Inizialmente ero deciso di inserire questo post in "Il rosso e il nero" visto che si riferisce ad una scelta di un politico in campagna elettorale ma siccome per criticare la scelta di Boselli critico l'immagine di Gesù Cristo, penso che sia più opportuno inserire questo post in "L'ora di religione" (poi casomai Roderigo lo sposterà altrove se lo riterrà opportuno). Ho sempre sostenuto che gli anticlericali sono integralisti cristiani che fanno di tutto non solo per difendere ma anche per esaltare l'immagine di Gesù Cristo. Enrico Boselli dichiara: "Non mi sembra un fatto immorale che i socialisti colleghino il loro umanesimo e i loro valori a quelli cristiani.". Infine aggiunge che "il messaggio cristiano è prima di tutto un messaggio di libertà". Fonte:
www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=250261
Gesù con le sue parole continua a riaffermare il ruolo del padrone ad essere padrone, mentre il servo deve continuare ad essere servo; il suddito è suddito ed il re è re per volontà divina! Non c'è nessun messaggio di libertà nelle parole di Cristo, c'è solo l'invito ad ubbidire al proprio padrone senza fare tante storie. Faccio un paio di esempi. Gesù Cristo dice (Matteo da 25,14 a 25,30):
«Inoltre il regno dei cieli è simile a un uomo che, partendo per un viaggio chiamò i suoi servi e affidò loro i suoi beni.
A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità; e subito partì.
Ora colui che aveva ricevuto i cinque talenti, andò e trafficò con essi e ne guadagnò altri cinque.
Similmente anche quello dei due ne guadagnò altri due.
Ma colui che ne aveva ricevuto uno andò, fece una buca in terra e nascose il denaro del suo signore.
Ora, dopo molto tempo, ritornò il signore di quei servi e fece i conti con loro.
E colui che aveva ricevuto i cinque talenti si fece avanti e ne presentò altri cinque, dicendo: "Signore, tu mi affidasti cinque talenti, ecco, con quelli ne ho guadagnati altri cinque
E il suo signore gli disse: "Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa, io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore".
Poi venne anche colui che aveva ricevuto i due talenti e disse: "Signore, tu mi affidasti due talenti; ecco, con quelli ne ho guadagnati altri due".
Il suo signore gli disse: "Bene, buono e fedele servo; tu sei stato fedele in poca cosa, io ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo signore".
Infine venne anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: "Signore, io sapevo bene che tu sei un uomo aspro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso;
perciò ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra; ecco te lo restituisco"
E il suo signore rispondendo, gli disse: "Malvagio e indolente servo, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso;
tu avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, al mio ritorno, l'avrei riscosso con l'interesse.
Toglietegli dunque il talento e datelo a colui che ha i dieci talenti.
Poiché a chiunque ha, sarà dato e sovrabbonderà, ma a chi non ha gli sarà tolto anche quello che ha.
E gettate questo servo inutile nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti».
Gesù Cristo dice (Matteo da 22,2 a 22,14):
«Il regno dei cieli è simile a un re, il quale preparò le nozze di suo figlio.
E mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.
Di nuovo mandò altri servi dicendo: "Dite agl'invitati: Ecco, io ho apparecchiato il mio pranzo, i miei vitelli e i miei animali ingrassati sono ammazzati ed è tutto pronto; venite alle nozze".
Ma essi, non curandosene, se ne andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari.
E gli altri, presi i suoi servi, li oltraggiarono e li uccisero.
Il re allora, udito ciò, si adirò e mandò i suoi eserciti per sterminare quegli omicidi e per incendiare la loro città.
Disse quindi ai suoi servi: "Le nozze sono pronte, ma gl'invitati non ne erano degni.
Andate dunque agli incroci delle strade e chiamate alle nozze chiunque troverete
E quei servi, usciti per le strade, radunarono tutti coloro che trovarono cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Ora il re, entrato per vedere i commensali, vi trovò un uomo che non indossava l'abito da nozze;
e gli disse: "amico come sei entrato qui senza avere l'abito da nozze?" E quegli rimase con la bocca chiusa.
Allora il re disse ai servi: "Legatelo mani e piedi, prendetelo e gettatelo nelle tenebre di fuori. Lì sarà il pianto e lo stridor di denti.
Poiché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Di quale libertà parla Enrico Boselli? Della libertà del padrone (o del re) di bastonare i propri servi (o sudditi)? Già anni fa sentii in tv un esponente radicale (i socialisti di Boselli sono stati coi radicali nel partito "la rosa nel pugno") elogiare Cristo per l'episodio dei mercanti dal tempio: cioè esalta un episodio di odio religioso in cui uno entra in un tempio e, rovesciando tavoli, pretende di stabilire lui le regole su come gli altri devono o non devono comportarsi. Se al giorno d'oggi uno entrasse in un luogo di culto a fare ciò che ha fatto Gesù verrebbe subito arrestato per vilipendio di luogo di culto, odio religioso, e nel caso fosse in corso una cerimonia religiosa ci sarebbe anche: interruzione di un rito religioso, offesa al sentimento religioso per ogni partecipante (quindi si configurerebbero dei reati anche nei confronti delle persone singole)! E i radicali esaltano questo! La stessa cosa fece Adolf Hitler che esaltò più volte questo passo (Giovanni 2,15), e grazie anche a questo alimentò l'odio nei confronti degli ebrei (esaltare questo passo gli serviva proprio a questo)!