L'Archivio di Metaforum

Forum di politica, cultura, società - 2008


  Metaforum.it > Forum Società > Ippocrate

 
Vecchio 29-10-2007, 16.54.49
ugodin
 
Controllo nascite: le pillole contestate dalla Chiesa e dallo Stato

FARMACI: NORLEVO E RU486, DIVERSE MA SPESSO CONFUSE / SCHEDA
(V. 'PAPA: OBIEZIONE COSCIENZA FARMACISTI ...', DELLE 12.18)




(ANSA) - ROMA, 29 OTT - La molecola che 'ha lo scopo di
evitare l'annidamento di un embrione', secondo la citazione di
Papa Benedetto, e' la cosiddetta 'pillola del giorno dopo'
(norlevo). Questo medicinale non ha effetto abortivo e si
differenzia dalla RU486, che invece induce un aborto a tutti gli
effetti, con la quale spesso viene confuso.
- PILLOLA RU 486: La pillola RU 486, ha un verificato effetto
abortivo. A base di mifepristone, e' in grado di interrompere la
gravidanza gia' iniziata con l'attecchimento dell'ovulo
fecondato. La vendita della RU 486, commercializzata in Francia,
e' vietata in Italia. L'Ospedale ginecologico S.Anna di Torino
e' stato il primo ad avviare una sperimentazione della RU 486
sul territorio nazionale.
- NORLEVO: In questo caso si tratta di un anticoncezionale e non
provoca, secondo gli esperti, l'interruzione di una gravidanza.
Su questo punto, pero', le posizioni sono divergenti e alcuni
sostengono che tale pillola potrebbe, in alcuni casi
particolari, avere anche un effetto abortivo. Approvato dal
ministero della sanita' nel 2000, il farmaco non provoca dunque
l'interruzione della gravidanza ma impedisce l'eventuale
annidamento nell'utero dell'uovo che potrebbe essere fecondato.
Il ministero della Salute ha adottato un provvedimento
restrittivo
che impone la presentazione della ricetta medica da
rinnovare volta per volta per ottenere la pillola. La
commercializzazione e' avvenuta con una procedura europea di
mutuo riconoscimento.(ANSA).

I12-CR
29-OTT-07 16:40

questa invece era la notizia cui la scheda faceva riferimento


PAPA: OBIEZIONE COSCIENZA FARMACISTI SU ABORTO E EUTANASIA

(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 29 OTT - L'obiezione di
coscienza dei farmacisti e' un ''diritto riconosciuto'' quando
si tratti di fornire medicine ''che abbiano scopi chiaramente
immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia''.
Lo ricorda Benedetto XVI, chiedendo che i farmacisti,
importanti ''intermediari tra i medici e i pazienti'' ''facciano
conoscere le implicazioni etiche dell'uso di alcuni farmaci''.
''In questo campo - afferma il Papa - non e' possibile
anestetizzare le coscienze, per esempio circa gli effetti di
molecole che hanno lo scopo di evitare l'annidamento di un
embrione o di cancellare la vita di una persona''.
Papa Ratzinger lo ha detto nell'udienza concessa ai
partecipanti al congresso internazionale dei farmacisti
cattolici, rimarcando che ''il farmacista deve invitare ciascuno
a un sussulto di umanita', perche' ogni essere sia protetto
dalla concepimento fino alla morte naturale e perche' i farmaci
svolgano davvero il proprio ruolo terapeutico''. (ANSA).

CHR
29-OTT-07 12:18

continuo a chiedermi perché in francia è ammessa e qui no.....
 
Vecchio 30-10-2007, 09.23.14
catluc
 
obiezione di coscienza ai farmacisti



Nel discorso ai farmacisti cattolici il pontefice rinnova il veto all'interruzione di gravidanza
Affrontato anche il tema del progresso: "No ad una incontrollata sperimentazione"

Il Papa: "Su aborto e eutanasia
obiezione di coscienza ai farmacisti"
Esplicito il riferimento alla pillola del giorno dopo
Federfarma: obbligo di legge garantire i medicinali prescritti



ROMA - L'obiezione di coscienza dei farmacisti è un "diritto riconosciuto" quando si tratta di fornire medicine "che abbiano scopi chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia". Benedetto XVI nel discorso rivolto oggi alla Federazione internazionale dei farmacisti cattolici, non pronuncia il nome della pillola abortiva, ma il riferimento sembra esplicito.

"L'obiezione di coscienza - ha detto il pontefice - è un diritto che deve essere riconosciuto alla vostra professione permettendovi di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo le scelte chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia".

All'inizio dell'anno, era stata l'udienza concessa ai vertici delle amministrazioni locali del Lazio, a dare l'occasione a Benedetto XVI per ribadire il proprio veto verso la pillola RU486. Alla vigilia di due manifestazioni promosse per difendere la legge sull'aborto e i Pacs, il pontefice ammonì che bisogna "evitare di introdurre farmaci che nascondano in qualche modo la gravità dell'aborto come scelta contro la vita".

Ai farmacisti cattolici, Benedetto XVI oggi ha ribadito che "non è possibile anestetizzare le coscienze sugli effetti di molecole che hanno lo scopo di evitare l'annidamento di un embrione o di cancellare la vita di una persona. Il farmacista, importante intermediario tra medici e pazienti, deve invitare ciascuno a un sussulto di umanità, perchè ogni essere sia protetto dalla concepimento fino alla morte naturale".

Benedetto XVI ha affrontato anche il problema del progresso della medicina, che porta grandi benefici ma talvolta espone i pazienti ai rischi di una incontrollata sperimentazione. "Nessuna persona - ha scandito il Papa - può essere utilizzata in maniera sconsiderata come un oggetto per realizzare sperimentazioni terapeutiche".

In questo contesto, il Papa ha infine ripetuto il suo appello affinché i farmaci salvavita siano garantiti ai Paesi del Terzo mondo che non possono acquistarli: "E' necessario che le diverse strutture farmaceutiche, i laboratori e i centri ospedalieri abbiano la preoccupazione della solidarietà nell'ambito terapeutico, per permettere un accesso alle cure e ai farmaci di prima necessità a tutti gli strati della popolazione, in tutti i Paesi".

All'appello del Papa risponde il segretario di Federfarma, Franco Caprino: "E' un obbligo per i farmacisti, così come previsto dalla legge, garantire ai cittadini di trovare in farmacia i medicinali prescritti dal medico". Caprino sottolinea così il ruolo delle farmacie che per altro non possono fare obiezione di coscienza nella vendita di medicinali, come per esempio la pillola del giorno dopo, così come previsto dalla legge.

Secondo Caprino, infatti "interferirebbe con il lavoro e le decisioni del medico. E costringerebbe i cittadini alla caccia della farmacia in cui si possono acquistare i medicinali 'incriminati'. Una soluzione - conclude Caprino - che neppure i cittadini capirebbe o accetterebbero".

www.repubblica.it
(29 ottobre 2007)
 
Vecchio 30-10-2007, 09.30.23
catluc
 
Mentre riportavo questo messaggio, mi sono chiesta a lungo dove inserirlo e se era giusto metterlo nell'ora di Religione. Quello del papa mi sembra più un atto politico che etico. Che non dovrebbe avere nulla a che fare con la religione.
 
Vecchio 30-10-2007, 13.32.34
Andy Capp
 
Citazione:
Originalmente inviato da catluc

........... permettendovi di non collaborare direttamente o indirettamente alla fornitura di prodotti che hanno per scopo le scelte chiaramente immorali, come per esempio l'aborto e l'eutanasia.
.........
Certamente non passerà ma,se per ipotesi dovesse essere recepito dallo stato ,probabilmente sarebbe poi la volta del preservativo ,visto come è formulato questo invito.
Forse il topic andrebbe meglio in "Perchè siete anticlericali?".
 
Vecchio 31-10-2007, 12.05.53
AlexJC
 
Post L'abuso dell'obiezione di coscienza

Premetto che sono stato un obiettore di coscienza al servizio militare, quindi non solo sono convinto della totale legittimità dell'obiezione di coscienza ma sono anche fortemente convinto del suo importantissimo valore civile e morale. Detto questo occorre intendersi su cosa significa essere obiettori di coscienza.

È un obiettore di coscienza chi rifiutando di ottemperare a degli obblighi di legge ritenuti ingiusti si assume tutta la responsabilità civile e penale delle sue azioni. Ultimamente l'uso comune del termine ha invece fatto rietrare in questa categoria persone che non rischiano nulla di per se ma con il loro rifiuto a compiere determinati atti proibiscono ad altri cittadini di compiere qualcosa che LORO STESSI ritengono immorale.

Rientrano in questa categoria i medici ginecologi che sono contrari all'aborto e i farmacisti che rifiutano la vendita di anticoncezionali. Ragioniamo un attimo su questi comportamenti. Se è giusto e comprensibile che la legge 194 prevedesse l'obiezione di coscienza per i medici che erano attualmente in servizio al momento dell'entrata in vigore della legge, è meno comprensibile sul perché la possibilità di avvalersene debba valere anche per chi è diventato medico ginecologo DOPO che la legge era già in vigore.

Del resto nessuno ti obbliga a diventare medico e soprattutto a specializzarti in ginecologia, se la tua coscienza ti impedisce di praticare aborti c'è un ampissima gamma di lavori che puoi intraprendere senza mai entrare a contatto con questa realtà.

D'altra parte la legge 194 riconosce un diritto alle donne che è quello di abortire, l'obiezione di coscienza nega invece questo diritto in molti casi visto che la maggioranza dei medici (anche, e soprattutto, dei consultori) esercitano il loro diritto all'obiezione. Questo causa non pochi problemi alle donne che devono avvalersi del consultorio, come riporta un inchiesta dell'Espresso di questa settimana.

Lo stesso dubbio di legittimità ha ancor più valore per i farmacisti che esercitano il loro diritto all'obiettore di coscienza nei confronti della vendita di anticoncezionali... ma chi glie l'ha fatto fare di diventare farmacisti? Non mi risulta che ci sia una chiamata di leva per arruolare medici ginecologi e farmacisti nel nostro paese, quindi la scelta è totalmente libera... In tal senso dico che l'uso del termine obiettore di coscienza è abusato e fuori luogo.

Il farmacista e il medico ginecologo “obiettori” non stanno svolgendo alcun servizio obbligatorio, se il lavoro che fanno non è compatibile con la loro morale che scelgano pure tranquillamente un'altra professione.

Proviamo ad immaginare cosa succederebbe se tutte le farmacie del nostro paese fossero gestite dai fondamentalisti che non somministrano antidolorifici (come ad esempio le seguaci di Madre Teresa di Calcutta che in ottemperanza a quanto disposto dalla loro figura guida non li hanno mai somministrati nei loro ospedali dicendo che il dolore avvicina a dio), per avere un Aulin o un Aspirina si dovrebbe andare all'estero!!!

Insomma, chi glie lo fa fare ad un vegetariano di fare il macellaio e poi rifiutare di vendere la carne?

Oppure sarebbe forse legittimo che un ateo militante diventasse dipendente di una biblioteca pubblica e poi rifiutasse il prestito dei libri sacri o di autori cattolici? Eppure sarebbe un obiettore di coscienza anche lui secondo l'accezione comunemente usata.

Ad ogni modo l'uso comune (ed improprio) del termine è quello che consente al Pastore Tedesco di fare appelli assurdi come quello odierno, rivolgendosi ai farmacisti perché non vendano la pillola del giorno dopo.

Come sempre, quando si ha a che fare con il fanatismo e l'integralismo religioso, i diritti devono valere solo per chi si trova dalla parte divinamente esatta, gli altri che si arrangino, del resto l'Italia è provincia del Vaticano quindi chi non è cattolico è un cittadino di serie B.

www.civiltalaica.splinder.com
 
Vecchio 31-10-2007, 14.41.50
foglie di acqua
 
"Basta invasioni di campo nessuna medicina è immorale"




La Turco: sulle regole solo il Parlamento è sovrano



La parola del pontefice è autorevole nella sua dimensione pastorale. Ma non è possibile che tutte le volte che si esprime su un tema succeda il terremoto

Mario Reggio



ROMA - «C’è una cosa che questo Paese dovrebbe imparare. Non è possibile che ogni volta che il Papa parla succeda un terremoto. Quando il capo della Chiesa chiama in causa le leggi, il mio dovere di ministro oltreché il mio sentimento di cittadina della Repubblica Italiana è quello di ricordare che l’indiscutibile sovranità appartiene al Parlamento. E per un ministro è l’unica sovranità che conti».

Livia Turco, ministro della Salute: ritiene che quella di Ratzinger sia un’invasione di campo?

«La parola del Papa è autorevole, da ascoltare nella sua dimensione pastorale e profetica. In questo caso Ratzinger pone il problema dell’educazione alla sessualità che sia anche un´educazione alla vita, alla responsabilità e alla relazione umana tra i sessi. Un messaggio che condivido, ma da qui all’obiezione di coscienza dei farmacisti ce ne corre».

Quindi?

«La legge non prevede l’obiezione di coscienza dei farmacisti e credo che le norme siano sagge. Come si può stabilire rispetto a quali farmaci si possa applicare l’obiezione di coscienza? Se dovesse passare questo principio si scatenerebbe, da parte delle persone, una caccia selvaggia alle farmacie dove non lavorano farmacisti obiettori. Tra l’altro non esistono farmaci che incentivano l’aborto e l’eutanasia nella farmacopea ufficiale. Un pensiero diverso significa nutrire una grande sfiducia nei confronti dell’autorità europea che registra i farmaci consentiti dal prontuario farmaceutico. L’Agenzia europea del farmaco, assieme alle strutture pubbliche degli Stati membri della Ue, autorizzano la prescrizione ed il consumo di prodotti sottoposti a rigorose validazioni scientifiche e cliniche. Non mi risulta che l’Agenzia europea (Emea) abbia mai autorizzato farmaci che abbiano scopi immorali».

Il Papa non fa distinzione tra pillola del giorno dopo e la Ru 486.

«Voglio fare chiarezza su una confusione imperante e dannosa. Il contenuto della pillola del giorno dopo è un estrogeno ad alte dosi, lo stesso principio contenuto in quella anticoncezionale. Il suo scopo è quello di prevenire una maternità non desiderata e quindi l´aborto. Deve essere somministrata entro le 72 ore successive al rapporto sessuale non protetto, quindi a rischio. È registrata nella nostra farmacopea da cinque anni sulla base del principio del mutuo riconoscimento comunitario ed è presente in tutti i Paesi europei. Credo che bisogna fare tutti gli sforzi possibili per evitare la pillola del giorno dopo, quindi mi sento fortemente impegnata a promuovere la contraccezione, l’educazione sessuale ed il potenziamento dei consultori. Sono convinta che i nostri giovani abbiano bisogno di una profonda educazione sentimentale».

E la Ru486?

«È tutta un’altra storia. Si tratta di una metodica abortiva ampiamente sperimentata di cui si conoscono gli effetti collaterali. Sono state già fissate le modalità attraverso le quali va prescritta e somministrata. È un’alternativa all’intervento abortivo chirurgico ed in quanto tale non ha bisogno di ulteriori sperimentazioni. È prevista dalla farmacopea e dall’Emea. Fino ad ora non è commercializzata in Italia perché l’azienda che la produce non ne ha fatto richiesta. Il suo utilizzo non chiama in causa nessuna legge. Ha ragione l’assessore regionale alla sanità dell’Emilia Romagna, Giovanni Bissoni, quando dice che si è attenuto alle regole vigenti. Gli ospedali che hanno richiesto questa metodica abortiva hanno importato il farmaco dai Paesi europei dove è commercializzata».

E da noi?

«Ho appreso dall’Aifa che ai primi di novembre l’azienda produttrice trasmetterà la richiesta all’Emea, per attivare la pratica del mutuo riconoscimento. Dopo 90 giorni la pratica si conclude automaticamente. Quando questo avverrà spero che l’arrivo della Ru 486 in Italia venga accolto con un dibattito sereno e pacato perché non si tratta di un incentivo all’aborto. Sarà mia cura comunque chiedere al Consiglio superiore di sanità un atto di indirizzo perché la metodica sia inserita scrupolosamente nell’ambito della legge 194, quindi somministrata solo ed esclusivamente nelle strutture pubbliche».

30 ottobre 2007


La Repubblica
 
Vecchio 31-10-2007, 15.01.17
catluc
 
Brava Livia....!
 
Vecchio 12-11-2007, 18.55.13
ugodin
 
ABORTO: RU486; IN ITALIA AL VIA PROCEDURE REGISTRAZIONE/ANSA

(ANSA) - ROMA, 12 NOV - E' giunta all'Agenzia Italiana del
Farmaco la richiesta di registrazione della pillola abortiva
RU486; la documentazione relativa al medicinale e' arrivata dopo
che la scorsa settimana l'azienda farmaceutica francese Exelgyn
ne aveva annunciato l'invio in Italia e in altri paesi.
La procedura con cui viene chiesta la registrazione nel
nostro paese della RU486 e' chiamata di mutuo riconoscimento,
secondo le regole vigenti e obbligatoria per i tutti i paesi Ue.
Sulla base di tale procedura il paese che ha gia' registrato
il medicinale (in questo caso la Francia) coinvolge nel processo
registrativo gli altri paesi in cui il farmaco non e' ancora
registrato.
Ora si dovra' procedere prima ad una valutazione
amministrativa, poi ad una tecnico-scientifica, comunque entro
90 giorni l'Aifa dovra' inviare il parere finale alla Francia.
Se non ci saranno problemi si puo' prevedere che il
medicinale venga commercializzato tra la fine di aprile e l'
inizio di maggio. La registrazione, secondo quanto ribadito nei
giorni scorsi dal ministero della Salute, dovra' essere nel
quadro della legge 194 e la eventuale dispensazione dovra'
avvenire solo in ospedale.
VALUTAZIONE AMMINISTRATIVA: la documentazione deve passare una
validazione amministrativa che durera' circa 14 giorni; tale
fase puo' concludersi positivamente o con una richiesta di
integrazione;
VALUTAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA: ha una durata complessiva di 90
giorni nella quale vengono valutate le documentazioni
scientifiche; in particolare gli esperti del comitato dell'Aifa
valutano il dossier chimico, quello tossicologico, quello
clinico.
La pillola RU486 contiene come principio attivo una sostanza
chiamata mifepristone, che e' in grado di interrompere la
gravidanza gia' iniziata con l'attecchimento dell'ovulo
fecondato.
Sono gia' 21 i paesi dove e' possibile utilizzare la RU486.
In Francia e' autorizzata dal 1988, in Gran Bretagna dal 91 e in
Svezia dal '92. Si distingue dalla cosiddetta pillola del giorno
dopo che e' invece un anticoncezionale e non provoca, secondo
gli esperti, l'interruzione di una gravidanza ma impedisce
l'annidamento dell'ovocita.
L'Ospedale ginecologico S.Anna di Torino e' stato il primo ad
avviare una sperimentazione della RU 486 sul territorio
nazionale. (ANSA).

MRB
12-NOV-07 18:53
 
Vecchio 12-11-2007, 18.56.14
ugodin
 
notate il titolo del lancio. ABORTO: .......
 
Vecchio 05-01-2008, 13.45.46
ugodin
 
ABORTO: RU486; PILLOLA ABORTIVA DA MARZO NEGLI OSPEDALI

(ANSA) - ROMA, 5 GEN - Entro marzo la pillola abortiva, la
Ru486, arrivera' in Italia ma solo negli ospedali e sotto
stretto controllo medico. Lo afferma un articolo del Sole-24
ore. ''Tutt'al piu' - afferma il direttore dell'Istituto Mario
Negri di Milano, Silvio Garattini, citato dal quotidiano - ci
potra' essere uno slittamento ulteriore di un mese nel caso in
cui l'Aifa chieda informazioni ulteriori all'azienda''.
''Ma l'autorizzazione - prosegue Garattini sul Sole - e' un
atto dovuto, visto che avviene con la procedura del mutuo
riconoscimento in base al fatto che il farmaco e' gia'
autorizzato nella stragrande maggioranza dei Paesi europei''.
Garattini esclude retromarce ''a meno che l'Italia non sia in
grado di produrre prove scientifiche evidenti di concreti rischi
sanitari ma mi pare inverosimile e poi gli esiti delle
sperimentazioni della pillola abortiva a Torino sono stati
positivi''. La richiesta di autorizzazione alla vendita nel
nostro Paese e' stata depositata all'Agenzia italiana del
farmaco (Aifa) il 10 novembre scorso. Per il via libera sul
mercato occorrono circa quattro mesi: 15 giorni - scrive il
Sole-24ore - per le procedure amministrative, 90 per la
valutazione scientifica e poi l'ok del Cda dell'Aifa e la
pubblicazione in Gazzetta del decreto di autorizzazione.(ANSA).

GU
05-GEN-08 13:31
 
Vecchio 14-12-2008, 13.08.26
Marzia
 
Il sottosegretario Roccella: ormai l'agenzia ha detto sì

Via libera alla pillola abortiva
«Il governo non può fermarla»


Autorizzazione dell'Aifa: la Ru486 sarà somministrata in ospedale. Da stabilire il prezzo e le modalità prescrizione

ROMA — È questione di poco tempo l'introduzione in Italia della Ru486, la pillola abortiva. Questa settimana il Consiglio di amministrazione del-l'Aifa, l'Agenzia del farmaco, potrebbe dare il via libera definitivo alla pasticca che ha consentito a milioni di donne in tutto il mondo di interrompere la gravidanza senza entrare in sala operatoria. E il governo non può fare niente, ammette Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare. Questo perché la pillola di fatto aveva già ricevuto il passaporto lo scorso febbraio, autorizzata per procedura di mutuo riconoscimento dal comitato tecnico scientifico dell'Aifa durante il governo di Romano Prodi. Il comitato allora presieduto dall'ex capo dell'Agenzia, Nello Martini, aveva espresso parere favorevole giudicando positivo il rapporto costi-benefici purché il suo impiego fosse coerente con la 194 e fosse previsto solo in ambito ospedaliero. Il meccanismo si è messo in moto e il prodotto è all'ordine del giorno della riunione di fine d'anno del Cda dell'Aifa: «Arrivati a questo punto, non ci sono motivi per dire di no», dicono le persone bene informate sui lavori dell'organismo da cui dipende il prontuario terapeutico del nostro Paese. «Noi non possiamo fare più niente per bloccare un farmaco che a nostro parere espone a molti rischi. Ma è una truffa dire alle donne che è sicuro e che rende l'aborto facile», contesta Eugenia Roccella, impegnata a denunciare con Assuntina Morresi (ora sua collaboratrice al ministero) i pericoli della Ru486. «Poi questo farmaco ha ancora molti lati oscuri. Ha provocato almeno 16 morti», sottolinea.

«E verrà somministrata in ospedale solo in teoria. Nella pratica le donne firmeranno il registro delle dimissioni e torneranno a casa, senza neppure una notte di ricovero, come è avvenuto nel 90% delle volte nel corso della sperimentazione a Torino. E questo è un rischio», aggiunge il sottosegretario. Dunque l'arrivo in commercio della famigerata pillola a base di una sostanza, il mifepristone, che «blocca il nutrimento » dell'embrione, è ormai una questione di settimane. La ditta francese che la produce, l'Exelgyn, ha già trovato l'azienda cui appoggiarsi in Italia per distribuirla. Restano da stabilire solo il prezzo e le modalità di prescrizione. La Ru486 potrà essere data solo in ospedale e con obbligo di almeno un giorno di ricovero. Non sarà un farmaco da portare a casa, lontane dal controllo medico. L'unica motivazione che l'Aifa potrebbe avanzare per rimandare il via libera e rinviare le inevitabili polemiche da parte del mondo cattolico (soltanto l'altro giorno il Papa ha rinnovato la sua condanna) sarebbe di carattere economico. Ma sarebbe un arrampicarsi sugli specchi. Eugenia Roccella però vuole continuare la sua battaglia: «Le donne devono sapere che l'aborto chimico non è una passeggiata».



Margherita De Bac

14 dicembre 2008

Corsera
 
Vecchio 15-12-2008, 10.46.29
wiwi
 
RU486: NON E' UN ANTICONCEZIONALE

"La prossima somministrazione della pillola Ru486 in Italia impone a tutti il dovere di informare correttamente le donne italiane che intenderanno farne uso. Si tratta di un farmaco potenzialmente pericoloso per la loro salute, la cui vendita e' stata autorizzata dall'agenzia farmaceutica in virtu' di un accettabile rapporto costi-benefici purche' il suo impiego sia coerente con la legge 194 e purche' sia previsto esclusivamente in ambito ospedaliero. Cio' vuol dire che si e' ritenuto questo farmaco non piu' pericoloso della tecnica normalmente usata per gli aborti, ma sempre di aborto si tratta". Parla il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni. "Per questo - aggiunge il ministro - mi appello alle ragazze italiane: non considerate la pillola Ru486 un anticoncezionale perche' non lo e'. E' un'altra cosa, la Ru486 e' l'interruzione di una gravidanza gia' iniziata, ed e' un farmaco che presenta gravi rischi per le donne che lo assumono. Quindi, assolutamente, non dovete smettere di usare i normali anticoncezionali. Mi appello anche agli organi di informazione perche' siano particolarmente attenti in questo senso. Infine mi si permetta una considerazione personale ne' ideologica e ne' moralista: ogni nuovo strumento per fermare la vita non e' una vittoria per nessuno, ma solo la constatazione di una sconfitta sociale".

fonte



Powered by vBulletin versione 3.7.4
Copyright ©2000 - 2008, Jelsoft Enterprises Ltd.
Metaforum.it, 2003 - 2008