|
L'Archivio
di Metaforum
Forum
di politica, cultura, società - 2008
|

13-05-2008, 23.25.54
|
|
|
|
Migranti: clandestini e lavoratori
Il disastro della Bossi-Fini:
650mila i "clandestini" che hanno un lavoro
Invece di regolarizzarli e fargli pagare le tasse, la destra li vuole espellere
Roberto Farneti
In Italia ci sono almeno 650mila immigrati che lavorano al nero perché clandestini, ma che non sono affatto dei delinquenti, come la destra vorrebbe far credere. Si tratta di persone oneste, che vorrebbero pagare le tasse e godere dei diritti di cittadinanza ma che non possono farlo a causa di una legge assurda che, di fatto, glielo impedisce, negando loro il permesso di soggiorno. Altro che il presunto "buonismo" della sinistra: basta guardare i dati del primo "censimento" dei clandestini sul territorio nazionale, resi noti ieri dal quotidiano Il Sole 24 Ore , per rendersi conto di quali disastri abbia prodotto in questi anni la Bossi-Fini.
A fare chiarezza è una indagine del Dipartimento di Demografia dell'Università Milano Bicocca realizzata sulla base delle 724mila domande presentate dai datori di lavoro italiani per il decreto flussi 2007. Viene fuori che gli stranieri presenti sul nostro territorio in maniera irregolare sono in media 11 ogni mille abitanti e che la capitale dei clandestini è Brescia «con 32 ogni mille abitanti - informa l'articolo - seguita a ruota da Mantova, con 30 e da altre otto città del Nord». Se però si passa a misurare il "tasso di clandestinità", ovvero quanti privi di permesso ogni cento immigrati presenti, la graduatoria si capovolge: al top salgono le città del Sud. Crotone e Messina comandano questa classifica con il 35-38%, mentre a Napoli uno straniero su tre (31,7%) è irregolare. Secondo la mappa, inoltre, la densità più elevata è in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna.
Coglie la palla al balzo la destra per riproporre il ritornello dell'Italia «colabrodo d'Europa». Stefano Galieni, responsabile immigrazione del Prc, scuote la testa: «La presenza di migranti in Italia, nonostante il forte incremento degli ultimi anni, è ancora - ricorda Galieni - al di sotto della media europea». Quanto alla percentuale alta di irregolari, «essa è dovuta in gran parte - sottolinea il responsabile immigrazione del Prc - all'impossibilità per queste persone di regolarizzare la propria presenza in Italia. A conferma che è la legge Bossi-Fini che crea i clandestini».
Secondo Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci, «oggi il miglior alleato dei trafficanti di immigrazione clandestina è chi propone un irrigidimento degli ingressi legali. Lacci e lacciuoli non possono fermare un fenomeno di dimensioni epocali e che per essere governato ha bisogno di regole giuste ed efficaci». L'Arci ha calcolato che per ogni immigrato espulso attraverso i Cpt, il costo di ogni rimpatrio è di circa 25mila euro a testa, tra i soldi che vengono spesi per il mantenimento di queste strutture, i passaggi aerei ecc. «Tra far emergere il lavoro nero, facendo così incassare parecchi soldi allo Stato, e inasprire la guerra agli immigrati, che tanto costa all'erario, mi sembra più logico - osserva Miraglia - scegliere la prima soluzione. Consiglierei al ministro Maroni di farsi almeno un po' di conti, se proprio non gli basta il fatto che stiamo parlando di esseri umani».
Il fatto che ogni volta le domande presentate per il decreto flussi siano di gran lunga eccedenti le quote fissate dai governi, è la conferma di quanto la nostra economia abbia bisogno dei migranti. Questo spiega anche perché Brescia sia diventata la capitale dei clandestini. «Si tratta di una città - ricorda Dino Greco, membro del direttivo nazionale della Cgil e ex segretario della Camera del Lavoro bresciana - dove ci sono 140mila immigrati regolari su una popolazione di un milione e 50mila abitanti. Più una quota di clandestini fisiologica perché, come sempre accade in questi casi, la domanda di lavoro che proviene dalle imprese supera l'offerta». Si verifica così un paradosso, per cui le leggi di mercato si rovesciano contro i loro ideloghi. «Perché la gente - spiega Greco - va dove il lavoro c'è. E le imprese glielo danno perché ne hanno bisogno. I lavori più disagiati, più pericolosi, più insalubri, dalle stalle industriali alla siderurgia, li fanno i migranti. A Brescia sono gli indiani sikh che mungono le vacche».
Oltre che fornire un sostanzioso contributo alla nostra economia, i migranti hanno anche un ruolo fondamentale nel nostro sistema di welfare: «Oramai certe forme di assistenza che la struttura pubblica non riesce a garantire vengono assolte privatamente e al "nero" da badanti straniere», sottolinea ancora Stefano Galieni.
Dino Greco consiglia perciò a «quei signori che hanno trasformato sciaguratamente la questione della immigrazione in una questione di ordine pubblico» di farsene una ragione: «Il tasso di immigrati presenti nella popolazione italiana e bresciana - avverte il sindacalista - continuerà fatalmente ad aumentare. Non fosse altro per la bassa natalità dei cittadini italiani».
Liberazione 13 maggio 2008
http://www.liberazione.it
|
|

13-05-2008, 23.32.40
|
|
|
«La sinistra la smetta con il paternalismo»
Stefano Levi Della Torre. Saggista e artista
Davide Varì
C'è chi li chiama clandestini e promette di spazzarli via dal Paese, e chi, come Stefano Levi della Torre, li chiama «esercito di riserva». Un esercito di riserva molto comodo per creare concorrenza tra i lavoratori e, perchè no, offrirlo come capro espiatorio buono per racimolare consensi e voti agitando la presunta emergenza sicurezza.
Sono circa 650mila i clandestini del Belpaese. Una manna per le piccole e medie imprese del "Nord-Est produttivo": zero garanzie, zero diritti e salari da fame. Insomma, il clandestino è il lavoratore ideale da spremere fino all'ultima goccia. E di fronte a tutto questo la lettura offerta da Stefano Levi della Torre - saggista e artista - è, per sua stessa ammissione, «classicamente marxista»: «L'immigrato è il nuovo oppresso - dice - ed è incredibile la cecità della sinistra di fronte a questo dato di fatto».
E di fronte alla proposta del nuovo ministro dell'interno Maroni che vuol rendere reato la clandestinità, Stefano Levi della Torre parla di operazione di facciata: «Dovrà rendere conto ai propri elettori, a quei piccoli e medi imprenditori che vivono sulle spalle di queste persone».
Sicurezza e immigrazione. Sono i temi del momento, le parole d'ordine su cui si è giocata l'ultima campagna elettorale. Come si esce da questa "emergenza" continua che sta assumendo toni sempre più xenofobi?
I migranti, soprattutto i migranti clandestini, sono l'esercito di riserva delle imprese. Sono i nuovi oppressi, utilizzati come strumento di controllo dei salari di tutti i lavoratori. Quello tra lavoratori migranti e lavoratori italiani, è divenuto un conflitto enorme, pericolosissimo, un conflitto che sta generando guerre tra poveri. E, dato ancor più preoccupante, la sinistra continua a ignorare questo conflitto concentrandosi sulle sparate del leghista di turno.
Non dobbiamo preoccuparci quando il sindaco di Treviso sostiene che i clandestini «bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile»?
Non dico questo, dico solo che proprio a Treviso c'è il più alto tasso di integrazione. E questo è un fatto. Non dobbiamo cadere nella trappola delle provocazioni verbali ma pensare a come dare risposte alternative alla questione immigrazione. Non finirò mai di stupirmi del modo con cui la sinistra si accanisca sulle questioni del linguaggio senza considerare la possibilità di una critica marxista allo sfruttamento dei migranti, di questo esercito di riserva in mano alle imprese. Non vedo nessuna traccia di una politica concreta sulla questione della concorrenza tra lavoratori migranti e lavoratori italiani. Spendiamo fiumi di parole per dire come dobbiamo essere accoglienti senza considerare le contraddizioni che genera il fenomeno migrazione. Ci allarmiamo sulle parole sconsiderate della Lega ma non diamo alcuna risposta sul fenomeno.
E quali risposte bisognerebbe dare?
Prima di tutto non dobbiamo negare le situazioni di disagio. Siamo bloccati da paletti ideologici che frenano qualsiasi azione sociale sul nuovo mercato del lavoro che si è generato intorno al fenomeno immigrazione. Di fronte agli slogan demagogici della destra opponiamo slogan uguali e contrari. Loro dicono immigrato uguale insicurezza e noi, con una formuletta autoconsolatoria, rispondiamo che l'immigrato è bello e buono. Quasi che in questo modo i problemi si risolvano da soli. Il degrado di molte città del Nord c'è ed è vero. Negandolo riusciamo solo ad esasperare le persone che vivono nei luoghi di questo attrito: nei quartieri e nei posti di lavoro. Non possiamo far finta che l'operaio del nord non veda il migrante come una minaccia, come un'aggressione. Noi dobbiamo tornare a vivere nelle contraddizioni e dare risposte concrete.
Nessuno nega il disagio, ma non crede che la questione immigrazione andrebbe disinnescata e affrontata per quello che realmente è? Non vede anche lei una "fabbrica della paura" che, come dice Barbara Spinelli, trasforma l'insicurezza in investimento politico?
La "politica della paura" è evidente. Come è evidente l'investimento simbolico che ha subito il tema dell'insicurezza. C'è un'insicurezza e un disagio strutturale che si sfoga sul migrante, un trasferimento simbolico che, agli occhi dei cittadini, trova conferma nella concorrenza sul luogo di lavoro e nell'abitare. Ma anche la negazione di questo attrito tra migranti e residenti rappresenta un errore di valutazione. Un errore che oltretutto genera un "moralismo" insopportabile agli occhi dei cittadini. Un moralismo che predica l'accoglienza invece di affrontare i contrasti.
Ieri sono usciti i numeri dei migranti clandestini presenti in Italia: si tratta di 650mila persone che rischiano di finire in galera senza aver commesso altro reato se non quello di aver attraversato un confine. Almeno questa è l'intenzione del ministro dell'Interno Maroni...
Io credo che Maroni e il governo di destra sia consapevole del ruolo di "esercito di riserva" rappresentato dai clandestini. Forse è una sorta di stop and go: prima repressione e poi una sanatoria che del resto il centrodestra ha già fatto. Ma di fondo credo che sia un'operazione di facciata altrimenti dovrà rendere conto alla miriade di piccole e medie imprese del Nord che vivono sulle spalle di questi clandestini.
Liberazione 13 maggio 2008
http://www.liberazione.it
|
|

13-05-2008, 23.44.47
|
|
|
Rapporto immigrazione, i clandestini città per città
Sono almeno 650mila i clandestini che lavorano nelle città italiane, ma senza permesso di soggiorno. In media, 11 ogni mille abitanti. La capitale degli stranieri irregolari è Brescia, con 32 ogni mille, seguita a ruota da Mantova con 30 e da altre otto città del Nord.
Sono alcuni risultati del primo "censimento" degli extracomunitari sans papier messo a punto sulla base delle 724mila domande di assunzione presentate per il decreto flussi 2007.
Mentre nei Comuni interessati il nodo-sicurezza fa da contraltare alla necessità dell'apporto degli immigrati, il nuovo Governo si appresta al giro di vite contro la clandestinità.
Quanti stranieri nella tua citta? Guarda la classifica
* * *
L'anno del raddoppio
di Gian Carlo Blangiardo
L'altalena dell'irregolarità tra gli stranieri presenti in Italia ha ripreso a salire. La temporanea "pulizia" prodotta dal doppio decreto flussi del 2006 – una sorta di "sanatoria di fatto" per quasi mezzo milione di lavoratori – non ha impedito il riformarsi di un nuovo stock di irregolari di dimensioni ancora più consistenti. Tanto che con riferimento all'inizio del 2008 è del tutto realistico ipotizzare un universo di almeno 650mila irregolari: quasi il doppio dell'anno scorso.
Dopo aver lasciato intravedere un punto di minimo nel 2007, con i circa 350mila casi stimati all'inizio dell'anno, l'altalena dell'irregolarità tra gli stranieri presenti in Italia ha ripreso subito a salire. La temporanea "pulizia" prodotta dal doppio decreto flussi del 2006 – provvedimento che sembra aver agito come una "sanatoria di fatto" per quasi mezzo milione di lavoratori illegalmente presenti in Italia – non ha impedito il successivo rapido riformarsi di un nuovo stock di irregolari di dimensioni ancora più consistenti. Tanto che con riferimento all'inizio del 2008 appare del tutto realistico ipotizzare un universo di almeno 650mila irregolari: circa uno ogni cinque presenti.
Il serbatoio
Nulla di imprevisto. L'esperienza di più di un ventennio, contraddistinto da ben cinque sanatorie a cadenza quadriennale, ha infatti dimostrato come ogni volta l'attesa di un nuovo provvedimento di regolarizzazione abbia generato un vero e proprio "effetto richiamo"; una situazione che sembra essersi puntualmente riprodotta attorno al "decreto flussi" del 2006 (non a caso giunto a quattro anni di distanza dalla precedente regolarizzazione) e ulteriormente accentuata, anche grazie al "generoso" allargamento di quest'ultimo alla quasi totalità dei richiedenti, in vista del nuovo decreto flussi programmato a fine 2007.
Il fatto che, nonostante l'uscita di scena di romeni e bulgari (ormai sostanzialmente esclusi "di diritto" dal fenomeno del soggiorno illegale) si sia potuto stimare un aumento di ben 300mila irregolari in soli dodici mesi, mette in rilievo una vivacità che rievoca la dinamica dei flussi che hanno preceduto la "grande sanatoria" del 2002 e che potrebbe risultare sorprendente.
In realtà, si tende spesso a ignorare che il "serbatoio" dei potenziali destinatari di nuovi flussi diretti in Italia – e in buona parte orientati ad alimentare il fenomeno dell'irregolarità – è oggigiorno decisamente abbondante e certamente non è destinato a ridimensionarsi in tempi brevi. L'obiettivo di creare ogni anno mezzo milione di nuovi posti di lavoro in Marocco o di più di un milione in Egitto o persino un milione e mezzo nelle Filippine sembra realisticamente poco perseguibile (si veda la tabella); per questi, e per molti altri Paesi, non si può che immaginare un futuro caratterizzato da forti squilibri nel mercato del lavoro locale e dal conseguente persistere della valvola di sfogo di un'emigrazione che vede nell'Italia uno dei tradizionali punti di arrivo, anche a seguito di network sempre più consolidati e di una relativa facilità di ingresso e di permanenza anche al di fuori del rispetto delle norme in tema di soggiorno.
I risultati
Ma dove si localizzano oggigiorno gli stranieri irregolarmente presenti sul territorio italiano? E quanto incidono sia rispetto al totale della popolazione immigrata, sia nel più ampio insieme di tutti degli abitanti, italiani compresi? Le stime al 1° gennaio 2008 – integralmente pubblicate nelle tabelle della pagina accanto – segnalano tassi di irregolarità (stranieri irregolari per ogni 100 stranieri presenti) sopra il valore medio nazionale (pari al 17,9%) in circa un terzo delle province italiane. L'incidenza è più sostenuta nelle province del Mezzogiorno, dove si raggiungono tassi superiori al 30% in più di un quinto dei casi, mentre si mantiene relativamente più contenuta in quelle del Centro e del Nord Ovest. Ai vertici della graduatoria dell'irregolarità si collocano le province di Crotone (38,9%), Nuoro (35,5%) e Siracusa (34,4%), mentre in coda troviamo Bolzano (6,8%), Rieti (9,7%), Viterbo (10,1%) e Pistoia (10,4%). Tra le province che ospitano le grandi aree metropolitane quella con il tasso più alto è Napoli (31,7%), seguita da Catania (28,7%). Milano si colloca, con un valore del 18,2%, attorno alla media nazionale, mentre Firenze risulta leggermente inferiore (16%) a tale media e Roma è sorprendentemente molto al di sotto (12,4 per cento).
Se però dalla misura dell'incidenza degli irregolari entro la popolazione straniera si passa all'analoga misura entro il complesso della popolazione presente (italiani e stranieri), la geografia dell'irregolarità ne esce profondamente modificata. La frequenza, e forse anche la percezione, del fenomeno dell'illegalità rispetto al soggiorno appare decisamente più marcata nelle province del Nord, specie del Nord Est. Punte superiori a 15 irregolari ogni 1.000 abitanti si riscontrano in un terzo delle province settentrionali, là dove nel Mezzogiorno ciò accade unicamente per una provincia (quella di Ragusa). La più alta frazione di irregolari rispetto al totale di abitanti si osserva per la provincia di Brescia (32 per 1.000 abitanti), seguita da Mantova (29,8 per 1.000) e da Modena (25,5 per 1.000). Sul fronte opposto si collocano le province insulari con al primo posto quella di Oristano (1,3 per 1.000), seguita da Agrigento (1,6 per 1.000).
* * *
La rotta dei clandestini punta sulle città del Nord
di Franca De Ponti e Francesca Padula
L'irregolarità degli stranieri abita in tutta Italia, ma fa più paura al Nord. Perché nella graduatoria delle aree ad alta densità di immigrazione clandestina le prime dieci sono nel ricco Nord e undicesima è Macerata. La palma va a Brescia, con 32 cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno ogni mille abitanti, seguita da Mantova con 28,8. E scendendo s'incontrano le città del Veneto e dell'Emilia Romagna che contano un'incidenza di 20 irregolari ogni migliaio di presenze (contro gli 11 della media nazionale) e che hanno mostrato, con il voto di un mese fa, quanto profondo sia il disagio delle popolazioni locali in relazione ai problemi dell'immigrazione clandestina e della sicurezza.
La graduatoria è il primo "censimento" dei clandestini sul territorio nazionale realizzato – sulla base delle 724mila domande presentate per il decreto flussi 2007 – dal dipartimento di Demografia dell'Università Milano Bicocca per il Sole 24 Ore e per la Fondazione Ismu. I risultati dicono che i sans papier sono almeno 650mila e aumentano all'aumentare degli stranieri regolari. Come dimostra il susseguirsi quasi identico delle prime città nelle classifiche dell'irregolarità e in quella della densità di stranieri (con permesso e senza) sulla popolazione totale. E come conferma il caso della stessa Brescia che conta anche la maggior percentuale di presenze extraUe in Italia (13,2%): nessuno stupore di questa correlazione, sottolinea il presidente della Provincia.
Proprio in settimana, peraltro, potrebbero arrivare le misure "restrittive" annunciate dal nuovo Governo, che dovrebbero tener conto anche degli input dei Comuni interessati. Il neosindaco di Brescia, ad esempio, propone di mantenere il permesso di soggiorno solo a chi ha un affitto intestato e almeno 6mila euro di reddito (si veda l'articolo a fianco).
Se dalle prime due classifiche si passa poi a misurare il tasso di clandestinità – ovvero quanti privi di permesso ogni cento immigrati presenti – la graduatoria si capovolge: al top salgono le città del Mezzogiorno, Crotone e Messina in testa con il 35-38 per cento. Un trend che fotografa bene da un lato il fenomeno degli sbarchi e del primo approdo di molte persone che, nel tempo, si trasferiscono al Nord e trovano una collocazione; dall'altro l'alta influenza dei clandestini su comunità comunque meno numerose.
Il censimento misura l'incidenza dell'immigrazione «irregolare». Ma «irregolari» sono anche tutti i clandestini (la maggioranza) che un lavoro ce l'hanno. Senza contratto. Per loro le domande di assunzione sono state compilate dai datori italiani e inviate al ministero dell'Interno da dicembre in poi. Il server del Viminale custodisce l'identikit di aziende e famiglie che le hanno mandate (complete di indirizzo e codice fiscale), il profilo delle attività più richieste (il 57% colf e badanti), fino alla provenienza dei lavoratori "chiamati".
Incrociare queste informazioni consente di conoscere meglio la geografia dell'immigrazione, e quindi di intervenire sui punti di debolezza e sfruttare quelli di forza. I pericoli delle minoranze isolate e meno inserite e, al tempo stesso, le potenzialità delle comunità integrate nei distretti economici.
Prendiamo ad esempio il Veneto, dove convivono comunità straniere numerose e diverse tra loro, con compiti altrettanto diversificati nelle famiglie e nel tessuto delle piccole imprese manifatturiere: dalla sola Venezia sono partite 4.500 richieste di assunzione per cittadini del Bangladesh, da Verona "solo" 635 per questa nazionalità e ben 5.826 per il Marocco. A Treviso la situazione si ribalta a favore della Cina (3.600 richieste) e del Marocco (3.200). In teoria, non c'è posto per tutti. In pratica i lavoratori sono già inseriti qui e cercano a tutti i costi di regolarizzare (con l'appoggio del datore) la propria posizione in Italia.
Immigrati, quindi, non solo da temere. Ma anche, ormai da tempo, un motore del Paese. Le ultime stime sul peso da attribuire al loro lavoro le ha presentate l'Unioncamere e si attestano al 9,2% del Pil, sulla falsariga dell'8,2% calcolato dall'Ismu qualche mese fa. Ma anche elaborazioni più prudenti – come quelle del Sole 24 Ore e della Caritas – attribuivano agli stranieri già un anno fa oltre il 6% del totale, con picchi più elevati proprio al Nord.
Il Sole 24 Ore 12 maggio 2008
http://www.ilsole24ore.com
|
|

13-05-2008, 23.53.48
|
|
|
Immigrazione. E per i 500 mila che hanno un lavoro
ora l'unica strada è restare in nero
Nell´ultimo decreto flussi 720 mila domande datoriali per 170 mila posti. L'allarme delle comunità straniere
Il sindacato cinese: così lo Stato rinuncia anche a tasse e contributi
VLADIMIRO POLCHI
ROMA - Per l´esercito degli invisibili è uno schiaffo doloroso: nessuna sanatoria in arrivo e decreti flussi col contagocce. Il messaggio che il ministro dell´Interno, Roberto Maroni, manda al popolo degli irregolari allarma le comunità immigrate: «Mezzo milione di lavoratori rimarranno in nero, senza diritti e senza protezione». Non solo. «Di fatto, centinaia di migliaia di famiglie italiane resteranno in una situazione di illegalità».
L´ultima sanatoria in Italia risale al 2002 e ha portato alla regolarizzazione di 700mila immigrati irregolari. Poi più nulla. Così ai lavoratori clandestini non è rimasto che partecipare ogni anno alla "lotteria delle quote". Col decreto flussi, l´Italia fissa annualmente il tetto massimo (appunto le "quote") di cittadini extracomunitari, che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro. Questo solo sulla carta. In verità, il decreto è l´unica chance per mettere in regola chi già si trova in Italia: si fa domanda, si spera di rientrare nelle quote, si esce dal Paese e si ritorna da regolari. Nel 2007 su 170mila posti a disposizione, le domande sono state oltre 720mila: una buona (seppure approssimativa) fotografia dell´esercito dei clandestini che lavorano in Italia. Secondo la fondazione Ismu, infatti, gli immigrati irregolari con un lavoro sarebbero 650mila. Secondo molti esperti, tra i quali Fulvio Vassallo Paleologo dell´università di Palermo, i clandestini sarebbero però ben di più: poco meno di un milione. Chi sono? In base ai dati dell´ultimo decreto flussi, in maggioranza sono colf e badanti (60%). Per lo più marocchini (120mila al 7 febbraio 2008), cinesi (72mila), bengalesi (70mila), indiani (50mila) e ucraini (44mila). Dove vivono? Soprattutto in provincia di Milano (76mila) e di Roma (45mila).
Ora, però, oltre mezzo milione di immigrati rischiano di restare nella clandestinità. Solo 170mila infatti riusciranno a "vincere" uno dei posti del decreto flussi 2007. Il ministro Maroni ieri ha escluso ogni possibile sanatoria. Bisognerà dunque aspettare il nuovo decreto 2008. «Ma molti ne resteranno ancora una volta fuori – avverte Wu Zhiqiang del Sindacato cinese nazionale – senza documenti e senza tutela. Lo Stato – prosegue Zhiqiang – in questo modo rinuncia anche a una serie di benefici, conseguenti alla regolarizzazione, come il versamento di tasse e contributi. Non solo. Senza legalità, gli immigrati restano vittime dei loro tanti sfruttatori». «La regolarità porta contanti nelle casse dello Stato – sostiene Valdimir Kosturi, presidente dell´associazione albanese "Illiria" – però a qualcuno non conviene: finché gli immigrati restano clandestini, lavorano in nero, costano di meno e non reclamano diritti. E´ insomma una forma di concorrenza sleale ai lavoratori italiani, che fa comodo a molti».
Repubblica 13 maggio 2008
http://www.repubblica.it
|
|

29-05-2008, 01.24.04
|
|
|
Secondo il Rapporto Annuale dell'Istat il tasso di devianza dei regolari
è solo del 2%, di poco superiore a quello dei cittadini italiani
Pù stranieri denunciati per reato
ma si tratta per l'80% di clandestini
Al 1° gennaio 2008 gli immigrati erano 3,5 milioni, il 5,8% dei residenti.
Nel 2007 +454.000, di cui 300.000 romeni. Il 31,6% arrivato per ricongiungimento familiare
di ROSARIA AMATO
ROMA - I cittadini stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2008 erano 3,5 milioni, il 5,8 per cento dei residenti. Un numero imponente che l'anno scorso ha avuto un fortissimo impulso, considerato che sono arrivati in Italia oltre 454.000 stranieri. Di questi, 300.000 sono romeni: la metà degli stranieri residenti in Italia provengono dall'Est Europeo. Un fenomeno che l'Istat nel Rapporto Annuale analizza con particolare attenzione, senza trascurare i risvolti legati alla sicurezza.
Con conclusioni in parte lontane dai recenti allarmismi: gli immigrati regolari vivono in Italia con le loro famiglie (i ricongiungimenti familiari sono cresciuti dal 14,2 per cento nel '92 al 31,6 per cento nel 2007), sono molto flessibili, disposti a spostarsi là dove ci sono maggiori possibilità di lavoro, e quindi nei principali distretti industriali del Nord e del Centro, e presentano un tasso di devianza del 2 per cento, di poco superiore a quello dei cittadini italiani. A delinquere sono però i clandestini: è in condizione di irregolarità l'80 per cento dei denunciati stranieri per reati contro la proprietà (soprattutto borseggio, furto di automobile o in appartamento). Nel complesso, conclude l'Istat, se "nell'opinione pubblica è diffusa la percezione di un aumento del senso di insicurezza dei cittadini", "più che dalla gravità dei reati (ad esempio gli omicidi che rappresentano eventi relativamente rari) questo dipende dalla loro diffusione e visibilità".
Oltre 660.000 stranieri di "seconda generazione". Il fenomeno di stabilizzazione degli immigrati e il crescente numero di richieste di permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare ha portato a un continuo aumento di minorenni stranieri in Italia: al 1° gennaio 2007 erano già 666.000, la metà dei quali nati in Italia. Anche grazie al tasso di natalità doppio delle immigrate rispetto alle italiane: nel 2006 le cittadine straniere residenti hanno avuto in media 2,5 figli per donna, il doppio di quelli avuti dalle italiane (1,26). Solo nel 2006 i nati da coppie di genitori stranieri erano quasi 58.000, pari al 10,3 per cento del totale della popolazione residente, 14,3 per cento se si considerano anche i nati da coppie miste.
E vanno tutti a scuola. La presenza straniera è più elevata nei primi ordini scolastici, con 5,7 alunni non italiani ogni 100 iscritti nelle scuole dell'infanzia, quasi 7 per cento nelle primarie e 6,5 per cento nelle secondarie di primo grado. In aumento (è triplicata negli ultimi cinque anni) l'incidenza degli immigrati nelle scuole secondarie di secondo grado, attualmente al 3,8 per cento.
Chi sono e dove risiedono gli immigrati. Poco meno della metà degli stranieri residenti è assorbita da cinque differenti cittadinanze: Romania (circa 640.000), Albania (oltre 400.000), Marocco (circa 370.000), Cina (circa 160.000) e Ucraina (135.000). L'età media degli stranieri residenti in Italia è compresa tra i 18 e i 39 anni. Gli immigrati risiedono prevalentemente nelle regioni del Nord e del Centro del Paese: il 36,3 per cento nel Nord-Ovest, il 27,3 per cento nel Nord-Est, il 24,8 per cento nel Centro e l'11,65 per cento nel Mezzogiorno. Uno straniero su quattro è reisdente in Lombardia, mentre proporzioni superiori al 10 per cento del totale degli stranieri residenti si registrano in Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. Altissimo il tasso di migrazione interna degli immigrati regolari: nel 2007 si è spostato in un'altra provincia, prevalentemente del Nord, il 60 per cento dei residenti.
Le regolarizzazioni hanno effetti positivi. Gli analisti dell'Istat hanno anche indagato sugli effetti della regolarizzazione del 2002, quando tramite la legge Bossi-Fini sono state sanate 316.000 posizioni irregolari e attraverso la 222/02 sono stati regolarizzati altri 330.000 immigrati. A distanza di cinque anni risultavano regolarmente stabilizzati in Italia il 78 per cento dei 'regolarizzati' nel 2002.
Immigrati e sicurezza. Come risulta ampiamente dalle cronache, negli anni più recenti sono aumentati i reati commessi dagli stranieri: nel 2006 gli immigrati denunciati sono stati oltre 100.000. Si tratta soprattutto di reati contro il patrimonio: borseggi, furti e contrabbando. La maggior parte degli stranieri denunciati, rileva però l'Istat, risulta non essere in regola con il permesso di soggiorno e, verosimilmente, non l'ha neppure richiesto. Ad esempio è in condizione di irregolarità l'80 per cento dei denunciati stranieri per reati contro la proprietà (soprattutto borseggio, furto di automobile o in appartamento).
La percezione dei cittadini. E dunque perché il problema della sicurezza appare sempre più urgente, e sempre più legato alla presenza degli immigrati? Nel Rapporto Istat si analizza anche la percezione dei cittadini italiani dal 1993: la quota di famiglie che percepiscono un rischio di criminalità elevato ha toccato un minimo nel 2003, per poi crescere e arrivare al 35 per cento tra il 2006 e il 2007. L'aumento massimo, del 10 per cento, dal 1993 si è registrato nel Nord-Est. Se si considera solo l'anno scorso, l'incremento più forte si è registrato nel Nord-Ovest, dove la quota di famiglie 'preoccupate' è passata dal 33 al 38,4 per cento.
28 maggio 2008
www.repubblica.it
|
|

29-05-2008, 03.58.56
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Roderigo
Il disastro della Bossi-Fini:
650mila i "clandestini" che hanno un lavoro
|
devo ancora capire cosa diavolo centra la bossi-fini con i clandestini, l'ho letta e riletta e non mi sembri autorizzi nessuno a vrnire in Italia da clandestino e restarci...... anzi.. a quanto pare, se applicata avrebbe consentito l'ingresso solo di quelli in possesso di un lavoro e quindi in regola e con un sostentamento certo...... o mi sbaglio?
|
|

29-05-2008, 08.37.20
|
|
|
|
hai ragione. cosa aspettiamo a cacciare via tutte le badanti?
|
|

29-05-2008, 13.57.14
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
hai ragione. cosa aspettiamo a cacciare via tutte le badanti?
|
io l'ho gia' fatto... ma mi devi spiegare perche' si parla sempre e solo di badanti... che mi risulti non ne ho ancora vista una in giro a stuprare ragazzini italiani, a scippare, a spacciare droga ecc... al massimo seducono i mariti o rubacchiano sulla spesa.....
mi correggo...una rumena che ha ammazzato una 80enne c'e' stata, ma e' un caso limite...
|
|

29-05-2008, 14.08.09
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
io l'ho gia' fatto... ma mi devi spiegare perche' si parla sempre e solo di badanti... che mi risulti non ne ho ancora vista una in giro a stuprare ragazzini italiani, a scippare, a spacciare droga ecc... al massimo seducono i mariti o rubacchiano sulla spesa.....
mi correggo...una rumena che ha ammazzato una 80enne c'e' stata, ma e' un caso limite...
|
beh, se non mi sbaglio sono clandestine
|
|

29-05-2008, 14.16.54
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
beh, se non mi sbaglio sono clandestine
|
si ma a parte le rumene, le altre non sono neanche comunitarie.....
mi e' capitato di sentire in televisione a porta a porta, ma non mi ricordo da chi, che la colpa della bossi fini e' che consentisse l'accesso solo a quelli che avessero un contratto di lavoro e che quindi, per forza gli altri hanno dovuto fare i clandestini....
che cazzata madornale, e' come dire che siccome per avere la luce devo pagare allora mi attacco al palo della luce, e non pago....
|
|

29-05-2008, 14.22.15
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
si ma a parte le rumene, le altre non sono neanche comunitarie.....
mi e' capitato di sentire in televisione a porta a porta, ma non mi ricordo da chi, che la colpa della bossi fini e' che consentisse l'accesso solo a quelli che avessero un contratto di lavoro e che quindi, per forza gli altri hanno dovuto fare i clandestini....
che cazzata madornale, e' come dire che siccome per avere la luce devo pagare allora mi attacco al palo della luce, e non pago....
|
quindi, eccettuate le rumene e (eventualmente) le bulgare, bisogna cacciarle via tutte. o no?
|
|

29-05-2008, 14.35.22
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
quindi, eccettuate le rumene e (eventualmente) le bulgare, bisogna cacciarle via tutte. o no?
|
le clandestine si...... e in base alla direttiva comunitaria se non possonono dimostrare il proprio sostentamento anche le altre...
Ridiamo un po' d'amore ai nostri anziani....
ieri ho accompagnato mia madre dall'oncologo a fare una visita di controllo, la dottoressa mi ha detto... "sua mamma e' fortunata, lei e' stata la sua salvezza, e' importante per gli anziani avere vicino un caro, anche se sembra non riconoscerla, in realta' sente che lei c'e, ne vedo troppi lasciati nelle mani di estranei.."
ripeto... ci battiamo tanto per 4 zingari e troppi clandestini e ci dimentichiamo di lottare per chi ha davvero bisogno, per chi ha il diritto sacrosanto di ricevere negli ultimi anni della sua vita l'amore e le attenzioni e le coccole di chi ha amato....e sopratutto lo stato ha il dovere altrettanto sacrosanto di assicurare loro un cammino verso la fine dignitoso e fiero, perche' queste persone hanno dato una vita intera all'italia e con 300 euro al mese non gli si assicura manco una baracca lungo il tevere!!!
|
|

29-05-2008, 14.54.14
|
|
|
|
beh: per definizione una badante ha mezzi di sostentamento. quindi per le comunitarie il problema non sussiste.
cacciamo via tutte le altre (e gli altri), lasciamo il lavoro - se questo ci impegna fuori casa - e andiamo ad accudire i nostri anziani.
quanto questo sia una dimostrazione di affetto è tutto da dimostrare, però la posizione è conseguente.
|
|

29-05-2008, 15.41.08
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
devo ancora capire cosa diavolo centra la bossi-fini con i clandestini, l'ho letta e riletta e non mi sembri autorizzi nessuno a vrnire in Italia da clandestino e restarci...... anzi.. a quanto pare, se applicata avrebbe consentito l'ingresso solo di quelli in possesso di un lavoro e quindi in regola e con un sostentamento certo...... o mi sbaglio?
|
Con la Bossi-Fini, un immigrato clandestino che lavora, per regolarizzarsi è costretto a tornare nel proprio paese, fare domanda presso la nostra ambasciata dove incontrerà la richiesta del suo datore di lavoro, ottenere il contratto, e poi tornare in Italia.
Grazie a questa procedura capestro, che impedisci al lavoratore irregolare di regolarizzarsi in Italia, anche se possiede ormai tutti i requisiti, molti datori di lavoro e molti lavoratori, scelgono di mantenere la condizione di irregolarità.
Di conseguenza gli irregolari si sono accumulati a 650 mila unità.
|
|

30-05-2008, 00.24.50
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Roderigo
Con la Bossi-Fini, un immigrato clandestino che lavora, per regolarizzarsi è costretto a tornare nel proprio paese, fare domanda presso la nostra ambasciata dove incontrerà la richiesta del suo datore di lavoro, ottenere il contratto, e poi tornare in Italia.
Grazie a questa procedura capestro, che impedisci al lavoratore irregolare di regolarizzarsi in Italia, anche se possiede ormai tutti i requisiti, molti datori di lavoro e molti lavoratori, scelgono di mantenere la condizione di irregolarità.
Di conseguenza gli irregolari si sono accumulati a 650 mila unità.
|
perdonami ma qui i conti non tornano....primo: se un clandestino lavora lo fa in nero, e quindi froda lo stato al pari di chi lo ha "assunto", quindi gia' lavorativamente e' in difetto. Secondo essendo entrato in italia clandestinamente non ha il diritto di rimanervi. Terzo se anche fosse entrato in Italia legalmente ed ora non lo e' piu' sta violando non solo la legge italiana sull'immigrazione ma anche quella del suo paese di provenienza...
se poi vogliamo continuare a fare in modo che nel nostro paese continui a vigere il detto "fatta la legge, trovato l'inganno e' un'altro discorso".... tato e' vero che se un moldavo torna a casa con il permesso scaduto gli viene negato, dal suo paese d'origine un altro permesso per 5 anni,lo stesso vale per l'egitto (dove il problema non e' etrare in italia ma uscire dal proprio paese!) questo dimostra che i paesi da cui arrivano gli immigrati non ci pensano 2 volte ad attuare le normative sull'immigrazione... perche' noi no?
|
|

31-05-2008, 02.22.24
|
|
|
|
Se un clandestino lavora in nero, vuol dire che non gli è stata concessa la possibilità di regolarizzarsi. Lui vorrebbe. A noi la scelta.
Gli immigrati vengono nel nostro paese perchè hanno bisogno di lavorare e noi li accogliamo perchè abbiamo bisogno del loro lavoro.
Senza gli immigrati la nostra economia sarebbe in recessione.
Ci resta da scegliere se gli immigrati li preferiamo clandestini o regolari.
Alcuni li preferiscono clandestini, perchè così possono ricattarli meglio, sottopagarli, e sfruttarli. Altri preferiscono averli regolari, perchè una volta immessi in un percorso di stabilizzazione vivranno nel rispetto delle regole.
Se li preferiamo clandestini, dobbiamo fare norme capestro per il rilascio dei permessi di soggiorno, se li vogliamo regolari, viceversa, dobbiamo fare norme più agevoli.
I governi di centrodestra (ma anche quelli di centrosinistra) finora sono stati schizofrenici e hanno perseguito entrambi gli obiettivi: prima norme capestro e numeri di ingresso (decreto flussi) ridotti, poi grandi sanatorie. Il governo più "duro" quello della Bossi-Fini è stato anche quello della sanatoria più grande: 750 mila regolarizzati.
Fatta la legge, il governo si è ingannato da solo.
Purtroppo, anzi per fortuna, le esigenze di compiacere un elettorato xenofobo sono in contraddizione con le esigenze dell'economia. Perciò, le politiche sull'immigrazione sono altrettanto contraddittorie.
|
|

31-05-2008, 02.41.25
|
|
|
|
dovrei multiquotare ma non ne sono capace....
mi spiace ma non sono d'accordo su nessun punto... gli immigrati hanno il bigno di lavorare come tutti (o quasi) e devono attenersi alle leggi....
tutto il resto sono solo scuse per giustificare la mancanza di azioni ferme e decise del governo....
parli di sanatorie... quindi vedi che non e' vero che non puoi essere messo in regola ... ma il punto rimane un altro....
questi problemi, se chi e' clandestino non entrasse non ci sarebbero.... ripeto in stati come la spagna ai clandestini che tentano lo sbarco sparano..... qui basterebbe rimandarli al mittente...
la storia della necessita' di mano d'opera estera e' un'altra cosa... io non nego che l'italia ne abbia bisogno, tanto e' vero che i flussi ci sono per questo , ma il clandestino no!
|
|

31-05-2008, 03.08.49
|
|
|
|
Il clandestino è tale, perchè non lo regolarizziamo.
In Spagna non è indispensabile che uno straniero ottenga il permesso di soggiorno prima di cominciare a svolgere un'attività lavorativa sia autonoma che dipendente.
Le leggi hanno (dovrebbero avere) la funzione di regolarizzare e gestire le situazioni nel modo più efficace possibile, non quella di affermare principi ideologici o di fare propaganda.
Sancire per legge che un immigrato deve entrare nel paese già regolarizzato è solo propaganda.
E' improbabile che un immigrato riesca a trovare lavoro in Italia dal suo paese d'origine ed è altrettanto improbabile che molti datori di lavoro italiani siano disposti ad assumere a distanza, persone del tutto sconosciute.
L'incontro tra domanda e offerta avviene nel paese dove si lavora. Di conseguenza avvengono nel paese dove si lavora, anche le regolarizzazioni. Perciò, si fanno periodicamente sanatorie di massa in deroga alla legge, promettendo ogni volta che sarà l'ultima.
|
|

31-05-2008, 03.18.17
|
|
|
|
no il clandestino e' clandestino perche' o e' entrato clandestinamente o se entrato con un permesso trimestrale al termine non e' tornato a casa sua......
guarda io ho avuto 2 dipendenti che erano clandestini per assumerli non hanno fatto altro che andare a roma, dichiarare di aver smarrito i documenti, ricevere in giornata il "passaporto bianco" tornare a casa loro e tempo 20gg sono rientrati regolari, con il posto di lavoro 23 gg di attesa sono meglio di anni di baraccopoli no?.... quindi non credo ad una sola parola di sta storia..... chi non rientra e non fa i documenti necessari e' perche' nel suo paese di origine ha dei problemi personali di solito giudiziari... ed in quel caso e' meglio che rimanga a casa sua!
|
|

31-05-2008, 03.37.33
|
|
|
|
A parte il fatto che ci sono persone che fuggono dalla guerra o dalla dittatura, qual è la razionalità di obbigliare uno straniero a farsi un viaggio andata e ritorno nel suo paese per potersi finalmente regolarizzare?
Se quei tuoi due dipendenti, una volta identificati, avessero potuto regolarizzarsi direttamente a Roma, senza dover rientrare nel proprio paese, non sarebbe stato meglio? Non lo avrebbero fatto prima? Non lo farebbero molti di più? E non sarebbe un vantaggio per tutti, avere più lavoratori regolari e meno clandestini?
Quando i governi fanno le maxi-sanatorie, ammettono che è proprio così. Allora, non sarebbe meglio favorire la regolarizzazione un po' per volta, anzichè fare i duri per cinque anni e poi concedere regolarizzazioni di massa?
|
|

31-05-2008, 03.56.17
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Roderigo
A parte il fatto che ci sono persone che fuggono dalla guerra o dalla dittatura, qual è la razionalità di obbigliare uno straniero a farsi un viaggio andata e ritorno nel suo paese per potersi finalmente regolarizzare?
Se quei tuoi due dipendenti, una volta identificati, avessero potuto regolarizzarsi direttamente a Roma, senza dover rientrare nel proprio paese, non sarebbe stato meglio? Non lo avrebbero fatto prima? Non lo farebbero molti di più? E non sarebbe un vantaggio per tutti, avere più lavoratori regolari e meno clandestini?
Quando i governi fanno le maxi-sanatorie, ammettono che è proprio così. Allora, non sarebbe meglio favorire la regolarizzazione un po' per volta, anzichè fare i duri per cinque anni e poi concedere regolarizzazioni di massa?
|
ci pensi che forse questa cosa del rimpatrio e' stata fatta proprio per poter controllare chi esce ed entra, non si puo' sapere a priori se il clandestino e' scappato perche' ha commesso delle irregolarita' e quindi non poteva uscire dal suo paese legalmente. comunque prima dell'entrata della romania in europa le badanti che erano in italia sono sempre rientrate a farsi sggiornare i permessi e poi sono tornate, addirittura utilizzando quello trimestrale da turista....
guerre??? ma dai... qui sono quasi tutti rumeni, moldavi, egiziani, pakistani, russi, marocchini, cinesi dove la vedi la guierra????
scuse tutte scuse......
|
|

31-05-2008, 04.06.06
|
|
|
|
Se fossero tutte scuse, non ci sarebbero le maxi sanatorie.
Regolarizzare un clandestino implica la sua identificazione. Una volta identificato puoi avere su di lui tutte le informazioni che vuoi, basta chiederle allo stato di provenienza. Siamo nell'era di Internet.
Già cinesi, russi, egiziani, pakistani etc, tutti paesi dove vige lo stato di diritto.
I richiedenti asilo in un anno, in Italia, sono 23mila.
|
|

31-05-2008, 04.08.48
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Roderigo
Non puoi regolarizzare un clandestino se non lo hai identificato. Una volta identificato puoi avere su di lui tutte le informazioni che vuoi, basta chiederle allo stato di provenienza. Siamo nell'era di Internet.
Già cinesi, russi, egiziani, pakistani etc, tutti paesi dove vige lo stato di diritto.
I richiedenti asilo in un anno, in Italia, sono 23mila.
|
ma come lo identifichi un clandestino senza documenti....la prima cosa ch einsegnano loro e' "non portarti mai dietro i documenti... se ti fermano tu di' che li haai persi!"
|
|

31-05-2008, 21.27.57
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
ma come lo identifichi un clandestino senza documenti....la prima cosa ch einsegnano loro e' "non portarti mai dietro i documenti... se ti fermano tu di' che li haai persi!"
|
Stiamo parlando dei clandestini che lavorano onestamente e vogliono regolarizzarsi, e quindi vogliono lasciarsi identificare.
Se questa disponibilità trova una sponda nella legge dello stato italiano, queste persone diranno la verità e lo stato italiano avrà gli strumenti per verificarla, presso lo stato di provenienza dell'immigrato.
Se questa disponibilità invece trova la reclusione nei CPT e poi l'espulsione, è ovvio che il clandestino dichiarerà di aver perso i documenti.
|
|

31-05-2008, 22.01.10
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
guarda io ho avuto 2 dipendenti che erano clandestini
..
|
allora ti facevano comodo. o no?
|
|

01-06-2008, 17.53.58
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
allora ti facevano comodo. o no?
|
perche' non leggi tutto???? non erano miei dipendenti quando erano clandestini..... lo sono diventati dopo....... aahhhh santa pazienza....
si mi facevano comodo ma se fossi stata meno frescona, col cavolo che avrei fatto code di ore in questura. pagato il commercialista per far loro i documenti... li avrei ricacciati a casa loro a calci nel culo..... visto i problemi che mi hanno poi creato....
per queste persone tutto gli e' dovuto.... dovrebbero invece capire che se un datore di lavoro ti da' fiducia e si impegna a regolarizzarti, aspetta il tuo ritorno, non e' perche' e' un tuo diritto, ma perche' quella persona ti stima e di conseguenza dovrebbero comportarsi. Quando ero una dipendente e cambiavo posto di lavoro e magari venivo assunta dopo aver fatto un colloquio con 100 altre persone, sviluppavo un senso di rispetto e quasi "gratitudine" per la persona che scegliendo me al posto di un'altra mi dimostrava fiducia e mi dava un'opportunita' di lavoro, anche perche' parliamoci chiaro, oggi come oggi a meno che tu non sia un Rubbia una persona vale l'altra... sto parlando ovviamente di lavori tipo il cameriere, l'operaio generico ecc. che sono lavori dove non e' richiesta una frofessionalita' molto elevata..... se devo fare il chirurgo le cose cambiano.
invece e qui mi spiace lo stato insegna loro che possono venire qui quando vogliono e che i datori di lavoro hanno il dovere di assumerli, metterli in regola e occuparsi di loro..... il lavoro e' vero e' un diritto di tutti ma non tutti hanno le credenziali per accedervi..... di disoccupati in italia ce ne sono tanti, vedi i precari che lottano per un posto fisso, magari con laurea alle spalle e anni di esperienza... e questi arrivano e dicono "capo, tu devi, devi, devi......" e se li licenzi, via di vertenze sindacali, con parenti ed amici pronti a giurare e spergiurare cose innimaginabili pur di spillarti soldi e fartela pagare....(perche' il mondo del lavoro funziona cosi', anche se in italia c'e' il sogno del posto fisso) e tutto questo perche' le istituzioni li hanno troppo "coccolati" specialmente la sinistra....
arrivano clandestini? accogliamoli, sfamiamoli, diamo loro una casa, troviamo loro un lavoro, (vanno aiutati , se deliquono e vanno in galera quando escono lo stato gli cerca un'occupaziome!) e se sono rom gli passiamo anche luce gas e riscaldamento.....e gli italiani senza tetto che lottano da decenni per una casa popolare? i precari? i pensionati con una miseria al mese? i disoccupati? scherzi??? noi siamo ormai cittadini di serie "b"..... poi ci si stupisce se nei quartieri piu' degradati di napoli si ricorre alle molotov..... ma un esamino di coscienza sto stato se lo vuole fare???
|
|

01-06-2008, 18.09.07
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Roderigo
Stiamo parlando dei clandestini che lavorano onestamente e vogliono regolarizzarsi, e quindi vogliono lasciarsi identificare.
Se questa disponibilità trova una sponda nella legge dello stato italiano, queste persone diranno la verità e lo stato italiano avrà gli strumenti per verificarla, presso lo stato di provenienza dell'immigrato.
Se questa disponibilità invece trova la reclusione nei CPT e poi l'espulsione, è ovvio che il clandestino dichiarerà di aver perso i documenti.
|
si ma non tutti i paesi di provenienza sono tecnologicamente pronti ad una cosa del genere..... cosa facciamo? obblighiamo il kazakistan a connettersi via internet e a creare tutta la struttura necessaria per il passaggio delle informazioni solo perche' un clandestino non ha voglia di tornare a casa a farsi timbrare il passaporto..... ma ti rendi conto di quello che dici????
il clandestino che ormai lavora:
rod e' come parlare di un ladro che lavora ormai onestamente. e che quindi secondo questa visione contorta dovrebbe essere identico a me che non ho mai rubato....certo lo puo' essere se ha scontato una pena e se ha pagato il suo debito con la societa' cioe' se e' stato alle leggi e alle norme giuridiche..... alla stessa stregua un clandestino per mettersi in regola, perche' ormai ha un lavoro, deve tornare a casa e sistemare la sua questione illegale che gli ha procurato la clandestinita' ..... ma non solo per l'italia anche per il suo paese.... chi e' clandestino sa' di esserlo e lo e' diventato per non aver DELIBERATAMENTE seguito la legge... non e' nato cosi' o gli e' capitata una disgrazia nella vita... forse la disgrazia sta nel dove nasci e come... ma fare il clandestino in Italia non E' e non DEVE essere la via giusta per risolvere i problemi...
|
|

01-06-2008, 22.38.05
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
si ma non tutti i paesi di provenienza sono tecnologicamente pronti ad una cosa del genere..... cosa facciamo? obblighiamo il kazakistan a connettersi via internet e a creare tutta la struttura necessaria per il passaggio delle informazioni solo perche' un clandestino non ha voglia di tornare a casa a farsi timbrare il passaporto..... ma ti rendi conto di quello che dici????
|
In kazakistan forse non hanno un computer e una connessione internet in ogni casa, ma le istituzioni dello stato ce l'hanno. Così come hanno l'anagrafe, il casellario di polizia etc. Poi c'è il telefono, il telegrafo, la posta normale. Se lo stato italiano chiede allo stato kazako informazioni su un suo cittadino, per confermarne identità e certificato penale, questi sarà certamente in grado di fornigliele. Se, per assurdo non fosse in grado, non lo sarebbe neanche se il cittadino kazako che vuole regolarizzarsi in Italia facesse un viaggio, andata e ritorno.
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
il clandestino che ormai lavora:
rod e' come parlare di un ladro che lavora ormai onestamente. e che quindi secondo questa visione contorta dovrebbe essere identico a me che non ho mai rubato....certo lo puo' essere se ha scontato una pena e se ha pagato il suo debito con la societa' cioe' se e' stato alle leggi e alle norme giuridiche..... alla stessa stregua un clandestino per mettersi in regola, perche' ormai ha un lavoro, deve tornare a casa e sistemare la sua questione illegale che gli ha procurato la clandestinita' ..... ma non solo per l'italia anche per il suo paese.... chi e' clandestino sa' di esserlo e lo e' diventato per non aver DELIBERATAMENTE seguito la legge... non e' nato cosi' o gli e' capitata una disgrazia nella vita... forse la disgrazia sta nel dove nasci e come... ma fare il clandestino in Italia non E' e non DEVE essere la via giusta per risolvere i problemi...
|
Il clandestino che lavora equivale ad un delinquente solo perchè il nostro governo ha deciso così, non perchè lui, nel suo essere clandestino, abbia violato i diritti o i beni di qualcuno o di qualcosa. Anzi, semmai ha contribuito all'accumulazione dei nostri beni, da una condizione di ricattabilità e supersfruttamento.
Questo in fondo è il motivo per cui il nostro governo non favorisce le regolarizzazioni: gli schiavi sono preferibili ai lavoratori regolarizzati.
|
|

01-06-2008, 22.46.52
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Roderigo
In kazakistan forse non hanno un computer e una connessione internet in ogni casa, ma le istituzioni dello stato ce l'hanno. Così come hanno l'anagrafe, il casellario di polizia etc. Poi c'è il telefono, il telegrafo, la posta normale. Se lo stato italiano chiede allo stato kazako informazioni su un suo cittadino, per confermarne identità e certificato penale, questi sarà certamente in grado di fornigliele. Se, per assurdo non fosse in grado, non lo sarebbe neanche se il cittadino kazako che vuole regolarizzarsi in Italia facesse un viaggio, andata e ritorno.
Il clandestino che lavora equivale ad un delinquente solo perchè il nostro governo ha deciso così, non perchè lui, nel suo essere clandestino, abbia violato i diritti o i beni di qualcuno o di qualcosa. Anzi, semmai ha contribuito all'accumulazione dei nostri beni, da una condizione di ricattabilità e supersfruttamento.
Questo in fondo è il motivo per cui il nostro governo non favorisce le regolarizzazioni: gli schiavi sono preferibili ai lavoratori regolarizzati.
|
la legge non e' solo violare i diritti, ma anche le norme se espatri senza permesso o entri in un paese senza la documentazione necessaria violi la legge e lo fai volutamente.....
il kazakistan forse ce l'ha internet ma la moldavia no.... l'ufficio anagrafe competente e l'ambasciata e' in romania i visti li rilasciano li'....... a chisinau di internet non se ne parla.....
gli schiavi siamo noi che sottostiamo all'arroganza di queste persone e che gli diamo man forte.......
|
|

01-06-2008, 23.21.02
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
perche' non leggi tutto???? non erano miei dipendenti quando erano clandestini..... lo sono diventati dopo....... aahhhh santa pazienza....
|
eh, ma sono entrati illegalmente, hanno commesso un reato.
è proprio quel ragionamento contorto che ti fa dire che un ladro lavora onestamente.....
o no?
|
|

02-06-2008, 00.06.15
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
eh, ma sono entrati illegalmente, hanno commesso un reato.
è proprio quel ragionamento contorto che ti fa dire che un ladro lavora onestamente.....
o no?
|
ed infatti cosi' come un ladro regolarizza la propria posizione loro l'hanno fatto, sono rimpatriati, secondo le norme, e hanno ottenuto, grazie al mio contratto di lavoro di poter tornare in italia LEGALMENTE....... e' cosi' che deve funzionare, altrimenti si perde il controllo totale..... addirittura anche se clandestini non sono stati rimandati in patria forzatamente, ma gli e' stato "regalato" un passaporto "bianco" che ha fatto si' che nel loro paese d'origine non avessero grane per poter riespatriare.... quindi come vedi esiste un sistema per tornare nella legalita', se si vuole e ribadisco, se non si hanno motivi (gravi) per non volerlo fare.....
perche' tengo a precisare che in italia siamo tutti tolleranti ma non fanno altrettanto i paesi di provenienza... se un moldavo espatria irregolarmente e viene rispedito a casa gli tolgono la possibilita' di uscire dal proprio paese per 5 anni..... quello che rod scrive e' alla fine sensato.... telematicamente tutto sarebbe piu' semplice, ma cosi' facendo si andrebbe a dettare "legge" su normative di altri stati.
|
|

02-06-2008, 00.20.24
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
la legge non e' solo violare i diritti, ma anche le norme se espatri senza permesso o entri in un paese senza la documentazione necessaria violi la legge e lo fai volutamente.....
|
La legge la decide il governo (o il parlamento se esiste).
La funzione della legge dipende dal carattere dello stato: democratico o autoritario; etico o laico.
Negli stati democratici e laici, di solito, si definiscono reati quei comportamenti che violano i diritti, i beni, l'incolumità, la libertà altrui.
Negli stati autoritari ed etici, possono essere reati anche quei comportamenti che, pur non facendo del male a nessuno, violano un principio ideologico, religioso, morale o addirittura una norma burocratica fine a se stessa.
Nello stato democratico possono esserci leggi autoritarie e viceversa.
Il reato di immigrazione clandestina appartiene alla tipologia delle leggi e degli stati autoritari. Come pure la legge sulle droghe, quella che stabilisce il principio secondo cui "drogarsi non è lecito".
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
il kazakistan forse ce l'ha internet ma la moldavia no.... l'ufficio anagrafe competente e l'ambasciata e' in romania i visti li rilasciano li'....... a chisinau di internet non se ne parla.....
|
Quale che sia il livello tecnologico e informatico di uno stato, i casi sono soltanto due:
1) Lo stato possiede le informazioni relative all'identità e alla fedina penale dei suoi cittadini. Dunque, è in grado di comunicarle al resto del modo: via internet, via telefono, via telegrafo, via telegramma, via posta ordinaria, via piccione viaggiatore.
2) Lo stato non possiede le informazioni relative all'identità e alla fedina penale dei suoi cittadini. In tal caso, di fatto lo stato non esiste ed è inutile che il cittadino immigrato faccia il viaggio andata e ritorno per regolarizzarsi.
Citazione:
|
Originalmente inviato da Lulù
gli schiavi siamo noi che sottostiamo all'arroganza di queste persone e che gli diamo man forte.......
|
Considera che c'è pure Animus il quale afferma che gli uomini sono sottomessi al dominio e alla violenza delle donne ed è associato ad un gruppo che vuole liberare l'Occidente dal femminismo.
A spararle a rovescio, siamo capaci tutti.
|
|

02-06-2008, 00.23.04
|
|
|
|
allora.
tu mi stai dicendo questo: tizio è entrato come clandestino, però lavora regolarmente. quindi adesso torna nel suo paese, colui che gli dà lavoro fa domanda, se la domanda viene accolta, tizio ritorna in italia, e va tutto bene.
spero di avere azzeccato.
ma io mi chiedo quale sia la necessità di far tornare tizio al suo paese per compiere degli atti burocratici. non può farli da qui?
ma se.
ma se l'ingresso clandestino è comunque un reato, allora tutto questo non è più possibile.
fino a che.
fino a che non si scopre che qualcuno, entrato clandestinamente o comunque in modo illegale, ha raggiunto una posizione tale per cui - se viene espulso - è in grado di gridare alla persecuzione politica o razzista.
cose già viste.
|
|

02-06-2008, 01.27.21
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
allora.
tu mi stai dicendo questo: tizio è entrato come clandestino, però lavora regolarmente. quindi adesso torna nel suo paese, colui che gli dà lavoro fa domanda, se la domanda viene accolta, tizio ritorna in italia, e va tutto bene.
spero di avere azzeccato.
ma io mi chiedo quale sia la necessità di far tornare tizio al suo paese per compiere degli atti burocratici. non può farli da qui?
.
|
si questo e' stato un brillante escamotage per risolvere il problema di poter arrivare in Italia SOLO con un contratto gia' in mano, legge Bossi-Fini.... ora il problema e' che L'italia puo' fare anche richieste telematiche ma
A) non tutti gli stati sono in grado di ricevere tali informazioni telematicamente
B) se il clandestino ha commesso dei reati nel paese d'origine e ne e' scappato anche se dovessero vietargli il visto, ma quando ce ritorna?
C) poiche' moltissimi dispongono di documenti falsi (ad esempio la mia badante si spacciava per la sorella in possesso di passaporto rumeno) trasmettendo generalita' false si ricevono risposte falsate..
D) intorno alla clandestinita' che in Italia non e' ancora reato vi sono dei reati che invece vengono puniti (favoreggiamento ad esempio, sfruttamento ecc.. che non esisterebbero se tutti fossero regolari in italia) e dai paesi di provenienza l'espatrio non autorizzato comporta il reato di Falsificazione dei documenti, delle generalita', corruzione (ad esempio alle frontiere. o credete davvero che non vengano pagati i doganieri???)
quindi i governi di provenienza esigono che l'immigrato si rechi di persona sul posto per tutti i controlli del caso, non e' una cosa ITALIANA....
|
|

02-06-2008, 01.40.08
|
|
|
|
e se.
e se il paese d'origine non fosse un paese libero e democratico?
e se il "clandestino" rischiasse la ghirba a ritornare indietro?
sicuramente tizio mente, caio paga, sempronio ha qualcosa da nascondere.
ma siamo sicuri di risolvere tutto dicendo che "è severamente vietato" .... ?
siamo sicuri che quel tizio che ha attraversato il sahara a piedi, che ha venduto la sorella ad un barcaiolo tunisino per pagarsi la traversata del mediterraneo su un canotto, si faccia spaventare dall'annuncio che dice che in italia "la clandestinità è un reato"?
mah.
|
|

02-06-2008, 01.59.59
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
e se.
e se il paese d'origine non fosse un paese libero e democratico?
e se il "clandestino" rischiasse la ghirba a ritornare indietro?
sicuramente tizio mente, caio paga, sempronio ha qualcosa da nascondere.
ma siamo sicuri di risolvere tutto dicendo che "è severamente vietato" .... ?
siamo sicuri che quel tizio che ha attraversato il sahara a piedi, che ha venduto la sorella ad un barcaiolo tunisino per pagarsi la traversata del mediterraneo su un canotto, si faccia spaventare dall'annuncio che dice che in italia "la clandestinità è un reato"?
mah.
|
senti, ci si puo' lasciare andare alle fantasie piu' sfrenate sulle angherie che chi arriva in italia ha subito, la realta' e' che la maggior parte dei clandestini arriva da paesi si' difficili ma non cosi' repressivi.. e poi oggi esiste fra gli stranieri un modo diverso per arrivare qui.... nel 90% dei casi chi e' qui presta i soldi per fare arrivare gli altri... i casi che fanno notizia sono pochissimi ma come sempre, essendo quelli piu' eclatanti ci danno una realta' non sempre corretta....
sono moltissimi i clandestini che arrivano dal nord europa e dalla romania, passando dall'ungheria (che pare essere la frontiera piu' compiacente) e una volta in ungheria il visto e' assicurato...
basta pagare --- 4000 euro e sei corredato di nuova identita' passaporto con lettura (quella nuova...magnetica?), passaggio e tasse di dogana (....) pagate..... se poi tutto va bene qui c'e' un bel racket del tuo paese pronto ad impiegarti...... le tariffe variano da lavoro a lavoro... per fare la badante almeno 600 euro, che verserai alla stessa connazionale che dall'italia ti ha organizzato il viaggio....
vedi quanta gente con un NON REATO ci mangia in modo illegale? io credo che la clandestinita' debba finire, troppa gente ci rimette i clandestini per primi.... tenedo conto che non e' ripeto una cosa solo ITALIANA..... altri governi hanno regole differenti e noi come paese le dobbiamo rispettare, senza questo rispetto non possiamo poi pretendere che chi arriva rispetti le nostre...
|
|

02-06-2008, 02.05.20
|
|
|
Citazione:
|
Originalmente inviato da rikkitikkitavi
e se.
ma siamo sicuri di risolvere tutto dicendo che "è severamente vietato" .... ?
.
|
si quando non rimane altro da fare...... quando a furia di evitare quel divieto si finisce per esacerbare i propri cittadini al punto da innescare azioni razziste e violente.... ovviamente deve seguire alla declamazione l'azione..... e per amor di Dio nessun indulto!!!!
|
Powered by vBulletin versione 3.7.4
Copyright ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2008
|