porre in termini ancora più drammatici una questione morale a quei politici e a quelle istituzioni (basta pensare al Vaticano, alla Banca d’Italia, alla Confindustria) che non militano nelle file del centro-sinistra ma non condividono l’involuzione del nostro paese.
fantasma76
08-07-2009, 22.40.48
Juliet
Citazione:
Originalmente inviato da fantasma76
Juliet posso pure sbagliare, ma secondo me l'articolo si riferisce alle notizie di ieri.
Fantasma, dunque avrei trovato l'articolo del Guardian attraverso un blog e per questo preferisco non pubblicarlo, perchè quello che pubblico è sempe dalla fonte.Ora cerco meglio.
Per ora facciamo riferimento al sole24 che è molto attendibile ed è di oggi.
Ora cerchiamo l'articolo del Guardian.
Fantasma e Juliet ... Sherlok Holmes/ giornalisti per un giorno ...
Ultima modifica di Juliet : 08-07-2009 alle ore 23.13.39.
La difficoltà sta solo nel capire la cronologia degli avvenimenti..
non capisco perchè non mettano le date dei documenti ...
L'articolo del Guardian non è ancora on - line.
appena c'è lo traduco .
Promesso .
Juliet
09-07-2009, 08.58.34
taccaromiceto
Parliamop di cose serie:
Sui temi del G8 «il governo italiano ha dimostrato una forte leadership» ha ribadito più volte il presidente americano, sgombrando di fatto il campo dalle polemiche sollevate dal New York Times. Lo stesso sherpa americano del G8 Mike Froman ha voluto specificare che la presidenza italiana ha fatto «uno splendido lavoro» nella preparazione del vertice sia sull'agenda politica che per la logistica. E il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, rispondendo a una domanda dei giornalisti su una possibile fuoriuscita dell'Italia dal club dei grandi ha spiegato che si tratta di una ipotesi «assolutamente non credibile».
taccaromiceto
09-07-2009, 09.33.22
Orchidea Selvaggia
Con la forza che la sua figura sprigiona, e con il prestigio ineguagliato della nazione che rappresenta, Barack Obama ha detto all'Italia che al tavolo dei Paesi che aspirano alla guida del mondo, un posto per noi c'è ancora e deve esserci. Questo è il risultato vero che il nostro Paese, il governo Berlusconi e i futuri governi italiani, incassano nel primo giorno decisivo del G8 e che l'Italia può riporre in cassaforte come un capitale che potrà essere speso nei quattro, od otto anni, nei quali Barack Obama resterà presidente.
Non c'era dunque bisogno che il "New York Times" gli chiedesse ieri di prendere il timone di questa edizione del G8, perché dal momento in cui ha messo piede in Italia si è visto benissimo chi sia il sole attorno al quale ruota il sistema che noi definiamo "occidentale" e che il resto del mondo accetta o subisce. Per ora compresa anche quella Cina che, nella partenza affannosa del suo presidente Hu Jintao, l'assente giustificato, ha mostrato che sulla propria stupenda crescita industriale e finanziaria ancora pesa, come aveva ricordato garbatamente il presidente Napolitano, quella vulnerabilità e incompiutezza civile che ne limita la capacità di leadership internazionale.
Se il G8 in sé, come istituzione, è da tempo un organismo incurabilmente obsoleto che non può essere ringiovanito neppure suonandolo come una fisarmonica che si allarga e si restringe, le polemiche sulle "agende", sul lavoro dei portatori di carta, i cosiddetti "sherpa" che sfornano i documenti annunciati non cambiano il fatto essenziale: dal momento che esso esiste, e in attesa che qualcosa di meno ingombrante e macchinoso venga creato, è meglio stare dentro, piuttosto che starne fuori.
E per i più piccoli fra i grandi, come l'Italia, è doppiamente necessario parteciparvi, con dignità e con eleganza, senza esporci al sarcasmo di chi - si deve ricordarlo - come gli Inglesi e i Francesi, dovette essere persuaso molto a fatica dal presidente Gerald Ford nel 1975 ad aggiungere un posto a tavola anche per Aldo Moro, il nostro premier di allora, al Gruppo...
Times: Obama elogia un grande leader dell'Italia ma non è Berlusconi
"Voglio confermare che ogni cosa che ho sentito su di lui e' vera: e' uno straordinario gentleman e un grande leader di questo paese", ha detto Obama. Ma - sottolinea l'edizione odierna del Times -, l'inquilino della Casa Bianca non parlava di Silvio Berlusconi, bensi' del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Barack Obama e Giorgio Napolitano
Roma, 09-07-2009
Al suo arrivo a Roma, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha elogiato pubblicamente il "grande leader" dell'Italia, figura eminente che riscuote "l'ammirazione
di tutto il popolo italiano" non soltanto per il suo incarico pubblico ma anche per la sua "integrita' e gentilezza". "Voglio confermare che ogni cosa che ho sentito su di lui e' vera: e' uno straordinario gentleman e un grande leader di questo paese", ha
detto Obama. Ma - sottolinea l'edizione odierna del Times -, l'inquilino della Casa Bianca non parlava di Silvio Berlusconi, bensi' del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Anche il quotidiano spagnolo El Pais sottolinea in un articolo del suo inviato all'Aquila gli apprezzamenti di Obama a Napolitano, spiegando che il presidente Usa ha dato prova di "finezza e abilita' diplomatica", "con una lezione che e' stata tanto sottile quanto ferma". Obama, scrive Miguel Mora, "ha evitato tutti i riferimenti diretti al primo ministro accusato per gli scandali della prostituzione" ed ha ricevuto "una
ovazione delle forze di sicurezza e di soccorso tra le rovine del terremoto". Secondo El Pais, esprimendo apprezzamento per il presidente Napolitano, che "rappresenta nel migliore dei modi" l'Italia, Obama ha voluto utilizzare "una forma indiretta e
squisita per marcare le differenze democratiche e morali".
Il britannico Guardian, invece, torna questa mattina sulla polemica con Berlusconi e il ministro degli Esteri Frattini, che hanno parlato di "piccolo giornale", auspicandone "l'espulsione dal gruppo dei grandi giornali del mondo", e sottolinea che
critiche all'organizzazione del summit all'Aquila sono state espresse anche dal prestigioso New York Times. E cosi' il Guardian ironizza: "Se il New York Times non si qualifica come un 'grande' giornale, allora questo dovrebbe essere un club davvero
esclusivo".
Ergo il Guardian non è tornato sui suoi passi . come si diceva appunto.
Ultima modifica di Juliet : 09-07-2009 alle ore 11.04.29.
Juliet
09-07-2009, 10.54.05
Juliet
L'Amico americano
Primo giorno di G8 all'Aquila
L'amico americano
di VITTORIO ZUCCONI
CON la forza che la sua figura sprigiona, e con il prestigio ineguagliato della nazione che rappresenta, Barack Obama ha detto all'Italia che al tavolo dei Paesi che aspirano alla guida del mondo, un posto per noi c'è ancora e deve esserci. Questo è il risultato vero che il nostro Paese, il governo Berlusconi e i futuri governi italiani, incassano nel primo giorno decisivo del G8 e che l'Italia può riporre in cassaforte come un capitale che potrà essere speso nei quattro, od otto anni, nei quali Barack Obama resterà presidente.
Non c'era dunque bisogno che il "New York Times" gli chiedesse ieri di prendere il timone di questa edizione del G8, perché dal momento in cui ha messo piede in Italia si è visto benissimo chi sia il sole attorno al quale ruota il sistema che noi definiamo "occidentale" e che il resto del mondo accetta o subisce. Per ora compresa anche quella Cina che, nella partenza affannosa del suo presidente Hu Jintao, l'assente giustificato, ha mostrato che sulla propria stupenda crescita industriale e finanziaria ancora pesa, come aveva ricordato garbatamente il presidente Napolitano, quella vulnerabilità e incompiutezza civile che ne limita la capacità di leadership internazionale.
Se il G8 in sé, come istituzione, è da tempo un organismo incurabilmente obsoleto che non può essere ringiovanito neppure suonandolo come una fisarmonica che si allarga e si restringe, le polemiche sulle "agende", sul lavoro dei portatori di carta, i cosiddetti "sherpa" che sfornano i documenti annunciati non cambiano il fatto essenziale: dal momento che esso esiste, e in attesa che qualcosa di meno ingombrante e macchinoso venga creato, è meglio stare dentro, piuttosto che starne fuori.
E per i più piccoli fra i grandi, come l'Italia, è doppiamente necessario parteciparvi, con dignità e con eleganza, senza esporci al sarcasmo di chi - si deve ricordarlo - come gli Inglesi e i Francesi, dovette essere persuaso molto a fatica dal presidente Gerald Ford nel 1975 ad aggiungere un posto a tavola anche per Aldo Moro, il nostro premier di allora, al Gruppo.
Non ci sono stati risultati a sorpresa, non ci sono mai in questi vertici, sul clima, sull'Iran, neppure sul governo dell'economia mondiale che ricalca - anche in questo caso - quel ritorno a una ragionevole "regulation" e alla supervisione pubblica già espresso in altri incontri e presentato in anticipo da Obama nelle sue proposte al Congresso per riordinare il mercato finanziario e dare alla banca centrale, alla Fed, poteri disciplinari severi. Il tempo dei cavalli sfrenati è finito, dall'autunno di Bush.
C'è stata invece la conferma, importantissima in questo momento burrascoso, della scelta classica di ogni amministrazione americana dopo la Seconda guerra, di guardare oltre i venti della politica italiana e di sostenere il governo che comunque gli italiani si scelgono, senza sindacare, senza intervenire pubblicamente.
Domandando in cambio, come ha detto Obama elogiando il presidente Napolitano con questo solenne complimento, "integrità", da parte di chi guida le nazioni che vogliono restare socie del club delle democrazie.
Un atteggiamento classico e collaudato che ieri ha permesso a Obama di offrire il proprio ringraziamento a Silvio Berlusconi, a colui che oggi ci rappresenta, e al premier italiano di incassarlo dal successore di quel Bush nei confronti del quale si era molto esposto. Ma gli Usa non serbano rancori né fanno questioni personali, perché le nazioni, come ricordava il primo ministro inglese Lord Palmerston, "non hanno amici permanenti, hanno interessi permanenti". E' nel loro, come nel nostro interesse, mantenere forte, e soprattutto stabile, il rapporto fra Mosca e Washington, come in questa prima giornata il G8 ha fatto, nella tradizionale "convergenza di vedute".
Il senso che in questa stanca istituzione informale chiamata G8 sono gli Stati Uniti a restare il perno della ruota, è stato particolarmente forte in questa edizione 2009. Lo è stato perché ha visto l'esordio di un Presidente americano atteso come dai tempi di Ronald Reagan a Venezia nel 1981 non accadeva più.
La immensa - e reale - popolarità internazionale di Obama, la sua trionfale vittoria elettorale che gli ha dato quella sicura legittimità che non ebbero mai Clinton, stentato vincitore di maggioranza relativa nel 1992 e certamente non Bush Secondo, arrivato al primo G8 del 2001 sull'onda di un'elezione scandalosa, ne fa il "leader dei leader".
Al privilegio di essere la guida di quella nazione dalla quale passano ancora le arterie della finanza, che dispiega armati in guerre o in basi in ogni continente, di essere colui che dovrà convincere anche le nuove potenze industriali come India e Cina a domare il loro desiderio di sviluppo sfrenato dimostrando che l'America per prima ha capito il rapporto fra crescita e ambiente, Obama aggiunge l'asso della propria storia politica e della propria personalità. Quella diversità che ha interrotto, nella foto di famiglia degli G8 scattata ieri, la monotonia etnica e culturale di uomini e donne tutti figli dello stesso dna europeo, come finora soltanto ai premier giapponesi spettava di fare.
Se ancora l'Africa non c'è, in quel gruppo che coagula il 50% della ricchezza mondiale e presto l'80%, con l'inclusione di India e Cina, Barack Obama è almeno il segnale che la multirazzialità, e la multiculturalità sono il presente del mondo, anche di quello che crede di potersi chiamare fuori dalla storia.
E' assai probabile che, come ormai accade da anni, le solenni affermazioni e le risoluzioni sfornate all'Aquila saranno purtroppo dimenticate appena l'ultimo studio mobile televisivo sarà stato smantellato, come il tradimento degli impegni a favore delle nazioni povere ha tristemente provato.
Ma il volto dei "grandi del mondo" è cambiato per sempre, grazie a Obama, alla signora Michelle nel suo smagliante abito giallo, e cambierà ancor di più nei prossimi anni, quando anche questo club esclusivo dovrà fare quello che gli Stati Uniti hanno già fatto nel novembre del 2008: ammettere che esso somiglia sempre meno al mondo che pretende di pilotare. E che per tornare a essere credibile deve finalmente somigliare all'umanità che vuole rappresentare, come questo G8, il primo "summit multietnico" della storia dei paesi ricchi.
Ultima modifica di Juliet : 09-07-2009 alle ore 12.35.49.
Juliet
09-07-2009, 11.07.13
fantasma76
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
Parliamop di cose serie:
Facci un grosso favore, apri un 3D in cui elenchi tutte le promesse da marinaio che farà in questi giorni il nostro leader massimo, poi vedremo se la serietà del nostro leader, quindi nostra, supera il 3%.
Poi riassumendo, ci hanno spiegato che il G8 è un club da cui non si esce, quindi non abbiamo fatto niente di eccezionale per mantenerci il posto.
Ultima modifica di fantasma76 : 09-07-2009 alle ore 13.11.23.
...infatti...ne ho riportato uno da Gallonio giusto ieri sera.
sarahkerrigan
09-07-2009, 13.10.01
fantasma76
Laggiù, a Washington, qualcuno non lo ama. Ricordate lo sfregio dell’anno scorso, quando le note consegnate ai giornalisti americani al G8 in Giappone traboccavano di accuse, malignità e veleni al punto da costringere la Casa Bianca a scusarsi? Bene: qualche cosa, al Silvio Berlusconi, è andata storta anche stavolta.
intorno ai protagonisti del viaggio presidenziale rifilava al Cavaliere una nuova stilettata. Sette-righe-sette di micro biografia. Data e luogo di nascita, nazionalità, professione, ultima vittoria elettorale, data d'inizio del nuovo governo. Fine.
Pagine di biografie per ogni leader ma non per Berlusconi http://www.corriere.it/politica/09_l...4f02aabc.shtml
fantasma76
09-07-2009, 14.11.34
Bondourant
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
Parliamop di cose serie:
Sui temi del G8 «il governo italiano ha dimostrato una forte leadership» ha ribadito più volte il presidente americano, sgombrando di fatto il campo dalle polemiche sollevate dal New York Times. Lo stesso sherpa americano del G8 Mike Froman ha voluto specificare che la presidenza italiana ha fatto «uno splendido lavoro» nella preparazione del vertice sia sull'agenda politica che per la logistica. E il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, rispondendo a una domanda dei giornalisti su una possibile fuoriuscita dell'Italia dal club dei grandi ha spiegato che si tratta di una ipotesi «assolutamente non credibile».
un osso a UMUNGUS.
resta in via di putrefazione.
infatti il chiattone ha le recchie bassissime.
la Merkel non se lo fila Obama ha parlato di Napolitano.
minimo savoir faire
Bondourant
09-07-2009, 14.22.58
Juliet
Il nemico della stampa
di Umberto Eco
Il premier vuole imbavagliare l'informazione. E nella nostra società malata la maggioranza degli italiani sembra pronta ad accettare anche questo strappo. Ma il famoso intellettuale dice: 'Io non ci sto'.
Umberto Eco
Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l'età porta con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo 'robuste' non c'è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla.
Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia (vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora) alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con l'interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?
Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne, aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo non è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma l'indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale (rappresentante esemplare di un Paese in crisi).
E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire, il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco dice che non si dovrebbe.
Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?
Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe. Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti dell'antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e in definitiva l'onore del Paese.
Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si sa che non servirà a niente.
Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto
Una nuova inchiesta per riciclaggio penetra nei segreti della Banca Arner. Dove ci sono i conti della famiglia Berlusconi e dei suoi uomini di fiducia. E dove si intrecciano storie di fondi neri Marina Berlusconi
Chi c'è stato racconta che gli uffici milanesi della Banca Arner sfoggiano un lusso inconsueto anche per una griffe della finanza elvetica. Ma i militari delle Fiamme Gialle che giovedì 11 giugno hanno perquisito il palazzotto di Corso Venezia, in una delle zone più esclusive della città, non hanno avuto molto tempo per ammirare marmi, stucchi, boiseries e arredi di gran pregio. Su ordine della Procura di Milano, il drappello di militari andava a caccia di documenti utili per un'indagine a dir poco delicata.
Un'indagine per riciclaggio che solleva dubbi e sospetti pesantissimi sull'attività della filiale italiana di Arner. Nel mirino ci sono giochi di sponda milionari con i paradisi fiscali. Almeno una decina di conti e società off shore di cui, secondo i rilievi degli ispettori della Banca d'Italia, non sarebbe possibile individuare il reale beneficiario. È un terreno minato per definizione, ma la vicenda rischia di trasformarsi in un caso politico. Perché la Arner da circa 15 anni è la banca di famiglia di Silvio Berlusconi. È l'approdo sicuro di innumerevoli operazioni fiduciarie. La cassaforte in cui viene amministrata una parte del patrimonio dell'uomo più ricco e potente d'Italia.
Non sembra un caso, allora, che il conto di gestione intestato a Berlusconi sia identificato con il numero uno. Ovvero il primo e forse il più importante tra tutti quelli aperti nella sede milanese dell'istituto con base a Lugano. Ma il premier, a quanto pare, ha fatto scuola. E così nei documenti interni della banca spuntano i nomi di alcuni degli amici più stretti di Berlusconi, gente di assoluta fiducia, custodi di molti dei segreti del regno di Arcore. Per esempio Ennio Doris, fondatore del gruppo Mediolanum. La famiglia dell'avvocato Cesare Previti, condannato in via definitiva per i casi Imi-Sir e lodo Mondadori. Il fiscalista Salvatore Sciascia, un veterano di casa Fininvest, uno che ha tirato le fila di innumerevoli affari berlusconiani. Presso lo stesso indirizzo milanese hanno parcheggiato alcune decine di milioni di euro anche tre delle finanziarie di famiglia del presidente del Consiglio. Per la precisione le Holding Italiana seconda, ottava e quinta, amministrate dai suoi figli Marina e Piersilvio.
Un legame tanto stretto con l'universo berlusconiano è il frutto di rapporti consolidati nel tempo. La Arner, 250 dipendenti, sede centrale a Lugano proprio sul lungolago, offre riservatezza assoluta e rifugi esentasse. Il repertorio della casa comprende fondi d'investimento alle Bahamas e società lussemburghesi. Di recente è stato inaugurato anche un ufficio a Dubai, l'ultimo grido in fatto di paradisi fiscali e societari. Insomma, le specialità sono quelle classiche delle piccole banche svizzere nate come funghi a Lugano per intercettare i capitali in fuga dal fisco italiano. Niente di straordinario, se non fosse che la storia di questo istituto corre parallela a quella della Fininvest e si incrocia fatalmente con le inchieste giudiziarie che hanno messo a nudo il versante off shore dell'impero di Berlusconi.
L'uomo chiave è Paolo Del Bue, classe 1951, figlio di un alto dirigente del gruppo Eni. Romano di nascita, ma svizzero di adozione, Del Bue è uno dei fondatori della Arner di Lugano, prima come semplice finanziaria e, poi dal 1994, banca a tutti gli effetti. Da principio, i suoi compagni di avventura sono Nicola Bravetti, Giacomo Schraemli e Ivo Sciorilli Borelli. Del Bue però vive di luce propria.
La conferma arriva da un documento recente: la sentenza di primo grado che nel 2009 ha condannato l'avvocato inglese David Mills con l'accusa di essersi fatto corrompere da Berlusconi per testimoniare il falso nei processi in cui era imputato l'attuale premier. Nella motivazione il tribunale spiega che Mills si fece pagare per nascondere ai giudici italiani che due grosse casseforti off shore, chiamate Century One e Universal One, facevano capo non ai manager Fininvest, ma "direttamente a Silvio Berlusconi".
A gestire i conti esteri di quelle due società così delicate era proprio Del Bue. Grazie ai "poteri di firma" da lui ottenuti il 21 e 28 giugno 1991, Del Bue ritira "sempre in contanti", nei successivi tre anni, ben "72 miliardi di lire dal conto svizzero di Century One e altri 32 da quello di Universal One". L'entità dei prelievi, secondo i giudici del caso Mills, "è assolutamente indicativa dello strettissimo rapporto di fiducia" tra Berlusconi e Del Bue, che non si limita a fare il banchiere, ma agisce come un tesoriere occulto del presidente del Consiglio italiano.
L'Italia non uscirà MAI dal G8,diventasse anche un regime.
Perchè?
Perchè ha una posizione geografica strategica,militarmente parlando,se non fossimo quei cagoni che si aggrappano al carro dei vincitori (vedi seconda guerra mondiale) potremmo essere una superpotenza.
Potremmo.
taccaromiceto
10-07-2009, 10.55.10
artas
Citazione:
Originalmente inviato da taccaromiceto
Forse non tutti calcolano una cosa.
L'Italia non uscirà MAI dal G8,diventasse anche un regime.
Perchè?
Perchè ha una posizione geografica strategica,militarmente parlando,se non fossimo quei cagoni che si aggrappano al carro dei vincitori (vedi seconda guerra mondiale) potremmo essere una superpotenza.
Potremmo.
Dopo l'era della Roma Imperiale ci sono voluti quasi 2000 anni per trovare qualche stitico che ci provasse.
-un'avventura coloniale fuori tempo massimo finita in tragedia.
Unico esercito occidentale battuto sul campo dai "negri". In effetti con molto acume si era deciso di sottomettere l'unico paese Africano in grado di emettere annulli postali.....
-Una guerra mondiale vinta praticamente dagli alleati vista l'incapacità militare conclamata dei nostri generali;
-Una seconda guerra mondiale catastrofica.
I supereroi lasciamoli fare a chi li sa fare. Noi abbiamo altre peculiarità, sicuramente più nobili, che dovremmo imparare a sfruttare ancora al meglio.
artas
10-07-2009, 11.21.19
Tzazzamita
I supereroi lasciamoli fare a chi li sa fare. Noi abbiamo altre peculiarità, sicuramente più nobili, che dovremmo imparare a sfruttare ancora al meglio