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di politica, cultura, società - 2008
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15-01-2008, 14.34.55
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La riforma elettorale che vorrei
In questo periodo e in realtà da alcuni anni, si fa un gran parlare della legge elettorale che l'Italia dovrebbe assumere per riformare davvero il sistema di governo: ho sentito diverse proposte di legge, ma nessuna mi ha particolarmente entusiasmato... alla fino ho deciso di formulare in forma scritta le idee che mi frullano in testa e mi piacerebbe ricevere i commenti di tutti coloro che leggono la mia proposta.
Eccola in breve:
- elezione diretta del capo del governo con sistema maggioritario;
- camera dei deputati con compiti legislativi eletta con sistema proporzionale;
- senato della repubblica con compiti di controllo eletta con sistema maggioritario su base provinciale;
- presidente della repubblica eletto dal parlamento;
- rappresentante all'ONU eletto dal parlamento.
Il testo completo è qui: http://www.ciconet.it/view.php/it/type/news/id/48
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15-01-2008, 15.14.42
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Ciao Piciuriello, benvenuto.
Se vuoi una democrazia fondata sulla centralità del parlamento (il quale eserciti effettivamente il potere legislativo), hai bisogno di affidare al parlamento anche il potere di eleggere il proprio esecutivo (il governo e il primo ministro).
Se vuoi una democrazia fondata sulla centralità del governo, che eserciti una funzione guida, di indirizzo legislativo, legittimata dalla scelta diretta dei cittadini, allora hai bisogno di eleggere il parlamento con un sistema elettorale che garantisca una maggioranza conforme alla scelta del governo (sistema maggioritario o proporzionale con premio di maggioranza).
Una seconda camera, è inutile. In democrazia, le funzioni di controllo devono poter essere esercitate dall'opposizione.
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15-01-2008, 15.39.49
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Se vuoi una democrazia fondata sulla centralità del parlamento (il quale eserciti effettivamente il potere legislativo), hai bisogno di affidare al parlamento anche il potere di eleggere il proprio esecutivo (il governo e il primo ministro).
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Una semplice domanda: perché?
Tu fai un'affermazione lapidaria, io ho spiegato le mie motivazioni(ripeto che il testo completo, che però è un po' lungo lo trovi qui:
http://www.ciconet.it/view.php/it/type/news/id/48).
Il potere legislativo e il potere esecutivo sono due cose diverse: perché in Italia li vogliamo per forza tenere insieme?
Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Se vuoi una democrazia fondata sulla centralità del governo, che eserciti una funzione guida, di indirizzo legislativo, legittimata dalla scelta diretta dei cittadini, allora hai bisogno di eleggere il parlamento con un sistema elettorale che garantisca una maggioranza conforme alla scelta del governo (sistema maggioritario o proporzionale con premio di maggioranza).
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Io voglio che al centro dei rispettivi poteri ci siano il governo e il parlamento: non voglio che il governo eserciti un indirizzo legislativo, voglio che abbia solo un potere esecutivo. Perché dare al governo poteri e compiti che non gli spettano? Non fanno altro che distrarlo dai suoi incarichi principali.
Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Una seconda camera, è inutile. In democrazia, le funzioni di controllo devono poter essere esercitate dall'opposizione.
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Separando i poteri come nella mia proposta, diviene fondamentale la funzione di controllo perché la camera si occupa solo di legiferare e non ha "interessi" negli incarichi del governo.
Inoltre mi aspetto che affidando il potere di controllo a senatori eletti a livello locale, questi abbiamo maggiore vicinanza con gli interessi locali e in particolare degli elettori. Naturale che nel sistema che propongo il senato tenderà ad esprimere una maggioranza diversa da quella di governo, anche perché gli elettori saranno portati a votare candidati dell'altro schieramento.
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15-01-2008, 16.02.23
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Citazione:
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Originalmente inviato da piciuriello
Una semplice domanda: perché?
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Perchè devono poter andare d'accordo.
Anche in una ipotesi di perfetta separazione dei poteri, il potere esecutivo è potere esecutivo del potere legislativo. Cosa esegue? Le leggi.
Prova a fare una simulazione.
1) elezione diretta del governo con sistema maggioritario (maggioranza relativa o assoluta?): Vince Prodi, che si fa una squadra con ministri del partito democratico.
2) camera dei deputati con compiti legislativi eletta con sistema proporzionale: Vince il centrodestra. Con il 51%.
A questo punto cosa succede? Prodi e i ministri democratici (legittimati dal voto popolare) si fanno esecutori delle leggi del centrodestra? Oppure, si dimettono e si torna al voto?
Ipotesi ancora più catastrofica: Prodi e i ministri democratici non vogliono eseguire le leggi della maggioranza del parlamento di centrodestra e neppure vogliono dimettersi. Per sfiduciarli, occorre una maggioranza dei due terzi, ma la maggioranza parlamentare uscita vincente dalle elezioni è solo la metà più uno. Cosa capita?
La legge elettorale, qualunque essa sia, deve produrre un sistema coerente e funzionante. L'attuale legge, per esempio, è inadeguata, perchè non garantisce che camera e senato abbiano la stessa maggioranza.
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16-01-2008, 10.23.18
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Prova a fare una simulazione.
1) elezione diretta del governo con sistema maggioritario (maggioranza relativa o assoluta?): Vince Prodi, che si fa una squadra con ministri del partito democratico.
2) camera dei deputati con compiti legislativi eletta con sistema proporzionale: Vince il centrodestra. Con il 51%.
A questo punto cosa succede? Prodi e i ministri democratici (legittimati dal voto popolare) si fanno esecutori delle leggi del centrodestra? Oppure, si dimettono e si torna al voto?
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Il tuo discorso è sensato e ragionato e ti ringrazio.
C'è però un limite a mio modo di vedere: ragioni per schieramenti politici e questo è comprensibile dato che in Italia c'è sempre stato un sistema elettorale che in un modo o nell'altro (ovvero prima del voto come adesso o dopo il voto come prima) stimolava la formazione di maggioranze parlamentari a causa del fatto che è il parlamento a scegliere il governo e ovviamente la cosa non può essere che fatta a maggioranza.
Io invece stravolgerei questo modo di agire: - Il governo viene eletto da una maggioranza, in questo caso di italiani (a proposito, maggioranza relativa ovviamente e singolo turno senza ballottaggio, non ha senso tornare alle urne per il mancato raggiungimento di una maggioranza assoluta, inoltre il sistema maggioritario deve essere usato per stimolare automaticamente il bipolarismo e la costituzione preventiva delle alleanze e dei programmi, le scelte e i compromessi devono essere fatti subito, in modo che gli elettori li conoscano già quando vanno alle urne).
- La camera è eletta con un sistema proporzionale secco (con un minimo sbarramento all'1%) e non ha il compito di costituire una maggioranza perché non deve eleggere un governo. Quindi mi aspetto che di volta in volta, nell'affrontare le problematiche su cui legiferare, si formino delle maggioranze trasversali tra le svariate formazioni politiche che si costituiranno inevitabilmente (sia per il sistema proporzionale, sia per l'ineludibile tradizione italiana).
- Le questioni di cui si occupano camera e governo sarebbero radicalmente diverse ed è la legge elettorale a dover stabilire l'esatta distinzione dei ruoli (io non sono sufficientemente un tecnico per poterlo fare), ma a mio modo di vedere un sistema come questo non può che definire che della legge finanziaria si occupi in toto il Governo! Quindi il governo esegue per l'80% leggi che lui stesso ha fatto. Tu mi dirai che la legge finanziaria, essendo legge, dovrebbe essere emanazione del potere legislativo, ma io ti dico che è evidente come la legge finanziaria non sia in realtà una legge, quanto più un regolamento, un progetto. Tolta la legge finanziaria, le altre questioni normative sono meno oggetto di schieramenti politici ideologici e più oggetto di buon senso e morale condivisa.
- Con il sistema che propongo la camera tenderà quindi ad essere costituita da tecnici, mentre i politici "puri" si dirigeranno maggiormente verso il senato, oltre che verso il governo.
Che ne pensi?
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16-01-2008, 11.20.32
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Penso che se concepisci un sistema fondato su due centri di potere, entrambi legittimati dal voto popolare, crei le condizioni per un conflitto paralizzante. Chi esegue le leggi deve poterle condividere e chi legifera deve potersi fidare di chi eseguirà le leggi. Dunque, il parlamento, insieme con le leggi, deve poter scegliere il governo, oppure il popolo, insieme con il governo, deve poter scegliere una maggioranza parlamentare.
Dal 1991, viviamo il tormentone della legge elettorale, ascoltiamo proposte di ogni tipo da parte di ogni partito, proposte che cambiano nel tempo in modo anche sorprendente e repentino. Allo stesso modo abbiamo sperimentato più di una legge elettorale, per la Camera, il Senato, le Regioni, le Province, i Comuni.
Questo tormentone ha prima suscitato grandi aspettative di cambiamento, ai tempi del referendum Segni, poi delusione, distacco, noia. In qualcuno può anche suscitare, dal solo punto di vista tecnico, passione e divertimento: ne sento dire una tutti i giorni, da diversi anni, voglio provare a dirne una pure io. Però, anche volendo, prenderlo, soltanto come un gioco di incastri, alla fine i pezzi si devono incastrare.
Succede però che alla fine non si incastrano e si deve procedere poi ad un nuovo tentativo in una eterna transizione.
Come mai?
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22-01-2008, 09.48.29
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Penso che se concepisci un sistema fondato su due centri di potere, entrambi legittimati dal voto popolare, crei le condizioni per un conflitto paralizzante. Chi esegue le leggi deve poterle condividere e chi legifera deve potersi fidare di chi eseguirà le leggi. Dunque, il parlamento, insieme con le leggi, deve poter scegliere il governo, oppure il popolo, insieme con il governo, deve poter scegliere una maggioranza parlamentare.
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Non sono convinto di quanto affermi.
Mi spieghi come giudichi il sistema elettorale americano?
A me sembra strutturato su due centri di potere in modo simile a quello che propongo io, con la sostanziale differenza che quella è una federazione, il che limita notevolmente i poteri di entrambi i centri.
Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Succede però che alla fine non si incastrano e si deve procedere poi ad un nuovo tentativo in una eterna transizione.
Come mai?
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Penso che tutti i sistemi elettorali proposti finora nascevano più dal compromesso che da reali scelte "tecniche".
Ad esempio proporre un maggioritario con quote proporzionali è un'assurdo, ma era un tentativo per salvare capra e cavoli: avere una maggioranza e una governabilità, ma dare spazio alle minoranze.
Inoltre spesso la necessità da parte dei partiti di mantenere la posizione acquisita, li porta a fare scelte solo mirate al loro tornaconto.
Il sistema che vorrei io dovrebbe scindere i due poteri e farlo sia preservando la governabilità (da qui la scelta del maggioritario per l'elezione del governo), sia dando spazio anche alle minoranze (ed ecco il proporzionale per la camera).
Allo stesso tempo un senato con compiti di controllo porta i politici "di mestiere" e i partiti a puntare soprattutto su questa camera, facendo sì che la camera dei deputati non sia perennemente bloccata da logiche di partito o da sterminate discussioni demagogiche.
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22-01-2008, 10.35.00
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precisazione
scusate se mi intrometto ma vorrei precisare che quello giudiziario
non è un potere ma un ordinamento,infatti si chiama ordinamento giudiziario,poichè oggi al parlamento siedono molti ex magistrati,
questi con quelli in servizio vogliono trasformare l'ordinamento in potere e questo x me sarebbe tragico basta vedere di pietro che
mi sembra torquemada
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22-01-2008, 14.06.47
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"Legislativo, Esecutivo e Giudiziario". Istituzioni con i loro poteri. Studiare, prego!
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22-01-2008, 15.24.08
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Citazione:
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Originalmente inviato da piciuriello
Non sono convinto di quanto affermi.
Mi spieghi come giudichi il sistema elettorale americano?
A me sembra strutturato su due centri di potere in modo simile a quello che propongo io, con la sostanziale differenza che quella è una federazione, il che limita notevolmente i poteri di entrambi i centri.
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Quello americano è un sistema presidenziale. Il primato relativo è del presidente. Il capo dello stato è anche capo del governo. Il presidente non è semplicemente l'organo esecutivo del congresso ed ha potere di veto sulle leggi che non condivide. Il congresso non può sfiduciare il presidente, può metterlo in stato d'accusa, per attentato alla Costituzione. Tuttavia, la maggioranza del congresso può bloccare le iniziative di legge del presidente (prese mediante un parlamentare a lui vicino). Ergo, i due organi possono paralizzarsi reciprocamente. Il sistema quindi è poco funzionale. Negli Stati Uniti regge, perchè i due partiti che si alternano al governo sono molto simili e perchè buona parte del potere legislativo e amministrativo è decentrato nei singoli stati.
Citazione:
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Originalmente inviato da piciuriello
Penso che tutti i sistemi elettorali proposti finora nascevano più dal compromesso che da reali scelte "tecniche".
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Qualsiasi sistema elettorale è una scelta tecnica.
Ma da cosa ha avuto origine, nel 1992-93, la scelta di riformare la legge elettorale?
Citazione:
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Originalmente inviato da piciuriello
Ad esempio proporre un maggioritario con quote proporzionali è un'assurdo, ma era un tentativo per salvare capra e cavoli: avere una maggioranza e una governabilità, ma dare spazio alle minoranze.
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Però, la frammentazione politica si è ulteriormente aggravata e i gruppi minori si formavano, non tanto grazie alla quota proporzionale che aveva una soglia di sbarramento, quanto alla proporzionalizzazione delle candidature nel maggioritario, o addirittura dopo in parlamento, attraverso scissioni e passaggi di schieramento.
Citazione:
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Originalmente inviato da piciuriello
Il sistema che vorrei io dovrebbe scindere i due poteri e farlo sia preservando la governabilità (da qui la scelta del maggioritario per l'elezione del governo), sia dando spazio anche alle minoranze (ed ecco il proporzionale per la camera).
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Ma, il potenziale conflitto tra i due poteri, non è regolato.
Citazione:
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Originalmente inviato da piciuriello
Allo stesso tempo un senato con compiti di controllo porta i politici "di mestiere" e i partiti a puntare soprattutto su questa camera, facendo sì che la camera dei deputati non sia perennemente bloccata da logiche di partito o da sterminate discussioni demagogiche.
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E perchè dovrebbe succedere così?
I partiti hanno il monopolio della selezione della classe politica dirigente. D'altra parte, qualsiasi altra organizzazione si proponesse questa funzione, diverrebbe a sua volta un partito. Forza Italia non è altro che una grande azienda che si fa partito. I leader effettivi dei partiti, i politici di maggior potere, mirerebbero a farsi eleggere nella camera con maggiori poteri: quella che fa le leggi.
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22-01-2008, 15.26.46
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Citazione:
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Originalmente inviato da giovarma
scusate se mi intrometto ma vorrei precisare che quello giudiziario
non è un potere ma un ordinamento,infatti si chiama ordinamento giudiziario,poichè oggi al parlamento siedono molti ex magistrati,
questi con quelli in servizio vogliono trasformare l'ordinamento in potere e questo x me sarebbe tragico basta vedere di pietro che
mi sembra torquemada
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Potere giudiziario
Il potere giudiziario è quel potere che giudica i cittadini attraverso le leggi. questo procedimento si svolge in tribunale dove il cittadino viene giudicato da appositi giudici. L'espressione potere giudiziario è una formula polisensa. In senso soggettivo/nominalistico, con essa si vuole indicare il complesso degli organi dell'autorità giudiziaria, cioè della magistratura, che a sua volta comprende sia i giudici che i pubblici ministeri.
In senso filosofico, detta espressione rimanda alla nota teoria della separazione dei poteri elaborata da Montesquieu, secondo cui in ogni forma di Stato esisterebbero tre poteri principali: legislativo, esecutivo, e giudiziario, quest'ultimo rappresentato, appunto, dalla magistratura.
In una terza accezione, l'espressione in esame sottolinea il momento autoritativo che connota lo svolgimento della funzione giudiziaria (vedi voce giurisdizione), che si compendia nel potere di dare attuazione al comando legislativo. Al riguardo, va peraltro detto che, con riferimento allo svolgimento dell'attività giudiziaria, oggi si tende a valorizzare, in omaggio ai valori democratici che improntano la Costituzione repubblicana, i profili connessi allo svolgimento di un servizio nei confronti della collettività, piuttosto che il mero esercizio di poteri autoritativi.
http://it.wikipedia.org/
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22-01-2008, 17.53.21
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GOVERNO: GRILLO, INSULTO A ITALIANI SE SI VOTA CON 'PORCATA' =
(AGI) - Roma, 22 gen. - "Il ritorno al voto con la legge
elettorale porcata e' un insulto agli italiani. Votare in
questo caso non avra' alcun senso. Si votino da soli.
Guadagneranno forse ancora del tempo, ma il loro tempo sta per
finire". Nuovo j'accuse di Beppe Grillo che boccia l'ipotesi di
elezioni anticipate e torna a investire di critiche politici e
media.
"Si preparano le elezioni. Con questa legge elettorale -
spiega, dal suo blog, il comico del Vaffa day - saranno
riconfermati tutti. Non c'e' il voto di preferenza. Le liste le
decideranno i segretari di partito che confermeranno i loro
servi e i famigli. La situazione economica e' seria. La
recessione americana sta arrivando e i piu' deboli ne
pagheranno le conseguenze. L'Italia non puo' piu' reggere. Ne'
un governo dello psiconano, ne' un governo di Topo Gigio, che
sono la stessa cosa. I due, mano nella mano, andranno a vedere
a Roma la prima del film dedicato allo statista latitante Craxi
da sua figlia". (AGI)
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28-01-2008, 11.11.20
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Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Quello americano è un sistema presidenziale. Il primato relativo è del presidente. Il capo dello stato è anche capo del governo. Il presidente non è semplicemente l'organo esecutivo del congresso ed ha potere di veto sulle leggi che non condivide. Il congresso non può sfiduciare il presidente, può metterlo in stato d'accusa, per attentato alla Costituzione. Tuttavia, la maggioranza del congresso può bloccare le iniziative di legge del presidente (prese mediante un parlamentare a lui vicino). Ergo, i due organi possono paralizzarsi reciprocamente. Il sistema quindi è poco funzionale. Negli Stati Uniti regge, perchè i due partiti che si alternano al governo sono molto simili e perchè buona parte del potere legislativo e amministrativo è decentrato nei singoli stati.
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Bene, mi pare che i limiti che hai espresso del sistema americano non siano presenti nella mia proposta.
Il capo del governo non ha potere di veto, mentre sul fatto che la maggioranza possa bloccare le iniziative di legge del presidente che non sono sua emanazione diretta, ma vengono proposte da un parlamentare a lui vicino, mi pare il normale "gioco" della democrazia e non un'operazione paralizzande.
Infine l'Italia e' piu' piccola di molti degli stati che compongono gli USA.
Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Però, la frammentazione politica si è ulteriormente aggravata e i gruppi minori si formavano, non tanto grazie alla quota proporzionale che aveva una soglia di sbarramento, quanto alla proporzionalizzazione delle candidature nel maggioritario, o addirittura dopo in parlamento, attraverso scissioni e passaggi di schieramento.
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Io vorrei che la smettessimo di combattare (solo a parole per la verità) la frammentazione politica italiana: è così, perché noi italiani siamo così. Smettiamo di combatterla e cerchiamo di normarla!
Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
Ma, il potenziale conflitto tra i due poteri, non è regolato.
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Dovrebbe essere normato da una separazione dei poteri: separazione che deve discendere da una chiara individuazione dei rispettivi compiti, compiti che devono essere scritti nella costituzione.
Citazione:
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Originalmente inviato da Roderigo
E perchè dovrebbe succedere così?
I partiti hanno il monopolio della selezione della classe politica dirigente. D'altra parte, qualsiasi altra organizzazione si proponesse questa funzione, diverrebbe a sua volta un partito. Forza Italia non è altro che una grande azienda che si fa partito. I leader effettivi dei partiti, i politici di maggior potere, mirerebbero a farsi eleggere nella camera con maggiori poteri: quella che fa le leggi.
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Al di là dei singoli partiti che preferirei tenere fuori dalla discussione, io credo che il potere di controllo sia molto importante, soprattutto perché consentirebbe ai politici di esporre le proprio motivazioni e di farle conoscere agli elettori.
Adesso questo potere è in mano ai giornalisti, che deformano continuamente i fatti e le parole per portare avanti i giochi del proprio editore o anche solo per questioni di spazio e di tempo.
Quindi a mio modo di vedere la camera che ha maggior potere è la camera che ha il potere di controllo, ovviamente dopo al governo.
La camera che fa le leggi è importantissima, ma non "demagogica": è soprattutto "funzionale", ecco perché penso che interesserebbe meno i capi di partito e i politici di maggiore spicco.
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