Polizia, class action contro Brunetta
No alla stretta sui periodi di malattia
Ricorsi e proteste dei sindacati di settore per i tagli alle indennità
VLADIMIRO POLCHI
ROMA - «Divieto d´ammalarsi in polizia». Le forze dell´ordine si schierano contro il ministro Renato Brunetta. Dopo i tagli della manovra al comparto sicurezza, sul banco degli imputati è ora la circolare firmata dal ministro il 5 settembre scorso, che conferma la stretta sulle malattie dei pubblici dipendenti prevista dalla legge 133. Il sindacato di polizia Consap, assieme al Codacons, presenta al Tar del Lazio un ricorso collettivo. Il Sap annuncia due offensive giudiziarie parallele e il Silp-Cgil chiama tutti i sindacati di polizia a un´assemblea unitaria per la prossima settimana.
A mandare in fibrillazione i maggiori sindacati delle forze dell´ordine è l´articolo 71 del decreto legge 112, recentemente convertito in legge 133/2008 e la conseguente circolare esplicativa del ministro per la Pubblica amministrazione: «Per i periodi di assenza per malattia, ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nei primi dieci giorni di assenza è corrisposto il trattamento economico fondamentale, con esclusione di ogni indennità e trattamento accessorio». Un provvedimento, questo, che colpisce tutti i dipendenti pubblici. Perché allora solo i poliziotti fanno tanto rumore? Non solo. Con la legge di conversione è stato stabilito che la stretta «non si applica al comparto sicurezza e difesa per le malattie conseguenti a lesioni riportate in attività operative e addestrative». Qual è allora il punto?
Primo, «a differenza degli altri dipendenti pubblici, per la polizia le indennità e i trattamenti accessori rispetto allo stipendio base, incidono per oltre il 40% - sostiene Giorgio Innocenzi, segretario nazionale del Consap - Sono, cioè, essenziali alla sopravvivenza dell´agente e della sua famiglia». Secondo, l´eccezione prevista dalla legge per il comparto sicurezza «si limita a casi molto rari, come lesioni riportate per un incidente stradale in servizio, scontri d´ordine pubblico o incidenti durante un´esercitazione di tiro. In tutti gli altri casi di malattia - prosegue Innocenzi - ogni collega si vedrà decurtato lo stipendio in media di 25 euro netti al giorno». Il Consap quantifica il taglio dei primi 10 giorni d´assenza tra i 140 e i 290 euro, a fronte di stipendi che si aggirano sui 1.300 euro mensili. Per questo, il sindacato ha impostato un ricorso contro la legge 133 e la circolare Brunetta, da presentare al Tar del Lazio, con la collaborazione del Codacons, per violazione del diritto costituzionale alla salute.
Non solo. Anche il Sap (Sindacato autonomo di polizia) sta scrivendo due ricorsi giurisdizionali. «Uno sotto il profilo della incostituzionalità della legge 133/2008 - spiega il segretario generale Nicola Tanzi - un altro amministrativo, impugnando il primo provvedimento di decurtazione stipendiale conseguente all´applicazione dell´articolo 71». Sul piede di guerra è poi il Silp-Cgil: «Non bisogna dimenticare i clamorosi tagli alle forze di polizia in corso - ricorda il segretario generale Claudio Giardullo - per questo chiederò a tutti i sindacati del comparto di riunirsi in assemblea la prossima settimana».
Repubblica 10 settembre 2008